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 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 3 Versi 1-5
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Sangita Dasi
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Inserito il - 20/10/2022 : 13:25:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'






LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Los Angeles (Stati Uniti), il 20 Dicembre 1968

Traduzione e trascrizione in Italiano a cura di Sangita devi dasi


Capitolo 3
Verso 1

arjuna uvaca
jyayasi cet karmanas te
mata buddhir janardana
tat kim karmani ghore mam
niyojayasi kesava

“Arjuna disse: O Janardana, o Kesava, perché mi inciti a questa orribile battaglia, se consideri l’intelligenza superiore all’azione interessata?”

Prabhupada: Oggi iniziamo il terzo capitolo, il Karma-yoga. Leggi la spiegazione.
Devoto: “Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, ha ampiamente descritto nel capitolo precedente la natura dell’anima per liberare Arjuna, Suo intimo amico, dall’oceano di sofferenza che l’opprime e gli ha consigliato di seguire la via del buddhi-yoga, la coscienza di Krishna. Alcuni, credendo erroneamente che coscienza di Krishna significhi “inazione”, talvolta si isolano in luoghi solitari per diventare coscienti di Krishna cantando i Suoi santi nomi”.

Prabhupada: Ecco un punto molto importante. A volte si pensa che vita spirituale significhi ritirarsi dalla vita attiva. Questa è l'impressione generale. Le persone pensano che per coltivare la conoscenza o la realizzazione spirituale dovrebbero andare in qualche grotta sull'Himalaya o in un luogo appartato. Anche questo è raccomandato; ma un tale tipo di raccomandazione è rivolto a chi non è in grado d’impegnarsi nelle attività della coscienza di Krishna. Sri Krishna insegna ad Arjuna che pur rimanendo nella propria posizione, non importa quale, si può diventare perfetti nella coscienza di Krishna. Questa è l'intera sostanza degli insegnamenti di Sri Krishna.

Anche Sri Caitanya Mahaprabhu non ha mai chiesto a nessuno di cambiare posizione, ha semplicemente raccomandato di associarsi con un puro devoto e ascoltarlo. È tutto. Sri Caitanya Mahaprabhu non ha mai chiesto a nessuno "Prima di tutto diventa ..." Come Sankaracarya. La teoria di Sankaracarya è che prima di tutto diventa sannyasa, nell’ordine di rinuncia della vita, poi cerca di capire chi sei—la filosofia sankhya. Pertanto, secondo il loro sistema, chiunque accetti il sannyasa, dovrebbe immediatamente fondersi nell'esistenza di Dio. E tra loro si rivolgono con l’appellativo di "Narayana". Nella Sankara-sampradaya, un sannyasi si rivolge ad un altro sannyasi come "Narayana". Ma qui, nel nostro movimento per la coscienza di Krishna, non ci sono condizioni. O meglio, ce n’è una sola, ... che condizione non è, ma divertimento.

Come nella nostra società, che abbiamo questo bel posto e invitiamo le persone: "Venite e unitevi a noi". Non devono necessariamente cantare e danzare. Anche se solo vengono a vedere le nostre attività ricevono un grande beneficio. E se qualcuno apprezza, "Oh, questi ragazzi e ragazze stanno facendo una bella cosa", anche questo sarà benefico per lui e gradualmente capirà. Ma sono così ostinati che nonostante le nostre ripetute richieste, "Per favore, venite e unitevi a noi", non hanno tempo, “Sì, forse, qualche volta...” Continua a leggere.

Devoto: (Spiegazione) “Alcuni, credendo erroneamente che coscienza di Krishna significhi ‘inazione’, talvolta si isolano in luoghi solitari per diventare coscienti di Krishna cantando i Suoi santi nomi”.
Prabhupada: A Vrindavana scoprirete che a volte i cosiddetti devoti di Krishna si ritirano in un luogo appartato, e si suppone che cantino Hare Krishna; ma è stato osservato che questo modo artificiale di diventare coscienti di Krishna, in pratica, non fa progredire nessuno. L’abbiamo effettivamente visto. Vivono in un luogo appartato, cantano Hare Krishna, ma poi, in sostanza, escono e fumano. Non riescono a rinunciare nemmeno a fumare, che dire di questo mondo materiale? Capite? È artificiale. Non è raccomandato. Prima di tutto diventate maturi (seguendo le istruzioni dell’acarya), poi, andate in un luogo appartato. Altrimenti non esiste un luogo appartato—maya è ovunque. E maya imporrà: "Oh, sei così stanco, perché non esci a fumare una sigaretta?" Sì. E l’assurdità è che pensa che stia avanzando. No. ‘Phalena pariciyate’, è con il risultato che si deve giudicare il grado di avanzamento. [Il successo o la sconfitta di una persona in qualsiasi attività, si comprende dal suo risultato. Ci sono molti karmi travestiti da devoti, ma la Persona Suprema, conosce il loro scopo (Srimad-Bhagavatam 8.9.29, spiegazione)]

Similmente ci sono tante persone che meditano. Su cosa meditano? Su quale insensatezza? Qual è la loro attitudine? Pertanto questo tipo di cose non servirà. Uscite allo scoperto. Come i nostri studenti che vanno di porta in porta e cantano Hare Krishna; e ascoltando le persone ne traggono vantaggio. Questo metodo è benefico per il pubblico. Anche un piccolo bambino partecipa, cercando di applaudire. Il movimento per la coscienza di Krishna non deve dunque rimanere in un luogo appartato per ottenere pubblicità a basso costo: "Oh, quell'uomo sta meditando". No. Andate e lavorate concretamente. Proprio come il Signore Gesù Cristo che ha lavorato praticamente. Quindi c’è lavoro pratico, non si tratta di andare in un luogo appartato. Dovremmo rimanere nella città congestionata e predicare il movimento per la coscienza di Krishna senza essere affetti dalla contaminazione della città. Questa è la perfezione. Senza essere contagiati, o toccati dalla contaminazione della vita cittadina, andranno avanti e continueranno con la coscienza di Krishna. Questa è la perfezione.

Devoto: “Se non si è educati nella filosofia della coscienza di Krishna non si consiglia di cantare il santo nome di Krishna in un luogo solitario, perché si otterrebbe tutt’al più la venerazione di un pubblico ingenuo. Anche Arjuna pensa che la coscienza di Krishna, il buddhi-yoga (la conquista della conoscenza spirituale mediante l’intelligenza), consista nel rinunciare a ogni attività e nel compiere austerità in un luogo solitario”.

Prabhupada: Sì. Arjuna sta chiedendo: "Tu parli molto bene della coscienza di Krishna, allora, perché mi stai impegnando nella lotta?" Questa è la sua domanda, cui Krishna risponderà. Le persone comuni capiscono che ritirandosi dai doveri ordinari si diventa spiritualmente avanzati. Pensano che questo sia l’insegnamento, ma non è così. Krishna ha insegnato al mondo intero che Arjuna era un soldato, un combattente, e nella sua lotta anche lui può essere cosciente di Krishna. Non è che prima deve cessare di combattere e poi diventare cosciente di Krishna. No. Non esiste una richiesta del genere. Non deve rifiutare nulla, ma agire contemporaneamente. Questo è il metodo. Fai ogni cosa, ma in coscienza di Krishna. Se sei un combattente, combatti, ma per Krishna. Se sei un uomo d'affari, d’accordo, fai affari per Krishna. Se sei qualcos'altro, fallo, ma per Krishna—questo è richiesto. Questa è la coscienza di Krishna: connettersi con Krishna in ogni cosa.

‘Nirbandhah krishna-sambandhe yuktam vairagyam ucyate’ (Bhakti-rasamrita-sindhu 2.255): “Colui che non ha attaccamenti materiali, ma allo stesso tempo accetta ogni cosa per il servizio di devozione a Krishna, trascende realmente ogni idea di possesso”. Yuktam vairagya, la vera rinuncia, è di far combaciare tutto per Krishna. Questa è la rinuncia. E non la rinuncia che: "Guadagnerò milioni di dollari, li darò ai miei figli, che sono impegnati in altro modo, e diventerò cosciente di Krishna in un luogo appartato". No. Puoi iniziare la coscienza di Krishna fin dall'inizio, guadagnando per Krishna, spendendo per Krishna, pensando a Krishna e agendo per Krishna. Questa è la coscienza di Krishna. “Combatti per Krishna”. Niente da rifiutare, ma tutto da collegare con Krishna. Questa è la coscienza di Krishna. Continua a leggere.

Devoto: “In altre parole, egli cerca abilmente di evitare il combattimento adducendo come pretesto la coscienza di Krishna. Ma da discepolo sincero presenta la situazione a Krishna, il suo maestro, pregandoLo d’indicargli la via migliore. E in questo terzo capitolo il Signore risponde ad Arjuna con un’ampia spiegazione del karma-yoga, che è l’arte di agire nella coscienza di Krishna”.
Prabhupada: Sì. Karma-yoga significa azione interessata. In questo mondo tutti lavorano per ottenere un risultato. Qualcuno lavora negli affari, guadagna milioni di dollari l'anno. Perché? Guadagna per la gratificazione dei sensi. Appena ha del denaro, cambia la sua auto, il suo appartamento, il suo standard di vita solo per incrementare. Tutti nel mondo lavorano duramente, e il risultato è che incrementano i loro oggetti di gratificazione dei sensi. É chiamato karma. Karma significa godere il risultato delle tue attività. E karma-yoga significa che puoi impegnarti nelle attività della tua occupazione, ma non impegnare il risultato per la tua gratificazione dei sensi, bensì per la soddisfazione di Krishna. Questo è il karma-yoga. Yoga significa collegarsi col Supremo, e karma significa che se la tua inclinazione è di lavorare, d’accordo, lavora; ma fai combaciare il risultato del tuo lavoro con Krishna. Ciò è chiamato karma-yoga, e sarà spiegato.

Capitolo 3
Verso 2

vyamisreneva vakyena
buddhim mohayasiva me
tad ekam vada niscitya
yena sreyo 'ham apnuyam

“La mia intelligenza è confusa dalle Tue istruzioni equivoche. Ti prego, indicami in modo definitivo la via migliore per me”.
Prabhupada: Sì. La gente pensa che questo sia ambiguo: chiedere di diventare spiritualista e tuttavia sollecitare a lavorare normalmente. Così pensano: "Che tipo di vita spirituale è questa? Anche loro guadagnano denaro, anche loro lavorano in fabbrica, e fanno questo o quello”. Pertanto, per l'uomo comune sembra equivoco. Ma non lo è. Questo è il vero metodo di lavoro. Continua.

Devoto: “Come preludio alla Bhagavad-gita, il capitolo precedente ha presentato diversi metodi di realizzazione spirituale, come il sankhya-yoga, il buddhi-yoga, il controllo dei sensi con l’intelligenza e l’azione disinteressata, mettendo il neofita di fronte a questi differenti metodi. Ma il secondo capitolo non tratta questi argomenti in modo sistematico. Sono necessarie altre precisazioni per tracciare un piano d’azione e facilitare la comprensione di questi argomenti apparentemente contraddittori. Perciò Arjuna chiede a Krishna di spiegare ancora questi argomenti, affinché diventino perfettamente comprensibili anche all’uomo comune. Sebbene Krishna non avesse alcuna intenzione di confonderlo con giochi di parole, Arjuna non riesce a capire che cosa significhi essere coscienti di Krishna sia nell’azione sia nell’inazione. Arjuna, dunque con le sue domande tenta di chiarire la via della coscienza di Krishna a tutti coloro che desiderano seriamente capire il mistero della Bhagavad-gita”.

Prabhupada: Sì. Talvolta allo studente sembra contraddittorio; ma in realtà, il maestro che è ben informato, non esprime niente che sia contraddittorio. È l'incomprensione dello studente che talora pensa che sia incoerente. Pertanto è una domanda consentita. Lo studente è invitato a interrogare il maestro spirituale. ‘Tad viddhi pranipatena...’ (Bg. 4.34): Cerca di conoscere la scienza trascendentale facendo domande a un maestro spirituale. La prima cosa è arrendersi, fare domande e offrire servizio, ‘seva’. Abbandonarsi, servire e fare domande. Se fai solo domande e non ti arrendi, allora, meglio non offrire alcun servizio, sarà solo una perdita di tempo. Proprio come Arjuna che all'inizio parlava con Krishna da amico. E perciò Krishna parlava con grande prudenza perché era un discorso amichevole. Ma quando Arjuna si arrese a Krishna, "Ti accetto come mio maestro spirituale", Egli parlò liberamente. Vai avanti.

Capitolo 3
Verso 3

sri-bhagavan uvaca
loke 'smin dvi-vidha nistha
pura prokta mayanagha
jnana-yogena sankhyanam
karma-yogena yoginam

“Il Signore Beato disse: O Arjuna senza peccato, come ho già spiegato, ci sono due tipi di uomini che cercano di realizzare la Verità Assoluta. Alcuni tentano di capirLa con l'empirismo o ricerca filosofica, altri con attività devozionale”.
Spiegazione: “Nel secondo capitolo, verso trentanove, il Signore ha indicato due vie, quella del sankhya-yoga e quella del karma-yoga, o buddhi-yoga”.
Prabhupada: Sankhya-yoga. Sankhya significa analizzare gli elementi materiali e collegarli con il Supremo. Ciò è definito sankhya-yoga. ‘Samyak khyapayate’, ossia, le cose sono spiegate molto esplicitamente per la comprensione dell'uomo comune. Pertanto, sankhya-yoga o jnana-yoga; e karma-yoga o buddhi-yoga. Vai avanti.

Devoto: (Spiegazione) “In questo verso il Signore spiega queste due vie in modo più chiaro. Il sankhya-yoga, ovvero lo studio analitico della materia e dello spirito, è il sentiero di coloro che amano la speculazione e cercano di comprendere le cose mediante la filosofia e la scienza sperimentale. Gli altri sono coloro che agiscono nella coscienza di Krishna, come spiega il verso 61 del secondo capitolo. Il Signore ha spiegato inoltre (Bg. 2.39) che agendo secondo i principi del buddhi-yoga (la coscienza di Krishna) ci si può liberare dalle catene dell’azione, evidenziando che questa via è libera da imperfezioni. Nello stesso capitolo (B.g. 2.61) si afferma che il buddhi-yoga consiste nel dipendere interamente dall’Essere Supremo, Krishna, e che applicando questo metodo diventa molto facile controllare i sensi. Di conseguenza queste due forme di yoga sono complementari, come la religione e la filosofia. Infatti, la religione senza filosofia è solo sentimentalismo, o a volte fanatismo, e la filosofia senza religione è solo speculazione mentale. Il fine ultimo è Krishna.”

Prabhupada: Ci sono classi di uomini che cercano di capire soltanto con la filosofia e altre che ciecamente seguono solo il processo rituale religioso. La Bhagavad-gita è una combinazione di entrambi. È scientifico. Si deve essere religiosi e capire anche filosoficamente, altrimenti si diventa religiosi fanatici. Nella Caitanya-caritamrita è detto chiaramente ‘caitanyera dayara katha karaha vicara’. (Vicara: usa il tuo giudizio, cerca di capire con la logica e la filosofia, non come un fanatico). Cerca di capire i doni di Caitanya Mahaprabhu secondo la tua comprensione filosofica. Non ciecamente, ma filosoficamente. Se sei davvero un uomo saggio, scoprirai che è sublime, ‘vicara karile citte paibe camatkara’; e se segui solo i principi rituali religiosi, non cercando di capire la filosofia di ogni cosa, allora diventi fanatico. Non dovremmo dunque diventare fanatici religiosi, né aridi speculatori mentali. Entrambe queste classi di uomini sono pericolose. Non possono progredire. La combinazione è necessaria: essere religiosi e cercare di capire ogni linea filosoficamente.

Nella Bibbia c’è l'affermazione: "Dio ha creato l’universo". È un dato di fatto; ma agli uomini moderni educati non è spiegato come Dio ha creato e come si svolge il processo della creazione. Queste cose sono insegnate nello Srimad-Bhagavatam: come il cielo, l’aria o il fuoco siano venuti all’esistenza. C'è un processo graduale. In realtà, Dio ha creato il mondo, non c'è dubbio a riguardo. Ma poiché non è spiegato filosoficamente, le persone moderne istruite, non accettano. Pertanto nella Bhagavad-gita troverete tutto: una combinazione di sentimenti religiosi e anche la comprensione filosofica. Ciò è richiesto. Vai avanti.

Devoto (Spiegazione): “Il fine ultimo è Krishna, e i filosofi che cercano con sincerità la Verità Assoluta giungono immancabilmente alla coscienza di Krishna. Ciò è confermato anche nella Bhagavad-gita. Si tratta di comprendere la vera natura dell’anima individuale in relazione con l’Anima Suprema. La via indiretta è costituita dalla speculazione filosofica, con cui ci si può gradualmente elevare alla coscienza di Krishna; ma la via diretta consiste nel vedere tutto, fin dall’inizio, in relazione a Krishna”.

Prabhupada: Sì. Se vuoi raggiungere l'obiettivo con la speculazione filosofica, analizzando col “neti neti”—questo non è spirito, questo non è Brahman—anche ciò aiuterà; ma in quest’era, e non solo in questa, uno studio filosofico di questo tipo è un processo a lungo termine. Quando la gente viveva per un tempo molto, molto lungo, era possibile arrivare allo scopo della vita con questo metodo, ma in quest’epoca non c'è tempo. Nemmeno so cosa mi accadrà quando sarò uscito da questa stanza, o mentre starò qui seduto. Anche un grande uomo, come il presidente Kennedy, che, andando in processione, non si sarebbe mai aspettato che gli avrebbero sparato; ma gli hanno sparato. Non c'è certezza per la nostra vita in quest’era, così dovremmo intraprendere il metodo rapido per la realizzazione spirituale. Il metodo a lungo termine non ci aiuterà, né siamo preparati per questo. Pertanto, breve termine, efficacia immediata. Cantate Hare Krishna per un effetto immediato. Vai avanti.

Devoto: (Spiegazione) “La via indiretta è costituita dalla speculazione filosofica, con cui ci si può gradualmente elevare alla coscienza di Krishna; ma la via diretta consiste nel vedere tutto, fin dall’inizio, in relazione a Krishna. Delle due, la coscienza di Krishna è la via migliore perché non richiede nessun ripiego speculativo per purificare i sensi. Sublime e allo stesso tempo semplice, la coscienza di Krishna, via di devozione e d’amore, è purificatrice in se stessa”.

Prabhupada: Il metodo filosofico: Puoi mostrare la tua qualifica accademica con giochi di parole, ma non ti porterà alla comprensione. Abbiamo visto molti filosofi speculatori che semplicemente parlano durante gli incontri; ma è tutto. E se analizziamo il loro carattere personale, scopriamo che è anche inferiore, al di sotto, di un uomo comune. Non aiuterà in quest’era. Puoi ottenere un certo credito in una riunione, "Oh, è un buon oratore", ma è tutto. Che cosa implica diventare un buon oratore? Ti aiuterà nella realizzazione spirituale? Ma se canti o ascolti Hare Krishna per un minuto, ciò ti darà un risultato immediato. È sorprendente: metodo diretto, effetto immediato. Vai avanti.

Capitolo 3
Verso 4

na karmanam anarambhan
naiskarmyam puruso 'snute
na ca sannyasanad eva
siddhim samadhigacchati

“Non è semplicemente astenendosi dall'agire che ci si può liberare dalle conseguenze dell'azione; la rinuncia soltanto non è sufficiente per raggiungere la perfezione”.
Spiegazione: “Una volta raggiunta la purificazione mediante il compimento dei doveri prescritti, che hanno lo scopo di lavare il cuore materialista da ogni impurità, si può accedere all’ordine di rinuncia. Colui che non si è gradualmente purificato non può raggiungere la perfezione dell’esistenza entrando bruscamente nella quarta fase della vita umana, il sannyasa”.

Prabhupada: La rinuncia è il quarto ordine di vita secondo la civiltà vedica. Proprio come noi, che siamo sannyasi ed eravamo anche capifamiglia. Ho i miei figli, e una moglie che vive ancora. Tuttavia, sono stato in grado di arrivare a questo stadio di rinuncia, dimenticando la relazione con moglie, figli, famiglia e casa, perché mi sono preparato gradualmente. Sono stato addestrato prima come brahmacari e poi come grihastha per la misericordia del nostro maestro spirituale, perciò mi sono distaccato. Ma se prendiamo l'ordine di sannyasa all'improvviso, allora ... Abbiamo visto molti accettare inaspettatamente o senza capire il processo della realizzazione spirituale, e hanno fallito—tornano di nuovo al modo di vita materialistico in una forma diversa. Ad esempio, iniziano con un’attività umanitaria, assistendo i ricoverati o aprendo un'istituzione educativa, il che è molto bello, ma queste cose sono fatte dal governo e da altre persone filantropiche, non è il dovere di un sannyasi.

Il compito principale di un sannyasi, nell’ordine di rinuncia, è diffondere la coscienza di Krishna, o coscienza di Dio. Questa è la sua vera occupazione. Ma se non ha assaporato ciò che è la coscienza di Krishna e semplicemente accetta sannyasa, poi agirà in modo insensato. Ovviamente non voglio fare nomi. Uno dei nostri studenti è andato da un famoso svami qui a New York e ha scoperto che stava fumando. Lo studente ha detto: "Svamiji, noi non fumiamo"; e lui si è vergognato. Perciò, a che serve questo tipo di sannyasa? Sannyasa significa rinunciare a tutte le attività materiali contaminate per amore del Signore Supremo. Questo è il sannyasa. Il termine è composto da ‘sat’, che significa il Supremo, e da ‘nyasa’, che significa rinuncia. Dimostra che chi ha rinunciato a tutto per servire il Supremo, è il vero sannyasa. Può accettare la veste (da sannyasi) oppure no, non importa. Chiunque abbia sacrificato la propria vita per servire il Signore Supremo, è un sannyasi. Ciò sarà spiegato nel quinto capitolo. Vai avanti.

Devoto: (Spiegazione) "Secondo i filosofi empirici, sarebbe sufficiente prendere l’abito da sannyasi, cioè abbandonare ogni azione interessata, per diventare uguali a Narayana. Ma Krishna smentisce questa teoria. Il sannyasi che non ha purificato il proprio cuore non può essere che causa di disturbo per l’ordine sociale. Se invece c’impegniamo nel trascendentale servizio del Signore (il buddhi-yoga), ogni progresso su questa via sarà riconosciuto dal Signore anche se non adempiamo i nostri obblighi materiali. ‘Sv-alpam apy asya dharmasya trayate mahato bhayat’. Compiendo anche un piccolo servizio di devozione si possono superare grandi ostacoli. (B.g. 2.40)”.

Prabhupada: Sì. ‘Sv-alpam apy asya dharmasya trayate mahato bhayat’. Su-alpam significa: un piccolo; api: sebbene; asya: di questa coscienza di Krishna; dharmasya: occupazione; trayate: libera; mahatah: da molto grande; bhayat: paura. Sì. Vai avanti.

Capitolo 3
Verso 5

na hi kascit ksanam api
jatu tisthaty akarma-krit
karyate hy avasah karma
sarvah prakriti-jair gunaih

“Tutti gli uomini sono inevitabilmente costretti ad agire sotto le influenze della natura materiale; perciò nessuno può astenersi dall'agire, nemmeno per un istante”.

Prabhupada: Sì. Abbiamo visto un’insegna in una società di yoga a Los Angeles che diceva: "Diventa silenzioso e diventerai Dio". (ride) E qui Krishna dice che non puoi tacere neppure per un istante. Vedete? Succede questo. Vai avanti.

Devoto (Spiegazione): “L’anima, per natura, è sempre attiva, e non solo quando si trova in un corpo. In assenza dell’anima spirituale, il corpo materiale non può muoversi. Il corpo è solo un veicolo inerte che trae dall’anima l’energia vitale. L’anima è sempre attiva e non può smettere di agire neppure per un istante. È meglio dunque che agisca in coscienza di Krishna, perché, anche se la rifiutasse, dovrebbe pur sempre agire, ma questa volta sotto il dominio dell’energia illusoria. A contatto con l’energia materiale, l’anima spirituale subisce le tre influenze della natura materiale e per purificarsi dall’attaccamento alla materia deve compiere i doveri che gli shastra (le Scritture rivelate) prescrivono per gli esseri condizionati. Ma se l’anima è direttamente impegnata nella coscienza di Krishna, che è la sua funzione naturale, tutto ciò che compie le è di grande beneficio”.

Prabhupada: In pratica questo è il vero silenzio. Se solo t’impegni nelle attività della coscienza di Krishna, le tue attività in Maya diventano automaticamente silenziose. Come lo stesso esempio del bicchiere d’acqua: se vuoi riempire il bicchiere di latte, l'acqua se ne andrà automaticamente—devi buttarla via. Non puoi mettere l'acqua e il latte allo stesso tempo nel bicchiere. Similmente, se diventi attivo in coscienza di Krishna, diventi automaticamente silenzioso nelle attività materiali, senza sforzi separati. È sorprendente. E se provi artificialmente a fermare le attività materiali, o a farle tacere, non sarà possibile. Puoi meditare per quindici o millecinquecento minuti, o quindicimila anni, ma non sarà possibile. La mente è molto forte. Le attività della mente sono accettare e rifiutare. Accetti qualcosa, rifiuti qualcosa. La cosa migliore è accettare ciò che è cosciente di Krishna sotto la direzione della successione disciplica. Questo dovrebbe essere lo scopo della tua vita, e allora avrai successo. Dobbiamo dunque accettare qualcosa—la coscienza di Krishna. Il semplice rifiuto, o negazione, non aiuterà, ma deve avere un impegno positivo. Continua.

Devoto (Spiegazione): “Lo Srimad-Bhagavatam lo conferma (1.5.17): ‘Chi adotta la coscienza di Krishna non perde niente e non deve temere nulla, anche se non compie i doveri prescritti negli shastra o se non esegue perfettamente il servizio di devozione, o anche se gli accade di trascurare i princìpi della coscienza di Krishna. A che serve invece seguire tutti i riti purificatori raccomandati dagli shastra se non si è coscienti di Krishna?’ Occorre dunque purificarsi per diventare coscienti di Krishna. Perciò il sannyasa, come ogni altro metodo di purificazione, deve aiutare l’uomo a raggiungere il vero scopo dell’esistenza, cioè a diventare cosciente di Krishna; altrimenti la vita è un fallimento”.

Domanda: Significa che se uno smette di compiere il suo dovere prescritto per impegnarsi nella cosiddetta meditazione, in realtà sta commettendo un’attività peccaminosa? È davvero un’attività colpevole tentare una simile meditazione?

Prabhupada: Questo si vede dal risultato. Troverai tante persone che meditano; ma osserva la loro vita—‘phalena pariciyate’, dev’essere giudicata in base al risultato. Hai lavorato molto duramente e dovresti essere un uomo ricco, ma se vedo che non hai un bell'appartamento, né una macchina, né opulenza, allora, che tipo di uomo d’affari sei e qual è il tuo merito? Si può capire immediatamente.
Perciò, se con la pratica della meditazione uno sta effettivamente avanzando nella vita spirituale, perché allora è materialmente compromesso? Qual è la differenza tra una persona materialmente coinvolta e spiritualmente avanzata? Prendiamo ad esempio i nostri studenti: Potremmo non essere molto avanzati, ammettiamolo; ma se arriva un gentiluomo, e se è sincero, perlomeno capirà quanto sono puri. Se non altro hanno praticato. Si deve dunque capire dal risultato. Eppure abbiamo visto così tante persone che meditano e che nemmeno possono cambiare le loro assurde abitudini quotidiane. Perciò, che risultato hanno raggiunto? Non ne abbiamo idea? Si deve tener conto del risultato, non semplicemente di un gioco di parole. Come quando c’è un esame.

Lo studente che dichiara di aver studiato tanto ma poi non supera l’esame, ha veramente studiato? Non ha studiato, questo è tutto. La prova dell’avanzamento spirituale è data dal minimizzare le attività materiali. ‘Bhaktih paresanubhavo viraktir anyatra syat’ (SB 11.2.42): “La devozione, l'esperienza diretta del Signore Supremo e il distacco da ogni altra cosa sono i tre fattori che si presentano simultaneamente in chi ha preso rifugio in Dio, la Persona Suprema”. Automaticamente, qualsiasi impegno materiale diventerà detestabile. Questo è il significato di avanzamento spirituale. Se dai da mangiare a un uomo affamato, prontamente sentirà soddisfazione e quando sarà completamente sfamato, dirà: "No, non ne voglio più". Allo stesso modo, il progresso spirituale significa che l'impegno materiale è proporzionalmente detestato. Questa è la prova. Pertanto, se qualcuno progredisce tramite la meditazione, o il bhakti-yoga, o la coscienza di Krishna, deve dimostrare che è proporzionalmente distaccato dall’impegno materiale.

Questa è la prova, non solo per chi medita, ma anche per chi pratica il bhakti-yoga. Mettiti alla prova. Fino a che punto sei avanzato in coscienza di Krishna, fino a che punto sei distaccato dalla coscienza materiale. È tutto. Quanto più sei avanzato in coscienza di Krishna, tanto più non ti piacerà l'impegno materiale. Se sei avanzato il cento percento, allora sei distaccato il cento percento. È così che funziona. Ognuno deve mettersi alla prova. "Quanto sono avanzato" significa "quanto mi sono distaccato dalla contaminazione materiale". È tutto. Il test è nelle tue mani. Se sei sincero, dovresti metterti alla prova; e se vuoi fare spettacolo, allora è un'altra cosa. Ciò è spiegato nel secondo capitolo, ‘sthita-prajna’ (Bg. 2.54). Sono spiegati i sintomi e il comportamento di una persona avanzata nella coscienza spirituale: parla, cammina e si comporta in questo modo. Ci sono molte informazioni. E queste sono le prove. Non riusciremo tutti raggiungere subito il completo successo, ma dovremmo tutti cercare di seguire. Questo è il nostro programma.

Noi non disapproviamo il processo meditativo. Anche la meditazione è un buon metodo, ma solo affermiamo che non è molto fruttuoso in quest’epoca. In quest’era, il canto del mantra Hare Krishna è il metodo più benefico. Non lo abbiamo prodotto noi. È il metodo standard insegnato dagli Shastra: ‘krite yad dhyayato vishnum’ (SB 12.3.52). La meditazione di Vishnu era possibile nel Satya-yuga quando le persone vivevano per centomila anni. Proprio come Valmiki Muni, che meditò per sessantamila anni e ottenne la perfezione. Adesso è molto difficile anche meditare per sessanta minuti alla volta. Vedete? ‘Krite yad dhyayato vishnum’, questo metodo era raccomandato nel Satya-yuga. Il metodo nell’era successiva era ‘tretayam yajato makhaih’, nel Treta-yuga si eseguivano grandi sacrifici, un’attività molto costosa. Nessuno ha tanto denaro. Supponiamo che io prescriva l'esecuzione di un sacrificio: Se ti ordino di procurare cento tonnellate di burro o di ghi, puoi garantirlo? Perciò non è possibile. ‘Krite yad dhyayato vishnuh tretayam yajato makhaih dvapare paricaryayam’ (SB 12.3.52): “Qualsiasi risultato era possibile ottenere nel Satya-yuga con la meditazione su Vishnu, nel Treta-yuga col compimento di sacrifici e nel Dvapara-yuga col servizio ai piedi di loto del Signore, può essere ottenuto in Kali-yuga col semplice canto del maha-mantra Hare Krishna”.

Anche il culto nel tempio non è possibile. In India ci sono ancora alcuni templi in cui ogni giorno si spende migliaia di dollari per l’adorazione. Nel tempio di Jagannatha, ogni giorno ci sono cinquantasei offerte, e ogni volta che andrai là, ti forniranno prasada per mille persone, è tutto pronto in qualsiasi momento. Sebbene sia pubblicizzata in questo modo, in India non c'è cibo. Eppure, se vai al tempio di Jagannatha, in qualsiasi momento, e chiedi al manager di fornire prasada per mille devoti, risponderà, "Sì, tutto pronto". (risate) È stato fatto un accordo che esiste dagli ultimi duemila anni. Il tempio di Jagannatha ha proprietà, c'è produzione e una buona gestione. Sta avvenendo questo. Allo stesso modo, anche nel tempio di Nathadwar si spende molto denaro; e anche a Madras, dove ci sono molti templi, c’è una grande proprietà e ogni giorno raccolgono quattro o cinquemila dollari. Tuttora è eseguito un simile culto nel tempio ma questo metodo non è stato introdotto di recente. Non sarebbe possibile. Perciò il Bhagavatam dichiara ‘krite yad dhyayato vishnuh tretayam yajato makhaih, dvapare paricaryayam kalau’: in quest’era (kalau) lo stesso risultato può essere ottenuto col semplice canto del maha-mantra Hare Krishna, ‘tad dhari-kirtanat’. Semplicemente cantando, si ottiene il risultato del sacrificio, della meditazione e dell'adorazione nel tempio.

Certamente qui stiamo tentando di adorare Sri Jagannatha con i nostri piccoli sforzi; ma nel vero tempio di Sri Jagannatha, a Puri, vedrete offrire molte preparazioni cinquantasei volte al giorno. Quando Sri Caitanya fu invitato da Sarvabhauma Bhattacarya, che Gli offrì così tanto riso e verdure e tante altre preparazioni, Egli pensò che fosse stato offerto tutto a Jagannatha, e perciò disse: "Dammi un po’ di prasada, mangerò solo quello". E Sarvabhauma replicò: "No, mangerai tutto". "Oh, com'è possibile?" Saurvabhauma disse: "Signore, non parlare così. So che nel tempio Tu mangi cinquantasei volte tanto, e questo è solo un boccone di cibo per te". Vedete? (risate) In realtà, se offrite krishna-prasada riempiendo l'intera sala per cinquantasei volte... significa che avete solo ventiquattro ore. Quante volte in un'ora? Senza dormire o fare altro. Krishna accetterà, ed io lo desidero. Voi americani avete tanto denaro e lo impegnate in vari modi, ma non rovinatevi la vita in questo o in quel modo. Potete farlo, avete mezzi sufficienti per fare offerte a Krishna cinquantasei volte al giorno. Capite? Basta vedere il risultato. Questo è l'utilizzo, questo è il karma-yoga. Ognuno ha la capacità di guadagnare e spendere per Krishna come per qualsiasi altra cosa. Questo è il karma-yoga. Non è indolenza: "Andrò a sedermi, mangerò a spese di altri e canterò Hare Krishna”. No. È karma-yoga.

‘Pranair arthair dhiya vacah’ (SB 10.22.35): Si dovrebbe usare ogni cosa, la vita, la ricchezza, le parole e l’intelligenza per Krishna. Questa è la coscienza di Krishna. Se si ha abbastanza denaro, spendiamolo per Krishna, non conserviamolo. Più si spende per Krishna, più si ottiene beneficio. Questo è il metodo che verrà insegnato nella sezione del karma-yoga. E se non si è spiritualmente progrediti, come si può sacrificare a Krishna il proprio denaro guadagnato duramente? Tutti pensano: "Oh, ho guadagnato questo denaro lavorando duramente, perché dovrei spenderlo per Krishna? Lascia che lo conservi, lo userò per la mia gratificazione dei sensi". Questo tipo di avanzamento non ha valore. Capite? Bisogna imparare come sacrificare tutto per Krishna. Come Arjuna, che ha sacrificato tutta la famiglia per Krishna. All'inizio ha esitato, "Come posso uccidere i miei parenti in questa lotta?" E quando divenne cosciente di Krishna, "Non importa, li ucciderò tutti". Questo è chiamato sacrificio ed è cosciente di Krishna. Ha sacrificato tutti i sentimenti, tutte le relazioni, tutto per Krishna. Questo è il vero sannyasa. Sebbene fosse un guerriero, un combattente e un capofamiglia con molte mogli (più di una dozzina), tuttavia era sannyasa perché ha sacrificato tutto per Krishna. Questo è ciò che è richiesto. Questo è cosciente di Krishna. Pertanto chiunque può verificare in che misura è progredito, semplicemente chiedendosi: "Fino a che punto sono pronto a sacrificare tutto per Krishna?" Non ha bisogno di ricevere un certificato da altri. Può mettersi alla prova: "Fino a che punto sono pronto?" Allora tutto andrà bene. Questo è lo standard. Cantate Hare Krishna. (I devoti offrono gli omaggi).




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