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Sangita Dasi
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LEZIONE* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada Tenuta a Los Angeles, il 17 Febbraio 1969
DALLA BHAGAVAD-GITA COSI' COM'E' CAPITOLO 6
VERSO 16
Devoto: "Nessuno può diventare uno yogi, o Arjuna, se mangia troppo o troppo poco, se dorme troppo o troppo poco".
Prabhupada: Sì. È davvero bello [ride]. Nulla è proibito perché, dopo tutto, si deve eseguire il processo dello yoga proprio con questo corpo. Si deve fare il miglior uso di un cattivo affare. Capite? Questo corpo materiale è la fonte di tutte le sofferenze. In realtà, l'anima spirituale non conosce sofferenze: proprio come la condizione normale di un essere vivente è una vita sana. La malattia si manifesta a causa di una certa contaminazione o infezione; la malattia non è la nostra vita. Allo stesso modo, l'attuale condizione dell'esistenza materiale è una condizione malata dell'anima. E qual è la malattia? La malattia è questo corpo. Perché questo corpo non è fatto per me—non è il mio corpo. Proprio come il nostro vestito—noi non siamo il vestito. Ma qui siamo vestiti in modo diverso: qualcuno di rosso, qualcuno di bianco, qualcuno di giallo—ma noi non siamo quel colore. Lo stesso avviene per il corpo: sono un uomo bianco, sono nero, sono indiano, americano, indù, musulmano, cristiano—questa non è la nostra vera natura, ma è una condizione malata. È una condizione di malattia, e noi stiamo cercando di uscirne.
Il sistema yoga è riconnettersi con il Supremo, perché ne facciamo parte integrante. Lo stesso esempio: se in un dito è tagliato e cade, non ha più valore. Quando il dito tagliato giace a terra, non ha alcun valore; ma appena si ricongiunge al corpo, acquisisce un valore di milioni e trilioni di dollari—inestimabile. Allo stesso modo, a causa di questa condizione materiale, ci sentiamo ora separati da Dio, Krishna. Anzi, non siamo affatto separati, il legame c'è, e Dio provvede a tutte le nostre necessità. Proprio come un detenuto statale è separato dal dipartimento civile ed è trasferito al dipartimento penale. In realtà non è separato, il governo continua a prendersi cura di lui; ma dal punto di vista legale è separato. Allo stesso modo, noi non siamo separati, non possiamo esserlo, perché nulla esiste senza Krishna. Perciò, come potremmo essere separati? La separazione consiste nel fatto che, avendo dimenticato Krishna, invece di dedicarmi alla coscienza di Krishna mi dedico a tante forme di coscienza prive di senso. Questa è la separazione.
Invece di pensare, "Sono un servitore eterno di Dio, Krishna", penso di essere un servitore della mia comunità o del mio paese, un servitore di mia moglie o del mio cane, e così via. Questa è la dimenticanza. Ma com'è potuto accadere? Tutto è a causa di questo corpo. Tutta l'errata percezione della realtà è nata proprio a causa di questo corpo. Poiché sono nato in America, penso da americano. E poiché penso da americano, il governo americano mi dice, "Sì, vieni a combattere, dai la tua vita", la commissione di leva. Perché? A causa di questo corpo. Pertanto, la persona intelligente dovrebbe rendersi conto che "sto soffrendo ogni condizione miserabile della mia vita a causa di questo corpo". Non dovremmo quindi agire in modo tale che questa prigionia nel corpo materiale continui nascita dopo nascita, che si tratti di un corpo americano, indiano, o di un corpo di cane o di maiale, o di uno qualsiasi degli 8.400.000 specie di corpi esistenti.
Questo si chiama chiama yoga: Come liberarsi dalla contaminazione di questo corpo. Nondimeno la prima istruzione è comprendere che "io non sono questo corpo", e questo è il principio fondamentale dell'insegnamento della Bhagavad-gita. Asocyan anvasocas tvam prajna-vadams ca bhasase (Bg 2.11): "Mio caro Arjuna, parli molto bene, come un uomo evoluto e colto, ma parli dal punto di vista corporeo dicendo molte sciocchezze, 'Sono i miei parenti, sono i miei fratelli, sono i miei amici. Come potrei ucciderli? Non posso'." La coscienza dell'intera atmosfera è il corpo. Pertanto, non appena Arjuna Lo accetta come maestro spirituale, Krishna lo rimprovera subito, come un maestro rimprovera il suo discepolo: "Sciocco, parli con grande saggezza, come se sapessi tante cose, ma la tua vera condizione è questo corpo". Il mondo intero si atteggia così a leader altamente avanzato nel campo dell'istruzione—scienza, filosofia, politica, questo e quello, tantissime cose. Ma la loro posizione è questo corpo. Come, ad esempio, un avvoltoio.
Un avvoltoio vola molto in alto, sette-otto miglia di altezza. È un fatto incredibile ed ha anche una vista straordinaria. Ha occhi piccoli, ma è così potente che può vedere a una distanza di sette miglia dove si trova una carcassa, un cadavere. Così ha ottime qualità—può elevarsi molto in alto, può vedere da un luogo molto lontano. Ma qual è il suo obiettivo? Un cadavere, tutto qui. La sua perfezione consiste nel trovare un cadavere e mangiarlo. Allo stesso modo, possiamo raggiungere livelli di istruzione molto elevati, ma qual è il nostro obiettivo? Cosa stiamo cercando? Come godere dei sensi e di questo corpo, tutto qui. Poi c'è la pubblicità: "Oh, è andato con lo Sputnik a settecento miglia di altezza". Ma qual è la sua occupazione? La gratificazione dei sensi, è tutto. È un comportamento animalesco. Pertanto le persone non si rendono conto di quanto siano intrappolate nel concetto di vita incentrato sul corpo. Bisogna innanzitutto sapere che la nostra miserabile condizione di esistenza materiale è dovuta a questo corpo, che nel frattempo non è permanente.
Supponiamo che io identifichi ogni cosa con il mio corpo—la famiglia, la società, la nazione, questo, quello, tante altre cose. Ma per quanto tempo? Non è permanente, asat. Asat significa che non esisterà. Asann api klesada asa dehah (SB 5.5.4). [Sebbene temporaneo, questo corpo è fonte di sofferenza]. È semplicemente fastidioso, non è permanente e crea solo problemi. Ecco cos'è l’intelligenza: capire come liberarsi di questo corpo. Le persone vengono da noi e dicono: "Svamiji, sono in difficoltà, non trovo pace", e quando suggeriamo la cura, non l'accettano, vogliono una cura che sia di loro gradimento. È tutto. Allora, come possiamo aiutarle? Allora, perché vanno dal medico? Che si curino da sole. Capite? Il suggerimento è che questo corpo è inutile, ma ciò non significa che non dobbiamo prendercene cura. Come quando si viaggia in auto. Non siamo l'auto, ma poiché dobbiamo usarla per lavoro, bisogna prendersi cura anche dell'auto. Ma non così tanto da lasciarsi assorbire completamente dalla questione dell'auto e in nient'altro.
Come qualcuno che è troppo attaccato all'auto e la lucida tutto il giorno. Capite? Perciò non dovremmo attaccarci troppo a questo corpo; ma poiché è con questo corpo che dobbiamo mettere in pratica la coscienza di Krishna, dovremmo anche mantenerlo in forma. Questo si chiama yukta-vairagya. Non dovremmo trascurarlo: faremo regolarmente un bagno, mangeremo del buon cibo, Krishna prasada, e manterremo la mente e il corpo in salute. Ciò è necessario. Perciò il movimento per la coscienza di Krishna non dice che bisogna semplicemente fingere di rinunciare a qualcosa—tutte sciocchezze. E poi, per compensare, ci si dà alle droghe o all'intossicazione. No, si mangia del buon cibo, che Krishna ci ha donato—frutta, cereali, latte. Si può preparare centinaia di preparazioni con questi alimenti, come noi facciamo. Il motivo per cui vi invitiamo alla "festa dell'amore" [la festa della domenica] è sostituire il prasada di Krishna al vostro cibo senza senso che non è salutare. Il nostro cibo è salutare, gustoso e sano; quindi mangiate del buon Krishna-prasada.
Se la vostra lingua desidera piatti gustosi, possiamo fornirvene centinaia, migliaia di piatti offerti a Krishna, tante buone cose, come i samosa e i rasgulla. Non è proibito, ma non prendetene troppo. "Oh, è davvero delizioso, dammi una dozzina di rasgulla". [ride] No, non prendetene troppi, non va bene, questa è ingordigia. Dovreste solo mangiare e dormire quanto basta per mantenere il corpo in salute. Niente di più. Yuktahara viharasya yogo bhavati siddha (Bg 6.17): "Chi è moderato nel mangiare e nel dormire, nel lavoro e nel riposo può con la pratica dello yoga, alleviare le sofferenze dell'esistenza materiale". Questo si chiama yukta, "in modo regolato". Dovreste mangiare e dormire solamente per mantenervi in salute; e se riuscite a ridurre tanto meglio, ma non a rischio di ammalarsi. Perché, se all'inizio siete abituati a mangiare voracemente, non tentate di mangiare meno in modo artificiale. Mangiate, ma cercate di ridurre al minimo. Pertanto sono previsti dei periodi di digiuno, almeno due digiuni obbligatori al mese; ma ce ne sono altri.
Più riuscite a ridurre sonno e cibo, più vi manterrete in una buona salute, soprattutto per scopi spirituali; ma non artificialmente. E mentre avanzate, lo farete in modo naturale. Proprio come Raghunatha dasa Gosvami—ci sono tanti esempi. Raghunatha dasa era figlio di un uomo molto ricco, se ne andò di casa e si unì a Sri Caitanya. Era l'unico figlio ed era molto amato; aveva una moglie gentile e bella, e lasciò tutto. Se ne andò di nascosto, senza dire nulla, e il padre comprese che era andato da Sri Caitanya a Puri. E poiché era un uomo molto ricco, inviò quattro servitori e quattrocento rupie—a quel tempo, una tale somma rupie valeva venti volte il valore attuale. Così, all'inizio accettò: "Oh, mio padre mi ha mandato questo". E come spendeva il denaro? Invitava tutti i sannyasi—a Jagannatha Puri c'erano molti sannyasi nell'ordine di rinuncia—e ogni mese offriva loro grandi banchetti. Dopo qualche tempo, Sri Caitanya chiese al Suo segretario, Svarupa Damodara: "Non ricevo più inviti da Raghunatha. Cosa è successo?" "Oh, ha smesso di accettare il denaro di suo padre". "Molto bene", disse Sri Caitanya. "Raghunatha ha pensato, 'Ho rinunciato a tutto e ora mi godo il denaro di mio padre? Che sciocchezza'; e così ha rifiutato. A quell'uomo ha detto, 'Torna a casa, non voglio il denaro'". "E ora come vive?", chiese Sri Caitanya.
"Ora sta in piedi sulle scale del tempio di Jagannatha e quando i sacerdoti passano, gli offrono del prasada e lui è soddisfatto". Sri Caitanya disse: "Oh, molto bene". E poi chiese: "Perché rimane là in piedi?" Così, dopo alcuni giorni, Raghunatha dasa Gosvami smise anche di stare là. Sri Caitanya chiese al suo segretario: "Non vedo Raghunatha sulle scale. Cosa sta facendo?" "O signore, ha smesso di stare là perché ha pensato, 'Sono come una prostituta aspettando di ricevere qualcosa, no, è sbagliato". "Oh, molto bene. E allora come mangia?" "Raccoglie il riso scartato dalla cucina e mangia quello". Allora, per incoraggiare Raghunatha dasa Gosvami, un giorno Caitanya Mahaprabhu andò nella sua stanza. "Raghunatha? Ho sentito che mangi del cibo molto buono e non Mi inviti?" Ma lui non rispose. Il Signore scoprì dove teneva il riso e iniziò a mangiarlo. "Oh! È il prasada di Jagannatha! Come puoi dire che non va bene?" Lo disse per incoraggiarlo. "Così non penserà che sto mangiando del cibo scartato".
In tal modo Raghunatha dasa Gosvami ridusse il proprio cibo fino a consumare solo un pezzetto di burro ogni due giorni, proprio così. Eppure continuava a offrire il proprio cibo, prostrandosi e cantando innumerevoli volte. Come descritto nella canzone dei sei Gosvami, sankhya-purvaka-nama-gana-natibhihkalavasani-kritau (Sad-gosvamy-astaka): "Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, che regolarmente si prostravano cantando i santi nomi del Signore". Ci sono esempi molto significativi sul fatto di minimizzare, di ridurre al minimo le necessità materiali fino ad annullarle. Ma non è possibile per tutti, perciò non cercate di imitare Raghunatha dasa Gosvami. Poiché erano associati di Sri Caitanya, ognuno di loro ha mostrato un esempio unico di come si può progredire nella coscienza di Krishna. Tuttavia il nostro compito non è imitarli, bensì cercare di seguirli—ma non in modo artificiale. Se cercate di diventare immediatamente come Raghunatha dasa Gosvami imitandolo—fallirete. E qualsiasi progresso abbiate fatto, sarà vanificato.
Perciò mangiate, ma non più del necessario. Se siete un elefante, allora mangiate cento chili; ma se siete una formica, mangiate solo un granello—non cercate di imitare l'elefante, perché sarete nei guai [ride]. Dio ha dato il cibo all'elefante e alla formica. Perciò, qui è detto: "Non c'è possibilità di diventare uno yogi, o Arjuna, se si mangia troppo o troppo poco". Un programma davvero valido. Non mangiate troppo poco, mangiate quanto vi serve; allo stesso modo, non dormite di più. Se potete, mantenetevi in perfetta salute, ma cercate di ridurre. Se se vi mantenete in forma dormendo cinque ore, perché dovreste dormire dieci ore? Questo è il procedimento da seguire, non fate nulla in modo artificiale. In relazione al corpo, ci sono quattro esigenze—mangiare, dormire, accoppiarsi, difendersi. Il difetto è che la civiltà moderna pensa: "Se possiamo aumentare il processo di mangiare e dormire, tanto meglio. Se possiamo dormire giorno e notte, sabato e domenica, oh, che grande vantaggio, che piacere!" Questa è la civiltà. Pensano che sia un'occasione per godersi la vita. No. Cercate di ridurre il tempo dedicato al sonno, ma non in modo artificiale. Vai avanti.
VERSO 17
Devoto: "Chi è moderato nel mangiare e nel dormire, nel lavoro e nel riposo può con la pratica dello yoga, alleviare le sofferenze dell'esistenza materiale."
Prabhupada: Sì, fate semplicemente questo. Non si tratta di frequentare un cosiddetto corso di yoga e pagare una quota per mantenersi in forma e ridurre il grasso corporeo. Basta praticare: mangiate e dormite per quanto necessario, ciò di cui avete bisogno, e la vostra salute sarà eccellente. Non serve alcun aiuto esterno. Semplicemente praticando in questo modo, tutto andrà bene. Vai avanti. VERSO 18
Devoto: "Quando lo yogi giunge, con la pratica dello yoga, a regolare le attività della mente e, libero da ogni desiderio materiale, si situa nella Trascendenza, si dice che ha raggiunto la perfezione dello yoga."
Prabhupada: Sì, mantenere la mente in equilibrio è la perfezione dello yoga. Ecco come farlo... Nel campo materiale non possiamo mantenere la mente in equilibrio. Non è possibile. Prendete ad esempio la Bhagavad-gita: se la leggete quattro volte al giorno, non vi stancherete; ma se leggete un qualsiasi altro libro, dopo un'ora sarete stanchi. Prendete il mantra Hare Krishna, se lo cantate tutto il giorno e tutta la notte, non vi stancherete mai. Ma se cantate un altro nome, dopo solo mezz'ora è tutto finito, solo una seccatura. Capite? Pertanto, fissare la mente significa mantenere la mente su Krishna e allora diventerete yogi perfetti, non dovrete fare nient'altro. Semplicemente fissate la vostra mente, sa vai manah krishna-padaravindayor vacamsi vaikuntha (SB 9.4.18): "Maharaja Ambarisa impegnava sempre la mente nel meditare sui piedi di loto di Krishna, le sue parole nel descrivere le glorie del Signore, le mani nel pulire il Suo tempio, e gli orecchi nell'ascoltare le parole di Krishna o ciò che riguarda Krishna".
Se parli, parla di Krishna. Se mangi, mangia Krishna prasada. Se pensi, pensa a Krishna. Se lavori, lavora per Krishna. In tal modo, questa pratica yoga sarà perfetta—non altrimenti. E questa è la perfezione dello yoga: essere privi di ogni desiderio materiale. Se si desidera semplicemente Krishna, non ci sarà spazio per il desiderio materiale—svanirà. Non dovete sforzarvi artificialmente, "Oh, non guarderò più una bella ragazza, chiuderò gli occhi". Non potete farlo; ma se fissate la mente nella coscienza di Krishna, danzerete con tante belle ragazze—va bene, come fratello e sorella non c'è problema. Questa è la perfezione nella pratica dello yoga; ma non potete farlo in modo artificiale. Semplicemente, nella coscienza di Krishna c'è tutta la perfezione, quindi cercate di comprenderla. Tutta la perfezione—perché questa è la piattaforma spirituale. E la piattaforma spirituale è eterna, beata e piena di conoscenza. Perciò non abbiate dubbi. Vai avanti.
VERSO 19
Devoto: "Come una fiamma al riparo dal vento non oscilla, così lo spiritualista che controlla la mente rimane sempre fermo nella sua meditazione sull'Anima Suprema".
Prabhupada: Ecco qui l'esempio. Guardate, in questa stanza non c'è movimento d'aria, perciò la fiamma è stabile. Allo stesso modo, se la fiamma della vostra mente rimarrà stabile come questa, se assorbite la mente nella coscienza di Krishna, allora, come la fiamma che non si agita, anche la vostra mente non si agiterà. E questa è la perfezione dello yoga. Continua.
VERSO 20
Devoto: "La perfezione dello yoga, o samadhi, si raggiunge quando si sottrae la mente a ogni attività materiale con la pratica dello yoga".
Prabhupada: Samadhi non significa fare il vuoto, non è possibile. Kleso 'dhikaratas tesam avyaktasakta-cetasam (Bg 12.5): "Per coloro che hanno la mente attratta dal non-manifestato, dall'aspetto impersonale dell'Assoluto, il progresso sarà molto faticoso". Alcuni yogi sostengono che bisogna fermarsi e rimanere immobili. Ma com'è possibile rendersi immobili? Siamo spirito in movimento, perciò non è possibile. Immobile significa che quando si è concentrati in Krishna, non c'è più movimento materiale. Questo è il significato di "immobilità". Le propensioni materiali non vi disturberanno più, e questo è ciò che si chiama "immobilità". Più si aumenta il proprio impegno o le proprie attività nella coscienza di Krishna, più si diventa automaticamente "immobili" nelle attività materiali. Questo è il processo. Ma se vuoi diventare immobile...
Lo stesso esempio: per natura un bambino è irrequieto, non potete rendere immobile un bambino. Gli date qualcosa, un giocattolo o un bel disegno e lui lo guarderà, sarà impegnato e immobile. Questo è il sistema. Così le persone sono in movimento. Ma se volete renderle immobili, allora dategli l'impegno di Krishna. E questa è la realizzazione: Perché dovrei essere impegnato nella coscienza di Krishna se non realizzo che "io appartengo a Krishna, né appartengo a questa nazione o società, né a questi furfanti, sono semplicemente di Krishna". Immobile. Sono immobile nella Sua piena conoscenza. E questa è la mia posizione—ne faccio parte integrante. Mamaivamso jiva (Bg. 15.7): "Gli esseri viventi sono i Miei frammenti eterni". Perciò, non appena si comprende che "io sono parte integrante di Krishna", si diventa immediatamente immobili alle attività materiali. È certamente così. Continua.
VERSO 21-22
Devoto: "Così con la mente pura, lo yogi è in grado di vedere il suo vero sé e gustare la gioia interiore. In questo stato sereno gode di una felicità trascendentale illimitata e gioisce attraverso i sensi spirituali. Raggiunta questa perfezione, non si allontana più dalla verità e comprende che non c'è nulla di più prezioso".
Prabhupada: Mente pura significa capire che "io appartengo a Krishna". Questa è la mente pura. La mente, in questo momento, è contaminata. Perché? Penso di appartenere a questo, a quello o a quest'altro. Ma quando la mia mente è fissa nel pensiero che "io sono di Krishna", questa è la mia perfezione. Una tale gioia nel sé, significa che Krishna è il Sé Supremo; e una tale pratica dello yoga significa che "io sono il sé individuale". Quando sono in samadhi con Vishnu, il Sé Supremo, allora quella è la mia stabilità mentale. Perciò, il Sé Supremo e il sé individuale, quando gioiscono... Perché il piacere non può essere solitario, bisogna essere in due. Avete fatto esperienza di gioire da soli? No. La gioia da sola non è possibile. Gioire significa essere in due: Krishna e voi—l'Anima Suprema e l'anima individuale. Questa è la via. Non si può gioire da soli—questa non è la vostra condizione.
VERSO 23
Devoto: "In questa posizione, non è più turbato neppure nelle più grandi difficoltà. Questa è la vera libertà da tutte le sofferenze sorte dal contatto con la materia."
Prabhupada: Nella più grande difficoltà. Se sei convinto che "io sono parte integrante di Krishna", allora anche nella più grande difficoltà della tua vita, saprai che Krishna ti proteggerà—questa è la resa. Fai del tuo meglio, usa la tua intelligenza, ma credi in Krishna. Varasa neha pitaro... E se Krishna ti trascura, nessun altro rimedio potrà proteggerti. Supponiamo che qualcuno sia malato: molti medici esperti lo curano e gli offrono ottime medicine. Ciò gli garantisce la vita? No, non è una garanzia. Se Krishna lo trascura, nonostante i buoni medici e le medicine, egli morirà. Se invece Krishna lo protegge, anche senza cure specialistiche, sopravviverà comunque. Se si è saldamente fissi in Krishna, completamente arresi—uno dei punti della resa è che "Krishna mi proteggerà"—allora si è felici. Proprio come un bambino, che è completamente arreso ai genitori ed è fiducioso che "mio padre e mia madre sono qui", quindi è felice. Kadaham aikantika-nitya-kinkarah:
"ServendoTi costantemente, ci si libera da ogni desiderio materiale e si ottiene la pace interiore". (Stotra-ratna 43) Se sapete che "c'è qualcuno che mi protegge e mi salva", non siete forse molto felici? Ma se fate tutto da soli, assumendovi ogni responsabilità, siete felici? Allo stesso modo, se nella coscienza di Krishna siete convinti che "Krishna mi proteggerà" e se siete fedeli a Krishna, questo è il vero metro di misura della felicità. Altrimenti non è possibile essere felici. Eko bahunam vidadhati kaman (Katha Upanishad 2.2.13): "Una sola persona, il Signore Supremo, provvede ai bisogni primari di tutte gli altri esseri viventi". È un dato di fatto che Krishna vi protegge anche nella vostra condizione di ribellione. Senza la protezione di Krishna non potreste vivere nemmeno per un secondo. È così gentile e benevolo. Ea quando lo ammettete, quando lo riconoscete, allora diventate felici. Così Krishna vi sta proteggendo tutti, ma voi non lo sapete perché prendete la vita a vostro rischio e pericolo.
Perciò Egli vi ha dato la libertà: "Bene, fate quello che volete; per quanto possibile vi proteggerò ". Ma quando vi arrendete completamente a Krishna, tutta la responsabilità è di Krishna—questa è una protezione speciale. Proprio come un padre: Se il figlio è cresciuto, non si cura del padre e agisce liberamente, cosa può fare il padre? "Bene, fai quello che vuoi". Ma il figlio che è pienamente sotto la protezione del padre, questi si prende maggiormente cura di lui. Ciò è confermato nella Bhagavad-gita (9.29): samo 'ham sarva-bhutesu, "Io sono equanime verso tutti"; e na me dvesyah, "Nessuno è mio nemico". Come può essere nemico? Ognuno è figlio di Krishna. Come può un figlio diventare nemico del padre? Non è possibile, Egli è amico di tutti—ma noi non approfittiamo della Sua amicizia—questa è la nostra malattia. È amico di tutti, samo 'ham sarva-bhutesu. E chi lo riconosce, allora può capire che "Krishna mi sta dando protezione in questo modo". Questa è la via della felicità. Continua.
VERSO 24
Devoto: "Si deve praticare lo yoga con una fede e una determinazione incrollabili. Si devono abbandonare senza riserve tutti i desideri materiali generati dal falso ego e controllare, con la mente, tutti i sensi". Spiegazione: "Chi pratica yoga deve essere determinato e deve perseverare pazientemente nella pratica senza deviazioni".
Prabhupada: Così, questa determinazione può essere effettivamente praticata o raggiunta da chi non si abbandona alla vita sessuale. La sua determinazione è forte. Perciò all'inizio si diceva che senza vita sessuale, o vita sessuale controllata, non c'è determinazione. Se si indulge nella vita sessuale, allora la determinazione non si manifesterà, oppure sarà incerta. Capite? Pertanto, la vita sessuale dovrebbe essere controllata o abbandonata. Se è possibile, abbandonarla del tutto; altrimenti controllarla. Allora otterrete la determinazione. Perché, dopotutto, la determinazione è una questione corporea. Così questi sono i metodi per ottenere la determinazione. Vai avanti.
Devoto: (Spiegazione) "Lo yogi deve proseguire il suo cammino con determinazione e pazienza, senza mai deviare, sicuro del successo, perseverante nel suo sforzo e senza scoraggiarsi".
Prabhupada: Determinazione significa che bisogna andare avanti con pazienza e perseveranza. Se non ottengo il risultato sperato, non devo dire: "Oh, cos'è questa coscienza di Krishna? Mi arrendo". No, determinazione. È un dato di fatto. Poiché è Krishna a dirlo, deve accadere. C'è un bell'esempio: Una ragazza è sposata e desidera ardentemente un figlio. Così, se pensa, "Ora che sono sposata, devo avere subito un figlio", è possibile? Abbi solo pazienza, diventa una moglie fedele, servi tuo marito e lascia che il vostro amore cresca, e, poiché siete marito e moglie, è certo che avrete dei figli. Ma non essere impaziente. Allo stesso modo, quando siete nella coscienza di Krishna, la vostra perfezione è garantita—ma dovrete avere pazienza e determinazione, e il pensiero che "Devo praticare e non essere impaziente". L'impazienza è dovuta alla perdita di determinazione. E come si verifica questa perdita di determinazione? A causa di una vita sessuale eccessiva. Queste sono tutte conseguenze. Vai avanti.
Devoto (Spiegazione): "Il successo è assicurato per il praticante rigoroso. A questo proposito Rupa Gosvami afferma che 'Si può avere successo nel bhakti-yoga solo se si compie il proprio dovere con entusiasmo, perseveranza e determinazione, in compagnia dei devoti, e si agisce soltanto nella virtù". (Upadeshamrita 3) Per quanto riguarda la determinazione, bisognerebbe seguire l'esempio del passero che aveva deposto le uova sulla riva dell'oceano, ma il grande oceano le aveva portate via con le sue onde. Inquieto, chiese all'oceano di restituirgli le uova, ma l'oceano non prestò la minima attenzione ai suoi lamenti. Allora decise di svuotare l'oceano col suo minuscolo becco e tutti lo derisero per la sua folle decisione".
Prabhupada: Guardate, un passero sta cercando di prosciugare l'oceano. [ride] Questa si chiama determinazione. Proprio come il nostro Gandhi, che dichiarò guerra agli inglesi—la guerra era non violenta, basata sulla non cooperazione. Capite? Ma la determinazione c'era: "Devo scacciare gli inglesi", e ci è riuscito. E con quale arma? La non violenza: "Bene, combattete, uccidetemi pure; ma io non vi attaccherò". Vedete? Questa è determinazione. La gente rideva: "Gandhi sta dichiarando guerra agli inglesi, al potentissimo Impero britannico". E in effetti, dopo che gli inglesi persero l'India, persero tutto l'Impero, perché quella era la perla dell'Impero britannico. Persero tutti i possedimenti in Estremo Oriente, il possesso dell'Egitto e il controllo sul Canale di Suez—persero tutto. Perciò la determinazione è una cosa meravigliosa. Vai avanti.
Devoto (Spiegazione): "La notizia delle sue gesta si diffuse, e alla fine giunse alle orecchie di Garuda, l'aquila gigantesca che trasporta Vishnu. Preso da compassione per il suo piccolo fratello e compiacendosi della sua determinazione, promette di aiutarlo. Ordina quindi all'oceano di restituire subito le uova, con la minaccia di prosciugarlo. Lo yoga, e in particolare il bhakti-yoga, può sembrare un'impresa difficile, ma se lo pratichiamo con determinazione, il Signore certamente ci aiuterà".
Prabhupada: Sì. È tutto, grazie. Avete domande? (fine)
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