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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 08
 domanda ca. Mahabharata
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Antonio N.
Nuovo Utente



Puglia


2 Messaggi

Inserito il - 21/06/2006 : 19:14:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna!
AgtSP e a Voi! Pamho!

Scusate la mia lunga assenza da questo interessantissimo Forum.
Ecco qualcosa che mi ha lasciato un po' stupito. Ho letto + volte la vers. italiana del Mahabharata di Manonath d. (M.Savelloni) e nel Drona Parva (scusate ma non ricordo bene se si chiama cosi') il 13° giorno e' quello in cui Abhimanyu lascia il corpo x l'attacco di + maharathi contemporaneam. mentre suo padre, Arjuna, e' in 1 altra zona del campo di battaglia di Kurukshetra ignaro degli eventi occorsi ai fratelli e a suo figlio perche' occupato a combattere contro i Trigarta alleati di Duryodhana. Ebbene la sera stessa torna all'accampam. e trova tutti in lutto x la morte del giovane. Qui Arjuna viene messo al corrente dell'accaduto e pronuncia il terribile giuramento di uccidere Jayadratha (cognato di Duryodhana) o perire tra le fiamme di 1 agni-samadhi (pira funebre & similari) se non fosse riuscito nel suo intento entro il tramonto, quando la norma imponeva ai contendenti di ritirarsi in pace nei rispettivi alloggi.
Il giorno successivo e' contrassegnato da accaniti e feroci duelli e zuffe cruente tra eserciti ed eroi contrapposti ma Arjuna, grazie all'intervento di Sri Krishna che guida il suo carro e lo consiglia, riesce a decapitare il Re di Sindhu (Jayadratha) con la Pashupata-astra donatagli da Sri Shiva durante l'esilio pluriennale dei Pandava nella foresta. Venendo al dunque: come č potuto accadere che un grande devoto ed intimo associato del Signore Supremo come Arjuna, l'arciere supremo, ha potuto farsi prendere da una rabbia smisurata al punto di decidere sui due piedi una feroce vendetta contro un altra persona sia pure vile e degradata come il cognato di Duryodhana, che aveva in passato cercato di rapire con l'inganno la moglie dei Pandava, Srimati Draupadi devi (Maharani di Indraprastha)?
Il desiderio di vendetta era presente anche in quelle grandi anime che avevano preso nascita come figli sia pure putativi del Re Pandu? O bisogna intendere l'avvenimento come una forma di punizione-grazia particolare di Arjuna verso un individuo che, dopo essere stato graziato dal Re Yudhisthira nella foresta x il rapimento di Maharani Draupadi mentre i suoi fratelli minori volevano ucciderlo sul posto come aggressore, si permise di ottenere da Mahadev (Shiva) il potere di sconfiggere tutti i Pandava e i loro guerrieri assieme eccetto Arjuna e con quel vardana (benedizione) provocň sia pure indirettamente la morte di Abhimanyu (figlio di Arjuna e Srimati Subhadra, sorella di Sri Krishna) all'interno della "padma-vyuha" di Dronacharya poichč impedě a chiunque di prestar soccorso al ragazzo circondato da 8 grandi guerrieri?
Ecco la domanda che gradirei fosse soddisfatta. Nell'attesa di 1 Vs. gradita e cortese risposta a beneficio sia mio che di quanti frequentano il sito, Vi ringrazio e Vi saluto! Haribol!
Antonio, da Nava Rama Rajya - Arnesano - Lecce

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1938 Messaggi

Inserito il - 22/06/2006 : 18:47:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Antonio, Hare Krishna,
veramente questo spazio e' dedicato alle domande relative agli insegnamenti di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, come spiegato chiaramente nelle regole del forum, che puoi trovare qui:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=40

Tuttavia, vista l'attinenza, daro' una breve risposta al tuo quesito.

Arjuna era uno ksatriya, un guerriero, nonostante fosse un puro devoto e perfino un compagno intimo del Signore Stesso.
Le ingiunzioni vediche, per uno ksatriya, non prevedono assolutamente il perdono. Quello e' riservato ai brahmana, mentre gli ksatriya devono sviluppare altre qualita', come il coraggio in battaglia, la determinazione, la generosita', eccetera. Mai il perdono, come pretenderesti tu (specialmente in stato di guerra !), altrimenti come potrebbero esercitare la loro funzione di amministratori e difensori dello Stato ?

Gli ksatriya servono il Signore e la societa' usando la loro collera nel punire i malfattori, i nemici dello Stato.

Percio' il comportamento di Arjuna fu perfettamente appropriato alla situazione (stava combattendo una guerra), e anche se fosse che egli sia stato preso da "una collera smisurata" (cosa tutta da verificare, perche' la fonte che citi non e' Srila Prabhupada, e quindi la sua attendibilita' e' contestabile qui), cio' non sarebbe affatto incompatibile con la sua posizione di puro devoto.

Questo e' spiegato molto chiaramente da Srila Prabhupada in molti punti dello Srimad Bhagavatam, te ne citero' soltanto qualcuno tra i piu' importanti:

1) S.B. 2.7.24, dove e' detto che Sri Ramacandra mostro' la Sua collera per punire Ravana (anche Dio Stesso prova collera, qualche volta, perche' noi non dovremmo?)

2) S.B. 3.15.31, a riguardo della collera dei 4 Kumara quando si videro sbarrare l'ingresso a Vaikuntha da Jaya e Vijaya.
In questo contesto Srila Prabhupada dice chiaramente che la collera si manifesta ANCHE allo stato liberato (e' una tendenza impersonalista, pensare di non dover mostrare mai la collera).

3) S.B. 4.10.4, in relazione all'episodio in cui Dhruva Maharaja combatte contro gli Yaksa per vendicare la morte del fratello (forse l'esempio piu' inerente alla tua domanda).

Quindi non mi meraviglierei troppo del comportamento di Arjuna, piuttosto cercherei di attenermi alle spiegazioni di un puro devoto, come Srila Prabhupada, invece di espormi ad errori ed incomprensioni attingendo la conoscenza da altre fonti.
Ci sono piu' di 80 libri da consultare, scritti da Srila Prabhupada, dai quali possiamo comprendere perfettamente la verita' assoluta e tutti i suoi risvolti: perche' rischiare fraintendimenti ?

Buona lettura, Haribol !

Gokula Tulasi das
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