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 La Bhagavad-Gita cosi' com'e'
 CAPITOLO 9 - Svolgimento Storico-Filosofico
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RKC Mayapur
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1978 Messaggi

Inserito il - 05/05/2005 : 09:57:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti, entriamo adesso nel "cuore" della Bhagavad-Gita, la parte piu' importante di tutta l'opera. Questo capitolo contiene infatti la "raja vidya raja guhyam", la conoscenza piu' elevata e piu' confidenziale.

Finora, nei precedenti capitoli, Krishna ha parlato ad Arjuna di molti altri tipi di conoscenza, come il karma-yoga, il jnana-yoga, l'astanga-yoga ecc.
Adesso, in questo capitolo 9, gli spieghera' una conoscenza superiore, la piu' perfetta che esista.

E' essenziale tenere sempre presente questa scala (crescente) di importanza, per non confondere il contesto degli insegnamenti di Krishna: tutti i metodi spiegati in precedenza, avevano lo scopo di portare Arjuna (e quindi noi, aspiranti devoti) alla comprensione del fatto che il servizio devozionale, spiegato qui, e' il fine di tutta la conoscenza vedica, e' la via piu' veloce, potente e sicura per la realizzazione spirituale, ed e' la meta che tutti gli esseri viventi devono, prima o poi, raggiungere, per riprendere la propria originale posizione costituzionale di servitori di Krishna (se vogliono essere completamente felici, ovviamente).

Anche per questo motivo, non dovremmo limitarci ad uno studio superficiale della Bhagavad-Gita, con il rischio di prendere per superiori delle affermazioni fatte nei capitoli precedenti, durante la spiegazione di metodi inferiori. Purtroppo questo fatto e' trascurato perfino da devoti gia' da tempo impegnati nel servizio devozionale, che citano erroneamente le pratiche del jnana-yoga o dell'astanga-yoga come importanti per la realizzazione spirituale, mentre non e' affatto cosi'.

Tutte le altre vie devono culminare nel bhakti-yoga, per avere un'efficacia reale, altrimenti non sono utili e anzi, possono diventare ostacoli al vero progresso spirituale.
Per contro, si puo' iniziare immediatamente il bhakti yoga anche senza aver seguito alcun'altra pratica yoga, e non incontrare alcuna difficolta'.

Vediamo adesso lo svolgimento storico filosofico del capitolo.
Importanza particolare merita la sezione dei versi da 1 a 3, dove si precisa la condizione necessaria per entrare in possesso di questa conoscenza superiore: "anasuyave", la mancanza di invidia (verso Dio). Questa condizione preliminare, che non e' necessaria per la pratica degli altri tipi di yoga, e' invece "sine qua non", assolutamente indispensabile, per poter accedere al bhakti-yoga, altrimenti non sara' possibile avanzare.

Poiche' la motivazione originale per cui l'anima individuale e' stata allontanata dalla compagnia del Signore, nel mondo spirituale, e' proprio il fatto di aver sviluppato una certa invidia per Lui, e' chiaro e logico, che prima di poter tornare da Lui, nel mondo spirituale, tale invidia dovra' essere abbandonata. Dalla realizzazione di questo punto, in poi, sara' possibile intraprendere la strada di ritorno alla nostra condizione originale, di eterna e perfetta felicita' e conoscenza, in compagnia di Dio.
Krishna infatti, nel verso 9.1, dice ad Arjuna che, poiche' egli non e' invidioso di Lui, gli rivelera' adesso la conoscenza piu' confidenziale (il servizio devozionale).

1) Versi 1-3 :
"Anasuyave", la mancanza di invidia e' la chiave per aprire la porta del servizio devozionale. Solo le persone non-invidiose (di Dio) possono capire.

2) Versi 4-10 :
Posizione di Krishna in relazione al mondo materiale.

3) Versi 11-15 :
Descrizione di coloro che adorano Krishna e di coloro che non Lo adorano.

4) Versi 16-25 :
Krishna e' comunque il supremo oggetto di adorazione (essendo presente ovunque).

5) Versi 26-34 :
Vantaggi e glorie di adorare direttamente Krishna con il bhakti-yoga.


La prossima volta analizzeremo questi (ed altri) argomenti dal punto di vista dialettico. Nel frattempo potete preparare il riassunto di questo capitolo, tenendo conto dei 5 punti descritti sopra. Buono studio e a presto, Haribol !

Gokula Tulasi das
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