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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Servire i Vaishnava
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 14/08/2006 : 09:50:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi tratteremo uno dei tanti aspetti che caratterizzano il sevizio devozionale offerto a Sri Krishna, Dio, La Persona Suprema: servire i Vaishnava.

Srila Prabhupada tratta ampiamente questo argomento nel suo libro “il nettare della devozione” uno studio riassuntivo del Bhakti rasamrita sindhu di Rupa Gosvami, iniziamo quindi questo articolo riportando interamente il capitoletto dedicato appunto all’adorazione dei vaishnava.

Nel Padma Purana Siva loda il servizio offerto ai vaishnava:

“cara Parvati, esistono numerose forme di adorazione, e fra tutte, quella che si rivolge alla Persona Suprema è considerata la più alta. Ma più elevata ancora dell’adorazione del Signore è quella rivolta ai Suoi devoti”

Similmente, lo Srimad Bhagavatam riporta questa preghiera:

“che io possa diventare un servitore sincero dei devoti, perché servendoli si raggiunge il servizio di devozione puro ai piedi di loto del Signore. Servire i devoti riduce il peso degli obblighi materiali e fa nascere in noi un profondo sentimento d’amore e di devozione per il Signore Supremo.” (S.B.3.7.19)

Lo Skanda Purana afferma:

“vedendo anche una sola volta coloro il cui corpo è segnato dal tilaka, ornato con i simboli della conchiglia, del disco, della mazza e del fiore di loto, e sempre decorato di gopi-candana, e che portano sulla testa foglie di tulasi, ci si libera da tutte le colpe”

il Bhagavatam aggiunge ancora:

“il solo ricordo della tua persona (un vaishnava) santifica le nostre case e ci libera dalle conseguenze di tutte le nostre colpe. Che dire allora di vederti, toccarti, lavare i tuoi piedi di loto e offrirti un seggio nella nostra casa,o qualche altro servizio personale ?” (S.B.1.19.33)

Infine, nell’Adi Purana si trovano queste parole di Krishna ad Arjuna:

“sappi o Partha, che chi dice di essere Mio devoto non lo è affatto. Solo chi dice di essere devoto del Mio devoto è veramente Mio devoto”

Nessuno, infatti, può avvicinare direttamente Dio, La Persona Suprema, senza la mediazione dei Suoi devoti. Perciò, il primo dovere da compiere nella scala delle attività vaishnava è quello di accettare tra i devoti un maestro spirituale e servirlo.

Finisce qui la citazione tratta dal “nettare della devozione”, iniziamo quindi ad analizzare ciò che dicono le altre scritture a proposito del servizio ai vaishnava:

Nello Srimad Bhagavtam, in una conversazione tra Jada Bharata e il re Rahugana, troviamo la seguente affermazione:

“O re Rahugana, se non si ha l’occasione di spargere su tutto il proprio corpo la polvere dei piedi di loto dei grandi devoti, non si può realizzare la Verità Assoluta. Non è possibile realizzare la Verità Assoluta soltanto osservando il celibato, seguendo rigidamente le regole della vita di famiglia, lasciando la casa per diventare vanaprastha, accettando il sannyasa o sottoponendosi a dure austerità, come restare nell’acqua in pieno inverno o sedersi in mezzo a un cerchio di fuoco sotto il sole cocente dell’estate. Ci sono molti altri metodi che mirano alla comprensione della Verità Assoluta, ma questa Verità è rivelata solo a colui che ha ottenuto la misericordia di un grande devoto” (S.B.5.12.12)

Un puro devoto ha il potere di conferire ad una persona l’esperienza concreta della felicità spirituale.
Nessuno può accedere alla perfezione spirituale limitandosi a seguire le direttive dei Veda: bisogna avvicinare un puro devoto, grazie al quali è possibile comprendere Dio, il Signore Supremo, e la relazione che ci unisce a Lui.

Nel verso successivo, Jada Bharata non manca di spiegarci chi sono questi puri devoti:

“Chi sono questi puri devoti ? in un’assemblea di puri devoti del Signore non c’è possibilità di discutere di soggetti materiali la politica o le questioni sociali; si parla solo delle qualità, delle forme e dei divertimenti di Dio, la Persona Suprema, che è lodato e adorato con grande concentrazione. Ascoltando costantemente questi devoti con rispetto, anche colui che desidera fondersi nell’esistenza della Verità Assoluta rinuncia a questa idea e si attacca a poco a poco al servizio di Vasudeva” (S.B.5.12.13)

Questo verso descrive i sintomi dai quali si possono riconoscere i puri devoti.
Per concludere, essi sono sempre impegnati nel glorificare Krishna, e ogni loro attività è collegata a Lui.

Tutti gli sastra consigliano di stare in compagnia dei devoti, perché anche poco tempo speso vicino ad essi può liberare l’essere individuale dalle condizioni miserabili della materia.

Ora però, occorre fare chiarimento sul vero significato di “compagnia” infatti, esiste il servizio al corpo del maestro spirituale o del devoto avanzato e il servizio alle sue istruzioni.

Tra i due, il primo è temporaneo perché si interrompe nel momento in cui il maestro spirituale scompare, mentre il secondo non ha limiti poiché le istruzioni, finche vengono tramandate senza distorsioni, non perdono valore.

Per il Movimento della Coscienza di Krishna le istruzioni da seguire sono contenute nei libri scritti da Sua Divina Grazia A.C Bhaktivedanta Svami Prabhupada.

Queste istruzioni non differiscono minimamente dal maestro che le ha trasmesse perché si trovano sul piano assoluto, seguire queste istruzioni significa quindi soddisfare personalmente Srila Prabhupada, ciò ci permette di ottenere la sua misericordia grazie alla quale possiamo avanzare nel servizio devozionale e nel ritorno a Dio, Krishna.

Grazie.

(Fine)

Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 15/08/2006 : 10:15:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
inseriamo parte delle parole conclusive di Srila Prabhupada della Caitanya Caritamrita, che illustrano ulteriormente i concetti sopra espressi:

“Io considero Sua Divina Grazia (Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, suo maestro spirituale, n.d.r.) essere ancora presente con me tramite vani, le sue istruzioni. Esistono due metodi di associazione, vani e vapuh. Vani significa istruzioni, e vapuh significa presenza fisica. Quest’ultima a volte può essere presente a volte no, ma le istruzioni continuano ad esistere eternamente. Quindi noi dobbiamo prendere vantaggio di vani, e non della presenza fisica. La Bhagavad Gita per esempio, rappresenta le istruzioni del Signore Sri Krishna. Benché Krishna fosse personalmente presente 5000 anni fa e non continui ad essere presente fisicamente da un punto di vista materialistico, la Bhagavad Gita continua ancora.”

Ancora: “Io penso che Sua Divina Grazia Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura stia sempre osservando le mie attività e mi stia sempre guidando dal cuore attraverso le sue parole. Come è detto nello Srimad Bhagavatam "tene Brahma hrida ya adikevaye". L’ispirazione spirituale viene dall’interno del cuore, dove la Suprema Personalità di Dio, nella Sua forma di Paramatma, è sempre seduto con tutti i Suoi devoti e associati. È da ammettere che ho compiuto il lavoro di traduzione (della Caitanya Caritamrita) attraverso l’ispirazione del mio maestro spirituale, perché personalmente sono insignificante e incompetente per compiere questo lavoro materialmente impossibile. Non penso di essere uno studente molto istruito, ma ho una fede completa nel servizio del mio maestro spirituale, Sua Divina Grazia Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura. Se deve essere riconosciuto qualche credito alle mie attività di traduzione, è da attribuire a Sua Divina Grazia. Certamente se Sua Divina Grazia fosse presente fisicamente in questo momento, sarebbe una grande occasione di giubilo, ma benché non sia fisicamente presente, io sono confidente nel fatto che sia molto soddisfatto di questo lavoro di traduzione. Egli desiderava molto vedere pubblicare tanti libri per diffondere il movimento per la coscienza di Krishna. Quindi questa società, il Movimento internazionale per la Coscienza di Krishna, è stato istituito con lo scopo di adempiere all’ordine di Sri Caitanya Mahaprabhu e di Sua Divina Grazia Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura”.

(fine)

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