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 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 1 Verso 43
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Sangeeta Dasi
Moderatore



27 Messaggi

Inserito il - 08/10/2018 : 13:51:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 1
Verso 43


utsanna-kula-dharmanam
manusyanam janardana
narake niyatam vaso
bhavatity anususruma


TRADUZIONE

"O Krishna, sostegno del popolo, so da fonte autorizzata che coloro che distruggono le tradizioni familiari vivono per sempre all'inferno".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Gli argomenti presentati da Arjuna non sorgono da un’esperienza personale, ma da ciò che ha sentito da fonti autorizzate. Questo è il modo per ottenere la vera conoscenza. Non è possibile raggiungere la vera conoscenza senza l’aiuto della persona che la possiede già perfettamente.

Secondo il varnasrama-dharma, prima di morire l’uomo deve sottoporsi a un procedimento di espiazione destinato a purificarlo dalle sue attività colpevoli. Chi commette sempre attività peccaminose deve avvantaggiarsi del metodo di espiazione detto prayascitta, altrimenti sarà costretto a rinascere su un pianeta infernale, dove condurrà una vita assai miserevole come risultato delle sue azioni colpevoli".






LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 30 Luglio 1973

utsanna-kula-dharmanam
manushyanam janardana
narake niyataa vaso
bhavatity anususruma

“O Krishna, sostegno di tutti, io so da fonte autorizzata che coloro che distruggono le tradizioni familiari dimorano per sempre all’inferno”.

"La tradizione di famiglia – ma la famiglia di chi? ‘Manushyanam’, degli esseri umani. Gli umani hanno una famiglia, hanno ‘kula-dharma’ e ‘jati-dharma’, secondo i quattro varna della società umana – ‘catur-varnyam maya srishtam guna-karma-vibhagasah’ (Bg 4.13): “Io ho creato le quattro divisioni della società umana sulla base delle tre influenze della natura materiale e delle attività ad esse collegate”.

Questo è destinato agli esseri umani, ‘manushyanam’, non agli animali; e perciò, se la società non accetta il principio del varnasrama-dharma ordinato da Krishna, il Signore Supremo, gli esseri non sono annoverati tra gli umani, ma sono considerati non diversi dagli animali perché non hanno dei princìpi regolatori e sistematici di vita. Nella conversazione con Ramananda Raya, Caitanya Mahaprabhu chiese: “Qual è il vero scopo della vita?” – sadhya-sadhana-nirnaya (Cc. Madhya 8.118). Sadhya e sadhana – ‘sadhya’ è lo scopo ultimo che appartiene alla forma umana, e ‘sadhana’ sono le attività con le quali si ottiene lo scopo.

Con la sua teoria Darwin dà un’idea di evoluzione progressiva, ma non conosce lo scopo della vita e perché c’è l’evoluzione. Questi mascalzoni non hanno conoscenza, ma prendono a capriccio qualche informazione dal Padma Purana e Vaivarta Purana. Esistono 8.400.000 specie di vita, o ‘jiva-jati’, e queste sono già presenti; e così l’essere vivente vaga nel ciclo di trasmigrazione dell’anima. Da queste informazioni Darwin può trarre alcuni suggerimenti, ma non sarebbe in grado di spiegarli in modo approprio, né potrebbe cogliere il significato della trasmigrazione dell’anima.

Comunque, perché l’essere vivente vaga continuamente? Deve esserci uno scopo desiderato, e il conseguimento di tale scopo è detto ‘sadhya’. Perché l’essere lotta per ottenere la felicità, o altro? La stessa domanda è stata sollevata da Caitanya Mahaprabhu: “Qual è lo scopo della vita?” E se non c’è uno scopo, perché lottare? Deve esserci uno scopo di vita, sadhya; e sadhana è il mezzo per ottenerlo.

Quando le persone discutono, hanno l’abitudine di dire “secondo me”, “io penso”. Ma quale insensatezza state pensando? Qual è la vostra conoscenza? Eppure sono molto orgogliosi, e nessuno pensa di essere un nonsenso di prima classe. Che valore ha la tua opinione?

Prakasananda Sarasvati disse a Caitanya Mahaprabhu: “Tu sei un sannyasi e non t’impegni nello studio del Vedanta, ma semplicemente canti Hare Krishna, Hare Krishna”. Poiché si suppone che un sannyasi legga sempre e soprattutto la filosofia del Vedanta, perciò, “Perché canti continuamente come una persona sentimentale?” Sri Caitanya rispose: “Caro maestro spirituale, in realtà Io sono un grande sciocco”. Sri Caitanya era conosciuto da tutti come un grande studioso erudito, eppure ora Egli Si atteggiava come un grande sciocco. Con il Suo esempio Egli indicava la via.

L’autore della Sri Caitanya-caritamrita dichiara: “Sono più basso di un verme negli escrementi, e più peccaminoso di Jagai e Madhai”, ‘purisera kita haite muni sei laghistha’ (Cc. Adi 5.205). Jagai e Madhai erano grandi ubriaconi e cacciatori di donne, ed erano dei peccatori, sebbene nati in famiglie di brahmana elevati. ‘Laghistha’ significa il più basso. Questa è la via. Eppure ognuno crede di essere un grande uomo e di avere un’opinione su tutto. In realtà sono mascalzoni e disonesti. Il vero erudito è colui che pensa di non valere nulla, ed è umile e mite. Questa persona non pensa di essere erudito, il migliore di tutti e al di sopra di ogni regola, o di essere diventato un paramahamsa. Questa è un’insensatezza. Perciò ognuno dovrebbe pensare, “Sono il più grande sciocco”; e sforzandosi su questa via diventerà perfetto. Ma se pensa, “Ora sono diventato perfetto, sono un paramahamsa”, allora non sarà in grado di seguire i princìpi regolatori spirituali e cadrà facilmente.

Così Arjuna dichiara, ‘narake niyatam vaso bhavati iti anususruma’ (Bg 1.43): “O Krishna, ho ascoltato da fonte autorizzata”; e non dice: “È mia opinione che con quest’azione si cadrà all'inferno”. Non esprime un’opinione personale, ma dice ‘anususruma’, “ho ascoltato da fonte autorizzata”. Questo è il sistema parampara. Non si può convalidare un argomento con un’opinione personale, ma con citazioni dalle Scritture autorizzate. Similmente, quando Sri Caitanya chiese: “Qual è lo scopo della vita e il mezzo per ottenerlo?”, Ramananda Raya rispose: “Il vero scopo della vita è di soddisfare il Signore Supremo”.

Il dovere del cittadino è soddisfare l’autorità o il governo; e ogni governo riconosce un cittadino elevato conferendogli un titolo, come i “lord” inglesi. Se questo è il sistema nella vita ordinaria, allora lo scopo dovrebbe essere quello di soddisfare il governo o il governatore supremo. Questo è buonsenso. Tuttavia non hanno un’autorità suprema, e ogni volta che fanno un governo pensano che sia decisivo. Ma esistono innumerevoli regni sugli innumerevoli pianeti, e al di sopra di tutti c’è un’autorità suprema, Krishna – ‘isvarah paramah krishnah sac-cid-ananda-vigrahah’ (Bs 5.1). Questa è l’ingiunzione delle Scritture.

Come nel nostro sistema governativo ci sono vari dipartimenti i cui i direttori sono amministrati da un segretario, similmente per i pianeti ci sono vari controllori che sono amministrati da Brahma, il controllore dell’universo; e il proprietario supremo è Krishna, ‘sarva-loka-mahesvara’ (Bg. 5.29), che ha molti segretari e assistenti. Brahma significa amministratore dell’universo, o ‘brahmanda’, e ci sono tanti Brahma quanti sono gli universi, cioè illimitati (anda-koti) – ‘yasya prabha prabhavato jagad-anda-kotih’ (Bs. 5.40). Brahmanda o jagad-anda – ‘anda’ significa a forma di uovo.

In passato, prima dell’avvento della scienza, pensavano che il mondo fosse piatto; ma milioni di anni fa sapevano che il mondo e ‘bhu-gola’; ‘gola’ significa rotondo. Eppure i mascalzoni sostengono che in passato gli uomini non erano intelligenti. Così gli intelligenti sono loro! che non molto tempo fa pensavano che il mondo fosse piatto; mentre le persone vissute milioni di anni fa, che sapevano che il mondo è tondo, sono meno intelligenti. L’universo è a forma di uovo, ‘jagad-anda-kotih’, ed è rotonda anche la volta celeste, che costituisce le pareti dell’universo.

Supponiamo che screditiate la regina proclamando che è una prostituta. Che cosa vi accadrà? Sarete immediatamente arrestati e puniti. Potete dirlo in privato, a casa vostra, ma se lo dite in pubblico, sarete considerati dei criminali. Perciò il vostro dovere è di rispettare la regina e di attenervi agli ordini del governo. Questo è il vostro obiettivo di buoni cittadini. Qual è la differenza tra un buon cittadino e un fuorilegge? La differenza è che un buon cittadino cerca sempre di soddisfare il governo attenendosi alle leggi. Perciò il nostro scopo ultimo è di soddisfare il governo supremo, Krishna, perché Krishna è il Supremo e tutti gli universi Gli appartengono.

Così come nella creazione materiale ci sono innumerevoli universi, similmente nel mondo spirituale ci sono innumerevoli pianeti. Questo è buonsenso – perché la gente non capisce? Perciò la nostra occupazione è di soddisfare Krishna per diventare perfetti. ‘Vishnur aradhyate’ (Cc. Madhya 8.58). Questa è la filosofia. ‘Na te viduh svartha-gatim hi vishnum’ (SB 7.5.31), le persone intrappolate nel concetto materiale di vita, non conoscono il vero scopo, e il loro vero interesse, cioè tornare da Dio nella Sua dimora eterna.

Sul lavoro c’è sempre un capo che dà ordini, sebbene non siano ordini decisivi perché al di sopra di lui c’è un altro segretario, e al di sopra di questi c’è un altro direttore, e infine c’è il dirigente che amministra e che tutti cercano di soddisfare. Queste sono cose di ordinaria amministrazione. Similmente ci sono molti controllori, ma il controllore supremo è Krishna, o Vishnu, e perciò è logico che lo scopo sia di soddisfare il Signore Supremo, Vishnu o Krishna. Questo è buonsenso.

Questo è il vaishnavismo. Chi vuole soddisfare Vishnu è detto vaisnava; Vishnu è il Signore Supremo e ogni cosa è organizzata in modo da soddisfarLo. Da dove ha inizio? Si possono educare i cani e i gatti a soddisfare Vishnu? Impossibile. Gli animali sono semplicemente impegnati nei quattro princìpi di vita: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Non possono essere educati, “Obbedite a Vishnu e diventate devoti”. ‘Man-mana bhava mad-bhakto mad yajs mam namaskuru’ (Bg. 18.65), diventate devoti di Krishna e pensate sempre a Lui. Impossibile. Perciò è usata la parola ‘manushyanam’ (Bg.1.43); è il dovere di manushya, dell’uomo, e non degli animali. La vita umana ha una grande responsabilità; e se diventate come cani e gatti, o hippy, allora tutto è distrutto. ‘Utsanna-kula-dharma’, le tradizioni familiari sono distrutte.

Non hanno famiglia e non si curano delle regole. ‘Jaghanya-guna-vritti-sthah’ (Bg. 14.18), coloro che subiscono il condizionamento ignobile dell’ignoranza, scivolano nei mondi infernali. Non si lavano, non adorano Dio e conducono una vita irresponsabile. L’ho visto in Amsterdam, a Vondal Park – terribile. In realtà questo è ciò di cui parlava Arjuna cinquemila anni fa, e sta accadendo ora. Utsanna (ogni cosa distrutta), nessuna famiglia, nessuna tradizione; ma l’uomo ha il dovere di capire la sua posizione e il dovere di soddisfare il Signore Supremo. Questo è il programma. Perciò Ramananda Raya citò un verso dal Vishnu Purana, ‘varnasramacaravata purushena parah puman, vishnur aradhyate’ (Cc. Madhya 8.58) – il Signore Supremo è adorato con i doveri prescritti nel sistema del varnasrama.

Lo scopo è di soddisfare Vishnu diventando vaisnava. Anche l’essere brahmana è uno stato inferiore. Sappiamo dal Caitanya-caritamrita che, quando Madhavendra Puri installò la Divinità, c’erano molti brahmana di casta che egli iniziò come vaisnava; perché, se non si è vaisnava non si ha il diritto di adorare Vishnu. Vishnu non accetterà niente da nessuno, a meno che non sia Suo devoto. Pensate che Vishnu abbia bisogno delle vostre offerte? Che sia venuto da voi perché non ha nient’altro da mangiare? Egli accetta le vostre offerte solo sulla base dell’amore. Il vaisnava ama Vishnu, e Vishnu accetta il cibo che egli Gli offre. ‘Patram puspam phalam toyam yo me bhaktya prayacchati’ (Bg. 9.26). Il punto essenziale è la bhakti e non il cibo gustoso.

Perciò, ‘vishnur aradhanam’ è lo scopo della vita umana. Significa che si deve diventare vaisnava, e vaisnava significa condurre una vita regolata e imparare come soddisfare Vishnu – ma chi distrugge tutto finirà per prendere la forma di un maiale. Perciò tutto il programma vedico è centrato su come soddisfare Vishnu. Così è detto ‘utsanna-kula-dharmanam manushyanam’ (Bg. 1.43). Chi ha la forma umana deve seguire i princìpi regolatori della vita di famiglia, la tradizione e la disposizione metodica delle quattro divisioni della società – brahmana, ksatriya, vaisya, sudra – e potrà così soddisfare il Signore Supremo.

Lo scopo è di soddisfare il Signore, e ciò può essere fatto perfettamente se seguiamo i princìpi regolatori di jati-dharma, o kula-dharma. Jati-dharma significa che i nati in famiglie di brahmana hanno particolari doveri da compiere. Essendo molto orgogliosi della loro nascita, alcuni pensano: “Sono nato in una famiglia brahmana perciò non ho più doveri e posso fare ciò che voglio”; e vedendo altri che s’impegnano nel servizio devozionale, dicono: “Oh, voi siete nati in famiglie inferiori, ma noi facciamo ciò che vogliamo”. Vedete? Non sanno che ‘jati-dharma kula-ghnanam, utsanna-kula-dharmanam’. Se siete veramente brahmana, dovete mantenere la tradizione della vostra famiglia.

Sia nel campo politico, sociale o spirituale, se avete la forma umana e volete fare della vostra vita un successo, allora dovete mantenere la tradizione del vaisnava-brahmana. Così noi siamo vaisnava e la nostra unica tradizione è come soddisfare Vishnu. Questa è la tradizione di tutti, ma soprattutto dei vaisnava, che devono essere molto attenti a mantenere soddisfatto Vishnu o Krishna. Questa è la nostra unica tradizione e non dobbiamo trascurarla, altrimenti, ‘utsanna-kula-dharmanam’, rovineremo tutto.

Se avete invitato Vishnu, Krishna o Caitanya Mahaprabhu ad accettare il vostro servizio, allora dovete servire bene e stare molto attenti alla pulizia e alla purificazione; altrimenti ogni cosa è rovinata, utsanna-kula-dharmanam. Il ‘kula-dharma’ del vaisnava è semplicemente soddisfare Krishna. In realtà la forma umana, manushyanam, inizia quando siamo pronti a servire il Signore Supremo, Sri Vishnu. Questa è la vita umana, altrimenti è una vita animale. Di conseguenza il mondo intero è nel caos, nessuno desidera servire Vishnu, e sono avidi di servire soltanto i loro sensi. Invece di diventare il servitore dei sensi, devi diventare il maestro dei sensi, e allora sarai un gosvami, altrimenti sarai solo un ‘go-dasa’, e questa è vita animale.

Come diventare maestri dei sensi? Impegnandoli sempre nel servizio di Krishna i sensi saranno automaticamente controllati. Come la lingua, che ci ordina di mangiare del cibo gustoso; ma se siamo vaisnava e abbiamo fatto il voto di non mangiare nient’altro che prasada, allora i nostri sensi sono già controllati. Ma è impossibile cercare di controllarli con la forza; come fa lo yogi, che cerca di farlo artificialmente con qualche esercizio ginnico.

Anche se ci riuscirà per qualche tempo, i sensi sono talmente potenti che non saranno fermati a lungo in modo artificiale; ma dovranno essere impegnati in migliore modo – ‘hrisikena hrisikesha-sevanam bhaktir ucyate, sarvopadhi-vinirmuktam tat-paratvena’ (Cc. Madhya 19.170), si deve purificare i propri sensi impegnandoli sempre nel servizio del Signore Supremo, Hrisikesha, il maestro dei sensi. Quando servirete con i sensi purificati e sarete liberi da ogni designazione materiale, allora il vostro servizio sarà definito Bhakti, puro servizio devozionale.

La tradizione della famiglia, ‘kula-dharma’, non è destinata ai cani e ai gatti. Se volete vivere come esseri umani, allora, ‘purushena parah puman’ (Cc. Madhya 8.58), dovete servite il Signore compiendo i doveri prescritti, e perciò, ‘catur-varnyam maya sristam guna-karma-vibhagasah’ (Bg. 4.13): “Io ho creato le quattro divisioni della società umana – brahmana, ksatriya, vaisya, sudra”.

Ognuno dovrebbe servire in accordo a guna e karma, secondo le sue qualità e la sua capacità di agire, e allora la società sarà ben organizzata, ci sarà la pace e tutti progrediranno gradualmente verso Dio. Altrimenti ci sarà il caos, proprio come al momento presente. Perciò, “Caro Janardana, Krishna, se nella società umana le tradizioni familiari sono corrotte, allora l’uomo vive per sempre all’inferno, ‘narake niyatam vaso’”.

Se viviamo come cani e gatti, allora nella vita successiva otterremo cani e gatti. Ma questi mascalzoni non lo sanno, né credono in una vita successiva. È una condizione orribile. Se, intenzionalmente, l’uomo non segue il metodo del varnasrama-dharma, allora, ‘utsanna-kula-dharmanam manushyanam janardana, narake niyatam. ‘Nityam’ significa “per sempre”. Poiché segue le imposizioni di maya – “se agisci in questo modo, vivrai da re” – cade in una condizione infernale, come quella dei maiali che abitano in luoghi immondi e mangiano escrementi. Una volta, per una maledizione di Brihaspati, il deva Indra fu costretto a prendere la forma di un maiale, e quando Brahma gli rammentò chi fosse, lui rifiutò ogni sua responsabilità. Ciò è detto ‘avarana-atmika-shakti’: vivere nella più bassa condizione di vita e pensare di essere felici. Se non raggiunge il livello di ‘athato brahma jijnasa’ (indagare sul Brahman Supremo)… e ci arriverà seguendo le tradizioni familiari".





Fine.

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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
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Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.


























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