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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Radici storiche del movimento Hare Krishna
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 24/09/2006 : 10:44:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi parleremo delle radici storiche del movimento del Sankirtana, ossia del metodo del canto dei santi nomi di Dio, Krishna, come mezzo per raggiungere l’elevazione spirituale e la comprensione del nostro eterno legame con Krishna, Dio, La Persona Suprema.

Sri Caitanya Mahaprabhu è l’iniziatore del canto collettivo e pubblico dei santi nomi del Signore.

Egli è Sri Krishna stesso, sebbene questa volta abbia scelto di apparire nella forma di un grande devoto per far conoscere all’umanità intera, ai filosofi come ai teologi, la natura trascendentale del Signore Supremo nella Sua forma originale di Sri Krishna, causa di tutte le cause.

Sri Caitanya discese in questa età di Kali per adempiere ad una particolare missione, e cioè quella di predicare l’importanza del canto dei santi nomi di Krishna.

L’era attuale di Kali è caratterizzata dal grandi tensioni sociali e soprattutto dalla graduale degradazione di tutti i principi religiosi, per questo motivo le scritture raccomandano un metodo di realizzazione spirituale comune a tutti: il canto dei nomi di Dio.

L’intelligenza, la vita e la memoria degli uomini sono diminuite sempre si più, per questo motivo il Signore Caitanya si presenta come il modello delle moltitudini sciocche che popolano questa era, del tutto incapaci di studiare la filosofia del Vedanta. E coloro che non ostante tutto tentano di farlo riescono solo a gettare nel caos la società.

Alla luce di questo, Sri Caitanya afferma: “a causa della Mia scarsa intelligenza, il Mio maestro spirituale Mi proibì di giocare con la filosofia del Vedanta. È meglio cantare i santi nomi del Signore, Mi disse, perché potrò liberarMi così dalle catene della materia”

“In questa età di Kali non c’è altra religione oltre alla glorificazione del Signore con il canto o la recitazione dei Suoi santi nomi. Questo è l’insegnamento di tutte le scritture rivelate. Il Mio maestro spirituale Mi fece conoscere un verso del Brihan-Naradiya Purana:

canta i santi nomi, canta i santi nomi, canta i santi nomi del Signore, perché in questa era di Kali non c’è altro modo, non c’è altro modo per raggiungere la liberazione.”

Gli uomini possono riunirsi per glorificare il Signore nella propria lingua con canti melodiosi, e se non commettono offese raggiungeranno progressivamente la perfezione spirituale senza dover seguire metodi più impegnativi.

In questi incontri, eruditi e illetterati, ricchi e poveri, indù, cristiani e mussulmani, europei, americani e indiani, mangiatori di cani e Brahmana, tutti potranno ascoltare le vibrazioni trascendentali del canto dei santi nomi e togliere così dallo specchio del cuore tutta la polvere che il contatto con la materia vi aveva accumulato.

Rispondendo alla missione del Signore, tutti gli uomini accetteranno il Suo santo nome come la base comune della religione universale.

L’avvento del canto del santo nome corrisponde quindi all’avvento di Sri Caitanya Mahaprabhu.

Egli però ha diffuso anche un altro tipo di kirtana, e cioè quello della Krishna Kata ovvero i discorsi che riguardano Dio, il Signore Supremo.

L’essenza della Krishna Kata è contenuta nella Bhagavad Gita e nello Srimad Bhagavatam, la prima fa parte del Mahabarata mentre il secondo è il commento originale di Vyasadeva al Vedanta Sutra.

Per molto tempo il messaggio del Signore Caitanya rimase chiuso all’interno dei confini Indiani, monopolizzato e distorto dai cosiddetti Brahmana di casta che pretendevano a torto il diritto esclusivo di praticare il servizio devozionale.

Poi grazie ai gradi devoti del Signore quali Bhaktivinoda Thakura e suo figlio Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura il vero messaggio di Caitanya Mahaprabhu venne riportato alla luce ma sempre all’interno dei confini Indiani.

Solo in questi ultimi tempi, con la venuta di Sua Divina Grazia Srila Bhaktivedanta Svami Prabhupada discepolo di Bhaktisiddhanta Sarasvati, questo stesso messaggio,sotto il nome di Movimento per la Coscienza di Krishna, poté diffondersi in tutto il resto del mondo così come Sri Caitanya stesso e altri acarya avevano predetto.
Questo è per far capire alla gente che il movimento Hare Krishna non è assolutamente una nuova pratica inventata da qualche imbroglione senza scrupoli, essa è profondamente radicata nella storia della terra e non solo.

Il movimento Hare Krishna non è qualcosa di nuovo, esso ha soltanto diffuso i principali principi di elevazione spirituale comuni a tutti gli uomini, come il maha mantra e la letteratura cosciente di Krishna ovvero sravanam e kirtanam, laddove non erano conosciuti.

Tali principi sono gli stessi che Sri Caitanya predicò in India 500 anni fa e che sono menzionati in tutte le scritture vediche a partire dal Bhagavatam e dalla Bhagad Gita, antiche di 5000 anni.

Anche nei pianeti superiori tale pratica del sankirtana e della Krishna kata è da sempre stata praticata incessantemente.

Narada muni all’inizio della creazione, e stiamo parlando di milioni e milioni di anni fa, ricevette la Krishna Kata da Brahma, che ancora prima l’aveva ricevuta da Krishna stesso.

Prahlada Mharaja nel suo dibattito col padre demoniaco Hiranyakasipu, il quale gli chiedeva quale fosse la parte migliore della conoscenza disse:

“Ascoltare e cantare il santo nome trascendentale, la forma, le qualità, i divertimenti di Sri Vishnu e ciò che Lo circonda, ricordare ogni cosa, servire i piedi di loto del Signore, offrire al Signore una rispettosa adorazione mediante sedici oggetti, offrire preghiere al Signore, diventare Suo servitore, considerare il Signore come il proprio migliore amico, e sottomettere ogni cosa a Lui, cioè servirlo con il corpo, la mente e le parole, questi nove metodi sono considerati puro servizio devozionale. Colui che ha dedicato la propria vita al servizio di Krishna mediante questi nove metodi deve essere considerato la persona più cola perché ha raggiunto la perfetta conoscenza ” (S.B.7.8.23-24)

Queste pratiche sono perfette in se stesse, ciò significa che ognuna contiene al suo interno le altre otto e per questo motivo non occorre praticarle tutte insieme, basta semplicemente diventare esperti in quelle che più ci soddisfano.

Naturalmente tra queste pratiche, le prime due e cioè ascoltare e cantare ciò che riguarda Krishna sono di fondamentale importanza nella vita spirituale.

All’inizio della pratica l’ascolto della Krishna Kata da una fonte autentica è essenziale così come il canto del maha mantra; in Kali yuga sono questi due metodi ad avere particolare potenza spirituale.

Concretamente, la piena efficacia di queste due pratiche si ottiene cantando 16 giri di japa mala di mantra Hare Krishna e leggendo le sacre scritture come la Bhagavad Gita e il Bhagavatam ampiamente commentate, illustrate e spiegate in modo adeguato alla nostra comprensione da Srila Prabhupada.

Successivamente a queste pratiche bisognerà eliminare le cattive abitudini, anche gradualmente, quali consumo di carne, pesce, uova, intossicanti, sesso illecito e gioco d’azzardo.

Ciò garantirà il pieno successo nella vita spirituale e nella realizzazione di Krishna.

Grazie

(fine)
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