RKC Forum
[ Home | Registrati | Discussioni Attive | Discussioni Recenti | Segnalibro | Msg privati | Sondaggi Attivi | Utenti | Download | Cerca | FAQ ]
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 UTILITA'
 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Assoluta universalità del servizio devozionale
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 21/08/2006 : 16:09:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti.

Oggi parleremo ancora di come il servizio devozionele non sia il patrimonio di un ristretto gruppo di persone, ma l’eterna occupazione di ogni essere vivente.

Rupa Gosvami afferma che il servizio devozionale è al di la di ogni considerazione di carattere materiale e non può essere confinato ad un paese, a una categoria di uomini, a una data cultura o a qualsiasi altra condizione restrittiva.

Lo Srimad Bhagavatam afferma: “L’occupazione suprema [Dharma] per l’uomo è quella che conduce al servizio d’amore e devozione al Signore trascendentale. Questo servizio deve essere ininterrotto e incondizionato per soddisfare completamente l’anima” (S.B.1.2.6)

In questo verso, il termine dharma è stato tradotto con “occupazione” perché la sua radice indica “ciò che sostiene la nostra esistenza”.
Sostegno dell’esistenza è il coordinamento delle attività dell’essere secondo la relazione eterna che lo unisce al Signore Supremo Sri Krishna.

Krishna è il cento intorno a cui gravitano tutti gli esseri viventi. Tra tutti gli esseri, tra tutte le forme eterne, Egli è l’infinitamente affascinante.
Ogni essere possiede una forma eterna sul piano spirituale, e Krishna è per tutti l’eterno oggetto di attrazione.

Krishna è il tutto completo, e ogni cosa è parte integrante della Sua persona; questa parte serve il tutto, e il tutto ne accetta il servizio.

Questa è la relazione che unisce ogni essere a Krishna, una relazione trascendentale, completamente diversa da tutte quelle che conosciamo sul piano materiale.
Questa unione attraverso il servizio costituisce la forma di relazione più soave e più profonda a livello spirituale, come si realizza progredendo sul sentiero della devozione.

Anche nello stato condizionato dell’esistenza materiale tutti dovrebbero impegnarsi nel trascendentale servizio d’amore al Signore per trovare a poco a poco il vero senso della vita e la piena soddisfazione.

Nel Medio Evo, dopo la scomparsa di Sri Nityananda, celebre compagno di Sri Caitanya Mahaprabhu, si affermò una classe di sacerdoti che dicevano di appartenere alla stirpe di Sri Nityananda e di formare la casta dei gosvami, o Nityananda-vamsa.

Essi si riservarono inoltre il diritto esclusivo di praticare e diffondere il servizio di devozione. Esercitarono così la loro influenza ingannevole per qualche tempo, fino al giorno in cui Srila Bhaktisiddhnata Sarasvati Thakura, potente acarya della Gaudya-vaishnava-sampradaya confutò definitivamente le loro idee.

Dopo una lotta accanita ma fruttuosa, egli stabilì in modo giusto e concreto che il servizio devozionale non può essere patrimonio esclusivo di un gruppo ristretto di persone.

Il Movimento per la Coscienza di Krishna, come esiste nei Paesi Occidentali, si basa sull’insegnamento di Srila Bhaktivedanta Svami Prabhupada che, seguendo l’esempio del proprio maestro spirituale Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Prabhupada, ha raggruppato aderenti da tutti i ceti sociali della società occidentale.

Tuttavia, alcuni cosiddetti Brhamana sostengono che sia impossibile ricevere il filo sacro e diventare perfetti vaishnava se non si proviene da una famiglia di brahmana.

Questa teoria però è facilmente confutabile per coloro che conoscono le scritture e le autorità in materia di servizio devozionale.

Srila Rupa gosvami sottolinea infatti che ogni uomo gode del diritto di diventare cosciente di Krishna: questo significa che non solo qualsiasi persona può accettare il servizio devozionale, ma tale scelta è un vero e proprio diritto dell’essere vivente.

Tali affermazioni non sono solamente sostenute dai grande devoti, ma anche dalle scritture, il Padma Purana lo conferma: “O re, ognuno ha il diritto di compiere il servizio di devozione proprio come ha il diritto di fare un bagno mattutino nel mese di magha.”

E il Kasi Khanda dello Skanda Purana aggiunge:

“nel paese di Mayuradhvaja si vedono uomini di classi inferiori, più bassi dei sudra, che ricevono l’iniziazione vaishnava del servizio di devozione. E quando sono vestiti come si deve, col corpo segnato dal tilaka e col mala intorno al collo e tra le mani, si direbbe che vengano da Vaikuntha. In realtà, il loro splendore è tale che supera facilmente quello dei brahmana ordinari”

Un vaishnava è dunque automaticamente un brahmana.

Il maestro spirituale autentico può, sotto la guida di autorità vaishnava, iniziare ogni uomo al servizio devozionale e permettere così a tutti di raggiungere il piano più elevato, quello di brahmana.

In realtà, Sanatana Gosvami spiega che così come il bronzo si trasforma in oro grazie all’alchimia, una persona iniziata al culto vaishnava diventa automaticamente un brahmana.

Tuttavia, non è sufficiente ricevere l’iniziazione, ma bisogna seguire anche tutti i principi che questa comporta, altrimenti si ricadrà ad un livello inferiore.

La casta dei gosvami, non è l’unica a porre limitazioni al servizio devozionale infatti, coloro che vedono nel servizio di devozione al Signore Supremo, Sri Krishna, l’espressione di un’emotività più o meno materiale, obbiettano sostenendo che le Scritture raccomandano altre vie di realizzazione spirituale: quella del sacrificio, della carità, dell’austerità, della conoscenza e così via.

Secondo loro la Bhakti, o il servizio di devozione al Signore, è limitato a coloro che si mostrano incapaci di praticare un metodo superiore di realizzazione.

Si sente dire che la via della bhakti sia più adatta alle donne, ai sudra e ai vaishya, la cui intelligenza è meno acuta.

In realtà, non è così, infatti la pratica della bhakti, la più elevata di tutte le attività trascendentali è sublime e contemporaneamente facile.

È sublime per i puri devoti, che sono seriamente desiderosi di entrare in contatto col Signore Supremo, e facile per i neofiti, che si trovano ancora all’inizio del cammino devozionale.

In conclusione, entrare a contatto con la Persona Suprema, Sri Krishna, è una grande scienza aperta a tutti.

Grazie
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:
RKC Forum © RKC - tutti i diritti riservati Torna all'inizio della Pagina
Questa pagina è stata generata in 0,14 secondi. radiokrishna | TRKN | Snitz Forum