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 La Bhagavad-Gita cosi' com'e'
 CAPITOLO 7 - Questionario
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC

Estero


1978 Messaggi

Inserito il - 08/01/2005 : 21:28:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ed eccovi il questionario sul 7° capitolo, come al solito riportate le domande, e citate i versi a cui vi siete riferiti nelle risposte.

1) Spiega il significato del verso 7.3:
manusyanam sahasresu
kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kascin mam vetti tattvatah

2) Chi sono i Purusa ? Qual'e' la loro relazione con l'energia materiale ?

3) Spiega la relazione tra jiva e prakriti.

4) Dai qualche esempio di come il Signore puo' essere percepito, anche attraverso l'energia materiale.

5) Spiega perche' e' piu' probabile che la causa originale della creazione sia una persona piuttosto che il big-bang o una nuvola di gas incandescente.

6) Descrivi come ciascuna delle tre influenze della natura materiale condiziona l'anima individuale.

7) Spiega il significato del verso 7.14 :
daivi hy esa guna-mayi
mama maya duratatyaya
mam eva ye prapadyante
mayam etam taranti te

8) Descrivi i 4 tipi di uomini che si arrendono a Krishna.

9) Descrivi i 4 tipi di uomini che non si arrendono a Krishna.

10) Spiega il significato del verso 7.19 :
bahunam janmanam ante
jnanavan mam prapadyate
vasudevah sarvam iti
sa mahatma su-durlabhah

11) Perche' alcune persone adorano gli esseri celesti ? Perche' i veda raccomandano tale adorazione ? Cosa dice Krishna di queste persone ?

12) Perche' Krishna permette che le Sue parti integranti vengano nel mondo materiale e soffrano ?

13) Perche', anche quando Krishna appare sulla Terra, non tutti quelli che Lo vedono riescono a comprendere chi Egli sia ?

14) Perche' sperimentiamo la dualita' ?

15) Chi raggiunge il successo nel servizio devozionale ?

16) Perche' i devoti sono gli unici ad essere veramente situati a livello del Brahman ?


Buon servizio, Haribol !

Gokula Tulasi das

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1978 Messaggi

Inserito il - 11/02/2005 : 23:52:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ed ecco finalmente le risposte.

1) Spiega il significato del verso 7.3:

manusyanam sahasresu
kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kascin mam vetti tattvatah

"Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente".

Ci sono diverse categorie di uomini, e tra le migliaia, forse uno soltanto sarà abbastanza interessato alla realizzazione spirituale da approfondire la sua conoscenza del corpo, dell’anima e della Verità Assoluta. Di solito l’uomo si lascia guidare dalle tendenze animalesche, mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi, e rare sono le persone che provano qualche interesse per la conoscenza spirituale. Proprio a queste persone si rivolgono i primi sei capitoli della Bhagavad-gita, che rivelano la natura dell’anima individuale e dell’Anima Suprema, e insegnano il jnana-yoga, il dhyana-yoga e il sankhya come metodi di realizzazione spirituale. Tuttavia, soltanto le persone coscienti di Krishna possono conoscere Sri Krishna, la Persona Suprema. Gli altri spiritualisti, jnani e yogi, non giungono mai a superare il Brahman impersonale o il Paramatma, che sono aspetti più accessibili della Verità Assoluta.


2) Chi sono i Purusa ? Qual'e' la loro relazione con l'energia materiale ?

L'energia materiale, detta prakriti, e' composta dai seguenti otto elementi: terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego, ed e' l'energia che il Signore manifesta attraverso i purusa-avatara. Il Satvata-tantra precisa:

"Per creare l’universo materiale, l’emanazione plenaria di Krishna, Visnu, assume tre aspetti. Il primo, Maha-Visnu, crea la totalità dell’energia materiale, o mahat-tattva; il secondo, Garbhodakasayi Visnu, penetra in ogni universo dove crea la varietà; il terzo, Ksirodakasayi Visnu, è presente ovunque, penetra fin nel più piccolo atomo ed è conosciuto col nome di Paramatma, l’Anima Suprema. Chiunque raggiunga la conoscenza di questi tre Visnu può liberarsi dai legami della materia". (Verso 7.4)


3) Spiega la relazione tra jiva e prakriti.

"O Arjuna dalle braccia potenti, oltre a questa energia ne esiste un’altra, la Mia energia superiore, costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse dell’energia inferiore, la natura materiale".

Gli esseri viventi (i Jiva) appartengono all’energia superiore del Signore Supremo. La Sua energia inferiore (prakriti) è costituita dagli otto principali elementi materiali.
Gli esseri viventi, che sfruttano questa energia inferiore per diversi scopi, costituiscono l’energia superiore del Signore Supremo, ed è questa energia che fa funzionare l’intero mondo materiale. (Verso 7.5)


4) Dai qualche esempio di come il Signore puo' essere percepito, anche attraverso l'energia materiale.

"Sono il sapore dell’acqua, o figlio di Kunti, la luce del sole e della luna e la sillaba om nei mantra vedici. Sono il suono nell’etere e l’abilità nell’uomo".

"Sono il profumo originale della terra e il calore del fuoco. Sono la vita di tutto ciò che vive e l’austerità dell’asceta".

"O figlio di Pritha, sappi che Io sono il seme originale di tutte le esistenze. Sono l’intelligenza dell’intelligente e la potenza del potente".

"Sono la forza del forte, scevra di desiderio e di passione. Sono l’unione sessuale che non è contraria ai princìpi della religione, o signore dei Bharata [Arjuna]". (Versi 7.8-11)


5) Spiega perche' e' piu' probabile che la causa originale della creazione sia una persona piuttosto che il big-bang o una nuvola di gas incandescente.

Perche' tutto ciò che esiste è prodotto dall’unione dell’anima con la materia. Tutto riposa sull’energia spirituale. L’anima non è creata dalla materia a un certo stadio della sua evoluzione. Anzi è la materia che trae origine dall’energia spirituale, da cui si manifesta l’intero universo; il corpo materiale si sviluppa, passando dall’infanzia alla maturità e poi alla vecchiaia, perché una forza superiore gli dà vita, e questa energia vitale è l’anima. Similmente, l’universo esiste e si sviluppa grazie alla presenza dell’Anima Suprema, Visnu. La materia e lo spirito, che unendosi formano l’intera manifestazione cosmica, "la forma universale", sono in origine due energie del Signore, perciò il Signore è la causa originale di tutto. (Verso 7.6)

Gli esseri viventi, che sfruttano l'energia inferiore per diversi scopi, costituiscono l’energia superiore del Signore Supremo, ed è questa energia che fa funzionare l’intero mondo materiale. La manifestazione cosmica non ha alcun potere d’azione senza l’intervento dell’energia superiore, cioè gli esseri viventi. Ogni energia è sempre controllata dalla sua fonte. (Verso 7.5)


6) Descrivi come ciascuna delle tre influenze della natura materiale condiziona l'anima individuale.

Secondo la loro natura, gli esseri viventi si rivestono di diversi tipi di corpi, ciascuno con caratteristiche psico-fisiologiche proprie. In genere, la società si divide in quattro gruppi (varna) che sono determinati dal particolare influsso della natura: sotto l’influenza della virtù si trovano i brahmana, sotto l’influenza della passione si trovano gli ksatriya, sotto l’influenza della passione e dell’ignoranza si trovano i vaisya, e sotto l’influenza dell’ignoranza si trovano i sudra. Inferiori a questi quattro gruppi sono gli animali o quegli uomini che vivono una vita animale. (Verso 7.13)


7) Spiega il significato del verso 7.14 :

daivi hy esa guna-mayi
mama maya duratatyaya
mam eva ye prapadyante
mayam etam taranti te

"Questa mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare, ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti".

Maya, l'energia illusoria, e' di origine divina, percio' ha il potere di coprire la conoscenza dell'anima individuale e di confonderla.
Sebbene sia molto superiore a quello della jiva, Maya rimane sempre subordinata al Signore Supremo, che puo' ordinarle di allentare la presa nei confronti di un'anima arresa a Lui.
E' richiesto quindi un abbandono totale a Dio, per potersi liberare dall'illusione e vedere le cose cosi' come veramente sono.


8) Descrivi i 4 tipi di uomini che si arrendono a Krishna.

catur-vidha bhajante mam
janah sukritino ’rjuna
arto jijnasur artharthi
jnani ca bharatatarsabha

"O migliore dei Bharata, quattro categorie di uomini virtuosi si avvicinano a Me con devozione, gli infelici, coloro che desiderano la ricchezza, i curiosi e coloro che aspirano a conoscere l’Assoluto".

Le persone virtuose, che aderiscono rigidamente ai princìpi regolatori enunciati nelle Scritture, e all’insieme delle leggi sociali e morali possono arrendersi, a diversi livelli, al Signore Supremo. Sono classificati in quattro gruppi:
1. artah - coloro che sono infelici.
2. artha-arthi - coloro che hanno bisogno di denaro.
3. jijnasuh - coloro che manifestano una certa curiosità.
4. jnani - coloro che ricercano la Verità Assoluta.
Tutti, in condizioni diverse, avvicinano il Signore Supremo per servirLo, anche se nessuno lo fa con purezza, perché in cambio della loro devozione cercano di soddisfare alcuni desideri. La devozione pura, invece, è priva di ogni aspirazione e desiderio personale. (Verso 7.16)


9) Descrivi i 4 tipi di uomini che non si arrendono a Krishna.

na mam duskritino mudhah
prapadyante naradhamah
mayayaparitha-jnana
asuram bhavam asritah

"Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è stata rubata dall’illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca sono tutti miscredenti e non si arrendono a Me".

1. I mudha, coloro che sono profondamente sciocchi e faticano come bestie da soma. Sono solo interessati a godere del frutto delle loro azioni e non lo scambierebbero per niente al mondo.
Come il maiale che preferisce gli escrementi ai dolci fatti di zucchero e di ghi, il materialista sciocco divora gli avvenimenti sconcertanti del giorno, le riviste vistose e le notizie sulle fluttuazioni delle energie materiali, trascurando completamente la voce della spiritualità.

2. I naradhama, i più caduti tra gli uomini (da nara: uomo, e adhama: il più basso). Tra le 8.400.000 specie viventi, 400.000 sono umane. Tra queste ultime molte sono inferiori, per lo più non civilizzate. L’uomo civilizzato è colui che si sottomette a certi princìpi di vita sociale, politica e religiosa. Coloro che si evolvono sul piano sociale e politico, ma non hanno princìpi religiosi, meritano il nome di naradhama.
Nel Manu-smriti, autentica guida alla vita spirituale, sono prescritti dieci metodi di purificazione nell’ambito del varnasrama-dharma per ravvivare la coscienza di Dio. Oggi più nessuno osserva rigorosamente questi princìpi, perciò la popolazione terrestre è naradhama quasi nella sua totalità.

3. I mayayapahrita-jnanah, gli uomini la cui vasta conoscenza è resa vana dall’influsso dell’energia materiale illusoria. Sono stimati come grandi eruditi, filosofi, poeti, uomini di lettere o di scienza, ma sono deviati dall’energia illusoria, perciò agiscono contro la volontà del Signore. Oggi ne esistono in gran numero.
I mayayapahrita-jnanah considerano con ironia la Persona Suprema, classificandoLa tra gli uomini comuni.

4. Gli asuram bhavam asritah, gli uomini deliberatamente atei e demoniaci. Alcuni di loro sostengono che Dio non può scendere nel mondo materiale, senza peraltro specificare cosa Glielo impedirebbe. Altri sostengono addirittura che Dio tragga origine dal Brahman impersonale, quando invece la Bhagavad-gita afferma esattamente il contrario. Invidiosi del Signore Supremo, essi inventano per uso personale incarnazioni e avatara a volontà, uno più falso dell’altro. Facendo del rifiuto della Persona Divina il principio stesso della loro esistenza, essi non riescono ad abbandonarsi a Sri Krishna, riconosciuto come Dio dalle Scritture e dai grandi acarya.
(Verso 7.15)


10) Spiega il significato del verso 7.19 :

bahunam janmanam ante
jnanavan mam prapadyate
vasudevah sarvam iti
sa mahatma su-durlabhah

"Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un’anima così grande è molto rara".

Con lo svolgimento del servizio di devozione o delle varie attività spirituali, l’uomo può raggiungere, dopo numerosissime vite, la conoscenza pura e può vedere Dio, la Persona Suprema, come il fine ultimo della realizzazione spirituale. All’inizio il neofita, lottando per eliminare i suoi attaccamenti materiali, tende a lasciarsi trascinare verso l’impersonalismo, ma avanzando comprende che nella vita spirituale esistono delle attività, che costituiscono il servizio di devozione. Comincia allora ad essere attratto dal Signore Supremo come Persona, e infine si abbandona a Lui. Comprende allora che non c’è niente di più importante della misericordia di Krishna, che Krishna è la causa di tutte le cause e che l’universo materiale non è indipendente da Lui. Comprende che questo mondo è solo un riflesso distorto della varietà spirituale e che tutto è legato al Signore Supremo, Sri Krishna, e questa visione universale proietta il devoto verso il fine ultimo, l’abbandono totale al Signore Supremo, Sri Krishna. Ma infinitamente rare sono queste anime sottomesse.


11) Perche' alcune persone adorano gli esseri celesti ? Perche' i veda raccomandano tale adorazione ? Cosa dice Krishna di queste persone ?

Per ottenere rapidamente la soddisfazione dei propri desideri materiali. I veda contengono istruzioni per tutti coloro che hanno ancora l'intelligenza ridotta dai propri desideri materiali, e permettono loro di soddisfarli.
Krishna dice pero' che i risultati dell'adorazione degli esseri celesti sono temporanei e limitati. (Versi 7.20, 21 e 23)

"Coloro la cui intelligenza è stata rubata dai desideri materiali si sottomettono agli esseri celesti e seguono, ciascuno secondo la propria natura, le norme relative al loro culto".

Le persone meno intelligenti, che hanno perso il senso spirituale, invece di andare direttamente da Dio, la Persona Suprema, preferiscono affidarsi agli esseri celesti per appagare rapidamente i propri desideri materiali. Queste persone non si rivolgono al Signore Supremo perché sono sotto l’influenza della natura materiale, in particolare sotto l’influenza della passione e dell’ignoranza. Esse seguono dunque le regole del culto agli esseri celesti e ben presto vedono esauditi i loro desideri, ma schiave come sono dei loro meschini desideri materiali, non riescono a vedere lo scopo supremo. (Verso 7.20)

Di solito coloro che soffrono si rivolgono agli esseri celesti, seguendo le raccomandazioni dei Veda, e rendono culto a questa o a quella divinità secondo il beneficio che vogliono ottenere. Chi vuole ritrovare la salute rende culto al dio del sole, chi aspira all’erudizione rende culto a Sarasvati, la dea del sapere, e chi desidera una bella sposa a Uma, la moglie di Siva. Questi sono alcuni esempi delle indicazioni contenute negli sastra (Scritture vediche) sui culti resi ai vari esseri celesti.
A chi desidera ottenere un particolare beneficio, il Signore dà l’ispirazione e la determinazione con cui potrà avvicinare l’essere celeste che può accordarglielo e ottenere così ciò che desidera. La particolare devozione che un individuo prova per una certa divinità viene anch’essa dal Signore e non dalla divinità stessa; solo Krishna, l’Anima Suprema situata nel cuore di ognuno, può ispirare l’uomo nel suo culto agli esseri celesti, che dopotutto costituiscono le diverse membra del corpo universale del Signore Supremo, e non hanno alcuna indipendenza propria. Nel primo Anuvaka della Taittiriya, si trova questo verso: "Dio, la Persona Suprema, abita anche nel cuore degli esseri celesti come Paramatma; è Lui che permette loro di soddisfare i desideri degli uomini. Né gli esseri celesti né gli uomini sono indipendenti. Tutti dipendono dalla volontà suprema". (Verso 7.21)

"Uomini di scarsa intelligenza adorano gli esseri celesti e ottengono frutti limitati e temporanei. Chi adora gli esseri celesti raggiunge i pianeti degli esseri celesti, ma i Miei devoti raggiungono alla fine il Mio pianeta supremo". (Verso 7.23)


12) Perche' Krishna permette che le Sue parti integranti vengano nel mondo materiale e soffrano ?

Dio ha dotato ogni essere di un certo libero arbitrio: se aspiriamo ai piaceri materiali e per ottenerli desideriamo sinceramente fare appello agli esseri celesti, il Signore, presente come Anima Suprema nel cuore di ciascuno di noi, comprende il nostro desiderio e ci permette di esaudirlo. Padre supremo di tutti gli esseri, Egli non reprime la nostra volontà d’indipendenza; anzi, facilità la soddisfazione di ogni nostro desiderio materiale. Si potrebbe chiedere allora perché Dio onnipotente permetta agli esseri viventi di godere della materia e di cadere nei meandri dell’energia illusoria. La risposta è che se Egli, come Anima Suprema, non concedesse questa possibilità, la loro libertà non avrebbe significato. Egli li lascia dunque completamente liberi di agire come vogliono, ma nella Bhagavad-gita dà il Suo insegnamento finale: lasciare tutto per abbandonarsi interamente a Lui e conquistare così la felicità. (Verso 7.21)


13) Perche', anche quando Krishna appare sulla Terra, non tutti quelli che Lo vedono riescono a comprendere chi Egli sia ?

"Non mi rivelo mai agli sciocchi e agli ignoranti. Per loro rimango nascosto dalla Mia potenza interna, perciò essi non sanno che Io sono non nato e infallibile".

Ci si può chiedere per quale ragione Krishna, un tempo presente sulla Terra e visibile agli occhi di tutti, oggi non sia più visibile. In realtà, sebbene fosse presente, non era manifestato agli occhi di tutti; soltanto pochi uomini Lo riconoscevano come il Signore Supremo. Quando, in mezzo ai Kuru, Sisupala giudicò pubblicamente Krishna indegno di essere scelto come capo dei personaggi là riuniti, Bhisma si affrettò subito a difenderLo proclamando che Egli era Dio stesso. Anche i Pandava e pochi altri sapevano chi era Krishna, non tutti. Krishna non si rivela mai all’uomo comune al non devoto. Perciò nella Bhagavad-gita Krishna afferma che ad eccezione dei Suoi devoti, che vedono in Lui la fonte di ogni gioia, tutti gli altri Lo scambiano per un uomo comune. Per le persone prive d’intelligenza, Egli rimane velato dalla Sua potenza interna. Questo è confermato dallo Srimad Bhagavatam (1.8.19), dove Kunti nelle sue preghiere al Signore, Lo descrive come Colui che è coperto dal velo dello yoga-maya ed è quindi inaccessibile alla comprensione dell’uomo comune. (Verso 7.25)


14) Perche' sperimentiamo la dualita' ?

"O discendente di Bharata, conquistatore del nemico, tutti gli esseri viventi nascono nell’illusione, sopraffatti dalla dualità del desiderio e dell’avversione".

La posizione vera, originale, naturale ed eterna dell’essere individuale è quella di essere subordinato al Signore Supremo, l’Essere dalla pura conoscenza. Quando ci separiamo dalla conoscenza pura cadiamo sotto il controllo dell’energia illusoria, che ci rende incapaci di comprendere Dio, la Persona Suprema. L’energia illusoria si manifesta nella dualità che spinge l’uomo ignorante a identificarsi col Signore Supremo e ad invidiare la Divinità assoluta di Krishna. I puri devoti, che non sono contaminati o illusi dal desiderio e dall’avversione, possono comprendere che Sri Krishna appare grazie alla Sua potenza interna; ma coloro che sono illusi dalla dualità e dall’ignoranza credono che Dio, la Persona Suprema, sia un prodotto dell’energia materiale. Questa è la loro sfortuna. Accecati come sono, queste persone passano senza fine attraverso il fuoco delle dualità, onore e disonore, felicità e sofferenza, maschile e femminile, bene e male, gioia e dolore, e così via, pensando ogni volta "Io sono lo sposo di questa donna, io sono il proprietario di questa casa; ecco mia moglie, la mia casa, la mia felicità. Così agiscono le dualità illusorie, e coloro che ne sono sedotti perdono la ragione e la possibilità di comprendere Dio, la Persona Suprema. (Verso 7.27)


15) Chi raggiunge il successo nel servizio devozionale ?

"Le persone che furono virtuose nelle loro vite precedenti e in questa vita, le cui azioni colpevoli sono state completamente estirpate, sono libere dalla dualità nata dall’illusione e Mi servono con determinazione".

Questo verso si riferisce a quelle persone che si sono qualificate per raggiungere il livello trascendentale. I peccatori, gli atei, gli sciocchi e i furbi hanno molte difficoltà a superare la dualità del desiderio e dell’avversione. Soltanto gli uomini che hanno modellato la propria vita sui princìpi regolatori della religione, che hanno agito virtuosamente e hanno distrutto le conseguenze di tutte le loro azioni colpevoli possono abbracciare il servizio di devozione ed elevarsi fino alla pura conoscenza di Dio, la Persona Suprema. Soltanto allora potranno rimanere in meditazione perfetta sul Signore Supremo. Questo è il modo per elevarsi al piano spirituale. E questa elevazione è possibile per chi vive nella coscienza di Krishna, in compagnia di puri devoti, capaci di liberare l’uomo dall’illusione.

Lo Srimad Bhagavatam (5.5.2) afferma inoltre che per raggiungere la liberazione è necessario servire i devoti, che percorrono il mondo al solo scopo di risvegliare le anime assopite nel loro condizionamento (mahat-sevam dvaram ahur vimukteh). (Verso 7.28)


16) Perche' i devoti sono gli unici ad essere veramente situati a livello del Brahman ?

"Le persone intelligenti che si sforzano di liberarsi dalla vecchiaia e dalla morte si rifugiano in Me col servizio di devozionale. In realtà, esse sono situate al livello del Brahman perché hanno la completa conoscenza delle attività trascendentali".

La nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte colpiscono il corpo materiale, non l’anima spirituale, perciò colui che ottiene un corpo spirituale e diventa un compagno del Signore per servirLo eternamente con amore e devozione, raggiunge la liberazione perfetta. Le Scritture ci insegnano a capire che siamo Brahman, anime spirituali (aham brahmasmi), comprensione che si ottiene praticando il servizio di devozione, come indica questo verso. Il puro devoto ha raggiunto il livello trascendentale del Brahman perché conosce il valore reale delle attività materiali e spirituali.

Quattro tipi di persone impure, come abbiamo visto, accettano di servire il Signore Supremo perseguendo e raggiungendo vari scopi. Quando poi si elevano, per la grazia del Signore, al di là di questi interessi e diventano perfettamente coscienti di Krishna, possono godere della Sua compagnia spirituale. Ma gli adoratori degli esseri celesti non raggiungeranno mai il Signore nel Suo pianeta supremo. Anche coloro che realizzano solo il Brahman impersonale sono considerati uomini d’intelligenza inferiore e neppure loro possono raggiungere Goloka Vrindavana, il pianeta di Krishna. In realtà, solo le persone che agiscono nella coscienza di Krishna (mam asritya) sono degne di essere chiamate Brahman, perché non hanno alcun dubbio sulla supremazia di Krishna e fanno gli sforzi necessari per raggiungere il Suo pianeta. (Verso 7.29)
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