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 Guida alla Coscienza di Krishna
 L'apparizione del Signore Supremo
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Lakshmi Priya
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Emilia Romagna


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Inserito il - 03/08/2005 : 09:25:14  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, apriamo un nuovo argomento, dal titolo: “L’apparizione del Signore Supremo”.

Nella Bhagavad Gita (4.7) Krishna dice:

“Ogni volta che in ogni luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona”.

Mentre il corpo materiale di cui sono rivestiti tutti gli esseri viventi in questo mondo materiale e’ temporaneo, effimero e pieno di sofferenza, tutte le forme con cui appare il Signore Supremo sono eterne, piene di felicita’ e conoscenza.

Quando il Signore Supremo appare sulla terra, Egli si manifesta cosi’ com’e’. Sebbene di solito egli appaia in periodi determinati (una volta ogni giorno di Brahma, sotto il regno del settimo Manu, nel ventottesimo maha yuga, alla fine del Dvapara yuga), questa regola non Lo vincola, perche’ Egli e’ pienamente libero di agire a Suo piacere.

Discende dunque di Sua volonta’, ogni volta che l’irreligione predomina e la vera religione soccombe. I principi della religione sono contenuti nei Veda e chi trascura di seguirli cade al livello degli empi.

Lo Srimad Bhagavatam insegna che questi principi sono le leggi di Dio. Soltanto Dio puo’ creare la religione.

Fu dunque il Signore stesso che in origine enuncio’ i Veda nel cuore di Brahma, il primo essere creato. I principi del dharma, della vera religione, sono i diretti insegnamenti della Persona Suprema, e si ritrovano in tutta la Bhagavad Gita.

I Veda hanno dunque lo scopo di stabilire questi principi secondo le istruzioni del Signore Supremo, e il Signore afferma, alla fine della Bhagavad gita, che il piu’ alto principio religioso consiste nell’abbandonarsi a Lui soltanto.

I principi vedici conducono dunque a questo fine ultimo, che e’ l’abbandono totale a Dio, e il Signore appare ogni volta che uomini demoniaci ostacolano la giusta applicazione di questi principi.

Buddha, per esempio, come ci spiega lo Srimad Bhagavatam, e’ una manifestazione di Krishna. Egli visse in un’epoca in cui il materialismo aveva invaso la terra e gli atei giustificavano i loro atti perversi col pretesto di seguire i Veda.

In nome dei sacrifici, persone di natura demoniaca abbattevano bestie innocenti, senza tener conto delle severissime restrizioni dei veda sui sacrifici animali.

Buddha venne per mettere fine a questi inutili massacri e per istituire i principi vedici della non violenza. Ogni avatara, o manifestazione del Signore, ha dunque una particolare missione da compiere, che e’ rivelata nelle scritture.

Nessuno puo’ essere considerato un avatara se non corrisponde alla descrizione di questi testi.


Grazie,

Loretta

Lakshmi Priya
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Inserito il - 05/08/2005 : 11:03:32  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 2).

Oggi come sempre, Krishna e’ riconosciuto come la piu’ grande autorita’ in campo spirituale.

Krishna, Dio, la Persona Suprema, e’ sac-cid-ananda vigraha, la forma eterna di conoscenza e felicita’ assoluta; Egli e’ trascendentale a sfugge all’azione delle tre influenze della natura materiale e all’influsso del tempo e dello spazio.

Nella Bhagavad Gita (4.5) il Signore Supremo dice:

“Entrambi, tu ed Io, abbiamo attraversato innumerevoli nascite. Io posso ricordarle tutte, ma tu non puoi, o vincitore del nemico”.

In un verso della Brahma samhita (5.33) e’ descritta l’esistenza di numerosissimi avatara:

“Adoro Govinda (Krishna), il Signore Supremo, la Persona originale, assoluta, infallibile e senza inizio. Pur espandendoSi in innumerevoli forme, Egli rimane sempre lo Stesso e sebbene sia la Persona originale, la piu’ antica, conserva una giovinezza perenne. Le sue forme eterne, tutte di conoscenza e felicita’ assoluta, sono inaccessibili alla comprensione dei filosofi, anche dei piu’ esperti nelle scritture vediche, ma diventano visibili agli occhi dei puri devoti”.

In un altro verso (B.s. 5.39), il Signore Supremo e’ descritto in questo modo:

“Adoro Govinda, Dio, la Persona Suprema, che appare sempre in questo mondo sotto diverse forme, come Rama, Nrisimha, e innumerevoli altre. Tuttavia Egli e’ la Persona originale, Dio stesso; il Suo nome e’ Krishna, e talvolta discende in questo mondo anche nella Sua forma primordiale”.

I Veda confermano questi versi: sebbene sia Uno, senza uguali, il Signore Si manifesta sotto innumerevoli forme. Assomiglia al gioiello vaidurya, che cambia costantemente colore pur rimanendo sempre lo stesso.

L’essere vivente, per quanto grande sia, non puo’ mai eguagliare il Signore Supremo; neanche i suoi eterni compagni che sono anime liberate, possono eguagliarLo.

Nella Brahma samhita, Brahma stesso spiega che il Signore e’ "acyuta", cioe' "infallibile", cioe’ non perde mai coscienza della Sua identita’, neanche quando viene a contatto con la materia.

Percio’ il Signore e l’essere vivente non possono mai essere uguali sotto tutti gli aspetti. Dio, la Persona Suprema e l’essere vivente sono entrambi eterni, ma Krishna resta cosciente degli atti compiuti Milioni di anni prima, mentre l’essere vivente dimentica tutte le vite passate quando cambia corpo.

Soltanto il Signore ricorda tutto perche’ il suo corpo, essendo sac-cid-ananda, non cambia mai. Egli e’ "advaita", non c’e’ differenza tra il Suo corpo e Lui stesso. Tutto cio’ che Lo riguarda e’ spirituale, al contrario dell’anima condizionata, che e’ ben differente dal suo corpo materiale.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


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Inserito il - 07/08/2005 : 21:39:59  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 3).

Nella Bhagavad Gita (4.6) Krishna dice:

“Anche se Io sono il non nato e il Mio corpo trascendentale non si deteriora mai, anche se sono il Signore di tutti gli esseri viventi, discendo in ogni era nella Mia forma originale e trascendentale”.

Quando il Signore Supremo discende su questa terra, benche’ sembri un essere comune, mantiene il perfetto ricordo delle Sue innumerevoli “nascite” passate, contrariamente ai comuni mortali, che sono incapaci di ricordare anche solo cio’ che hanno fatto qualche ora prima.

Se ci viene chiesto di descrivere cio’ che stavamo facendo il giorno prima, alla stessa ora, molto difficilmente daremo una risposta immediata; dovremo scavare nella memoria per raccogliere dei ricordi.

Eppure esiste della gente che ha il coraggio di proclamarsi Dio! Nessuno deve lasciarsi ingannare da queste pretese cosi’ assurde.

Il Signore spiega che Egli appare in questo mondo col Suo proprio corpo. Egli non trasmigra da un corpo all’altro come i comuni mortali.

L’anima condizionata ha un particolare corpo in questa vita, ma avra’ un corpo differente nella prossima vita. Nel mondo materiale ogni essere ha un corpo solo per un periodo limitato di tempo, infatti prima o poi dovra’ lasciare quel corpo per prenderne un altro.

Il Signore non e’ soggetto a questa legge. Egli appare grazie alla Sua potenza interna, nel Suo corpo originale. In altre parole, Krishna appare in questo mondo nella Sua forma immutabile ed eterna, con un flauto tra le mani.

Egli appare nel Suo corpo eterno, che non e’ assolutamente contaminato dalla materia. Ma sebbene Si manifesti nella Sua forma trascendentale e immutabile, sebbene sia il Signore dell’universo, Egli sembra nascere come un qualsiasi mortale.

Una delle Sue sorprendenti caratteristiche, pero’, e’ quella che passando dall’eta’ di neonato a quella di bambino e poi a quella di adolescente, Krishna non supera mai il periodo della giovinezza.

All’epoca della battaglia di Kuruksetra*, Krishna aveva innumerevoli nipoti e, secondo i nostri calcoli, avrebbe dovuto essere molto anziano, ma il Suo aspetto era quello di un giovane di venti, venticinque anni.

Krishna non e’ mai rappresentato nella forma di un vecchio, perche’ sebbene sia stato, sia e rimanga per sempre la Persona piu’ antica, Egli non invecchia come noi.

Il Suo corpo e la Sua intelligenza non si indeboliscono ne’ cambiano. Percio’ anche in questo mondo Egli rimane il non nato, l’eterna forma di conoscenza e felicita’ assolute, immutato nel Suo corpo e nella Sua intelligenza trascendentali.


Grazie,

Loretta


*Kuruksetra: terra sacra, luogo di pellegrinaggio fin dai tempi immemorabili dell’eta’ vedica. Krishna e’ venuto in persona sul nostro pianeta per guidare gli uomini sul sentiero della religione.

Infatti rivelo’ questa grande scienza sul campo di battaglia di Kuruksetra ad Arjuna Suo intimo amico e discepolo, per fare di lui un nuovo anello della catena disciplina di maestri spirituali autentici detta parampara’.
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 15/08/2005 : 11:22:45  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 4).

Krishna, Dio, la Persona Suprema, si mostra e si sottrae alla nostra vista proprio come il sole, che si leva, si sposta davanti ai nostri occhi e infine lascia la nostra visuale.

Noi crediamo che il sole sia tramontato quando non lo vediamo piu’, e che si alzi quando appare all’orizzonte, ma in realta’ il sole non lascia mai il suo posto nel cielo. L’errore e’ dovuto soltanto all’imperfezione e alla limitazione dei nostri sensi.

L’apparizione e la scomparsa di Krishna in questo mondo non hanno niente in comune con quelle di un uomo ordinario; e’ evidente dunque che in virtu’ della Sua potenza interna il Signore e’ conoscenza e felicita’ eterna, e non e’ mai contaminato dalla materia.

Anche i Veda confermano: benche’ sembri nascere in questo mondo e Si manifesti sotto molteplici forme, Dio e’ il non nato. I supplementi dei Veda affermano, a loro volta, che sebbene sembri nascere, il Signore non cambia corpo.

La descrizione del Suo avvento, fatta nello Srimad Bhagavatam, ce Lo mostra mentre appare di fronte a Sua madre nella forma di Narayana, dotato di quattro braccia e provvisto delle sei perfezioni.

L’pparizione del Signore nella Sua forma originale ed eterna e’ la manifestazione della Sua misericordia incondizionata sugli esseri viventi, affinche’ sia loro possibile meditare sul Signore Supremo cosi’ com’e’ e non su speculazioni mentali o immaginazioni.

Come abbiamo gia’ detto altre volte, il Signore Supremo rimane sempre cosciente delle Sue apparizioni e delle Sue scomparse precedenti, mentre l’essere comune dimentica tutto del suo corpo anteriore nel momento in cui entra in un nuovo corpo.

Krishna rimane sempre il Signore di tutti gli esseri, superiore a tutti, e quando viene sulla terra compie atti meravigliosi e soprannaturali.

Egli e’ sempre la Verita’ Assoluta; le sue qualita’ non sono differenti dal Suo corpo, ne' la Sua forma e’ differente da Lui stesso.

Allora ci si potrebbe chiedere: perche’ il Signore appare in questo mondo per poi lasciarlo?

Nella Bhagavad Gita (4.7) Krishna risponde in questo modo:

“Ogni volta che in un luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona”.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 01/09/2005 : 10:19:44  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 5).

Possiamo capire dalle spiegazioni date fino ad ora, che ne’ la forma ne’ il corpo di Dio sono stati creati; tutte le forme con cui Egli appare sono eterne.

Il Signore si manifesta cosi’ com’e’. Sebbene di solito Egli appaia in periodi determinati (una volta ogni giorno di Brahma, sotto il regno del settimo Manu, nel ventottesimo maha yuga, alla fine del Dvapara yuga), questa regola non Lo vincola, perche’ Egli e’ pienamente libero di agire a Suo piacere.

Discende dunque di Sua volonta', ogni volta che l’irreligione predomina e la vera religione soccombe. I principi della religione sono contenuti nei Veda e chi trascura di seguirli cade al livello degli empi.

Lo Srimad Bhagavatam insegna che questi principi sono le leggi di Dio. Soltanto Dio puo’ creare la religione. Fu dunque il Signore stesso che in origine enuncio’ i Veda nel cuore di Brahma, il primo essere creato.

I principi del dharma, della vera religione, sono i diretti insegnamenti della Persona Suprema e si ritrovano in tutta la Bhagavad Gita.

I Veda hanno dunque lo scopo di stabilire questi principi secondo le istruzioni del Signore Supremo, e il Signore afferma, alla fine della Bhagavad gita, che il piu’ alto principio religioso consiste nell’abbandonarsi a Lui soltanto.

I principi vedici conducono dunque a questo fine ultimo, che e’ l’abbandono totale a Dio, e il Signore appare ogni volta che uomini demoniaci ostacolano la giusta applicazione di questi principi.

Buddha, per esempio, come ci spiega lo Srimad Bhagavatam, e’ una manifestazione di Krishna. Egli visse in un’epoca in cui il materialismo aveva invaso la terra e gli atei giustificavano i loro atti perversi col pretesto di seguire i Veda.
In nome dei sacrifici persone di natura demoniaca abbattevano bestie innocenti, senza tener conto delle severissime restrizioni dei Veda sui sacrifici animali.

Buddha venne per mettere fine a questi inutili massacri e per istituire i principi vedici della non violenza.

Ogni avatara, o manifestazione del Signore, ha dunque una particolare missione da compiere, che e’ rivelata dalla Scritture. Nessuno puo’ essere considerato un avatara se non corrisponde alla descrizione di questi testi.

Alcuni affermano che il Signore appare soltanto in India. Non e’ esatto: Egli puo’ manifestarSi dove e quando desidera. Quando discende in una delle Sue forme, rivela agli uomini quel tanto di conoscenza spirituale che essi possono assimilare, secondo il luogo e le circostanze in cui si trovano.

Ma la missione di tutti gli avatara rimane sempre la stessa: condurre l’umanita’ alla coscienza di Dio e al rispetto dei principi religiosi.

Krishna discende a volte personalmente, altre volte invia un Suo rappresentante autentico, che puo’ essere Suo figlio o il Suo servitore o Lui stesso sotto celata forma.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 05/09/2005 : 12:21:34  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 6).

I principi della Bhagavad Gita, che furono rivelati ad Arjuna perche’ era spiritualmente piu’ elevato dei suoi contemporanei, sono rivolti anche a tutti gli uomini dalla coscienza spirituale avanzata.

Che due piu’ due faccia quattro e’ una verita’ ammessa sia dallo scolaro sia dal matematico, tuttavia il calcolo elementare differisce dalle matematiche piu’ complesse; cosi’, i principi insegnati dai diversi avatara sono sempre identici, ma secondo le circostanze assumono una forma piu’ o meno elaborata.

I principi spirituali superiori sono accessibili solo dal momento in cui si accetta il varnashrama-dharma, la divisione della societa’in quattro gruppi sociali e quattro gruppi spirituali.

La missione degli avatara e’ sempre quella di ravvivare in tutti la coscienza di Krishna. Questa coscienza, pur essendo sempre presente, talvolta non si manifesta.

Nella Bhagavad Gita 4.8 il Signore Supremo dice:

“Discendo di era in era per liberare le persone pie, per annientare i miscredenti e ristabilire i principi della religione”.

Un uomo santo viene definito col termine “sadhu”, e si riferisce all’uomo cosciente di Krishna.

Anche se esternamente un uomo puo’ sembrare irreligioso, e’ un sadhu se ha tutte le qualificazioni della coscienza di Krishna ed e’ pienamente assorto in essa.

Invece coloro che non mostrano alcun interesse per la coscienza di Krishna sono chiamati "duskritam". Questi miscredenti sono considerati i piu’ sciocchi e i piu’ degradati dell’umanita’ anche se sono arrivati al culmine dell’educazione materialista, mentre una persona che e’ completamente impegnata nella coscienza di Krishna e’ considerata un sadhu, anche se non possiede una grande cultura o erudizione.

Il Signore Supremo non e’ affatto costretto ad apparire in persona per annientare gli atei. Il Signore ha molti agenti che possono occuparsi di distruggere i demoni, Egli viene personalmente solo per alleviare la sofferenza dei Suoi puri devoti, perseguitati senza tregua dagli esseri demoniaci.

I demoni sono sempre pronti ad assalire i devoti, anche se capita che appartengano alla loro stessa famiglia.

A questo proposito, le Scritture riportano le persecuzioni che Prahlada Maharaja dovette subire da suo padre Hiranyakasipu, e quelle che Vasudeva e Devaki, padre e madre di Krishna, subirono da Kamsa, fratello stesso di Devaki, soltanto perche’ Krishna doveva nascere dalla loro unione.

Krishna apparve per liberare Devaki piuttosto che sopprimere Kamsa, anche se queste due missioni furono compiute simultaneamente.

Percio’ il verso dice che il Signore discende in differenti forme, chiamate avatara, per liberare i devoti e annientare i miscredenti.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 07/09/2005 : 12:24:27  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 7).

Nello Srimad Bhagavatam (10.2.34), Sukadeva Gosvami dice:

“O Signore, durante il tempo del mantenimento Tu manifesti differenti avatara, tutti dotati di un corpo trascendentale, un corpo che e’ al di la’ delle influenze della natura materiale. Quando Tu appari in questa forma, elargisci le Tue benedizioni sugli esseri viventi insegnando loro il compimento delle attivita’ vediche, come le cerimonie rituali, lo yoga mistico, le austerita’, le penitenze, e infine il samadhi, la concentrazione estatica nel pensiero di Te. Per questo Tu ricevi l’adorazione dei principi vedici”.

Come insegna Krishna nella Bhagavad gita (18.3), le cerimonie rituali vediche, la carita’, l’austerita’ e tutti gli altri doveri prescritti non devono mai essere abbandonati.

Anche una personalita’ molto elevata nella realizzazione spirituale deve continuare a seguire i principi vedici. Anche al livello piu’ basso, si consiglia ai karmi di lavorare per la causa del Signore.

Nella Bhagavad Gita (3.9) Krishna dice:

“L’azione dev’essere compiuta come sacrificio a Visnu, altrimenti l’azione lega il suo autore al mondo materiale”.

Cio' indica che nel compimento di qualsiasi dovere si deve sempre ricordare che tali doveri devono essere svolti per la soddisfazione di Dio, la Persona Suprema.

Secondo i principi vedici, la societa’umana dev’essere raggruppata in diverse categorie. Dovrebbero esserci brahmana, ksatriya, vaisya e sudra, e tutti dovrebbero imparare ad adorare Dio, la Persona Suprema.

Questa e’ la vera societa’ umana: senza queste distinzioni resteremmo al livello della societa’ animale.

Le attivita’compiute attualmente nella societa’ sono definite nello Srimad Bhagavatam attivita’ di go-khara, di mucche e di asini.

Ognuno agisce sulla base di un concetto dell’esistenza basata sul corpo, che include la societa’, l’amicizia, l’amore, lo scopo di migliorare le condizioni economiche e politiche: percio’ tutte queste attivita’ si svolgono sotto l’influenza dell’ignoranza.

Il Signore Supremo discende quindi per insegnarci ad agire sulla base dei principi vedici. In quest’era di Kali, Dio, la Persona Suprema, e’ apparso nella forma di Sri Caitanya Mahaprabhu per informarci che in quest’era non e’ possibile compiere sistematicamente tutte le attivita’ prescritte dai Veda, perche’ la gente e’ molto degradata.

Egli percio’ ci ha fatto questa raccomandazione tratta dagli sastra:

“In quest’era di discordia e d’ipocrisia l’unica via per la liberazione e’ il canto del santo nome del Signore, non c’e’ altro modo, non c’e’ altro modo, non c’e’ altro modo”.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 10/09/2005 : 09:44:41  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'apparizione del Signore Supremo (parte 8).

Il Signore Supremo discende in questo mondo materiale in differenti forme, chiamate avatara, per liberare i devoti e annientare i miscredenti.

Nella Caitanya caritamrita (Madhya, 20.263 e 264), Krishnadasa Kaviraja Gosvami da' una concisa definizione dell’avatara:

“Quando il Signore scende dal Suo regno per manifestarSi nell’universo materiale in una determinata forma, Egli prende il nome di avatara. Tutte queste emanazioni risiedono eternamente nel mondo spirituale, il regno di Dio, e sono chiamate avatara quando scendono nell’universo materiale”.

Esistono differenti tipi di avatara: i guna-avatara, i lila-avatara, gli shakti-avesa-avatara e gli yuga-avatara, che appaiono tutti in epoche determinate, in una delle tante regioni dell’universo.

Ma Krishna e’ il Signore originale, la fonte di tutti gli avatara. Quando viene in questo mondo il Signore ha uno scopo ben preciso, quello di soddisfare i Suoi puri devoti che hanno l’ardente desiderio di vederGLi rivelare i Suoi divertimenti assoluti, come furono manifestati nel villaggio di Vrindavana.

Lo scopo principale che Krishna ha come avatara e’ dunque quello di allietare il cuore di coloro che Lo amano di un amore puro.

Il Signore afferma che Egli appare in ogni era. Cio’ significa che Egli appare in ogni era, anche nell’eta’ di Kali.

Infatti nello Srimad Bhagavatam troviamo che nella nostra eta’, il Kali yuga, Egli discende nella forma di Sri Caitanya Mahaprabhu per distribuire amore verso Dio e diffondere la coscienza di Krishna nell’India intera, facendo conoscere a tutti il sankirtana (il canto dei santi nomi del Signore).

Sri Caitanya predisse che il sankirtana si sarebbe diffuso presto in tutto il mondo e il canto dei santi nomi si sarebbe sentito in ogni citta’ e in ogni villaggio.

L’avatara Caitanya Mahaprabhu non distrugge i miscredenti, ma li libera inondandoli della sua grazia incondizionata. Il Suo movimento del sankirtana affascina tutti i devoti di Krishna.

Nella Bhagavad Gita (4.9) Krishna afferma:

“Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle mie attivita’, o Arjuna, non dovra’ piu’ rinascere in questo mondo materiale quando avra’ lasciato il corpo, ma raggiungera’ la Mia eterna dimora”.

Chiunque colga la natura assoluta dell’avvento del Signore si libera immediatamente dai legami della materia e ritorna al regno di Dio subito dopo aver lasciato il corpo materiale.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 14/09/2005 : 09:59:31  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti continuamo a parlare dell’apparizione del Signore Supremo (parte 9).

La Brahma samhita (5.33) spiega che il Signore Si manifesta sotto innumerevoli forme che, sebbene diverse e multiple, sono tutte un solo e unico essere, Dio, la Persona Suprema.

Occorre capire questa verita’ e non avere dubbi, anche se per i profani e i filosofi empirici essa rimane inaccessibile. I Veda aggiungono:

“L’unica Persona Suprema, nelle Sue innumerevoli forme trascendentali, scambia eternamente sentimenti d’amore con i Suoi puri devoti”.

Nella Bhagavad Gita (4.9) il Signore conferma queste parole dei Veda, dicendo:

“Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivita’, o Arjuna, non dovra’ piu’ nascere in questo mondo materiale quando avra’ lasciato il corpo, ma raggiungera’ la Mia eterna dimora”.

Chi accetta questa verita’, tenendo conto della perfetta autorita’ di Dio e dei Veda, senza perdersi in vane speculazioni filosofiche, otterra’ la perfetta liberazione.

Semplicemente accettando con fede questa verita’ si puo’, senza alcun dubbio, raggiungere la liberazione.

Chiunque riconosca Krishna come l’Assoluto e Gli dica: “Tu sei il Brahman Supremo, Dio, la Persona Assoluta”, tronca di colpo i legami che lo trattengono alla materia, ed e’ sicuro di tornare a Dio.

In altre parole chi si dedica al Signore con ardente devozione raggiunge la perfezione. Ancora una volta i Veda lo confermano:

“Per liberarsi definitivamente dal ciclo di nascite e morti e’ sufficiente conoscere Dio, la Persona Suprema. Non c’e’ altro modo per raggiungere questa perfezione”.

Il fatto che non esista alternativa significa che chiunque non comprenda che Krishna e’ Dio resta prigioniero dell’ignoranza.

Non e’ ”leccando l’esterno del barattolo di miele” che si puo’ gustare il contenuto, come non si puo’ raggiungere la liberazione interpretando a proprio modo le scritture autorizzate come lo Srimad Bhagavatam e la Bhagavad Gita.

I filosofi empirici possono anche avere una parte importante nella societa’, ma rimangono pur sempre incapaci di liberarsi dalla materia. Questi orgogliosi eruditi dovranno attendere, per giungere alla liberazione, che un devoto del Signore accordi loro la sua misericordia incondizionata.

L’uomo deve dunque ravvivare nel cuore la coscienza di Krishna con la fede e la conoscenza, e raggiungere cosi’ la perfezione.


Grazie,

Loretta
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