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 Filosofia Vedica (Vaisnava)
 Il corpo sottile e la reincarnazione
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 27/03/2007 : 19:38:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi parleremo del processo di reincarnazione che subisce l’anima condizionata nel mondo materiale.

Nello Srimad Bhagavatam è affermato: “L’essere agisce in questa vita in un corpo grossolano, ed è il corpo sottile, costituito di mente, intelligenza e falso ego, che lo costringe ad agire. Dopo che il corpo grossolano è andato perduto, il corpo sottile è ancora presente per godere o soffrire. Perciò non si verifica alcun cambiamento” (S.B.4.29.60)

L’essere individuale, l’anima, è ricoperta da due tipi di corpi materiali, uno grossolano e uno sottile.
Egli gode col corpo sottile composto di mente, intelligenza e falso ego, mentre il corpo grossolano è solamente un involucro esterno che agisce da intermediario.

Quando un corpo grossolano muore, il corpo sottile continua ad esistere trasportando l’essere vivente, l’anima individuale, all’interno di un nuovo corpo conforme ai propri desideri e al proprio Karma.

Ciò è chiaramente spiegato nella Bhagvad Gita, dove Krishna afferma: “Qualunque condizione di esistenza si ricordi all’istante della morte, o Arjuna, quella stessa condizione sarà senza dubbio raggiunta” (B.G.8.6)

Da questo verso si può perfettamente capire come il corpo sottile continui ad esistere anche dopo la morte, e come in base ai pensieri accumulati durante tutta la nostra vita il corpo sottile getti le basi per la formazione di un nuovo corpo grossolano attraverso cui godere e soffrire delle proprie azioni.

La presenza e le attività del copro sottile sono percepibili attraverso i sogni:

quando l’essere sogna, lascia il suo corpo grossolano e attraverso le attività della mente e dell’intelligenza agisce in un altro corpo immaginario come quello di un animale o di un dio.

Quando torna nel corpo grossolano, cioè quando si risveglia dal sogno, l’anima individuale si dimentica delle attività compiute nel sogno; similmente dopo la morte, cioè dopo aver preso un altro corpo grossolano, l’anima si dimentica delle attività svolte nel corpo precedente.

Al momento della morte l’essere porta con se i suoi progetti e per portarli a termine si riveste di un altro corpo, nella vita successiva, grazie all’Anima Suprema, il ricordo dei progetti della vita precedente riaffiora e le precedenti attività hanno di nuovo inizio.

A volte nei sogni vediamo cose che non abbiamo mai sperimentato in questa vita; ciò è la prova che nella vita passata ne abbiamo avuto esperienza.

La mente è il magazzino di molti pensieri ed esperienze che appartengono alle nostre vite passate e talvolta queste impressioni riaffiorano manifestandosi attraverso i sogni o attraverso certe caratteristiche psico fisiche.

C’è un filo ininterrotto da una vita all’altra, dalle vite precedenti a questa e da questa vita a quelle future. Ciò giustifica l’espressione abbastanza frequente: “quest’uomo è un poeta nato ”.

Naturalmente, secondo lo stesso criterio, anche se per sfortuna non si fosse riusciti a completare il proprio cammino spirituale in questa vita, lo si potrà riprendere in quella successiva.

Bisogna prendere atto dell’importanza del corpo sottile, poiché questi determina la nostra futura condizione.

Se in questa vita alleniamo il corpo sottile a pensare sempre a Krishna, dopo aver lasciato il corpo grossolano ci trasferiremo nel mondo spirituale.

Questo importante processo di controllo del corpo sottile può essere attuato grazie alla pratica del Bhakti yoga che implica il rispetto di alcuni basilari principi regolatori come il latto-vegetarianesimo, l’astensione da intossicanti, gioco d’azzardo, dal sesso illecito e la recita giornaliera di 16 giri di japa mala.

Seguendo questo processo lasciatoci da AC Bhaktivedanta Srila Prabhupada svilupperemo naturalmente un grande amore per Krishna, e le nostre attività si situeranno al livello del servizio devozionale.

Attraverso questo metodo la mente sarà automaticamente assorta in Krishna e sul modo di rendeGli sempre un servizio migliore e maggiore, senza fare sforzi separati.

In questo modo al momento di lasciare il corpo grossolano il devoto raggiungerà il mondo spirituale dove potrà continuare a servire il Signore Sri Krishna.

Fine

Grazie

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