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 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 31
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Sangita Dasi
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Inserito il - 22/12/2020 : 06:15:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 31


sva-dharman api caveksya
na vikampitum arhasi
dharmyad dhi yuddhac chreyo 'nyat
ksatriyasya na vidyate

TRADUZIONE

"Tu conosci i tuoi doveri di ksatriya, perciò dovresti sapere che non c'è migliore impegno per te, che quello di combattere secondo i princìpi della religione; non puoi esitare".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Nel varnasrama-dharma è chiamato ksatriya colui che appartiene al secondo varna (Gruppo sociale), i cui componenti hanno il compito di amministrare lo Stato secondo i veri princìpi e proteggere gli altri esseri da ogni difficoltà. Il nome ksatriya deriva da ksat “aggredire”, e trayate “proteggere”.

Un tempo lo ksatriya era addestrato a combattere nella foresta, dove andava a sfidare una tigre e l’affrontava con la spada. La tigre uccisa veniva poi bruciata con tutti gli onori. Ancora oggi i re ksatriya di Jaipur compiono questi riti, Gli ksatriya devono imparare alla perfezione l’arte di combattere perché la violenza è necessaria talvolta per proteggere i princìpi religiosi.

È fuori questione, dunque, che uno ksatriya possa accettare all’improvviso il sannyasa. È vero che in campo politico egli può usare abilmente la non violenza, ma questa non deve costituire un principio inderogabile. Nei codici religiosi è scritto:

ahavesu mitho 'nyonyam
jighamsanto mahi-ksitah
yuddhamanah param saktya
svargam yanty aparan-mukhah

yajnesu pasavo brahman
hanyante satatam dvijaih
samskritah kila mantrais ca
te 'pi svargam avapnuvan

“Come un brahmana può elevarsi ai pianeti superiori offrendo animali nel fuoco del sacrificio, così un re, uno ksatriya, può elevarsi combattendo un nemico invidioso.” Non si può dunque considerare violenza il fatto di uccidere gli avversari in una battaglia che ha lo scopo di proteggere i princìpi della religione, come non è violenza l’uccisione di animali nel fuoco del sacrificio.

Gli animali offerti in sacrificio ottengono direttamente un corpo umano senza dover trasmigrare da una specie all’altra; (1) mentre i brahmana che presiedono al sacrificio si elevano ai pianeti superiori, come gli ksatriya caduti in battaglia.

I doveri dell’uomo (sva-dharma) sono di due categorie.
Finché si trova condizionato dalla materia, l’uomo che vuole raggiungere la liberazione deve adempiere i doveri materiali che il corpo impone, osservando i principi religiosi. Ma una volta liberato, il suo dovere (sva-dharma) si situa sul piano spirituale, al di là di ogni concetto materiale. Allo stato condizionato, brahmana e ksatriya hanno precisi doveri a cui non possono mancare.

Questi doveri sono stati stabiliti dal Signore stesso secondo la natura e le tendenze di ognuno, come spiegherà il quarto capitolo. Sul piano condizionato, lo sva-dharma prende il nome di varnasrama-dharma e permette all’uomo di elevarsi fino alla conoscenza spirituale. Il varnasrama-dharma, cioè il dovere specifico assegnato a ciascuno secondo le influenze materiali (i guna) che hanno determinato il suo corpo, è alla base della vera civiltà umana.

Compiendo tutti i doveri prescritti dal varnasrama-dharma l’uomo giungerà a un livello superiore di vita".








LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito), il 1° Settembre 1973

Traduzione in Italiano a cura di Sangita devi dasi

sva-dharmam api caveksya
na vikampitum arhasi
dharmyaddhi yuddhac chreyo 'nyat
kshatriyasya na vidyate

“Considerando il tuo dovere di kshatriya dovresti sapere che non esiste per te impegno migliore che combattere secondo i princìpi della religione; non hai quindi ragione di esitare”.

‘Sva’ significa ‘proprio’. ‘Sva-dharmam’: la propria occupazione. Secondo la civiltà vedica ognuno ha il suo sva-dharma, che è stato erroneamente interpretato dai mascalzoni come segue: Sva-dharma significa che chiunque può dichiarare il proprio principio religioso; ‘yato mata tato patha’, qualsiasi cosa pensi che sia un principio religioso, va bene. È ciò che accade.

Ma non è questo il significato. Sva-dharma significa la “propria occupazione”. In realtà indica il dharma al quale non si può rinunciare, ‘dhri-dhatu’, bisogna afferrarlo, aggrapparvisi, per mantenere la propria esistenza.

[Dhri-dhatu è la caratteristica inerente, impossibile da cambiare. Come la caratteristica dello zucchero è la dolcezza e quella del peperoncino è il piccante].

Siamo dunque una combinazione di anima e corpo, due cose diverse – come è già stato spiegato molto bene in vari modi. Così in realtà sva-dharma significa l'occupazione dell'anima. Il fatto è che nelle condizioni materiali non possiamo comprendere “chi sono” – un corpo o un'anima.

Per lo più le persone non sanno di essere l’anima e non il corpo. Il corpo è solo il vestito o il rivestimento esterno, sottile e grossolano. Ma più a lungo si rimane nel concetto corporeo di vita, più si ha un diverso dovere occupazionale secondo la concezione corporea.

La natura è guidata dalle tre influenze materiali, quindi esiste un dovere occupazionale secondo la propria indole. È una divisione scientifica; ma poiché al momento non esiste una tale divisione, gradualmente le persone si degradano alla qualità più bassa dell’ignoranza – ‘sudra’.
Stanno accettando i princìpi sudra.

Ieri mi è stato presentato un documento del governo indiano per aiutare le persone ad avviare industrie su piccola scala e il governo è pronto ad aiutare. Ma il governo non sa che coinvolgere le persone in un’attività industriale del genere significa portarle tutte sulla piattaforma sudra. Ogni governo incoraggia così le persone a diventare sudra.

Ma in realtà, la società umana deve essere divisa in quattro parti, o divisioni: brahmana, kshatriya, vaisya e sudra. Proprio come nel nostro corpo ci sono quattro dipartimenti: la testa, le braccia, lo stomaco e le gambe. Non possiamo dichiarare: “Che ci sia un solo dipartimento per le gambe, e che gli altri – testa, braccia e stomaco – non sono necessari”.

È una buona proposta tagliare ogni parte del corpo per tenere soltanto le gambe? Le gambe sono necessarie, ma se il corpo è mantenuto solo con le gambe allora è un corpo morto. Ciò vale per qualsiasi altra parte, soprattutto per la testa: se è tagliata, allora il corpo è completamente morto. È possibile tagliare le braccia o le gambe, ma tagliare pure lo stomaco, significa un corpo morto.

Sva-dharma quindi significa le divisioni della società: brahmana, kshatriya, vaisya e sudra. Sono tutte necessarie. Anche la divisione sudra è necessaria, ma se fate propaganda semplicemente per rendere tutti sudra, allora chi darà la direzione? Se non c'è la testa, chi guiderà? Così lo kshatriya ha il difficile il compito di controllare.

Kshatriya significa divisione governativa, e il governo ha il dovere fondamentale di controllare che tutti seguano il proprio dovere, come brahmana, kshatriya vaisya o sudra. Questo è il dovere del governo. Proprio come in India, che al giorno d'oggi è diventata un governo secolare; e governo secolare significa imparzialità verso qualsiasi sistema religioso.

Ma il governo non dovrebbe essere così indifferente verso i princìpi religiosi, tanto da lasciare che tutti facciano ciò che vogliono. Il governo non può rimanere neutrale. “Che tu sia indù, musulmano, cristiano o buddista devi seguire il tuo metodo religioso”. Il dovere del governo è verificare se, chiunque si autodefinisce indù, stia effettivamente attenendosi ai principi religiosi indù.

Questo significa essere uno stato secolare. Se ti consideri musulmano o cristiano, è dovere del governo verificare se, qualsiasi cosa fai, in realtà stai seguendo i principi della religione musulmana o cristiana. Questo è il dovere del governo, non di rimanere indifferente, “Fai ciò che vuoi”. No.

Il dovere del re kshatriya, o del governo, è di controllare. Allo stesso modo, se affermi di essere un brahmana, è dovere del governo verificare se stai seguendo rigorosamente i princìpi brahminici, ‘samo damas titiksha arjavam’, se segui scrupolosamente l’autocontrollo, la pulizia, ‘suci’, o la semplicità, ‘arjavam’.

Un’altra definizione di brahmana è ‘suci’, sempre puro. La vita del brahmana dovrebbe essere molto semplice, e non imitare gli kshatriya o i vaisya o i sudra. Questo è il principio brahminico, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente seguito o no.

Pertanto, qui Krishna sta evidenziando che: “In quanto kshatriya devi seguire il tuo principio, il principio kshatriya”. E qual è questo principio? È ‘dharmyaddhi yuddhat’. ‘Dharmyaddhi yuddhac chreyo 'nyat kshatriyasya na vidyate’ (Bg. 2.31): “Non esiste per te impegno migliore che combattere secondo i princìpi della religione; non hai quindi ragione di esitare”.

Lo kshatriya deve essere sempre pronto, e se necessario, anche combattere, affinché le persone mantengano i loro princìpi religiosi. Questo è il dovere dello kshatriya. Se un brahmana inganna gli altri, “sono un brahmana”, ma in realtà agisce come un sudra, immediatamente lo kshatriya dovrebbe additarlo e offrirgli di combattere: “Perché stai ingannando?”

Allo stesso modo, se un kshatriya dichiara “sono kshatriya”, ma agisce come sudra, è il dovere del governo o dello kshatriya di additarlo come imbroglione. L’occupazione dello kshatriya è di essere sempre pronto a combattere. La lotta serve per controllare che tutti si comportino bene; poiché, se non ti comporti bene e io ti denuncio, ti arrabbierai moltissimo.

È detto, ‘upadesho hi murkhanam prakopaya na santaye’. [Se si danno dei buoni consigli a uno sciocco mascalzone, semplicemente questi va in collera e diventa ostile invece di approfittarne].
Perché se uno è realmente un brahmana, deve agire come brahmana. E se qualcuno lo denuncia, “ti consideri brahmana ma non segui i principi brahminici”, sicuramente questi si arrabbierà.

Tuttavia il dovere di un kshatriya, di fronte alla collera, è di punirlo immediatamente. Dovrebbe essere punito. Il dovere kshatriya è ‘dharmyad dhi yuddhac’. Dovrebbe sfidare [chi non segue i princìpi religiosi]; e sfidare significa ‘yuddha’, combattere. Lo kshatriya non può essere non-violento. Non è possibile.

La violenza è richiesta anche per mantenere rigorosamente in ordine il sistema sociale; proprio come il governo ha il dipartimento della polizia e quello militare, che sono necessari per mantenere la società in ordine. Pertanto Krishna qui dichiara: “Il tuo dovere come kshatriya è combattere, dharmyad dhi yuddhat. E poiché questa lotta sul campo di battaglia di Kurukshetra è organizzata e approvata da Me, essa è dharma-yuddha, un combattimento religioso”.

Non è una guerra dichiarata dai politici per tenere il popolo nell'ignoranza; no, è approvata da Krishna. Qualsiasi cosa sia approvata da Krishna, è dharma. Più volte ho spiegato il significato di dharma. ‘Dharmam hi saksad bhagavat-pranitam’ (SB 6.3.19): Ciò che è deliberato da Dio, è dharma. E poiché Dio, Krishna, ha personalmente approvato la battaglia di Kurukshetra, questa è dharma-yuddha, lotta religiosa.

Non si tratta di un normale combattimento tra diplomatici e politici. È dharma-yuddha, perciò Egli dice, dharmyaddhi yuddhac chreyo 'nyat kshatriyasya na vidyate: “Sei kshatriya e combatti nell’interesse dei princìpi religiosi, questo è il tuo primo dovere. Sreyah, non c’è migliore impegno per te”. Questi quattro princìpi devono essere presenti nella società: brahmana, kshatriya ...

Il brahmana non è tenuto a combattere; a un brahmana non è richiesto di lavorare come vaisya o sudra, quindi può elemosinare. ‘Pathana pathana yajana yajana dana pratigrahah’, questa è l'attività del brahmana. Deve essere un buon studioso della letteratura vedica e insegnare ad altri. Non è che “ho imparato tutto e non insegnerò nulla”. No. Deve essere esperto nella letteratura vedica, e deve anche predicare e fare altri brahmana, pathana pathana.

Non è che “sono diventato brahmana, quindi non c'è bisogno che altri lo diventino; ci sarà competizione”. Proprio come in India: hanno paura che io stia rendendo brahmana gli europei e gli americani, così sono contro di me e mi attaccano. Ad Hyderabad sono venuti per combattere. “Signore, fai diventare brahmana questi europei e americani? Non va bene”. “E perché no?” Così abbiamo discusso.

In realtà non si diventa brahmana per nascita. Brahmana significa, ‘catur-varnyam maya sristam guna-karma-vibhagasah’ (Bg. 4.13): “Io ho creato le quattro divisioni della società secondo le tre influenze della natura materiale e le attività che esse impongono all'uomo”.
Per qualità e attività, in ogni cosa. Ciò è confermato da Narada Muni (SB 7.11.35):

yasya yal laksanam proktam
pumso varnabhivyanjakam
yad anyatrapi drisyeta
tat tenaiva vinirdiset

“Com’è già stato affermato, chi manifesta le caratteristiche di brahmana, kshatriya, vaisya e sudra, anche se è nato in una classe differente, deve essere considerato appartenente alla classe a cui corrisponde in base alle qualità”.

‘Yad anyatra’: se le qualità brahminiche sono visibili o manifeste altrove. Altrove significa che potrebbero manifestarsi in un sudra o in un candala, e quindi ‘tat tenaiva vinirdiset’, dovreste accettarlo come brahmana. Allo stesso modo, se uno è nato in una famiglia brahmana, ma le sue qualità sono di un sudra, tat tenaiva vinirdiset’ (SB 7.11.35), dovrebbe essere accettato come sudra. Questa è l'ingiunzione di Narada Muni, non di una persona ordinaria. ‘Tat tenaiva vinirdiset’.

Riguardo a ciò Sridhara Svami, la più grande autorità in materia di Srimad-Bhagavatam, ha commentato che ‘janma’, la nascita, non è il requisito principale per essere brahmana, ma uno deve essere qualificato con ‘samo damas titiksah suci’. Solo allora dovrebbe essere accettato.

Il dovere dello kshatriya quindi ... Sfortunatamente anche i cosiddetti uomini del governo sono sudra, come pure i presunti sacerdoti e vaisya. Attualmente il mondo intero è pieno di sudra, pertanto non potete aspettarvi nulla di positivo in una situazione in cui i sudra dirigono ogni cosa.

Così Krishna suggerisce ad Arjuna: “Questa lotta non è ordinaria, è dharma-yuddha, dovresti accettarla, non esitare, dopotutto l'anima non è mai uccisa, ed è il dovere del tuo sva-dharma”. Finché si è nel concetto corporeo di vita, sva-dharma significa brahmana, kshatriya, vaisya, sudra. Questo è lo sva-dharma. E poiché Arjuna era kshatriya, il suo sva-dharma, o dovere occupazionale, era di combattere. Tuttavia il vero sva-dharma è quello spirituale.

Quando, approfondendo la questione, si comprende che “non sono questo corpo, sono un'anima”, allora questo è il vero sva-dharma. E qual è l’occupazione di questo dharma? Quella di essere impegnati nel servizio del Signore. ‘Jivera svarupa haya nitya-krishna-dasa’ (Cc. Madhya 20.108-109): “La posizione costituzionale dell’essere vivente è quella di servitore eterno di Krishna. In realtà questo è il vero sva-dharma spirituale: Ogni anima è eternamente servitrice di Krishna.

Ma lo sva-dharma materiale significa: brahmana, kshatriya, vaisya, sudra. Pertanto lo sva-dharma cambia appena si è elevati alla piattaforma spirituale. Come spiegato nella Bhagavad-gita, ‘sa gunan samatityaitan brahma-bhuyaya kalpate’ (14.26): “Colui che s'impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge così il livello del Brahman”.

Chi è questa persona? Brahma-bhuyaya kalpate, colui che è impegnato nel servizio di devozione. La posizione di un devoto è trascendentale: il suo sva-dharma non è più nel concetto corporeo di vita perché non è brahmana, né kshatriya, vaisya o sudra.

Caitanya Mahaprabhu ha dichiarato: “Non sono un brahmana, non sono un kshatriya, non sono un vaisya o un sudra, non sono un brahmacari né un sannyasi,…”; negando così tutti gli otto elementi, perché sva-dharma significa varnasrama dharma. Varna e asrama. Quattro ordini sociali: brahmana, kshatriya, vaisya, sudra; e quattro ordini spirituali: brahmacari, grihastha, vanaprastha e sannyasa.

Caitanya Mahaprabhu ha così negato, “non sono questo, non sono quello”. Allora chi sei? ‘Gopi-bhartuh pada-kamalayor dasa-dasanudasah’ (Cc. Madhya 13.80): “Sono il servitore del servitore del servitore che è impegnato nel servizio ai piedi di loto di Sri Krishna, Colui che sostiene le gopi”.

Pertanto, colui che è nella coscienza di Krishna, che ha deciso di servire solo Krishna, non è più nelle categorie, corporee o spirituali. dello sva-dharma – brahmana, kshatriya, vaisya, sudra o brahmacari, vanaprastha, sannyasi. È trascendentale, com’è confermato in tutti gli shastra.

E per chi è cosciente di Krishna, finché il concetto corporeo nella sua vita non è completamente sradicato, deve seguire lo sva-dharma del corpo: brahmana, kshatriya, vaisya, sudra. Ma quando un devoto è effettivamente avanzato, diventa un maha-bhagavata.

Ma non si dovrebbe imitarlo, perché il nostro metodo è il seguente: più si progredisce nella coscienza di Krishna, più si diventa trascendenti al concetto corporeo di vita, brahmana, kshatriya, vaisya, sudra. Tuttavia Krishna dichiara (Bg. 14.26):

mam ca yo 'vyabhicarena
bhakti-yogena sevate
sa gunan samatityaitan
brahma-bhuyaya kalpate

“Colui che s'impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge così il livello del Brahman”.

Chiunque si impegni senza alcuna riserva nel servizio al Signore non rientra nella categoria di questi otto varnasrama-dharma, ma è trascendentale, ‘sa brahma-bhuyaya kalpate’. Pertanto, come persona cosciente di Krishna, può agire in qualsiasi modo secondo l'ordine di Krishna. Può agire come brahmana o come sudra, perché il suo compito principale è portare a termine l'ordine di Krishna. Non è più nella categoria dello sva-dharma.

Così Krishna dice ad Arjuna: “Se la tua riflessione si basa sul concetto corporeo di vita, allora...” Significa che: “Innanzitutto, se Io ho ordinato e approvato, allora puoi agire al di là del concetto corporeo, ma se pensi ancora di essere in tale concetto, allora come kshatriya è tuo dovere combattere”.

Krishna sta cercando di porre Arjuna in questo dilemma: “Sia nel primo caso sia nell’altro, devi combattere. Se pensi di non essere nel concetto corporeo, allora devi combattere su Mio ordine; e se pensi di essere nel concetto corporeo, allora sei un kshatriya e devi combattere. Che sia l’uno o l’altro motivo, devi combattere”. Questa è la conclusione di Krishna. Grazie mille".





Fine
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Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.











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