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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 14
 Gesù, croce e karma
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enrico082
Nuovo Utente


Emilia Romagna


3 Messaggi

Inserito il - 01/11/2008 : 22:50:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti!
Vorrei farvi un paio di domande su Gesù Cristo e Srila Prabhupada, due puri devoti che mi stanno particolarmente a cuore.

1) Gesù Cristo è il redentore dei peccati dell'umanità intera. Detto in termini di karma significa che il suo sacrificio sulla Croce ha ridotto il carico Karmico che grava su tutti i devoti di Krishna? O di tutti gli uomini, anche i non devoti e gli atei?

2) Ciò vale anche per i sacrifici/violenze/offese subite dai santi di ogni tradizione? E se sì, in quale misura?

3) Le scritture vediche considerano Gesù e Srila Prabhupada entrambi shaktiavesha avatara, giusto? Quindi è corretto affermare che si trovano sullo stesso "piano spitituale", cioè che sono due personalità dello stesso tipo, con gli stessi poteri? O se ci sono delle differenze, quali sono?


Grazie mille, sono temi che mi stanno particolarmente a cuore!
Hare Krishna!
Enrico

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1978 Messaggi

Inserito il - 03/11/2008 : 15:56:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Enrico, Hare Krishna, benvenuto sul forum di RKC e grazie delle importanti domande.
Citazione:
1) Gesù Cristo è il redentore dei peccati dell'umanità intera. Detto in termini di karma significa che il suo sacrificio sulla Croce ha ridotto il carico Karmico che grava su tutti i devoti di Krishna? O di tutti gli uomini, anche i non devoti e gli atei?
Quando si dice che una certa personalita', un grande maestro come Gesu' Cristo e' il "redentore dell'umanita'" o il "salvatore del mondo", significa che e' certamente in grado, di annullare le attivita' peccaminose (il karma) anche dell'intera umanita', ma non e' scontato che tutti beneficino di questo vantaggio: soltanto coloro che SEGUIRANNO effettivamente, gli insegnamenti e le istruzioni di tale maestro, cioe', i suoi discepoli autentici, saranno liberati dal karma ed elevati al piano spirituale.

Non e' che Gesu Cristo salvi automaticamente tutti gli uomini, senza che questi abbiano a preoccuparsi di nulla... Sarebbe troppo facile, non credi ?
C'e' un processo da seguire, per essere accettati come suoi seguaci autentici (e quindi salvati), ed e' quello di attenersi ai suoi VERI insegnamenti. Infatti lo stesso Gesu' Cristo disse, perfino ai suoi piu' intimi discepoli, qualcosa come "dove io sto andando, tutti voi conoscete la strada". Non disse mai che essi erano gia' da considerarsi salvi, qualunque cosa avessero fatto.

Cio' indica che la salvezza non e' automatica, ma e' subordinata ad un percorso preciso, e questo percorso e' il Bhakti yoga, la devozione per Dio, la persona suprema.

Anche Gesu' Cristo diffuse quindi lo stesso Bhakti yoga (sebbene in termini piu' rudimentali, adatti alla gente dell'epoca in cui apparve), ma attualmente, passati 2000 anni, gli originali insegnamenti di Gesu' Cristo non sono piu' facilmente disponibili, anzi hanno subito diverse alterazioni nel corso della storia (come sempre succede), percio' e' molto raro trovare qualcuno che vi si attenga veramente.
Quindi non e' cosi' facile come potrebbe sembrare (e come spesso si sente falsamente affermare da alcune sette pseudo-religiose), ottenere il rifugio di Gesu' Cristo: occorre seguire alla lettera i suoi veri insegnamenti.
A maggior ragione, atei e non devoti, o chiunque altro si rifiuti di seguire il processo richiesto per essere considerati suoi discepoli autentici non beneficiera' di alcun vantaggio da parte sua (e come potrebbe ?)

Inoltre secondo la storia (e la logica), non sarebbe stato il sacrificio sulla croce, ma la sua preghiera nell'orto del Getsemani, il momento in cui Gesu' Cristo prese su di se' le reazioni dei peccati di coloro che lo accettarono (e di quelli che lo avrebbero accettato in futuro) come guida e maestro, vivendo veramente secondo la sua volonta'.

La crocifissione rappresenta piuttosto un'atto criminoso nei suoi confronti da parte di persone demoniache, le quali interruppero cosi' l'ulteriore diffusione della sua predica.

Tuttavia la sofferenza dei puri devoti del Signore non e' allo stesso livello di quella provata da persone ordinarie come noi, perche' tali persone sono sempre situate su un piano trascendentale dell'esistenza e non percepiscono il dolore nel nostro stesso modo, dovuto alla falsa identificazione con il corpo materiale: tale "sofferenza" intensifica piuttosto la loro relazione con Dio, la persona suprema, laddove noi (invece) Lo dimentichiamo sempre piu', a causa dell'intervento dell'energia materiale, Maya.

Percio' non si puo' paragonare la "sofferenza" di un puro devoto con la nostra.
Citazione:
2) Ciò vale anche per i sacrifici/violenze/offese subite dai santi di ogni tradizione? E se sì, in quale misura?
Quanto detto vale anche per altri maestri spirituali autentici, di qualunque tradizione, in accordo alla loro rispettiva missione.

Le violenze e le offese subite sono sempre dovute ad interventi di natura demoniaca.
Da parte di chi, un santo dovrebbe essere fatto oggetto di ingiurie, violenze o maltrattamenti ? Non certo da altri devoti del Signore, ne' da persone innocenti. Sono le persone con tendenze demoniache ad agire negativamente, allo scopo di far cessare la loro missione di predica della coscienza di Krishna (o di Dio).
E non sono tanto queste ultime attivita' a dover essere prese in considerazione, quanto gli insegnamenti spirituali che tali maestri danno, a nostro beneficio.
Citazione:
3) Le scritture vediche considerano Gesù e Srila Prabhupada entrambi shaktiavesha avatara, giusto?
Esatto. Un'anima individuale dotata di potere e' chiamata Saktyavesa avatara:
Sakti (pronuncia "sciakti") = "Potenza", o "Energia".
Avesa = "Parziale", o "Parte di".
Avatara = "Disceso", o "Colui che discende".
Gesu' Cristo e Srila Prabhupada sono considerati entrambi appartenenti alla categoria dei "Jiva" (esseri individuali), ma dotati di potere direttamente dal Signore, allo scopo di predicare la coscienza di Krishna.
Citazione:
a Quindi è corretto affermare che si trovano sullo stesso "piano spitituale", cioè che sono due personalità dello stesso tipo, con gli stessi poteri? O se ci sono delle differenze, quali sono?
Si, sono personalita' dello stesso "tipo", cioe' Jiva-tattva, anime individuali, e non Vishnu-tattva, emanazioni dirette di Dio.
I poteri che tali puri devoti manifestano sono quelli necessari a compiere le loro rispettive missioni, nell'ambito del proprio contesto. Per capire questo argomento si fa spesso l'esempio della lampadina e della centrale elettrica.

Una lampadina manifesta soltanto una piccola frazione di potenza (per esempio 50 Watt o 100 Watt), tuttavia e' sempre collegata con la centrale elettrica, che all'occorrenza puo' fornire una potenza enormemente maggiore.
Similmente, un avatara del Signore e' sempre in contatto con Lui, che e' la fonte di infinite energie, pero' manifesta soltanto una minuscola potenza, quella che serve nelle circostanze in cui appare, per portare a termine la propria missione.

Haribol !

Gokula Tulasi das


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enrico082
Nuovo Utente


Emilia Romagna


3 Messaggi

Inserito il - 05/11/2008 : 12:56:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna e grazie per le preziose risposte! Avrei altri quesiti da porti:

1) Gesù ha detto che quando ci sarà la fine del mondo (il “giorno del
giudizio”) ritornerà sulla Terra per giudicarci, e ci sarà la
resurrezione dei morti. A riguardo, cosa insegnano i Veda? (mi
pare che verrà Kalkin tra 427000 anni…);


2) Persone che non sono proprio convinti dell’aspetto personale di
Dio, ma che sono convinti della presenza di un’”entità”, di
“un’energia” superiori, possono beneficiare del Bhakti yoga? E
se sì, in che modo? E gli atei?

3) E’ possibile pregare o in qualche modo aiutare le anime dei nostri
cari defunti? E se sì, in che modo?

4) La dipartita dal nostro corpo segnerà necessariamente e
inevitabilmente anche il distacco dai nostri cari per sempre?
In altre parole, dopo questa vita materiale non ci ricorderemo
coscientemente di loro, non li rivedremo mai più e non avremo
mai più a che fare con loro?

5) I Veda come considerano l’omosessualità umana e animale? E le loro
implicazioni nella vita?

Grazie di tutto! Haribol
Enrico
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1978 Messaggi

Inserito il - 06/11/2008 : 16:01:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna Enrico, grazie a te per l'interesse nella coscienza di Krishna.
Citazione:
1) Gesù ha detto che quando ci sarà la fine del mondo (il “giorno del giudizio”) ritornerà sulla Terra per giudicarci, e ci sarà la resurrezione dei morti. A riguardo, cosa insegnano i Veda? (mi pare che verrà Kalkin tra 427000 anni…);
Mi dispiace, ma le informazioni sul momento a cui Gesu' si riferisce non sono sufficienti per fare un confronto specifico e capire a quale periodo corrisponda, dal punto di vista vedico.

I Veda ci informano che la la manifestazione cosmica e' creata e poi distrutta ad intervalli regolari, ma si parla sempre di molti Milioni di anni, che non sono periodi di tempo paragonabili a quanto affermato nel Vangelo.
Citazione:
2) Persone che non sono proprio convinti dell’aspetto personale di Dio, ma che sono convinti della presenza di un’”entità”, di “un’energia” superiori, possono beneficiare del Bhakti yoga? E se sì, in che modo? E gli atei?
Si, chi pratica il bhakti yoga seguendo il metodo prescritto, anche se con qualche scopo interessato, per ottenere il trasferimento sui pianeti superiori o la liberazione, otterra' l'appagamento dei propri desideri, si purifichera' comunque ed avra' altri benefici, vedi qui: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga
Citazione:
3) E’ possibile pregare o in qualche modo aiutare le anime dei nostri cari defunti? E se sì, in che modo?
4) La dipartita dal nostro corpo segnerà necessariamente e inevitabilmente anche il distacco dai nostri cari per sempre? In altre parole, dopo questa vita materiale non ci ricorderemo coscientemente di loro, non li rivedremo mai più e non avremo mai più a che fare con loro?
Di questi argomenti abbiamo parlato proprio recentemente, qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1157
Citazione:
5) I Veda come considerano l’omosessualità umana e animale? E le loro implicazioni nella vita?
L'omosessualita' e' semplicemente una piu' intensa forma di lussuria.
I veda insegnano che tutti gli esseri viventi sono anime spirituali eterne e non hanno alcun legame definitivo con il corpo materiale, ne' maschile ne' femminile.
In realta' la loro relazione eterna e' soltanto con Krishna, Dio, la persona suprema.

Quando l'amore, il sentimento originale che ogni anima prova per Krishna, viene a contatto con l'influenza materiale della passione (rajo-guna), si trasforma in lussuria: se il nostro oggetto d'amore non e' piu' Krishna, ma qualcuno o qualcos'altro, un corpo o un'oggetto materiale, non si puo' parlare di amore (in sanscrito "prema"), bensi' di lussuria (kama), che ne differisce come il ferro differisce dall'oro.
Tale sentimento materiale e' temporaneo e fonte di sofferenza, al contrario di quello originale, spirituale (il vero amore per Dio), che e' eterno e pieno di infinita felicita'.

Percio' tutto l'insegnamento vedico mira a sradicare l'errata identificazione dell'essere vivente con il corpo materiale che occupa in un dato momento, per riportarlo ad un livello tale da poter di nuovo gustare la propria relazione eterna con il Signore supremo.

A questo proposito, i rapporti sessuali sono ammessi soltanto al fine di procreare, che tra l'altro e' l'uso piu' appropriato degli organi "di riproduzione", appunto.
Ed ai figli dovrebbe essere data fin dall'inizio un'educazione spirituale, per dar loro modo di sfuggire alle sofferenze dell'esistenza materiale (e questo e' il vero scopo della vita umana).

Gustando un piacere spirituale superiore, un bhakti-yogi seriamente impegnato puo' astenersi dalla gratificazione dei sensi materiali senza particolari sforzi, e dedicare cosi' il suo tempo e le sue energie alla realizzazione spirituale.

E' ovvio che se perfino tra coniugi legittimi, l'atto sessuale non e' consentito senza il fine di generare figli, tanto meno sara' consentito tra omosessuali, dove la procreazione non e' proprio presente.
Si tratta di usare il corpo umano allo scopo per cui e' stato effettivamente creato: esso permette di raggiungere la piu' alta felicita' (quella spirituale), e non dovrebbe essere "sprecato" per ottenere un piacere simile a quello degli animali.

Infatti, gli animali possono accoppiarsi senza alcuna restrizione non commettendo "peccati", ma non hanno accesso alla conoscenza trascendentale e alla vita eterna, piena di felicita', che si puo' ottenere usando correttamente la vita umana: essi dovranno aspettare di rinascere in una forma umana successivamente e, a quel punto, impegnarsi comunque nel bhakti yoga, se vorranno elevarsi senza il rischio di rimanere nel ciclo di nascite e morti in questo mondo.

Chi invece, pur avendo assunto una forma umana, si comporta in modo simile ad un animale (senza restrizioni sessuali, per esempio, etero od omosessuali poco cambia), dovra' reincarnarsi in tali forme animali per soddisfare i propri desideri, finche verra' gradualmente riportato alla forma umana, dove potra' di nuovo scegliere.


Haribol !

Gokula Tulasi das
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