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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 05
 sessualità
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lisa
Utente Normale


Lombardia


5 Messaggi

Inserito il - 09/01/2005 : 20:07:15  Mostra Profilo
MI chiedo solo una cosa: la sessualità se esiste è stata data da Dio. Perché non assecondarla e viverla in santa pace? Ho conosciuto diversi che la reprimono e non sono in armonia con sé stessi.
Lisa

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 10/01/2005 : 02:17:17  Mostra Profilo
Cara Lisa, Hare Krishna, grazie molte per il messaggio.

Certamente la sessualita' dev'essere vissuta "in santa pace", come tu dici, infatti Krishna dice nella Bhagavad-Gita che l'unione sessuale religiosa e' santa, e da Lui approvata.

Non si tratta di reprimere la sessualita' (cosa, tra l'altro, praticamente impossibile senza alterare gravemente il proprio equilibrio psicofisico), ma di usarla adeguatamente.

E' corretta anche l'altra affermazione che fai, dicendo che la sessualita' e' stata data da Dio, percio' puo' certamente essere usata, sotto pero' determinate condizioni: quelle date da Dio, appunto, cioe' quelle religiose. Infatti, se accetti che Dio abbia dato la sessualita', non ti sara' difficile accettare anche le Sue altre condizioni: per poterla vivere "in santa pace", la sessualita' dev'essere praticata in modo religioso, e cioe' con il fine di procreare una discendenza virtuosa e spiritualmente elevata: si puo' avere qualsiasi numero di rapporti sessuali, con l'intento di generare buoni figli, per il progresso spirituale della societa', infatti tutta la manifestazione cosmica, gli universi con i loro esseri viventi, ed in particolare la vita in forma umana, hanno lo scopo di permettere all'anima condizionata (noi, che viviamo nei corpi materiali in diverse specie) di liberarsi da ogni sofferenza, dal ciclo di nascite e morti ripetute, e di ritornare nel mondo spirituale, in compagnia del Signore, per vivere una vita eterna, piena di felicita' e conoscenza.

Percio' l'uso corretto della sessualita', secondo le direttive di Dio (che l'ha creata) e' la generazione di buoni figli, per dare alle anime spirituali la possibilita' di elevarsi. La forma umana permette facilmente di farlo, seguendo un semplice metodo prescritto (nell'epoca attuale e' il bhakti-yoga, che inizia con l'ascolto e la ripetizione del mantra Hare Krishna o di qualche altro nome autorizzato del Signore).

Il corpo umano permette anche di soddisfare i sensi, in modo regolato, percio' la sessualita' non e' negata, ma bisogna prendersi la responsabilita' di generare dei buoni figli, e di educarli spiritualmente, in modo che sia data loro l'opportunita' di tornare a Dio. Questo e' il vero scopo della sessualita'.

Un tempo, fino a circa 5000 anni fa, questa cultura esisteva su tutto il pianeta, ma gradualmente l'ignoranza ha prevalso fino a giungere ai bassissimi livelli dei nostri giorni, dove quasi nessuno sa piu' come fare per generare figli, mantenerli ed educarli spiritualmente senza problemi: un tempo invece, ognuno era in grado di farlo facilmente.

Per questo il movimento Hare Krishna sta cercando di informare le persone su questa possibilita' di uso corretto del corpo umano, sessualita' compresa.

Ti saluto con simpatia, Haribol !

Gualberto
(Gokula Tulasi das)
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lisa
Utente Normale


Lombardia


5 Messaggi

Inserito il - 13/01/2005 : 18:18:37  Mostra Profilo
Haribol. Sono ancora io, Lisa. Ho letto la risposta, ok. Ma io ho 18 anni, il mio ragazzo 20. Se esprimiamo la nostra sessualità solo per procreare fra 5 o 6 anni avremo 5 o 6 figli. E poi? Continuiamo a procreare, ma è un po' un casino, non vi pare?, oppure gli dico che basta, non si fa più? Sono sicura che lui non accetterebbe, ma neanche io. E poi che significato avrebbe smettere a 25 anni, meglio smettere subito, dato che mantenere 5 figli è un peso. E qui si torna punto e a capo, ci si reprimerebbe. Dove sto sbagliando?
Grazie per l'attenzione, un saluto a tutti. Hare Krishna. Lisa
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 14/01/2005 : 14:12:11  Mostra Profilo
Cara Lisa, Hare Krishna, grazie per il messaggio.
La tua esposizione e' molto chiara ed intelligente, e per rispondere dobbiamo entrare piu' in dettaglio, cosa che non ho volutamente fatto in precedenza, perche' mi sembrava una domanda generica, percio' anche la risposta era generica, dal punto di vista filosofico.

Dal punto di vista pratico, invece, dobbiamo considerare attentamente il desa-kala-patra (luogo, tempo e circostanze) di ogni situazione.

Per prima cosa occorre conoscere lo scopo di una persona, e il suo livello di impegno, per poterla adeguatamente consigliare.
Al momento non credo di conoscerti, tuttavia suppongo, visto che hai postato in questo forum, che tu desideri sapere come impegnarti nel servizio devozionale, ma che non veda possibilita' di interrompere le attivita' sessuali (se sbaglio, correggimi).

Bene, nessun problema: il bhakti yoga inizia con l'ascolto e il canto del mantra Hare Krishna, recitato un certo numero di volte al giorno, possibilmente in modo regolare. Non occorre assolutamente abbandonare le attivita' sessuali PRIMA di iniziare il processo, quasi nessuno e' in grado di farlo.

Gradualmente, man mano che l'avanzamento spirituale aumenta, il piacere derivante dalle attivita' sessuali apparira' sempre piu' inutile, in quanto dalle stesse pratiche spirituali, viene un piacere di gran lunga superiore, percio' si diventa in grado di lasciare spontaneamente la ricerca del sesso.

Non ci sara' alcuna repressione: per farti un esempio, un uomo ricco si disinteressa automaticamente degli spiccioli che puo' trovare per strada, mentre un povero li raccogliera' con grande attenzione. Similmente, una persona un po' avanzata (neanche tanto, ma impegnata seriamente e sinceramente) nel servizio devozionale, non e' interessata al piacere sessuale perche' ne deriva uno molto maggiore dalla pratica del servizio devozionale, laddove una persona ordinaria e' invece sempre, affannosamente, alla ricerca di nuovi piaceri sessuali.

Se ancora, come mi sembra di capire, questo gusto non si e' risvegliato in te, ne' nel tuo ragazzo, non c'e' alcun problema, potete comunque praticare entrambi il bhakti yoga, cantare il mantra, leggere i libri di Srila Prabhupada, offrire il cibo a Krishna, partecipare alla festa della Domenica al tempio, ascoltare altri devoti, eccetera, pur MANTENENDO le attivita' sessuali. Ci sono diversi livelli di pratica del servizio devozionale, non occorre accettare di seguire TUTTI i principi regolatori IMMEDIATAMENTE: dev'essere una scelta ponderata, spontanea e priva di ogni repressione, motivata da una genuina consapevolezza della propria reale posizione.
Finche' un gusto superiore non si e' ben stabilito nel nostro cuore, sara' praticamente impossibile evitare i rapporti sessuali, ma questo non ci deve scoraggiare o impedire di fare tutto quello che di altro possiamo, per avanzare comunque spiritualmente.
Se frequenti il tempio, ti puoi informare del "siksa program", che e' una scala di riconoscimento graduale del proprio stadio di avanzamento: si comincia con il promettere di cantare un giro di japa al giorno e di essere vegetariani, per aumentare gradualmente (4 giri, 8 giri, 2 principi, 3 principi regolatori, e cosi' via), a seconda delle nostre possibilita' e del nostro desiderio.
Krishna conosce perfettamente il nostro cuore, e se vogliamo avanzare sinceramente, ce ne dara' la possibilita', nonostante la nostra iniziale incapacita'.

Quanto tempo ci metteremo, a sviluppare il gusto che ci permettera' di lasciare tutte le attivita' illecite, dipende dal nostro desiderio e dalla nostra fiducia ed impegno nel processo del servizio devozionale: puo' essere una frazione di secondo, oppure Milioni di vite, ma l'importante e' che abbiamo cominciato a praticare, e questo sforzo non sara' mai vano, anche se non portiamo a termine la nostra pratica in una vita, la proseguiremo nella prossima, ed inoltre usufruiremo di innumerevoli benefici, sia materiali che spirituali.
(Comunque, il metodo che Srila Prabhupada ci ha dato e' cosi' potente e particolarmente adatto a quest'epoca, che di norma in questa stessa vita si fanno notevolissimi progressi e spesso si giunge alla perfezione).

Percio' il mio suggerimento e' comunque quello di impegnarti da subito nel servizio devozionale, scegliendo la posizione che piu' e' adatta a te, tenendo conto anche delle necessita' del tuo ragazzo, senza preoccuparti troppo di seguire tutti principi regolatori.

Se poi desideri parlarne personalmente, questo e' anche uno dei servizi che facciamo qui a Pisa, con il gruppo virtuale di RKC, se vuoi posso metterti in contatto con qualche devota che ti suggerisca dal punto di vista pratico come comportarti nella tua situazione specifica.

Spero di averti risposto in qualche modo, ti saluto con amicizia, Haribol !

Tuo servitore in coscienza di Krishna
Gokula Tulasi das

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Francis
Utente Master



233 Messaggi

Inserito il - 15/01/2005 : 21:54:29  Mostra Profilo
io credo, se posso inserirmi nella discussione, che Lisa non si riferiva strettamente a lei stessa... piu' in generale chiedeva il motivo per cui fare sesso sia "peccato"... Cioè il motivo per cui, uno dei principi regolatori sia quello di non fare sesso.... il ragionamento di Lisa è abbiamo bocca e stomaco per mangiare e mangiamo, occhi per vedere e vediamo, mani per toccare e tocchiamo, piedi per camminare e camminiamo... e allora perchè per il sesso è diverso?

Io credo intendesse questo... se ho sbagliato scusate l'intromissione..
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 15/01/2005 : 22:32:08  Mostra Profilo
Caro Francis, Hare Krishna, grazie per la precisazione.

Non mi sembra tuttavia di aver mai parlato di "peccati", ma di regolamenti cosmici gia' prestabiliti (il famoso dharma): si tratta semplicemente di scegliere come usare il corpo umano, secondo le direttive del Signore, o meno, e di prendersi la responsabilita' delle reazioni che tale scelta comporta.

Infatti, anche tutte le altre attivita' dei sensi, tra cui quelle che tu menzioni, sono regolate dalla legge di Dio, non solo il sesso, ma anche il cibarsi, il guardare, il toccare, il camminare e quant'altro devono essere dedicati al servizio del Signore, per la semplice ragione che questa e' la loro funzione naturale.
Infatti, noi siamo particelle di Dio, Sue parti integranti, e siamo destinati al Suo servizio, come una parte del corpo serve l'intero corpo.

Usando i propri sensi al servizio di Dio, si ottiene purificazione e felicita', mentre usandoli al servizio del corpo (o della mente, intelligenza o falso ego) materiale, si ottiene contaminazione e sofferenza.

Nella pratica del bhakti yoga e' previsto il controllo di tutti i sensi, per esempio mangiare solo cibo offerto a Krishna, guardare la forma del Signore o dei Suoi devoti, idem per toccare, eccetera.
Anche tutte le altre azioni che compiamo, dovranno essere comunque dedicate al servizio devozionale, direttamente o indirettamente.

Praticamente non c'e' un'azione che non rientri nella possibilita' di essere offerta al Signore, tranne che nelle attivita' incompatibili con i principi regolatori, ed il sesso illecito e' appunto una di queste, in particolare la piu' difficile, di solito, da abbandonare, percio' ho parlato di questo argomento piu' diffusamente, presupponendo, anche in base alla domanda posta, che Lisa gia' conosca il modo di controllare le altre attivita'.

Se cosi' non fosse, comunque, sono sempre a disposizione per chiarire ulteriormente.

Alla prossima, Haribol !

Gokula Tulasi das
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Francis
Utente Master



233 Messaggi

Inserito il - 16/01/2005 : 23:57:21  Mostra Profilo
Citazione:
si tratta semplicemente di scegliere come usare il corpo umano, secondo le direttive del Signore, o meno,


scusami, ma da quel poco che ho letto della Bhagavad Gita non ho visto scritto che non bisogna far sesso... dove c'è scritto che è vietato? Se mi citi il verso me lo vado a vedere.

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 17/01/2005 : 00:24:01  Mostra Profilo
Non e' scritto che e' vietato, perche' come ho detto nel primo intervento, non e' vietato.

Pero' l'uso corretto del sesso e' quello della procreazione, come Srila Prabhupada spiega innumerevoli volte nei suoi commenti.
Nella Bhagavad-Gita il verso di riferimento e' il famoso 7.11 :

balam balavatam caham
kama-raga-vivarjitam
dharmaviruddho bhutesu
kamo ’smi bharatarsabha

TRADUZIONE

"Sono la forza del forte, scevra di desiderio e di passione. Sono l’unione sessuale che non è contraria ai princìpi della religione, o signore dei Bharata [Arjuna]".

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta swami Prabhupada:

La forza di colui che è forte deve servire a proteggere i deboli, non ad aggredire gli altri per un vantaggio personale. E la vita sessuale, secondo i princìpi della religione (dharma), non deve avere altro scopo che la procreazione di figli a cui si assicurerà lo sviluppo della coscienza di Krishna. Questa è la responsabilità dei genitori.

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lisa
Utente Normale


Lombardia


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Inserito il - 17/01/2005 : 18:06:38  Mostra Profilo
Haribol, sono ancora Lisa. Ho letto con attenzione il verso 7.11 della Gita che hai citato. In effetti la traduzione della Gita diPrabhupada è diversa da quella di altri Guru. In fatti il termine kama, che appare 2 volte, tutti lo traducono sempre con "desiderio", Prabhupada lo traduce invece prima come "passione" e poi con "unione sessuale". Mi è sorto un dubbio. Questo principio regolatore, lo ritenete "universale" o è una regola che il Guru fondatore del Movimento ha imposto nel Movimento? Ho l'impressione (entro gli stretti limiti della mia conoscenza)che la traduzione, e il relativo commento, siano un po "tirati", allo scopo di introdurre un principio che magari per altri non è lo stesso. Ovunque ci sono riferimenti a una necessaria moderazione, intesa come opposto dell'eccesso che, in quanto tale, non è un bene per la vita spirituale, ma mai avevo notato una chiusura così decisa. Quindi se posso, chiuderei con una domanda precisa: principio universale o precetto stabilito da Prabhupada per il suo Movimento?
Un caro saluto a tutti. Lisa.
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Francis
Utente Master



233 Messaggi

Inserito il - 17/01/2005 : 21:26:33  Mostra Profilo
io non conosco il sanscrito... però.. considerando KAMA-SUTRA, credo che KAMA significhi appunto, sesso..

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Francis
Utente Master



233 Messaggi

Inserito il - 17/01/2005 : 21:29:18  Mostra Profilo
scusate se torno a scrivere dopo pochi minuti... ma stavo rileggendo il verso in questione...

"Sono l'unione sessuale che non è contraria ai principi della religione"....

ebbene.... cosa significa? Qual'è l'unione non contraria ai principi? Siamo certi che il problema non sia l'interpretazione del verso, piuttosto che il verso stesso?
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 17/01/2005 : 22:11:34  Mostra Profilo
Citazione:
Messaggio inserito da lisa
Haribol, sono ancora Lisa. Ho letto con attenzione il verso 7.11 della Gita che hai citato. In effetti la traduzione della Gita diPrabhupada è diversa da quella di altri Guru.
Cara Lisa, Hare Krishna. Certamente la traduzione di Srila Prabhupada puo' essere diversa da quella di altri guru, perche' si attiene esattamente all'essenza dei veri insegnamenti di Krishna: per questo si chiama "La Bhagavad-Gita cosi' com'e'".

Egli denuncio' spesso la mancanza di autorevolezza di altre traduzioni, in quanto se le istruzioni non sono riportate in modo esatto, non hanno l'effetto desiderato.
Srila Prabhupada e' il 32° anello della catena disciplica di maestri spirituali, detta parampara', chiamata Brahma-Gaudiya-vaisnava sampradaya, risalente a Krishna stesso, che istrui' Brahma all'inizio della creazione. Brahma istrui' Narada, e Narada istrui' Vyasadeva, l'autore di tutte le scritture vediche e del loro commento naturale (lo Srimad-Bhagavatam). Via via proseguendo, la catena disciplica e' formata da altre grandissime personalita', come Sri Caitanya Mahaprabhu stesso e i sei gosvami di Vrindavana, i precursori del Movimento Hare Krishna (si fa per dire, infatti il movimento Hare Krishna inizia in realta' nel momento stesso della creazione cosmica, ma a determinati intervalli Dio e i Suoi rappresentanti vengono in questo mondo per ristabilirne i principi).

Qui ti riporto l'intera successione a cui Srila Prabhupada appartiene:

Krishna
Brahma
Narada
Vyasa
Madhva
Padmanabha
Nrihari
Madhava
Aksobhya
Jayatirtha
Jnanasindhu
Dayanidhi
Vidyanidhi
Rajendra
Jayadharma
Purusottama
Brahmanyatirtha
Vyasatirtha
Laksmipati
Madhavendra Puri
Isvara Puri (Nityananda, Advaita)
Sri Caitanya Mahaprabhu
Rupa (Svarupa, Sanatana)
Raghunatha, Jiva
Krishnadasa
Narottama
Visvanatha
(Baladeva) Jagannatha
Bhaktivinoda
Gaura Kisora
Bhaktisiddhanta Sarasvati
Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Percio' Srila Prabhupada non si discosta minimamente dal vero intento del Signore nei Suoi insegnamenti, laddove altri cosiddetti guru inseriscono commenti inappropriati (come quelli di "moderazione", ecc.), basati su conclusioni speculate od esperienze personali.

Il punto fondamentale da capire e' che la conoscenza trascendentale, quella vera, puo' essere ottenuta solo ascoltando una fonte autorevole appartenente ad una delle 4 sampradaya (catene discipliche) autentiche, come dice Krishna nella B.G. 4.2:

----------------------

evam parampara-praptam
imam rajarsayo viduh
sa kaleneha mahata
yogo nastah parantapa

TRADUZIONE

"Questa scienza suprema fu così trasmessa in successione da maestro a discepolo, e i re santi la ricevettero in questo modo; nel corso del tempo, tuttavia la catena di maestri si è interrotta e questa scienza così com’è sembra perduta".

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta Swami

Appare evidente dal verso che la Bhagavad-gita era destinata in particolare ai re santi, a coloro che avevano il dovere di applicarne i princìpi nello Stato a beneficio dei cittadini. Lo scopo della Bhagavad-gita non è certamente mai stato quello di servire da strumento a persone demoniache che, interprentandola a piacere, l’avrebbero deformata a danno di tutti. Poiché un nugolo di commentatori senza scrupoli si era abbattuto su di essa, sviandone il significato puro, divenne urgente ristabilire l’autentica successione spirituale. Il Signore stesso osservò 5.000 anni fa che si era formata una frattura nella linea dei maestri spirituali. L’osservazione è espressa in questo verso, dov’è detto che il vero scopo della Bhagavad-gita sembra essere stato dimenticato.

Oggi esistono molte traduzioni della Bhagavad-gita, ma nessuna di esse concorda con le spiegazioni dei maestri appartenenti alla successione spirituale che ha origine da Krishna. Numerosi sono gli eruditi profani che hanno formulato un commento sulla Bhagavad-gita, ma anche se usano “a loro profitto” le parole di Sri Krishna, quasi nessuno di questi eruditi riconosce in Krishna la Persona Suprema. Questo atteggiamento è demoniaco, perché i demoni non credono nell’esistenza di Dio, ma vogliono godere senza scrupoli di ciò che Gli appartiene.
La presente opera tenta di rispondere all’esigenza impellente di un’edizione occidentale della Bhagavad-gita che sia conforme alla conoscenza trasmessa dalla successione spirituale (parampara), di cui Krishna è la fonte. Accettandola così com’è, la Bhagavad-gita può portare il più grande beneficio all’umanità; ma sarà una perdita di tempo studiarla come una semplice raccolta di speculazioni filosofiche.

---------------------------

Ho riportato anche la spiegazione di Srila Prabhupada che fa luce, in particolare, sulla tua domanda finale: non si tratta di aver "ridotto" qualche principio, ma di aver riportato esattamente le parole di Krishna con il loro significato diretto, infatti l'espressione "dharmaviruddho... kamo" significa che il desiderio sessuale puo' essere usato al servizio di Krishna, purche' nei limiti del dharma, la sua funzione naturale, cioe' quella del concepimento di figli da educare spiritualmente.

La parola "kama", per rispondere all'altra tua citazione, designa il desiderio sessuale sotto l'influsso materiale, normalmente della passione. Non c'e' contraddizione nella traduzione, in quanto "kama" e' sempre inteso nell'ambito della natura materiale, anche quando, a volte, e' tradotto con "amore": infatti in sanscrito il concetto di "amore" puo' essere applicato solamente in relazione alla persona di Dio, e la parola che lo designa e' "prema", o anche "rati", ma mai "kama", che rimane nell'ambito del desiderio sessuale materiale, in cui l'oggetto (del desiderio) non e' Dio, e quindi sotto l'influsso della passione.

A questo punto non ti rimane che informarti meglio, se lo desideri, sulla personalita' di grande santo e maestro spirituale che Srila Prabhupada ha dimostrato di avere, in modo da decidere se fidarti della sua traduzione oppure di quella di altri.

Una prova evidentissima, per esempio, della validita' della sua versione della Bhagavad-Gita, e' che grazie ad essa Migliaia di persone hanno cambiato la loro vita e sono diventati devoti, impegnati nel servizio devozionale al Signore e sulla via della realizzazione spirituale, mentre le tante altre traduzioni presenti nella societa', anche da molto tempo prima, mai hanno sortito un'effetto simile.

Un suo breve riassunto biografico e' disponibile on-line, per esempio qui (c'e' anche la versione radiofonica integrale):
http://www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Spero che tu possa fare la conoscenza di questo grande maestro e prendere tutti i benefici possibili dalla sua associazione.

Haribol !

Gokula Tulasi das
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2086 Messaggi

Inserito il - 17/01/2005 : 22:56:40  Mostra Profilo
Citazione:
Messaggio inserito da Francis
[br]io non conosco il sanscrito... però.. considerando KAMA-SUTRA, credo che KAMA significhi appunto, sesso..
scusate se torno a scrivere dopo pochi minuti... ma stavo rileggendo il verso in questione...

"Sono l'unione sessuale che non è contraria ai principi della religione"....

ebbene.... cosa significa? Qual'è l'unione non contraria ai principi? Siamo certi che il problema non sia l'interpretazione del verso, piuttosto che il verso stesso?
Si, Francis, siamo certi, anzi certissimi.
Come ho gia' spiegato nella risposta a Lisa, "dharmaviruddho... kamo" significa che la lussuria puo' essere usata al servizio di Dharma, e il Dharma e' la funzione naturale del sesso, cioe' la procreazione. Non per niente gli organi sessuali si chiamano anche "di riproduzione", sono stati creati dal Signore per QUEL motivo. Che poi ci sia anche un certo piacere, non significa che siano fatti per ottenere quel piacere, tant'e' vero che per ottenere quel piacere senza riproduzione, e' necessario adottare accorgimenti artificiali.

Quindi caro Francis, non c'e' alcun problema di "interpretazione", il significato diretto e' questo: l'unione sessuale che non e' contraria ai principi della religione e' quella intesa al fine di procreare. Mi sembra estremamente chiaro.

Haribol

Gokula Tulasi das

P.S. Chiudo la discussione per motivi di spazio, se volete proseguire apritene un'altra con il titolo simile, grazie.

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