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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Dio come persona
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 20/06/2006 : 09:46:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi tratteremo il tema: “Dio come persona”

Nel capitolo 28° del terzo canto dello Srimad Bhagavatm, il Signore Kapiladeva spiega a Sua madre Devahuti come uno yogi deve meditare sul Signore Supremo.

Kapiladeva spiega: “è definito samadhi della mente il fatto di fissare l’aria vitale e il pensiero su uno dei sei cerchi dove l’aria vitale circola all’interno del corpo, e di concentrare così la mente sui divertimenti trascendentali del Signore Supremo” (S.B.3.28.6)

Ciò che è importante in questo verso, al fine di provare l’esistenza di Dio come persona, è il termine vaikuntha-lila con il quale si definiscono i divertimenti trascendentali di Krishna.

“Lila” significa proprio “divertimento”, e se la Verità Assoluta non avesse attività trascendentali(e cioè se fosse impersonale), come sarebbe possibile meditare su tali divertimenti ?

Il metodo che Kapiladeva presenta è quello dall’ astanga yoga, ma questo non è l’unico metodo valido per controllare la mente, infatti Egli tesso dice: “Con queste pratiche, o con qualche altro metodo riconosciuto, dobbiamo controllare la mente sfrenata, che è contaminata e sempre attratta dal piacere materiale, e concentrare il pensiero sul Signore Supremo” (S.B.3.28.7)

Il metodo dello yoga presentato da Kapila, implica differenti tappe, le quali sfociano nel samadhi ossia la concentrazione della mente sui divertimenti di Krishna, ma tale concentrazione può essere raggiunta con altri procedimenti raccomandati, il che sta ad indicare l’uso delle parole sanscrite anyais ca, che indicano proprio la possibilità di utilizzare altri metodi.

e ricordiamo che ogni era ha un metodo particolare di realizzazione spirituale, in questa il metodo raccomandato è quello del Bhakti yoga così come esso è rilevato da Sri Krishna nella Bhagavad Gita, dal Signore Caitanya e infine da Srila Prabhupada che ne ha dato le direttive tramite i suoi numerosi libri.

Il punto fondamentale però è che con un metodo o con un altro, il fine deve essere sempre lo stesso: staccare la mente dalla gratificazione dei sensi e fissarla sul Signore Supremo, e in particolare sui Suoi divertimenti.

Mai è consigliato di fissare la mente su qualcosa di vuoto o di impersonale.
È per questa ragione che le pratiche di yoga basate sul nichilismo o sull’impersonalismo non sono mai consigliate in nessuno dei trattati di yoga riconosciuti.

A conferma di ciò, Kapiladeva, spiega come lo yogi debba contemplare la forma del Signore all’interno del cuore, e ne da una dettagliata descrizione.

“il Signore Sovrano ha un viso sorridente , simile al fiore di loto, gli occhi dalle sfumature rossastre come l’interno del fiore di loto e un corpo scuro come i petali del fiore di loto blu. In tre delle Sue mani porta una conchiglia, un disco e una mazza” (S.B.3.28.13)

Questo verso sancisce definitivamente che si deve concentrare la mente sulla forma di Dio, e non su un vuoto impersonale, chi si dedica a questa via deve affrontare innumerevoli difficoltà perché noi non abbiamo l’abitudine di concentrare la mente su qualcosa di vuoto.
In realtà tale meditazione non è nemmeno possibile.

Krishna è una persona, ed è esattamente come Lo descrive questo verso, tali descrizioni non sono assolutamente il frutto di qualche mente artistica ma ci sono state rivelate dalle autorità spirituali, prima fra tutte Bramaji che nel suo trattato intitolato “Brahma samhita” ci conferma che il colore del Signore è simile a quello di una nuvola carca di pioggia.

Approfondiamo la descrizione:

“Una stoffa di seta, di un giallo splendente come gli stami del fiore di loro, cinge i Suoi fianchi. Sul Suo petto c’è lo Srivatsa, un ciuffo di peli bianchi, e la scintillante gemma Kaustubha pende dal Suo collo.” (S.B.3.28.14)

A conferma che Dio è una persona, Kapiladeva ci descrive anche il Suo abbigliamento: abiti gialli e collana con gemma Kaustubha, pensate quanto dettagliatamente è descritto !!!
Non c’è motivo di pensare che Dio sia qualcosa di impersonale, d'altronde perché dovrebbe esserlo dal momento che i più grandi santi come Kapila ci raccomandano di pensare ai Suoi piedi di loto.
Se Dio fosse impersonale, potrebbe avere dei piedi ?

“una Ghirlanda di graziosi fiori silvestri orna il Suo collo, e uno sciame d’api, inebriate dal dolce profumo, vi ronza attorno. È ornato anche di una superba collana di perle e di una corona, di una coppia di bracciali, di braccialetti e di cavigliere” (S.B.3.28.15)

E se Krishna non fosse una persona, come potrebbero le api ronzare attorno alla sua ghirlanda di fiori ?

“una cintura cinge i Suoi fianchi, ed Egli sta in pedi sul loto del cuore del Suo devoto. È estremamente affascinante a vedersi e il Suo aspetto sereno allieta gli occhi e l’anima dei devoti che Lo contemplano.”(S.B.3.28.16)

Non solo Dio possiede una forma, ma il suo nome è anche Krishna, poiché questa forma è estremamente affascinante.

Il desiderio del devoto di contemplare cose belle è completamente appagato alla vista del Signore, e dato che nel mondo materiale siamo attratti dalla bellezza, ma questo desiderio non è mai completamente soddisfatto, la ovvia conclusione è che la forma di Krishna è spirituale perché è l’unica in grado di soddisfare i sensi di chi la contempla.

Dalle scritture sappiamo anche che Krishna è così attraente che bastano le Sue sopracciglia arcuate per affascinare il cupido in persona, proteggendo gli spiritualisti dall’attrazione per le attività sessuali.

A causa della contaminazione materiale, tutte le inclinazioni che noi sentiamo in questo mondo restano per sempre inappagate, ma quando i nostri desideri di vedere, sentire, vedere, ascoltare, toccare, ecc…sono in rapporto alla soddisfazione del Signore Supremo, si situano al più alto livello di perfezione.

grazie
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