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 Radhastami - Avvento di Srimati Radharani
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Sangeeta Dasi
Moderatore



27 Messaggi

Inserito il - 17/09/2018 : 10:44:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezione* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada,

tenuta il 29 Agosto 1971 a Londra (Regno Unito), in occasione della

ricorrenza dell'avvento di Srimati Radharani, compagna eterna del

Signore Krishna







"Oggi è Radhastami, il giorno dell’apparizione di Srimati Radharani, che avviene quindici giorni dopo la nascita di Krishna. Radharani è la potenza di piacere di Krishna, ‘radha-krishna-pranaya-vikritir hladini-saktih’, gli scambi d’amore tra Radha e Krishna sono esibiti dalla potenza di piacere del Signore. La Suprema Personalità di Dio possiede una varietà di energie, com'è confermato nella letteratura vedica:

‘Parasya saktir vividhaiva sruyate’ (Cc. Madhya 13.65, spiegazione): “Il Signore Supremo possiede molteplici potenze, e queste agiscono in modo così perfetto che ogni coscienza, ogni forza e ogni attività è unicamente diretta dal Suo volere”.

‘Na tasya karyam karanam ca vidyate’ (Bg. 3.17, spiegazione): “Il Signore non possiede un corpo materiale come un comune essere vivente, non c’è alcuna differenza tra il Suo corpo e la Sua anima. I Suoi poteri sono infiniti, e anche le Sue gesta sono infinite”.

Il Signore Supremo non ha niente da fare personalmente, ‘na tasya karyam’. Anche in questo mondo vediamo che un grande capo politico, o un abile uomo d’affari, non ha niente da fare personalmente perché ha molti assistenti e segretari; similmente, perché il Signore Supremo, che possiede le sei opulenze e ha innumerevoli assistenti, dovrebbe fare qualcosa?

Nella Bhagavad-gita (13.14) è detto, ‘sarvatah pani-padas tat’: “In ogni luogo sono le Sue mani e le Sue gambe”. Scoprirete che Krishna non ha niente da fare ma è semplicemente impegnato nei Suoi divertimenti con le gopi e Radharani; non è impegnato a uccidere demoni. Quando uccide i demoni Egli è Vasudeva Krishna e non l’originale Krishna. Krishna Si espande, e la Sua prima espansione è Baladeva, che a Sua volta Si espande in Sankarshana, Pradyumna, Aniruddha, Vasudeva. Quindi Krishna agisce a Mathura e a Dvaraka nella forma di Vasudeva; ma nella Sua forma originale Egli rimane a Vrindavana.

Uno dei più grandi scrittori di narrativa del Bengala, Bankimchandra Chatterjee, ha frainteso che Krishna di Vrindavana, Krishna di Dvaraka e Krishna di Mathura siano tre persone diverse. La verità è che Krishna è lo stesso ma può espandersi in milioni e trilioni di forme. ‘Advaitam acyutam anadim ananta-rupam adyam purana-purusam’ (Bs 5.33). Egli è ‘advaita’, uno senza secondi. Sebbene abbia illimitate forme, ‘ananta-rupam’, tuttavia è ‘adyam purana-purusam’, la causa originale e il Purusha eterno senza inizio – la Sua forma infinita non ha altra origine che sé stessa. Perciò in Lui non esiste tale distinzione.

Così, quando Krishna vuole divertirSi, che tipo di divertimento svolgerà? Questo è stato discusso da Srila Jiva Gosvami. La Verità Assoluta, Krishna, ha tre differenti aspetti: Brahman, Paramatma e Bhagavan, o Param Brahman. Alcuni, come i jnani, che cercano di comprendere con la speculazione mentale e il potere della conoscenza, realizzano la Verità Assoluta come il Brahman impersonale; mentre gli yogi, che cercano di comprendere con la meditazione, realizzano la Verità Assoluta come il Paramatma situato nel cuore di tutti. ‘Isvarah sarva-bhutanam hrid-dese rjuna tisthati’ (Bg. 18.61): “Il Signore è presente nel cuore di ognuno e dirige l’errare di ogni essere vivente”.

L’aspetto del Paramatma è un’espansione di Krishna simultaneamente situata all'esterno e all'interno di ogni atomo nell'universo, ‘andantara-stham paramanu-cayantara-stham’ (Bs 5.35). Nella Bhagavad-gita è detto che con un solo frammento della Sua persona Egli pervade e sostiene universo intero, ‘athava bahunaitena kim jnatena tavarjuna ekamsena vistabhyaham’ (10.42). ‘Ekamsena’, un solo frammento. Nel far capire ad Arjuna la Sua diversa esistenza potenziale, nel decimo capitolo Krishna spiega: “Io sono questo. Tra di loro, io sono questo...” E conclude, dicendo: “Ma a che servono tutti questi particolari? Basta sapere che l’intera manifestazione cosmica esiste solo grazie a una Mia porzione plenaria che penetra in ogni cosa e per cui ogni cosa esiste”.

Questo mondo materiale, ‘jagat’, esiste solo in una porzione plenaria di Krishna. Se il Signore non vi entra, quest’universo non può esistere; proprio come questo corpo non può esistere se non vi entra l’anima spirituale. Appena l’anima spirituale si spegne, immediatamente il corpo diventa inutile. Anche se era un primo ministro o qualsiasi altra cosa, appena l’anima esce, quel corpo non vale un centesimo. Similmente, poiché Krishna vi entra, questo universo ha un significato; altrimenti sarebbe una semplice massa di materia priva di valore. Perciò, ‘ekamsena sthito jagat’ (Con un solo Mio frammento sostengo l’universo).

Cercate dunque di capire Krishna. E quando Krishna desidera provare piacere, che tipo di divertimento svolgerà? Cercate di comprendere questo punto. Tutti sanno che Dio è grande. E quando “il grande” vuole gioire, allora, quale sarà la qualità del Suo divertimento? È importante capire questo. Radha-Krishna. Perciò, Svarupa Damodara Gosvami ha scritto questo verso: ‘radha-krishna-pranaya-vikritih’. Gli scambi d’amore di Radha e Krishna non sono ordinari, sebbene appaiano simili alle relazioni amorose di questo mondo.

Se una persona comprende questo ‘pranaya-vikritih’, gli scambi d’amore o la trasformazione di diversi sentimenti, il risultato sarà che i suoi desideri lussuriosi materiali si dissolveranno, e in conseguenza diventerà ‘dhira’, o indisturbato, anche di fronte alla provocazione.

Ma coloro che non capiscono Krishna e Lo considerano un uomo ordinario, come uno di loro, sono dei mascalzoni e degli sciocchi (mudha). ‘Avajananti mam mudha manusim tanum asritam’, gli sciocchi Lo deridono quando discende nella forma umana. Questi mascalzoni non conoscono la Sua natura trascendentale, ‘param bhavam’, e cercano d’imitare i Suoi divertimenti rasa-lila. Ce ne sono molti di questi mascalzoni, e queste cose stanno accadendo. Non c’è comprensione di Krishna. Comprendere Krishna è molto difficile.

manusyanam sahasresu
kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kascin mam vetti tattvatah

“Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e tra coloro che la raggiungono raro è colui che Mi conosce veramente” (Bg. 7.3).

Su milioni di persone forse una potrà sforzarsi di rendere perfetta la sua vita. In realtà, tutti stanno lavorando come animali; e in queste condizioni è impossibile ricercare la perfezione della vita. Le propensioni degli animali sono mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi, e perciò tutti sono impegnati come gli animali. Non hanno altre occupazioni, così come gli animali, i maiali, che lavorano giorno e notte, “dove sono gli escrementi? dove sono gli escrementi?”; e appena trovano escrementi e cibo, ingrassano, “dov'è il sesso? dov'è il sesso?”, senza considerazioni di madre o sorella. Questa è la vita del maiale.

La vita umana non è destinata a una civiltà animale; eppure la civiltà moderna non è differente dalla civiltà del maiale, sebbene sia lustrata con un elegante abito. Dovremmo quindi cercare di capire. Questo movimento per la coscienza di Krishna è per la comprensione di Krishna; e per questo è richiesto un po’ di fatica, austerità e penitenza. ‘Tapasya brahmacaryena samena damena ca’. Si deve intraprendere tapasya, austerità; come il brahmacarya, o celibato.

Brahmacarya significa interrompere la vita sessuale o controllarla. La civiltà vedica, perciò, consiste nell'educare fin dall'inizio i ragazzi ad essere brahmacari, celibi. Non è come ai giorni nostri, nelle scuole moderne, dove i ragazzi e le ragazze, di dieci o dodici anni, si divertono tra loro. In questo modo il cervello sarà rovinato e non riuscirà a comprendere le cose più elevate. I tessuti cerebrali sono persi.

Se non si diventa brahmacari, quindi, nessuno può comprendere la vita spirituale. ‘Tapasya brahmacaryena samena damena ca’ (SB 6.1.13). Sama: controllare la mente; damena: controllare i sensi; tyagena: dare in carità per una buona causa; satya: essere veritieri; saucena: essere puliti esternamente, e internamente seguendo i princìpi regolatori. Questi sono i processi per comprendere sé stessi e la realizzazione spirituale. Ma in quest’era è molto difficile, se non impossibile, intraprendere tutti questi metodi, perciò Sri Caitanya, Krishna stesso, Si è reso facilmente disponibile con un semplice metodo:

harer nama harer nama harer namaiva kevalam
kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha
(Cc. Adi 17.21)

“In quest’era di conflitti e ipocrisia, il solo mezzo per la liberazione è cantare il santo nome del Signore. Non c’è altro modo. Non c’è altro modo. Non c’è altro modo”.

In quest’età di Kali-yuga, che è la più caduta, si pensa che si stia facendo molto progressi, ma in quest’era così decaduta le persone stanno diventando come animali; e gli animali non hanno altro interesse che seguire i quattro principi delle necessità corporali – mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. In quest’era le persone sono così interessate ai quattro principi di richieste corporee, non hanno informazioni sull'anima né sono pronti a realizzare ciò che è l’anima.

Tale è il difetto di quest’era. Ma la forma di vita umana è specialmente destinata alla realizzazione del sé, “Chi sono?” Questa è la missione della vita umana, ‘athato brahma jijnasa’. Questa vita è destinata a indagare sul Brahman – Brahman, Paramatma, Bhagavan. Queste domande dovrebbero essere presenti, e ciò è detto ‘brahma-jijnasa’, indagare sul Brahman.

Invece ogni mattina ci chiediamo: “Quali sono le notizie d’oggi?”, e immediatamente prendiamo il giornale. La curiosità è presente, ma ci informiamo solo su cose molto semplici. Non c’è desiderio d’indagare sulla possibilità più elevata, ‘brahma-jnana’. Questo è il difetto della civiltà moderna: semplicemente indagando su come guadagnare denaro, ‘diva carthehaya rajan kutumba-bharanena va’ (SB 2.1.3), sprecano la vita ad arricchirsi durante il giorno e a dormire durante la notte.
Non soltanto in quest’era. Nel mondo materiale tutti sono impegnati a soddisfare le necessità fisiche della vita, ma in quest’era è diventato il fattore principale.

Così, ‘nidraya hriyate naktam vyavayena ca va vayah’ (SB 2.1.3), durante la notte dormono profondamente o s’impegnano nella vita sessuale perdendo tempo; ‘diva carthehaya rajan’, e durante il giorno, “dove sono i soldi? dove sono i soldi?”; e allora, ‘kutumba-bharanena va’, quando hanno del denaro s’impegnano ad acquistare cose per la famiglia. Tutto qui. Questo è l’impegno della vita materialistica.

Al di là di questo, chi è veramente intelligente cercherà la perfezione, ‘manusyanam sahasresu kascid yatati siddhaye’ (Bg. 7.3). Tra tante persone sciocche che si preoccupano solo di dormire, accoppiarsi, guadagnare denaro e fornire alla famiglia un bel appartamento e del buon cibo – questa è l’occupazione generale – su molte migliaia di uomini simili, forse uno sarà curioso di rendere perfetta la forma di vita umana, ‘manusyanam sahasresu kascid yatati siddhaye’.

Questa vita è destinata alla perfezione, ‘siddhaye’. Cos'è la perfezione? Perfezione significa che non vogliamo una condizione di vita miserabile e perciò dobbiamo uscirne. Questa è la perfezione. Tutti stanno cercando di uscire da una misera condizione di vita, ma in realtà non sanno che cosa significhi. ‘Tri-tapa-yantanah’.

Uscire dalla miserevole condizione di vita è detto mukti, o liberazione dalla miseria. ‘Atyantika-duhkha-nivrittih’, duhkha significa sofferenza. Tutti cercano di uscire dall’angoscia e la sofferenza, ma non sanno quale sia l’obiettivo finale di questa liberazione. ‘Na te viduh’, non lo sanno. ‘Na te viduh svartha-gatim hi vishnum’ (SB 7.5.31): Chi è fortemente intrappolato nella coscienza di vita materiale, non può capire che lo scopo ultimo della vita, o il suo vero interesse, è in realtà tornare a Dio nella propria dimora originale e impegnarsi al servizio di Sri Vishnu.

Quando una persona si avvicina a Vishnu, allora, può uscire dalla sofferenza e tornare a Dio. ‘Tad visnoh paramam padam’, il pianeta di Vishnu... Proprio come qui nel mondo materiale stanno cercando di andare sulla luna, ma questi sciocchi non sanno che cosa guadagneranno neppure se andassero sulla luna, che è uno dei pianeti materiali. Krishna ha già spiegato nella Bhagavad-gita: ‘abrahma-bhuvanal lokan’, dovunque andrai troverai le stesse condizioni, sia sul pianeta lunare, che è molto vicino, sia sul pianeta più alto, conosciuto come Brahmaloka.

È tutto davanti ai vostri occhi. Ogni notte potete vedere quanti ‘loka’ e pianeti ci siano, ma non potete andarvi. Potete solo cercare di raggiungere il pianeta più vicino, ma anche questo è un fallimento. Perciò, dov'è il vostro progresso scientifico? Tuttavia c’è una possibilità. ‘A-brahma-bhuvanal lokan punar avartinah’ (Bg. 8.16): “Tutti i pianeti materiali, dal più alto al più basso, sono luoghi di miseria, dove ripetutamente si susseguono nascita e morte. Ma chi raggiunge la Mia dimora non rinasce più”. Questa è la nostra possibilità.

Secondo il calcolo degli scienziati materiali, procedendo alla velocità di quarantamila anni luce potremo avvicinarci al pianeta più alto in questo mondo materiale; e questo è impossibile, almeno per i moderni calcoli scientifici. Ciò nonostante possiamo andare, esiste un metodo da seguire, che abbiamo spiegato nel nostro libretto “Viaggio facile su altri pianeti”. Con il metodo dello yoga si può andare in qualsiasi pianeta si desideri. Questa è la perfezione dello yoga. Quando uno yogi diventa perfetto può andare in qualsiasi pianeta desideri.

Così questa è la perfezione della vita, non quel piccolo sputnik fluttuante. (risate) Non sanno cos'è la perfezione della vita, non sanno che si può andare ovunque. L’essere vivente è detto ‘sarva-gah’, o “colui che può andare dove vuole”. Come Narada Muni, che può viaggiare ovunque desideri, sia nel mondo spirituale sia nel mondo materiale. Anche voi potete farlo, c’è la possibilità.

C’era un grande yogi, Durvasa Muni, che nel giro di un anno viaggiò per tutto l’universo e andò anche a Vishnuloka e di nuovo tornò. Questo è registrato nella storia. Quindi queste sono le perfezioni della vita. E come si può raggiungere la perfezione? Comprendendo Krishna. Nella Mundaka Upanishad (1.3) è detto ‘yasmin vijnate sarvam eva vijnatam bhavanti’, se si conosce Krishna, la Verità Assoluta, allora ogni altra cosa sarà conosciuta molto facilmente. La coscienza di Krishna è qualcosa di straordinario.


Così oggi stiamo parlando di Radhastami, stiamo cercando di capire la potenza principale di Krishna, la Sua potenza di piacere, Radharani. Dalla letteratura vedica si capisce che Krishna possiede molteplici potenze: ‘parasya saktir vividhaiva sruyate’ (Cc. Madhya 13.65, spiegazione). Lo stesso esempio: così come un grande uomo non deve fare niente di persona ma semplicemente per suo volere tutto è compiuto dai molti assistenti e segretari, allo stesso modo, ogni cosa è compiuta perfettamente dalle innumerevoli energie del Signore Supremo.
Proprio come in questo mondo materiale, dove ora viviamo, ogni cosa è compiuta perfettamente dall'energia esterna di Krishna, il cui nome sanscrito è ‘bahir-anga-shakti’.

Ciò è spiegato anche nella Bhagavad-gita (9.10), ‘mayadhyaksena prakritih suyate sa-caracaram’: “L’energia materiale agisce sotto la Mia direzione”. L’energia materiale non è cieca, dietro di essa c’è Krishna, ‘mayadhyaksena prakritih’. Prakriti significa questa energia materiale esterna; similmente esiste un’altra energia interna per la quale si manifesta il mondo spirituale. ‘Paras tasmat tu bhavah anyah’ (Bg. 8.20): esiste un’altra energia superiore (para), trascendentale, il mondo spirituale. Poiché questo mondo materiale è manovrato dell’energia esterna, allo stesso modo, il mondo spirituale è governato dalla potenza interna. Quella potenza interna è Radharani.

Oggi è l’apparizione di Radharani, e dovremmo cercare di capire le qualità di Radharani. Radharani è la potenza di piacere, ‘hladini-sakti’. Anandamayo ‘bhyasat (Vedanta-sutra 1.1.12): la Verità Assoluta è descritta come ‘anandamaya’, sempre piena di gioia, piena della potenza di piacere. Ananda significa piacere. Quando cercate ananda, il piacere, non potete trovarlo da soli; ma potete provarlo nella cerchia di amici, familiari o colleghi.

Proprio come ora che sto parlando. Parlare è piacevole quando ci sono persone presenti. Non posso stare qui e parlare da solo, o parlare a notte fonda se nessuno mi ascolta; questo non è ananda. Ananda significa che devono esserci altri. Quindi, poiché Krishna, la Verità Assoluta, è anandamaya, perciò, ‘eko bahu syam’, Egli è diventato molti. Siamo parti e particelle di Krishna anche per dare piacere a Krishna. E la principale fonte di piacere è Radharani.

radha-krishna-pranaya-vikritir hladini-saktir asmad
ekatmanav api bhuvo pura deha-bhedo-gatau tau
caitanyakhyam prakatam adhuna tad-dvayam caikyam aptam
radha-bhava-dyuti-suvalitam naumi krishna-svarupam
(Cc. Adi 1.5)

“Gli scambi d’amore di Radha e Krishna sono le manifestazioni trascendentali della potenza interna di piacere del Signore. Benché Radha e Krishna S’identifichino, Si sono separati eternamente. Ora, queste due identità trascendentali Si sono di nuovo riunite nella forma di Sri Krishna Caitanya. M’inchino davanti a Lui, che Si è manifestato con i sentimenti e la carnagione di Srimati Radharani benché sia Krishna stesso”.

Come sapete dalla Bhagavad-gita, Krishna è Param Brahman. Quando Arjuna comprese la Bhagavad-gita, si rivolse a Krishna dicendo, ‘param brahma param dhama pavitram paramam bhavan’ (Bg. 10.12). [Tu sei Dio, la Persona Suprema, la suprema dimora, il più puro, la Verità Assoluta]. Quindi Krishna è Param Brahman.

In questo mondo materiale vediamo che una persona santa, al fine di godere del brahmananda, rinuncia a tutto il piacere materiale e diventa sannyasi, ‘aham brahmasmi’, solo per comprendere di essere situato nella realizzazione del Brahman. Perciò, se si deve rinunciare a tutto ciò che è materiale per giungere alla realizzazione del Brahman, credete che Param Brahman, o Brahman Supremo, possa godere di qualsiasi cosa materiale? No. Il piacere di Krishna non ha niente a che fare con la materia. Si deve capire questo punto. Per giungere alla realizzazione di Brahman noi rinunciamo a tutto ciò che è materiale. Perciò, come può il Param Brahman godere di qualsiasi cosa materiale? Questa domanda è stata accuratamente discussa da Jiva Gosvami.

Prima di tutto, in questo mondo materiale, l’informazione riguardo a Param Brahman, o Bhagavan, non è presente; e anche sul Paramatma ci sono scarse informazioni. Perciò è detto, ‘manusyanam sahasresu kascid yatati siddhaye’ (Bg. 7.3): “Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione”. Siddhaye, o perfezione, significa comprendere Brahman o Paramatma. Ma tra i molti che hanno realizzato il Brahman e il Paramatma, raro è colui che conosce veramente Krishna.

Che cosa possiamo capire sulla potenza di piacere di Krishna? Se vogliamo conoscere un grande uomo, si deve trovare il modo di farlo; e senza conoscerlo, come possiamo capire riguardo ai suoi affari interni? Similmente, se non conosciamo Krishna, come possiamo capire come Egli provi piacere? Non è possibile. Ma i Gosvami ci hanno informato riguardo alla potenza di piacere di Krishna. Questa potenza è Srimati Radharani.

Abbiamo descritto i trascendentali divertimenti d’amore di Radha-Krishna nel libro ‘Gli insegnamenti di Sri Caitanya’. Se avete questo libro, potete leggere riguardo alla natura trascendentale dei reciproci scambi d’amore di Radha-Krishna. Oggi quindi preghiamo Radharani perché è la potenza di piacere di Krishna. Krishna significa “supremamente attraente”. Ma Radharani è così grande che attrae anche Krishna. Radha è Colei che attrae il supremamente attraente Krishna. Perciò, qual è la posizione di Srimati Radharani? Cerchiamo di capire il valore di questo giorno e offriamo i nostri omaggi a Radharani, Radhe-vrindavanesvari, la regina di Vrindavana:

tapta-kancana-gaurangi radhe vrindavanesvari
vrishabhanu-sute devi pranamami hari-priye

“Offro i Miei rispettosi omaggi a Radharani, la regina di Vrindavana, la cui carnagione corporea è simile all'oro fuso, che è la figlia del re Vrishabhanu ed è molto cara a Sri Krishna”.

O Radharani, che sei molto cara a Krishna, noi Ti offriamo i nostri rispettosi omaggi. Radharani è ‘hari-priya’, molto cara a Krishna; e se avviciniamo Krishna attraverso la misericordia di Radharani, allora diventa molto facile. Se Radharani raccomanda: “Questo devoto è molto bravo”, per quanto possa essere sciocco, Krishna lo accetta immediatamente.
Poiché è raccomandato da Radharani, Krishna lo accetta. Perciò a Vrindavana i devoti cantano di più il nome di Radharani che di Krishna. Ovunque a Vrindavana i devoti salutano con un “Jaya Radhe”, e in questo modo glorificano Radharani. Sono più interessati ad adorare Radharani, perché, per quanto si possa essere caduti, se in un modo o nell'altro soddisfiamo Radharani, allora è molto facile per noi capire Krishna. Altrimenti,

manusyanam sahasresu
kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kascid vetti mam tattvatah
(Bg. 7.3)

Se tentate di conoscere Krishna col metodo speculativo, ci vorranno molte, molte vite; ma se seguite il metodo del servizio devozionale e cercate di compiacere Radharani, allora otterrete Krishna molta facilmente. Poiché è la devota più elevata, la personificazione del maha-bhagavata, Radharani può consegnare Krishna. Nemmeno Krishna può capire la grandezza di Radharani. Sebbene Egli affermi, ‘vedaham samatitani’ (Io so tutto) (Bg. 7.26), nondimeno, non riesce a capire Radharani. Radharani è così grande.

In realtà Krishna sa tutto; eppure, per comprendere Radharani accettò la Sua posizione. Volendo comprendere la potenza di Radharani, Krishna pensò: “Sono completo sotto ogni aspetto, eppure desidero capire Radharani. Perché?” Questa propensione fece sì che Krishna fosse obbligato ad accettare la posizione di Radharani per comprendere Sé stesso.
Ovviamente questa è una grande scienza trascendentale, che è compresa da chi è avanzato in coscienza di Krishna e conosce bene gli Shastra.

Dagli Shastra apprendiamo che, volendo comprendere Sé Stesso, Krishna entrò nel sentimento di Srimati Radharani e diventò Caitanya Mahaprabhu. ‘Radha-bhava-dyuti-suvalitam’. Caitanya Mahaprabhu è Krishna, ma ha accettato l’attitudine di Radharani. Come Radharani è sempre nel sentimento di separazione da Krishna, allo stesso modo, nella posizione di Radharani, Sri Caitanya sentiva la separazione da Krishna. Questo è l’insegnamento di Sri Caitanya: i sentimenti della separazione, non dell’incontro. Il metodo di servizio devozionale come insegnato da Caitanya Mahaprabhu e dalla Sua successione disciplica consiste nel sentire la separazione da Krishna. E questa è la posizione di Radharani: sempre immersa nella separazione.

Anche i Gosvami, quand'erano a Vrindavana, non dissero mai: “Ho visto Krishna”. Sebbene fossero i più perfetti, non affermarono mai di aver visto Krishna, ma pregavano:
he radhe! vraja-devike! he nanda-suno kutah! he radhe! araja-devike! ca

Radharani non rimane mai da sola, è sempre con le Sue amiche, vraja-devi, Lalita o Vishakha e altre gopi di Vrindavana. Così i Gosvami, nella loro maturità quando vivevano a Vrindavana, pregavano in questo modo, ‘he radhe! vraja-devike! ca lalite! he nanda-suno! kutah: “O Radharani, o amiche di Vraja, o Nanda-suno, Krishna, figlio di Nanda Maharaja, dove siete?” Li stavano cercando, e non dissero mai: “La notte scorsa ho visto Krishna ballare con le gopi”. (risate) Questo è ‘sahajiya’. I devoti maturi non fanno modo, ma i sahajiya prendono tutto molto a buon mercato – Krishna e Radharani a buon mercato – come se Li vedessero ogni notte. No. I Gosvami non ci insegnano questo, ma Li stanno cercando: he radika! vraja-devike! ca lalite! he nanda-suno! kutah, sri-govardhana-padapa-tale kalindi-vanye kutah: “Siete sulla collina Govardhana o sulle rive della Yamuna?” Kalindi-vanye kutah.

‘Ghosantav iti sarvato vraja-pure khedair maha-vihvalau’. La loro occupazione era lamentarsi: “O Radhe! O Lalita! O figlio di Nanda! Dove siete adesso? Sulla collina Govardhana o sotto gli alberi che fiancheggiano la Yamuna?”
In questo modo si lamentavano e Li cercavano in tutta Vraja come impazziti nel sentimento di separazione, ‘khedair maha-vihvalau’. Perciò, ‘vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau’: Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami.

Bisogna quindi seguire le orme dei Gosvami: come cercare Krishna e Radharani, a Vrindavana o nel proprio cuore. Questo è il metodo di bhajana di Caitanya Mahaprabhu: il servizio nel sentimento di separazione, ‘vipralambha-seva’. Come Caitanya Mahaprabhu che, nel sentimento di separazione da Krishna, usciva nel cuore della notte, cadeva nel mare e nessuno sapeva dove fosse andato. In questo modo cercava Krishna. Questo è il metodo di servizio devozionale insegnato da Caitanya Mahaprabhu. Non è che, “abbiamo visto Radha e Krishna nella rasa-lila”, non è così; ma sentite la separazione. Più sentite la separazione da Krishna, più comprenderete che state avanzando.

Non cercate di vedere Krishna artificialmente. Progredite nel sentimento di separazione, e allora ogni cosa sarà perfetta. Questo è l’insegnamento di Sri Caitanya. Perché con i vostri occhi materiali non potete vedere Krishna, ‘atah sri-krishna-namadi na bhaved grahyam indriyaih (Cc. Madhya 17.136). Con i vostri sensi materiali non potete vedere Krishna né sentire il nome di Krishna. Ma ‘sevonmukhe hi jihvadau’, impegnate la vostra lingua al servizio del Signore… Da dove inizia il servizio? Jihvadau, dalla lingua. Non dalle gambe, dagli occhi o dalle orecchie. Iniziate il servizio attraverso la lingua. Sevonmukhe hi jihvadau. E come potete usare la lingua? Cantando:

Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare
Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

E prendendo Krishna prasadam. La lingua ha due occupazioni: articolare il suono, Hare Krishna; e prendere prasadam. Con questo metodo realizzerete Krishna.

Non cercare di vedere Krishna. Non puoi vedere Krishna con i tuoi occhi materiali. Né puoi sentire parlare di Lui con le tue orecchie materiali. Né puoi toccare. Ma se impegni la tua lingua al servizio del Signore, allora Lui Si rivelerà: “Eccomi”. Questo è richiesto. Perciò cerca di provare la separazione da Krishna proprio come Radharani, come ci insegna Sri Caitanya, e impegna la lingua nel servizio del Signore; poi, un giorno, quando sarai maturo, vedrai Krishna faccia a faccia.
Grazie mille".



Fine.

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Chi e' Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
fondatore e maestro spirituale della
Associazione Internazionale
per la coscienza di Krishna


Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

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DISCLAIMER *
Le lezioni sono a volte riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.

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