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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 29
 Parabrahman e Paramatma
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Francis
Utente Master


Lazio


240 Messaggi

Inserito il - 21/12/2021 : 18:33:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gokula, i miei omaggi a te ed ai gentili lettori..
Sempre al fine di districarmi fra i concetti filosofici non sempre facili da capire (parlo per me), volevo chiederti: qual è la differenza fra Paratma e Parabrahman? Il primo è l'aspetto personale ed il secondo quello impersonale di Dio? Se ho capito bene, la risposta finisce con un sì.. Se invece così non fosse puoi spiegarmi?
Grazie.
(domanda nata durante la lettura Mantra 7 della Sri Isopanishad)

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2232 Messaggi

Inserito il - 13/01/2022 : 19:59:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna caro Francis,

grazie per la domanda e scusa il ritardo nella risposta, per qualche ragione il tuo post mi era sfuggito...

Comunque credo che qui la difficolta', sia solo quella di comprendere il significato del termine "Parabrahman" e degli stadi di realizzazione della Verita' Assoluta.

Dunque, partiamo dal concetto basilare di Brahman, Paramatma e Bhagavan, descritto da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada, per esempio nel suo commento al verso 2.2 della Bhagavad Gita cosi' com'e':

1) Brahman, lo Spirito impersonale e onnipresente;
2) Paramatma, l’aspetto di Dio localizzato nel cuore di ogni essere;
3) Bhagavan, la Persona Suprema, Sri Krishna.

Ora, per rispondere alla tua domanda, Parabrahman ha lo stesso significato di Bhagavan, la persona di Dio (il 3° stadio), mentre Paramatma (il 2° stadio), corrisponde all'aspetto del Signore localizzato nel cuore di ogni essere vivente.

La differenza tra questi due aspetti del Signore e' spiegata nello stesso commento (B.G. 2.2), citato qui sotto.
In caso ti servano ulteriori approfondimenti, siamo sempre a tua disposizione.

Grazie ancora dei tuoi interventi e delle intelligenti domande, con l'occasione ti auguro un Felice 2022 e ti saluto fraternamente, alla prossima Francis, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)

(P.s. ho corretto la parola Paratma in Paramatma nel titolo, per evitare confusione nei lettori)


DALLA BHAGAVAD GITA COSI' COM'E'
CAPITOLO 2 - VERSO 2


sri-bhagavan uvaca
kutas tva kasmalam idam
visame samupasthitam
anarya-justam asvargyam
akirti-karam arjuna


TRADUZIONE

"La Persona Suprema (Bhagavan) disse:
Mio caro Arjuna, come hai potuto lasciarti prendere da una tale debolezza? Non è affatto degna di un uomo che conosce i veri valori della vita. In questo modo non si raggiungono i pianeti superiori ma si guadagna l'infamia".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Krishna è Dio, la Persona Suprema, perciò nel corso della Bhagavad-gita sarà chiamato con il nome di Bhagavan, che designa l’aspetto supremo della Verità Assoluta.
Si distinguono tre stadi nella realizzazione della Verità Assoluta: Brahman, lo Spirito impersonale e onnipresente; Paramatma, l’aspetto di Dio localizzato nel cuore di ogni essere; e Bhagavan, la Persona Suprema, Sri Krishna. Lo Srimad Bhagavatam rivela questi tre aspetti della Verità Assoluta:

vadanti tat tattva-vidas
tattvam yaj jnanam advayam
brahmeti paramatmeti
bhagavan iti sabdyate

“La realizzazione della Verità Assoluta comporta tre stadi, che sono conoscibili da colui che l’ha attuata fino in fondo. Questi tre aspetti—Brahman, Paramatma e Bhagavan— formano un Essere Unico.” (S.B. 1.2.11)
Per illustrare questi tre aspetti della realizzazione della Verità Assoluta prendiamo l’esempio del sole, che possiede anch’esso tre aspetti: i raggi, la superficie e l’astro in sè. Il neofita studia solo i raggi, lo studente più istruito esamina la superficie, mentre il più avanzato riesce a entrare nell’astro stesso. Lo studente comune che si accontenta di studiare la luce del sole come presenza diffusa, cioè l’irradiamento impersonale del sole, può essere paragonato a colui che riesce a realizzare solo l’aspetto Brahman della Verità Assoluta.

Lo studente più avanzato, invece, giunge a osservare il disco solare, che corrisponde all’aspetto Paramatma della Verità Assoluta, mentre lo studente capace di entrare nel cuore dell’astro corrisponde a colui che ha realizzato l’aspetto personale della Verità Assoluta. Sebbene coloro che cercano la Verità abbiano tutti il medesimo oggetto di studio, i bhakta sono gli spiritualisti più avanzati perché conoscono Bhagavan, cioè l’aspetto supremo della Verità Assoluta. I raggi, il disco solare e la vita sull’astro sono intimamente connessi tra loro, ma costituiscono tre campi di studio differenziati secondo i tre livelli di comprensione.
Parasara Muni, padre di Vyasadeva, che ha grande autorità in materia, spiega così il significato del termine sanscrito bhagavan: colui che possiede senza limiti la bellezza, la ricchezza, la fama, la potenza, la saggezza e la rinuncia.

Migliaia sono le persone ricche o potenti, belle o celebri, erudite o capaci di rinuncia, ma nessuna può dimostrare di possedere integralmente tutti questi attributi. Solo Krishna può, perché Krishna è Dio la Suprema Persona. Nessun essere vivente, neanche Brahma, Siva o Narayana, possiede questi attributi in modo così completo come Krishna. Brahma stesso ne è consapevole quando conclude nella Brahma-samhita che Sri Krishna è Dio, la Persona Suprema. Nessuno Gli è uguale o superiore. Egli è Bhagavan, il Signore originale, chiamato anche Govinda, ed è la causa suprema di tutte le cause.

isvarah paramah krishnah
sac-cid-ananda-vigrahah
anadir adir govindah
sarva-karana-karanam

“Ci sono molte persone che possiedono le qualità di Bhagavan, ma Krishna è il Supremo e nessuno può superarLo. Egli è Govinda, il Signore originale, la causa di tutte le cause, e il Suo corpo è eterno, pieno di conoscenza e di felicità.” (Brahma-samhita 5.1)
Lo Srimad Bhagavatam, che elenca un grande numero di avatara e di emanazioni plenarie del Signore, dichiara che Krishna è la Persona Suprema e originale, da cui emanano tutti gli avatara e tutte le manifestazioni divine:

ete camsa-kalah pumsah
krishnas tu bhagava svayam
indrari-vyakulam lokam
mridayanti yuge yuge

“Ogni manifestazione divina è un’emanazione plenaria di Dio oppure un’emanazione parziale di questa emanazione plenaria, ma Krishna è Dio, la Persona Suprema.” (S.B. 1.3.28) Krishna è dunque la Persona Suprema e originale, la Verità Assoluta, fonte dell’Anima Suprema e del Brahman impersonale.

In presenza di Dio i lamenti di Arjuna per la famiglia sono del tutto fuori luogo, e Krishna gli esprime la Sua sorpresa col termine kutah (da dove). Chi si sarebbe aspettato che un arya mostrasse sentimenti così indegni? Arya è colui che conosce il valore della vita e pone la realizzazione spirituale alla base dell’esistenza. Tutti gli altri hanno una concezione materialistica dell’esistenza e ignorano che il fine della vita è la realizzazione della Verità Assoluta — Visnu, Bhagavan. Affascinati dal mondo materiale, non sanno neppure che cosa significhi liberarsi. Le persone che non sanno che cosa significhi liberarsi dai legami della materia sono chiamati anarya. Essendo uno ksatriya, e rifiutandosi di combattere, Arjuna manca al suo dovere, e questo atto di codardia è indegno di un’arya. Allontanarsi dal proprio dovere non aiuta a progredire spiritualmente e non permette neppure di diventare famosi in questo mondo. Krishna non approva affatto la cosiddetta compassione di Arjuna per i suoi parenti".

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2232 Messaggi

Inserito il - 13/01/2022 : 20:06:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Dalla SRI ISOPANISAD

La conoscenza che avvicina alla Persona Suprema



SCARICA PDF (CLICCA QUI)



di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

fondatore e maestro spirituale dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (I.S.K.CON.)


MANTRA 7

yasmin sarvani bhutany
atmaivabhud vijanatah
tatra ko mohah kah soka
ekatvam anupasyatah


TRADUZIONE

"Colui che in ogni essere vede la scintilla spirituale, identica per qualita’ al Signore, conosce la vera natura delle cose. Che cosa potrebbe essere per lui causa d’illusione o di ansia ?"


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Nessuno, eccetto il madhyama-adhikari e l’uttama-adhikari di cui si e’ parlato nel Mantra precedente, puo’ conoscere con esattezza la posizione spirituale dell’essere vivente.
Come le scintille di un fuoco sono per qualita’ identiche al fuoco, cosi’ gli esseri viventi sono per qualita’ identici al Signore. Eppure il fuoco e le scintille non sono uguali in quantita’ perche’ non producono la stessa quantita’ di calore e di luce. Tutte le energie emanano da una sorgente e non differiscono da essa dal punto di vista qualitativo. Il maha-bhagavata, colui che si e’ interamente votato a Dio, puo’ vedere l’elemento unificante in tutte le cose in quanto esse sono manifestazioni dell’energia del Signore. Tornando alla similitudine, sebbene il calore e la luce siano distinti dal fuoco, se li separiamo da esso non si puo’ piu’ parlare di fuoco. In sintesi, quindi, calore, luce e fuoco sono la medesima cosa.

Le parole ekatvam anupasyatah, usate in questo Mantra, significano “realizzare l’elemento unificante di tutti gli esseri a partire dall’insegnamento delle Scritture”. Le scintille individuali del Tutto Supremo (il Signore) possiedono quasi l’ottanta per cento delle Sue qualita’, ma non sono uguali al Signore per quantita’. Queste qualita’ sono presenti in quantita’ minima perche’ l’essere vivente e’ un frammento infinitesimale del Tutto Supremo. Per usare un’altra analogia, la quantita’ di sale presente in una goccia d’acqua non e’ paragonabile alla quantita’ di sale presente nell’oceano intero, ma il sale presente nella goccia e qualitativamente uguale per composizione chimica al sale presente nell’oceano. Se l’essere individuale fosse uguale al Signore Supremo sia qualitativamente sia quantitativamente, non sussisterebbe il problema di essere subordinato all’influenza dell’energia materiale.

Nei versi precedenti e’ gia’ stato spiegato che non esiste essere vivente – neppure i potenti esseri celesti – che possa superare il Signore Supremo in alcun modo. Percio’ il termine ekatvam non significa che un essere vivente e’ uguale al Signore Supremo sotto ogni aspetto. Esso indica invece, in senso piu’ generale, che esiste un interesse unico, proprio come in una famiglia l’interesse di tutti i componenti e’ uno, o in una nazione l’interesse nazionale e’ uno sebbene siano molti e differenti gli individui che la compongono. Poiche’ gli esseri viventi sono tutti membri della medesima suprema famiglia, il loro interesse e quello dell’Essere Supremo coincidono. Ogni essere vivente e’ il figlio del Supremo Essere. E’ affermato nella Bhagavad-gita (7.5): tutte le creature viventi dell’universo – inclusi uccelli, rettili, formiche, esseri acquatici, alberi, ecc. – sono emanazioni della potenza marginale del Signore Supremo. Per questa ragione tutti appartengono alla famiglia dell’Essere Supremo; non vi e’ conflitto d’interesse.

Gli esseri spirituali sono destinati al piacere, come e’ affermato nel Vedanta-sutra (1.1.12): ananda-mayo ‘bhyasat. Per natura e per costituzione ogni essere vivente, inclusi l’Essere Supremo e ognuno dei Suoi frammenti, e’ destinato alla felicita’ eterna. Gli esseri viventi, ingabbiati nell’involucro materiale, sono costantemente in cerca di piacere, ma lo stanno cercando a un livello sbagliato. Al di la’ del piano della materia, esiste il piano spirituale, dove l’Essere Supremo Si diverte con i Suoi eterni compagni. La’ non vi e’ traccia di qualita’ materiali, percio’ quel piano e’ definito nirguna. Sul piano del nirguna non esiste conflitto per gli oggetti del piacere.

Nel mondo materiale il conflitto tra differenti esseri individuali viventi e’ sempre presente perche’ qui il vero centro del piacere e’ andato perduto. Il vero centro del piacere e’ il Signore Supremo, che e’ il centro della sublime, spirituale danza rasa. Noi siamo tutti destinati a unirci a Lui e a godere dell’esistenza, basata su interessi trascendentali e libera da ogni conflitto. Questo e’ il livello piu’ alto d’interesse spirituale, e appena si realizza questa perfetta forma di unicita’, non potranno piu’ esistere problemi di illusione (moha) o di lamento (soka). La civilta’ atea ha origine dall’illusione, e il risultato che ne deriva e’ il lammento. Una civilta’ atea, come quella sponzorizzata dai politici di oggi, e’ sempre piena di ansia perche’ puo’ andare in pezzi in qualsiasi momento. Questa e’ la legge della natura.

E’ affermato nella Bhagavad-gita (7.14) che solo coloro che si arrendono ai piedi di loto del Signore Supremo possono superare le severe leggi della natura. Percio’ se desideriamo davvero superare ogni genere d’illusione o di ansia, e creare un’unita’ tra tutti i diversi interessi, dobbiamo portare Dio all’interno delle nostre attivita’. I risultati delle nostre attivita’ devono essere usati per servire l’interesse del Signore e non per altri fini. Soltanto se serviamo l’interesse del Signore possiamo perseguire l’interesse dell’atma-bhuta di cui si parla qui. L’interesse dell’atma-bhuta citato in questo Mantra e l’interesse del brahma-bhuta citato nella Bhagavad-gita (18.54) si equivalgono. L’atma o l’anima suprema e’ il Signore stesso, e l’atma infinitesimale e’ l’essere vivente.

L’atma suprema, ossia il Paramatma, mantiene da sola tutti i minuti esseri individuali perche’ il Signore vuole trarre piacere dal loro affetto. Il padre si espande nei figli e li mantiene per derivarne un piacere. Se i figli obbediscono alla volonta’ del padre i rapporti familiari saranno armonici e tesi a un unico interesse, in un’atmosfera piacevole. La stessa situazione e’ organizzata in modo trascendentale nella famiglia assoluta del Parabrahman, il Supremo Spirito.

Anche il Parabrahman e’ una persona come lo sono gli esseri individuali. Ne’ il Signore ne’ gli esseri viventi sono impersonali. Tali personalita’ trascendentali sono colme di felicita’ sublime, di conoscenza e di eternita’. Questa e’ la vera posizione dell’esistenza spirituale, e appena si diventa pienamente consapevoli di questa posizione trascendentale ci si arrende ai piedi di loto dell’Essere supremo, Sri Krishna. Tuttavia un tale mahatma, un’anima cosi’ grande, si trova molto raramente perche’ queste realizzazioni spirituali si raggiungono solo dopo moltissime nascite. Una volta raggiunte pero’, non vi saranno piu’ ne’ l’illusione ne’ il lamento ne’ le miserie dell’esistenza materiale o quelle della nascita e della morte, che sperimentiamo nella nostra vita presente. Queste sono le informazioni che questo Mantra della Sri Isopanisad ci offre".




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