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 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 6 Versi 30-34
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Sangita Dasi
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Inserito il - 29/07/2026 : 18:20:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'






LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Los Angeles (Stati Uniti), il 19 Febbraio 1969

Traduzione e trascrizione in Italiano a cura di Sangita devi dasi

DALLA BHAGAVAD-GITA COSI' COM'E'
CAPITOLO 6

VERSO 30

cancalam hi manah krishna
pramathi balavad dridham
tasyaham nigraham manye
vayor iva su-duskaram

"La mente, o Krishna, è agitata, turbolenta, ostinata e molto forte; dominarla mi sembra più difficile che controllare il vento".

Prabhupada: Questo è tutto. Come è possibile perdere Krishna? [ride] Perciò, sada tad-bhava-bhavitah (Bg. 8.6): "Sono i ricordi che si hanno all'istante di lasciare il corpo che determinano la condizione futura dell'essere". Se praticate la vostra vita in questo modo, non perderete mai Krishna, e al momento della morte sarete sicuri di andare da Krishna. Dove andrete? Non sarete mai perduti per Krishna. E Krishna promette, kaunteya pratijanihi na me bhaktah pranasyati (Bg. 9.31): "Mio caro Arjuna, il Mio puro devoto non è mai perduto per Me". Non allontanatevi da Krishna—questa è la perfezione della vita, è la perfezione della vita, è la perfezione della vita. Cercate solo di non allontanarvi da Krishna. Potete dimenticare tutto il resto, ma non dimenticate Krishna—allora sarete i più ricchi. La gente potrebbe pensare che siate molto poveri, come i Gosvami, che abbracciarono una vita di estrema povertà, da mendicanti. Rupa e Sanatana Gosvami erano ministri, uomini ricchi e di grande prestigio, erano studiosi eruditi e opulenti—sotto ogni aspetto la loro posizione sociale era molto elevata. Eppure accettarono la vita da mendicante. Tyaktva turnam asesa-mandala-pati-srenim sada tuccha-vat (Sri Sad-gosvamy-astaka 4):

"Offro i miei rispettosi omaggi ai sei gosvami di Vrindavana, che rifiutarono ogni associazione con l'aristocrazia considerandola insignificante e che, per liberare le povere anime condizionate, indossarono il perizoma, accettando la condizione di mendicanti". Conoscete le otto preghiere ai sei Gosvami di Srinivasa Acharya. Tyaktva turnam asesa-mandala-pati-srenim sada tuccha-vat, proprio come la maggior parte degli insignificanti, rinunciarono a tutto; e kaupina-kanthasritau, indossarono solo un perizoma e una stoffa intorno ai fianchi, tutto qui. E questo divenne per loro lo stile di vita più puro. Ma come potevano vivere? Se una persona è abituata a un tenore di vita elevato, se le si riduce immediatamente il tenore di vita, non riesce a sopravvivere. Eppure vivevano molto felicemente. Come? È spiegato nel testo. Gopi-bhava-rasamritabdhi-lahari-kallola-magnau muhur vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau: Erano i più ricchi perché si immergevano nell'oceano d'amore delle gopi. Perciò, se semplicemente pensate all'amore che le gopi provano per Krishna, allora non siete perduti. Ci sono tanti modi. Non allontanatevi da Krishna, allora avrete successo, non sarete smarriti e non perderete Krishna.

Spiegazione (Bg. 6.30): "Una persona cosciente di Krishna vede Krishna in tutto, e vede ogni cosa in Krishna. Apparentemente egli vede le diverse manifestazioni materiali come energie distinte, ma in realtà è cosciente di Krishna e sa che ogni cosa è energia di Krishna".

Prabhupada: Energia. Chi vede un albero è un filosofo; chi è cosciente di Krishna è un filosofo. Se si chiede: "Che cos'è questo albero?" Vede che l'albero ha un corpo materiale—come egli stesso ha un corpo materiale—ma è un essere vivente che, a causa delle sue malefatte passate, ha un corpo così deplorevole che non può nemmeno muoversi. Ma il suo corpo è di energia materiale; e di chi è questa energia materiale? È l'energia di Krishna; perciò l'albero ha un legame con Krishna. E l'albero, in quanto essere vivente, è parte integrante di Krishna. In tal modo, se si discute di filosofia, di coscienza di Krishna, non si vede l'albero ma Krishna. Questa è la coscienza di Krishna: non si vede l'albero; si vede Krishna. Perciò bisogna praticare la coscienza in questo modo. Questa è la pratica dello yoga ed è il samadhi.

Spiegazione (Bg. 6.30): "Nulla può esistere senza Krishna, perché Egli è il Signore Supremo: questo è il principio fondamentale della coscienza di Krishna. La coscienza di Krishna è lo sviluppo dell'amore per Krishna. Una condizione trascendentale persino rispetto alla liberazione materiale".

Prabhupada: Sì. Questa consapevolezza, questo studio dell'albero come energia di Krishna, come parte integrante di Krishna... Perché si presta tanta attenzione all'albero? Perché si prova amore per Krishna. Così come amate vostro figlio e il vostro bambino è lontano, e vedete le sue scarpe, "Oh, queste sono di mio figlio". Amate quelle scarpe? No, amate quel bambino. Similmente, se vedete l'energia di Krishna manifestarsi in modo diverso, significa che amate quell'essere perché amate Krishna. Pertanto, se amate Krishna, allora il vostro amore universale ha valore, altrimenti non ha senso—non è possibile amare. E se non amate Krishna, allora vedrete qualcuno come "il mio fratello americano" e un mucca come "il mio cibo". Significa che non amate la mucca. La mucca è americana e mio fratello è americano. Mio fratello è buono e la mucca è cibo. Questo è il mio amore universale? Ma una persona cosciente di Krishna pensa: "Oh, ecco una mucca, ecco un cane, sono parti integranti di Krishna; hanno un corpo diverso dal mio, ma non significa che non siano miei fratelli. Come posso uccidere mio fratello?" Questo è l'amore di Krishna, frutto dell'amore di Krishna. L'amore di Krishna è meraviglioso. È la perfezione assoluta Se non c'è l'amore di Krishna, non può esserci alcun amore—è tutto senza senso. Non può esserci amore senza coscienza di Krishna.

Spiegazione (Bg. 6.30): "È la fase successiva all'auto-realizzazione in cui il devoto diventa tutt'uno con Krishna, nel senso che Krishna diventa tutto per il devoto, e il devoto si abbandona completamente all'amore per Krishna. Si instaura così un rapporto intimo tra il Signore e il devoto. In quella fase non c'è possibilità che l'essere vivente sia annientato, né mai la Persona di Dio è nascosta agli occhi del devoto".

Prabhupada: Come può Egli essere nascosto ai devoti? Il devoto vede tutto in Krishna e Krishna in ogni cosa. Allora come può perdere di vista Krishna?

Spiegazione (Bg. 6.30): "Fondersi in Krishna è annientamento spirituale. Il devoto non corre un simile rischio. Nella Brahma-samhita si afferma: 'Adoro Govinda, il Signore primordiale, che è sempre visibile al devoto i cui occhi sono unti con il balsamo dell'amore. Egli è visibile nella Sua forma eterna di Syamasundara, situata nel cuore del devoto'."

Prabhupada: Chi ha sviluppato questo amore per Krishna, vede Syamasundara, il Kartamashayi, sempre nel suo cuore; questa è la perfezione dello yoga. Ho dato questo nome, Kartamashayi; ma naturalmente Lui è Syamasundara. La Brahma-samhita (5.38) afferma:

premanjana-cchurita-bhakti-vilocanena
santah sadaiva hridayesu vilokayanti
yam syamasundaram acintya-guna-svarupam
govindam adi-purusam tam aham bhajami.

"Adoro Govinda, il Signore originale. È Lui, Syamasundara, che i puri devoti vedono nel profondo del loro cuore, perché i loro occhi sono spalmati col balsamo dell'amore e della devozione".

Spiegazione: "In questa fase, il Signore Krishna non scompare mai dalla vista del devoto, né il devoto perde mai di vista il Signore. Lo stesso vale per uno yogi che vede il Signore come Paramatma nel cuore. Un tale yogi si trasforma in un puro devoto e non può sopportare di vivere un solo istante senza vedere il Signore dentro di sé. Amato di un amore così puro, Krishna non si nasconde mai al Suo devoto, né il devoto smette mai di vederLo. È così anche per lo yogi, che si concentra sulla forma del Paramatma. Tale yogi diventa un puro devoto e non sopporta più di vivere un solo istante senza vedere il Signore nel suo cuore".

Prabhupada: Questo è il processo per vedere Dio. [ride] Altrimenti, Dio non è il fornitore dei miei ordini: "Per favore, fatti vedere". Bisogna qualificarsi per vedere Dio in ogni momento, ovunque. E questa qualificazione è semplice; non è molto difficile. Uno yogi che pratica la meditazione sull'Anima Suprema dentro di sé vede l'espansione plenaria di Krishna come Vishnu con quattro braccia, che regge una conchiglia, una ruota, una mazza e un fiore di loto. Questo è l'oggetto della concentrazione dello yogi e questo è il vero yoga. Nella Brahma-samhita (5.47) si afferma:

yah karanarnava-jale bhajati sma yoga-
nidram ananta-jagad-anda-saroma-kupah
vishnur mahan sa iha yasya kala-viseso
govindam adi-purusam tam aham bhajami

"Adoro il Signore primordiale Govinda che, assumendo la Sua grande forma soggettiva, porta il nome di Sesha. Colmo della potenza onnicomprensiva [che tutto risolve], Egli riposa nell'Oceano Causale e gode del Suo sonno creativo [yoga-nidra] e nei pori del Suo corpo sono contenuti i mondi infiniti".

Govindam adi-purusham, "Adoro Govinda, il Signore primordiale". Purusham significa che il Signore è il maschio, il goditore; adi, l'originale. Govindam adi-purusam tam aham bhajami. E chi è Govinda? La cui unica porzione plenaria è Maha-Vishnu. E qual è la funzione di Maha-Vishnu? Yasyaika-nisvasita-kalam athavalambya jivanti loma-vilaja jagad-anda-nathah (Brahma-samhita 5.48): "Tutti i Brahma che governano i vari universi, che sono emanati dai pori del Suo corpo spirituale, appaiono anch'essi dai pori del corpo di Maha-Vishnu e vivono solo per la durata di una delle Sue espirazioni". In ogni universo esiste un essere vivente principale, noto come Brahma. Brahma è l'essere originale di ogni universo. Pertanto, la vita di Brahma o la vita di un universo, dipende esclusivamente dal ciclo respiratorio di Maha-Vishnu. Maha-Vishnu è sdraiato sull'Oceano Causale e, mentre espira, milioni di universi emanano come bolle [dai Suoi pori] e si sviluppano di nuovo. E quando inspira, milioni di universi entrano nuovamente in lui. Questa è la natura di questo mondo materiale: nasce e poi scompare. Bhutva bhutva praliyate (Bg. 8.19):

"Ripetutamente prendono nascita e ripetutamente sono dissolti". Anche nella Bhagavad-gita si afferma che gli universi materiali sono creati a intervalli regolari e poi annientati. La creazione e l'annientamento dipendono dall'espirazione e dall'inspirazione di Maha-Vishnu. Provate solo a immaginare quale sia la grandezza di questo Maha-Vishnu, che è qui descritto come, yasyaika-nisvasita-kalam athavalambya jivanti loma-vilaja jagad-anda-nathah vishnur mahan sa iha yasya kala-visesah (Bs. 5.48): Questo Maha-Vishnu è la porzione plenaria della porzione plenaria di Krishna. Krishna è l'originale—govindam adi-purusam tam aham bhajami. Così questo Maha-Vishnu entra nuovamente in ogni universo come Garbhodakasayi Vishnu. E da Garbhodakasayi Vishnu deriva Kshirodakasayi Vishnu, che entra nel cuore di ogni essere vivente. In tal modo, la manifestazione di Vishnu pervade tutta la creazione. È così spiegata la concentrazione mentale dello yogi su questa forma di Vishnu, ovvero quel Vishnu che è onnipervasivo, ed è 'isvarah sarva-bhutanam hrid-dese 'rjuna tisthati' (Bg. 18.61): Come Kshirodakasayi Vishnu, Egli risiede nel cuore di ognuno. Così lo yogi deve scoprire dove Egli risiede e concentrare la mente in quel punto. Questo è il processo dello yoga.

VERSO 31

sarva-bhuta-sthitam yo mam
bhajaty ekatvam astitah
sarvatha vartamano 'pi
sa yogi mayi vartate

"Lo yogi, sapendo che Io e l'Anima Suprema, situata in tutte le creature, siamo Uno, Mi adora e dimora sempre in Me".

Spiegazione: "Meditando sull'Anima Suprema, lo yogi vede nel suo cuore Vishnu, l'emanazione plenaria di Krishna, le cui quattro mani reggono la conchiglia, il disco, la mazza e il fiore di loto. Ma lo yogi deve sapere che Vishnu non è diverso da Krishna. Krishna nella forma del Paramatma risiede nel cuore di ciascuno. Così, gli innumerevoli Paramatma, presenti ciascuno nel cuore di ogni essere vivente, sono in realtà un'unica Persona, Sri Krishna".

Prabhupada: L'esempio è che c'è un solo sole nel cielo. Ma se sulla terra si mettessero milioni di vasi d'acqua, in ciascuna di esse si vedrebbe il riflesso del sole. Oppure, per fare un altro esempio, a mezzogiorno basta chiedere a un amico che si trova a diecimila chilometri di distanza: "Dov'è il sole?" Lui risponderà: "Sulla mia testa". Quindi milioni e trilioni di persone vedranno il sole sulla propria testa; ma il sole è uno solo. Un altro esempio: il vaso d'acqua. Il sole è uno, ma se ci fossero milioni di vasi d'acqua, in ciascuno di essi si vedrebbe il riflesso del sole. Allo stesso modo, potrebbero esserci innumerevoli esseri viventi. Jivasya asankhya: Nel linguaggio vedico si dice che gli esseri viventi sono innumerevoli e non si possono contare. Allo stesso modo, se un oggetto materiale come il sole può riflettersi in ogni singolo vaso d'acqua, perché non dovrebbe la Persona Suprema, Vishnu, dimorare nel cuore di ognuno di noi? Non è difficile da comprendere. Egli è vivo; è un dato di fatto. E lo yogi deve concentrare la propria mente su quella forma di Vishnu. E questa forma di Vishnu è una porzione plenaria di Krishna. Quindi chi è impegnato nella coscienza di Krishna è già uno yogi perfetto. Questo verrà spiegato. È uno yogi perfetto. Lo spiegheremo nell'ultimo verso di questo capitolo.

Spiegazione (Bg. 6.31): "Non c'è differenza, dunque, tra una persona cosciente di Krishna sempre impegnata nel servizio d'amore trascendentale a Krishna e il perfetto yogi immerso nella meditazione sull'Anima Suprema".

Prabhupada: Non c'è differenza. Uno yogi è nella trance del samadhi con la forma di Vishnu, e una persona cosciente di Krishna è in samadhi con la forma di Krishna, non c'è differenza.

Spiegazione (Bg. 6.31): "Sebbene impegnato in molteplici occupazioni, lo yogi cosciente di Krishna non si allontana mai da Krishna, nemmeno per un istante. Ciò è confermato da Srila Rupa Gosvami nel suo Bhakti-rasamrita-sindhu (1.2.187): nikhilasv apy avasthasu jivan-muktah sa ucyate. Il devoto del Signore che s'impegna sempre nel servizio di Krishna è già liberato".

Prabhupada: Nella Bhagavad-gita, nel dodicesimo capitolo, scopriremo che, mam ca yo 'vyabhicarena bhakti-yogena sevate (Bg. 14.26): "Colui che s'impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge così il livello del Brahman". Perciò, "Chi è impegnato nel servizio devozionale puro a Me ha già trasceso le influenze materiali della natura". Brahma-bhuyaya kalpate, si trova sul piano del Brahman, il che significa che è liberato. Diventare liberati significa trovarsi sul piano del Brahman. Esistono tre livelli. Il livello corporeo o sensoriale, il livello mentale e infine il livello spirituale. La piattaforma spirituale è detta piattaforma del Brahman. Diventare liberati significa quindi essere situati sulla piattaforma del Brahman. Noi anime condizionate, al momento, ci troviamo sul livello del concetto corporeo di vita, ovvero sul livello sensoriale. Coloro che si trovano un po' più in alto sono sulla piattaforma mentale: sono i filosofi, coloro che speculano. E al di sopra di questo c'è il livello del Brahman. Quindi, nel dodicesimo o nel quattordicesimo capitolo della Bhagavad-gita, credo, si legge che chi è in coscienza di Krishna è già sul livello del Brahman. Ciò significa essere liberati.

Spiegazione (Bg. 6.31): "E il Narada-pancaratra insegna: "Fissando l'attenzione sulla forma trascendentale di Krishna, che è onnipresente e trascende il tempo e lo spazio, si diventa assorti in Lui e si ottiene così di vivere in Sua compagnia, nella felicità assoluta. La coscienza di Krishna è lo stadio più elevato di estasi [samadhi] nella pratica dello yoga. La comprensione, che Krishna è presente in ogni essere nella forma del Paramatma, libera lo yogi da ogni errore. I Veda (Gopala-tapani Upanishad 1.21) confermano questa inconcepibile potenza del Signore: "Sebbene il Signore sia uno, è presente nel cuore di ogni essere". E negli smriti-shastra è affermato, eka eva paro visnuh: "Vishnu è uno, eppure è onnipresente. La Sua forma è una, ma per la Sua inconcepibile potenza Egli è presente ovunque. Come il sole, Egli appare in ogni luogo contemporaneamente".

Prabhupada: Sì, questo esempio è già stato fatto. Come il sole può essere presente in molti luoghi simultaneamente, allo stesso modo la forma di Vishnu o Krishna può essere presente nel cuore di tutti. Egli è effettivamente presente, isvarah sarva-bhutanam hrid-dese 'rjuna (Bg. 18.61): "Il Signore Supremo è situato nel cuore di ognuno, o Arjuna". Ed è indicata anche la localizzazione, hrid-dese, che significa "nel cuore". La concentrazione dello yoga, quindi, significa scoprire dove Vishnu è seduto nel cuore.

VERSO 32

atmaupamyena sarvatra
samam pasyati yo 'rjuna
sukham va yadi va duhkham
sa yogi paramo matah

"È uno yogi perfetto, o Arjuna, colui che in relazione a se stesso vede la vera uguaglianza di tutti gli esseri, felici o infelici".

Prabhupada: Questa è una visione universale. Non significa che Dio risieda nel solo tuo cuore e non in quello del gatto, del cane o della mucca. Egli risiede nel cuore di tutti; si dice 'sarva-bhutanam'. 'Sarva-bhuta' significa "tutti gli esseri viventi". Egli risiede nel cuore dell'uomo e nel cuore della formica. Risiede nel cuore del cane e nel cuore di tutti. Ma i gatti e i cani non possono comprenderlo. Questa è la differenza. Ma un essere umano, se si sforza, se segue il sistema dello yoga—del sankhya-yoga, del bhakti-yoga—allora è in grado di scoprirlo. Questa è la prerogativa della forma di vita umana. E se lasciamo sfuggire questa opportunità, se non riusciamo a scoprirlo, se non identifichiamo la nostra esistenza con il Signore, allora perdiamo l'opportunità. Questa è la prerogativa della forma di vita umana. E se perdiamo questa opportunità, se riusciamo a scoprirla, se non identifichiamo la nostra esistenza con il Signore, allora perdiamo questa opportunità. Dopo il processo evolutivo, attraverso 8.400.000 specie viventi, quando si giunge alla forma di vita umana, se perdiamo questa opportunità, non potete immaginare quanta perdita subiremo.

Dobbiamo quindi esserne consapevoli. Non dobbiamo lasciarci sfuggire questa opportunità. Abbiamo un corpo meraviglioso, una forma umana, l'intelligenza e la possibilità di una vita civilizzata. Non siamo come gli animali. Possiamo pensare serenamente, non dovendo lottare duramente per la sopravvivenza come gli animali. Dobbiamo quindi approfittarne, questo è l'insegnamento della Bhagavad-gita. Non perdete questa opportunità, sfruttatela al meglio.

VERSO 33

arjuna uvaca
yo 'yam yogas tvayaproktah
samyena madhusudana
etasyaham na pasyami
cancalatvat sthitim sthiram

[Arjuna disse:] "O Madhusudana, non vedo come io possa mettere in pratica questo yoga che Tu hai brevemente descritto, poiché la mente è agitata e instabile".

Prabhupada: Ora, ecco la prova decisiva del sistema yoga. Se potete concentrare la mente sulla forma di Vishnu..., il processo è stato descritto in precedenza: dovete sedervi in questo modo, guardare in questo modo, vivere in questo modo; tante cose di cui abbiamo già parlato. Ma Arjuna disse: "È molto difficile per me". Bisogna capire questo punto. Egli dice: "O Madhusudana, il sistema di yoga che Tu hai riassunto...", questo sistema si chiama astanga-yoga, costituito da otto fasi diverse. Prima di tutto, yama, niyama, il controllo dei sensi, il rispetto delle regole e dei regolamenti. Poi la pratica della postura seduta; poi l'esercizio del processo di respirazione; poi la concentrazione della mente; e infine, immergersi nella forma. Ci sono otto processi—astanga-yoga. Così Arjuna disse: "Questo sistema dell'astanga-yoga è molto difficile per me". E aggiunse: "È irrealizzabile". Così sembra; ma non è impraticabile per lui. Se così fosse, Krishna non lo avrebbe descritto né si sarebbe preso tanto disturbo. Non è impraticabile, ma sembra esserlo. Ciò che può essere impraticabile per me, può essere praticabile per te: questa è un'altra cosa. Ma in generale questo sistema è impraticabile per l'uomo comune.

Arjuna si presenta come una persona comune, nel senso che non era un asceta, non aveva rinunciato alla vita familiare e non aveva preoccupazioni riguardo al proprio sostentamento. Si trovava infatti sul campo di battaglia per combattere in difesa del regno. Può quindi essere considerato un uomo comune. Per le persone ordinarie impegnate in attività mondane—guadagnarsi da vivere, la vita familiare, i figli, il coniuge o tante altre preoccupazioni—questa situazione non è quindi praticabile. Questo è il punto. È una soluzione praticabile per chi ha già rinunciato completamente a tutto. In un luogo sacro appartato, come su una collina o nella grotta di una collina, in solitudine, senza disturbi esterni. Ma dove si trova questa opportunità per l'uomo comune, per noi, specialmente in quest'epoca? Pertanto questo sistema yoga non è pratico. Lo ammette lo stesso Arjuna, che era un grande guerriero. Ed era così avanzato, apparteneva alla famiglia reale ed era molto esperto in tante cose. Eppure disse che non è praticabile. Cercate solo di capire. E noi cosa siamo in confronto ad Arjuna? Se provassimo a seguire questo sistema, non sarebbe possibile. Il fallimento è certo. Leggi la spiegazione.

Spiegazione (Bg. 6.33): "In questo verso Arjuna si dichiara incapace di praticare lo yoga che Krishna ha descritto, perciò lo rifiuta. Nell'età di Kali è impossibile per una persona comune lasciare la casa e andare a praticare lo yoga nella solitudine delle montagne o della giungla. Oggi l'uomo lotta con accanimento per conservare una vita del resto molto breve, e quando è posto di fronte a una via di realizzazione spirituale, anche se semplice e praticabile, il più delle volte è incapace di seguire con serietà. Che dire di intraprendere un sentiero difficile come quello dello yoga che abbiamo appena descritto".

Prabhupada: Sì. Innanzitutto, la durata della nostra vita è molto breve. Se si analizzano le statistiche, si può notare che i nostri antenati vivevano cento, ottanta o novant'anni. Oggi le persone muoiono a sessanta o settanta. Gradualmente questa durata diminuirà. In questa era la memoria, la durata della vita, la misericordia e tante altre cose andranno diminuendo. Questo è il sintomo di questa era. E sì, Arjuna non era disposto a diventare uno pseudo yogi, un falso, semplicemente praticando qualche esercizio ginnico. Non era un impostore. Disse: "Sono un padre di famiglia, sono un soldato, quindi non è possibile per me". Lo ammette con franchezza. Fare qualcosa di impossibile è solo un inutile spreco di tempo. Perché mai si dovrebbe fare una cosa del genere? Continua.

Spiegazione (Bg. 6.33): "Sebbene fosse dotato di molte qualità positive, apparteneva alla famiglia reale e si distingueva per numerose doti: era un grande guerriero e godeva di una lunga vita. E, soprattutto, era l'amico più intimo di Krishna, la Personalità Suprema di Dio. Cinquemila anni fa Arjuna disponeva di mezzi molto migliori dei nostri. Eppure rifiutò questo sistema yoga".

Prabhupada: Sì, questo sistema yoga, l'astanga-yoga. Cinquemila anni fa, quando viveva Arjuna, la longevità era molto, molto elevata. A quel tempo le persone vivevano fino a mille anni. Così come nell'era attuale il limite è di cento anni, similmente nel Dvapara-yuga il limite di vita era di mille anni. E prima ancora, nel Treta-yuga, il limite di vita era di diecimila anni. E prima ancora, nel Satya-yuga, il limite era di centomila anni; quindi il limite di età sta diminuendo. Perciò, anche se Arjuna viveva in un'epoca in cui le persone potevano vivere fino a mille anni, pensava comunque che fosse impossibile.

Spiegazione (Bg. 6.33): "In effetti, non troviamo alcuna traccia storica che dimostri che egli lo abbia mai praticato. Pertanto questo sistema deve essere considerato impossibile, soprattutto in questa era di Kali. Naturalmente potrebbe essere possibile per pochissimi uomini eccezionali, ma per la gente in generale è un'impresa irrealizzabile. Se era così cinquemila anni fa, che dire allora dei giorni nostri? Coloro che imitano questo sistema yoga in diverse cosiddette scuole e associazioni, pur essendo compiaciuti, stanno certamente sprecando il loro tempo. Sono completamente all'oscuro dell'obiettivo desiderato".

Prabhupada: Sì, quindi l'astanga-yoga non è praticabile. Pertanto questo sistema di yoga, il bhakti-yoga, è adatto a chiunque. Avete visto che, praticando il metodo di canto nel bhakti-yoga, anche un bambino piccolo inizia ad applaudire. Senza alcun addestramento, né istruzione, partecipa automaticamente. Per questo Sri Caitanya afferma che l'unico metodo in quest'era è: harer nama harer nama harer nama eva kevalam (Cc. Adi 17.21): "Non c'è altro mezzo, nessun altro mezzo, nessun altro mezzo per la realizzazione spirituale che cantare il santo nome, cantare il santo nome, cantare il santo nome di Sri Hari". Basta solo cantare Hare Krishna, Hare Krishna. In questa era di Kali non c'è nessun'altra alternativa. Adottare il metodo del bhakti-yoga è molto semplice, basta cantare. E otterrete risultati immediati, pratyaksavagamam dharmyam (Bg. 9.2): "Perché ci fa realizzare direttamente la nostra vera identità". La pratica di qualsiasi altro sistema yoga vi terrà nell'oscurità; non capirete i vostri progressi. Ma con questo sistema capirete: "Sì, sto facendo questo o quel progresso". Il metodo del bhakti-yoga è l'unico sistema yoga che si può praticare per ottenere risultati rapidi, la realizzazione del Sé e la liberazione anche in questa vita. Non è necessario aspettare un'altra vita. È così bello, questa è la coscienza di Krishna.

VERSO 34

cancalam hi manah krishna
pramathi balavad dridham
tasyaham nigraham manye
vayor iva su-duskaram

"La mente, o Krishna, è agitata, turbolenta, ostinata e molto forte; dominarla mi sembra più difficile che controllare il vento."

Prabhupada: Sì, anche se si potesse controllare il vento, e non è possibile; nessuno può controllare il vento. Ma anche ammettendo teoricamente di poter controllare il vento, tuttavia non è possibile controllare la mente. È molto difficile, perché la mente è così volubile e turbolenta.

Spiegazione (Bg. 6.34): "La mente è così forte e ostinata che talvolta domina l'intelligenza, mentre dovrebbe sempre esserle subordinata. Per l'uomo d'oggi, che nella vita pratica è obbligato a far fronte a tante avversità, è molto difficile controllare la mente. Potrà anche vantarsi di essere imparziale con l'amico e col nemico, ma nessun materialista, a dire il vero, possiede un tale equilibrio mentale, che è difficile raggiungere ancora più che controllare il vento impetuoso. Nelle scritture vediche si afferma (Katha Upanishad 1.3.3-4): "L'individuo (l'anima) è il passeggero sul carro del corpo materiale e l'intelligenza ne è il conducente. La mente è lo strumento di guida e i sensi sono i cavalli. Il sé è quindi colui che gode o soffre insieme al corpo e ai sensi. Così lo comprendono i grandi pensatori". Si ritiene che l'intelligenza guidi la mente. Ma la mente è così forte e ostinata che supera persino la stessa intelligenza, proprio come un'infezione acuta può superare l'efficacia di una medicina. Una mente così forte dovrebbe essere controllata con la pratica dello yoga. Ma tale pratica è impossibile per coloro che, come Arjuna, rimangono immersi in una coscienza materialistica. E che dire dell'uomo moderno? Il paragone tra la mente e il vento è appropriato, perché non si può catturare il vento impetuoso; e ancora più difficile è catturare la mente. Ma Sri Caitanya Mahaprabhu ci ha dato il metodo più semplice per controllarla: cantare o recitare con umiltà il maha-mantra Hare Krishna, il "grande mantra della liberazione".

Prabhupada: Pertanto questo processo, il canto di Hare Krishna, cattura subito la mente. Basta solo cantare "Krishna" e ascoltarlo, e automaticamente la mente si fissa in Krishna. Ciò significa che il sistema yoga è subito raggiunto. Perché tutto il sistema yoga consiste nel concentrare la mente sulla forma di Vishnu. E Krishna è la personalità originale delle espansione delle forme di Vishnu. Krishna è proprio come una candela. Ora, da questa candela, potete prendere un'altra candela e accenderla. Poi un'altra, un'altra, un'altra—si possono espandere migliaia di candele. Ogni candela è potente quanto questa, non c'è dubbio. Ma si deve considerare questa candela come la candela originale. Allo stesso modo, Krishna Si espande in milioni di forme di Vishnu. Ogni forma di Vishnu è valida quanto Krishna, ma Krishna è la candela originale perché da Krishna tutto si espande. Perciò, chi ha in qualche modo concentrato la propria mente su Krishna, ha già raggiunto la perfezione dello yoga. Questa è l'essenza del movimento per la coscienza di Krishna.


Fine
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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Altre opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

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https://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=27


oppure le

Lezioni del maestro S.G. Tridandi Prabhu dal tempio ISKCON di Terni su Youtube:






oppure su Facebook (anche in diretta la mattina dalle 7.30 e il Sabato dalle 18.00):



www.facebook.com/pg/iskconITAnews/videos/



Hare Krishna !

La redazione di Radio Krishna Centrale

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DISCLAIMER *
Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.


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