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Quellochesorride
Utente Normale


Sicilia


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Inserito il - 06/05/2016 : 22:36:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare krishna...ho letto in certi testi che si può fare un tempio in casa per venerare krishna.. In certi testi sacri dicono che la vera forma di krishna nel tempio è sotto forma di vishnu a 4 braccia..in altri govinda in altri le murti...scusate la mia ignoranza so che krishna è illimitato ed ha assunto svariate forme e tante reincarnazioni terrestri...ma in quale forma è possibile venerare e immaginare krshna?....ringrazio in anticipo....

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1938 Messaggi

Inserito il - 07/05/2016 : 13:42:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna, benvenuto sul forum di RKC e grazie per le domande !

Complimenti per il tuo desiderio di vedere e adorare la forma di Krishna, Dio, la persona suprema.

Ognuno puo' scegliere di adorare la forma del Signore che preferisce, purche' sia autentica, descritta da un maestro spirituale appartenente ad una delle 4 successioni discipliche autorevoli, presenti in questo Universo (la Brahma, la Rudra, la Kumara o la Lakshmi sampradaya).

In tal caso non si tratta di immaginazione, ma di realta'.
La forma "arca-vigraha" installata nel tempio o sull'altare (anche a casa, volendo), quando e' modellata secondo le indicazioni date dal maestro spirituale, e' spiritualmente identica alla forma del Signore che rappresenta.

A questo proposito ti invito a leggere la seguente discussione, che riporta importanti citazioni dalle scritture, sull’argomento: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1375.

Tuttavia, per poter offrire la nostra adorazione alla forma “arca” (pronuncia “arcia”), e' necessario essere impegnati in un processo autorevole di bhakti yoga (per esempio quello descritto qui: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ), sotto la guida di un maestro spirituale autentico, altrimenti il nostro servizio, difficilmente sara' riconosciuto dal Signore.

Per prima cosa quindi, dobbiamo scegliere un maestro spirituale autentico, seguire le sue istruzioni, elevarci ad un piano trascendentale di esistenza (brahma-bhutha), e a quel punto, attenendoci SOLO alle sue, indicazioni in proposito (pur rispettando tutti gli altri maestri, ma senza consultare “troppe” scritture… Tra l’altro, potremmo rimanerne confusi), saremo in grado di adorare la forma di Dio che avremo scelto, in modo veramente efficace.

Come discepoli di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, 32° anello della successione Brahma-Madhva-Gaudiya sampradaya ( www.facebook.com/note.php?note_id=176508504697 ), e fondatore dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (I.S.K.CON.), noi proponiamo diverse forme autentiche, descritte nei suoi libri e presenti nei templi e centri dell'Associazione, tutte modellate appunto, secondo le sue direttive.

Tra queste forme Vi sono in particolare Gaura-Nitai, Jagannath-Subhadra-Baladeva e Radha-Krishna, ma anche altre.

Per quanto riguarda poi, il fatto che, in realta’, l’adorazione dei devoti neofiti sia considerata un’adorazione di Laksmi-Narayana, anche se la Radha-Krishna vigraha, cioè la forma di Radha e Krishna, può essere presente nel tempio, ti invito a leggere quest’altra discussione, che riporta il commento di Srila Prabhupada in proposito (ai versi 4.24.45-46 dello Srimad Bhagavatam), comunque citato nel prossimo post, ed altri suggerimenti che forse, potrebbero esserti utili:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1783

Buon proseguimento e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1938 Messaggi

Inserito il - 07/05/2016 : 13:51:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SRIMAD BHAGAVATAM 4° CANTO - CAPITOLO 24 - VERSI 45-46

TRADUZIONE

"La bellezza del Signore ricorda una nuvola scura durante la stagione delle piogge. Come la pioggia scintilla, anche il Suo corpo è scintillante. In realtà Egli è l'essenza di ogni bellezza. Il Signore ha quattro braccia, e un volto di squisita bellezza. I Suoi occhi sono simili ai petali del loto, il naso è delicatamente rilevato, il Suo sorriso affascina la mente, la Sua fronte è meravigliosa e gli orecchi, altrettano belli, sono perfettamente ornati".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Dopo il calore di una giornata estiva è molto piacevole vedere le nuvole scure nel cielo. Come conferma la Brahma-samhita: barhavatamsam asitam-budha-sundaràngam. Il Signore tiene tra i capelli una piuma di pavone, e il colore del Suo corpo è del tutto simile a quello di una nuvola scura. La parola sundara, o snigdha, significa “molto piacevole”. Kandarpa-koti-kamaniya, la bellezza di Krishna è cosi piacevole che non può essere paragonata nemmeno a quella di milioni di Cupidi.

Il Signore, nella forma di Vishnu, è ornato di ogni opulenza, per questa ragione Siva cerca di vedere questa forma opulenta di Narayana, o Visnu. Generalmente, l’adorazione del Signore comincia con l’adorazione di Narayana, di Vishnu, mentre l’adorazione di Sri Krishna e Radha è molto confidenziale.

L’adorazione di Narayana si compie mediante i principi regolatori del pancaratrika-vidhi, mentre l’adorazione di Sri Krishna si attua secondo la via del bhagavata-vidhi. Nessuno può adorare il Signore nel bhagavata-vidhi senza essere passato attraverso le regole del pancaratrika-vidhi.

In realtà, i devoti neofiti adorano il Signore secondo il pancaratrika-vidhi, ossia secondo i principi regolatori contenuti nel Narada-pancaratra. Radha-Krishna non possono essere avvicinati dai devoti neofiti; perciò, l’adorazione nel tempio si basa sui principi regolatori ed è rivolta a Laksmi-Nàrayana.

Anche se la Radha-Krishna vigraha, cioè la forma di Radha e Krishna, può essere presente nel tempio, l’adorazione dei devoti neofiti è considerata un’adorazione di Laksmi-Nàrayana. L’adorazione secondo il pancaratrika-vidhi è chiamata vidhi-marga, mentre quella che segue i principi del bhagavata-vidhi è detta raga-marga. I principi del raga-marga sono particolarmente destinati ai devoti che si sono elevati al livello di Vrindavana.

Gli abitanti di Vrindavana, come le gopi, madre Yasoda, Nanda Maharaja, i pastorelli, le mucche e tutti gli altri si trovano veramente sul piano del raga-marga o bhagavata-marga. Partecipano ai cinque rasa principali — dasya, sakhya, vatsalya, madhurya e santa. Sebbene questi cinque rasa si trovino nel bhagavata-marga, il bhagavata-marga è destinato in modo particolare al vatsalya e al madhurya, cioè alla relazione parentale e coniugale.

C’è anche il vipralambha-sakhya, la profonda amicizia fraterna verso il Signore, gustata in particolare dai pastorelli. C’è amicizia tra Krishna e i pastorelli, ma questa amicizia è differente dall’amicizia aisvarya tra Krishna e Arjuna. Quando Arjuna vide la visva-rupa, la gigantesca forma universale del Signore, temette di avere trattato Krishna come un amico comune, perciò pregò Krishna di perdonarlo. I pastorelli amici di Krishna a Vrindavana, invece, talvolta si fanno portare sulle spalle di Krishna, trattano Krishna da pari a pari, come se si trattasse di uno di loro, e non hanno mai paura di Lui, né Gli devono chiedere scusa.

L’amicizia con Krishna sotto il segno del raga-marga, o il bhagavata-marga, si situa sul piano piu elevato, cioè sul piano dell’amicizia vipralambha. Nelle relazioni raga-marga a Vrindavana sono visibili le relazioni di amicizia paterna, di servizio paterno e di servizio coniugale.

Senza servire Krishna secondo i principi regolatori del vidhi-marga, del pancaratrika-vidhi, persone senza scrupoli vogliono saltare immediatamente ai principi del raga-marga. Queste persone sono chiamate sahajiya. Esistono anche persone demoniache che godono nel descrivere Krishna e i Suoi divertimenti con le gopì, servendosi di Krishna per soddisfare la loro mentalità licenziosa.

Questi demoni, che stampano libri e scrivono poesie sui principi del raga-marga, sono sicuramente sulla via dell’inferno. Purtroppo essi trascinano anche altri con sé. I devoti nella coscienza di Krishna dovrebbero evitare questi demoni con molta cura.

Bisogna seguire rigidamente i principi regolatori del vidhi-marga nell’adorazione di Laksmi-Narayana, anche se il Signore è presente nel tempio come Radha-Krishna. Poiché Radha-Krishna comprende anche Laksmi-Narayana, quando si adora il Signore secondo i principi regolatori, il Signore accetta questo servizio nel ruolo di Laksmi-Narayana.

Nel Nettare della devozione ci sono tutte le istruzioni necessarie all’adorazione vidhi-marga di Radha-Krishna, o di Laksmi-Narayana.

Benché esistano sessantaquattro tipi di offese che bisogna guardarsi dal commettere nell’adorazione vidhi-marga, nell’adorazione raga-marga queste offese non sono considerate, perché per i devoti elevati, situati su questo piano, il problema delle offese non si pone. Ma se non seguiamo i principi regolatori al livello del vidhi-marga e non ci sforziamo di evitare le offese, non faremo progressi.

Descrivendo la bellezza di Krishna, Siva usa le parole carvayata-caturbahu sujata-rucirananam, per indicare la bellissima forma a quattro braccia di Narayana, o Vishnu. Coloro che adorano Sri Krishna lo definiscono sujata-rucirananam. Tra i vishnu-tattva ci sono centinaia e migliaia di milioni di forme del Signore Supremo, ma tra tutte queste forme, quella di Krishna è la piu bella. Perciò le parole sujata-rucirananam sono usate per coloro che adorano Krishna.

Le quattro braccia di Sri Vishnu hanno differenti finalità. Le mani che tengono il fiore di loto e la conchiglia sono per i devoti, mentre le altre due, che portano il disco e la mazza, sono per i demoni. In realtà, tutte le braccia del Signore sono propizie, sia che portino la conchiglia e i fiori sia che portino la mazza e il disco. Anche i demoni uccisi dal disco cakra e dalla mazza di Sri Vishnu sono elevati al mondo spirituale, proprio come i devoti protetti dalle mani che portano il fiore di loto e la conchiglia.

Tuttavia, mentre i demoni che sono elevati al mondo spirituale sono situati nella radiosità del Brahman impersonale, i devoti possono entrare nei pianeti Vaikuntha. I devoti di Sri Krishna, invece, sono immediatamente elevati al pianeta di Goloka Vrndavana.

La bellezza del Signore è paragonata alla pioggia, perché quando la pioggia cade nella stagione adatta, la gente è sempre molto contenta. Dopo l’ardente calura della stagione estiva, tutti amano molto la stagione delle piogge. Nei villaggi la gente esce dalle case per godere direttamente di questa pioggia. L’aspetto del corpo del Signore è paragonato alle nuvole nella stagione delle piogge. I devoti godono della bellezza del Signore perché essa racchiude ogni genere di bellezza. Perciò sono usate le parole sarva-saundarya-sangraham, nessuno può dire che il corpo del Signore sia in qualche parte sprovvisto di bellezza. È completamente purnam.

Ogni cosa è completa in Dio: la Sua creazione, la Sua bellezza, e le Sue fattezze corporee. Tutto è cosi completo che tutti i nostri desideri possono essere completamente soddisfatti vedendo la bellezza del Signore. Le parole sarva-saundarya indicano che ci sono differenti tipi di bellezze nel mondo materiale e nel mondo spirituale, e il Signore le contiene tutte.

Sia i materialisti che gli spiritualisti possono godere della bellezza del Signore. Poiché attrae tutti, inclusi demoni e devoti, materialisti e spiritualisti, il Signore Supremo è chiamato Krishna. Anche i Suoi devoti attraggono tutti. Il Sad-gosvami-stotra dice: dhiràdhìra-jana-priyau, i Gosvami sono ugualmente cari ai dhira, i devoti, e agli adhìra, i demoni.

Sri Krishna non era molto gradito ai demoni quando era presente a Vrindavana, ma i sei Gosvami, quando erano presenti a Vrindavana, soddisfacevano perfino i demoni. Questo è il fascino delle relazioni del Signore coi Suoi devoti; il Signore concede talvolta piu credito ai Suoi devoti
di quanto non ne conceda a Sé stesso.

Sul campo di battaglia di Kuruksetra, per esempio, il Signore combattè limitandosi a dare istruzioni, e fu ad Arjuna che andò il merito della battaglia. Nimitta-matram bhava savyasacin: “Tu, o Savyasaci, (Arjuna) puoi essere solo uno strumento della battaglia.” (B.g., 11.33)

Tutto era già stato previsto dal Signore, ma il credito della vittoria fu dato ad Arjuna. Similmente, nel Movimento per la Coscienza di Krishna tutto sta accadendo secondo la predizione di Sri Caitanya, ma il credito va ai sinceri servitori di Srl Caitanya. Perciò il Signore è definito qui sarva-saundarya-sangraham".

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Quellochesorride
Utente Normale


Sicilia


6 Messaggi

Inserito il - 07/05/2016 : 15:03:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare krishna...vi ringrazio per la risposta molto soddisfacente e molto interessante...ho letto vari libri di filosofia e religioni indu anche varie versioni e spiegazioni della bhagavad gita .ma come avete detto in risposta faccio solo confusioni mentali e svia dalla realta' ..per questo oltre al "nettare della devozione" sto studiando la bhagavad gita cosi' come' di sua divina grazia a.c. prabhupada è. L ' unica vera versione che soddisfa le mie aspettative senza metafore o altro..per quando riguarda il link che mi avete suggerito..riguardo la bibbia...ce ne sono di comandamenti che non mettono in atto ....il più grosso "non ammazzare" dice tutto...poi riguardanti idoli e immagini del dio degli ebrei o "cristiani" non si sa niente o poco...di krishna tutte le sacre scritture ne parlano dell estrema bellezza nei minimi dettagli...spero che al più presto leggerò il "libro di krishna" voglio conoscerlo di più...chissà che meraviglie mi aspettano! Grazie un abbraccio. Carlo.
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1938 Messaggi

Inserito il - 08/05/2016 : 13:45:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Carlo, Hare Krishna,

grazie per la risposta e ancora complimenti per il tuo interesse a riguardo del coscienza di Krishna !

Per essere sicuri che i lettori del forum non scambino questo metodo scientifico di elevazione della coscienza, chiamato anche servizio devozionale o bhakti yoga (una breve guida riassuntiva e' disponibile qui: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ), per una "religione" o un culto "indu'", riportiamo nel prossimo post, un estratto dal libro "La Scienza della Realizzazione Spirituale", a cura di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, che chiarisce definitivamente questo punto.

E' normale, comunque, rimanere confusi consultando diverse scritture, sebbene autorevoli, di fronte alle apparenti contraddizioni che possono contenere su alcuni punti: contraddizioni non comprensibili con la sola razionalita' materiale, con la quale siamo abituati a ragionare, da lungo tempo.

Ecco perche' e' necessario ascoltare le spiegazioni di un maestro spirituale autentico, appartenente ad una successione disciplica autorizzata da Dio Stesso (una delle 4, di cui abbiamo parlato all'inizio), a diffondere la vera conoscenza trascendentale.

E a questo proposito, leggendo la Bhagavad Gita cosi' com'e', il Nettare della Devozione e il Libro di Krishna, cosi' come qualunque altro libro di Bhaktivedanta Svami Prabhupada (dei quali, molti sono disponibili anche on line, a questa pagina: www.radiokrishna.com/books ), potrai comprendere perfettamente ogni aspetto e ogni dettaglio di questa scienza, semplicemente ascoltando. Buona lettura !

Per quanto riguarda la tua realizzazione sulle dettagliate descrizioni della forma originale di Dio, Krishna, la persona suprema, dalla Quale sei auspiciosamente attratto, sono esatte, infatti in un paragone appropriato, si dice che dove i Veda costituissero una vasta enciclopedia, su argomenti spirituali, la Bibbia potrebbe corrispondere ad un "dizionario tascabile", ad un breve sunto generale, privo ovviamente di molti dettagli, seppur ugualmente autorevole (a patto pero', che la conoscenza esposta sia quella originale, cosa purtroppo alquanto dubbia ai nostri giorni, come abbiamo letto in una delle altre discussioni citate).

Inoltre come hai giustamente notato, il linguaggio dei libri di Srila Prabhupada e' contemporaneo, oltre che chiaro, preciso, diretto, pratico e senza metafore da interpretare, metafore che possono dare adito a molti errori anche grossolani, come avviene infatti per molti altri libri (tra cui la Bibbia o i Vangeli).

Tra l'altro, come hai precisamente rilevato, i comandamenti della Bibbia, attualmente sono spesso mal interpretati, distorti o semplicemente non seguiti (o non completamente), e in particolare il fatto di non seguire alla lettera il comandamento di "non uccidere", interpretandolo erroneamente come applicabile solo agli esseri umani, e' proprio uno dei punti maggiormente messi in risalto da Srila Prabhupada come un grande errore, da parte di coloro che si dichiarano seguaci di Gesu' Cristo.

A questo proposito riporto qui sotto un paio di discussioni che egli ebbe con due rappresentanti del cattolicesimo, estratti dal libro "La Scienza della Realizzazione Spirituale".

Buon proseguimento verso la coscienza di Krishna, siamo sempre a tua disposizione per domande e informazioni, un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi da
(RKC Mayapur)

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"KRISHNA, CRISTOS, CRISTO"


Durante una passeggiata mattutina vicino al centro dell'Associazione per la Coscienza di Krishna di Francoforte sul Meno, nella Germania Occidentale, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, con alcuni suoi discepoli, fu raggiunto da Padre Emmanuel Jungclaussen, monaco benedettino del Monastero di Niederalteich.

[...]

Padre Emmanuel: Anche noi cristiani predichiamo l'amore per Dio e cerchiamo di svilupparlo rendendo a Dio servizio con tutto il cuore. Che differenza c'e’ quindi tra il vostro movimento e il nostro? Perche’ manda i suoi discepoli in Occidente a predicare l'amore per Dio, quando il Vangelo di Gesu’ Cristo offre lo stesso messaggio?
Srila Prabhupada: Purtroppo i cristiani non seguono i comandamenti di Dio. Ecco il problema. Non e’ d'accordo?

Padre Emmanuel: Si’, in ampia misura, lei ha ragione.
Srila Prabhupada: Che valore ha quindi l'amore che i cristiani hanno per Dio? Se non seguite gli ordini di Dio, dov'e’ il vostro amore? Se amate Dio non disubbidite ai Suoi ordini; se trascurate le Sue istruzioni significa che il vostro amore non e’ sincero. Oggi la gente preferisce amare i cani piuttosto che Dio. Il Movimento per la Coscienza di Krishna intende risvegliare nella gente il dimenticato amore per Dio e insegnare a tutti che cosa veramente significhi amare Dio. Non solo i cristiani sono condannabili, ma anche gli indu’, i musulmani e tutti gli altri. Si fanno passare per cristiani, indu’ o musulmani, ma non ubbidiscono a Dio. Questo e’ il problema. Visitatore: Lei afferma che i cristiani trasgrediscono le leggi di Dio. In che modo? Srila Prabhupada: "Non uccidere" dice un comandamento, ma essi continuano a costruire mattatoi. I cristiani si rifiutano di seguire questo comandamento. Non e’ d'accordo?
Padre Emmanuel: Personalmente devo ammettere che e’ vero.
Srila Prabhupada: Ebbene, se i cristiani vogliono amare Dio devono finirla col massacro di questi animali.

Padre Emmanuel: Ma questa non e’ la cosa piu’ importante ...
Srila Prabhupada: Se trascurate una cifra, ci sara’ un errore nel vostro calcolo. Qualsiasi numero sommerete o sottrarrete in seguito, il vostro calcolo rimarra’ sempre sbagliato a causa di quell'errore iniziale. Non possiamo accettare una parte delle Scritture e rifiutarne un'altra, a nostro piacere, e pretendere di ottenere un risultato positivo. Un contadino, per esempio, vedendo che la gallina mangia con il becco e depone le uova con la parte posteriore del corpo, pensa: "E costoso mantenere la parte anteriore della gallina perche’ devo nutrirla. Meglio tagliarla via." Ma una gallina senza testa come puo’ produrre delle uova? Se nelle Scritture trascuriamo le regole difficili da seguire per obbedire solo a quelle facili, che vantaggio trarremo da tale interpretazione? Bisogna seguire tutte le ingiunzioni delle Scritture cosi’ come sono, e non soltanto quelle che ci convengono. L'ordine e’ di "non uccidere", se lo trascurate, come potete dire di amare Dio?

Visitatore: I cristiani pensano che questo comandamento si applichi solo agli uomini, non agli animali.
Srila Prabhupada: Vorrebbe dire che Cristo non fu abbastanza intelligente da usare la parola giusta: omicidio! C'e’ differenza tra uccidere e commettere un omicidio. Quest'ultimo si riferisce agli esseri umani, mentre il primo vale per tutte le uccisioni, soprattutto per quelle animali. Pensa veramente che Cristo non fosse abbastanza intelligente da usare la parola adatta "omicidio" invece di "uccidere", se voleva indicare solo l'uccisione di uomini?

Padre Emmanuel: Ma nel Vecchio Testamento questo comandamento si riferisce all'omicidio. E quando Gesu’ disse: "Non uccidere" non solo intendeva istruire l'uomo a non uccidere i suoi simili, ma voleva anche insegnargli a nutrire amore per il prossimo. Oltre a un senso fisico, gli diede anche un significato morale: non insultate, non offendete, non maltrattate gli altri. Parlo’ quindi sempre di relazione tra uomini, mai tra uomini e animali.
Srila Prabhupada: Questo testamento o quello non e’ importante. A noi interessano le parole usate nei comandamenti. Ma se volete interpretare queste parole, allora e’ un'altra cosa. "Non uccidere", vuol dire che i cristiani non dovrebbero uccidere: questo e’ il significato diretto. Potete naturalmente avanzare molte interpretazioni per giustificare il vostro comportamento, ma noi sappiamo bene che qui non c'e’ alcun bisogno d'interpretare. Solo quando le cose non sono chiare ci possono essere interpretazioni, ma qui il significato e’ evidente. "Non uccidere" e’ una chiara istruzione, perche’ interpretarla?

Padre Emmanuel: Ma anche nutrendosi soltanto di vegetali si deve uccidere.
Srila Prabhupada: La filosofia vaisnava insegna a non uccidere neppure le piante se non e’ necessario. Nella Bhagavad-gita (9.26) Krishna dice:

patram puspam phalam toyam
yo me bhaktya prayacchati
tad aham bhakty-upahrtam
asnami prayatatmanah

"Chiunque Mi offra, con amore e devozione, una foglia, un fiore, un frutto e dell'acqua, accettero’ la sua offerta." Noi offriamo a Krishna solo quei cibi che Lui gradisce, poi mangiamo i resti dell'offerta. Se offrire a Krishna cibo vegetariano fosse peccato, sarebbe Lui a commetterlo, non noi.

Ma Dio e’ apapa-viddha, immune dalle reazioni del peccato. E come il sole che con la sua potenza purifica persino l'urina, o come un re che col suo potere puo’ condannare a morte un assassino, ma non e’ personalmente soggetto a punizione. Mangiare cibo offerto a Krishna e’ un po' come uccidere un soldato in tempo di guerra. Quando il comandante ordina di attaccare, il soldato ubbidiente che uccide il nemico ricevera’ una medaglia. Ma quello stesso soldato verra’ punito se ammazza qualcuno di propria iniziativa. Cosi’, quando mangiamo solo prasada (resti del cibo offerto a Krishna), non commettiamo peccati. La Bhagavad-gita (3.13) lo conferma:

yajna-sistasinah santo
macyante sarva-kilbisaih
bhunjate te tv aghath papa
ye pacanty atma-karanat

"I devoti del Signore sono liberi da ogni colpa, perche’ mangiano soltanto alimenti offerti in sacrificio. Coloro, invece, che preparano cibi solo per il proprio piacere non si nutrono che di peccati."
Padre Emmanuel: Non e’ possibile che Krishna autorizzi a mangiare carne?

Srila Prabhupada: Si’, nel regno animale. Ma l'uomo civilizzato, religioso, non e’ fatto per uccidere gli animali e mangiarseli. Se smettete di uccidere gli animali e cantate il Santo Nome di Cristo, tutto migliorera’. Non sono venuto a insegnarvi qualcosa di nuovo, ma solo a pregarvi di cantare il nome di Dio. Anche la Bibbia vi chiede la stessa cosa. Possiamo unirci nel glorificare il nome di Dio e se avete pregiudizi verso il nome di Krishna, cantate "Cristo" o "Krsta", non c'e’ differenza. Sri Caitanya disse: namnam akari bahudha nija-sarva-saktih. "Dio ha milioni e milioni di nomi e ognuno di essi ha la Sua potenza, perche’ non c'e’ differenza tra Dio e il Suo nome." Anche se preferite considerarvi indu’, cristiani o musulmani, semplicemente cantate il nome di Dio menzionato nelle vostre Scritture e giungerete cosi’ al livello spirituale. La vita umana e’ destinata alla realizzazione spirituale. Questo e’ il vero privilegio della forma umana. Imparare ad amare Dio e’ il dovere dell'uomo; non importa se compie il suo dovere da indu’, da cristiano o da musulmano, l'importante e’ che lo compia!

Padre Emmanuel: Sono d'accordo con lei.

[...]
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"NON UCCIDERE"


In un eremo monastico vicino a Parigi, nel luglio del 1973, Srila Prabhupada parla con il Cardinale Danielou: "...la Bibbia non dice solo, 'Non uccidere l'essere umano’ Dice piu’ genericamente, 'Non uccidere.' ...Perche’ interpretate questa ingiunzione come vi conviene? "


Srila Prabhupada: Gesu’ Cristo disse: "Non uccidere." Perche’ allora i cristiani uccidono gli animali ?
Cardinale Danielou: Naturalmente il cristianesimo proibisce di uccidere, ma noi crediamo che ci sia differenza tra la vita di un essere umano e quella di un animale. La vita umana e’ sacra perche’ l'uomo e’ fatto a immagine di Dio; per questo e’ proibito uccidere un essere umano. Srila Prabhupada: La Bibbia non dice: "Non uccidere l'essere umano". Dice piu’ genericamente: "Non uccidere".

Cardinale Danielou: Noi crediamo che solo la vita umana sia sacra.
Srila Prabhupada: Questa e’ la vostra interpretazione. Il comandamento dice: "Non uccidere".
Cardinale Danielou: E’ necessario per l'uomo uccidere animali per avere cibo da consumare. Srila Prabhupada: No. L'uomo puo’ mangiare cereali, verdure, frutta e latte.
Cardinale Danielou: Niente carne ?

Srila Prabhupada: No. Gli esseri umani sono fatti per mangiare cibo vegetariano. La tigre non viene a mangiare la vostra frutta. Il cibo che le e’ stato prescritto e’ la carne animale. Il cibo prescritto all'uomo e’ composto da verdura, frutta, cereali e prodotti del latte. Come potete quindi affermare che uccidere gli animali non sia peccato ?

Cardinale Danielou: Crediamo sia una questione di motivazione. Se l'uccisione dell'animale fornisce cibo all'affamato, allora e’ giustificata.
Srila Prabhupada: Prenda ad esempio la mucca: beviamo il suo latte, percio’ e’ nostra madre. E d'accordo?
Cardinale Danielou: Certamente.

Srila Prabhupada: Se la mucca e’ vostra madre, come potete pensare di ucciderla? Prendete il suo latte e quando e’ vecchia e non puo’ piu’ dare latte le tagliate la gola. Questo e’ un comportamento umano? In India ai mangiatori di carne viene consigliato di uccidere animali di specie inferiori come capre, maiali e persino bufali. Ma l'uccisione della mucca e’ il piu’ grave dei peccati. Predicando la coscienza di Krishna chiediamo alla gente di non mangiare nessun tipo di carne, e i miei discepoli seguono rigidamente questo principio.

Ma se in determinate circostanze si e’ obbligati a mangiare carne si deve allora consumare la carne di animali inferiori. Non uccidete le mucche. E’ il piu’ grave dei peccati. E finche’ un uomo pecca non puo’ comprendere Dio. Il compito principale dell'essere umano e’ comprendere Dio e amarLo. Ma se rimanete nel peccato non sarete mai in grado di comprendere Dio, che dire di amarLo !

Cardinale Danielou: Penso che questo forse non e’ un punto essenziale. La cosa importante e’ amare Dio. I comandamenti pratici variano da una religione all'altra.
Srila Prabhupada: Nella Bibbia il comandamento di Dio e’ che non uccidiate; quindi uccidere mucche e’ per voi un peccato.
Cardinale Danielou: Dio dice agli indu’ di non uccidere e dice agli ebrei di...

Srila Prabhupada: No, Gesu’ Cristo insegno’: 'Non uccidere". Perche’ lo interpretate a seconda di come vi conviene?
Cardinale Danielou: Ma Gesu’ permise il sacrificio dell'agnello pasquale.
Srila Prabhupada: Ma non mantenne mai un mattatoio.
Cardinale Danielou: (Ride.) No, ma mangio’ carne.

Srila Prabhupada: Quando non c'e’ altro cibo si puo’ mangiare carne per non morire di fame. Questa e’ un'altra cosa. Ma e’ molto peccaminoso mantenere regolarmente mattatoi solo per soddisfare il vostro palato. Non avrete una societa’ umana finche’ non sara’ bloccata questa crudele pratica di mantenere i mattatoi. E se a volte l'uccisione di animali si rende necessaria per la sopravvivenza, almeno l'animale-madre, la mucca, non dovrebbe essere uccisa. Questa e’ semplicemente umana decenza.

Nel Movimento per la Coscienza di Krishna non permettiamo l'uccisione di nessun animale. Krishna dice, patram puspam phalam toyath yo me bhaktya prayacchati: "Se qualcuno Mi offre, con amore e devozione, una foglia, un fiore, un frutto e dell'acqua, accettero’ la sua offerta" (Bhagavad-gita. 9.26). Noi mangiamo solo i resti del cibo di Krishna (prasada). Gli alberi ci offrono molte varieta’ di frutta ma non vengono uccisi. Naturalmente un'entita’ vivente e’ cibo per un'altra, ma questo non significa che potete uccidere vostra madre per cibarvi. Le mucche sono innocenti, ci danno il loro latte. Voi prendete il loro latte e poi le uccidete nei mattatoi. Questo e’ molto grave.

Studente: Srila Prabhupada, il permesso ai cristiani di mangiare carne si basa sull'opinione che le specie di vita inferiori non abbiano un'anima come gli esseri umani.
Srila Prabhupada: Questa e’ una sciocchezza. Per prima cosa dobbiamo comprendere l'evidenza della presenza dell'anima all'interno del corpo, poi potremo giudicare se l'essere umano ha un'anima e se la mucca non la possiede. Quali sono le caratteristiche che differenziano una mucca da un uomo? Se le caratteristiche sono differenti, possiamo dire che l'anima non e’ presente negli animali. Ma se scopriamo che gli animali e l'essere umano possiedono le stesse caratteristiche, come potete dire che gli animali non hanno anima? I sintomi generali sono questi: l'animale mangia e voi mangiate, l'animale dorme e voi dormite, l'animale si accoppia e voi vi accoppiate, l'animale si difende e voi vi difendete. Qual e’ la differenza?

Cardinale Danielou: Noi ammettiamo che nell'animale possa esserci lo stesso tipo di esistenza biologica presente nell'uomo, ma non ammettiamo che possa avere un'anima. Noi crediamo che l'anima sia esclusivamente umana.
Srila Prabhupada: La Bhagavad-gita dice sarva-yonisu: "L'anima esiste in tutte le specie viventi." Il corpo e’ come un vestito. Voi portate abiti neri, io porto abiti color zafferano, ma sotto il vestito voi siete un essere umano e io sono un essere umano. I corpi delle diverse specie viventi sono come abiti diversi. Esistono 8.400.000 specie, o abiti, ma all'interno di ciascuno e’ presente un'anima spirituale, un frammento di Dio. Immaginiamo che un uomo abbia due figli, non egualmente meritevoli. Uno di loro e’ un giudice della Corte Suprema e l'altro e’ un comune manovale, ma il padre li considera entrambi figli suoi. Non fa distinzione pensando che il figlio giudice sia piu’ importante di quello che fa il manovale. E se il figlio giudice dicesse: "Caro padre, l'altro tuo figlio e’ inutile; lo faccio a pezzi e me lo mangio", il padre lo permetterebbe?

Cardinale Danielou: Certamente no, ma per noi l'idea che ogni vita sia parte di Dio e’ difficile da ammettere. C'e’ una grande differenza tra la vita umana e quella animale.
Srila Prabhupada: La differenza e’ dovuta allo sviluppo della coscienza. Nel corpo umano e’ presente una coscienza piu’ sviluppata. Se tagliate un albero, questo non fara’ resistenza. Fa resistenza, ma solo in lieve misura. C'e’ uno scienziato di nome Jagadish Chandra Bose che ha inventato una macchina capace di dimostrare che gli alberi e le piante provano dolore quando sono tagliati. E noi possiamo rendercene conto direttamente quando qualcuno uccide un animale: resiste, grida, produce suoni orribili. E quindi una questione di sviluppo di coscienza. Ma l'anima e’ presente in tutti gli esseri viventi, piante, animali e umani.

Cardinale Danielou: Ma dal punto di vista metafisico, la vita umana e’ sacra. Gli esseri umani pensano su una piattaforma piu’ elevata di quella animale.
Srila Prabhupada: Qual e’ questa piattaforma piu’ elevata? L'animale mangia per mantenere il suo corpo e anche voi mangiate per lo stesso motivo. La mucca mangia l'erba nel campo e l'essere umano mangia carne proveniente da un immenso mattatoio pieno di macchine moderne. Ma solo perche’ voi avete grandi macchine e una scena agghiacciante, mentre gli animali mangiano solamente erba, non significa che voi siete talmente avanzati che l'anima sia presente solo nel vostro corpo e non nel corpo degli animali. Questo e’ illogico. Possiamo vedere come le stesse caratteristiche di base siano presenti sia nell'animale sia nell'essere umano.
Cardinale Danielou: Ma solo negli esseri umani e’ presente la ricerca metafisica dello scopo della vita.
Srila Prabhupada: Si’. Allora fate una ricerca metafisica del perche’ credete che l'anima non sia presente nell'animale — questa e’ metafisica. Se p« nate in modo metafisico va bene, ma se pensate come gli animali, che scopo ha lo studio della metafisica? Metafisica significa "oltre la fisica" o, in altre parole, "spirituale". Nella Bhagavad-gita (14.4) Krishna dice, sonni yonisu kaunteya: "In ogni essere vivente e’ presente l'anima spirituale." Questa e’ comprensione metafisica. O accettate gli insegnamenti di Kr.na come metafisici, oppure dovrete accettare l'opinione di uno sciocco come metafisica. Quale accettate?

Cardinale Danielou: Perche’ Dio ha creato degli animali che si cibano di altri animali? Sembra ci sia un errore nella creazione.

Srila Prabhupada: Non e’ un errore. Dio e’ molto gentile. Se volete mangiar animali, ve ne offre la possibilita’. Dio vi dara’ nella vostra prossima vita il corpo di una tigre, cosi’ potrete mangiare carne molto liberamente. "Perche’ mantenete dei mattatoi? Vi daro’ zanne e artigli. Mangiate pure!" Cosi’ i mangiatori di carne sono in attesa di tali punizioni. Diventeranno tigri, lupi, gatti e cani nella vita successiva, cosi’ avranno maggiori facilitazioni.

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Inserito il - 08/05/2016 : 13:45:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
LA COSCIENZA DI KRISHNA: CULTO INDU' O CULTURA DIVINA ?


"In India, come altrove, gli indiani credono a volte che il Movimento per la Coscienza di Krishna predichi l'induismo, ma in realta’ non e’ cosi’. Sbaglia chi pensa che noi predichiamo una religione settaria, noi semplicemente insegniamo come amare Dio. Proponiamo un modello di societa’ spirituale che permette di risolvere tutti i problemi dell'esistenza; per questo motivo il nostro Movimento e’ favorevolmente accolto nel mondo intero."


Si crede a volte che il Movimento per la Coscienza di Krishna s'identifichi con l'induismo mentre in realta’ non si tratta per nulla di una credenza o di una religione particolare che cercherebbe di sostituirsi ad altre simili.

Questo Movimento riveste un interesse culturale prioritario per l'umanita’ intera e si rivolge a tutti senza distinzione di fede o di professione perche’ la sua finalita’ e’ quella di educare l'uomo nell'arte di amare Dio. In India, come altrove, gli indiani pensano a volte che questo Movimento predichi l'induismo, ma in realta’ non e’ cosi’. Non incontrerete la parola "indu’" neppure una volta in tutta la Bhagavad-gita, e neppure in tutta la letteratura vedica.

Questa parola fu introdotta nel linguaggio corrente dai musulmani delle province vicine all'India, come l'Afghanistan, il Belucistan e la Persia. Il fiume che segna la frontiera nord-ovest dell'India si chiama Sindhu, ma a causa di un difetto di pronuncia, i musulmani del posto lo chiamarono Indu’ e gli abitanti delle terre limitate da questo fiume furono chiamati indu’. In India, secondo la lingua vedica, gli europei sono chiamati mleccha o yavana, similmente, indu’ e’ un nome dato dai musulmani.

E' attraverso la Bhagavad-gita che si puo’ conoscere la vera cultura dell'India, il varnasrama-dharma. Quest'opera c'insegna, infatti, che le tre influenze della natura materiale (guna) a cui ogni uomo e’ soggetto determinano quattro divisioni sociali o varna — i brahmana, gli ksatriya, i vaisya e i sudra — e quattro divisioni spirituali o asrama — i brahmacari, i grhastha, i vanaprastha e i sannyasi. I Purana, Scritture vediche, trattano nei particolari di questa istituzione, che e’ propria della cultura vedica. Si tratta di un sistema educativo che permette a ogni uomo di avanzare nella scienza di Krishna, la scienza di Dio. In questo progresso consiste tutta la cultura vedica.

Durante un colloquio con Ramananda Raya, grande devoto del Signore, Sri Caitanya gli domando’ quale fosse il principio che e’ alla base della condizione umana. Ramananda Raya rispose che una societa’ diventa civile solo quando si applica il sistema del varnasrama-dharma. Se non si e’ raggiunto questo stadio non si puo’ parlare di "civilta’". Il nostro Movimento si sforza dunque di stabilire una civilta’ simile, adatta alla condizione umana: la coscienza di Krishna, o daiva-varnasrama, una cultura d'ispirazione divina. In India questo sistema non e’ piu’ applicato secondo le norme vediche originali. Oggi, infatti, chiunque nasca da una famiglia di brahmana (lo stato sociale piu’ elevato) esige di essere accettato come brahmana, sebbene gli sastra, le Scritture, non approvino mai questa imposizione. Puo’ darsi che il gotra, la casta ereditaria di una famiglia, abbia fatto dei nostri padri dei brahmana, ma il vero varnasrama-dharma si fonda sul valore reale di un individuo per determinare la sua classe sociale, e non tiene conto ne’ dell'origine sociale ne’ del diritto ereditario.

Questo Movimento, dunque, non e’ promotore dei principi che sono applicati oggi dagli indu’, specialmente da coloro che subiscono l'influenza di Sankaracarya; questi, infatti, descriveva la Verita’ Assoluta come impersonale, negando cosi’, in modo indiretto, l'esistenza di Dio. Sarikaracarya, infatti, era apparso in questo mondo per svolgere una missione ben precisa: doveva ristabilire l'autorita’ della cultura vedica e in questo modo porre fine all'influenza preponderante del buddismo.

Protetto e sostenuto dall'imperatore Asoka, che regno’ 2600 anni fa, il buddismo si era diffuso in tutta l'India. I Veda insegnano che Buddha era un avatara, cioe’ una manifestazione di Krishna investita di poteri per compiere una missione particolare. La sua dottrina, la fede che egli professava, divento’ molto popolare in India e in altri Paesi, dove si sostitui’ alla preesistente cultura vedica. Buddha, infatti, rinnegava l'autorita’ dei Veda. Ecco perche’ Sarikaracarya, il cui unico scopo era quello di allontanare il buddismo, introdusse la dottrina Mayavada. Questa filosofia si risolve alla fine in una forma di ateismo perche’ consiste nell'immaginarsi Dio. Il mayavadismo di Sarikaracarya e’ dunque un compromesso tra il buddismo e la teoria atea — che esiste in realta’ da tempi immemorabili —, ed e’ oggi alla base del pensiero religioso e di tutta la cultura indiana.

Secondo questa filosofia, Dio non esiste o, se esiste, e’ impersonale, onnipresente, e quindi Lo si puo’ concepire sotto una forma qualsiasi. Questa conclusione non e’ per niente conforme agli insegnamenti dei Veda, perche’ anche se le Scritture vediche menzionano numerosi esseri celesti, venerati con l'intenzione di raggiungere scopi diversi, Visnu, la Persona Suprema, e’ sempre riconosciuto come il Signore Sovrano.

Questa e’ l'essenza della vera cultura vedica. La filosofia della Coscienza di Krishna non nega l'esistenza di Dio e degli esseri celesti, al contrario della filosofia mayavada, che afferma che Dio e gli esseri celesti non esistono veramente. Secondo i mayavadi, in ultima analisi, tutto e’ vuoto. Essi affermano che ciascuno puo’ immaginare l'autorita’ a cui rivolgere la propria adorazione — Visnu, Durga, Siva o il dio del sole — perche’ queste sono le divinita’ che hanno piu’ adoratori, ma non ammettono veramente l'esistenza di queste divinita’.

Secondo loro, poiche’ e’ impossibile fissare il pensiero sul Brahman impersonale, si potrebbe immaginare una di queste forme, a nostro piacere, e meditare su di essa. Si tratta di un nuovo sistema di pensiero, chiamato pancopasana, introdotto da Sankaracarya. Ma la Bhagavad-gita non insegna tali dottrine ed e’ per questo motivo che esse non hanno alcuna autorita’. La Bhagavad-gita riconosce l'esistenza degli esseri celesti, ed essi sono descritti nei Veda; non si puo’ dunque negare la loro esistenza, ma non bisogna neppure concepirli e venerarli secondo l'ottica di Sankaracarya. Infatti, la Bhagavad-gita (7.20) rifiuta chiaramente il culto agli esseri celesti:

kamais tais tair hrta-jnanah
prapadyan te 'nya-devatah
tam tam niyamam asthaya
prakrtya niyatah svaya

"Coloro che hanno la mente distorta dai desideri materiali si sottomettono agli esseri celesti e seguono, ciascuno secondo la propria natura, le norme relative al loro culto." Krishna precisa inoltre nel secondo capitolo, verso 44:

bhogaievarya-prasaktanam
tayapahrta-cetasam
vyavasayatmika buddhih
samadhau na vidhiyate

"Nella mente di coloro che sono troppo attaccati al piacere dei sensi e alle ricchezze materiali, e sono sviati da questi desideri, la risoluta determinazione a servire il Signore Supremo con devozione non trova posto." Le persone che rendono culto agli esseri celesti sono definite hrta-jnanah, "persone che hanno perso la ragione". La Bhagavad- gita (7.23) aggiunge:

antavat tu phalam tesam
tad bhavaty alpa-medhesam
devan deva-yajo yanti
mad-bhakta yanti mam api

"Gli uomini di scarsa intelligenza adorano gli esseri celesti e ottengono frutti limitati e temporanei. Chi adora gli esseri celesti raggiunge i loro pianeti, ma i Miei devoti certamente raggiungono il Mio pianeta supremo." I benefici accordati dagli esseri celesti sono temporanei perche’, come ogni felicita’ materiale, possono essere goduti solo in relazione col corpo, che e’ temporaneo.

Ogni beneficio materiale, sia esso offerto dalla scienza e dalle tecniche moderne o dalle divinita’ che prodigano le loro benedizioni, scomparira’ col corpo. Il progresso spirituale, invece, non e’ mai perduto. Sbaglia chi pensa che noi predichiamo una religione settaria; noi semplicemente insegniamo come amare Dio. La questione dell'esistenza di Dio ha ispirato numerose teorie. L'ateo rifiutera’ sempre di credere in Dio.

Il professore Jacques Monod, per esempio, al quale fu assegnato il premio Nobel, dichiara apertamente che solo il caso decide tutto (molto tempo prima alcuni filosofi atei dell'India, come Carvaka, avevano gia’ avanzato la stessa teoria). Secondo altre filosofie, tra cui il karma-mimamsa, e’ sufficiente impegnarsi nel proprio lavoro con costanza e onesta’ per riceverne automaticamente i frutti, senza aver bisogno di rivolgersi a Dio. I sostenitori di queste teorie adducono come prova il fatto che un malato guarisce se prende le medicine appropriate. Ma a volte succede che il paziente muoia, rispondiamo noi, sebbene gli siano state prodigate le cure migliori.

Non sempre si puo’ prevedere con certezza il risultato. Si deve ammettere dunque l'esistenza di un'autorita’ superiore (daiva-netrena), di un controllore supremo, altrimenti come spiegare che il figlio di un uomo ricco diventa un hippy vagabondo, o che un uomo che e’ riuscito a fare fortuna con un duro lavoro si sente dire dal suo medico che dovra’ astenersi dal mangiare e accontentarsi di bere tisane d'orzo ?

Secondo la teoria del karma-mimamsa, il mondo segue il suo corso indipendentemente dalla volonta’ suprema ed e’ governato solo dalla lussuria (kama-haitukam). Sotto l'influenza della lussuria, l'uomo prova attrazione per la donna e dalla loro unione fortuita nascera’ un figlio. Il concepimento non ha niente d'intenzionale e sara’ solo la conseguenza naturale dell'unione sessuale di un uomo e di una donna. La teoria atea, descritta nel sedicesimo capitolo della Bhagavad-gita come asurica o demoniaca, afferma che tutto accade in questo modo a causa del caso e dell'attrazione naturale. Questa teoria demoniaca sostiene l'idea che se si vuole evitare di avere bambini bisogna usare metodi contraccettivi.

In realta’, ogni cosa in questo mondo ha la sua ragione d'essere e s'inserisce perfettamente nel quadro della cultura vedica. I Veda, dunque, danno direttive anche per quanto riguarda l'unione dell'uomo e della donna, la procreazione dei figli e lo scopo stesso della vita sessuale. Nella Bhagavad- gita Krishna approva la vita sessuale cosi’ com'e’ concepita nella cultura vedica, cioe’ quando obbedisce ai principi e alle regole prescritte nei Veda, ed Egli stesso la dichiara legittima a queste condizioni.

Ma la vita sessuale diventa inaccettabile quando e’ regolata solo dal caso. Quando il concepimento risulta da un'attrazione sessuale fortuita, i figli generati in questo modo formano una popolazione indesiderata detta varna-sankara. Questo comportamento e’ tipico delle specie animali inferiori, ma e’ inammissibile da parte di un essere umano. Per l'uomo e’ previsto un comportamento che corrisponde a un disegno superiore. Noi non possiamo credere alla teoria secondo cui nessun disegno specifico governerebbe la vita umana, e solo il caso e le necessita’ imposte dalla materia sarebbero la causa di tutto.

Secondo Sankaracarya, dunque, Dio non esiste veramente, ma per il buon funzionamento della societa’ ogni persona puo’ immaginarseLo come le sembra meglio e continuare cosi’ la via che ha scelto. Anche questa dottrina atea si fonda piu’ o meno sulla teoria del caso e della necessita’. Per quanto ci riguarda, noi optiamo per una via diversa, che presuppone l'esistenza di una volonta’ superiore. Si tratta del varnasrama-dharma d'ispirazione divina, che Krishna stesso raccomanda, ben differente dal sistema delle caste cosi’ com'e’ concepito oggi e che anche l'India giustamente disapprova. Infatti, questa divisione degli uomini in gruppi sociali secondo il principio del diritto ereditario non corrisponde al sistema vedico o divino del varnasrama-dharma. Si distinguono numerose corporazioni nell'ambito della societa’ — gli ingegneri, i medici, i chimici, i commercianti, gli uomini d'affari, ecc. — e non e’ il principio dell'ereditarieta’ che determina la posizione di una persona, bensi’ le sue qualificazioni.

Le Scritture vediche non ammettono in alcun modo questo sistema delle "caste ereditarie", e neppure noi lo accettiamo. Noi non abbiamo alcun rapporto col sistema delle caste, che del resto anche la popolazione indiana rifiuta. Al contrario, noi offriamo a tutti l'opportunita’ di raggiungere il livello di brahmana, il piu’ elevato nella gerarchia sociale. L'umanita’ soffre attualmente per la mancanza di guide spirituali (i brahmana) e di dirigenti (gli ksatriya) per governare la societa’, e la classe operaia (i sudra) regna da padrona in tutto il mondo; da qui nascono tutti i problemi che affliggono la societa’ moderna. Ed e’ per rimediare a questo stato di cose che noi ci dedichiamo al Movimento per la Coscienza di Krishna.

Se la classe brahminica fosse ristabilita nella sua vera funzione, tutti gli altri gruppi apporterebbero naturalmente il loro contributo all'equilibrio sociale, come il buon funzionamento del cervello determina quello delle diverse parti del corpo, come le braccia, le gambe e lo stomaco. Il fine di questo Movimento e’ quello d'insegnare agli uomini l'arte di amare Dio, cosa che Caitanya Mahaprabhu stesso definisce come il piu’ alto grado di perfezione.

La coscienza di Krishna non ha niente in comune con l'induismo o con qualsiasi altra religione. Nessun cristiano penserebbe di convertirsi all'induismo, e nessun indu’ abbraccerebbe la fede cristiana. Tali conversioni sono per uomini che non appartengono ad alcun particolare gruppo sociale.

Ma tutti saranno interessati a comprendere Dio mediante un approccio scientifico e filosofico e a prenderLo seriamente. Percio’, per prima cosa si deve capire che il Movimento per la Coscienza di Krishna non cerca di diffondere la "religione indu’".

Anzi, propone un modello di societa’ spirituale che permette di risolvere tutti i problemi dell'esistenza. Per questo motivo il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ favorevolmente accolto nel mondo intero.

A.C. Bhaktivedanta Svami
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Quellochesorride
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Inserito il - 08/05/2016 : 21:54:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare krisna...carissimo sign.gokula tulasi grazie infinite della risposta piena piena di amore e molta cultura pienamente soddisfacente...sicuramente potrei passare ore a parlare con voi di krishna e della religione vaisnava....visto che mi avete detto che siete disponibili per qualsiasi informazione vorrei chiedere un altra domanda...ho letto nelle sacre scritture che krishna era molto legato alla pianta del tulsi o tulasi..."amare e servire krishna occupandoci della pianta tulsi" ( io bevo ogni giorno tisana tulsi mi piace il suo gusto ed il suo profumo mi ricorda non so cosa...) poi era o meglio stato trovato sotto albero di kabamba e anche in molte scritture menzionano gli alberi di kabamba dove krishna passeggiava adorava il profumo dei frutti o fiori di questo albero infatti si dice "albero di krishna"...per ultimo ho letto nella bhagavad gita " di tutti gli alberi io sono l asvattha ( fico sacro)..quale pianta viene venerata come krishna? A quale si addice più sacralità. ...io da buon credente credo il ficus religiosa ....scusate per la mia domanda forse di poco conto..cmq vi ringrazio sempre... Un sincero abbraccio haribol Sri krishna whit us. Carlo
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RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 09/05/2016 : 13:08:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Carlo, Hare Krishna,

grazie del post e della domanda. E' normale e certamente favorevole scambiare discorsi a riguardo della coscienza di Krishna con altri devoti, con persone impegnate nel nostro stesso percorso, il bhakti yoga, specialmente all'inizio della pratica, per essere correttamente informati su molti dettagli che ancora non conosciamo. Una volta imparati tutti quelli indispensabili, potremo proseguire con passo sicuro verso la nostra meta.

Chiariamo intanto, a beneficio dei molti lettori del forum, che questo processo e' un metodo scientifico, e non una "religione" intesa come fede religiosa, alla maniera cui siamo abituati a vedere nella societa' moderna.

Poiche' hai scritto "religione vaisnava", qualcuno potrebbe fraintendere: vaisnava e' chiunque abbia fatto di Dio, la persona suprema, che sia Krishna o una Sua emazione Vishnu tattva, l'obbiettivo della propria vita, e per ottenere questo risultato esiste un processo scientifico, il bhakti yoga, praticabile da chiunque, anche da appartenenti ad altre "religioni" (o meglio, "fedi religiose"), come spiega molte volte Bhaktivedanta Svami Prabhupada nei suoi libri e nelle sue lezioni, conversazioni eccetera.

Non si tratta di "cambiare religione", ma di elevare la propria coscienza, come si puo' leggere per esempio nell'estratto dell'articolo intitolato "LA COSCIENZA DI KRISHNA: CULTO INDU' O CULTURA DIVINA ?" riportato in un post soprastante.

Per quanto riguarda la tua domanda "quale pianta viene venerata come Krishna ?", naturalmente solo Krishna viene adorato come persona suprema, mentre la pianta sacra a Lui piu' cara, Tulasi, viene adorata come devota, di Krishna. Questa adorazione infatti, insieme con quella offerta ad altri alberi sacri, al Gange, alla Yamuna (fiumi sacri) ecc. ecc., fa parte di uno dei 9 metodi specifici del processo del bhakti yoga, quello chiamato pada-sevanam, di cui puoi eventualmente leggere in questa discussione:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1777

Anche l'Asvattha, nome sanscrito per indicare il fico sacro (ficus religiosa) di cui parli, chiamato anche albero baniano, penpal tree e con parecchi altri nomi, menzionato da Krishna nella Bhagavad Gita, e' certamente un albero sacro, ma, a parte che sarebbe alquanto difficile organizzarsi per la sua adorazione nella nostra casa, magari in citta' (soprattutto se cresce molto ), comunque tale adorazione non e' compresa nelle pratiche del programma spirituale giornaliero, stabilito da Bhaktivedanta Svami Prabhupada.

Programma che invece comprende il Tulasi arati, l'offerta di adorazione a Tulasi devi, di cui puoi trovare le preghiere, i mantra ed alcuni esempi audio e video qui:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=599

Per i devoti del movimento Hare Krishna quindi, l'adorazione di Tulasi devi e' la piu' importante, per il semplice fatto che il maestro spirituale fondatore, Srila Prabhupada appunto, ha stabilito questa pratica, nel processo, mentre non vi ha incluso l'adorazione offerta ad altri alberi (ugualmente sacri).

Il rispetto che il vaisnava offre a Tulasi devi quale pura devota di Krishna, tra l'altro, fa si' che nessuna parte di questa pianta, si possa utilizzare per preparare cibo o bevande (tisane ecc.), ne' come rimedio per qualche malattia.
Un tale comportamento sarebbe offensivo e inappropriato per chi aspira a progredire nel bhakti yoga.

Soltanto le foglie di Tulasi che sono state debitamente offerte a Krishna, possono in seguito essere accettate come "prasada", cibo spirituale, e "mangiate", inghiottendole possibilmente intere, senza masticarle: se sono troppo grandi, si possono suddividere in piu' pezzi con le mani, gentilmente, prima di inghiottirle.
Ma e' consigliato di non usare mai i denti sulle foglie di Tulasi.

Lo scopo di cibarsi del "prasada", qualunque cibo (vegetariano ovviamente) offriamo al Signore, con o senza foglie di Tulasi (se non ne abbiamo disponibili, possiamo "immaginare" di averne, e di aggiungerne qualcuna mentalmente, poiche' per tradizione Krishna accetta solo cibo in cui vi sia almeno qualche foglia di Tulasi), e' quello di offrire un servizio devozionale, per purificarsi e per avanzare spiritualmente, non per migliorare la salute del proprio corpo materiale.

Puoi leggere qualcosa in proposito qui:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=603

Se hai altre domande, per favore apri altre discussioni, questa e' gia' molto lunga.

Grazie ancora e buon proseguimento in coscienza di Krishna, un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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Quellochesorride
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Inserito il - 09/05/2016 : 14:21:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare krishna...scusatemi ho tanto da studiare e molto da imparare...non ho fatto tisana con foglie tulasi pianta ma ho comprato direttamente dall' india..una tisana tulsi pure organic the.....non sapevo di queste regole comportamentali ora vado subito nei link da voi suggeriti per leggere e imparare ...sempre con affetto....haribol!
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RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 09/05/2016 : 17:36:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Carlo, Hare Krishna,

non ti preoccupare, poiche' non lo sapevi, l'offesa non e' grave e puo' essere perdonata semplicemente impegnandoti con sincerita' nel processo del bhakti yoga descritto, a patto di non ripetere l'errore deliberatamente.

E' bene sapere, comunque, che non tutto cio' che viene venduto, anche e soprattutto in India, puo' essere considerato "autorevole" ne' tantomeno "devozionale" senza altre considerazioni.

Al contrario, bisogna prima informarsi molto bene e poi, scegliere con attenzione e piena informazione, altrimenti si corre il rischio di essere ingannati da ogni sorta di imbroglioni (come sempre del resto, un po' per tutto, nell'intero mondo ).

Aspetto le tue eventuali domande in altre discussioni, ma prima di porle ti chiedo la cortesia di usare la pagina di ricerca del forum per verificare se un certo argomento e' stato gia' trattato, e in caso tu non riesca a trovare una risposta soddisfacente, scrivi pure nuovamente.

http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/search.asp?FORUM_ID=102

E per favore ricorda anche che il forum di RKC e' destinato ad una presentazione generica, mentre le principali fonti di risposte, a tutte le domande che potremmo porre, relative alla coscienza di Krishna, sono presenti nei libri, nelle lezioni, conversazioni ecc., di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, e una loro lettura continua, costante, giornaliera, risolvera' gradualmente ogni dubbio che possa venirti in mente.

Grazie ancora e alla prossima, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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