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 Sri Rama Navami - Avvento di Sri Ramacandra
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Sangita Dasi
Moderatore



30 Messaggi

Inserito il - 20/03/2018 : 22:28:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezione* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada,

tenuta il 27 Marzo 1969 alle Hawaii (Stati Uniti), in occasione della

ricorrenza dell'avvento del Signore Sri Ramacandra**







Brahma-samhita 5.39

ramadi murtisu kala-niyamena tisthan
nanavataram akarod bhuvanesu kintu
krishnah svayam samabhavat paramah puman yo
govindam adi-purusam tam aham bhajami

TRADUZIONE

"Adoro Govinda il Signore primordiale, che appare in questo mondo nella Sua forma personale di Krishna o sotto forma di diversi avatara – Rama, Narasimha, Vamana, ecc. – tutte emanazioni della Sua Persona".







LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada


"Questo verso della Brahma-samhita descrive l’incarnazione di Sri Ramacandra, ‘ramadi’. In realtà questo termine non indica soltanto Rama ma altre innumerevoli incarnazioni che esistono eternamente e che sono paragonate alle onde di un fiume. Così come non è possibile contare le onde di un fiume o dell’oceano, similmente è impossibile contare le molte incarnazioni del Signore Supremo, tra cui gli Sastra menzionano i nomi principali.

Perciò è detto, ‘ramadi’. Il Signore, Sri Ramacandra, apparve su questo pianeta alcuni milioni di anni fa, nell’era chiamata Treta-yuga. Sono trascorsi cinquemila anni di Kali-yuga, ma prima di quest’era ci fu il Dvapara-yuga della durata di ottocentomila anni; e prima ancora il Treta-yuga, che durò 1 Milione e duecentomila anni. Ciò significa che l’apparizione di Ramacandra su questo pianeta avvenne almeno due milioni di anni fa.

Sri Ramacandra dunque apparve ad Ayodhya, nell’India del nord. Anche Krishna apparve nell’India del nord, a Mathura, a circa novanta miglia a sud di Nuova Delhi; mentre Ayodhya è situata a cinquecento miglia a nord-est di Nuova Delhi. Così Ramacandra apparve in questo giorno, chiamato Sri Rama Navami, o il nono giorno della luna. Suo padre era il re di Ayodhya e aveva due mogli e quattro figli, tra cui Ramacandra era il maggiore. La vita e le attività di Sri Ramacandra sono narrate nel libro Ramayana, che è accettato come un’opera storiografica. In realtà tutte le letterature vediche sono opere storiografiche, come i Purana, lo Srimad-Bhagavatam, il Mahabharata e il Ramayana.

La storia di Ramacandra è che Suo padre, Maharaja Dasaratha, voleva ritirarsi e insediare Rama sul trono. Fu tutto stabilito, ma proprio il giorno prima, la moglie più giovane del re sconvolse l’intera situazione. Maharaja Dasaratha soffriva talvolta di una dolorosa infezione alle dita, e poiché la sua regina più giovane lo serviva amorevolmente, era molto soddisfatto di lei. Così, una volta le disse: “Mia cara Sarmista, chiedimi una benedizione ed io te la concederò”. E lei rispose: “Chiederò la mia benedizione quando ne avrò bisogno”. Il giorno prima dell’incoronazione di Sri Ramacandra, lei avvicinò Maharaja Dasaratha, ricordandogli: “Mio caro marito, una volta mi promettesti di concedermi una benedizione quando ne avrei avuto bisogno”. Maharaja Dasaratha rispose: “Sì, ricordo. Ora vuoi questa benedizione? Di cosa si tratta?”

La regina disse: “Ramacandra non può sedere sul trono; desidero che mio figlio Bharata sia incoronato”. Benché fosse sorpreso di questa considerevole richiesta, il re dovette accettarla. Di solito i re ksatriya in India hanno più di una moglie, e, naturalmente, c’è rivalità tra le diverse mogli. La psicologia umana era la stessa anche due milioni di anni fa, la stessa mentalità; perciò lei chiese che suo figlio fosse incoronato re, e non Ramacandra, figlio di Kausalya, l’altra regina più anziana. Inoltre, agendo con molta diplomazia, Sarmista chiese che Ramacandra fosse esiliato nella foresta per quattordici anni; e questo per evitare che in seguito Sri Rama reclamasse il trono col Suo esercito. Maharaja Dasaratha fu costretto ad accettare, poiché lo ksatriya deve sempre mantenere le sue promesse. Lo ksatriya non infrange mai una promessa e non rifiuta mai una sfida. Questo è lo spirito ksatriya. Non può rifiutarsi, “Ora non posso, sono impegnato”; no, deve immediatamente accettare la sfida. Gli ksatriya erano molto caritatevoli e cavallereschi, mantenevano le promesse e avevano la forte tendenza a governare o amministrare. Questa era la loro occupazione.

Ci sono diverse prescrizioni riguardo alle occupazioni delle differenti classi di uomini. I brahmana hanno sei mezzi di sostentamento: diventare eruditi, insegnare, compiere cerimonie, accettare doni in carità e distribuire ricchezze in carità; inoltre, devono possedere dodici qualità, tra cui la prima è la veridicità. Abbiamo già parlato di questo. Allo ksatriya invece è concesso di mentire, perché deve essere un politico e un diplomatico; ma ciò non è permesso al brahmana. Questo è il sistema del varnasrama in cui tutti sono educati perché nella società c’è bisogno di quattro classi di uomini. Per il mantenimento della società deve esserci una classe di uomini intelligenti, qualificati e dotati di ogni buona qualità. Queste persone devono essere educate in modo da avere un carattere ideale, affinché tutti possano rispettarli e seguirli. I brahmana, perciò, erano molto rispettati come la classe superiore della società, per il carattere, l’erudizione, la religiosità e il sapere della scienza spirituale.

Al secondo posto nella società c’era la classe amministrativa, o ksatriya, uomini addestrati a uccidere; a cui era permesso di cacciare nella foresta per imparare l’arte di uccidere. Il re ksatriya era molto potente, e se qualcuno non si comportava bene, poteva immediatamente tagliargli la testa; e se c’era una guerra, non sedeva confortevolmente a casa, come i presidenti odierni, mandando i soldati ordinari a morire. In passato, il re o la guida dello Stato, andava a combattere in prima fila; come nella guerra di Kurukshetra, dove i re di entrambe le parti erano schierati sul campo di battaglia. La guida o il comandante non rimaneva in disparte per proteggersi, incitando i poveri soldati alla lotta. Questo era lo spirito ksatriya. È necessario che una classe di uomini debba essere addestrata come combattenti, o ksatriya.

Tuttora in India c’è una classe di uomini che sono molto esperti nel combattimento, come i Gurkha nepalesi. Tutta la popolazione del Nepal, che è situato tra Cina e India, sono ksatriya, combattenti molto abili. Similmente ci sono i Sikh e i Jata, altre classi di uomini pronti a combattere. Sarete sorpresi nel sapere che l’Inghilterra estinse volontariamente il suo Impero Britannico in India poiché era amministrato dai soldati indiani, Sikh e Gurkha, che lo estesero in lungo e largo e ottennero anche la supremazia su Burna. È quindi necessario addestrare una classe di combattenti; ma nei paesi occidentali è difficile reclutarli, perché l’intero processo è sbagliato: addestrano le persone come sudra, lavoratori, e pretendono che combattano. Come possono farlo? Impossibile.

Perciò nella Bhagavad-gita (4.13) è detto, catur-varnyam maya sristam guna karma vibhagasah. Sri Krishna dichiara: “Le quattro divisioni della società umana – brahmana, ksatriya, vaisya, sudra – sono ideate da Me sulla base delle qualità e attività”. Perciò nella società è necessaria la qualità dello ksatriya, del brahmana e del vaisya, o comunità mercantile, e anche della classe dei lavoratori; naturalmente quest’ultimi non hanno bisogno di una particolare educazione. Classe lavorativa significa che non ha la capacità di diventare brahmana o ksatriya o vaisya; e ciò significa che la maggioranza della popolazione appartiene alla classe lavorativa. Il termine ‘sudra’ si riferisce a chi non ha alcuna educazione, o samskara. Tutti sono accettati come sudra per nascita – ‘janmana jayate sudrah’. Janmana significa “per nascita”. Per nascita tutti sono sudra, o la quarta classe di uomini. Bisogna accettarlo, e, di fatto, è così.

Come un bambino innocente che non sa niente e deve essere educato: sempre che non lo educhiate come brahmana, ksatriya o vaisya, in caso contrario è già un sudra, poiché è nato sudra; e il sudra non ha bisogno di una particolare educazione. Il principio basilare, o posizione fondamentale, è che tutti sono riconosciuti come sudra. Ora, se educate un bambino come brahmana, allora egli diventa brahmana; e se lo educate come ksatriya o vaisya, allora diventa ksatriya o vaisya. Questo è un sistema molto scientifico, difatti, se volete l’aiuto di qualcuno veramente intelligente o di un uomo di Dio, ecco la classe dei brahmana; allo stesso modo, se avete bisogno di un avvocato o di un medico, ci sono molti avvocati e medici che sono stati educati per questo.

Similmente la società ha bisogno di addestrare una certa classe di uomini a diventare brahmana; proprio come noi che stiamo educando le persone alla Coscienza di Krishna. Il servizio devozionale, o Coscienza di Krishna, è destinato ai brahmana; e i brahmana non sono destinati a combattere, non sono addestrati per questo. Chi è brahmana? ‘Brahma janati iti brahmana’. Le quattro divisioni sono così descritte. ‘Janmana jayate sudrah’, tutti nascono sudra; e questo è accettato. ‘Samskarad bhaved dvijah’, se volete educare un bambino, non importa in quale famiglia sia nato. I ragazzi sono mandati a scuola per essere educati. Così, tutti sono sudra per nascita, ma se volete educare un ragazzo, allora lo affidate a un insegnante, e il ragazzo andrà a casa del guru, ‘guru-griha’. In passato, fino a cinquant’anni fa, in India non esistevano scuole e collegi su vasta scala, ma in ogni villaggio c’era una modesta scuola condotta da brahmana dove i ragazzi erano educati; e poiché non c’erano tasse da pagare, i brahmacari andavano di porta in porta a elemosinare riso, dahl, grani, e ogni cosa.

Questo era il sistema: non c’erano tasse scolastiche, e non era un problema mandare un ragazzo a scuola, dove era educato – samskara. L’insegnante studiava la psicologia del ragazzo per capire in che modo doveva essere educato: come vaisya o come ksatriya. In generale questo era il sistema, ma il figlio di uno ksatriya era addestrato a diventare ksatriya; proprio come Sri Ramacandra o Arjuna, che furono educati come ksatriya fin dall’inizio. Naturalmente, se qualcuno è il figlio di un medico, il padre lo preparerà a essere un medico in futuro, perché questa è la tendenza abituale. Se il ragazzo ha una propensione del tutto diversa, è un’altra cosa; ma di solito questa è la tendenza.

Perciò il figlio di uno ksatriya era educato come ksatriya, il figlio di un brahmana come brahmana, il figlio di un vaisya come vaisya, e il figlio di uno sudra non aveva nessuna educazione. Gradualmente questo diventò un sistema di caste, per cui i figli di brahmana sono automaticamente brahmana, poiché in passato questo era il sistema; ma quando il sistema è corrotto, accade che qualcuno faccia il lavoro di uno sudra benché sia nato in una famiglia brahmana. Perciò, secondo le scritture vediche, ognuno è valutato in base alla qualità e attività, e non per nascita.

Questa è la valutazione degli Sastra, come nella Bhagavad-gita, in cui il Signore dichiara ‘catur-varnyam maya sristam guna-karma-vibhagasah’ (Bg 4.13); ‘guna’ significa qualità, e ‘karma’ significa lavoro. Una persona deve essere qualificata in base al lavoro, e, di fatto, deve lavorare e praticare; e allora sarà classificata in una determinata categoria. Per esempio, se qualcuno è educato come avvocato, ma non pratica in tribunale, nessuno andrà a consultarlo, perché la pratica, o tirocinio, è necessaria. Similmente, per diventare un brahmana si deve innanzitutto conoscere il Brahman ed essere effettivamente situati nelle attività del Brahman. Il servizio devozionale, o le attività in coscienza di Krishna, sono attività situate nel Brahman. ‘Brahme carati iti brahma brahmacari’; ‘carati’ significa azioni. In realtà, chi agisce applicando i princìpi del brahmana nella sua vita, è definito ‘brahmacari’.

Così questa era l’educazione, e in base ad essa, lo ksatriya non poteva negare la sua promessa. Maharaja Dasaratha, perciò, soddisfece la promessa fatta alla sua giovane moglie. E a suo figlio maggiore, Ramacandra, disse: “Caro figlio, dovrai andare nella foresta per quattordici anni, poiché questo è il desiderio della tua più giovane madre; e poiché io ho promesso, devo soddisfare la sua richiesta. Perciò, ti prego di accettarlo”. E Ramacandra rispose: “Sì, padre, sono pronto”. Vedete? Questa è la qualità della buona reputazione. Tra le sei opulenze di Dio, questa è una qualità:

aisvaryasya samagrasya
viryasya yasasah sriyah
jnana-vairagyayos caiva
sannam bhagam itingana
(Vishnu Purana 6.5.47)

Come si diventa Dio? Dio non è eletto mediante votazione. La definizione di Dio è che Egli deve possedere tutte le opulenze; ‘aisvaryasya samagrasya’ – aisvaria significa “opulenze”; e samagra significa “tutte”. Nessuno può competere con Lui. In questo mondo materiale gli uomini ricchi rivaleggiano tra loro; ma nessuno può competere con Dio in ricchezza. Questa è una caratteristica di Dio. Nessuno può affermare di essere più ricco di Dio. Perciò, nella Bhagavad-gita (7.7) è detto ‘mattah parataram nanyat asti kincid dhananjaya’. Dhananjaya è un altro nome di Arjuna, e Krishna dichiara: “Mio caro Arjuna, nessuno è più grande di Me”. Se qualcuno proclamasse di essere Dio, quindi, deve dimostrare con l’esempio pratico che nessuno è più ricco di lui. Questa è la prima qualità; ma sfortunatamente accettiamo molti Dio, come un mascalzone per strada che proclama “io sono Dio”.

Similmente, nessuno può proclamare di essere più forte di Dio, o più saggio, più attraente o più rinunciato di Lui; ma Sri Ramacandra esibì tutte queste qualità e rinunciò al regno semplicemente su ordine del padre, cui obbedì senza discutere. Come Krishna che era amato da tutti, così Ramacandra era la vita stessa per la Sua gente. Malgrado tutti aspettassero gioiosamente la Sua incoronazione e avessero splendidamente decorato l’intera città, immediatamente Egli accettò l’ordine di Suo padre senza protestare: “Sì, padre, sono pronto”.

Allora Laksmana, uno dei quattro fratelli, chiese a Ramacandra di portarlo con Sé, come Suo compagno costante; e Ramacandra rispose: “Se lo desideri di tua spontanea volontà, puoi venire con Me”. E anche Sita, la Sua giovane moglie, pregò Ramacandra di portarLa con Sé; ma il Signore disse: “ Tu non puoi venire. Sei la figlia di un re, sei bella e delicata, sei abituata a vivere in un palazzo, non puoi condurre una vita di sofferenze nella foresta”. Allora Sita replicò: “Io sono Tua moglie, e se è necessario, verrò con Te anche all’inferno!”. Questa è la moglie ideale. Avrebbe potuto rifiutarsi, ma era pronta ad accettare qualsiasi sorte del marito. Non è che la moglie è fedele quando il marito è ricco, e se questi cade in povertà o deve andare nella foresta, la moglie lo abbandona. La moglie è la metà migliore del marito, e perciò deve tollerare ogni condizione. Come l’ombra segue la realtà, similmente la moglie è l’ombra del marito. Dovunque il marito va, la moglie segue; qualsiasi cosa il marito desidera, la moglie deve comportarsi di conseguenza. Ovviamente, nei paesi occidentali c’è una diversa interpretazione: la moglie diventa una schiava. Ma, in effetti, non è così.

In seguito Sita fu rapita nella giungla, e Ramacandra Se lo aspettava, poiché era giovane e bella, e in mezzo alla foresta si sarebbe presentato qualche demone; e così accadde. Per il bene di Sita, Sri Ramacandra massacrò tutta la famiglia del demone Ravana. Egli fece questo solo per Sita; perciò, com’è il marito, così è la moglie. La moglie era tanto fedele da non poter rimanere da sola, ma doveva accompagnare il marito anche nella foresta; e il marito era tanto fedele che, quando la moglie fu rapita, massacrò un’intera famiglia di demoni per liberarla. Così, questa è la storia ideale di Sri Ramacandra, che apparve in questo mondo per educare o presentare un esempio ideale di re, di come deve comportarsi un sovrano.

Perciò l’esempio di un buon governo è dato da Rama-rajya, il regno di Sri Rama, perché tutti erano felici. Ci sono molti esempi nella vita di Ramacandra. Una volta qualcuno andò da Sri Rama, poiché, a quel tempo non c’erano tribunali, per cui si deve prima fare una domanda in carta bollata e poi avere la sentenza dopo sei anni. In passato il re sedeva in un’udienza aperta, e gli abitanti avevano il permesso di avvicinare il re e presentare le loro lamentele; ma poiché erano tutti felici, non c’erano lamentele, o solo una piccola minoranza. Così qualcuno andò da Ramacandra, accusandoLo: “Mio figlio è morto. Come può un figlio morire prima di suo padre? È innaturale. Perciò c’è qualcosa di sbagliato nel Tuo governo”. In un buon governo non c’era nulla d’innaturale, e il re era ritenuto responsabile anche per una grave malattia o per il caldo e il freddo troppo rigidi.

Conosciamo la storia dallo Srimad-Bhagavatam. I re erano molto responsabili e si preoccupavano del benessere dei cittadini, che a loro volta erano ugualmente gentili. Così un cittadino avvicinò Sri Ramacandra; e il Suo assistente, il fratello Laksmana, Lo informò, dicendo: “Questo brahmana, durante la Tua assenza non ha bevuto neppure una goccia d’acqua”. Perché? “Perché non mangia né beve niente prima di aver preso il Tuo darsana”. Proprio come noi andiamo a vedere la Divinità presente nel tempio, così Ramacandra era presente personalmente. Dopo aver visto Sri Rama e averGli offerto i suoi omaggi, il brahmana ritornava a casa e mangiava qualcosa; perché questo era il suo voto. E poiché non poté vederLo per il periodo che Sri Ramacandra era in viaggio per ragioni politiche, egli non mangiò né bevve nulla fino al Suo ritorno. Vedete? Anche gli abitanti erano simili al re.

A quel tempo c’era una statua di Sri Ramacandra che era stata adorata da Maharaja Iksvaku, il figlio di Manu, che accadde fosse l’antenato della famiglia in cui apparve Ramacandra. Per tradizione, quel brahmana e i suoi antenati si tramandavano l’adorazione della statua; ma quando Sri Rama fu presente, la statua rimase rinchiusa in un armadio. E quando Laksmana informò Rama di quanto il brahmana fosse determinato nel suo voto, Egli ordinò che liberasse la Divinità durante la Sua assenza. Quella forma ‘arca’ di Ramacandra esiste ancora nell’India del sud, ed è adorata da milioni di anni. Tali erano le relazioni di Ramacandra con i Suoi cittadini.

Così Ramacandra andò nella foresta con la moglie Sita e il fratello minore Laksmana; in seguito Sua moglie fu rapita con la diplomazia dal demone Ravana, e ci fu una battaglia tra Rama e Ravana, che era materialmente molto potente. Non potendo tornare nel Suo regno per riunire un esercito, a causa del Suo esilio, Ramacandra organizzò un esercito con gli animali della foresta, le scimmie, e costruì un ponte di rocce galleggianti tra la punta dell’India e Ceylon, che era il regno di Ravana.

Ci sono dunque molti avvenimenti storici nella vita di Ramacandra, e noi dovremmo ricordarli, soprattutto oggi in cui osserviamo il digiuno. Ci sono stati altri re simili a Lui, poiché i re erano educati in questo modo; anche Maharaja Yudhisthira e Maharaja Pariksit erano re simili a Ramacandra; tuttavia Egli non era soltanto un re, ma era il re di tutti i re, Paramesvara. E poiché è Dio, oggi celebriamo la Sua apparizione; ma non è la forma originale di Dio – ‘ramadi-murtisu kala-niyamena tisthan (Bs. 5.39). La forma originale di Dio è Krishna, e Krishna Si espande in varie altre forme – ‘advaitam acyutam anadim ananta-rupam’ (Bs. 5.33). ‘Ananta-rupam’ significa milioni di milioni. Anche Manu è un’incarnazione di Krishna. In un giorno di Brahma ci sono quattordici Manu, e Brahma vive cento anni; potete immaginare quante incarnazioni di Manu ci siano durante la vita di un solo Brahma; e ci sono innumerevoli Brahma.

Come affermato nello Srimad-Bhagavatam, nessuno può contare le innumerevoli incarnazioni di Dio, ma alcune di esse sono menzionate, e tra queste c’è Sri Ramacandra, che uccise Ravana e in seguito insediò sul trono Suo fratello minore, Vibhishana, che era un devoto. Dopo quattordici anni Egli ritornò con Sua moglie Sita, e allora il fratello Bharata, che governò in Sua assenza, Gli restituì il regno; poiché Maharaja Dasaratha morì di dolore dopo la partenza di Ramacandra, Bharata fu costretto a occuparsi del regno, sebbene non lo desiderasse.

Così, ascoltando la vita di Ramacandra, o i divertimenti e le attività di Dio, tutti possono rimanere in Sua associazione. Non c’è differenza tra la Sua forma, il Suo nome, i Suoi divertimenti e la Sua persona, poiché Egli è assoluto. Perciò, sia che si canti il santo nome di Rama o si guardi la forma ‘arca’ di Rama o si parli dei Suoi divertimenti trascendentali e di ciò che Lo riguarda, significa che ci stiamo associando con Dio, la Persona Suprema. Prendiamo dunque vantaggio da questi giorni in cui l’incarnazione di Dio appare o scompare, e cerchiamo di rimanere in Sua compagnia; e allora diventeremo purificati, perché il nostro processo è la purificazione. Coscienza di Krishna significa semplicemente purificare la propria coscienza.

Come già spiegato, tutti sono sudra dalla nascita – sudra significa qualcuno che si lamenta. Chi si lamenta anche per una lieve perdita o un inconveniente di poco valore, è definito sudra. E brahmana significa colui che tollera, mentre il sudra non ha alcuna tolleranza. Perciò gli Sastra dichiarano, ‘kalau sudra sambhavah’: Nell’era di Kali (kalau) tutta la popolazione è sudra. Anche in passato tutti erano considerati sudra per nascita, tuttavia c’era un’educazione, i samskara; al presente non ci sono né samskara né vera educazione, poiché il fine dell’educazione è di procurarsi un mezzo di sostentamento: guadagnare denaro e godere dei sensi.

In realtà la cultura vedica insegna ad avere successo nella missione della vita umana; e diffondendo la coscienza di Krishna potremo ravvivare questa civiltà, o la cultura di una vita sublime. Se alcune persone educate su questa linea diventassero esempi ideali per la società, allora questa potrebbe derivare un beneficio immenso".


Fine.

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Chi e' Sri Ramacandra


Libri in PDF: I divertimenti di Sri Ramacandra, il Signore Supremo

( Srimad Bhagavatam Canto 9 - Capitolo 10 )





Audio-Video: Lezioni del maestro S.G. Tridandi Prabhu (ISKCON Terni)




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Chi e' Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
fondatore e maestro spirituale della
Associazione Internazionale
per la coscienza di Krishna


Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

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DISCLAIMER *
Le lezioni sono a volte riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.

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** Il giorno della ricorrenza dell'avvento del Signore Ramacandra (pronuncia "Ramaciandra") e' chiamato anche "Rama Navami".
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