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massigianna
Utente Medio


Molise


10 Messaggi

Inserito il - 21/03/2021 : 19:53:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna
Avrei una domanda da porvi: so che l'unverso materiale è stato creato per permettere alle anime di incarnarsi in corpi che gli permettessero di soddisfarre i propri sensi e desideri materiali. Ma immagino che ,all'inizio dei tempi tutte le anime vivessero vicino a Krishna e che l'esigenza di creare questa sorta di "prigione",che è l'universo materiale, sia sorta perche sempre piu anime si siano volute allontanare da Lui. Quello che non mi spiego è: come è possibile per un'anima che viva nella beatitudine scegliere di voler qualcosa che nemmeno conosce?Forse ho detto sciocchezze...non so

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2167 Messaggi

Inserito il - 22/03/2021 : 04:52:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Massimo, Hare Krishna,

ben ritrovato sul forum di RKC !
E' un po' che non ci sentiamo

Grazie per la domanda, i presupposti da cui partire pero', sono un po' diversi, da quelli che scrivi.
Per prima cosa, le anime individuali che desiderano fare questa esperienza nel mondo materiale sono davvero poche, rispetto a quelle che non ci pensano proprio, e che vivono eternamente felici in compagnia di Krishna, nel mondo spirituale. Proprio come, per esempio, la popolazione totale delle prigioni, nel mondo, e' solo una piccola frazione, di quella dell'intero pianeta.

Neanche si puo' dire esattamente che "sempre piu' anime si siano volute allontanare da Lui", poiche' il tempo non esiste nel mondo spirituale: quando usiamo riferimenti temporali, in questo contesto, e' solo per poter capire l'argomento, noi che siamo dipendenti dal fattore tempo, ma nel regno di Dio, il tempo non svolge alcun controllo sulle attivita' del Signore o dei Suoi devoti e compagni.

Il fatto e' che il jiva, l'essere individuale, possiede quasi tutte le qualita' del Signore, tra cui l'indipendenza, ma in quantita' infinitesimale, e se fa un cattivo uso di tale indipendenza, seppur minuscola, puo' ad un certo punto desiderare di imitare Krishna, di voler godere come fa Lui, di essere egli stesso, Dio, la persona suprema... O almeno, una persona molto potente eheheh !

Quando tale desiderio si manifesta, l'anima individuale viene inviata in questo mondo materiale, dove puo' soddisfare le sue aspirazioni, o meglio cercare, di soddisfarle, purtroppo senza successo, dato che diventa soggetta al ciclo di nascite e morti ripetute.

Questo e' il primo motivo principale per cui il mondo materiale viene creato: permettere il (vano) tentativo di voler essere Dio, di imitarLo in qualche modo.

Ora, dopo innumerevoli vite passate alla vana ricerca della felicita' in questo mondo, tentando inutilmente di diventare Dio in vari modi, si suppone (e si spera) che l'anima cominci prima o poi a chiedersi, se non sia meglio abbandonare tale faticoso ed infruttuoso tentativo, e tornare invece, in compagnia di Krishna, nel mondo spirituale (un po' come nella "parabola del figliol prodigo").

E questo e' il secondo motivo, della creazione materiale, cioe' dare l'opportunita' a chiunque lo desideri, di riprendere la propria posizione originale accanto a Krishna, Dio, la persona suprema, nel Suo regno spirituale.

Un tale risultato puo' essere ottenuto, ai nostri giorni, seguendo un metodo autentico ed efficace di realizzazione spirituale come il bhakti yoga: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga (citiamo il link ad una guida pratica, a beneficio dei lettori del forum).

Per quanto riguarda la ragione, per cui un'anima individuale sceglie a volte di scendere nel mondo materiale (si, lo conosce eccome, ne e' ben informata, mentre vive nel mondo spirituale, ma vuole ugualmente fare l'esperienza di venire a vivere quaggiu', a suo rischio e pericolo, abusando del proprio libero arbitrio), leggiamo quello che ci dice Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada in proposito:


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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2167 Messaggi

Inserito il - 22/03/2021 : 05:39:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SRIMAD BHAGAVATAM
CANTO 3 - CAPITOLO 26

VERSI 23-24

mahat-tattvad vikurvanad
bhagavad-virya-sambhavat
kriya-saktir ahankaras
tri-vidhah samapadyata

vaikarikas taijasas ca
tamasas ca yato bhavah
manasas cendriyanam ca
bhutanam mahatam api


TRADUZIONE

"L’ego materiale ha origine dal mahat-tattva, che a sua volta proviene dall’energia del Signore. Il falso ego è dotato fondamentalmente di tre poteri d’azione, secondo la virtù, la passione e l’ignoranza; e a partire da queste tre forme di ego materiale la mente, i sensi di percezione, gli organi d’azione e gli elementi grossolani si manifestano".


SPIEGAZIONE

"La prima impurità che contamina all’inizio la coscienza limpida dell’essere nel suo stato puro, o coscienza di Krishna, è il falso ego, ossia l’identificazione con il corpo.

L’essere individuale allo stato naturale vive nella coscienza di Krishna, ma poiché appartiene all’energia marginale, possiede una certa indipendenza, e questo gli permette di dimenticare Krishna.

In origine, egli vive nella pura coscienza di Krishna, ma se fa un cattivo uso della sua indipendenza marginale, rischia di dimenticare Krishna.
[...]
Queste cadute sono provocate dal falso ego. Il falso ego appare dunque nello stato di pura coscienza a causa di un cattivo uso dell’indipendenza.

Non possiamo speculare su ciò che ha provocato l’apparizione del falso ego a partire dalla coscienza pura; in realtà c’è sempre il rischio che questo accada, perciò dobbiamo sempre essere molto prudenti.

Il falso ego è all’origine di tutte le attività materiali che si compiono secondo le tre influenze della natura materiale. Appena ci si allontana dalla pura coscienza di Krishna ci si trova sempre più coinvolti nelle reti della materia

La rete del materialismo è rappresentata dalla mente materiale, dalla quale provengono i sensi e gli organi materiali".

-----------------------

Come vediamo e' una questione di scelta individuale. L'anima SCEGLIE, deliberatamente, di scendere nel mondo materiale, perche' semplicemente desidera farlo, desidera imitare Krishna e godere come fa Lui, pur essendo informata e vedendo bene come nessuno in realta', sia felice, quaggiu'.

Ma l'essere individuale VUOLE farlo ugualmente, ci vuole provare a qualunque costo, e viene qui a proprio rischio e pericolo, nonostante gli avvisi di Krishna e dei Suoi compagni.

Srila Prabhupada fa spesso l'esempio di un bambino che voglia toccare il fuoco a tutti i costi, nonostante le opposizioni dei suoi genitori. Il bambino piange, urla, insiste, ancora ed ancora, e alla prima occasione ci provera'. Perche' ?

Perche' VUOLE farlo, non c'e' niente da fare, non puo' essere scoraggiato o convinto da alcun discorso. Egli vuole fare l'esperienza di toccare il fuoco, pur sapendo bene che si bruciera': i suoi genitori l'hanno avvisato, magari ha visto qualcuno bruciarsi e soffrire... Ma questo non gli impedisce di voler ugualmente provare, ed egli lo fara' appena possibile.

Il bambino sta usando il proprio libero arbitrio, per compiere un'azione chiaramente pericolosa, dannosa, che gli porta soltanto sofferenza. Si spera pero', che dopo aver toccato il fuoco ed essersi bruciato, magari 2 o 3 volte, capisca che dal fuoco, bisogna prendere le distanze e che finalmente, non voglia piu' avvicinarvisi !

Similmente, l'anima condizionata, dopo 2 o 3 (Milioni ? Miliardi ?) di vite, si spera abbia capito che vivere nel mondo materiale, procura soltanto sofferenza ed e' una perdita di tempo inutile, rispetto alla vita spirituale, e che cerchi quindi di tornare nella propria eterna posizione originale, in compagnia del Signore.

Allora lo scopo della vita sara' raggiunto.

Alla prossima e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)


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massigianna
Utente Medio


Molise


10 Messaggi

Inserito il - 22/03/2021 : 10:13:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie mille per la celere ed esaustiva risposta. È tutto molto chiaro. L'unica riflessione che mi viene da fare però è questa:la maggior parte delle persone mi sembra molto felice di questa vita e ne sarebbe ancor di più se avesse la certezza di viverne milioni, nonostante le inevitabili sofferenze di malatti e vecchiaia(la morte già ne darebbe meno a questo punto). Non avendo alcun ricordo diel mondo spirituale dovrebbe fidarsi di antichi libri e di parole di maestri spirituali, se per altro ha la fortuna di incontrarli. Ben diverso è il caso di un carcere in cui, avendo memoria della vita al di fuori, tu espii la pena
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massigianna
Utente Medio


Molise


10 Messaggi

Inserito il - 22/03/2021 : 10:17:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sapendo che poi al di fuori ti aspetta un mondo migliore...quindi magari ti impegni nel carcere a seguire tutte le regole per tornarci il prima possibile.
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2167 Messaggi

Inserito il - 23/03/2021 : 05:00:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna Massimo,

si, capisco i tuoi argomenti, forse ci si puo' CREDERE molto felici, in questo mondo materiale, ma tale mentalita' sarebbe simile a quella di un maiale, che si crede felice mangiando escrementi, o rotolandosi in una sudicia fogna.

Un essere umano che abbia un livello sufficiente di intelligenza, puo' capire che la felicita' del maiale e' soltanto un'illusione, una sorta di pazzia, che gli fa scambiare la terribile condizione in cui e' costretto a vivere, per felicita'.

Questa condizione e' causata da Maya, l'energia illusoria del Signore, la quale "benedice" le anime condizionate con un velo illusorio di ignoranza (avaranatmika), che impedisce loro di realizzare appieno la penosa situazione in cui sono costrette a vivere, nei differenti corpi materiali.

Per questa ragione anche il maiale, o qualsiasi altro animale, perfino un verme che viva negli escrementi, e' contento e appare felice, della propria condizione di vita: e non vuole assolutamente lasciarla, per quanto abominevole sia !

Ma tale cosiddetta felicita' e' soltanto un'illusione, un trucco creato da Maya per far sopravvivere l'anima eterna, in un corpo temporaneo e pieno di sofferenza: l'essere vivente non se ne accorge, o non del tutto, e percio' si CREDE felice.

Infatti, possiamo sempre far finta che la sofferenza non esista, in questo mondo, possiamo ignorarla, "bloccarla" o "annullarla" con la mente, oppure considerarla "parte della vita"... Possiamo trovare tante differenti espressioni per giustificarla in qualche modo, ma si tratta ancora di un trucco di Maya, questa volta mentale o intellettuale, per farci accettare una condizione anomala, che non ha niente a che fare con il nostro vero se' spirituale.

In ogni caso si tratta di scienza, e' scientificamente dimostrato che il corpo materiale e' soggetto ad una miriade di sofferenze di vario genere, a partire dall'istante del concepimento fino all'ultimo respiro.

A parte la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte, vi sono anche i tre tipi di sofferenze materiali dovute al corpo o alla mente (adhyatmika klesa, e il termine sanscrito "klesa" significa proprio "sofferenza", infatti), agli altri esseri (adhibhautika klesa), e alle forze superiori (adhidaivika klesa).

Questo, tutti noi possiamo vederlo chiaramente applicato nella nostra vita quotidiana, anche senza dover consultare le scritture o i maestri spirituali. Se non lo vediamo o facciamo finta di nulla, se andiamo avanti senza considerare la vera condizione in cui ci troviamo, stiamo soltanto chiudendo gli occhi deliberatamente, ma cio' non ci sara' di aiuto.

Proprio come uno struzzo, che quando vede una tigre davanti a se', invece di scappare, nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere, credendo cosi' di essere scampato al pericolo, un essere umano che non tenga conto della reale situazione in cui vive, pericolosa, temporanea e piena di sofferenze ben tangibili, quotidianamente, e' soltanto uno sciocco, che non sta usando la propria conoscenza ed intelligenza per chiedersi "ma perche' devo subire queste sofferenze, e perche' non posso vivere felice per sempre ?"

Queste domande dovrebbe farsi, una persona con un minimo di intelligenza: una volta che ha ricevuto la forma umana, l'essere vivente ha la facolta' di farsi queste domande e di trovare una risposta, una soluzione, che e' quella di tornare nel mondo spirituale, dove puo' vivere eternamente felice e senza la minima sofferenza.

Se non si chiede queste cose, se continua a sopravvivere soltanto per mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi, per essere alla fine ucciso dal "leone" (la morte), sta subendo la stessa sorte dello struzzo, che si dimostra veramente sciocco: non avra' sfruttato la rara opportunita' di sfuggire per sempre a tutte le sofferenze, che la vita nella forma umana offre.

Il fatto di non essere ben consapevoli, di non vedere, di respingere o di non accettare la sofferenza continua a cui siamo sottoposti, non significa che questa sofferenza non esista. Chi vive ad un livello superiore, spirituale, puo' vederla molto bene e quindi fara' di tutto, per non doverla piu' subire in futuro, cioe' per non dover piu' essere imprigionato in un corpo materiale.

E' una questione di intelligenza.

Per quanto riguarda il ricordo della nostra vita spirituale in compagnia di Krishna, e' sempre presente nel cuore di ogni essere vivente, e il Signore lo controlla pienamente nella Sua forma di Paramatma.

Se e quando l'anima individuale desidera ricordare, riprendere la propria relazione eterna con Dio, Egli fa in modo che ottenga le informazioni necessarie, e si possa impegnare nel processo del bhakti yoga, che lo riconnettera' a Krishna, in modo che possa tornare in Sua compagnia, nel mondo spirituale.

Un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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massigianna
Utente Medio


Molise


10 Messaggi

Inserito il - 23/03/2021 : 09:49:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie mille, questo è un argomento che mi suscita tanti dubbi e domande ma va bene così.
Buona giornata
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