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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 27
 E' meglio non nascere?
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gargam
Utente Medio



Lombardia


29 Messaggi

Inserito il - 15/09/2015 : 09:40:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna,

è corretto affermare che è meglio non nascere?

Difatti, non nascere (non venire al mondo), equivale ad essere presso Krishna, nel mondo spirituale.

Cioè non abbiamo ancora commesso il peccato di superbia di pensare di poter godere autonomamente lontano da Lui, venendo qui nel mondo materiale.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 15/09/2015 : 12:39:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna, grazie della domanda.

E' corretto affermare che e' meglio non prendere nascita nel mondo materiale, perche' rimanere in quello spirituale, in compagnia di Krishna, Dio, la persona suprema, e' la nostra posizione originale, perfetta ed eterna.

La maggior parte delle anime individuali come noi, infatti, non viene mai in questo mondo temporaneo e pieno di miserie, dove esistono sofferenze quali la malattia, la vecchiaia, la morte e conseguentemente, anche la rinascita. In questo senso, tale nascita puo' essere considerata "negativa", o "sfavorevole".

Soltanto alcune, anime individuali, desiderano cercare di godere dell'energia materiale del Signore come se fossero Egli Stesso, cioe' cercando in qualche modo di imitarLo (invano, naturalmente), e sono quelle presenti, appunto, nel mondo materiale.

Non si puo' pero' paragonare esattamente questo desiderio che il jiva (l'anima individuale) puo' provare, possibilita' intrinseca alla sua natura, e che deriva dalla propria indipendenza (pur parziale), che possiede in quanto parte integrante di Dio (la Cui indipendenza e' invece totale), al concetto di "peccato di superbia" di cui parlano alcune tradizioni religiose, piuttosto semplicistico e riduttivo, "traslato" impropriamente sul piano materiale, alla luce della ben piu' completa conoscenza che i Veda ci rivelano.

Riassumendo in breve, possiamo dire che non esistono ancora, "peccati", a livello liberato, quindi non e' esattamente un peccato quello che l'anima compie quando desidera sperimentare un'esistenza materiale, priva di coscienza di Krishna.

E' un desiderio che puo' presentarsi, a causa della propria indipendenza, la quale, sebbene infinitesimale, quando e' usata in modo improprio, errato, e' sufficiente a farci diventare coscienti di un ambiente illusorio tutto intorno a noi, fornito dal Signore tramite la Sua energia materiale.

In tal caso, la forma spirituale originale che possiediamo eternamente, detta svarupa siddhi, si "addormenta" nel mondo spirituale, dove esiste da sempre e sempre restera', e noi entriamo in una specie di "sogno" dove compiamo le attivita' materiali temporanee, di cui siamo coscienti adesso.

Possiamo comunque tornare ad essere coscienti del mondo spirituale, risvegliando la nostra svarupa siddhi e riprendendo la nostra relazione eterna con Krishna in qualsiasi momento, seguendo un metodo appropriato (il bhakti yoga, riassunto per esempio qui: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ).
Il fine ultimo della creazione materiale e' infatti quella di permettere all'anima individuale di soddisfare i propri desideri di indipendenza (pero' sotto le direttive delle leggi divine, emanate dal Signore), ma anche di tornare nella propria posizione originale, nel mondo spirituale, una volta compresa l'inutilita' di un tentativo vano e irrealizzabile, come quello di imitare Dio.

Se siamo informati e ben coscienti di tutto cio', e siamo pienamente impegnati nel metodo che ci permette di tornare nel mondo spirituale, allora possiamo in qualche modo pensare che certo, sarebbe stato meglio non aver mai preso nascita in questo mondo, ma essere rimasti svegli in quello spirituale.

Pero' in generale e' meglio evitare connotazioni negative che possano portare a fraintendimenti, a confusione o depressione mentale, in chi non abbia tutte le informazioni trascendentali del caso.
Invece che di "peccato di superbia", si puo' parlare per esempio di "errato uso del libero arbitrio", come ci spiega Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada nei commenti ai versi 22 e 23-34 dello Srimad Bhagavatam, canto 3, Capitolo 26 (citati nel prossimo post).

Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 15/09/2015 : 12:52:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DALLO SRIMAD BHAGAVATAM CANTO 3, CAPITOLO 26:

VERSO 22

TRADUZIONE

"Dopo la manifestazione del mahat-tattva, queste caratteristiche appaiono simultaneamente. Come l’acqua allo stato puro, prima di entrare a contatto con la terra, è dolce, chiara e limpida, così la coscienza pura è perfettamente serena, cristallina e inalterata".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"La coscienza esiste allo stato puro, si tratta della coscienza di Krishna. All’inizio della creazione la coscienza non è contaminata da alcuna impurità. Tuttavia, più l’essere è contaminato dalla materia, più la sua coscienza si oscura. Con una coscienza pura si può percepire un leggero riflesso della Persona Suprema. Come nell’acqua limpida e calma si può distinguere chiaramente ogni cosa, nello stato di pura coscienza, la coscienza di Krishna, è possibile vedere le cose così come sono. L’essere può distinguere l’immagine riflessa del Signore Supremo e può anche vedere sé stesso. Questo stato di coscienza è molto piacevole, tranquillo e limpido. All’inizio, dunque, la coscienza è pura".

VERSI 23-24

TRADUZIONE
"L’ego materiale ha origine dal mahat-tattva, che a sua volta proviene dall’energia del Signore. Il falso ego è dotato fondamentalmente di tre poteri d’azione, secondo la virtù, la passione e l’ignoranza; e a partire da queste tre forme di ego materiale la mente, i sensi di percezione, gli organi d’azione e gli elementi grossolani si manifestano".


SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"La prima impurità che contamina all’inizio la coscienza limpida dell’essere nel suo stato puro, o coscienza di Krishna, è il falso ego, ossia l’identificazione con il corpo. L’essere individuale allo stato naturale vive nella coscienza di Krishna, ma poiché appartiene all’energia marginale, possiede una certa indipendenza, e questo gli permette di dimenticare Krishna. In origine, egli vive nella pura coscienza di Krishna, ma se fa un cattivo uso della sua indipendenza marginale, rischia di dimenticare Krishna. Nella nostra vita quotidiana abbiamo molti esempi di persone che agiscono nella coscienza di Krishna, ma improvvisamente cambiano atteggiamento.

Per questa ragione le Upanisad affermano che il sentiero della realizzazione spirituale può essere paragonato al filo tagliente di un rasoio. È un esempio molto appropriato. Ci si può radere molto bene con una lama nuova, ma è sufficiente un attimo di distrazione per tagliarsi la guancia; queste sono le conseguenze di un cattivo uso del rasoio. Perciò arrivare al livello della pura coscienza di Krishna non è sufficiente, bisogna anche stare molto attenti, perché la minima disattenzione o negligenza può essere causa di caduta. Queste cadute sono provocate dal falso ego.

Il falso ego appare dunque nello stato di pura coscienza a causa di un cattivo uso dell’indipendenza. Non possiamo speculare su ciò che ha provocato l’apparizione del falso ego a partire dalla coscienza pura; in realtà c’è sempre il rischio che questo accada, perciò dobbiamo sempre essere molto prudenti Il falso ego è all’origine di tutte le attività materiali che si compiono secondo le tre influenze della natura materiale. Appena ci si allontana dalla pura coscienza di Krishna ci si trova sempre più coinvolti nelle reti della materia La rete del materialismo è rappresentata dalla mente materiale, dalla quale provengono i sensi e gli organi materiali".

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Francis
Utente Master



228 Messaggi

Inserito il - 15/09/2015 : 15:11:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sale non ho mal capito, non tutte le anime sono nella condizione di cadere ma soltanto alcune... Quindi non siamo tutti uguali nel mondo spirituale?
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 15/09/2015 : 22:50:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna Francis,

le anime individuali (Jiva tattva) sono tutte uguali e tutte potenzialmente capaci di "cadere" nel mondo materiale, se abusano del proprio libero arbitrio.

Ma soltanto alcune, una minima parte fra le tante che esistono, decidono di farlo.
Tutti noi che viviamo nella creazione materiale, facciamo parte di questa minoranza.

Haribol !
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