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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 21
 La filosofia Sankhya
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mauricello
Utente Normale


Lazio


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Inserito il - 26/04/2010 : 20:59:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna e grazie in anticipo per il chiarimento che mi potrete dare. Ho letto i capitoli dello Shrimad Baghavatam relativi alla filosofia Samkhya e parallelamente il testo "Samkhyakarika" col commento di Gaudapada e lo "Yoga Sutra" di Patanjali che fa diretto riferimento alla suddetta dottrina.
Senza andare per le lunghe in sontanza, da ciò che ho capito, la Samkhya, a differenza dei mayavadi, sostiene la realtà sostanziale della Prakriti la cui Maya è considerata un potere di velare o di ignoranza, e non come suggeriscono gli impersonalisti, una totale illusione.
Premesso questo, 2 cose sostanziali differiscono dalla filosofia della Samkhya così come descritta nella karika e nello yoga sutra dallo Shrimad Bhagavatam, cioè: il livello di realtà della Prakriti. Nel primo caso Prakriti e Purusha sono assolutamente ed egualmente reali ed indipendenti mentre nello Shrimad Baghavatam, è la Persona Suprema che manifesta, feconda e si stabilisce nella Prakriti.
Non so se sto dicendo le cose in maniera corretta perchè tutto ciò mi ha alquanto confuso e a dire il vero anche il Sacro Purana non è molto semplice da leggere talvolta.
Ultima domanda: in quali termini la Persona Suprema manifesta, feconda e si stabilisce nella Prakriti?
Grazie per la pazienza e Hare Krishna a tutti!

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1956 Messaggi

Inserito il - 02/05/2010 : 20:59:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Mauro, Hare Krishna, grazie delle domande.

La filosofia Sankhya (o Samkhya) originale fu enunciata da Sri Kapiladeva, un avatara di Krishna, Dio, la persona suprema, apparso come figlio di Kardama muni e di Devahuti, ed e' presentata nella parte finale del 3° Canto dello Srimad Bhagavatam.

Come rappresentante di un'autorevole linea disciplica di maestri spirituali autentici, la Brahma-Gaudiya vaisnava sampradaya (vedi qui: http://www.facebook.com/note.php?note_id=176508504697 ), Bhaktivedanta Svami Prabhupada e' senza dubbio il piu' qualificato a commentarla correttamente: un maestro della successione parampara' infatti, rivela immediatamente il significato diretto delle parole del Signore, senza alcuna alterazione, mentre un impersonalista come Gaudapada cerca di sostenere le proprie supposizioni speculate ornandole di giochi di parole o con vari trucchi grammaticali, e uno yogi come Patanjali, pur con tutta la buona volonta', e perfino "azzeccando" qualche conclusione giusta, non puo' realizzarlo veramente, poiche' si avvale comunque di un metodo di acquisizione della conoscenza di tipo "ascendente" (cioe', ottenuta grazie ai propri sforzi, mentali o intellettuali che siano).

Per acquisire la conoscenza trascendentale completa (jnana e vijnana) invece, occorre utilizzare il metodo "discendente", cioe', riceverla cosi' com'e' stata data dal Signore Stesso, attraverso un intermediario trasparente, un maestro spirituale autentico, appunto, che appartenga ad una successione riconosciuta.

Non si puo', infatti, acquisire questa conoscenza ne' tantomeno realizzarla in pratica, nella nostra vita quotidiana, con un semplice studio accademico o nozionistico, perche' essendo di natura divina (divya-jnana) dev'essere rivelata nel cuore, e cio' avviene quando il maestro spirituale e il Signore sono soddisfatti: allora sara' disponibile, altrimenti no.

La mente e l'intelligenza sono elementi materiali, e come tali non possono accedere al piano trascendentale: si limitano a vagare sul piano materiale. Se invece un'informazione spirituale ci viene rivelata cosi' com'e', discendendo direttamente da quel livello (attraverso un maestro autentico, appunto), possiamo acquisirla realmente e praticamente.

Per il medesimo principio, se stiamo cercando di far nostra la vera conoscenza trascendentale, per esempio con lo studio del Sankhya, che corrisponde al bhakti yoga, sara' inutile leggere il commento di persone situate a livello materiale, seppur virtuose ed erudite da un punto di vista logico, linguistico o tecnico come alcuni impersonalisti o come lo stesso Patanjali possano essere.

Vi sono 6 sistemi filosofici principali, enunciati dai piu' grandi saggi dell'antichita', che tentano di spiegare l'origine della manifestazione cosmica, ed ognuno giunge ad una diversa conclusione:

1) karma mimansa (di Jaimini) - Sostiene che l'origine e' il compimento delle attivita' interessate.

2) sankhya (dell'ateo Kapila, non il figlio di Devahuti) - Sostiene che l'origine e' la natura materiale.

3) nyaya e vaisesika (di Gautama e Kanada) - Sostengono che l'origine e' la combinazione di atomi.

4) mayavada (di Astavraka) - Sostiene che l'origine e' il Brahman impersonale.

5) yoga mistico (di Patanjali) - Sostiene una forma immaginaria del Signore come origine.

6) vedanta (di Vyasadeva) - Sostiene che l'origine di ogni cosa e' Dio, la persona suprema.

Di questi sistemi, i primi 5 respingono la superiorita' della persona suprema. Nessuno di essi, in realta', diffonde la conoscenza originale data dal Signore, percio' sono tutti imperfetti, in quanto frutto di una speculazione personale.

Soltanto il Vedanta riporta la conoscenza ricevuta direttamente da Brahma, il primo essere creato in questo Universo, cosi' come Dio Stesso gliela trasmise prima che egli potesse creare.

Il Vedanta e' inteso per i devoti e non per gli impersonalisti, infatti la persona di Krishna e' il fine del Vedanta, come Egli Stesso afferma nella Bhagavad-Gita 15.15:

...
vedais ca sarvair aham eva vedyo
vedanta-krid veda-vid eva caham

TRADUZIONE

"[...] Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi. In verità Io sono Colui che ha composto il Vedanta e sono Colui che conosce i Veda".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada:

"[...] Egli [Il Signore, n.d.r.] non è adorato solo come Brahman impersonale o come Dio, la Persona Suprema, o come Paramatma "localizzato", ma anche nella sua forma dei Veda. I Veda danno il giusto orientamento che permetterà all'uomo di modellare la vita in modo da tornare a Dio, nella dimora originale.

I Veda offrono la conoscenza di Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna. Krishna nella forma dell'avatara Vyasadeva, compilò il Vedanta-sutra, di cui lo stesso Vyasadeva diede il commento, che è lo Srimad-Bhagavatam, al fine di spiegarne il contenuto e il vero significato. Il Signore Supremo non è limitato in niente, così, per aiutare l'anima condizionata a liberarsi, diventa Colui che si preoccupa del suo nutrimento e della sua digestione, diventa il testimone dei suoi atti, Colui che, sotto la forma dei Veda, dà la conoscenza e come Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, diventa il maestro che insegna la Bhagavad-gita. Così, Dio è infinitamente buono, infinitamente misericordioso e degno dell'adorazione dell'anima condizionata". [...]
----------------------

Purtroppo la gente crede generalmente che il Vedanta sia il commento di Sankara, ma non e' cosi'. Il Vedanta e' commentato perfettamente da Srila Vyasadeva, il suo stesso autore, nella sua opera piu' elevata, la crema dei Veda: lo Srimad Bhagavatam, compilato nella sua piena maturita' spirituale, sotto la guida di Narada Muni, il suo maestro spirituale.

Puoi trovare ulteriori spiegazioni di questi argomenti per esempio nei commenti di Bhaktivedanta Svami ai seguenti testi:

Srimad Bhagavatam, 1.1.7, 1.17.18, 2.8.25, e
Caitanya Caritamrita, Madhya Lila 17.96, 25.50-56

e ovviamente altrove.

Cio' premesso, andiamo a rispondere alle tue domande (nel prossimo messaggio).


Haribol !

Gokula Tulasi das



(CONTINUA)
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mauricello
Utente Normale


Lazio


8 Messaggi

Inserito il - 16/05/2010 : 20:26:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Gokula Tulasi, Jay Shri Krishna! Grazie per l' esauriente chiarimento su alcuni dubbi che avevo riguardo i darshana della tradizione Hindu, sono semnpre molto contento di rivolgermi a voi in caso di dubbi non solo dottrinali ma anche scientifici perchè siete le persone più qualificate cui rivolgere alcune questioni.
Mi permetto di espandere le mie considerazioni cercando di capire altre due questioni che mi hai presentato.
1) Riguardo il darshana vedanta di Vyasadeva, che col suo vedanta sutra o brahmasutra e poi con lo Baghavata Purana è il testo base della dottrina vaisnava, è altresì vero che dal punto di vista cosmogonico il movimento vaisnava di basa sulla dottrina Sankhya, evidentemente non quella atea di Kapila ma quella monista di Shri Kapiladeva figlio di Devhauti come scritto nel 3 canto dello Shrimad Bhagavatam. Intendo dire che se per quanto concerne l' origine questa è data dalla Persona Suprema, per quanto riguarda l' evoluzione dei tattva, questa ricalca quella universalmente nota come darshana Sankhya, ragione per la quale ti chiedevo le modalità con cui la Persona Suprema manifesta, feconda e si stabilisce nella Prakriti indifferenziata, dando origine allo sviluppo dei tattva successivi. Te lo chiedo perchè quello dello sviluppo dei tattva è una cosante di tutta la tradizione religiosa induista, sia vaisnava sia shivaita.
2) Hai perfettamente ragione che solo la conoscenza dedotta e quindi discendente da un guru di una autentica linea di maestri spirituali può portare alla realizzazione della coscienza di Dio, motivo per cui la funzione di un guru autentico è fondamentale, ma questo mi spinge a porti un 'altra domanda. Il metodo dello Yoga mistico di Patanjali, il cosiddetto ashtanga yoga, presuppone la presenza di un guru che guidi nella successiva realizzazione di Dio come Paramatma localizzato o Brahman impersonale, livelli inferiori alla realizzazione della Persona Suprema, ma comunque sempre elevati livelli di realizzazione. Ora mi domando: se lo stesso Brahma, primo discepolo di Shri Krishna, dovette praticare tapasya per riconoscere la sua vera identità ed origine, e questo è indubbiamenbte un metodo induttivo, quindi ascendente, perchè un semplice Jiva non può praticarlo, ovviamente sotto la guida di un autentico maestro spirituale?
Perdona la mia petulanza, è dettata da una sincero desiderio di conoscere.
Un saluto e i miei più sinceri omaggi ai piedi di loto di Shrila Prabhupada. Hare Krishna! Mauro.
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1956 Messaggi

Inserito il - 19/05/2010 : 16:31:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Mauro, Hare Krishna, grazie delle ulteriori domande, tuttavia come prevedevo, la discussione sta dando adito a possibile confusione nella maggior parte dei lettori per la sua difficolta' a spiegarsi, in poche righe scritte.

Per questo motivo sul forum e' meglio non dilungarsi in ampi e controversi dibattiti, altrimenti si perde il filo conduttore, e l'obbiettivo del servizio diventa poco chiaro.

Il forum e' inteso per porre brevi e precise domande sulla coscienza di Krishna, come e' spiegato nelle regole (qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=690 ), mentre piu' ampie ed interattive discussioni possono essere affrontate via mail o telefono, privatamente, non perche' abbiamo qualcosa da nascondere (tutto quello che diciamo si riferisce agli insegnamenti di Srila Prabhupada, presenti nei suoi libri), ma proprio per evitare confusione in chi legge.

Temo percio' di dover chiudere presto la discussione, se vuoi continuare a parlarne, scrivimi o telefonami alla redazione di RKC Pisa. Grazie della comprensione.

Vediamo intanto le 2 domande del tuo primo messaggio, a cui devo ancora rispondere:

1)
Citazione:
Il livello di realtà della Prakriti. Nel primo caso Prakriti e Purusha sono assolutamente ed egualmente reali ed indipendenti mentre nello Shrimad Baghavatam, è la Persona Suprema che manifesta, feconda e si stabilisce nella Prakriti.
Questa e' esattamente la differenza principale tra impersonalismo e personalismo. Anche soltanto secondo logica e buon senso, e' ovvio che Prakriti e Purusha non possono essere "uguali" o "indipendenti", altrimenti chi ha creato, cosa ? Ci dev'essere UN punto d'inizio, UNA origine, in caso contrario non stiamo ancora analizzando la causa di tutte le cause, ma siamo fermi ad un livello intermedio, secondario, in cui tali manifestazioni esistevano gia': se abbiamo 2 elementi, non si tratta (ancora) di causa ultima.

Se vogliamo la causa ULTIMA, dobbiamo ammettere che, o la Prakriti ha generato il Purusha, come sostengono alcuni impersonalisti (dicendo arbitrariamente che Krishna sarebbe un prodotto della virtu', senza pero' spiegarne il perche'), o viceversa, la persona suprema (Purusha) ha generato l'energia materiale (Prakritti): quest'ultima conclusione e' certamente piu' credibile, infatti anche nella nostra esperienza pratica vediamo sempre che una certa persona, possiede e genera dell'energia, mai viceversa.

Se poi finalmente consultiamo gli sastra, troviamo innumerevoli affermazioni a sostegno di cio', gia' a partire dal primo sloka del Bhagavatam che, ricordiamo, e' il commento originale al Vedanta sutra, compilato dall'autore stesso di tutti i Veda, Srila Vyasadeva, nella sua piena maturita' spirituale, e ne rappresenta il testo piu' elevato.

Il verso 1.1.1 dello Srimad Bhagavatam presenta quale causa ultima la persona suprema, il Purusha, descrivendola come perfettamente cosciente di ogni cosa e pienamente indipendente (ne abbiamo parlato qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1447 ), percio' appare chiaro come la Prakriti Ne sia un'emanazione, e non viceversa.

D'altra parte Krishna afferma la stessa cosa molto chiaramente, nel verso 9.10 della Bhagavad-Gita:

mayadhyaksena prakritih
suyate sa-caracaram
hetunanena kaunteya
jagad viparivartate

TRADUZIONE

La natura materiale, che è una delle Mie energie, agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, generando tutti gli esseri, mobili e immobili. Secondo le sue leggi questa manifestazione è creata e annientata in un ciclo senza fine.

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Questo verso spiega chiaramente che sebbene il Signore Supremo sia indipendente dalle attività di questo mondo, Egli ne rimane il sovrano assoluto, Egli è la volontà suprema, lo sfondo della manifestazione materiale, la cui direzione vera e propria è condotta dall'energia materiale.
Krishna dichiara inoltre, nella Bhagavad-gita, di essere il padre di tutti gli esseri viventi, qualunque sia la loro forma o la loro specie. Come il padre pone nel grembo della madre il seme da cui nascerà il bambino, così il Signore Supremo, con un semplice sguardo, introduce gli esseri condizionati nel grembo della natura materiale, da dove appariranno sotto svariate forme, in differenti specie, secondo le loro attività e i loro desideri passati. Sebbene siano nati dallo sguardo del Signore, gli esseri viventi si rivestono di corpi che sono determinati dalle loro azioni e dai loro desideri precedenti. Il Signore, dunque, non Si associa mai direttamente con la creazione materiale; posa un semplice sguardo sulla natura materiale, e questo è sufficiente a metterla in movimento e a farvi apparire tutto immediatamente. Col Suo sguardo Egli esercita senza dubbio un ruolo attivo, ma indiretto perché S'impegna direttamente nella creazione dell'universo materiale. La smriti spiega questo fenomeno col seguente esempio: quando ci troviamo vicino a un fiore, l'odore entra in contatto col suo profumo, a l'odorato e il fiore rimangono separati l'uno dall'altro. Un rapporto simile esiste tra Dio, la Persona Suprema, e l'universo materiale: Egli crea l'universo col Suo sguardo e vi stabilisce l'ordine, ma non entra mai in contatto diretto con esso. In breve, la natura materiale non può agire senza l'approvazione del Signore Supremo. Il Signore, tuttavia, rimane completamente distaccato dalle attività materiali.

------------------------

Questo commento risponde in parte anche alla tua seconda domanda (vedi sotto).

La storia riporta inoltre l'episodio in cui Srila Vyasadeva, insoddisfatto dopo aver compilato i Veda, incontra il suo maestro spirituale, Narada muni, che gli suggerisce di scrivere un'opera sul servizio devozionale, lo Srimad Bhagavatam, appunto.

Prima di mettersi al lavoro, Vyasadeva assorbi' la mente nel pensiero di Krishna, Dio, la persona suprema, mentre si trovava nel suo ashrama a Samyaprasa, sulla riva Occidentale del fiume sacro Sarasvati (confronta lo Srimad Bhagavatam 1.7.2,3 e 4).

In meditazione, Vyasadeva vide la suprema personalita' di Dio, il Purusha, e la Sua energia esterna, la Prakriti, che si teneva dietro di Lui, ed era "sotto il Suo pieno controllo": queste sono le esatte parole del testo, che chiarisce percio', definitivamente, la posizione subordinata della Prakritti rispetto al Purusha, fatto confermato in tutte le scritture rivelate, a patto di accettarle cosi' come sono, evitando di interpretarle con proprie idee speculate (come fanno gli impersonalisti).

In numerose altre occasioni, Srila Prabhupada spiega la posizione della prakriti, che agisce sotto le direttive di Krishna, per esempio nel verso 5.2.7 dello Srimad Bhagavatam (disponibile qui, in Inglese: http://vedabase.net/sb/5/2/7/en ):

"[...] Le parole usate in questo senso [per descrivere l'energia illusoria, n.d.r.] sono "bhagavat para devatayah".
Devatah, gli esseri celesti, appartengono tutti a questo mondo materiale, mentre Bhagavan, la Persona Suprema, Krishna, ne e' sempre situato al di la' ed e' quindi noto come Para-Devata.

Il mondo materiale è certamente creato da Maya, ma sotto la direzione del Para Devata, la Persona Suprema. Come e' confermato nella Bhagavad Gita (mayadhyaksena prakritih suyate sa-caracaram [Bg. 9,10]), Maya non è l'autorità finale nella creazione di questo mondo materiale: ella agisce per conto di Krishna". [...]
-----------------------

Concludiamo (solo per motivi di spazio) col citare il commento di Bhaktivedanta Svami Prabhupada al verso 5.23.3 dello Srimad Bhagavatam (disponibile qui, in Inglese: http://vedabase.net/sb/5/23/3/en), che per descrivere la natura materiale (prakriti), fa riferimento alla Brahma Samhita (5.44):

sristi-sthiti-pralaya-sadhana-saktir eka
chayeva yasya bhuvanani bibharti durga
icchanurupam api yasya ca cestate sa
govindam adi-purusam tam aham bhajami

TRADUZIONE

"Adoro Govinda, il Signore originale. L'energia esterna, Maya, che e' paragonata all'ombra dell'energia spirituale (cit) e che tutti adorano come Durga, l'agente creatore, conservatore e distruttore dell'Universo materiale, agisce sotto la Sua direzione".

--------------------

Come vediamo anche Brahma, la persona piu' saggia e pura, il demiurgo dell'intero Universo, conferma che la prakriti e' subordinata alla volonta' del Signore supremo, percio' non dovrebbe esistere alcun dubbio al riguardo.


2)
Citazione:
in quali termini la Persona Suprema manifesta, feconda e si stabilisce nella Prakriti?
La Prakriti e' la manifestazione della potenza esterna del Signore, formata da ventiquattro elementi materiali (i cinque elementi grossolani, i tre elementi sottili, i cinque oggetti dei sensi, i cinque organi di percezione, i cinque organi d'azione e l'insieme delle tre influenze della natura allo stato non manifestato). Cio' costituisce l'universo in cui viviamo.

L'interazione dei suoi elementi opera sotto l'influsso del tempo, a contatto con l'energia spirituale del Signore, da cui si distingue, perche' talvolta e' manifestata e talvolta non manifestata...

Ne abbiamo parlato in questo post: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=629 , leggendolo troverai risposta alla tua domanda.

Se poi vogliamo entrare ancora piu' in dettaglio, Srila Prabhupada spiega ulteriormente che in pratica, il Signore impregna l'energia materiale con i Suoi frammenti spirituali individuali attraverso Siva, la cui forma tocca la materia (le forme di Krishna o Vishnu invece, non hanno alcun contatto con essa).

Siva rappresenta quindi il Purusha nella materia, e Durga devi, sua moglie, rappresenta l'energia materiale, la Prakriti. Dallo loro unione si manifestano tutte le forme di vita della creazione materiale.

La prossima volta rispondero' al tuo ultimo messaggio, Haribol !

Gokula Tulasi das


(CONTINUA)
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1956 Messaggi

Inserito il - 26/05/2010 : 19:18:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Mauro, Hare Krishna, vediamo ora di rispondere alle 2 domande del tuo ultimo messaggio, precisando nel contempo alcuni concetti di base:

1) In realta' per descrivere la tradizione vaisnava il termine "dottrina" e' inappropriato, perche' sottointende una sorta di "... Speculazione teorica proveniente dagli studiosi del settore..." (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina ), mentre al contrario, quella vedica e' una scienza esatta, risale a Dio Stesso ed e' stata ricevuta cosi' com'e' mediante il metodo "discendente", da maestro a discepolo, fin dall'inizio della creazione.

Niente a che fare quindi, con il metodo "ascendente" speculativo, tipico dei filosofi e anche di alcuni cosiddetti "religiosi" occidentali, come abbiamo gia' spiegato per esempio in una discussione che paragona cristianesimo e vaisnavismo, qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1314

Anche la parola "Indu" non ha legami con la tradizione vaisnava, in quanto fu coniata in tempi recenti (nel 700 circa, come abbiamo spiegato per esempio qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1140 ) dai musulmani invasori dell'India, ad indicare generalmente le popolazioni che vivevano "al di la' del fiume Shindu", ora Indo.

La parola "Indu" non e' presente in alcun testo vedico, e l'enorme varieta' delle piu' disparate tradizioni che rappresenta, di cui molte perfino prive del minimo riferimento scritturale, ne fa un termine del tutto fuori luogo per definire la coscienza di Krishna, che e' invece la scienza spirituale originale, quella stessa insegnata da Kapiladeva (il figlio di Devahuti) e da molti altri avatara (manifestazioni) del Signore, maestri, saggi e santi vaisnava, e riportata dal Vedanta sutra di Vyasadeva, nel suo commento finale (lo Srimad Bhagavatam, appunto).

Per quanto riguarda quello che tu chiami "sviluppo dei tattva", in realta' non vi e' alcuno "sviluppo" propriamente detto.
I "tattva" sono tutti emanati e sostenuti da Krishna, Dio, la persona suprema, e poiche' il corpo di Krishna e' completamente spirituale, non soggetto al fattore tempo, parlare di "sviluppo", non ha significato in questo contesto.

Piuttosto si puo' dire che Krishna, la forma originale del Signore supremo, manifesta innumerevoli altre forme che si possono suddividere in varie categorie, a seconda delle loro diverse qualita'. Puoi vederle riassunte in questo schema grafico, basato sullo Srimad Bhagavatam: www.radiokrishna.com/images/manifestations_ita.gif

Una categoria di "tattva" comunque, rimane sempre tale, e non passa mai ad un'altra. Per questo non si puo' parlare di "sviluppo".

Se invece intendevi semplicemente conoscere la gerarchia dei tattva, oltre allo schema grafico puoi consultare questa discussione, dove ne abbiamo parlato specificatamente: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1451

Alla questione su come il Signore si manifesta, feconda e si stabilisce nella prakriti, l'energia materiale, credo di averti risposto nel post precedente: cio' avviene attraverso la forma di Siva, la prima (gerarchicamente parlando) che "tocca" la materia.

In altre parole, per interagire con l'energia materiale, Dio, la persona suprema, che e' completamente spirituale, Vishnu-tattva, emana una speciale categoria di esseri viventi, gli Siva-tattva, che entrano a contatto fisico con la prakriti e generano i corpi materiali degli esseri viventi, che saranno successivamente abitati dalle anime individuali (jiva tattva).

Gli Siva-tattva sono situati ad un livello intermedio tra i Vishnu-tattva e i Jiva-tattva, infatti i Veda spiegano che la differenza tra Vishnu e Siva e' simile a quella tra il latte e lo yogurt: l'ultimo deriva dal primo, ed in qualche modo gli assomiglia, ma non lo eguaglia esattamente.

Potrai conoscere ogni dettaglio leggendo lo Srimad Bhagavatam e la Caitanya Caritamrita di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, che descrivono perfettamente tutti questi concetti, sotto ogni punto di vista, con dovizia di particolari.

2) Il metodo yoga di Patanjali non proviene da un'autorevole successione disciplica di maestri spirituali, ma e' frutto della sua (seppur elevata) speculazione mentale/intellettuale, quindi come tu stesso convieni, puo' condurre solo fino alla realizzazione del Brahman impersonale o del Paramatma localizzato, entrambe destinazioni temporanee, non definitive.

Bhagavan, Dio, la persona suprema, e il Suo regno trascendentale, la destinazione piu' elevata ed eterna, possono essere raggiunti soltanto con il bhakti yoga, secondo gli insegnamenti di un maestro spirituale appartenente ad una successione disciplica riconosciuta da Egli Stesso, e non con altri metodi, per quanto elevati o virtuosi.

Il "maestro spirituale" a cui si riferisce Patanjali, nella domanda che poni, se guida il discepolo verso il Brahman o il Paramatma, non fa certamente parte di alcuna successione disciplica autorevole: un maestro spirituale autentico dev'essere in grado di far ottenere ai suoi discepoli la realizzazione di Bhagavan, la persona suprema, che e' l'aspetto piu' elevato della Verita' Assoluta.

Se si accetta un maestro spirituale vaisnava, allora anche dopo aver praticato lo yoga di Patanjali o qualunque altro metodo di realizzazione spirituale, si potra' certamente raggiungere questa Persona suprema, in caso contrario non sara' possibile (non so se questo si attiene alla tua domanda, comunque e' interessante notarlo).

L'episodio di Brahma che citi, pero', non e' paragonabile all'accettazione di un maestro non autorevole, ne' a quella del metodo "ascendente": infatti, PRIMA di poter realizzare Dio, la persona suprema, Brahma ricevette nel cuore l'iniziazione vaisnava dal Signore Stesso attraverso il "sabda", la vibrazione sonora "ta-pa", ad indicare che avrebbe dovuto sottoporsi ad austerita' per acquisire la conoscenza trascendentale.

Inizialmente infatti, Brahma aveva tentato di acquisire la conoscenza risalendo lo stelo del fiore di loto da cui era nato (alla cui origine sta l'ombelico del Signore), ma con i suoi soli sforzi, non era riuscito ad ottenerla, anzi aveva rischiato la morte (cio' dimostra che il metodo "ascendente" non puo' portare a conoscere qualcosa al di la' della materia).

Soltanto dopo aver accettato e messo in pratica l'istruzione del Signore di compiere austerita' (tapa), pote' realizzare la Persona suprema, la Quale, soddisfatta della sottomissione di Brahma, gli Si rivelo' cosi' com'e' nella forma di Govinda: a seguito di tale avvenimento, Brahma compose la sua famosa samhita, i cui versi finiscono quasi tutti con la frase: govindam adi-purusam tam aham bhajami ("Adoro Govinda, il Signore primordiale").

La meditazione di Brahma non fu dunque uno sforzo personale, ma un'ordine diretto del Signore, nell'ambito del bhakti yoga, e per questa ragione egli pote' realizzare la persona suprema, Bhagavan.

Il metodo dell'astanga yoga, di Patanjali o di altri, puo' certamente condurre allo stesso risultato (in altre epoche, con grande difficolta', e non in kaliyuga, comunque), ma solo a patto che sia eseguito sotto l'ordine di un maestro spirituale autentico, appartenente alla successione disciplica autorizzata.

Altrimenti i risultati rimarranno temporanei, incompleti e, in definitiva, incerti.


Haribol !

Gokula Tulasi das

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mauricello
Utente Normale


Lazio


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Inserito il - 04/06/2010 : 20:40:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ti ringrazio sinceramente. Jay Shri Krishna!
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