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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Il falso ego
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 17/06/2006 : 18:47:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

in questo articolo affronteremo un tema particolare: “il falso ego”; cercheremo di capire che cosa è, come ci influenza e come liberarcene.

Innanzitutto bisogna dire che il falso ego è un elemento che ci fa cadere dal piano spirituale facendoci identificare con la materia.

Ecco come Kapila Muni lo descrive: “L’anima che subisce il giogo della natura materiale e del falso ego, identificandosi con il corpo, diventa assorta in attività materiali, e sotto l’influenza del falso ego crede di possedere tutto ciò che la circonda” (S.B. 3.27.2)

Il falso ego agisce sull’anima condizionata facendole dimenticare la relazione che collega ogni cosa a Krishna, e facendole invece credere che queste stesse cose esistano per un suo personale piacere.

Possiamo capire come questa visione dell’anima condizionata sia palesemente distorta infatti, con il semplice ragionamento, possiamo vedere che ogni essere nel mondo materiale si trova sotto il dominio delle influenze materiali, eppure crede ancora di poter essere il padrone e il beneficiario di qualcosa.

Analizzando i fatti però, possiamo vedere che in realtà siamo tutti dei servitori.

Prima di tutto siamo schiavi dei nostri sensi, e quindi come possiamo pensare ancora di essere i padroni ?

Questa non è la realtà.

Anche credersi i proprietari di qualcosa è illusorio, infatti dopo la nostra morte non potremo amministrare più i nostri beni, e quindi come possiamo dire di possedere realmente qualcosa ? Tanto più che in qualsiasi momento può venire qualcuno più forte di noi e derubarci di tutto in un baleno.

Purtroppo, sotto l’effetto del falso ego questi concetti illusori di ”io”e di ”mio” persistono.

Chi ha capito di essere vittima di questo condizionamento, e desidera liberarsene, deve sapere che basta semplicemente dedicarsi al servizio devozionale sotto la direzione del Signore Supremo Sri Krishna o del Suo rappresentante autentico.

Anche nella Bhagavad Gita, Arjuna credeva di dover subire le conseguenze delle stragi della battaglia di Kuruksetra, ma appena cominciò ad agire sotto la direzione di Krishna si liberò dall’idea di avere il diritto di proprietà sulle proprie azioni, mentre se si fosse rifiutato di combattere avrebbe dovuto pagarne le conseguenze.

L’anima condizionata pensa “io sono questo corpo”, mentre l’anima liberata pensa ”io non sono questo corpo, sono un anima spirituale”.

Questo “io sono” rappresenta l’ego, ossia l’identità dell’essere. Il fatto di pensare “io sono il corpo” o “tutto ciò che è in relazione col mio corpo è mio” è definito falso ego, ma non appena si realizza la propria identità spirituale e si capisce di essere servitori eterni del Signore Supremo, questa identificazione del se è il vero ego.

In questa ottica, è facile capire come la Coscienza di Krishna corrisponda al verso stato liberato dell’essere, e chiunque dedichi tutto al servizio del Signore Supremo, o anche desideri farlo, dev’essere considerato un’anima liberata qualunque sia la sua condizione, infatti ha capito le cose nella loro verità.

La conclusione ovvia, è che il devoto è libero dal falso ego, e lo Srimad Bhagavatam ce lo conferma:

“Sebbene il devoto possa sembrare totalmente immerso nei cinque elementi materiali, negli oggetti di piacere, nei sensi, nella mente e nell’intelligenza, dev’essere considerato sveglio e libero dal falso ego.” (S.B. 3.27.14)

All’apparenza, questo verso potrebbe sembrare contraddittorio, ma bisogna sapere che si può essere liberati anche all’interno del proprio corpo in questa vita, basta che ci si dedichi al servizio devozionale a Sri Krishna, Dio.

Il Bhagavatam ci fornisce un’altra descrizione di come ci influenzi il falso ego:

“L’essere vivente può percepire in modo molto chiaro la sua esistenza come osservatore reale, ma poiché durante lo stato di sonno profondo l’ego scompare, egli si crede perduto, così come un uomo, disperato di aver perso la sua fortuna, pensa di essere lui stesso perduto”. (S.B. 3.27.15)

Quando, sotto l’influenza dell’illusione ci identifichiamo con la materia, vedendo in essa il nostro campo di azione, ci crediamo perduti, benché in realtà non lo siamo affatto, ma con la conoscenza l’essere giunge a capire che la sua posizione reale è di esistenza eterna, allora capirà di non essere perduto in nessuna circostanza.

L’idea di essere perduto deriva dall’influenza del falso ego, e si mantiene finche l’essere non si risveglia all’esistenza vera di eterno servitore del Signore.

(fine)

grazie

Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 20/06/2006 : 09:40:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

aggiungiamo ancora qualcosa riguardo al falso ego:

nello Srimad Bhagavatm è detto: “Situata al più alto livello spirituale, ma mente si sottrae a ogni azione materiale e si stabilisce nella sua gloria, al di la di ogni concezione materiale di gioia e di dolore. In quel momento lo yogi realizza la verità della sua relazione con Dio la Persona Suprema. Egli scopre che la gioia e il dolore che fino a quel momento attribuiva a se stesso, e anche le loro interazioni, sono in realtà dovute al falso ego, che è un prodotto dell’ignoranza.” (S.B.3.28.36)

è solo a causa dell’ignoranza che ci crediamo indipendenti dal Signore, ma con lo yoga, e in particolare con la Bhakti, è possibile sradicare questa concezione errata e capire di essere destinati ad offrire un servizio di amore trascendentale al Signore.

L’oblio di questa dolce relazione è ciò che si definisce ignoranza, e sotto l’ignoranza si è spinti dalle tre influenze della natura materiale a credersi il beneficiario di ogni cosa.
Quando il devoto ha la mente purificata e capisce che questa stessa mente deve essere collegata al desiderio della Persona Suprema, raggiunge lo stato di perfezione spirituale nel quale ci si situa al di la della percezione di gioia e dolore.

Finchè si agisce di propria iniziativa si rimane soggetti a queste percezioni materiali di gioia e dolore.
In realtà non c’è felicità in questo mondo.
Come le attività di un pazzo non possono procurargli felicità , così le attività materiali possono solo generare un’illusione di gioia o di dolore, ma in realtà sul piano materiale tutto è dolore.

Un’altro verso dice: “Poiché ha ritrovato la sua identità reale, l’anima perfettamente realizzata non è cosciente del modo in cui il corpo materiale si muove o agisce, così come un uomo ebbro non è consapevole di essere vestito o di non esserlo”(S.B.3.28.37)

Così come è possibile vedere che i corpi sottili creati in un sogno sono illusori e non ci si identifica con questi corpi, è altrettanto evidente per una persona sveglia non identificarsi con il suo corpo grossolano.

Come un uomo sveglio non ha nessun legame con le attività del corpo che ha concepito durante il sogno, l’anima liberata, risvegliata, non ha alcun legame con le attività del corpo presente.

In altre parole, essendo situata nella posizione originale ed eterna, non accetterà mai la concezione corporea dell’esistenza.

La conclusione è che la coscienza di Krishna è la condizione opposta a quando si è contaminati dal falso ego, e siccome abbiamo illustrato in questo articolo come il falso ego sia un elemento negativo che porta all’illusione di credersi i beneficiari, significa che se si vuole “ritornare in se” bisogna accettare la coscienza di Krishna, unica condizione per essere veramente felici.

Grazie.
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