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 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 1 Versi 13-14
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Sangeeta Dasi
Moderatore



28 Messaggi

Inserito il - 04/04/2018 : 08:32:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




CAPITOLO 1
VERSO 13


tatah sankhas ca bheryas ca
panavanaka-gomukhah
sahasaivabhyahanyanta
sa sabdas tumulo ‘bhavat


TRADUZIONE

"Allora le conchiglie, i flicorni, i corni, le trombe e i tamburi si mettono a risuonare e l'insieme delle loro vibrazioni provoca un suono tumultuoso".


VERSO 14


tatah svetair hayair yukte
mahati syandane stitau
madhavah pandavas caiva
divyau sankhau pradadhmatuh

TRADUZIONE

"Nell'altro campo, in piedi sul loro maestoso carro attaccato a cavalli bianchi, Krishna e Arjuna soffiano nelle loro conchiglie trascendentali".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Le conchiglie di Krishna e Arjuna sono dette trascendentali in netto contrasto con quella di Bhisma. Il suono delle loro conchiglie trascendentali indica che non c’è speranza di vittoria per il campo nemico perché Krishna Si trova dalla parte dei Pandava. Jayas tu pandu-putranam yesam pakse janardanah: la vittoria accompagna sempre coloro che, come i figli di Pandu, hanno l’alleanza del Signore. Inoltre, dove c’è Krishna c’è anche la dea della fortuna, perché la dea della fortuna non vive mai da sola, senza suo marito.

Fortuna e vittoria attendono dunque Arjuna, come annuncia il suono trascendentale della conchiglia di Visnu, ossia di Krishna. Per di più il carro sul quale si trovano i due amici, Krishna e Arjuna, è un dono di Agni (il dio del fuoco) ad Arjuna, e ciò indica che questo carro può conquistare ogni direzione ovunque sia condotto nei tre mondi".







ESTRATTO da una LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 14 Luglio 1973

“Allora le conchiglie, i tamburi, le trombe, i filicorni e i corni risuonano tutti all’improvviso e il loro suono combinato si fa tumultuoso”. (1.13)

Prabhupada: Tra gli strumenti musicali qui menzionati alcuni non sono più in uso; ma vari tipi di corni, tamburi e timpani sono ancora usati ai giorni nostri. Lo stesso principio: la musica strumentale sostiene i soldati nella lotta. ‘Sa sabdas tumulo bhavat’: “Quando gli strumenti furono suonati tutti insieme, la vibrazione si fece tumultuosa”. Leggi il verso successivo:

Devoto: “Nell’altro campo, Krishna e Arjuna, in piedi su un grande carro trainato da cavalli bianchi, fanno risuonare le loro conchiglie trascendentali”. (1.14)

Spiegazione: “Le conchiglie di Krishna e Arjuna sono considerate trascendentali, in contrasto con la conchiglia suonata da Bhishmadeva”.

Prabhupada: Avete visto l’immagine di Krishna che guida un carro trainato da quattro cavalli bianchi. Krishna è trascendentale, ‘narayanah paro vyaktat’, non è di questo mondo materiale. Il Suo corpo e le Sue attività, e ogni altra cosa in relazione a Lui, sono trascendentali, ‘divyam’, non di questo mondo. Nei catuh-sloki del Bhagavatam (SB 2.9.33-36), nelle istruzioni di Krishna a Brahma è detto, ‘aham evasam evagre’: “Io esistevo prima di questa creazione materiale”. Anche nei Veda è detto, ‘eko narayana asit’: “Prima della creazione esisteva solo Narayana”.

La posizione di Krishna è sempre trascendentale; Egli non è una creazione del mondo materiale. Ma poiché Krishna viene con una forma simile a quella umana e agisce come un essere umano, le persone meno intelligenti, ‘avajananti’, Lo vedono come un comune essere umano. ‘Avajananti mam mudhah’ (Bg. 9.11), mudhah significa “asini”, o la classe di uomini meno intelligenti che non può comprendere la posizione eternamente trascendentale di Krishna. Krishna informa Arjuna, ‘imam vivasvate yogam proktavan aham avyayam’ (Bg. 4.1): “Ho insegnato questa scienza immortale dello yoga a Vivasvan, il dio del sole”. La Bhagavad-gita insegna il bhakti-yoga per comprendere Dio, la Persona Suprema. Perciò anche questa letteratura è trascendentale, e la bhakti non è un’attività di questo mondo materiale. ‘Janma karma me divyam’: “Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attività”. (Bg. 4.9)

L’attività della bhakti è in relazione a Krishna e perciò non è materiale. ‘Sa gunan samatityaitan brahma-bhuyaya kalpate, mam ca yo vyabhicarena bhakti-yogena sevate’ (Bg. 14.26): “Chi s’impegna completamente nel servizio di devozione senza deviare in nessuna circostanza, trascende subito le tre influenze della natura materiale”. Poiché il bhakti-yoga e Krishna sono trascendentali, è impossibile conoscere Krishna con un metodo materiale. Perciò Krishna dichiara, ‘bhaktya mam abhijanati’: “Solo col servizio devozionale è possibile conoscerMi”. (Bg. 18.55)

Anche il metodo è trascendentale, e non di questo mondo. Si deve dunque capire questo semplice fatto: che Krishna, il Suo nome e la Sua forma sono trascendentali, ‘isvarah paramah krsnah sac-cid-ananda-vigrahah’ (Brahma-samhita 5.1). Il corpo di Krishna è sac-cid-ananda; ma il nostro corpo è ‘asat’, ‘acit’ e ‘nirananda’, ossia, esattamente l’opposto. Asat significa “temporaneo”, che non esisterà per sempre; ma il corpo di Krishna è eterno, pieno di felicità e conoscenza, sat-cit-ananda. Le persone meno intelligenti non possono capire Krishna, perciò gli Sastra spiegano, ‘atah sri-krisna-namadi na bhaved grahyam indriyaih’ (Cc. Madhya 17.136): I sensi materiali, indriya, non sono in grado di capire Dio né di speculare al fine di conoscerLo. Impossibile, è solo una perdita di tempo, ‘srama eva hi kevalam’ (SB 1.2.8).

Krishna soltanto può spiegare in che modo è possibile conoscerLo; nessun altro può farlo, perché i nostri sensi sono imperfetti e noi siamo soggetti ai quattro tipi di difetti – commettere errori, essere illusi, ingannare e avere sensi imperfetti. Spiegare Dio con i nostri sensi imperfetti, perciò, significa ingannare. Come i cosiddetti scienziati, che spiegano ogni cosa dicendo “probabilmente” o “forse”. Hanno una conoscenza imperfetta, eppure vogliono insegnare; e ciò significa ingannare. La vostra conoscenza deve essere perfetta, e allora potrete insegnare ad altri.

Il nostro metodo quindi è di ricevere la conoscenza perfetta dalla fonte perfetta e distribuirla a tutti. Noi non inventiamo la conoscenza e perciò presentiamo la “Bhagavad-gita così com’è”. Questo Testo è già perfetto, perché dovrei interpretarlo con i miei sensi imperfetti? Ciò significa ingannare, ma le persone vogliono essere ingannate – vaicita-vaicaka-sampradaya (la sampradaya* degli imbroglioni e degli imbrogliati). Il mondo è pieno di ‘vaicita’ e ‘vaicaka’.

*[Sampradaya: successione ininterrotta di maestri spirituali].

Non vogliono la verità – e perciò saranno ingannati. E poiché vogliono essere ingannati, ci sono tanti imbroglioni. Ma ecco la verità, la Bhagavad-gita, in cui Dio, il Signore Supremo, spiega Se stesso. Perché interpretare? Vuol dire che Dio, l’autorità suprema, ha lasciato qualcosa d’incomprensibile affinché in seguito qualche mascalzone possa interpretarlo? Certamente no, ma i mascalzoni osano interpretare, e ciò significa ingannare – un altro difetto.

Ci sono innumerevoli edizioni della Bhagavad-gita – ma è solo un inganno. Questi mascalzoni interpretano e si presentano come grandi eruditi, e i molti che vogliono essere ingannati accettano le loro parole, e così facendo non possono conoscere Krishna. Prendono rifugio negli imbroglioni e sono ingannati. Significa che maya è molto forte; maya ci dirige continuamente in modo che possiamo essere ingannati. Questo è il suo compito: “Perché accettare Krishna come Dio? È un uomo ordinario, e anche tu puoi essere uguale a Krishna, puoi diventare Dio, puoi diventare anche un’incarnazione”.

Sta accadendo questo, e le persone seguono come un gregge di pecore perché vogliono essere ingannate, e non accettano le parole di Krishna, ‘sarva-dharman parityajya mam ekam saranam’ (Bg. 18.66), semplicemente prendi la coscienza di Krishna, perché ogni altro dharma che non sia approvato da Dio, Krishna, non è il dharma.

‘Dharmam tu saksad bhagavat-pranitam’ (SB 6.3.19), né un essere umano o celeste, né una persona molto avanzata può inventare il dharma. È impossibile. Il vero dharma è dato soltanto da Dio, Krishna, ed è enunciato nella Bhagavad-gita: ‘sarva-dharman parityajya mam ekam saranam’, “abbandonati a Me”, questo è il vero dharma. Abbandonati a Krishna e segui le Sue istruzioni, e la tua vita sarà perfetta. E poiché segui l’insegnamento perfetto, anche tu diventerai perfetto. Un semplice metodo. Per diventare perfetti bisogna seguire l’insegnamento perfetto, e questo è la Bhagavad-gita. Non è così difficile diventare perfetti; ma poiché vogliamo essere ingannati, non diventeremo mai perfetti. Questa è la difficoltà.

Si deve dunque sapere fin dall’inizio che Krishna e tutte le Sue attività sono trascendentali. Egli non Si presenta come un essere umano ordinario, difatti, a soli tre mesi uccise la rakshasi Putana. Nessun bambino di tre mesi è in grado di uccidere un demone gigantesco; e quando aveva sei o sette anni, sollevò la collina Govardhana. Quali difficoltà può incontrare Krishna? Se può far galleggiare giganteschi pianeti nell’aria come fiocchi di cotone che fluttuano, come può essere difficile per Lui sollevare una montagna con un dito? Ma gli imbroglioni, ascoltando sulla forza trascendentale di Krishna, non ci credono e pensano che sia soltanto mitologia. Questo è un altro inganno. Come se Vyasadeva avesse scritto lo Srimad-Bhagavatam per dare un po’ di mitologia a questi mascalzoni, qualcosa di fantastico o immaginario. Guardate come vogliono essere ingannati.

Perché una personalità così elevata come Vyasadeva, che ci ha dato la letteratura vedica, avrebbe presentato qualcosa d’immaginario? A quale scopo? Queste persone ingannate, perciò, negano che il Bhagavata sia stato scritto da Srila Vyasadeva. Ma gli acarya autentici, coloro che possono guidarci, come Sankaracarya, Ramanujacarya, Madhvacarya e Caitanya Mahaprabhu, non affermano che è mitologia o qualcosa d’immaginario, ma lo accettano così com’è. Bisogna dunque seguire questi mahajana – ‘mahajano yena gatah sa panthah dharmasya tattvam nihito guhayam’ (Cc. Madhya 17.186). Perciò è necessario seguire le grandi personalità, gli acarya che conoscono i Veda – ‘acaryavan purusho veda’.

Chi ha preso rifugio nell’acarya, maestro spirituale autentico, è informato, perché ha ricevuto la giusta conoscenza dalla giusta fonte, ‘evam parampara-praptam imam rajarsayo viduh’ (Bg. 4.2). “Acarya autentico” significa che segue una successione disciplica (parampara). Le parole di Krishna sono tramandate dalla successione disciplica, e tutti gli acarya sostengono la stessa cosa, senza cambiare o interpretare. Possono certamente spiegare, ma il significato originale non è distorto. Questo significa “acarya”; e un acarya autentico non dirà mai che Krishna è materiale, che non esiste, che non è avvenuta alcuna battaglia e che è tutto immaginario. Se non vogliamo essere ingannati, allora, si deve accettare Krishna come Lui stesso Si presenta, e com’è confermato dall’acarya autentico. Allora la nostra conoscenza sarà perfetta.

In questo verso, quindi, è detto che Krishna e Arjuna fanno risuonare le loro conchiglie trascendentali. Krishna e il Suo devoto, Arjuna, sono sulla stessa piattaforma; perciò, Madhava e i Pandava fanno risuonare le loro conchiglie trascendentali. Leggi la spiegazione.

Devoto: “Il suono della conchiglia di Bhishma non può essere paragonato al suono delle conchiglie di Madhava e dei Pandava. Anche i compagni di Krishna, come Arjuna, sono ugualmente potenti. Nessuno può associarsi con Krishna se non è molto avanzato. Così come il fuoco può mischiarsi ad altro fuoco, e l’acqua ad altra acqua, similmente, se una persona non è avanzata spiritualmente, non può rimanere in compagnia di Krishna. Srila Narottama dasa Thakura canta: “gaurangera sangi-gane, nitya-siddha kori mane, se jay brajendra-suta-pas”.

Prabhupada: Anche Narottama dasa Thakura dichiara che “tutti gli associati di Caitanya Mahaprabhu sono nella stessa categoria”; ‘gaurangera sangi-gane, nitya-siddha kori mane’. Il termine nitya-siddha è rilevante – nitya-siddha e nitya-baddha. Ci sono due tipi di esseri viventi, e nitya-baddha significa “sempre condizionati”; e sempre condizionati significa “coloro che sono in questo mondo materiale”. Non sanno quando vennero a contatto con questo mondo né quando saranno liberati, perciò sono nitya-baddha, “sempre condizionati”.

Al contrario nitya-siddha significa che non sono mai venuti a contatto col mondo materiale; e se talvolta vengono in questo mondo per qualche scopo, non dimenticano la loro posizione. Questi sono nitya-siddha. Cercate di capire i due tipi di esseri viventi: nitya-siddha e nitya-baddha. In questo mondo materiale sono tutti nitya-baddha, da Brahma all’insignificante formica. Tutti nel mondo materiale sono nitya-baddha. I nitya-siddha appartengono al mondo spirituale e non vengono mai a contatto col mondo materiale; e se per qualche motivo vengono su ordine del Signore, non sono toccati dall’energia materiale ma rimangono sempre trascendentali.

Come Krishna è sempre trascendentale perfino in questo mondo materiale, così anche i Suoi associati nitya-siddha sono sempre trascendentali. Cercate dunque di capire la posizione di Krishna. Krishna è ‘narayanah paro vyaktat’ – il Signore Supremo (narayanah) è sempre trascendentale (parah avyaktat). Questo è il purushottama-yoga (lo yoga del Signore Supremo) spiegato nella Bhagavad-gita. Krishna dichiara: “Colui che Mi conosce, ajam avyayam, sa perfettamente che Io non nasco mai in questo mondo materiale né sono soggetto al contatto con la materia”.

Perciò è usato il termine purushottama, o purusha-uttama – purusha indica “il beneficiario supremo”, e uttama significa “non di questo mondo materiale”. E poiché il significato delle parole ‘ut’ e ‘tama’ sono rispettivamente ‘al di sopra’ e ‘oscurità’; ut-tama significa anche “al di sopra dell’oscurità”. Pertanto purusha-uttama è il “goditore”, e prakriti è “ciò che è goduto”. In conseguenza noi non siamo purusha ma prakriti. Come spiegato nella Bhagavad-gita (7.5), ‘apareyam itas tv anyam’: “O Arjuna dalla braccia potenti, oltre a questa energia (aparyam) ne esiste un’altra, la Mia energia superiore (param), costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse dell’energia inferiore, la natura materiale”.*

*[Ci sono due tipi di prakriti: apara-prakriti, la natura materiale, o energia inferiore; e para-prakriti, gli esseri viventi, anime individuali, o energia superiore].

La mente, l’intelligenza e i cinque elementi materiali sono energie separate di Krishna, e anch’essi sono prakriti, come pure questo mondo materiale. C’è comunque un’altra prakriti, di cui Krishna c’informa: ‘apareyam itas tv anyam prakritim me viddhi param’; ma questa è para-prakriti, “superiore”, costituita dagli esseri viventi – perciò noi non siamo purusha ma prakriti. Vestendoci molto bene possiamo esternamente sembrare dei purusha, ma in realtà non lo siamo. Anche se una donna si veste con abiti maschili, non significa che sia diventata un uomo; similmente, anche se noi cerchiamo d’imitare il purusha supremo, Purushottama, o Krishna, non significa che siamo diventati Purushottama. Piuttosto, stiamo solo cercando di diventare un’imitazione di Krishna – come molti mascalzoni che dichiarano “io sono Dio”. Questa è l’ultima trappola dei mayavadi. Prima cercano di diventare i goditori, come capifamiglia o ministri, e alla fine, essendo stati truffati in ogni rispetto, vogliono diventare Dio.

Com’è possibile diventare artificialmente i goditori (purusha)? Noi siamo prakriti, o “coloro che sono goduti”. Tutti gli esseri viventi sono prakriti, energia marginale di Krishna, e Krishna è l’unico Purusha. Perciò la filosofia mayavada è erronea, perché pone i jiva (esseri individuali) allo stesso livello di Dio. Com’è possibile? Come può una donna diventare un uomo? È possibile solo artificialmente. Il fatto è che, sia uomini sia donne, vogliono essere i goditori; tutti desiderano essere serviti e nessuno vuole servire. Questa è la concezione materiale della vita.

Ma chi accetta di servire e non di essere servito, è una persona liberata. Quando accettiamo di servire gli altri e non di essere serviti, questa è la vera liberazione. Ma la malattia materiale è: “come potrò essere servito dagli altri?” E questa è maya. Maya significa che vogliamo essere artificialmente serviti; e ciò è impossibile. Caitanya Mahaprabhu ci ha offerto la via della liberazione, ‘jivera svarupa hoy nitya-krishna-dasa’; e questa è la nostra vera posizione: essere servitori eterni di Krishna.

Bisogna dunque impegnarsi nel servire Krishna; e tutta la Bhagavad-gita è enunciata su questa base. All’inizio, in modo artificiale, Arjuna si rifiuta di servire Krishna. Il desiderio di Krishna è che egli combatta, ma Arjuna presenta molte motivazioni: “Come posso combattere e uccidere i miei consanguinei, che sono i miei nipoti, i miei fratelli e mio nonno?” La spiegazione è che egli si rifiuta di servire Krishna, e questa è esattamente la condizione materiale. Arjuna pensa in base alle sue relazioni, dimostrando che vuole godere delle sue relazioni familiari con i cosiddetti nipoti e fratelli: “Se saranno uccisi, allora, a che mi servirà questo regno?” Le persone in generale pensano: “Otterrò il regno e godrò della vita” – questa è la condizione materiale. Ma un’anima liberata accetterà il regno e lo userà per il servizio di Krishna – questa è la condizione liberata.

Bisogna dunque capire che Krishna, il Suo nome, la Sua fama, i Suoi associati e le Sue attività, sono tutti ‘divyam’, trascendentali, non materiali. Perciò qui è detto, ‘divyau shankhau pradadhmatuh’ (1.14): “Fecero risuonare le loro conchiglie trascendentali”. Le conchiglie, shankha, usate da Krishna e Arjuna non sono conchiglie ordinarie. Grazie molte. Hare Krishna.


Fine.

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Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.



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