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 Brama-puccha
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alfoncelen
Utente Medio



Campania


43 Messaggi

Inserito il - 13/01/2010 : 13:59:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna.


Nella BHAGAVAD-GITA Cap.13,verso 5, S.D.G. PRABHUPADA,spiega i 5 gradi della realizzazione del Brahman Supremo,il brahma-puccha:annamaya,pranamaya,jnanamaya,vijnanamaya e anandamaha, come differenti gradi di realizzazione dell Assoluto che corrispondono alle diverse manifestazioni dell energia del Signore.
Mi puoi chiarire questo concetto?
Ti ringrazio.
Tutte le glorie ai devoti di Krishna!!!
Haribol!!!


Alfonso


RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1956 Messaggi

Inserito il - 15/01/2010 : 07:44:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Alfonso, Hare Krishna, grazie dell'importante domanda.

In un passo del libro di Krishna, nel cap. 87, intitolato "Le preghiere dei Veda personificati", Srila Prabhupada approfondisce il concetto del brahma puccha (puoi leggerlo tutto on line qui: www.harekrsna.it/libri_on_line/il_libro_di_krishna/capitolo_86.asp : nota che on line, quel capitolo risulta essere erroneamente l'86, stiamo provvedendo alla correzione).

Te lo riporto qui:

"[...] Esistono nel corpo cinque diversi livelli di esistenza, chiamati annamaya, pranamaya, manomaya, vijñanamaya e anandamaya. All'inizio della vita ogni essere è cosciente del cibo. Un bambino o un animale saranno soddisfatti solo di un buon cibo. Questo livello di coscienza, in cui lo scopo è quello di mangiare bene, è chiamato annamaya. In seguito si sviluppa nell'essere la coscienza di essere vivo. Se può continuare a vivere senza essere attaccato o distrutto, allora l'essere si pensa felice. Questo livello di coscienza si chiama pranamaya, o coscienza della propria esistenza. Poi, quando l'essere si situa sul piano mentale, la sua coscienza è chiamata manomaya. La civiltà materiale si basa soprattutto su questi tre livelli, annamaya, pranamaya e manomaya. Il primo interesse delle persone civili risiede nello sviluppo economico, poi nella difesa contro la distruzione, quindi nella speculazione mentale, che è l'approccio filosofico ai valori della vita.

Se attraverso l'evoluzione della sua esistenza filosofica una persona raggiunge un'intelligenza (vijñanamaya) sufficiente a capire di non essere un corpo materiale bensì un'anima spirituale, allora progredisce nella vita spirituale e arriva a capire la natura del Signore Supremo, l'Anima Suprema. Quando poi sviluppa la sua relazione col Signore, e adotta il servizio di devozione, si situa sul piano della coscienza di Krishna, chiamato anche anandamaya. Anandamaya è l'esistenza di felicità, di conoscenza e di eternità. Il Vedanta-sutra afferma: anandamayo 'bhyasat, il Brahman supremo e il Brahman subordinato, cioè Dio e gli esseri viventi, sono entrambi felici per natura. Finché gli esseri viventi sono situati ai quattro livelli inferiori d'esistenza -annamaya, pranamaya, manomaya e vijñanamaya- sono in una condizione di vita materiale, ma appena raggiungono il livelli di anandamaya diventano anime liberate. Questo livello è definito nella Bhagavad-gita come il livello è di brahma-bhuta, dove non esiste alcuna ansietà o aspirazione.

Questo livello comincia quando si diventa equanimi verso tutti gli esseri viventi, e sfocia nella coscienza di Krishna, dove si desidera fortemente offrire il proprio servizio a Dio, la Persona Suprema. Questo desiderio di avanzare nel servizio di devozione non può essere paragonato al desiderio per il piacere dei sensi nell'esistenza materiale. In altre parole, il desiderio esiste anche nella vita spirituale ma in una forma purificata. Quando i sensi sono purificati, trascendono tutti i livelli materiali -annamaya, pranamaya, manomaya e vijñananaya- per situarsi al livello più alto, l'anandamaya, l'esistenza di felicità nella coscienza di Krishna.

I filosofi mayavadi considerano l'anandamaya come il livello in cui si fonde nel Supremo; per loro l'anandamaya significa che l'anima individuale diventa Uno con l'Anima Suprema. Ma in realtà questa unione non implica la fusione nel Supremo e la perduta della propria esistenza individuale. Fondersi nell'esistenza spirituale significa che l'essere vivente ha realizzato la sua unità qualitativa col Signore, nei Suoi aspetti di eternità e conoscenza. Ma il vero livello di anandamaya, di felicità, si ottiene quando si è impegnati nel servizio di devozione. La Bhagavad-gita lo conferma con le parole "mad bhaktim labhate param": il livello di brahma-bhuta o anandamaya è perfettamente raggiunto solo quando si stabilisce uno scambio d'amore tra l'Essere Supremo e l'essere a Lui subordinato. Se non arriviamo al livello di anandamaya, il nostro respiro sarà simile a quello del mantice del fabbro, la nostra longevità simile a quella di un albero, e la nostra posizione simile a quella degli animali inferiori, come i cammelli, i cani e i maiali.

Non c'è dubbio sul fatto che l'essere vivente non possa mai essere annientato. Ma le specie inferiori sono costrette a una condizione miserabile, mentre chi s'impegna nel servizio di devozione al Signore Supremo conosce il piacere dell'anandamaya. A tutti i differenti livelli di esistenza descritti sopra, gli esseri hanno una relazione con Dio, la Persona Suprema. Sebbene Dio e gli esseri individuali continuino ad esistere in ogni circostanza, Dio vive sempre al livello dell'anandamaya, mentre gli esseri viventi subordinati, a causa della loro natura di frammenti infinitesimali del Signore, tendono a cadere a livelli inferiori d'esistenza. Sebbene il Signore Supremo e gli esseri viventi esistano a tutti i livelli, il Signore rimane sempre al di là del nostro concetto d'esistenza, sia che noi siamo condizionati sia che siamo liberati. L'intera manifestazione cosmica è creata per la grazia del Signore Supremo, sempre per la Sua grazia viene mantenuta, e una volta distrutta si fonde nell'esistenza del Signore Supremo. Egli è dunque l'esistenza suprema, la causa di tutte le cause. Concludendo diremo che senza sviluppare la coscienza di Krishna, la nostra vita non è che una perdita di tempo".
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Haribol !

Gokula Tulasi das
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