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 Guida alla Coscienza di Krishna
 L'adorazione degli esseri celesti
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Lakshmi Priya
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Emilia Romagna


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Inserito il - 18/09/2005 : 19:37:23  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, introduciamo un nuovo argomento, “l’adorazione degli esseri celesti”.

Nella Bhagavad Gita (4.12), Krishna dice:

“In questo mondo gli uomini aspirano al successo nel compimento dell’attivita’ interessata, percio’ adorano gli esseri celesti; certamente quaggiu’ raccolgono in breve tempo il frutto del loro lavoro”.

Molti sono coloro che hanno una concezione completamente sbagliata degli esseri celesti, e gli uomini meno intelligenti, anche se si fanno passare per grandi eruditi, scambiano gli esseri celesti per forme diverse del Signore stesso.

In realta’, gli esseri celesti non sono differenti forme di Dio, ma sono parti integranti di Dio. Dio e’ Uno, e le Sue parti integranti sono innumerevoli.

I Veda dichiarano: “Dio e’ uno”; inoltre: “C’e’ un solo Dio, Krishna”. Gli esseri celesti, invece, sono esseri individuali che Krishna ha dotato di poteri differenti affinche’ amministrino l’universo materiale.

Essi non possono mai eguagliare Dio, Krishna, Narayana, o Vishnu. Chiunque creda che Dio e gli esseri celesti siano sullo stesso piano e’ considerato un "pasandi", un offensore.

Nemmeno Brahma e Siva, i piu’ importanti tra gli esseri celesti, possono essere paragonati al Signore Supremo. Infatti, il Signore riceve l’adorazione anche di esseri celesti come Brahma e Siva.

Purtroppo ci molti uomini che per ottenere risultati materiali immediati adorano gli esseri celesti. Essi ottengono questi risultati, ma senza rendersi conto che sono temporanei e sono destinati alle persone meno intelligenti.

Le persone piu’ intelligenti vivono in coscienza di Krishna, e non sentono il bisogno di adorare gli esseri celesti, per ottenere benefici immediati e temporanei.

Gli esseri celesti, come i loro adoratori, scompaiono insieme col mondo materiale. I benefici concessi dagli esseri celesti sono dunque materiali e temporanei.

Sia i mondi materiali sia i loro abitanti, inclusi gli esseri celesti e i loro adoratori, sono “bolle” nell’oceano cosmico. Tuttavia si vede ovunque l’uomo che lotta febbrilmente per i beni di questo mondo, cioe’ il denaro, la proprieta’, la famiglia e le comodita’.

Per possedere questi beni non esita ad adorare gli esseri celesti o perfino potenti personalita’ del suo Paese. Se con l’adulazione e la venerazione un uomo ottiene da un capo politico un posto governativo, sara’ convinto di beneficiare del piu’ grande favore.

Tali uomini aspirano solo ai piaceri di questo mondo e per goderne, anche solo per qualche istante, diventano adoratori degli esseri celesti ignorando che questi ultimi derivano la loro potenza dal Signore.

Purtroppo questi uomini nutrono uno scarso interesse per la coscienza di Krishna. Essi vivono solo per le comodita’ materiali, e a questo fine sono disposti a venerare qualsiasi personaggio potente pur di ottenere queste comodita’.


Grazie,

Loretta

Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 21/09/2005 : 11:56:59  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’adorazione degli esseri celesti (parte 2).

Nella Bhagavad Gita (3.12) Krishna afferma:

“Soddisfatti per il compimento di yajna (sacrifici), gli esseri celesti incaricati di fornire cio’ che e’ necessario alla vita provvederanno a tutte le vostre esigenze. Ma chi fruisce dei loro doni senza offrirli in cambio agli esseri celesti e’ certamente un ladro”.

Gli esseri celesti sono agenti del Signore Supremo, Visnu, e sono incaricati di fornire a tutti gli esseri cio’ di cui hanno bisogno.

Occorre dunque ottenere il loro favore compiendo gli yajna previsti dalle scritture. I Veda raccomandano di eseguire diversi yajna, destinati a diversi esseri celesti, ma e’ il Signore che in ultimo riceve tutti gli yajna.

I sacrifici agli esseri celesti sono prescritti per coloro che non possono concepire l’esistenza di una persona suprema. I Veda raccomandano anche yajna diversi per persone diverse, secondo gli influssi materiali a cui sono soggette, e il culto degli esseri celesti e’ basato su un principio analogo.

Per esempio, ai mangiatori di carne si consiglia di rendere culto alla dea Kali, la forma terrificante della natura materiale, e di sacrificarle degli animali.

Ma a coloro che sono sotto l’influenza della virtu’ si raccomanda piuttosto il culto trascendentale di Vishnu, perche’ il fine ultimo di tutti gli yajna e’ quello di elevarsi al piano spirituale.

E’ bene ricordare sempre che sono gli esseri celesti, agenti del Signore, a provvedere alle necessita’ vitali dell’uomo. Noi non siamo capaci di creare cio’ di cui abbiamo bisogno.

Ne' gli alimenti dell’uomo influenzato dalla virtu’, cereali, frutta, verdura, latticini e zucchero, ne' quelli dell’uomo influenzato dalla passione o dall’ignoranza, carne, uova e pesce, possono essere creati dall’uomo.

Neppure il caldo, la luce, l’acqua o l’aria, che sono indispensabili alla vita, possono essere prodotti dalla societa’ umana.

Senza il Signore Supremo non esisterebbe ne’ la luce del sole, ne’ il chiaro di luna, ne’ la pioggia, ne’ il vento, e nessuno potrebbe vivere.

E’ evidente che la nostra vita dipende soltanto dalla generosita’ del Signore. Anche le materie prime richieste dalle nostre fabbriche (metallo, zolfo, mercurio, manganese e tante altre) ci sono fornite dagli agenti del Signore affinche’ ne facciamo un giusto uso creando nella societa’ le condizioni favorevoli alla realizzazione spirituale, che ci condurra’ al fine ultimo dell’esistenza, cioe’ la liberazione dalla lotta materiale per l’esistenza.

Il fine ultimo dell’esistenza si raggiunge compiendo gli yajna, ma se dimentichiamo lo scopo della vita umana e usiamo i benefici degli agenti del Signore solo per la gratificazione dei sensi, sprofonderemo sempre piu' nell’esistenza materiale.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


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Inserito il - 25/09/2005 : 11:27:19  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti continuaimo a parlare dell’adorazione degli esseri celesti (parte 3).

Nella Bhagavad Gita (3.14), Krishna dice:

“I corpi di tutti gli esseri viventi trovano il loro sostentamento nei cereali che sono prodotti dalle pioggie. Le pioggie sono favorite dal compimento di yajna (sacrificio), e lo yajna nasce dai doveri prescritti”.

Il Signore Supremo, il beneficiario ultimo di tutti i sacrifici, e’ il maestro di tutti gli esseri celesti, che Lo servono come le diverse parti del corpo servono il corpo.

Esseri celesti come Indra, Candra e Varuna hanno il preciso compito di gestire gli affari dell’universo, e i Veda raccomandano di offrire sacrifici per soddisfare questi esseri celesti, in modo che siano invogliati a fornire l’aria, la luce e l’acqua necessarie alla produzione degli alimenti necessari all’uomo.

Quando adoriamo Krishna, il Signore Supremo, veneriamo automaticamente anche gli esseri celesti, che sono le membra del corpo del Signore; percio’ non e’ necessario offrire loro un culto individuale.

Per questo motivo i devoti del Signore, coloro che sono nella coscienza di Krishna, mangiano solo cibi offerti a Krishna, e cosi’ facendo nutrono spiritualmente il corpo.

Allora, non solo le conseguenze dei loro atti colpevoli sono annullate, ma il loro corpo diventa immune da ogni forma di contaminazione materiale.

Durante un’epidemia si vaccina la gente per immunizzarla dal morbo, cosi’, quando si prende il cibo che e’ stato offerto al Signore, Vishnu, si puo’ resistere a tutti gli attacchi dell’energia materiale.

Chi agisce sempre in questo modo e’ un devoto del Signore. In questo modo colui che mangia solo cibo offerto a Krishna puo’ cancellare le conseguenze della sua contaminazione materiale e aprirsi la strada della realizzazione spirituale.

Invece coloro che non agiscono cosi’ continuano ad accrescere il volume dei loro atti colpevoli e si preparano a subire le conseguenze dei loro peccati prendendo un altro corpo, che puo’ essere quello di un cane o di un maiale.

Il mondo materiale e’ pieno di contaminazione, ma chi si e’ reso immune grazie al prasadam del Signore (il cibo offerto a Vishnu) sfugge ai suoi attacchi, quando tutti gli altri rimangono vittime di questa contaminazione.

Il nutrimento dell’uomo e’ costituito da vari alimenti vegetali come cereali, frutta e verdura; oltre ai resti di questi alimenti, l’animale mangia anche l’erba e altre piante.

Percio’ anche l’uomo che si nutre di animali dipende dalla produzione di alimenti vegetali. Dobbiamo dunque imparare a vivere sempre piu’ dei prodotti della Terra, piuttosto che di quelli delle fabbriche.

E la Terra, per produrre, ha bisogno di pioggia, che e’ sotto il controllo di Indra, della luna e del sole, tutti servitori del Signore. Si deve dunque soddisfare il Signore offrendoGli dei sacrifici se non vogliamo andare incontro a carestie.

Questa e’ una legge naturale: dobbiamo compiere gli yajna, e in particolare il sankirtana yajna, che e’ raccomandato in quest’era, se non altro per proteggersi dalla mancanza di cibo.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


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Inserito il - 28/09/2005 : 22:32:15  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'adorazione degli esseri celesti (parte 4).

Nella Bhagavad Gita (9.18) Krishna afferma:

“Sono la meta, il sostegno, il maestro, il testimone, la dimora, il rifugio e l’amico piu’ caro. Sono la creazione e la dissoluzione, il fondamento di tutto cio’ che esiste, sono il luogo di riposo e il seme eterno”.

Sebbene la gente lo ignori, il fine ultimo e’ Krishna, e chi non conosce Krishna e’ sviato e compie solo falsi progressi, parziali o perfino illusori, “allucinatori”.

Molti si prefiggono lo scopo di raggiungere gli esseri celesti, e applicando rigidamente i diversi metodi prescritti per ottenere i loro favori, giungono sui pianeti desiderati, quali Candraloka, Maharloka e cosi’ via.

Ma tutti questi pianeti, poiche’ sono creazioni di Krishna, Lo rappresentano pur essendo distinti da Lui. Sono manifestazioni dell’energia di Krishna e dunque Lo rappresentano, ma allo stesso tempo sono solo un gradino verso la realizzazione di Krishna.

Avvicinare le energie di Krishna significa accostarsi a Lui indirettamente; meglio quindi avvicinarLo direttamente, in persona, e risparmiare cosi’ tempo ed energia.

Perche’ prendere la scala e salire i gradini a uno a uno quando l’ascensore puo’ portarci direttamente in cima?

Tutto riposa sull’energia di Krishna, niente potrebbe esistere senza il rifugio che Egli rappresenta. Krishna e’ il Sovrano Supremo perche’ tutto Gli appartiene, tutto e’ sostenuto dalle Sue energie.

Situato nel cuore di ogni essere, Egli e’ il testimone supremo. Le nostre dimore, i nostri paesi, i nostri pianeti, rappresentano anch’essi Krishna.

Egli e’ il rifugio ultimo, e chi desidera avere protezione o mettere fine alle sofferenze, deve cercare riparo in Lui. Quando abbiamo bisogno di protezione non dobbiamo dimenticare che soltanto una forza vivente ha il potere di proteggere.

Krishna e’ dunque il Supremo Essere vivente e, come sorgente di tutte le creature, come padre supremo, nessuno potrebbe essere un amico migliore, un benefattore piu’ grande di Lui.

Krishna e’ la sorgente originale della creazione che, una volta dissolta, trova sempre in Lui il suo riposo ultimo. Krishna, dunque, e’ l’eterna causa di tutte le cause.



Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


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Inserito il - 30/09/2005 : 23:02:30  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'adorazione degli esseri celesti (parte 5).

Nella Bhagavad Gita (9.20) Krishna dice:

“Coloro che studiano i Veda e bevono il soma al fine di raggiungere i pianeti celesti, Mi adorano indirettamente. Purificati dalle reazioni del peccato, essi rinascono sul pianeta virtuoso di Indra, dove godono di piaceri paradisiaci”.

Coloro che si impegnano nello studio dei Veda sono molto rispettati nella societa’; purtroppo pero’, molti di questi eruditi ignorano il fine degli studi vedici.

Per illuminarli, Krishna dichiara in questo verso di essere Lui, il fine ultimo dei Veda. Cio’ significa che i veri Brahmana (coloro che possiedono la conoscenza), prendono rifugio ai piedi di loto di Krishna, e per soddisfarLo si impegnano nel puro servizio di devozione.

Questo servizio di devozione comincia con la recitazione del mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare, e il desiderio di comprendere Krishna cosi’ com’e’.

Sfortunatamente, coloro per cui lo studio dei Veda conserva un carattere ufficiale, si sentono piu’ attratti dai sacrifici agli esseri celesti, come Indra e Candra.

Senza dubbio questo culto purifica queste persone dalle contaminazioni dovute agli influssi inferiori della natura, e le eleva fino ai pianeti celesti, nei sistemi planetari superiori (Maharloka, Janaloka, Tapoloka e cosi’ via) dove possono soddisfare i loro desideri di godimento materiale mille volte meglio che sulla Terra, ma nel verso (9.21) della Bhagavad Gita, Krishna afferma:

“Quando, dopo aver goduto a lungo dei piaceri paradisiaci, il frutto delle loro attivita’ pie e’ stato consumato, essi tornano di nuovo su questa terra mortale. Cosi’ le persone che si conformano ai principi dei tre Veda perche’ ambiscono al piacere dei sensi, ottengono soltanto di nascere e morire ripetute volte”.

L’uomo che si eleva fino ai sistemi planetari superiori ottiene un’esistenza piu’ lunga e maggiori possibilita’ di godere del piacere dei sensi, ma non potra’ restarvi per sempre perche’, esauriti i frutti dei suoi atti virtuosi, sara’ rinviato sulla Terra.

L’uomo che non ha raggiunto la perfezione del sapere, cosi’ com’e’ descritta nel Vedanta Sutra, cioe’ non e’ giunto a conoscere Krishna, la causa di tutte le cause, fallisce nel tentativo di raggiungere il fine ultimo dell’esistenza ed e’ preso nella trappola dell’eterno andirivieni tra i pianeti superiori e quelli inferiori.

Invece di raggiungere il mondo spirituale, da dove non si ricade piu’ nel mondo materiale, resta prigioniero del ciclo di nascite e morti, ora sui pianeti superiori, ora su quelli inferiori.

E’ meglio dunque entrare nel mondo spirituale per godervi di un’esistenza eterna piena di conoscenza e felicita’ assolute, senza il rischio di tornare nella miserabile esistenza materiale.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Emilia Romagna


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Inserito il - 03/10/2005 : 09:52:18  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell’adorazione degli esseri celesti (parte 6).

Nella Bhagavad Gita (9.22) Krishna dice:

“Ma a coloro che Mi adorano con devozione esclusiva meditando sulla Mia forma trascendentale, Io fornisco il necessario e preservo cio’ che gia’ possiedono”.

Chi non puo’ vivere un solo attimo fuori dalla coscienza di Krishna, cioe’ senza servire il Signore con devozione, senza ascoltare e cantare le Sue glorie, senza ricordarsi di Lui, offrirGli preghiere e adorarLo, senza servire i Suoi piedi di loto e offrirGli altri servizi, senza legarsi d’amicizia con Lui o abbandonarsi totalmente a Lui, non puo’ fare a meno di pensare a Krishna in ogni istante del giorno e della notte.

Queste azioni sono infinitamente propizie per il devoto, e cariche di potenza spirituale, tanto da condurlo alla perfetta realizzazione spirituale.

Allora, il devoto non ha piu’ altro desiderio se non quello di vivere in compagnia del Signore Supremo. Questo e’ lo yoga.

Grazie alla misericordiosa protezione del Signore, il devoto non torna mai alla vita materiale. Il Signore lo aiuta a diventare cosciente di Krishna attraverso lo yoga; poi quando e’ arrivato alla perfezione di questa coscienza, lo protegge, impedendogli di cadere di nuovo nell’esistenza condizionata, piene di miserie.

Il Signore continua spiegando (B.G. 9.23):

“Coloro che si dedicano ad altri dei e li adorano con fede, in realta’ adorano Me soltanto, o figlio di Kunti, ma la loro adorazione e’ mal orientata”.

Krishna dice che coloro che rendono culto agli esseri celesti non sono molto intelligenti anche se, indirettamente, e’ sempre Lui che adorano.

Infatti un uomo che annaffiasse le foglie e i rami di un albero invece delle radici, o nutrisse le membra del suo corpo invece dello stomaco, darebbe prova di un’intelligenza assai mediocre o di una grande ignoranza delle leggi naturali piu’ elementari.

Gli esseri celesti sono, per cosi’ dire, funzionari e ministri del governo del Signore Supremo. Come in un stato i sudditi seguono le leggi stabilite dal capo del governo e non quelle dettate dai suoi rappresentanti, cosi’ e’ soltanto al Signore che si deve dedicare il proprio culto, e cio’ rendera’ soddisfatti anche i suoi “funzionari” e “ministri”.

Nello Stato, i ministri sono stipendiati dal capo del Governo per rappresentarlo, ed e’ illegali corromperli: allo stesso modo, Krishna condanna la vana adorazione degli esseri celesti.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 05/10/2005 : 13:52:28  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuamo a parlare dell’adorazione degli esseri celesti (parte 7).

Nella Bhagavad Gita (9.24) Krishna dice:

“Io sono l’unico beneficiario e l’unico oggetto del sacrificio. Coloro che non riconoscono la Mia vera natura trascendentale si degradano”.

Questo verso allude al fatto che le scritture vediche raccomandano diversi tipi di yajna (sacrifici), ma che lo scopo di tutti gli yajna e’ quello di soddisfare il Signore Supremo.

Il secondo capitolo della Bhagavad Gita afferma che il fine di tutti i nostri atti dev’essere la soddisfazione di Vishnu; questa e’ la meta del varnasrama dharma, la forma perfetta di organizzazione sociale.

Krishna afferma dunque in questo verso che essendo il maestro supremo, Egli e’ il beneficiario legittimo di tutti i sacrifici.

Nonostante tutto, le persone poco intelligenti, ignorano questa verita’, e rendono culto agli esseri celesti per ottenere qualche beneficio temporaneo; ma questa via non li condurra’ al fine ultimo dell’esistenza, bensi’ li fara sprofondare nell’esistenza materiale.

Perfino se si vuole soddisfare qualche desiderio materiale e’ meglio rivolgersi al Signore Supremo (anche se questa non e’ devozione pura), perche’ cosi’ si otterra’ l’oggetto dei nostri desideri.

Inoltre, sempre nella Bhagavad Gita (9.25) Krishna spiega:

“Chi adora gli esseri celesti nascera’ tra gli esseri celesti, chi adora gli antenati raggiungera’ gli antenati, chi adora i fantasmi e gli altri spiriti rinascera’ tra questi esseri, e chi adora Me vivra’ con Me”.

Se si desidera andare sulla Luna, sul Sole o su qualsiasi altro pianeta, e’ possibile farlo seguendo le regole vediche preposte a questo fine.

La sezione dei Veda che tratta dell’azione interessata, espone in modo dettagliato queste regole, raccomandando a chi desidera recarsi su un pianeta superiore, di rendere culto all’essere celeste che vi regna.

Altri tipi di yajna permettono di raggiungere i pianeti dei pita (antenati) o quello degli spiriti, dove si diventa uno yaksa, un raksasa o un pisaca (il culto dei pisaca, praticato oggi sotto il nome di “magia nera”, e’ completamente materiale, anche se i suoi numerosi adepti lo considerano spirituale).

Ma l’adorazione di Dio, la Persona Suprema, e di Lui soltanto, come fa il puro devoto, conduce senza il minimo dubbio ai pianeti Vaikuntha o a Krishnaloka.

Infatti come mostra l'importante verso citato (B.G. 9.25), se gli adoratori degli esseri celesti, dei pita e degli spiriti raggiungono i loro pianeti, perche’ i puri devoti del Signore non dovrebbero raggiungere il pianeta di Vishnu o quello di Krishna?

Purtroppo un gran numero di uomini ignora i pianeti sublimi dove vivono Krishna e Vishu, e cio’ li costringe a cadere dalla loro posizione.

Anche gli impersonalisti sono costretti a cadere, prima o poi, dal brahmajyoti. Per evitare questi inconvenienti, il movimento per la coscienza di Krishna diffonde ovunque, nel mondo, questo sublime insegnamento: il semplice canto del mantra Hare Krishna puo’ guidare l’uomo alla perfezione in questa vita stessa, e ricondurlo “a casa” nella sua dimora originale, il regno di Dio.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
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Inserito il - 08/10/2005 : 16:28:31  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'adorazione degli esseri celesti (parte 8).

La persona intelligente che vuole raggiungere una dimora permanente, dove godere di un’eterna felicita’, deve situarsi nella coscienza di Krishna e impegnarsi nel servizio d’amore al Signore.

Il metodo per ottenere questo meraviglioso risultato e’ molto facile e puo’ essere praticato anche dal piu’ povero tra i poveri, privo di qualsiasi requisito.

La sola qualifica richiesta e’ quella di essere un puro devoto del Signore. Non importa cio’ che si e’ o dove si e’. Il metodo e’ cosi’ facile che basta offrire una foglia, un frutto o dell’acqua al Signore Supremo in un’attitudine d’amore genuino, e il Signore sara’ contento di accettare l’offerta.

Nessuno deve dunque sentirsi escluso dalla coscienza di Krishna perche’ questo metodo e’ facile e universale. Chi puo’ essere tanto sciocco da non voler essere cosciente di Krishna grazie a questo semplice metodo e raggiungere cosi’ la perfezione dell’esistenza, una vita di eternita’, felicita’ e conoscenza?

Krishna vuole soltanto un servizio d’amore e nient’altro. Krishna accetta anche un fiorellino dal Suo puro devoto. Non accetta invece alcun genere di offerta da un non-devoto.
Infatti nella Bhagavad Gita (9.26) Egli dice:

“Se qualcuno Mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell’acqua, accettero’ la sua offerta”.

Krishna non ha bisogno di niente da nessuno perche’ e’ sufficiente in Se’ Stesso, eppure accetta l’offerta del Suo devoto in uno scambio di amore e di affetto. Sviluppare la coscienza di Krishna e’ la piu’ alta perfezione della vita.

Il servizio devozionale e’ il solo mezzo per avvicinare Krishna. Nessun’altra condizione, come diventare un brahmana, un grande erudito, un uomo molto ricco o un grande filosofo, puo’ indurre Krishna ad accettare qualche offerta.

Senza il principio essenziale della Bhakti, niente puo’ indurre il Signore ad accettare qualcosa da qualcuno. Il metodo e’ eterno. E’ azione diretta nel servizio al Tutto assoluto.

Se vogliamo votarci al Signore col il servizio di devozione e purificarci per raggiungere lo scopo dell’esistenza, che e’ il servizio d’amore assoluto al Signore, la prima cosa da sapere e' cio’ che Egli Si aspetta da noi.

Chi ama Krishna Gli offrira’ tutto cio’ che Lui desidera, e non cio’ che non gradisce o non ha chiesto.

Niente carne dunque, ne’ pesce, ne’ uova, che Egli del resto non accetterebbe. Il Signore indica chiaramente nel verso citato (9.26) le offerte che desidera ricevere e che accettera’ con piacere: una foglia, un frutto, un fiore, dell’acqua.

Se avesse voluto carne, pesce o uova non avrebbe mancato di menzionarli! E’ evidente quindi che non accettera’ tali offerte. Verdure, cereali, frutta, latte e acqua sono il nutrimento adatto all’essere umano, e Krishna stesso lo raccomanda.


Grazie,

Loretta
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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


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Inserito il - 11/10/2005 : 23:30:38  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, continuiamo a parlare dell'adorazione degli esseri celesti (parte 9).

Nella Bhagavad Gita (3.13), Krishna afferma:

“I devoti del Signore sono liberi da ogni peccato perche’ si nutrono di cibo offerto prima in sacrificio. Gli altri, che preparano il cibo solo per un piacere personale, in verita’ si nutrono solo di peccato”.

I devoti del Signore Supremo, coloro che sono situati nella coscienza di Krishna, provano un amore costante per il Signore, e poiche’ un legame d’amore li unisce sempre al Signore Supremo, Govinda (la fonte di tutte le gioie), Mukunda (colui che da la liberazione), Krishna (l’infinatamente affascinante), i devoti non accettano per loro stessi nulla che non sia stato prima offerto alla Persona Suprema.

Percio’ questi devoti offrono sempre vari yajna (sacrifici), nei diversi aspetti del servizio di devozione; e questi yajna li proteggono da ogni tipo di contaminazione prodotta dalle azioni colpevoli compiute nel mondo materiale.

Ma chi prepara i cibi solo per la propria soddisfazione personale, oltre che comportarsi da ladro, mangia peccati nel vero senso della parola.

Come potrebbe essere felice chi e’ peccatore e ladro? Non e’ possibile. Percio’ gli uomini che desiderano una felicita’ perfetta devono imparare a seguire il facile metodo del sankirtana yajna, adottando la coscienza di Krishna. Non c’e’ altro modo per avere pace o felicita’ nel mondo.

Soltanto i cibi offerti in sacrificio sono puri e adatti a nutrire coloro che vogliono progredire verso lo scopo dell’esistenza e liberarsi dalla schiavitu’ materiale.

Invece quelli che non offrono il cibo in sacrificio, aggiunge il Signore nello stesso verso, mangiano solo peccati; ogni boccone che ingoiano li fa sprofondare sempre piu’ nei grovigli della natura materiale.

Viceversa, preparare piatti vegetariani semplici e saporiti, offrirli davanti all’immagine di Krishna o davanti alla murti, la Sua forma nel tempio, prosternandoci e pregandoLo di accettare la nostra umile offerta, sono atti che ci fanno certamente progredire nella vita spirituale, che purificano il nostro corpo, e producono tessuti celebrali piu’ fini schiarendo cosi’ i nostri pensieri.

Ma soprattutto, l’offerta dev’essere fatta con un sentimento d’amore. Krishna non ha bisogno di cibo, Lui possiede gia’ tutto quello che esiste, ma accetta l’offerta di chi desidera soddisfarLo in questo modo.

Percio’ l’ingrediente principale nella preparazione, nella presentazione come nell’offerta di questi piatti, e’ l’amore per Krishna.

Il filosofo impersonalista che vuole sostenere che la Verita’ Assoluta non e’ una persona ed e’ quindi privo di organi sensoriali, non puo’ capire questo verso della Bhagavad gita.

Per lui si tratta di una metafora o di una prova della materialita’ di Krishna, l’autore della Bhagavad gita. Invece Krishna, Dio, il Signore Supremo, possiede sensi che sono spirituali e che possono compiere, ciascuno, le funzioni di tutti gli altri.

Grazie,

Loretta
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