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 DOMANDE E RISPOSTE N. 02
 La sofferenza esiste solo in kaliyuga
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RKC Mayapur
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RKC

Estero


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Inserito il - 30/12/2003 : 18:22:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Le vere sofferenze materiali esistono solo in Kaliyuga
Srimad Bhagavatam

Canto 5
Capitolo 17
Verso 12
-------------------------

Real material suffering are present only in Kaliyuga

Canto 5
Chapter 17
Verse 12

RKC Mayapur
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RKC


Estero


1969 Messaggi

Inserito il - 30/12/2003 : 18:23:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Haribol, caro Prabhu proprio a questo pensavo in questi giorni e avevo fatto questa riflessione: in questa vita felicità e dolore sono solo illusioni in quanto tutto è bene poichè viene da Dio che amandoci non può farci del male, siamo noi che non accettando la Sua volontà proviamo sofferenza.Noi anime siamo fatte di ananda e questa è la vera felicità che in certi momenti mi sembra di percepire e che deve e può sostituire la "felicità" terrena.Ma la sofferenza materiale che si prova (proprio perchè credi nella felicità spirituale)nel vedere innumerevoli anime che sono prigioniere in vari corpi materiali invece di danzare, cantare e servire il Signore, come può essere sostituita dalla felicità spirituale?
Hare Krishna, Giuliana
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


1969 Messaggi

Inserito il - 30/12/2003 : 18:24:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Giuliana, Hare Krishna, grazie della lettera !
Spero che tu abbia passato delle buone feste, ti faccio tanti auguri anche per il prossimo anno.
Ho letto con interesse le tue riflessioni, che trovo molto profonde e compassionevoli, ma prima di rispondere vorrei fare una precisazione su alcuni punti da te affrontati:
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... in questa vita felicità e dolore sono solo illusioni in quanto tutto è bene poichè viene da Dio
che amandoci non può farci del male...
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In realta', sebbene temporanea, e quindi su un piano illusorio rispetto alla Verita' Assoluta, la sofferenza e' reale.
Il fatto e' che questa sofferenza non ci viene inflitta da Dio, ma dalle severe leggi della natura materiale, che agiscono agli ordini di Maya, la responsabile dell'ordine universale. Maya, a sua volta, agisce sotto gli ordini di Dio, nel senso che Egli ha creato questo mondo con le sue leggi, e quando queste vengono infrante, e' Maya che ha il compito di procurare sofferenza alle persone che si sono rese colpevoli di aver infranto tali leggi.
Si paragona la figura di Maya ad un severo tutore, a cui il Padre Supremo ha affidato i suoi figli "ribelli".
Per il loro bene, questi figli che si sono ribellati, devono essere corretti, per questo l'intervento di Maya e' considerato in ultima analisi utile, perche' ha lo scopo di far tornare alla ragione le anime dimentiche della loro eterna relazione con Dio.
Infatti, una persona intelligente, di fronte alle ripetute sofferenze che nascita, vecchiaia, malattia e morte gli procurano, prima o poi si chiedera' quale sia il modo per sfuggire a questa situazione difficile. Da un punto di vista assoluto la sofferenza e' certamente su un piano di illusione, ma la nostra esperienza e' reale.
Approfondiamo ancora questo argomento: noi siamo anime spirituali, percio' e' vero che non abbiamo legami con l'energia materiale, pero' in questo momento siamo interfacciati con la materia attraverso il falso ego, e quindi crediamo di essere questo corpo, grossolano e sottile.
Finche' permarra' questa condizione, saremo soggetti alla gioia e al dolore che questo corpo (grossolano e sottile) prova, a causa dell'incontro dei sensi con la materia (vedi anche la Bhagavad-Gita 2.14), e non possiamo esattamente dire che tutto e' bene, perche' alcune esperienze sono favorevoli al nostro progresso spirituale, altre non lo sono. Secondo gli insegnamenti degli acarya (e di Rupa Gosvami in particolare, nel suo Bhakti-Rasamrita-Sindhu, riassunto da Srila Prabhupada con il titolo "Nettare della Devozione") siamo invitati a seguire queste due semplici quanto importantissime istruzioni:

1) accettare tutto cio' che e' favorevole al nostro servizio devozionale
2) rifiutare tutto cio' che e' sfavorevole al nostro servizio devozionale

Questo perche' e' necessario discriminare le nostre attivita' al fine di ottenere un reale progresso spirituale.
In altre parole, tutto cio' che favorisce il nostro progresso nella coscienza di Krishna e' bene, ma tutto cio' che non lo favorisce non e' bene, e bisogna cercare di evitarlo con cura.

Per quanto riguarda la sofferenza, possiamo anche dire che la percezione delle gioie e dei dolori materiali si presenta nella nostra vita quotidiana a causa del nostro karma, e puo' essere mitigata, o anche eliminata, assorbendosi completamente nel bhakti yoga. Questo vuol dire che il nostro corpo sara' comunque soggetto alle leggi di questo mondo materiale, ma noi, anime spirituali, non ne saremo piu' turbati, pur continuando a compiere i nostri doveri relativi al fatto di averlo.
Gradualmente, il nostro karma sara' alleggerito e alla fine eliminato, quando avremo raggiunto la perfezione spirituale.

Passiamo ora alla tua domanda vera e propria:
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Noi anime siamo fatte di ananda e questa è la vera felicità che in certi momenti mi sembra di percepire e che deve e può sostituire la "felicità" terrena.
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Si', queste saltuarie percezioni di grande felicita' spirituale provengono dalla nostra relazione con Krishna e costituiscono un piccolo assaggio di cio' che proveremo quando saremo perfettamente coscienti di Krishna. Allora queste esperienze saranno continue, senza alcuna interruzione. Le interruzioni attuali sono dovute al fatto di non essere ancora completamente realizzati nella coscienza di Krishna, ma sono comunque un'indicazione che il nostro progresso sta procedendo bene, ti faccio i miei complimenti per queste belle e sincere realizzazioni !
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Ma la sofferenza materiale che si prova (proprio perchè credi nella felicità spirituale) nel vedere innumerevoli anime che sono prigioniere in vari corpi materiali invece di danzare, cantare e servire il Signore, come può essere sostituita dalla felicità spirituale?
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Essere situati nella eterna felicita' e' la condizione normale per ogni essere vivente, e noi possiamo vedere coloro che non lo sono ancora (noi compresi) come malati, persone da aiutare a guarire (nella misura in cui vogliono essere aiutati e per quanto la nostra condizione ce lo permetta) da questa malattia che si chiama materialismo, cioe' dall'attaccamento alla gratificazione dei sensi materiali.
Certamente proviamo compassione per coloro che soffrono, ma dobbiamo anche vedere il disegno di Dio dietro alla manifestazione cosmica, che rappresenta la possibilita' di esaudire i desideri materiali delle anime condizionate, e nello stesso tempo permette loro, se vogliono, di purificarsi da questi stessi desideri e tornare nel regno di Dio alla fine della vita, a patto di seguire le giuste leggi date da Lui (che sono comunque per il nostro bene).
Questo e' il piano di Dio, Egli e' cosi' buono e misericordioso che crea tutta la manifestazione materiale per soddisfare il desiderio delle anime individuali di vivere nella dimenticanza di Lui, cercando di imitarLo, e con la speranza di essere felici gratificando i propri sensi materiali.
Se Lui permette tutto questo, significa che ha un piano, noi possiamo trovare sollievo dalla sofferenza che sentiamo nel vedere gli altri impigliati nella morsa dell'illusione, sapendo che Egli sta guidando tutti verso di Lui, in un modo o nell'altro (confronta le parole di Krishna Stesso nella Bhagavad-Gita 4.11).

La cultura vedica permette a chiunque di vivere onorevolmente, in una posizione adatta del varnasrama-dharma (le divisioni sociali e spirituali della societa'), proprio allo scopo di favorire il completamento della nostra esperienza materiale e il ritorno a Dio nel minor tempo possibile.
Il problema e' che in Kali yuga, come abbiamo visto nel verso del giorno, la cultura vedica non e' seguita dalla societa', per questo la sofferenza diventa molto intensa. Le regole che Dio ha stabilito vengono violate regolarmente, percio' la sofferenza diventa inevitabile (ricordiamo che l'ignoranza di una legge non e' una scusante).
Ma non e' sempre cosi', nelle altre ere la sofferenza non esiste oppure e' appena percettibile, e comunque la cultura vedica e' presente dovunque a far da guida alla societa' riguardo alla vera missione della vita, specialmente in forma umana.
Anche su questo pianeta la civilta' vedica regnava su tutto il territorio, fino a circa 5000 anni fa, poi e' andata gradualmente perduta con l'avanzare del kaliyuga.

Ma e' una fortuna che anche adesso noi abbiamo l'opportunita' di ritrovare la purezza delle epoche precedenti, e di ottenere la stessa perfezione che era possibile ottenere a quei tempi: infatti, nella spiegazione dello Srimad Bhagavatam 8.5.23, per esempio, e' illustrato molto bene come questo kaliyuga, nonostante sia la piu' difficile delle 4 ere, abbia una qualita' eccezionale: e' cioe' possibile realizzarsi spiritualmente con il semplice canto del mantra Hare Krishna.

Bene, come avrai capito ci sarebbero molti aspetti ancora da approfondire, ma per questa volta termino qui, sperando di averti in qualche modo risposto. Spero di sentirti presto, Haribol !
Tuo servitore in coscienza di Krishna
Gokula Tulasi das
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