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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Perchè praticare il Bhakti yoga ?
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 20/11/2006 : 20:06:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi parleremo del perché convenga scegliere di praticare il Bhakti yoga, ovvero il servizio di devozione a Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema.

Innanzitutto bisogna sapere che ogni azione compiuta in virtù, passione o in ignoranza genera delle conseguenze, le quali a loro volta generano altre conseguenze e così via.

Si viene a formare in questo modo una vera e propria catena di azioni e reazioni materiale che ci costringe a rimanere nel mondo materiale, soggetti a nascita, malattia, vecchiaia e morte.

Ora, analizzano questa situazione alcuni filosofi hanno pensato che il miglior metodo per sfuggire a tale catena di azioni e reazioni, fosse quello di smettere di agire.
Questo metodo però è impossibile da praticare perché l’anima per natura è sempre attiva, ed inoltre bisognerebbe comunque agire per mantenere le più elementari finzioni del corpo.

La questione è che finche si agisce a livello materiale, ci saranno delle conseguenze che prima o poi porteranno i loro frutti sia buoni che cattivi.
Agendo a livello spirituale però, riusciamo a liberare le azioni dal loro karma, e quindi pur agendo è come se non agissimo perché ogni azione che compiamo si situa a livello trascendentale.
Questo stato di cose può essere raggiunto praticando il Bhakti yoga, ossia impegnando ogni azione nel soddisfare Sri Krishna, Dio.

Le azioni del devoto non mirano al proprio piacere personale, bensì alla soddisfazione di Krishna, e questo fa si che ogni sua azione sia di carattere spirituale e quindi esente da karma.

I devoti però non devono pensare di dover essere subito alleggeriti dalle conseguenze delle loro colpe passate.
Nessun anima condizionata è libera da questo fardello, poiché l’esistenza materiale consiste nel soffrire e nel godere senza tregua delle conseguenze delle azioni compiute nel passato.

L’uomo che mette fine alle sue attività materiali, non deve più rinascere in questo mondo e tale liberazione comincia solamente dal momento in cui si inizia ad agire in coscienza di Krishna, perché solo questo tipo di azione non produce nessuna conseguenza materiale.

Il devoto che non è ancora libero dalle conseguenze dei suoi atti passati dovrà dunque continuare ad impegnarsi nella coscienza di Krishna perché questo è il suo unico rifugio.

Un altro motivo per cui è bene impegnarsi nella coscienza di Krishna è il fatto che anche il minimo avanzamento su questa via produce dei benefici eterni, mentre ogni avanzamento fatto nella vita materiale o nella speculazione filosofica ha termine con la fine del corpo e nella prossima vita si dovrà ricominciare da capo.

La coscienza di Krishna invece viene ripresa nella vita successiva dal momento in cui la sia aveva lasciata nella vita precedente.

Anche la più piccola pratica devozionale può rivelarsi decisiva per il nostro futuro e ne è un esempio la vita di Ajamila.

Egli, essendo nato in una famiglia di brahmana praticò per tutta l’infanzia i principi brahmninici in compagnia del padre.
Un giorno però gli capitò di incontrare una prostituta e di cedere alle sue lusinghe cadendo dalla posizione di brahmana e accettando di vivere una vita colpevole assieme alla donna.

Grazie alle pratiche devozionali compiute nell’infanzia ebbe comunque l’ispirazione di chiamare il figlio minore con il nome di Narayana (uno dei nomi di Krishna).
Il suo profondo attaccamento per il figlio fece si che nel momento della morte potesse chiamarlo cantando così inconsapevolmente il nome di Dio, e questo lo rese idoneo a tornare nel mondo spirituale.

Così, grazie alle sue pratiche devozionali compiute nell’infanzia poté liberarsi della condizione infame in cui era caduto, salvandosi dal più grande dei pericoli.

Indirettamente da questo racconto, e più direttamente dalla Bhagavad Gita, possiamo capire che non è possibile ricordarsi di Krishna nel momento della morte se non si è praticato un metodo di elevazione spirituale autentico nelle vite precedenti o quanto meno durante questa vita, ed in particolare il Bhakti yoga.

Avere devozione per Krishna è una qualità molo rara, ed è per questo che chi dimostra anche solo un po’ di interesse o di disponibilità verso il servizio devozionale sarà sicuramente aiutato da Krishna a sviluppare ulteriormente questo piccolo sentimento fino a situarsi pienamente nel servizio a Sri Krishna,

grazie

(fine)
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