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 Guida alla Coscienza di Krishna
 L'indipendenza dell'essere vivente
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Lakshmi Priya
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Emilia Romagna


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Inserito il - 09/07/2005 : 01:26:59  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, parliamo adesso dell'indipendenza dell’essere vivente.

Dopo aver ripetutamente sperimentato la morte e la nascita in tanti corpi materiali, abbiamo tutti dimenticato di essere particelle di Dio, di avere una relazione profonda con Lui, e abbiamo anche dimenticato di essere caduti in questo mondo materiale.

E’ molto difficile poter risalire in modo esatto all’origine della nostra dimenticanza. Ma anche se noi Lo abbiamo dimenticato da tempo immemorabile, Krishna e’ cosi’ misericordioso che per ricordarci la nostra identita’ spirituale e la nostra unita’ con Lui in quanto Sue parti, scende personalmente a insegnarci cio’ che abbiamo dimenticato.

Egli inoltre, nel partire da questo mondo, lascia dietro di se’ le scritture, specialmente la Bhagavad gita (18.66), dove ci chiede:

“Per favore, abbandona tutti i tuoi progetti insensati e arrenditi a Me. Io ti proteggero’”.

Krishna e’ il padre di tutti gli esseri viventi. Egli non e’ felice di vedere che tutte queste anime nel mondo materiale stanno marcendo come animali, percio’ manda i Suoi rappresentanti.

Tuttavia, se le anime condizionate insistono nel voler rimanere qui, che possono fare Krishna o il Suo servitore? Essi ci permettono di continuare le nostre attivita’ materiali; infatti il principale requisito che consente di uscire dalla prigionia della materia e’ il nostro desiderio.

Quando alla fine saremo disgustati a causa della nostra situazione, allora pregheremo: “Mio Signore, ho servito la lussuria, la collera e l’avidita’ per tanto tempo, ma esse non sono ancora soddisfatte; ora io sono completamente deluso e non voglio piu’ servirle.

Mio caro Krishna, la mia intelligenza si e’ risvegliata, desidero tornare da te. Per favore, impegnami al Tuo servizio.

L’essere vivente e’ l'energia marginale del Signore, il che significa che puo’ scegliere di essere controllato dall’energia inferiore di Krishna, l’energia materiale, oppure dalla sua energia superiore, l’energia spirituale.

Il procedimento di abbandono a Krishna comincia col canto del mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

La parola Hare indica l’energia devozionale di Krishna; Krishna significa “l'infinitamente affascinante personalita’ suprema di Dio”, e Rama significa “il beneficiario supremo”.

Krishna non interferisce mai nelle nostre decisioni; Egli dice: “puoi rimanere nel mondo materiale o venire da Me, come preferisci”.

Abbiamo ricevuto una minuscola indipendenza e l’intelligenza per poter discriminare tra cio’ che si deve fare e cio’ che non si deve fare.

L’orecchio e’ l’organo piu’ importante per imparare cio’ che si deve fare o non si deve fare, al fine di raggiungere il beneficio supremo. Dobbiamo ascoltare da un’autorita’ superiore.

Grazie,

Loretta

Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 11/07/2005 : 16:12:31  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’argomento: “L’indipendenza dell’essere vivente” (Parte 2).

Nella Bhagavad Gita (18.60) Krishna dice:

“Dominato dall’illusione, ora stai rifiutando di agire secondo le Mie direttive, ma spinto dall’attivita’ propria della tua natura, dovrai agire in quello stesso modo, o figlio di Kunti”.

Chi rifiuta di agire sotto la guida del Signore Supremo sara’ costretto a farlo sotto la spinta delle influenze materiali che lo controllano.

Ognuno si trova sotto il controllo di una particolare combinazione di influenze materiali e deve agire di conseguenza. Ma chi si sottomette spontaneamente alle istruzioni del Signore Supremo diventa glorioso.

Srila Prabhupada spiega che l’essere vivente possiede una minuscola indipendenza, quella di decidere se servire Krishna o servire maya, la Sua energia inferiore.

Come possiamo vedere, l’essere rimane sempre sottomesso al Signore, la differenza sta nel fatto che se decidiamo di servire Krishna il risultato e’ quello di ritrovare il nostro stato naturale di felicita’ eterna nel mondo spirituale; se decidiamo di servire maya, invece, saremo soggetti a ripetute nascite e morti in differenti pianeti e in differenti corpi.

Inoltre Krishna dice (B.G. 18.61):

“Il Signore Supremo e’ presente nel cuore di ognuno, o Arjuna, e dirige l’errare di ogni essere vivente che e’ situato nel corpo, simile a una macchina costituita di energia materiale”.

Sri Krishna ha insegnato che l’individuo non costituisce tutto cio’ che esiste. Krishna stesso, Dio, la Persona Suprema, il Paramatma, e’ situato nel cuore di tutti gli esseri e li dirige.

Cambiando il corpo, l’essere individuale dimentica le sue azioni passate, ma il Paramatma, l’Anima Suprema, che conosce il passato, il presente e il futuro, di tutti gli esseri viventi, e’ il testimone di tutte le sue azioni.

Gli esseri condizionati sono dunque guidati, in tutte le loro azioni, dall’Anima Suprema. Sotto la direzione dell’Anima Suprema essi ottengono cio’ che si meritano, e sempre sotto la sua direzione sono trasportati dal corpo, una macchina costituita di energia materiale.

Appena l’essere entra in un corpo materiale, e’ costretto ad agire secondo i condizionamenti propri di quel corpo.
Un uomo al volante di una potente vettura andra’ certamente piu’ veloce di un altro non cosi’ ben provvisto, anche se i due conducenti sono della stessa forza, della stessa natura, come gli esseri viventi.

Similmente, all’ordine dell’Essere Supremo, la natura materiale crea, per un particolare essere, un particolare corpo, che gli permette di agire secondo i desideri della sua vita precedente.

Gli esseri non sono indipendenti. Nessuno deve credersi indipendente da Dio, la Persona Suprema, poiche’ tutti sono continuamente sotto i Suo controllo.

Ognuno ha dunque il dovere di abbandonarsi al Signore.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 14/07/2005 : 22:39:39  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’indipendenza dell’essere vivente (Parte 3).

Una persona che vive nel mondo materiale pensa: “Io sono questo corpo, e tutto cio’ che si riferisce a questo corpo e’ mio”.

Questo e’ il sintomo della vita materiale. In una concezione materialistica della vita si pensa: “Questa e’ la mia casa, la mia terra, la mia famiglia, la mia nazione”, e cosi’ via.

Ma a colui che intraprende la vita spirituale, sara’ possibile comprendere che ogni cosa appartiene a Dio, la Persona Suprema, e che tutto cio’ che possiede dev’essere usato al Suo servizio.

Se usiamo la nostra pur limitata indipendenza, per servire il Signore Supremo, la nostra vita sara’ coronata dal successo. L’uomo e’ dotato di una buona intelligenza, ma se non la usa per comprendere il vero scopo dell’esistenza, e impegnarsi nel servizio trascendentale al Signore, si degradera’ e sara’ costretto ad accettare di vivere in diverse forme di vita.

Coloro che seguono le orme di Narada Muni, le persone sante, si impegnano soltanto nel servizio d’amore trascendentale al Signore, senza alcun desiderio personale di gratificazione dei sensi.

Sia in questa vita sia nella prossima, l’unico interesse di questi santi devoti e’ quello di servire Dio, la Persona Suprema.

L’unico interesse di questi devoti e’ moksa, la liberazione. In questo caso pero’, moksa non si riferisce alla possibilita’ di fondersi nel Supremo, fine a cui aspirano i filosofi mayavadi.

Caitanya Mahaprabhu spiega che la vera moksa consiste nel cercare rifugio ai piedi di loto di Dio, la Persona Suprema.

Il Signore spiega chiaramente questo fatto nelle Sue istruzioni a Sharvabhauma Bhattacarya.
Quest’ultimo voleva correggere la parola mukti pade, che si trova nello Srimad Bhagavatam, ma Caitanya Mahaprabhu gli disse che non c’e’ alcuna necessita’ di correggere qualche parola dello Srimad Bhagavatam.

Mukti pade si riferisce ai piedi di loto di Dio, la Persona Suprema, Visnu, il quale concede la liberazione, mukti, ed e’ chiamato quindi Mukunda.

Il nostro unico interesse dovrebbe essere dunque quello di servire i piedi di loto del Signore Supremo ai fini di raggiungere la vera liberazione, prendendo rifugio in un maestro spirituale autentico.

Nello Srimad Bhagavatam (8.12.7) Sukadeva Gosvami dice:

“Mio Signore, Tu sei il Brahman Supremo, completo sotto ogni aspetto. Essendo completamente spirituale, Tu sei eterno, libero dalle influenze della natura materiale e pieno di felicita’ trascendentale. In verita’, per Te non puo’ esistere causa di lamento. Poiche’ tu sei la causa Suprema, la causa di tutte le cause, nulla puo’ esistere senza di Te. Eppure noi siamo differenti da Te nella relazione di causa ed effetto, perche’ in un certo senso la causa e l’effetto differiscono tra loro. Tu sei la causa originale della creazione, della manifestazione e della distruzione, e sei Tu che diffondi le Tue benedizioni su tutti gli esseri viventi. Ognuno dipende da Te per il risultato delle sue attivita’, ma Tu sei sempre indipendente”.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 17/07/2005 : 11:44:50  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’indipendenza dell’essere vivente (parte 4).

La felicita’ che si puo’ provare in relazione agli oggetti dei sensi che entrano in contatto con il corpo puo’ essere sperimentata in ogni forma di vita, sulla base delle proprie attivita’ passate.

Questa felicita’ e’ automaticamente ottenuta, proprio come si ottiene la sofferenza.

La filosofia della coscienza di Krishna e’ veramente perfetta per chi desidera raggiungere la felicita’.

Nella Bhagavad Gita (6.21), Krishna descrive la vera felicita’:

“In questa condizione serena ci si stabilisce in uno stato di felicita’ trascendentale illimitata e si gode mediante i sensi spirituali. Raggiunta questa perfezione, non ci si allontana piu’ dalla verita’”.

La felicita’ dev’essere percepita attraverso i sensi superiori, e questi non s’identificano coi sensi relativi agli elementi materiali.

Ognuno di noi e’ un essere spirituale e una persona individuale. I nostri sensi sono attualmente coperti dagli elementi materiali, e a causa dell’ignoranza pensiamo che i sensi materiali che coprono la nostra vera identita’, siano i nostri veri sensi.

Invece, i nostri veri sensi si trovano ora all’interno della copertura materiale. Quando i sensi spirituali vengono alla luce, possono darci la vera felicita’.

Quando i sensi sono impegnati nel servizio devozionale a Hrisikesa (Dio, la persona suprema, il controllore di tutti i sensi), allora possono trovare la completa soddisfazione. Se non sperimenta questa superiore gratificazione dei sensi, l’essere cerca di soddisfare i sensi materiali, ma in questo modo non potra’ mai trovare la felicita’.

L’uomo puo’ accrescere la sua ambizione per la gratificazione dei sensi, e puo’ anche ottenere cio’ che ha desiderato, ma poiche’ cio’ che cerca e’ situato al livello della materia, non raggiungera’ mai ne’ la soddisfazione ne’ l’appagamento completo.

Lo scopo della vita umana e’ quello di coltivare la vita spirituale, che permette di raggiungere la perfetta felicita’ nella vita.

Chi non e’ stato educato a soddisfare i propri sensi spirituali, e continua a cercare la gratificazione dei sensi materiali, non trovera’ mai la felicita’ reale e duratura.

Percio’ Sukadeva Gosvami, nello Srimad Bhagavatam (5.5.1) raccomanda:

“Bisogna praticare l’austerita’ in modo da purificare la propria esistenza; si trovera’ cosi’ una felicita’ illimitata”.

In quest’era di kali yuga l’unico metodo di purificazione e’ il canto dei Santi nomi del Signore: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

Il canto del mantra Hare Krishna e’ una speciale concessione di Sri Caitanya Mahaprabhu, Krishna stesso, che apparve cinquecento anni fa proprio al fine di liberare le anime condizionate di quest’era.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 19/07/2005 : 11:17:30  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'indipendenza dell’essere vivente (parte 5).

Nella Bhagavad Gita (18.66), Krishna dice:

“Lascia ogni altra forma di religione e semplicemente abbandonati a Me. Io ti liberero’ da tutte le reazioni del peccato, non temere”.

Purtroppo molta gente non apprezza questo insegnamento di Dio, perche’ pensa che nel corso della sua vita, la famiglia, la societa’, la patria, il corpo e i parenti siano tutto per lui.

Perche’ abbandonarli per prendere rifugio in Dio, la Persona Suprema? Ma grandi personalita’ come Prahlada Maharaja e Bali Maharaja, con il loro esempio ci fanno capire che la sottomissione al Signore e’ il gesto migliore da compiere per una persona intelligente.

Prahlada Maharaja prese rifugio in Vishnu contro la volonta’ di suo padre. Bali Maharaja aveva preso rifugio in Vamanadeva disobbedendo agli ordini del suo maestro spirituale, Sukracarya, e contro la volonta’ di tutti i capi dei demoni.

Qualcuno potra’ meravigliarsi dal fatto che devoti come Prahlada Maharaja e Bali Maharaja potessero cercare rifugio dalla parte del nemico, abbandonando i naturali sentimenti di affinita’ per la famiglia e il focolare domestico.

A questo proposito Bali Maharaja spiega che il corpo, che e’ il centro di tutte le attivita’ materiali, e’ in realta’ un elemento estraneo.

Anche se desideriamo mantenere il corpo vigoroso e rispondente alle nostre attivita’, il corpo non puo’ continuare a esistere in eterno.

Benche’ noi siamo l’anima che e’ eterna, dopo aver usato il corpo per un certo periodo di tempo, dovremo abbandonarlo per assumere un altro corpo in conformita’ delle leggi della natura, a meno che non si offra con questo corpo qualche servizio che permetta di avanzare sulla via della devozione.

Non si deve usare il corpo per nessun altro fine. Dobbiamo sapere che usare il corpo per qualche altro scopo significa soltanto perdere tempo, perche’ non appena il tempo e’ maturo, l’anima automaticamente lascera’ il corpo.

La vita umana e’ fatta per la realizzazione spirituale, non per aumentare cio’ che e’ superfluo.

La vita, la casa e tutto cio’ che possediamo, se non vengono usati in modo appropriato al servizio del Signore, non sono che fonte di condizionamenti materiali e di continua sofferenza per effetto delle tre cause di dolore (adhyatmika, adhibhautika e adhidaivika).

Purtroppo nella societa’ di oggi non esiste alcun istituto scientifico che sia in grado di sviluppare la conoscenza in questo campo. La gente e’ tenuta all’oscuro su cio’ che riguarda il fine della vita, e cosi’ la lotta per l’esistenza si perpetua senza speranza.

Si parla della “sopravvivenza del piu’ forte”, ma in realta’ nessuno sopravvive, perche’ nessuno e’ libero dai condizionamenti materiali.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 22/07/2005 : 08:53:30  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'indipendenza dell'essere vivente (parte 6).

Ogni essere vivente, in origine, e’ un sevitore di Krishna. Sri Caitanya stesso lo conferma con queste parole (C.C. Madya 20.108):

“La posizione costituzionale dell’essere vivente e’ quella di eterno servitore di Krishna”.

In questo mondo tutti cercano di essere i padroni. Individualmente o collettivamente ognuno sta cercando di asserire: “Io sono il padrone di tutto cio’ che vedo”.

Ma questa attitudine e’ vana, perche’ per natura ognuno e’ un servitore. Invece di essere servitori di Krishna, siamo diventati servitori dei nostri sensi. In entrambi i casi siamo comunque servitori.

Percio’ coloro che sono veramente intelligenti pensano: “Se devo agire come servitore, perche’ non farlo per Krishna ?”. Solo il devoto cosciente di Krishna e’ sobrio, proprio perche’ accetta la sua posizione naturale di servitore di Krishna.

L’adorazione di Krishna, ossia di Vishnu, e’ il vero obiettivo della civilta’ vedica.
Non appena dimentichiamo la nostra relazione di servitori eterni di Krishna, diventiamo servi dei nostri sensi.

Seguendo i dettami dei nostri sensi, sprofondiamo nelle regioni piu’ oscure dell’illusione e siamo soggetti alla punizione di Yamaraja.

A volte la nostra coscienza ci dice: “Non comportarti cosi’”, ma noi, arrendendoci alla nostra lussuria e avidita’, lo facciamo comunque.

Anche Krishna all’interno del nostro cuore ci sta consigliando: “Non farlo”, eppure noi lo facciamo, questo genere di servizio ai nostri sensi, che non porta altro che sofferenza.

Poiche’ dobbiamo servire, perche’ non servire Krishna? Perche’ dovremmo servire i nostri sensi, che comunque non sono mai soddisfatti? Dovremmo diventare servi di Dio; questa e’ la perfezione della vita. Altrimenti saremo forzati a diventare i servitori dei nostri sensi e soffrire.

Chi diventa un servitore di Krishna diventa un “gosvami”, ossia il padrone dei sensi. Il titolo “gosvami” indica colui che rifiuta di seguire i dettami dei sensi.

Per diventare un servitore di Krishna bisogna seguire le Sue istruzioni: in questo modo entreremo in contatto diretto con Lui e saremo in grado di superare tutte le difficolta’, sia nella vita spirituale sia nella vita materiale.

Possiamo ascoltare le istruzioni di Krishna attraverso la successione ininterrotta di discepoli, la guru parampara’.

L’accettazione di queste istruzioni e’ chiamata “siksa”, ossia l’adempimento volontario delle istruzioni del maestro spirituale.

Quando si accetta volontariamente di obbedire agli ordini del maestro spirituale, si stanno seguendo gli ordini di Krishna.

La nostra vita allora diventa perfetta.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 23/07/2005 : 21:51:18  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti continuiamo a parlare dell’indipendenza dell’essere vivente (parte 7).

Nella Bhagavad Gita (4.11), Sri Krishna afferma:

“Tutti seguono la Mia via in un modo o nell’altro, o figlio di Pritha, e nella misura in cui si abbandonano a Me, Io li ricompenso”.

E’ Krishna che tutti cercano, anche se sotto differenti forme.

Krishna, il Signore Supremo, e’ conosciuto parzialmente sotto due aspetti iniziali: il brahmajyoti, lo sfolgorio impersonale che emana dal Suo corpo, e il Paramatma, l’Anima Suprema e onnipresente che risiede in ogni essere e in ogni cosa, comprese le particelle atomiche. Ma e’ pienamente realizzato soltanto dai Suoi puri devoti.

Krishna e’ dunque, per tutti, l’oggetto della realizzazione spirituale, ma ciascuno, secondo il proprio desiderio di conoscerLo, Lo percepisce in una delle Sue forme.

Solamente i puri devoti del Signore, in questo mondo come nella dimora spirituale, godono della compagnia del Signore e Lo servono con amore, traendo da questo servizio personale una felicita’ illimitata.

Chiunque colga la natura assoluta dell’avvento del Signore si libera immediatamente dai legami della materia e ritorna al regno di Dio subito dopo aver lasciato il corpo materiale.

Questa liberazione non e’ facile per l’essere condizionato. Gli impersonalisti e gli yogi giungono alla liberazione dopo solo molte difficolta’, attraverso numerosissime esistenze.

La loro liberazione, che consiste nel fondersi nel brahmajyoti impersonale (luce irradiante del Signore) e’ incompleta, percio’ essi rischiano di ricadere in questo mondo.

Il devoto invece, poiche’ ha compreso la natura trascendentale della forma e delle attivita’ del Signore, raggiunge la Sua dimora non appena lascia il corpo e non rischia piu’ di ricadere nel mondo materiale.

La Brahma Samhita (5.33) spiega come il Signore Si manifesti sotto innumerevoli forme che, sebbene diverse e multiple, sono tutte un solo ed unico Essere, Dio, la Persona Suprema.

Occorre capire questa verita’ e non avere dubbi, anche se per i profani e i filosofi empirici, essa rimane inaccessibile.

Chiunque riconosca Krishna come l’assoluto e Gli dica: “Tu sei il Brahman Supremo, Dio, la Persona Assoluta”, tronca di colpo i legami che lo trattengono alla materia, ed e’ sicuro di tornare a Dio.

In altre parole, chi si dedica al Signore con ardente devozione raggiunge la perfezione. I Veda lo confermano:

“Per liberarsi definitivamente dal ciclo di nascite e morti e’ sufficiente conoscere Dio, la Persona Suprema. Non c’e’ altro modo per raggiungere la perfezione”.

Il fatto che non esista alternativa significa che chiunque non comprenda che Krishna e’ Dio resta prigioniero dell’ignoranza.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 30/07/2005 : 01:03:48  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’indipendenza dell’essere vivente (parte 8).

Nella Bhagavad Gita (4.6), Krishna dice:

“Anche se Io sono il non nato e il Mio corpo trascendentale non si deteriora mai, anche se sono il Signore di tutti gli esseri viventi, discendo in ogni era nella Mia forma originale e trascendentale”.

Krishna, Dio, la Persona Suprema mantiene il perfetto ricordo delle Sue innumerevoli “nascite” passate, contrariamente ai comuni mortali, che sono incapaci di ricordare anche solo cio’ che hanno fatto qualche ora prima.

Se ci viene chiesto di descrivere cio’ che stavamo facendo il giorno prima, alla stessa ora, molto difficilmente daremo una risposta immediata; dovremo scavare nella memoria per raccogliere dei ricordi.

Eppure esiste della gente che ha il coraggio di proclamarsi Dio! Nessuno deve lasciarsi ingannare da queste pretese cosi’ assurde.

Il Signore spiega che Egli appare in questo mondo col suo proprio corpo. Egli non trasmigra da un corpo all’altro come i comuni mortali. L’anima condizionata ha un particolare corpo in questa vita, ma avra’ un corpo differente nella prossima vita.

Nel mondo materiale ogni essere ha un corpo solo per un periodo limitato di tempo, infatti prima o poi dovra’ lasciare quel corpo per prenderne un altro. Il Signore, tuttavia, non e’ soggetto a questa legge.

Egli appare grazie alla Sua potenza interna, nel Suo corpo originale. In altre parole, Krishna appare in questo mondo nella Sua forma immutabile ed eterna, con un flauto tra le mani.

Egli appare nel Suo corpo eterno, che non e’ assolutamente contaminato dalla materia. Ma sebbene Si manifesti nella Sua forma trascendentale e immutabile, sebbene sia il Signore dell’universo, Egli sembra nascere come un qualsiasi mortale.

Una delle sue caratteristiche, pero’, e’ quella che passando dall’eta’ di neonato a quella di bambino e poi a quella di adolescente, Krishna non supera mai il periodo della giovinezza.

All’epoca della battaglia di Kuruksetra, Krishna aveva innumerevoli nipoti e, secondo i calcoli degli acarya precedenti, avrebbe dovuto essere molto anziano, ma il suo aspetto era quello di un giovane di venti, venticinque anni.

Krishna non e’ mai rappresentato nella forma di un vecchio, perche’ sebbene sia stato, sia e rimarra’ per sempre la Persona piu’ antica, Egli non invecchia come noi.

Il Suo corpo e la Sua intelligenza non si indeboliscono ne’ cambiano, perche’ anche in questo mondo Egli rimane il non nato, l’eterna forma di conoscenza e felicita’ assolute, immutato nel Suo corpo e nella Sua intelligenza trascendentali.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 01/08/2005 : 10:08:52  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’indipendenza dell’essere vivente (parte 9).

Riprendiamo dal punto in cui siamo rimasti nell’articolo precedente, dove Prabhupada spiega alcune qualita’ del Signore Supremo.

Il Suo corpo e la Sua intelligenza non si indeboliscono ne’ cambiano. Percio’ anche in questo mondo Egli rimane il non nato, l’eterna forma di conoscenza e felicita’ assolute, immutato nel suo corpo e nella Sua intelligenza trascendentali.

Egli si sottrae alla nostra vista proprio come il sole, che si leva, si sposta davanti ai nostri occhi e infine lascia la nostra visuale. Noi crediamo che il sole sia tramontato quando non lo vediamo piu’ e che si alzi quando appare all’orizzonte, ma in realta’ il sole non lascia mai il suo posto nel cielo.

L’errore e’ dovuto soltanto all’imperfezione dei nostri sensi.

L’apparizione e la scomparsa di Krishna in questo mondo non hanno niente in comune con quelle di un uomo ordinario; e’ evidente dunque che in virtu’ della Sua potenza interna il Signore e’ conoscenza e felicita’ eterna, e non e’ mai contaminato dalla materia.

Anche i Veda lo confermano: benche’ sembri nascere in questo mondo e Si manifesti sotto molteplici forme, Dio e’ il non nato.

I supplementi dei Veda affermano, a loro volta, che sebbene sembri nascere, il Signore non cambia corpo.

La narrazione del Suo avvento, descritta nello Srimad Bhagavatam, ce lo mostra mentre appare di fronte a sua madre nella forma di Narayana, dotato di quattro braccia e provvisto delle sei perfezioni.

L’avvento del Signore nella sua forma originale ed eterna e’ la manifestazione della Sua misericordia incondizionata sugli esseri viventi, affinche’ sia loro possibile meditare sul Signore Supremo cosi’ com’e’, e non su speculazioni mentali o immaginazioni.

Infatti nella Bhagavad Gita (4.7) il Signore Supremo dice:

“Ogni volta che in qualche luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona”.

Krishna, Dio, la Persona Suprema, rimane sempre cosciente delle sue apparizioni e delle Sue scomparse precedenti, mentre l’essere comune dimentica tutto del suo corpo anteriore al momento in cui entra in un nuovo corpo.

Krishna rimane sempre il Signore di tutti gli esseri, superiore a tutti, e quando viene sulla terra compie atti meravigliosi e soprannaturali.

Egli e’ sempre la Verita’ Assoluta; le Sue qualita’ non sono differenti dal Suo corpo, ne’ la Sua forma e’ differente da Lui stesso.


Grazie,

Loretta
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