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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 07/01/2005 : 22:53:06  Mostra Profilo
Hare Krishna, i miei omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada.

Questa e’ la mia ricerca per comprendere meglio cos’e’ la fede.

DEFINIZIONE :
Desiderio di raggiungere un certo risultato (B.G. 4.39).

Seguire rigidamente le istruzioni del maestro spirituale porta al successo spirituale, senza lasciarsi ostacolare dalle proprie capacita’ materiali. (C.C. Mad. 9.98).

Accettare come Verita’ Assoluta tutto cio’ che riguarda la conoscenza trascendentale, senza l’intenzione di dare una propria interpretazione. (C.C. Mad. 9.158).

IMPORTANZA :
Necessaria per essere costanti e determinati (B.G. 6.47).

Il Signore si rivela gradualmente a colui che possiede una fede incontrollabile nel maestro spirituale e nella Sua Persona (S.B. 1.5.39).

E’ necessaria per diventare convinti della verita’ di questa filosofia, altrimenti si corre il rischio di deviare da questa via e perdere cosi’ l’occasione di raggiungere il Supremo.
Solo la fede ci permette di progredire nella coscienza di Krishna. (B.G. 9.3).

E’ necessaria ai fini di evitare di impegnarsi nella speculazione mentale, credendo di riuscire a capire i discorsi trascendentali con la nostra intelligenza: in questo modo e’ impossibile conoscere Krishna. Solo grazie alla Sua misericordia si potra’ capirli.

Coloro che non sono situati nell’ambito della successione dei maestri, non possono avere fede in questi discorsi. (C.C.Mad. 8.310).

Chi non ha piena fede in Caitanya Mahaprabhu, on puo’ cantare e danzare in modo adeguato, e di conseguenza non gli sara’ possibile avanzare nella coscienza di Krishna. (C.C. Mad. 11.102).

Oltre al vivere in compagnia dei devoti e all'esecuzione del servizio devozionale, se desideriamo raggiugere il piu’ alto livello di perfezione spirituale, l’amore per Dio, e’ inclusa la necessita' di avere fede (C.C. Mad. 8.68).

La conoscenza vedica viene rivelata solo a coloro che ripongono una solida fede nel Signore e nel maestro spirituale, in altre parole il successo nella vita spirituale sta nell’avere fede in Krishna e nel maestro spirituale. (C.C. Mad. 9.98).

E’ necessario avere fede nelle parole di un’acarya autentico che fa parte della catena parampara’, per ottenere facilmente la realizzazione spirituale, evitando di cercare di capire cio’ che e’ al di la’ della nostra concezione contrapponendo un argomento ad un'altro argomento (C.C. Mad. 9.195).

Solo se si ascoltano i divertimenti del Signore Caitanya Mahaprabhu con fede, e’ possibile liberarsi dall’invidia verso il Signore e i Suoi devoti, e cantare il maha-mantra Hare Krishna (C.C. Mad. 9.361 e 362)

COME OTTENERLA :

Occorre decidere di chi fidarsi, valutando bene ogni situazione (B.G. 7.21).

Bisogna trovare un maestro spirituale autentico che guidera’ la nostra formazione, allora sara’ possibile raggiungere la fede nell’Assoluto, nel Supremo. Questa fede maturata, col tempo diventera’ amore per Dio. (B.G. 17.2).

Non bisogna imitare gli acarya precedenti. In quest’era di Kali e’ sufficiente praticare il servizio devozionale e impegnare il proprio tempo nell’ascolto e nel canto delle glorie del Signore: in questo modo si acquisisce una ferma fede (S.B. 1.6.13).

Ascoltare il messaggio di Dio in compagnia dei devoti consente gradualmente di ottenere una ferma fede che, col tempo, si sviluppa in attrazione e devozione (C.C. Mad. 22.86 e 23.16).

La fede e’ resa possibile soltanto dalla misericordia del Signore.
Quando il devoto riceve direttamente le istruzioni dal Signore (che e' situato nel cuore di ogni essere vivente), perde ogni attrattiva per le usanze vediche e sociali, e si abbandona a Krishna (C.C. Mad. 11.117).

E’ necessario stare in compagnia dei puri devoti per sviluppare attrazione per il Signore, ed osservare poi i principi regolatori del servizio devozionale: cio’ avra’ l’effetto di dissipare i nostri dubbi ed eliminare le nostre debolezze.
In questo modo la nostra fede nella trascendenza diventa ferma. Questo stadio preliminare e’ necessario per raggiungere "prema" , amore per Dio (S.B. 1.6.16).

Grazie,

Loretta

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1938 Messaggi

Inserito il - 07/01/2005 : 22:57:02  Mostra Profilo
Complimenti, una ricerca precisa e completa.
Molte grazie.

Haribol !

Gokula Tulasi das
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lorettacenni
Utente Medio


Emilia Romagna


23 Messaggi

Inserito il - 03/03/2005 : 09:08:38  Mostra Profilo
Hare Krishna , i miei omaggi , tutte le glorie a Srila Prabhupada .
Questo e’ il mio riassunto dell’ ottavo capitolo della Bhagavad-gita.

In questo ottavo capitolo Arjuna pone otto domande,importanti e significative , a Krishna ,con uno spirito di sottomissione, naturalmente Arjuna e’ un puro devoto del Signore e conosce gia’ questi argomenti , ma fa queste domande a Krishna per il beneficio dell’umanita’ intera . Seguendo le orme di Arjuna cioe’ ascoltando con sottomissine da una fonte autentica i discorsi che riguardano il Signore e’ possibile acquisire la conoscenza ,che altrimenti rimarrebbe velata .
L’ultima di queste domande ,in cui Krishna da un’ importanza rilevante , Arjuna chiede :
“ Come potranno conoscerTi al momento della morte coloro che ti servono con devozione? “.
Krishna gli dice che colui che per tutta la vita ha impegnato la sua mente nel ricordo costante del Signore e ha praticato il servizio devozionale , e’ sicuro di ricordarsi di Lui al momento di lasciare il corpo, raggiungendo senza alcun dubbio la Sua dimora Suprema ;spiega poi , che senza aver praticato il Bhakti yoga , nel corso della propria esistenza , non ci si puo’ aspettare , al momento della morte , di ricordare il Signore Supremo e raggiungere il piano spirituale ,diventa veramente molto difficile potersi ricordare del Signore al momento della morte , dovuto al fatto che cio’ che ricorderemo nel momento in cui lasceremo il corpo sara’ il frutto delle attivita’ compiute durante la nostra vita.
Questo traguardo raggiunto attraverso la pratica del servizio devozionale e’ senza dubbio il piu’ elevato ,dove la nascita , malattia , vecchiaia e morte sono vinte.
Krishna dice inoltre che chiunque raggiunga la Sua dimora originale non tornera’ piu’ in questo mondo materiale.
Mentre gli yogi che praticano il karma-yoga, il jnana-yoga ,hatha yoga e altri metodi ,se desiderano raggiungere la perfezione spirituale dovranno inevitabilmente impegnarsi nel servizio devozionale , per poter poi raggiungere la dimora del Signore e non tornare piu’ in questo mondo materiale dove nascite e morti si susseguono ripetutamente.
Anche per coloro che sono trasferiti sui pianeta di Brahmaloka o sui pianeti celesti ,e’ indubbiamente indispensabile praticare il servizio devozionale per alevarsi poi ai pianeti superiori , altrimenti saranno costretti a tornare di nuovo in questo mondo materiale ; quindi il ritorno a casa nel mondo spirituale e’ garantito solo per chi pratica incessantemente il puro servizio al Signore Supremo .
Krishna ora parla del mondo materiale e del mondo spirituale , e spiega come tutti i pianeti del mondo materiale sono luoghi pieni di miserie , dove la nascita e la morte non ha mai fine , mentre sui pianeti spirituali la felicita’ e l’eternita’ e’ garantita da Krishna.
Lo yogi molto elevato,che ha raggiunto la perfezione ,che ha la mente fissa sul Signore Supremo, se non desidera tornare in questo mondo materiale puo’ scegliere un momento propizio per lasciare il corpo ,( ma in quest’ era di kali-yuga e’ impossibile per noi praticare questi metodi di yoga , infatti l’unico metodo consigliato da Krishna stesso e’ l’impegno nel servizio devozionale) ,invece chi e’ meno avanzato dovra’ sottomettersi al volere della natura .
Ma per il puro devoto che ha la mente fissa sul Signore Supremo ,la destinazione e’ assicurata , ed egli non si preoccupa del momento in cui dovra’ lasciare il corpo perche’ Krishna stesso si prendera’ cura di lui.

Grazie loretta




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lorettacenni
Utente Medio


Emilia Romagna


23 Messaggi

Inserito il - 03/03/2005 : 21:17:36  Mostra Profilo
Hare Krishna , i miei omaggi , tutte le glorie a Srila Prabhupada .
Queste sono le mie risposte , al questionario, sull’ ottavo capitolo.

1) Qual’e’ il metodo che permette di acquisire veramente la conoscenza trascendentale ?
Bisogna porre domande intelligenti all’autorita’ , il maestro spirituale, e ascoltare con sottomissione i discorsi che riguardano la Verita’ Assoluta , Dio, la Persona Suprema.
Questo e’ l’unico metodo per acquisire la conoscenza trascendentale , come fece Arjuna .( v.1-4).

2) E’ possibile cantare Hare Krishna al momento della morte e tornare a Dio , nonostante abbiamo agito peccaminosamente durante la vita ? Spiega brevemente .
I nostri pensieri all’istante della morte sono determinati soprattutto dall’insieme delle azioni e dei pensieri accumulati durante tutta la nostra vita ;percio’ solo se nella vita presente pensiamo sempre a Krishna e cantiamo Il mantra Hare Krishna , ricordare Krishna al momento della morte diventa possibile, altrimenti diventa molto difficile cantare Hare Krishna. ( v.6)

3) Quali sono i diversi modi di meditare su Krishna?
Si deve meditare sulla Persona Suprema come l’essere onnisciente , il piu’ antico,Colui che controlla e mantiene tutto , che e’ piu’ piccolo del piu’ piccolo, che e’ inconcepibile e rimane quindi al di la’ di ogni comprensione materiale , pur restando sempre una persona . Luminoso come il sole , Egli trascende questa natura materiale . ( v.9 )

4) Quali sono le tre pratiche importanti raccomandate nella pratica del sat-cakra-yoga ?
Lo yoga consiste nel distacco da tutte le attivita’ del sensi , fissando la mente sul cuore e trattenerdo l’aria vitale alla sommita’ del capo . (v.12 )

5) Chi e’ considerato privo di desideri ?
Il devoto situato nella pura Bhakti non desidera nient’ altro che Krishna . Non desidera ne’ l’elevazione ai pianeti celesti, ne’ la fusione col Brahmajyoti, ne’ la salvezza , ne’ la liberazione dalle sofferenze materiali . Il puro devoto non ha alcun desiderio personale.(v.14).

6) Quanto sono lunghi i 4 yuga ? Quanto dura un giorno di Brahma ? e la sua vita ?
Il Satya-yuga dura 1.728.000 anni, il Treta-yuga dura 1.296.000 anni, lo dvapara-yuga dura 864.000 anni e il Kali-yuga dura 432.000 anni .(v.17)

Quanto dura un giorno di Brahma ?
Un giorno di Brahma equivale a quattro yuga ripetuti mille volte , e la sua notte dura altrettanto .(v.17)

E la sua vita ?
Brahma vive cent’anni , che corrispondono dunque a 311bilioni 40 miliardi , dei nostri anni terrestri poi muore .(v.17).

7) Descrivi la vita di Brahma in relazione a Maha- Visnu .
Brahma serve direttamente il Signore Supremo governando l’universo.
Durante il giorno di Brahma gli esseri viventi sono attivi cioe’ manifestati , ma quando sopraggiunge la notte di Brahma tutti i corpi periscono e le anime s’immergono nel corpo di Visnu. Tutte le anime saranno nuovamente manifestate solo all’alba di un altro giorno di Brahma .Questo ciclo si ripete fino al termine della vita di Brahma , quando tutti gli esseri sono annientati e rimangono allo stato non manifestato per numerosi milioni di anni , quando infine nasce il Brahma successivo , in una nuova era, essi riappaiono. (17,18,19 )

8) Che indizi da Krishna riguardo al mondo spirituale ?
L’energia spirituale , ovvero l’energia superiore di Krishna , e’ eterna e trascendentale . Esiste al di la’ di tutte le trasformazioni dell’energia materiale .
L’energia superiore di Krishna e’ per natura esattamente l’opposto dell’energia materiale.
Quel luogo che i vedantisti definiscono non manifestato e infallibile , che e’ noto come la destinazione Suprema , quel luogo dal quale , una volta raggiunto , non si torna piu’ indietro : quella e’ la Mia suprema dimora . ( v. 20,21 )

9) Qual’e’ la relazione di Krishna con il mondo materiale ?
Sebbene il Signore non lasci mai la Sua dimora suprema , Goloka Vrndavana, Egli e’ presente in ogni luogo .
Sebbene il Signore sia molto, molto lontano , le sue energie sono cosi’ estese che sistematicamente e senza errore dirigono ogni cosa all’interno della manifestazione cosmica.
Il Signore vive eternamente nel mondo spirituale , sebbene sia anche onnipresente nel nostro universo attraverso le Sue energie materiali.
Il Signore e’ dunque dappertutto , nell’universo materiale come in quello spirituale , grazie alla sua energia materiale e spirituale . Tutto cio’ che esiste , sia a livello materiale sia a livello spirituale , e’ sostenuto da Lui .
Il Signore e’ onnipresente grazie a queste due energie.(v. 22 )

10) Per lo yogi, qual’e’ il momento propizio per lasciare il corpo ?
Coloro che conoscono il Brahamn Supremo raggiungono quel Supremo lasciando il mondo in un momento propizio, alla luce del giorno e sotto l’influsso del dio del fuoco , durante i quindici giorni della luna crescente e i sei mesi in cui il sole passa a settentrione . (v. 24)

11) Qual’e’ il momento non propizio ?
Lo yogi che lascia questo mondo nella notte , nel fumo, durante i quindici giorni della luna calante o nei sei mesi in cui il sole passa a meridione , raggiunge l’astro lunare , ma dovra’ tornare ancora quaggiu’. ( v.25).

12) Cosa fanno i devoti per prepararsi a lasciare il corpo al momento giusto?
I puri devoti del Signore , le anime che si sono totalmente abbandonate a Lui , non si preoccupano affatto del momento o del modo in cui lasceranno il corpo . Si affidano completamente a Krishna , e in questo modo tornano a Lui facilmente e gioiosamente. (v.23)

13) Qual’e’ il metodo che permette di tornare nel mondo spirituale ?
Egli deve semplicemente cantare Hare Krishna e stabilirsi con fermezza nella coscienza di Krishna. Il modo migliore per essere assorti nella coscienza di Krishna e’ impegnarsi costantemente nel servizio di devozione al Signore . Il suo cammino verso il regno spirituale sara’ allora sicuro , diretto e tranquillo. (v.27).

Grazie loretta


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Lakshmi Priya
Moderatore


Emilia Romagna


185 Messaggi

Inserito il - 11/05/2005 : 08:57:52  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, vi prego di accettare i miei piu’ umili omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada. Questo e’ il mio riassunto sul nono capitolo della Bhagavad Gita.

Il titolo del nono capitolo della B.G. e’ “La conoscenza piu' confidenziale”.

Krishna spiega che solo colui che e’ libero dall’ invidia nei Suoi confronti, puo’ accedere alla comprensione del servizio devozionale, che altrimenti rimarrebbe un mistero.

Per generare un sentimento favorevole nei confronti di Dio, la Persona Suprema, dobbiamo acquisire la conoscenza da un maestro spirituale qualificato, e non da persone non autorizzate.

Prendendo rifugio in un maestro spirituale autentico e’ possibile inoltre acquisire la fede necessaria che ci permette di impegnarci costantemente nel servizio di devozione: Krishna da un’ importanza particolare al fatto di avere fede, perche’ senza fede non e’ possibile raggiungerLo.

Successivamente, Krishna spiega la Sua posizione in relazione al mondo materiale, come Egli stesso sia la causa di ogni causa, coLui che crea, mantiene e distrugge ogni cosa della manifestazione cosmica materiale, attraverso le Sue differenti energie. In altre parole, ogni cosa dipende esclusivamente dalla Sua volonta’.

Egli e’ il sostegno dell’universo intero, ma poiche’ e’ Assoluto e trascendentale, non entra mai in contatto con esso. Sebbene controlli ogni minimo particolare dei movimenti della materia, ne rimane sempre distaccato, neutrale, non interviene mai nell’andamento dell’universo materiale ma rimane eternamente nel mondo spirituale con i Suoi devoti.

Tutto riposa in Lui, ma Egli rimane al di la’ dell’universo materiale.

Solo chi ha sviluppato per Lui un sentimento d’amore trascendentale puo’ vedere e capire Dio, all’interno e all’esterno di se' stesso.

Inoltre spiega che ci sono differenti categorie di persone. Ci sono coloro che riconoscono in Krishna la Persona Suprema e lo adorano con un’amore trascendentale, impegnandosi costantemente nel servizio di devozione; ci sono altri, invece, che Lo scambiano per un essere umano comune, e non riconoscono la Sua supremazia su ogni cosa, facendo in questo modo gravi offese alla Sua Persona. A volte credono di essere loro stessi Dio, o che Dio sia un’entita’ impersonale, oppure che tutto sia Dio, ma questa comprensione e’ errata: queste persone sono preda dall’energia illusoria del Signore Supremo, e rimangono confusi per quantop riguarda la comprensione spirituale.

Inoltre Krishna spiega che, essendo Lui la causa di ogni causa, il padre Supremo di ogni essere, il maestro Assoluto, l’amico piu’ caro di ogni essere, e’ Lui che tutti noi dobbiamo adorare: persino per ottenere qualche fine materiale, e’ sempre preferibile adorare il Signore Supremo, piuttosto che adorare gli esseri celesti, perche’ anch’essi sono gli eterni servitori di Dio, la Persona Suprema, e ogni cosa si ottiene solo grazie alla Sua volonta’.

Ogni cosa che si offre agli esseri celesti, indirettamente e’ offerta in sacrificio a Vishnu, ma in questo caso non porta lo stesso beneficio che quello di adorarLo direttamente.

Infine, Krishna spiega i vantaggi che si ottengono adorando direttamente la Sua Persona.

Infatti chi prende rifugio ai Suoi piedi di loto ottiene la liberazione in questa vita stessa. Krishna stesso garantisce ogni protezione al Suo devoto, che dopo la morte del corpo materiale ritorna nel mondo spirituale in compagnia del Signore. Infatti Krishna spiega che a secondo del proprio culto ognuno raggiunge il pianeta desiderato.

Grazie,

Loretta
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lorettacenni
Utente Medio


Emilia Romagna


23 Messaggi

Inserito il - 18/05/2005 : 08:06:37  Mostra Profilo
Hare Krishna a tutti, i miei omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada.
Queste sono le risposte al questionario sul capitolo 9 della Bhagavad gita.

1) Qual’e’ il piu’ segreto dei segreti ? Cita alcuni modi in cui questo segreto e’descritto da Krishna.

Il piu’ segreto, detto “ il piu’ confidenziale”, si riferisce al puro servizio di devozione, che consiste in nove attivita’: ascoltare cio’ che riguarda il signore, glorificarLo, ricordarLo, servirLo, adorarLo, rivorgergLi delle preghiere, obbedirgLi, legarsi in amicizia con Lui e abbandonarGli tutto.
Chi possiede questa conoscenza di Krishna, la piu’ segreta, e’ situato a livello trascendentale, e pur vivendo nel mondo materiale non e’piu’ soggetto alla sofferenza. (v.1)

Krishna dice: “ Questo sapere e’ il re di tutte le scienze, il piu’ segreto dei segreti. E’ la conoscenza piu’ pura, e poiche’ permette di realizzare con percezione diretta la propria vera identita’, e’ la perfezione della religione. Tale conoscenza e’ eterna e si applica con gioia”.(v.2)

2) In che modo e con quale attitudine si puo’ acquisire la conoscenza piu’ confidenziale ?

Solo entrando in contatto con i grandi acarya si puo’ acquisire tutta la conoscenza necessaria alla realizzazione spirituale anche se non si ha ricevuto alcuna educazione, ne’si ha studiato i Veda.
Il fatto di non essere invidiosi di Dio, la Persona Suprema, e’ il requisito essenziale per accedere alla conoscenza piu’ segreta, il servizio devozionale.
Si puo’ ascoltare il canto delle glorie del Signore o assistere ai discorsi filosofici sulla conoscenza spirituale tenuti dai puri acarya; semplicemente sedendosi e ascoltando, si puo’ imparare. (v.1.2)

3) Racconta la storia della purificazione di Narada Muni.

Narada Muni, quand’era ancora bambino, ebbe l’occasione di servire dei puri devoti del Signore. A volte i saggi lasciavano un po’ di cibo nel piatto, e il bambino, che doveva pulire quei piatti, desidero’ assaggiare i loro avanzi. Percio’ un giorno chiese a questi grandi devoti il permesso di farlo, ed essi glielo accordarono. Questi elementi santificati liberarono Narada dalle conseguenze di tutti i suoi atti colpevoli, e man mano che egli mangiava, il suo cuore diventava puro come quello dei saggi .
Questi grandi saggi gustavano l’estasi di servire sempre il Signore con amore ascoltando e cantando le Sue glorie , e Narada a contatto con loro, sviluppo’ lo stesso gusto per l’ascolto e il canto della glorie del Signore.
Cosi’ in compagnia dei saggi, crebbe in lui il desiderio ardente di adottare il servizio di devozione.
Solo per questo contatto con dei puri devoti, Narada raggiunse il fine ultimo di tutte le religioni “ il servizio di devozione”. (v.2)

4) Krishna dice: “ mat sthani sarva bhutani”, “ tutti gli esseri viventi sono in Me”. Poi dice: “ na ca mat sthani butani”, “ tutta la creazione non e’ situata in Me”. Com’e’ possibile cio’?

L’intera manifestazione cosmica non e’ altro che la combinazione delle energie del Signore, quella superiore (spirituale) e quella inferiore (materiale). L’energia di Dio si estende in tutta la creazione, come lo splendore del sole illumina l’universo intero, e tutto riposa su questa energia. Cosi’e’ il Signore che crea ogni cosa, ma non e’ Lui che si occupa direttamente di sostenere e preservare gli universi materiali, Egli opera attraverso le Sue differenti energie. Ogni cosa esiste, si muove, si mantiene e infine si distrugge, solo per la Sua volonta’.
Tutti i sistemi planetari fluttuano nello spazio, che e’ l’energia del Signore, ma la Sua Persona e’ differente dallo spazio, ed e’ situata al di la’ di esso. Percio’ Krishna dichiara che sebbene tutto riposa sulla sua energia inconcepibile, Lui, la Persona Suprema e’ al di la’ di tutto. Nonostante Egli preservi e sostenga l’intero universo ,materiale, non entra mai in contatto diretto con esso.(v.4.5.)


5) Dove riposano tutti gli elementi del mondo spirituale e di quello materiale ?

Il Signore Supremo e’ onnipresente. Egli resta inconcepibile ai sensi materiali; ma anche se noi non possiamo vederLo, la verita’ e’ che tutto riposa in Lui.
L’energia di Dio si estende a tutta la creazione, come lo splendore del sole illumina l’universo intero, e tutto riposa su questa energia.
Tuttavia, il Signore non perde la Sua esistenza personale; Krishna stesso dice che Egli e’ ovunque, che tutto e’ in Lui , ma che Egli rimane al di la’ di tutto. (v.4)
6) Spega l’esempio del giudice.

Per ordine del giudice, un uomo e’ impiccato, un altro e’ gettato in prigione, un altro ancora e’ ricompensato con grandi ricchezze, ma il giudice rimane neutrale, per niente toccato da queste pene e da queste gioie.
Cosi’ il Signore rimane sempre neutrale per quanto riguarda le attivita’ del mondo da Lui creato. Il Signore, no e’ soggetto alle dualita’ dell’universo materiale, ma le trascende completamente; infatti sono le Sue diverse potenze a prendersi cura dell’universo materiale. (v.9)

7) Spiega l’esempio del fiore.

Quando ci troviamo vicino a un fiore , l’odorato entra in contatto col suo profumo, ma l’odorato e il fiore rimangono separati l’uno dall’altro.
Un rapporto simile esiste tra Dio, la Persona Suprema e l’universo materiale: Egli crea l’universo col Suo sguardo e vi stabilisce l’ordine, ma non entra mai in contatto diretto con esso. La natura materiale non puo’ agire senza l’approvazione del Signore Supremo. Tuttavia, il Signore, rimane completamente distaccato dalle attivita’ materiali. (v.10)

8) Perche’ alcune persone deridono Krishna ? qual’e’ la loro destinazione ?

Krishna dice: “ Gli sciocchi Mi deridono quando discendo nella forma umana. Non conoscono la Mia natura trascendentale e la Mia supremazia su tutto cio’ che esiste”.
Alcune persone deridono Sri Krishna, considerandolo un essere umano, o un potente personaggio e niente piu’. Essi non riconoscono in Lui l’essere Supremo, coLui che dirige la creazione, il mantenimento e la distruzione di tutta la manifestazione materiale. Egli non puo’, evidentemente, essere paragonato a uno di noi. Il Suo corpo non e’ materiale, ma eterno, tutto di conoscenza e felicita’. (v.11)

Qual’e’ la loro destinazione ?

Krishna dice: “ Cosi’ confusi, essi prediligono concezioni atee e demoniache. In questa illusione le loro speranze di liberazione, le loro attivita’ interessate e la loro conoscenza sono tutte sconfitte”.
Coloro che deridono Krishna, danno prova d’invidia verso Dio, la Persona Suprema, costoro non gusteranno mai il frutto del servizio di devozione, cioe’ il ritorno a Dio. Il loro destino e’ quello di rinascere infinite volte tra le specie demoniache e atee. La pura conoscenza, che e’ insita in ogni essere, resta perpetuamente velata dall’illusione per queste persone, che potranno solo regredire fino ai recessi piu’ tenebrosi della creazione. (v.12)

9) Chi e’ un mahatma ?

Il mahatma e’ l’anima che sviluppa attaccamento per la Persona Suprema.
Il mahatma non deve avere altro interesse che quello di cantare costantemente le glorie del Signore Supremo, Sri Krishna.
Il mahatma si distingue dall’impersonalista, poiche’ lodare Dio significa glorificare il Suo santo nome, la Sua forma eterna, le Sue qualita’ trascendentali e i Suoi divertimenti straordinari. Il mahatma glorifica il Signore sotto tutti questi Suoi aspetti personali. In nessun caso la Bhagavad gita descrive come mahatma una persona attratta dall’aspetto impersonale del Signore, il Brahmajyoti.
Il mahatma, s’impegna costantemente in varie attivita’ devozionali, cioe’ il canto e l’ascolto delle glorie di Visnu ( e non quello di qualche essere celeste o umano) e il ricordo costante di Lui.
Il mahatma e’ fermamente determinato a raggiungere il fine ultimo, la compagnia del Signore Supremo in uno dei cinque rasa trascendentali. A questo scopo dedica tutto se’ stesso, mente, corpo, e parole, al servizio del Signore supremo, Sri Krishna. (v. 14)

10) Descrivi le categorie di uomini che si trovano in una posizione intermedia tra gli atei e i mahatma, in ordine di importanza crescente.

Ci sono alcuni uomini che identificandosi col Signore Supremo, adorano la propria persona. Questa e’la posizione meno elevata, ma la piu’ numerosa, questi uomini vengono chiamati “ monisti”, e questo culto di se stessi, e’ praticato per lo piu’ dagli impersonalisti; e’considerato un modo di adorare Dio, perche’ coloro che l’adottano sono consapevoli almeno di essere anime spirituali e non corpi materiali.

Ci sono quelli che adorano una forma di Dio nata dalla loro immaginazione. Questa seconda categoria di uomini comprende gli adoratori degli esseri celesti, coloro che per pura immaginazione credono che qualsiasi forma sia quella del Signore.

Ci sono coloro che adorano la visvarupa la forma universale del Signore Supremo. Questa terza categoria si compone di quegli uomini che, incapaci di concepire qualcosa al di la’ di questo universo, che e’ anch’esso una forma del Signore, lo considerano come l’organismo o l’essere Supremo, e cosi’ Gli rendono culto.

Poi ci sono, piu’ elevati degli altri spiritualisti, le quattro categorie di uomini che adorano il Signore, in differenti modi: il povero, colui che soffre, il curioso e l’uomo che coltiva la conoscenza. (v.15)


11) Cita gli elementi con cui Krishna descrive se Stesso, a beneficio dei diversi tipi di adoratori. Cosa sta indicando Krishna, menzionando questi elementi ?

Krishna dice:
“ Io sono il rito e il sacrificio, l’offerta agli antenati, l’erba medicinale e il canto trascendentale. Io sono il burro, il fuoco e l’offerta”. (v.16)
Ancora:
“ Di questo universo Io sono il padre, la madre, il sostegno e l’antenato. Sono l’oggetto della conoscenza, il purificatore e la sillaba om. Sono anche il Rg, il Sama e lo Yajur Veda”.(v.17)
Ancora:
“Sono la meta, il sostegno, il maestro, il testimone, la dimora, il rifugio e l’amico piu’ caro. Sono la creazione e la dissoluzione, il fondamento di tutto cio’ che esiste, sono il luogo di riposo e il seme eterno”. (v.18)
Ancora:
“ O Arjuna, sono la fonte del calore, elargisco e trattengo la pioggia. Sono l’immortalita’ e anche la morte personificata. Lo spirito e la materia sono entrambi in Me”. (v.19)

Cosa sta indicando Krishna menzionando questi elementi.

Krishna indica che solo Egli, e’ il sovrano Supremo perche’ tutto Gli appartiene, tutto e’ sostenuto dalle Sue energie. Situato nel cuore di ogni essere, Egli e’ il testimone supremo, Egli e’ causa di ogni causa.
Chi non conosce Krishna e’ sviato e compie solo falsi progressi, parziali o perfino illusori, addirittura “ allucinatori”. Egli e’ il rifugio ultimo e chi desidera avere protezione o mettere fine alle sofferenze deve cercare riparo solo in Lui. (v.20).



12) Spiega come Krishna sia la meta di ognuno.

Krishna dice: “ Io sono l’unico beneficiario e l’unico oggetto del sacrificio. Coloro che non riconoscono la Mia vera natura trascendentale si degradano”.
Le scritture Vediche raccomandano diversi tipi di yajna (sacrifici), ma che lo scopo di tutti gli yajna e’ quello di soddisfare il Signore Supremo.
Il fine ultimo di tutti i nostri atti dev’essere la soddisfazione di Visnu; questa e’ la meta del varnasrama dharma, la forma perfetta di organizzazione sociale.
Krishna afferma che essendo il maestro Supremo, Egli e’ il beneficiario legittimo di tutti i sacrifici.(v.24)


13) In che modo Krishna aiuta il Suo devoto ?


Grazie alla misericordiosa protezione del Signore , il devoto impegnato costantemente al Suo servizio, non torna mai piu’ alla vita materiale .Il Signore lo aiuta a diventare cosciente di Krishna attraverso lo yoga; poi quando e’ arrivato alla perfezione di questa coscienza, lo protegge impedendogli di cadere di nuovo nell’esistenza condizionata, piena di miserie. (v.22)

14) Nomina i diversi tipi di adoratori e le loro destinazioni.

Krishna dice: “Chi adora gli esseri celesti nascera’ tra gli esseri celesti, chi adora gli antenati raggiungera’ gli antenati, chi adora i fantasmi e gli altri spiriti rinascera’ tra questi esseri, e chi adora Me vivra’ con Me”.
Chi desidera recarsi su un determinato pianeta deve rendere culto all’essere celeste che vi regna. Ma l’adorazione di Dio, la Persona Suprema, e di Lui soltanto come fa il puro devoto, conduce senza il minimo dubbio ai pianeti Vaikuntha o a Krsnaloka. (v.25)

15) Spiega questo verso: “samo’ham sarva bhutasu”.

Krishna dice: “ Non invidio e non favorisco nessuno. Sono imparziale con tutti, ma chiunque Mi offra un servizio con devozione vive in Me; egli e’ un amico per Me come Io sono un amico per lui”.
Sebbene Krishna provveda generosamente ai bisogni di tutti, mostra un’attenzione particolare ai Suoi devoti che sono sempre assorti nel Suo servizio.
Come nel mondo materiale, un padre per quanto caritatevole sia, mostri un’attenzione particolare verso i suoi figli, cosi’ il Signore, dedica una cura particolare ai Suoi devoti.
I devoti sono sempre assorti nella coscienza di Krishna percio’ vivono eternamente nel Signore, al livello assoluto, al di la della materia. L’espressione stessa di “coscienza di Krishna” indica che coloro che hanno tale coscienza sono puri spiritualisti, che vivono nel Signore, come eGli a sua volta e’ in loro. Questo spiega il significato delle parole: “Io li ricompenso in proporzione al loro abbandono a Me”.
Il devoto e il Signore sono entrambi coscienti. Il servizio di devozione offerto al Signore non e’ un’attivita’ materiale, ma appartiene al mondo spirituale, dove regnano l’eternita’, la conoscenza e la felicita’.(v.29)


16) Spiega questo verso: “api cet su duracaro”.

Krishna dice: “Anche se commettesse l’azione piu’ detestabile, chi e’ impegnato nel servizio devozionale dev’essere considerato santo perche’ e’ situato con determinazione sul giusto sentiero”.
Il servizio di devozione al Signore e’ la funzione originale ed eterna di ogni essere vivente. Colui che e’ impegnato nel servizio devozionale si trova sulla via della perfezione.
Servire Krishna con devozione significa in qualche modo dichiarare guerra all’energia illusoria.
Puo’ capitare che il devoto si trovi coinvolto in attivita’ detestabili, e una deviazione occasionale sul sentiero della santita’ non lo rende condannabile, finche’ egli non e’ abbastanza forte da respingere gli assalti di maya, rischia eventuali cadute. Puo’ succedere che un devoto compia una certa azione che possa sembrare reprensibile, ma questa caduta temporanea non lo squalifica affatto. Il potere di contaminazione della materia e’ cosi’ grande che puo’ sedurre perfino uno yogi perfetto, ma la coscienza di Krishna ha un potere talmente superiore che rialza subito colui che e’ caduto.
Se una persona perfettamente assorta nel servizio di devozione al Signore, commette un errore, il Signore, dall’interno del suo cuore, la rialza, e le perdona l’errore, per quanto grave sia. (v.30)



17) Quali sono le qualificazioni necessarie per poter prendere rifugio in Krishna ?

Krishna dice: “Coloro che si rifugiano in Me, o figlio di Prtha, anche se sono di bassa nascita, donne, vaisya [mercanti] e sudra [operai], possono raggiungere la destinazione Suprema”.
Il Signore Supremo afferma chiaramente che nel servizio devozionale non si fanno considerazioni di classe sociale. Infatti tali divisioni esistono solo a livello materiale, ma non si applicano sul piano della devozione al Signore.
Tutti possono raggiungere la destinazione suprema, anche gli uomini piu’ degradati, possono elevarsi se entrano in contatto con un puro devoto.
Il servizio devozionale e le istruzioni di un puro devoto del Signore sono cosi’ potenti da purificare ogni uomo. E’ sufficiente fare di Krishna il centro della propria esistenza e abbandonarsi completamente a Lui. (v.32)


18) Krishna ci chiede di fare 4 cose: quali ?

Krishna dice: “Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, offriMi i tuoi omaggi, e adoraMi. Completamente assorto in Me, certamente verrai a Me”.
La coscienza di Krishna e’ l’unico modo per sfuggire alle reti della natura materiale, che e’ fonte di contaminazione. Bisogna offrire ogni cosa, ogni servizio, a Krishna, Dio, la Persona Suprema. (v.34).

Grazie Loretta
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