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 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 1 Verso 10
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Sangeeta Dasi
Moderatore



19 Messaggi

Inserito il - 12/03/2018 : 20:57:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 1
Verso 10


aparaptam tad asmakam
balam bhismabhiraksitam
paryaptam tv idam etesam
balam bhimabhiraksitam


TRADUZIONE
"Non si possono misurare le nostre forze, protette perfettamente dall'anziano Bhisma; mentre le forze dei Pandava, protette con cura da Bhima, sono limitate".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Duryodhana confronta le sue forze con quelle dei Pandava. Egli crede che la potenza del suo esercito sia immensurabile perché l’anziano Bhisma, il più esperto dei generali, lo protegge. Le forze militari dei Pandava, invece, gli sembrano limitate perché sono affidate al comando di Bhima, che non regge il confronto col più esperto Bhisma.

Duryodhana odia da sempre Bhima perché sa che sarà lui a causare la sua morte, ma è comunque sicuro della vittoria perché nelle sue file è presente Bhisma, il migliore dei generali. La conclusione di Duryodhana che egli sarebbe uscito vittorioso dalla battaglia è dunque ben fondata".






LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 12 Luglio 1973

"Duryodhana è molto orgoglioso della sua potenza e delle forze militari che ha radunato, e per di più ha completa fiducia nella protezione del suo primo generale, Bhishma; mentre i Pandava non sono così potenti. Sebbene abbiano radunato molte truppe tra i parenti, tuttavia la loro forza è limitata rispetto alla fazione opposta e, per di più, è protetta da Bhima, che Duryodhana ha sempre considerato uno sciocco. Perciò Duryodhana è grandemente fiducioso nella sua vittoria: “Noi siamo protetti da Bhishma, e la parte opposta è protetta da Bhima, che è molto forte, ma non ha un grande intelletto”.

Nel verso precedente Duryodhana afferma, ‘anye ca bahavah sura mad-arthe tyakta-jivitah’ (Bg 1.9): “Numerosi altri eroi sono pronti a sacrificare la vita per me”; ma in realtà nessuno sarebbe ritornato vivo dal campo di battaglia di Kurukshetra; poiché tutto era già stato stabilito. Sebbene Duryodhana sia molto orgoglioso delle sue forze militari protette da Bhishma, tuttavia, ‘tyakta- jivitah’, è cosa certa che moriranno tutti.

‘Nana-sastra-praharanah sarve yuddha-visaradah’: “Sono tutti ben armati ed esperti nell’arte militare”; ‘visaradah’ significa “molto esperti nel combattimento”, eppure, avrebbero abbandonato la loro vita, perché questo era il piano di Krishna per tutti gli ksatriya che non governavano appropriatamente secondo i princìpi delle ingiunzioni vediche e che perciò erano tutti demoni. È demoniaco usare la forza militare a scopi di espansione personale; la forza militare è necessaria per governare e proteggere il regno, ma non per usarla impropriamente e aggredire altri regni o nazioni. Questo non era permesso.

Al tempo dell’apparizione di Krishna c’erano molti re, i quali, sebbene fossero sotto il governo dei Pandava, continuavano egualmente a guerreggiare. Questo è naturale. Se i re non sono coscienti di Krishna, allora, useranno la loro opulenza e le loro forze militari impropriamente, invece di proteggere i sudditi ed educarli a vivere secondo i princìpi vedici; e perciò, sebbene siano ksatriya, sono re demoniaci. Nella società vedica, gli ksatriya sono destinati a rappresentare Dio, sebbene, in realtà, Krishna sia l’unico proprietario. ‘Sarva-loka-mahesvaram, suhridam sarva-bhutanam jnatva mam santim ricchati’ (Bg 5.29). Sarva-loka, tutti i pianeti e gli universi, che sono creati da Krishna, o dal Suo splendore corporeo, il brahmajyoti. Come descritto nella Brahma-samhita (5.40):

“Adoro Govinda il Signore primordiale. Il Suo splendore è il Brahman descritto nelle Upanishad, indifferenziato, infinito, assoluto, impenetrabile, completo e onnipresente, origine della creazione degli innumerevoli pianeti dell’universo materiale e di tutte le loro opulenze”.

Ogni cosa è creata da Krishna. ‘Aham sarvasya prabhavo mattah sarvam pravartate’ (Bg 10.8): “Sono la fonte di tutti i mondi materiali e spirituali. Tutto emana da Me”. Ogni cosa emana dal corpo esterno di Krishna, ed Egli perciò ne è il proprietario. Se creo qualcosa, allora io ne sono anche il proprietario. È semplice da capire. Nei Veda è detto, ‘eko narayana asit’: “Prima della creazione esisteva solo Narayana”. Anche nei ‘catuh-sloki’, i quattro versi principali del Bhagavatam (2.9.33-36), è detto, ‘aham evasam evagre’: “Io sono la Persona suprema che esisteva prima della creazione”. Krishna esisteva prima della creazione.

Quando si parla di Krishna, s’intende Krishna insieme con la Sua forma, i Suoi divertimenti, la Sua parafernalia, la Sua dimora, il Suo seguito, e così via. E quando si parla del re, s’intende il regno, i segretari e ministri, la regina, il palazzo e molto altro. Similmente, quando i Veda dichiarano, ‘eko narayana asit’: “Prima della creazione esisteva solo Narayana”, s’intende che esisteva insieme con la Sua parafernalia, la Sua espansione, e così via. Gli innumerevoli pianeti Vaikuntha nel mondo spirituale sono un’espansione di Narayana; noi ne conosciamo solo ventiquattro, ma in realtà sono incalcolabili.

I pianeti Vaikuntha sono “privi di ansietà”, ma i pianeti materiali sono ‘kuntha’, “pieni di ansietà”. ‘Sada samudvigna-dhiyam asad-grahat’ (SB 7.5.5): “Ogni persona è sempre in preda all’ansia perché ha accettato un corpo temporaneo”. Perché tutta quest’ansietà? Perché abbiamo accettato qualcosa che è ‘asat’, non permanente; ma noi siamo eterni e non desideriamo questo corpo temporaneo. La nostra posizione naturale è di eternità, perciò ci sforziamo il più possibile di salvare questo corpo; ma non sarà salvato, perché abbiamo accettato qualcosa d’insensato e d’incompatibile con la nostra esistenza. Eppure la civiltà moderna non ne è a conoscenza e pensa che la morte sia una conseguenza naturale che non può essere evitata. E invece no. Può essere evitata, ma questi mascalzoni non sanno come fare, benché sia spiegato nella Bhagavad-gita. Nascita, morte, vecchiaia e malattia, questi sono i veri problemi, ma non sanno come risolverli e sono sempre impegnati in occupazioni temporanee; lottano, stipulano piani e incontri diplomatici ma non s’interessano ai veri problemi né sanno come risolverli.

Questi mascalzoni non sanno che il movimento per la Coscienza di Krishna può risolvere ogni problema; non capiscono che non è una religione sentimentale, ma è un movimento scientifico per risolvere tutti i problemi della vita. Questa è la Coscienza di Krishna. Perciò nella Bhagavad-gita è detto, ‘tyaktva deham punar janma naiti mam eti’ (Bg 4.9): “Non dovrà più rinascere in questo mondo materiale”. ‘Punar janma naiti’, se puoi, cerca di evitare la vita successiva, perché vita successiva significa accettare un altro corpo materiale.

È anche detto, ‘tatha dehantara-praptih’ (Bg 2.13), dopo aver lasciato il corpo, bisogna accettarne un altro; ma questi mascalzoni non lo capiscono. La civiltà moderna, dunque, ha molti difetti ed è piena d’ignoranza, eppure si fanno passare per dei grandi scienziati, filosofi e politici. Non hanno conoscenza; perciò questo movimento offre a tutti la vera conoscenza, ‘tatha dehantara-praptih’, ossia, al termine di questo corpo ne dobbiamo prendere un altro. Questo è il punto cruciale, ‘dehantara-praptih’, dover accettare un altro corpo; ma se scoprite un mezzo per evitarlo, allora sarete salvi. Poiché, appena si accetta un altro corpo, allora ci sarà ‘janma-mrtyu’, nascita e morte, e anche malattia e vecchiaia. Perciò Krishna dichiara, ‘tyaktva deham punar janma naiti mam eti’: “Puoi evitare di prendere un altro corpo materiale”. In che modo? ‘Janma karma me divyam yo vetti tattvatah’, semplicemente cercando di conoscere Krishna e tutto ciò che Lo riguarda, e perché appare e compie molte attività.

janma karma ca me divyam
evam yo vetti tattvatah
tyaktva deham punar janma
naiti mam eti so ‘rjuna

“Chi conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attività, non dovrà più rinascere in questo mondo materiale, quando avrà lasciato il corpo, ma raggiungerà la Mia dimora eterna, o Arjuna”. (Bg 4.9)

Il nostro movimento per la Coscienza di Krishna significa “cercare di conoscere Krishna”. Cercate di capire… È impossibile conoscere completamente Krishna, perché Egli è illimitato, ma dovremmo sforzarci per quanto ci sia possibile. Com’è spiegato nella Bhagavad-gita: Chi cerca di conoscere Krishna, la Sua natura e le Sue attività trascendentali, ‘janma karma me divyam’, non è una persona ordinaria, perché sarà liberato da ‘janma-mrityu-jara-vyadhi’ (Bg 13.9). È molto semplice, perciò cercate di conoscere Krishna.

Come si può conoscere Krishna? Krishna è così grande. Il Bhakti-rasamrita-sindhu (Il nettare della devozione) spiega, ‘atah sri-krsna-namadi na bhaved grahyam indriyaih sevonmukhe hi jihvadau’ (Cc. Madhya 17.136), non potete conoscere Krishna con i vostri sensi materiali ottusi, è impossibile, ma i sensi devono essere purificati; e ‘tat-paratvena nirmalam’ (Cc. Madhya 19.170), tutti i sensi saranno purificati semplicemente con la Coscienza di Krishna. Se pensiamo sempre a Krishna, i nostri sensi saranno purificati. Questo è il metodo, ‘sevonmukhe hi jihvadau’: impegnare i sensi al servizio di Dio, iniziando dalla lingua.

Ora questo è molto sorprendente: Usando la lingua si può diventare perfetti. Anche questo è sconosciuto alla scienza moderna. Questo è il metodo: Se con la lingua cantate il mantra Hare Krishna e gustate il prasada, diventerete perfetti; semplicemente eseguendo queste due attività. Non accettate nulla che non sia stato prima offerto a Krishna, cantate sempre Hare Krishna, e diventerete perfetti. È un compito molto difficile? Chiunque può farlo. Tutti possono cantare il maha-mantra Hare Krishna e prendere del gustoso cibo prasada. In realtà, questo sta già accadendo. In che modo questi giovani Europei e Americani stanno progredendo spiritualmente? Col semplice metodo di usare la lingua: cantare Hare Krishna e prendere prasada. Potete così introdurre questo semplice metodo in tutto il mondo; date a tutti l’opportunità di cantare il mantra Hare Krishna.

Il metodo è molto semplice, e simultaneamente difficile. Com’era quella vignetta? Una vecchia donna diceva al marito, “Chant, chant, chant” (canta), e il marito rispondeva, “Can’t, can’t, can’t” (non posso). [risate]. Era una vignetta umoristica. Noi chiediamo a tutti, “Please chant”, e loro rispondono, “Can’t”. E tuttora non cantano; questa è la difficoltà. Altrimenti è possibile far tornare tutti gli abitanti di questa terra a casa da Dio, semplicemente con questo metodo: Cantate e prendete prasada. Qualche giorno fa abbiamo tenuto il festival del Ratha-yatra: Cantate e prendete prasada. Questo è tutto. Organizzate simili festival ovunque nel mondo e tutti saranno salvati. Capiranno Krishna, ‘sevonmukhe hi jihvadau’, e Krishna Si manifesterà.

Non potete vedere Krishna, né ordinarGli: “Per favore appari, Ti voglio vedere”. No. Ma quando Egli sarà soddisfatto del vostro servizio, allora verrà. Come nella storia di Dhruva Maharaja, che iniziò a meditare e dopo sei mesi vide Krishna, faccia a faccia. Così potrete vedere, se iniziate a usare appropriatamente la lingua, ‘sevonmukhe hi jihvadau’, “iniziando con la lingua”. Abbiamo diversi sensi, ma la lingua è molto importante: cercate di controllare la lingua e d’impegnarvi nel servizio di Krishna. Perciò Bhaktivinoda Thakura dichiara, ‘sarira avidya-jal, jotendriya tahe kal’, questo corpo è materiale, e i sensi sono i nostri peggiori nemici; ‘tara madhye jihwa ati lobhamoy sudurmati’, e tra tutti i sensi la lingua è formidabile, non ha limiti nel suo desiderio di voler gustare. In Giappone ho visto persone che percorrono dodici miglia solo per gustare degli uccelli di giungla fritti in un hotel; l’hotel ha un autobus privato per portare i clienti dalla città.

Devoto: Sono anatre selvatiche.

Srila Prabhupada: Forse, qualsiasi cosa siano. Così la lingua è un nemico formidabile. Solo per gustare qualcosa le persone commettono molte attività peccaminose; sono pronte a commettere azioni abominevoli per soddisfare la lingua. C’è una linea diretta che va dalla lingua ai genitali. Se riuscite a controllare la lingua, anche gli altri sensi saranno più facilmente controllati. Pertanto, ‘tara madhye jihva ati lobhamoy sudurmati’: la lingua è molto avida (lobhamoy), e molto difficile da controllare (sudurmati). È solo per soddisfare la lingua che sono mantenuti numerosi mattatoi.

Ho visto viaggiando in aereo, per un pezzetto di carne che mangiano, un’enorme quantità di mattatoi è mantenuta; non possono rinunciare a quel pezzettino di carne. Qual è la difficoltà? La stessa cosa può essere fatta con i prodotti del latte: fate del formaggio e friggetelo, avrà un gusto simile; così lasciate vivere gli animali e usate i prodotti del latte. Ma questi mascalzoni non lo faranno, e continueranno a uccidere solo per soddisfare la lingua. È così forte questa lingua, formidabile, esigente, “dovete darmi la carne”, e così sono obbligati. E per quest’obbligo commettono molte attività peccaminose, abominevoli; e sono costretti dalla legge della natura ad accettare un corpo tra gli otto milioni e quattrocentomila specie di vita, e diventare un verme negli escrementi.

Non sanno come agisce la legge materiale; ‘prakriteh kriyamanani gunaih karmani sarvasah’ (Bg 3.27): sviata dal falso ego, l’anima spirituale crede di essere l’autrice delle proprie azioni; prakriti, la natura, è oltremodo potente e agisce con grande precisione. Si deve perciò essere molto cauti, non possiamo fare altrimenti, soprattutto in quest’era. Se vi abbandonate a Krishna, se diventate coscienti di Krishna, Egli Si prenderà cura di voi, e voi sarete salvi. Grazie molte. Hare Krishna.

Fine.

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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

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Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.




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