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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 29
 Anima
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sauro61
Utente Normale



5 Messaggi

Inserito il - 06/03/2017 : 18:42:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Desidero capire quale è il momento preciso in cui l'Anima entra in un corpo,se è al momento della fecondazione dell'ovulo o posteriore a quel momento . Se gli spermatozzoi hanno un anima o no ?

Grazie Sauro.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 07/03/2017 : 06:54:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna, benvenuto sul forum di RKC e grazie per la domanda.

L'anima spirituale individuale, in Sanscrito "Jiva", che si deve incarnare in un corpo umano, viene introdotta nel seme maschile da autorita' superiori (i deva o esseri celesti, agenti del Signore supremo che gestiscono il mondo materiale per Suo conto).

Quindi l'anima e' gia' presente al momento della "fecondazione" dell'ovulo, come ci spiega Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada, per esempio nel commento al verso dello Srimad Bhagavatam Canto 3, Capitolo 16, Verso 35:

TRADUZIONE

"[Brahma proseguì:]
Questi due principali guardiani del Signore Supremo sono entrati ora nel grembo di Diti, essendo stati ricoperti dal potente seme di Kasyapa Muni".


SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Questo verso è una chiara dimostrazione del modo in cui l’essere individuale, che proviene in origine da Vaikunthaloka, si trova imprigionato negli elementi materiali.

L’anima prende rifugio nel seme del padre, e viene poi introdotta nel grembo della madre. Allora, per attivazione dell’ovulo si forma attorno all’essere un corpo particolare.

Bisogna ricordare qui che la mente di Kasyapa Muni non era perfettamente limpida quando concepì i suoi due figli, Hiranyaksa e Hiranyakasipu. Perciò il suo seme si trovò a essere simultaneamente potente e misto alla qualità della collera. Dobbiamo concludere che al momento di concepire un figlio, la mente dev’essere molto sobria e piena di devozione. A questo scopo i Testi vedici raccomandano il garbhadhana-samskara. Se la mente del padre non è sobria, il seme emesso sarà di poco valore, e l’essere vivente, avviluppato nella sostanza prodotta dal padre e dalla madre, sarà demoniaco, come nel caso di Hiranyaksa e Hiranyakasipu. È importante dunque analizzare attentamente le condizioni del concepimento; si tratta infatti di una grandissima scienza".

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Come vediamo, esiste una precisa scienza che permette di scegliere che tipo di anima individuale sara' introdotta nel seme maschile, e che quindi in seguito, grazie all'unione con l'ovulo femminile, dara' nascita ad un certo tipo di corpo materiale.

Il processo di formazione del corpo umano e' descritto per esempio nello Srimad Bhagavatam Canto 3, Capitolo 31, dal Verso 1 al Verso 4:

VERSO 1

TRADUZIONE

"Il Signore Supremo disse:
Sotto la direzione del Signore Supremo e secondo il frutto delle sue opere, l’essere vivente, l’anima, è introdotto nell’utero di una donna attraverso una goccia di seme maschile per assumere una determinata forma corporea".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Come indica il capitolo precedente, dopo aver sperimentato differenti condizioni infernali di vita, l’uomo assume nuovamente una forma umana. Il presente capitolo riprende questo argomento. L’anima è introdotta nel seme di un uomo che è esattamente il padre che le si addice; così, chi ha già conosciuto le sofferenze dell’inferno riceve un corpo umano appropriato.

Nel corso dell’unione sessuale l’anima è trasferita, mediante il seme del padre, nell’utero della madre, dove svilupperà il suo corpo futuro. Questo processo si applica a tutti gli esseri incarnati, ma qui è menzionato in particolare in riferimento all’uomo che viene dall’inferno detto Andha-tamisra.

Dopo aver sofferto in questo luogo e in differenti tipi di corpi, gli uni più vili degli altri, come quelli di cane e di maiale, chi deve riavere la forma umana ottiene di rinascere in un corpo simile a quello che aveva prima di piombare fino agli inferni.

Tutto si compie sotto la direzione di Dio, la Persona Suprema. La natura materiale fornisce il corpo, ma agisce sotto la direzione dell’Anima Suprema. La Bhagavad-gita insegna che l’essere condizionato erra nell’universo materiale su un veicolo fatto dalla natura materiale. Il Signore Supremo Si trova sempre presente al suo fianco come Anima Suprema.

Egli ordina alla natura materiale di fornire un determinato corpo all’anima individuale secondo le conseguenze delle sue azioni, e la natura materiale lo fornisce.

Le parole retah-kanasrayah assumono qui un’importanza particolare perché indicano che non è il seme dell’uomo che crea la vita nell’utero della donna; in realtà, l’anima trova rifugio in una particella di seme maschile per essere poi introdotta nell’utero di una donna.

Solo allora il corpo si sviluppa. È impossibile creare un essere vivente in assenza dell’anima, semplicemente con l’unione sessuale. La teoria materialista secondo cui l’anima non esiste e il bambino nasce dalla semplice combinazione materiale di sperma e di ovulo non è plausibile e non può essere accettata".

VERSO 2

TRADUZIONE

"La prima notte si attua la fusione dello sperma con l’ovulo, e la quinta notte il risultato di questa fusione germina in una bolla. La decima notte essa si sviluppa e prende la forma di una prugna, quindi si trasforma gradualmente in un piccolo ammasso di carne, o in un uovo, secondo i casi".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Il corpo che l’anima assume può svilupparsi in quattro modi differenti in relazione alla sua origine. I corpi degli alberi e delle piante spuntano dalla terra, la seconda specie di corpi nasce dalla traspirazione, come nel caso dei germi, delle mosche e di altri insetti; la terza specie di corpi si sviluppa a partire da un uovo, e la quarta specie a partire da un feto. Questo verso spiega che dopo la fusione dell’ovulo e dello sperma, il corpo si sviluppa gradualmente in un piccolo ammasso di carne o in un uovo, secondo i casi. Se si tratta di un uccello, prenderà la forma di un uovo, e se si tratta di un animale o di un uomo, prenderà la forma di una piccola massa di carne".

VERSO 3

TRADUZIONE

"In un mese si forma la testa e in due mesi prendono forma le mani, i piedi e le altre parti del corpo. Alla fine del terzo mese appaiono le dita delle mani e dei piedi, le unghie, i peli, le ossa e la pelle, e insieme gli organi genitali e gli altri orifizi del corpo, cioè gli occhi, le narici, gli orecchi, la bocca e l’ano".

VERSO 4

TRADUZIONE

"Quattro mesi dopo il concepimento, i sette componenti fondamentali del corpo, cioè il chilo [liquido lattiginoso composto di goccioline di grasso e linfa, citaz. da Wikipedia, n.d.r.], il sangue, la carne, il grasso, le ossa, il midollo e il liquido seminale, sono già presenti. Alla fine del quinto mese, la fame e la sete si fanno sentire, e alla fine del sesto, il feto, prigioniero della cavità amniotica, comincia a muoversi nel lato destro dell’addome".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Quando, alla fine del sesto mese, il corpo è completamente formato, il bambino, se si tratta di un maschio, comincia a muoversi sul lato destro, e se si tratta di una femmina si muove sul lato sinistro".

---------------------

(CONTINUA)

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 07/03/2017 : 08:06:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un altro punto molto importante sulla questione, e' spiegato da Srila Prabhupada nel commento allo Srimad Bhagavatam Canto 7, Capitolo 7, Verso 18:

TRADUZIONE

"Come i frutti e i fiori di un albero subiscono a tempo debito sei trasformazioni —nascita, esistenza, crescita, trasformazione, decadimento e morte— così anche il corpo materiale, che l'anima spirituale ottiene in differenti circostanze, si trasforma. Ma l'anima spirituale non conosce tali trasformazioni".

SPIEGAZIONE

"Questo è un verso molto importante che ci aiuta a capire la differenza tra un'anima spirituale e il corpo materiale. L'anima è eterna, come afferma la Bhagavad-gita (2.20):

na jayate mriyate va kadacin
nayam.bhutva bhavita va na bhuyah
ajo nityah sasvato 'yam purano
na hanyate hanyamane sarire

“Per l'anima non c'è né nascita né morte. Esiste e non smette mai di esistere. Non nasce, non muore, è eterna, originale, non ebbe mai inizio e non avrà mai fine. Non muore quando il corpo muore.”

L'anima spirituale è eterna; non subisce né il cambiamento né il decadimento che si verificano a causa del corpo materiale. L'esempio dell'albero coi suoi frutti e i suoi fiori è molto semplice e chiaro. Un albero vive per moltissimi anni, ma con l'alternarsi delle stagioni i suoi frutti e i suoi fiori subiscono sei trasformazioni.

La sciocca teoria dei chimici moderni secondo cui la vita è prodotta da interazioni chimiche non può essere accettata come vera. La nascita del corpo materiale di un essere umano ha luogo a causa della fusione dell'ovulo e dello spermatozoo;

però sappiamo anche che dopo un rapporto sessuale benché l'ovulo e lo spermatozoo si uniscano, la gravidanza non sempre si verifica.

Finché l'anima non entra in questa mistura, la possibilità di una gravidanza non c'è; ma non appena l'anima prende rifugio negli elementi materiali, il corpo nasce, esiste, cresce si trasforma e decade, e infine viene distrutto.

I frutti e i fiori di un albero vanno e vengono con le stagioni, ma l'albero continua a esistere. Similmente, reincarnandosi, l'anima assume diversi corpi che subiscono sei trasformazioni, ma rimane sempre la stessa (ajo nityah sasvato' yam purano na hanyate hanyamane sarire).

L'anima è eterna e non ha fine, mentre i corpi che l'anima riveste sono soggetti a mutamento (B.g. 2.20)".

------------------------

Generalmente sono appunto i deva, gli esseri celesti, agenti del Signore, a decidere in base al karma, cioe' alle attivita' precedenti, ai meriti e ai demeriti accumulati da ogni anima individuale, quale tipo di corpo materiale essa dovra' sviluppare in futuro. La introdurranno quindi nello spermatozoo, o meglio nel seme, del padre che le si addice.

Se ne deduce che non tutti gli spermatozoi, contengono un'anima spirituale che andra' a fecondare un ovulo.

Tuttavia ragionando secondo la classificazione della biologia moderna (differente da quella vedica), se ammettiamo l'esistenza di un organismo cellulare chiamato "spermatozoo", preposto a "trasportare il corredo genetico del padre nell'ovulo" [citazione generica da internet, n.d.r.], e questo organismo appare dotato di vita, di coscienza, dato che e' in grado di muoversi, di interagire in vari modi con cio' che lo circonda, bisogna concludere che lo spermatozoo contenga una propria anima spirituale, che lo guida nelle sue azioni, forse differente da quella che verra' poi introdotta nell'ovulo.

Il fatto e' che i Veda parlano di "anima spirituale introdotta nel seme maschile", e quando questa espressione viene tradotta, o quando si cerca di comprenderla paragonandola a termini moderni, introducendo concetti che nei Veda non sono presenti (tipo "spermatozoo"), si va incontro a possibili errori o imprecisioni tecniche, non perche' i Veda, siano imprecisi (anzi, e' l'opposto), ma perche' non sappiamo esattamente a che livello, in che contesto, i termini moderni possano essere collocati al riguardo (ammesso, e per niente concesso, che siano esatti).

Percio', con sicurezza possiamo affermare che l'anima spirituale e' contenuta nel seme maschile, anche prima che l'ovulo sia fecondato.

Ma il concetto di "spermatozoo", introdotto dalla ricerca moderna, che utilizza metodi empirici, inventati da persone dotate di sensi materiali e di strumenti imperfetti e limitati, non e' analizzato allo stesso modo nei Veda.

Quindi non possiamo essere certi al 100% della sua costituzione.

Meglio basarsi sulla vera, perfetta conoscenza vedica, che proviene da Dio, la persona suprema Stessa, attraverso una successione disciplica di maestri spirituali autentici, senza alcuna alterazione.

Buon proseguimento e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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sauro61
Utente Normale



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Inserito il - 16/03/2017 : 18:59:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ti ringrazio per la risposta .

Sauro
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sauro61
Utente Normale



5 Messaggi

Inserito il - 25/03/2017 : 17:01:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se possibile vorrei fare ancora qualche domanda sul Jiva . Prima cosa vorrei capire, con precisione , in quale punto del corpo è localizzata e come e da dove esce al momento della morte . Ancora in quale punto del corpo è localizzato il Paramatma e la relazione che c'è tra Jiva e Paramatma . Che interazione c'è ,(tra le due )nel momento in cui il Jiva lascia il corpo materiale e come prosegue questa relazione dopo .

Ti ringrazio
Sauro

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 28/03/2017 : 12:54:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna, grazie delle domande, tuttavia precisazioni tecniche approfondite di questo tipo, non rientrano nello scopo di questo forum.

La pratica del bhakti yoga come stabilita dal maestro spirituale fondatore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada ( www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ), garantisce a chiunque la migliore destinazione al momento della morte, e per i piu' determinati, il ritorno a Dio, nel Suo regno spirituale, se hanno applicato alla perfezione le regole ed i principi del metodo, senza bisogno di informazioni tecniche precise sul modo di lasciare il corpo, appannaggio di altri metodi di yoga, del resto oggi impraticabili.

Per esempio nell'astanga yoga, si da' molta importanza a tali informazioni, ma quel metodo richiede un tempo lunghissimo per essere portato a termine con successo, dell'ordine di Migliaia di anni, e poiche' nella nostra epoca, il kali yuga, la longevita' del corpo umano e' ridotta a 100 anni circa, se siamo (molto) fortunati, ovviamente e' un sistema improponibile ai nostri giorni (infatti era praticato nel satya yuga, molti Milioni di anni fa, quando la longevita' degli esseri umani era di circa 100.000 anni, come ci spiegano i Veda).

Per soddisfare la tua curiosita', posso comunque citarti un paio di commenti dove Srila Prabhupada accenna agli argomenti di cui chiedi (nei prossimi post).

Buona lettura e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)


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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 28/03/2017 : 13:11:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DALLA BHAGAVAD GITA COSI' COM'E' - CAPITOLO 2 - VERSO 17

avinasi tu tad viddhi
yena sarvam idam tatam
vinasam avyayasyasya
na kascit kartum arhati

TRADUZIONE

"Sappi che non può essere annientato ciò che pervade il corpo. Nulla può distruggere l'anima eterna".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Questo verso precisa la natura dell’anima, la cui influenza si diffonde in tutto il corpo. Tutti sanno che ciò che pervade il corpo è la coscienza. Noi siamo coscienti delle gioie e dei dolori che prova il nostro corpo, ma la nostra coscienza non si estende al corpo degli altri esseri, i cui i piaceri e sofferenze ci sono estranei. Ogni corpo è dunque l’involucro di un’anima individuale, e il sintomo della presenza dell’anima è la coscienza individuale.

La Svetasvatara Upanisad (5.9) ci rivela anche la dimensione dell’anima: un decimillesimo della punta di un capello.


balagra-sata-bhagasya
satadha kalpitasya ca
bhago jivah sa vijneyah
sa canantyaya kalpate

“Dividendo la punta di un capello in cento parti e ciascuna in cento parti ancora, si ha la misura dell’anima".

La Caitanya Caritamrita (Madhya Lila 19.140) conferma questa descrizione:

kesagra-sata-bhagasya
satamsah sadrsatmakah
jivah suksma-svarupo 'yam
sankhyatito hi cit-kanah

"Esistono innumerevoli atomi spirituali che hanno ciascuno la dimensione di un decimillesimo della punta di un capello.“

Le anime individuali sono dunque atomi spirituali, più piccoli degli atomi materiali e il loro numero è infinito. Questa minuscola scintilla è il principio vitale del corpo materiale, e la sua influenza si diffonde in tutto il corpo come l’effetto di una medicina. La coscienza si manifesta esercitando il suo influsso in tutto il corpo, ed è il sintomo della presenza dell’anima, che è la sua sorgente. Chiunque può capire che un corpo materiale privo di coscienza è un corpo morto, che non può essere rianimato con alcun metodo materiale.

È chiaro dunque che la coscienza proviene dall’anima e non da qualche combinazione di elementi materiali. La Mundaka Upanisad (3.1.9) precisa a sua volta la dimensione dell’anima infinitesimale:

eso 'nur atma cetasa veditavyo
yasmin pranah pancadha samvivesa
pranais cittam sarvam otam prajanam
yasmin visuddhe vibhavaty esa atma

“L’anima è infinitamente piccola e può essere percepita da un’intelligenza perfetta. Essa fluttua trasportata dai cinque tipi d’aria (prana, apana, vyana, samana e udana). È situata nel cuore e diffonde la sua energia in tutto il corpo. Una volta purificata dalla contaminazione di queste cinque arie materiali, l’anima manifesta la sua potenza spirituale.”

L’hatha-yoga serve a controllare, con varie posizioni, i cinque soffi che avvolgono l’anima pura; ha lo scopo di liberare l’anima infinitesimale dalla materia che la imprigiona e non quello di procurare qualche beneficio materiale.

Tutti i Testi vedici concordano su questa definizione dell’anima infinitesimale e ogni uomo sano di mente può verificarne direttamente l’autenticità. Soltanto gli sciocchi definiscono questa scintilla spirituale come visnu-tattva, cioè infinita.

La Mundaka Upanisad afferma che l’anima infinitesimale è situata nel cuore di ogni essere, da dove il suo influsso si propaga in tutto il corpo. Ma alcuni scienziati materialisti sono convinti dell’inesistenza dell’anima per il semplice motivo che è così piccola che si sottrae al loro potere d’osservazione. Invece è certo che se l’energia necessaria al funzionamento dell’organismo proviene dal cuore è perché l’anima individuale e l’Anima Suprema sono entrambe presenti nel cuore.

I globuli del sangue, che trasportano l’ossigeno immagazzinato nei polmoni, traggono la loro energia dall’anima. Ecco perché il sangue cessa di circolare e di svolgere le sue funzioni non appena l’anima lascia il corpo. La medicina “scientifica“ non è in grado di verificare che è l’anima a fornire al corpo la sua energia vitale, però accetta l’importanza dei globuli rossi e ammette che il cuore è la sede di tutte le energie del corpo.

Le anime individuali, che sono parti del Tutto spirituale, possono essere paragonate alle innumerevoli molecole luminose che formano i raggi del sole. Esse sono scintille spirituali che compongono la radiosità del Signore Supremo e costituiscono la Sua energia superiore, detta prabha. Né chi segue le Scritture vediche né chi segue la scienza moderna può negare l’esistenza dell’anima nel corpo, e Dio Stesso, la Persone Suprema, espone molto chiaramente la scienza dell’anima nella Bhagavad-gita".

------------------------

Abbiamo cosi' chiarito che l'anima spirituale "fluttua" nel corpo umano, sostenuta dalle 5 arie principali (e da altre 5 secondarie, piu' sottili, non menzionate qui, ma in altri commenti di Srila Prabhupada) che circolano nel corpo, ed e' posizionata circa all'altezza del cuore.

Il Paramatma, l'anima suprema, manifestazione localizzata di Krishna, Dio, la persona suprema, accompagna l'anima individuale in ogni corpo materiale che assume, e le rimane sempre accanto come testimone e consenziente di tutti i suoi atti, guidandola costantemente, come ci spiega il seguente verso:

DALLO SRIMAD BHAGAVATAM - CANTO 7 - CAPITOLO 2 - VERSO 45

na srota nanuvaktayam
mukhyo 'py atra mahan asuh
yas tv ihendriyavan atma
sa canyah prana-dehayoh


TRADUZIONE

"Nel corpo l'elemento piú importante è l'aria vitale, ma neanche con questa può essere identificato colui che parla o che ascolta. Nemmeno l'anima, che è al di là dell'aria vitale, può fare qualcosa, perché in realtà è l'Anima Suprema che collaborando con l'anima individuale impartisce le direttive. L'Anima Suprema, che guida le attività del corpo, è diversa dal corpo e dalla forza vitale".

SPIEGAZIONE

"Dio, la Persona Suprema afferma chiaramente nella Bhagavad-gita (15.15), sarvasya caham hrdi sannivisto mattah smrtir fnanam apohanam ca: “Mi trovo nel cuore di ognuno e da Me vengono il ricordo, la conoscenza e l'oblío.”

Sebbene l'atma, l'anima, sia presente in ogni corpo materiale (dehino ‘smin yatha dehe), non è in realtà il fattore piú importante che agisce mediante i sensi, la mente e cosí via.

L'anima non può far altro che collaborare con l'Anima Suprema, perché è l'Anima Suprema che la ispira ad agire o a non agire (mattah smrtir fnanam apohanam ca).

Non si può agire senza la Sua autorizzazione, perché l'Anima Suprema è il testimone e il consenziente (upadrasta e anumanta).

Una persona che studia attentamente sotto la direzione di un maestro spirituale autentico può realizzare la vera conoscenza, cioè può capire che Dio, la Persona Suprema, è in realtà Colui che ispira ogni attività dell'anima individuale e anche Colui che ne controlla le conseguenze.

Sebbene l'anima individuale possieda i sensi, indriya, non è in realtà il loro proprietario; il vero proprietario è l'Anima Suprema. Perciò l'Anima Suprema è detta Hrsikesa e l'anima individuale dovrebbe seguire i consigli dell'Anima Suprema sottomettendosi a Lei per trovare cosí la felicità (sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja).

In questo modo può diventare immortale e trasferirsi nel regno spirituale, dove conseguirà il piú alto successo: una vita eterna, colma di conoscenza e di felicità.

Per concludere, l'anima individuale è differente dal corpo, dai sensi, dalla forza vitale e dalle arie che si trovano nel corpo, ma al di sopra dell'anima individuale c'è l'Anima Suprema che le fornisce tutte le facilitazioni necessarie. L'anima individuale che abbandona ogni cosa all'Anima Suprema vive molto felicemente all'interno del corpo".

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Ecco cosi' spiegata la continua relazione che intercorre tra l'anima individuale e l'anima suprema.

Vediamo infine cosa accade nel momento in cui l'anima individuale lascia il corpo senza aver concluso positivamente la vera missione della vita in forma umana, cioe' senza poter tornare a Dio, nella propria dimora originale.

DALLO SRIMAD BHAVAVATAM - CANTO 6 - CAPITOLO 1 - VERSO 48

manasaiva pure devah
purva-rupam vipasyati
anumimamsate 'purvam
manasa bhagavan ajah

TRADUZIONE

"L’onnipotente Yamaraja vale quanto Brahma; infatti, mentre si trova nella propria dimora, ossia nel cuore di ognuno come Paramatma, considera mentalmente le attività passate dell’essere vivente e capisce come questi agirà nelle vite future".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Non dobbiamo pensare che Yamaraja sia un essere vivente comune. Egli equivale a Brahma e gode della completa collaborazione dei signore supremo, presente nel cuore di ogni essere.

Cosí, per la grazia dell’Anima suprema, può vedere dall’interno il passato, il presente e il futuro di tutti gli esseri viventi.

La parola anumimamsate significa che egli può decidere consultandosi con l’Anima suprema. Anu significa “seguendo”.

Le decisioni che riguardano le vite future degli esseri sono in realtà prese dall’Anima suprema, e Yamaraja le porta a compimento".


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Un caro saluto, Hare Krishna !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)



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sauro61
Utente Normale



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Inserito il - 14/04/2017 : 20:07:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Acora grazie per le tue risposte e scusa se sono uscito dagli argomenti del forum.
Vorrei ancora approfondire il rapporto che c'è tra Jiva e Paramatma . NAnon mi è ancora chiaro come l'anima individuale , che dipende dal Paramatma , possa fare tutto il male che vediamo nel mondo .Perche il jiva racchiuso in un corpo dipende dai sensi se è il Paramatma a guidarlo .C'è un grado di autonomia del Jiva o è solo illusione .
Queste domande non sono provocatorie ma hanno solo l'intento di approfondire largomento .
Ti ringrazio fin da adesso .

Sauro
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 16/04/2017 : 06:08:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna,

riassumiamo l'argomento dicendo che l'anima suprema, il Paramatma, agisce costantemente come "upadrasta" e "anumanta", testimone e consenziente di tutte le attivita' che il Jiva desidera compiere nel mondo materiale, qualunque esse siano.

Testimone, perche' gli rimane accanto e vede tutto cio' che i corpi materiali assunti dal Jiva compiono, vita dopo vita.

Consenziente, perche' tecnicamente deve dare il benestare, approvare ogni piu' piccola azione, che il Jiva desidera, ma che non sarebbe in grado, di compiere da solo nel corpo materiale. Infatti l'anima individuale non ha niente a che fare con la materia e non puo', in realta', neppure toccarla.
"Immagina", "sogna", si illude di farlo tramite l'identificazione, appunto, con il corpo materiale che riveste, ma non ne ha veramente a che fare.

In questo senso quindi, tecnicamente parlando, il Paramatma deve "approvare" qualunque azione il Jiva desideri compiere, esercitando il proprio libero arbitrio: il mondo materiale infatti, e' il luogo dove al Jiva viene concesso di manifestare i propri desideri (anche se, in un corpo illusorio), perfino quando si oppongano a quelli del Signore: nel mondo spirituale invece, cio' non si verifica perche' tutti gli esseri agiscono sempre perfettamente in accordo alla Sua volonta'.

Il Paramatma permette che il Jiva agisca come preferisce nel mondo materiale, a proprio rischio e pericolo.

Infatti, "tutto il male che vediamo nel mondo", come tu scrivi, e' dovuto all'imperfezione degli esseri individuali e al fatto che essi non seguono la volonta' di Dio, ne' le Sue leggi universali.

Dovremmo partire dal presupposto che il Signore ha (indirettamente) creato il mondo materiale con le sue leggi, ma ne rimane distaccato e non si occupa di gestirlo personalmente. Questo compito e' riservato agli esseri celesti, abitanti dei pianeti superiori, che in base alle nostre attivita', individuali e collettive, ci "premiano" o ci "puniscono" attribuendocene i risultati a tempo debito, con la guida del Paramatma (il Quale conosce la posizione karmica di tutti gli esseri individuali).

In altre parole, l'espressione "qualsiasi cosa succeda e' la volonta' di Dio", che talvolta si sente dire, e’ in qualche modo impropria. E' per la volonta' di Dio che tutto PUO', accadere, perche' niente potrebbe muoversi senza la Sua energia o senza il Suo benestare "tecnico" (quale consenziente nel cuore di ogni essere, appunto), proprio come una lampadina non potrebbe accendersi senza l'energia fornita da una centrale elettrica, a monte.

Ma il Signore non e' responsabile delle azioni che vengono compiute dagli esseri viventi, proprio come uno Stato non e’ responsabile delle azioni dei cittadini che violano le sue leggi.

In queste righe ho citato una parte della seguente discussione (dal terz'ultimo post):

http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1663

in cui parliamo dell'argomento, e per approfondire ulteriormente, puoi leggere volendo, anche quest'altra discussione:

http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=645

Un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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sauro61
Utente Normale



5 Messaggi

Inserito il - 17/04/2017 : 07:27:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gokula Tulasi Das ti ringrazio delle risposte e delle indicazioni che mi ai dato.

Hare Krisna

Sauro
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