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 La Bhagavad-Gita cosi' com'e'
 CAPITOLO 8 - Questionario
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC

Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 03/03/2005 : 07:55:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco il questionario sull'ottavo capitolo.

1) Qual'e' il metodo che permette di acquisire veramente la conoscenza trascendentale ?

2) E' possibile cantare Hare Krishna al momento della morte e tornare a Dio, nonostante abbiamo agito peccaminosamente durante la vita ? Spiega brevemente.

3) Quali sono i diversi modi di meditare su Krishna ?

4) Quali sono le tre pratiche importanti raccomandate nella pratica del sat-cakra-yoga ?

5) Chi e' considerato privo di desideri ?

6) Quanto sono lunghi i 4 yuga ? Quanto dura un giorno di Brahma ? E la sua vita ?

7) Descrivi la vita di Brahma in relazione a Maha-Vishnu.

8) Che indizi da' Krishna riguardo al mondo spirituale ?

9) Qual'e' la relazione di Krishna con il mondo materiale ?

10) Per lo yogi, qual'e' il momento propizio per lasciare il corpo ?

11) Qual'e' il momento non propizio ?

12) Cosa fanno i devoti per prepararsi a lasciare il corpo al momento giusto ?

13) Qual'e' il metodo che permette di tornare nel mondo spirituale ?

14) Perche' Arjuna, ad un certo punto, si rivolge a Krishna chiamandolo "Madhusudana" ?


Come di consueto, nelle vostre risposte citate sia la domanda che il verso di riferimento.

Buono studio, Hare Krishna !

Gokula Tulasi das

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 28/04/2005 : 08:47:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
1) Qual'e' il metodo che permette di acquisire veramente la conoscenza trascendentale ?

Ascoltarla da un maestro spirituale autentico, appartenente ad una successione disciplica autorevole, ed accettarla senza interpretazioni speculative personali (come fa Arjuna ascoltando Krishna, versi 8.1-8.4).


2) E' possibile cantare Hare Krishna al momento della morte e tornare a Dio, nonostante abbiamo agito peccaminosamente durante la vita ? Spiega brevemente.

Non sara' garantita la possibilita' di cantare Hare Krishna al momento della morte, se non abbiamo praticato il bhakti-yoga durante la vita: infatti, tutto cio' che facciamo durante la vita sara' messo alla prova al momento della morte, come indica il termine "prayana-kale" del verso 8.2.

Al momento della morte, il ricordo di Krishna non potrà sorgere nella mente dell’anima impura, che non ha praticato il servizio devozionale. Si dovrebbe dunque praticare la coscienza di Krishna fin dall’inizio della vita (Verso 8.5)

Le parole "yoga-balena" del verso 8.10 sono significative; indicano infatti che senza aver praticato lo yoga in una delle sue forme, e in particolare il bhakti-yoga, non ci si può aspettare, al momento della morte, di ricordare il Signore Supremo e raggiungere il piano spirituale. È essenziale perciò esercitarsi alla vita spirituale durante tutta l’esistenza con la pratica dello yoga, perché la mente dell’uomo che sta per morire è molto agitata.


3) Quali sono i diversi modi di meditare su Krishna ?
Krishna Stesso ci facilita la meditazione, infatti si puo' pensare a Lui come a:

1) Kavim - L'onnisciente.
2) Puranam - Il piu' antico.
3) Acintya - La cui forma e' inconcepibile...
4) (Acintya) ... al di la' di ogni concetto materiale...
5) Rupam ... e che rimane sempre una persona.
6) Aniyamsam - Il piu' piccolo del piu' piccolo.
7) Dhataram Sarvasya - Il sostegno (mantenitore) di ogni cosa.
9) Anusasitaram anoh - IL controllore di ogni atomo.
9) Aditya varnam - Luminoso come il Sole.
10) Parastat tamasah - Trascendentale a questo mondo di tenebre.
(Verso 8.9)


4) Quali sono le tre pratiche importanti raccomandate nella pratica del sat-cakra-yoga ?

Krishna inizia a spiegare il sat cakra yoga nel verso 8.11 dicendo: "Le persone esperte nei Veda, che pronunciano l’omkara e sono grandi saggi situati nell’ordine di rinuncia, entrano nel Brahman...". Le tre pratiche piu' importanti di questo tipo di yoga sono dunque:

1) Lo studio dei Veda
2) La pronuncia dell'Omkara
3) Il celibato

Tuttavia anch'esso e' impraticabile nella nostra epoca.


5) Chi e' considerato privo di desideri ?

Il puro devoto non ha alcun desiderio. Nella Caitanya-caritamrita il puro devoto è definito niskama, colui che non ha alcun desiderio personale. Lui solo conosce la vera pace, quella che non sarà mai raggiunta da chi lotta per un guadagno personale. Mentre un jnana-yogi, un karma-yogi o un hatha-yogi hanno interessi personali, il puro devoto, che si dedica completamente al Signore Supremo, non desidera altro che soddisfare il Signore, perciò può raggiungerLo facilmente, come gli promette il Signore stesso. (Verso 8.14)


6) Quanto sono lunghi i 4 yuga ? Quanto dura un giorno di Brahma ? E la sua vita ?

Il Satya-yuga dura 1.728.000 anni.
Il Treta-yuga 1.296.000 anni.
Lo Dvapara-yuga 864.000 anni.
Il Kali-yuga 432.000.

Questi quattro yuga ripetuti mille volte formano un giorno della vita di Brahma, e ogni sua notte dura altrettanto. Brahma vive cent’anni, che corrispondono dunque a 311.040.000.000.000 anni. (Verso 8.17)


7) Descrivi la vita di Brahma in relazione a Maha-Vishnu.

L’Oceano Causale [su cui e' disteso maha-Vishnu, dal Quale nasce Brahma] contiene innumerevoli Brahma che appaiono e scompaiono come bolle nell’Atlantico; poiché appartengono all’universo materiale, come il mondo che governano, questi Brahma sono in un incessante divenire. (Verso 8.17)


8) Che indizi da' Krishna riguardo al mondo spirituale ?

"Esiste [tuttavia] un’altra natura non manifestata, che è eterna e trascende la materia manifestata. È suprema e non è mai annientata. Quando tutto in questo mondo è dissolto essa rimane intatta". (Verso 8.20)

"Quel luogo che i vedantisti definiscono non manifestato e infallibile, che è noto come la destinazione suprema, quel luogo dal quale, una volta raggiunto, non si torna più indietro: quella è la Mia suprema dimora". (Verso 8.21)


9) Qual'e' la relazione di Krishna con il mondo materiale ?

Krishna, essendo onnipresente, e' il sostegno di tutto ciò che esiste, compresi i sistemi planetari. Ci chiediamo spesso come gli immensi pianeti possano fluttuare nello spazio, ma noi sappiamo da questo verso che è il Signore Supremo, con la Sua inconcepibile potenza, che sostiene tutti gli astri di tutte le galassie. (Verso 8.9)

Il Signore è dappertutto, nell’universo materiale come in quello spirituale, grazie alla Sua energia materiale e spirituale. Tutto ciò che esiste, sia a livello materiale sia a livello spirituale, è sostenuto da Lui, come indica il termine yasyantah-sthani. Il Signore è onnipresente grazie a queste due energie. (Verso 8.22)


10) Per lo yogi, qual'e' il momento propizio per lasciare il corpo ?

"Coloro che conoscono il Brahman Supremo raggiungono quel Supremo lasciando il mondo in un momento propizio, alla luce del giorno e sotto l’influsso del dio del fuoco, durante i quindici giorni della luna crescente e i sei mesi in cui il sole passa a settentrione". (Verso 8.24)


11) Qual'e' il momento non propizio ?

"Lo yogi che lascia questo mondo nella notte, nel fumo, durante i quindici giorni della luna calante o nei sei mesi in cui il sole passa a meridione, raggiunge l’astro lunare, ma dovra tornare ancora quaggiù". (Verso 8.25)


12) Cosa fanno i devoti per prepararsi a lasciare il corpo al momento giusto ?

I puri devoti del Signore, le anime che si sono totalmente abbandonate a Lui, non si preoccupano affatto del momento o del modo in cui lasceranno il corpo. Si affidano completamente a Krishna, e in questo modo tornano a Lui facilmente e gioiosamente. Invece, coloro che non sono puri devoti, ma dipendono da metodi di realizzazione spirituale come il karma-yoga, il jnana-yoga, l’hatha-yoga o qualsiasi altra via, dovranno lasciare il corpo solo in un momento propizio, ben determinato, se vogliono non tornare più in questo mondo di morti e rinascite. (Verso 8.23)

"Sebbene conoscano queste due vie, i devoti non sono mai confusi, Perciò, Arjuna, sii sempre fisso nella devozione".

Krishna consiglia Arjuna di non preoccuparsi delle diverse vie che l’anima può prendere al momento di lasciare il mondo materiale. Che questa partenza avvenga per scelta o per caso, il devoto del Signore non deve preoccuparsene minimamente se non vuole ansietà inutili. Egli deve semplicemente cantare Hare Krishna e stabilirsi con fermezza nella coscienza di Krishna. Il modo migliore per essere assorti nella coscienza di Krishna è impegnarsi costantemente nel servizio di devozione al Signore. Il suo cammino verso il regno spirituale sarà allora sicuro, diretto e tranquillo. (Verso 8.27)


13) Qual'e' il metodo che permette di tornare nel mondo spirituale ?

E' detto Manasa-yantra, il veicolo della mente, che tramite il ricordo (smaranam) puo' portare l'anima nel mondo spirituale
.
"Colui che all’istante della morte fissa l’aria vitale tra le sopracciglia e in virtù dello yoga s’immerge nel ricordo del Signore Supremo con mente che non devia e con la più profonda devozione, tornerà certamente a Lui". (Verso 8.10)

ananya-cetah satatam
yo mam smarati nityasah
tasyaham sulabhah partha
nitya-yuktasya yoginah

"Per colui che Mi ricorda sempre, senza deviare, Io sono facilmente raggiunto grazie a un impegno costante nel servizio devozionale, o figlio di Pritha".

Come indicano le parole satatam e nityasah, che significano "sempre", "regolarmente", e "ogni giorno", questo ricordo costante di Krishna, questa meditazione ininterrotta è la caratteristica del puro devoto, per il quale il Signore diventa facilmente accessibile. (Verso 8.14)


14) Perche' Arjuna, ad un certo punto, si rivolge a Krishna chiamandolo "Madhusudana" ?

Giocando il ruolo di una persona confusa, Arjuna appare pieno di dubbi. Tali dubbi sono come demoni. Poiché Krishna è molto esperto a uccidere i demoni, Arjuna si rivolge a Lui chiamandolo Madhusudana, cioe' uccisore del demone Madhu, affinché Egli uccida tutti i dubbi demoniaci sorti nella sua mente. (Verso 8.2)

La prossima volta studieremo lo svolgimento storico-filosofico del capitolo 9, il cuore di tutta la Bhagavad-Gita.

Haribol !

Gokula Tulasi das
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