RKC Forum
[ Home | Registrati | Discussioni Attive | Discussioni Recenti | Segnalibro | Msg privati | Sondaggi Attivi | Utenti | Download | Cerca | FAQ ]
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 UTILITA'
 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 27
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Sangita Dasi
Moderatore



63 Messaggi

Inserito il - 02/10/2020 : 12:37:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 27


jatasya hi dhruvo mrityur
dhruvam janma mritasya ca
tasmad apariharye 'rthe
na tvam socitum arhasi


TRADUZIONE

"La morte è certa per chi nasce, e certa è la nascita per chi muore. Poiché devi compiere il tuo dovere, non dovresti lamentarti così".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Alla fine della vita dobbiamo morire per rinascere in un altro corpo, le cui condizioni sono determinate dalle attività compiute in questa vita. Così la ruota delle nascite e delle morti gira senza fine per colui che non raggiunge la liberazione. Ma la legge delle nascite e delle morti non incoraggia gli omicidi, i massacri e le guerre inutili, anche se talvolta, per preservare la legge e l’ordine nella società, l’uomo deve ricorrere alla violenza.

La battaglia di Kuruksetra è inevitabile perché è desiderata dal Signore ed è dovere dello ksatriya combattere per la giusta causa.

Perché Arjuna, che compie semplicemente il suo dovere, dovrebbe dunque essere terrorizzato o afflitto all’idea che la morte possa colpire i suoi parenti durante il combattimento? Non gli conviene infrangere il codice degli ksatriya col rischio d’incorrere nelle conseguenze nefaste che egli teme. Inoltre, non è mancando al suo dovere che potrà impedire la morte dei suoi familiari, senza contare la degradazione a cui si esporrebbe per aver scelto la strada sbagliata".







LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito), il 29 Agosto 1973

Traduzione in Italiano a cura di Sangita devi dasi

jatasya hi dhruvo mrityur
dhruvam janma mritasya ca
tasmad apariharye 'rthe
na tvam socitum arhasi

"La morte è certa per chi nasce e la nascita è certa per chi muore. Poiché devi compiere il tuo dovere, non dovresti lamentarti così.

Krishna introduce così la visione scientifica moderna, secondo la quale l’anima non esiste e la vita è generata dalla materia. Proprio come una combinazione chimica di elementi materiali: mescolando acido e soda, alcalino e acido, ci saranno reazioni, effervescenza e movimento. Allo stesso modo, per lo più i filosofi buddisti non credono nell'esistenza dell'anima, ma pensano che da una combinazione di materia derivi il sintomo vivente. Il loro obiettivo finale è il nirvana – e nirvana significa fermare questa combinazione a causa della quale proviamo dolore e piacere. E pertanto, se disintegriamo tale combinazione, non ci saranno più dolori né piaceri.

Questa è la loro visione materialistica e la soluzione per il dolore e il piacere. Qualsiasi filosofia o sistema religioso alla fine mira a ‘atyantika-duhkha-nivritti’: duhkha significa “sofferenza” e nivritti significa “fermare”. Perché le persone vanno in chiesa? Perché soffrono, vanno in chiesa o al tempio per supplicare: “Lasciatemi pregare Dio affinché la mia angoscia possa essere alleviata”. Lo scopo ultimo, atyantika, è duhkha-nivritti, ‘fermare la sofferenza’. Anche per noi, che stiamo coltivando la coscienza di Krishna, l’obiettivo è lo stesso: duhkha-nivrtti.

Krishna dice ‘janma-mrityu-jara-vyadhi-duhkha-dosha-anudananam’ (Bg. 13.9): “… La percezione che nascita, malattia, vecchiaia e morte sono mali da combattere”. Teniamo sempre presente che in quest’esistenza materiale ci sono principalmente quattro tipi di condizioni miserabili. Vogliamo così fermare ‘duhkhalayam asasvatam’ (Bg. 8.15), la sofferenza di questo mondo temporaneo.
L'obiettivo di tutti è ‘duhkha-nivritti’. Può essere presentato in modi diversi, pertanto anche la filosofia del Buddha è ‘duhkha-nivritti’, fermare la sofferenza.

‘Anandamayo bhyasat’ (Vedanta-sutra 1.1.12), per natura desideriamo la beatitudine, ma non sappiamo come diventare realmente felici e beati. Questa è ignoranza. Nel mondo materiale tutti vogliono godere e pensano che il vino, le donne, il mangiar carne, il gioco d'azzardo e l’intossicazione diano piacere. Perciò, ‘atyantika-duhkha-nivritti’. Il Bhagavata spiega che ‘atyantika-duhkha-nivritti’, o la soluzione definitiva alla condizione miserabile, consiste nel realizzare Dio e tornare a casa da Dio. Questa è la nostra filosofia.

E le persone che non riescono a capire cos'è Dio, o il regno di Dio, vogliono adattarsi in questo mondo. L'obiettivo è lo stesso, ‘atyantika-duhkha-nivritti’, in definitiva, la soluzione a tutte le miserie, ma in modo diverso. Così Krishna, proponendo la filosofia del Buddha che era precedentemente conosciuta come lokayatika e vaibhashika ... Questi due tipi di filosofi non credevano. Principalmente i filosofi materialisti non hanno alcuna comprensione dell'anima e pertanto hanno diversi tipi di teorie che noi non accettiamo.

Krishna dichiara che se non sei seguace del sanatana-dharma o dei princìpi vedici, se pensi che i tuoi princìpi e punti di vista siano diversi e che l’esistenza viene da una combinazione della materia, ‘atha cainam nitya-jatam’, e anche se credi che l'anima nasca e muoia infinite volte, non hai ragione di lamentarti (Bg. 2.26). ‘Nityam-jatam’ significa “per combinazione di materia”. Proprio come molte cose accadono per interazione di diversi elementi materiali, allo stesso modo, se non credi nell’esistenza dell'anima, se pensi che non ci sia anima, allora, per te la vita è il risultato di una combinazione di materia, nitya-jatam, e quando questa combinazione è in un modo o in un altro smantellata, anche l’anima non c'è più, tutto finito.

Se pensi che (l’anima) inizi in un certo punto per combinazione della materia e finisca in un dato punto per disintegrazione della materia, allora ‘tathapi tvam maha-baho’, anche in questo caso “non hai nessuna ragione di lamentarti, o Arjuna dalle braccia potenti”. Krishna sta rimproverando Arjuna, che in realtà è maha-baho, il che significa “dotato di braccia possenti”. Chi possiede braccia possenti può combattere con forza. “Inoltre, perché dovresti rinunciare al tuo spirito combattivo? Perché dovresti lamentarti per una combinazione di elementi materiali e sostanze chimiche?”

Ad esempio, questa casa è una combinazione di elementi materiali, quindi se in qualche modo è smantellata, perché lamentarsi? Nessuno sano di mente si lamenterà. Similmente, se nemmeno hai l’idea dell'esistenza dell'anima, che bisogno hai di lamentarti? ‘Tathapi tvam maha-baho nainam socitum arhasi’ (Bg. 2.27): “La morte è certa per chi nasce, e certa è la nascita per chi muore. Poiché devi compiere il tuo dovere, non dovresti lamentarti così”.

Questo è detto 'karma-vada'. In un verso precedente, Krishna ha spiegato il bauddha-vada (buddhismo), o nastika-vada, ateismo. Ateo significa colui che non crede nell'anima e in Dio. Questi sono termini correlati. Se capisci cos'è l'anima, allora puoi capire cos'è Dio. Se capisci cos'è Dio, allora puoi capire cos'è l'anima. Ma quelli che sono agnostici, atei, non credono in Dio e tanto meno nell'anima – quindi, una combinazione di materia ...

Krishna qui spiega che quella combinazione di materia ha luogo e di nuovo è distrutta. Sta accadendo questo. Che l’anima ci sia o no, come nella teoria di Darwin si tratta di evoluzione del corpo materiale: un corpo è creato ed è di nuovo distrutto, un corpo dopo l’altro. Questo sta accadendo, così, perché lamentarsi? Non potete fermare il processo. ‘Jatasya hi dhruvo mrityur dhruvam janma mritasya ca tasmad apariharye rithe’: “La morte è certa per chi nasce e la nascita è certa per chi muore”.

La stessa cosa continua. Pertanto Krishna sottolinea che il dovere è una cosa molto importante. Non si può fermare il dovere, altrimenti si diventa peccaminosi. Questo è karma-vada. Se assolviamo bene i nostri doveri, allora, come molti sostengono, qual è il bisogno di accettare Dio? La filosofia del karma-vada è la seguente: Se Dio c’è, allora mi darà il risultato delle mie attività; se mi comporto bene, mi darà una buona opportunità, altrimenti, mi getterà nella sofferenza. Così questo è ‘karma-phala-datta’, il risultato di una buona nascita e dell’azione interessata (phala)…

[Nota: “La filosofia conosciuta come karma-vada o karma-mimansa, è in sostanza ateismo misto al credo della reincarnazione. Secondo tale filosofia esistono in natura leggi sottili che ci ricompensano o ci puniscono sulla base delle nostre azioni: Come semini, raccogli” (SB 10.24.13 spiegazione)].

Come un giudice della corte suprema condanna o assolve secondo i diversi casi, similmente la nostra bontà o cattiveria sarà decisa secondo il nostro karma. Anche questo è un fatto. Perciò, a che serve accettare un unico Dio? Se eseguo bene i miei doveri, allora riceverò un buon risultato. Perché dovrei adorare Dio? Perché dovrei diventare Suo devoto? Se mi comporto bene, è Suo dovere (darmi un buon risultato). In questo consiste il karma-vada – tutti cercano di evitare il principio del servizio devozionale. Solo noi, persone coscienti di Krishna, sosteniamo la filosofia della Bhagavad-gita, ‘man-mana bhava mad-bhakto mad-yaji mam namaskuru’ (Bg. 18.65): “Pensa sempre a Me, e diventa Mio devoto…”

Krishna dichiara “Pensa sempre a Me”. E i karma-vadi, diranno: “Perché sprecare il mio tempo nel pensare a Krishna? Se faccio bene il mio dovere, otterrò un buon risultato, perché dovrei essere Suo devoto?” Questo è il loro argomento. Non molto tempo fa, nel 1956, un dirigente dell’Arya-samaj (movimento monoteista che crede nella verità infallibile dei Veda) parlava con me del documento Back to Godhead (Ritorno a Dio) che in quel periodo stavo pubblicando a Delhi e che dovevo consegnargli per la pubblicazione, avendo ottenuto una quota di concessione.

Sollevò la stessa domanda: “Se facciamo bene il nostro dovere, a che serve adorare Dio? Se siamo onesti e morali, se non facciamo del male a nessuno, se agiamo in questo modo, allora, che bisogno c’è...?” Il nome del nostro giornale era “Ritorno a Dio”, quindi protestò indirettamente: A che serve diffondere questa filosofia di Dio, se agiamo bene? Gli arya-samajisti sono chiamati ... C'è un nome inglese che ora non ricordo. Moralisti…? C’è un nome specifico. Comunque, questo è il loro punto di vista: come evitare Dio.

Ho così risposto che se qualcuno non è cosciente di Dio, non può essere moralista, né sincero né onesto. Questo è il nostro punto di vista. Osservate il mondo soltanto in base a questi tre punti: moralità, onestà e dovere, e altre buone cose. Ma se non siete coscienti di Dio, non riuscirete a proseguire in tali cose e dovrete fallire. Ci sono tanti esempi, anche tra devoti, perché questo mondo materiale è fatto in modo da non poter continuare perpetuamente su questo principio.

Ciò è spiegato nella Bhagavad-gita: Poiché le tre influenze della natura materiale agiscono, anche se siete sul piano della virtù, le altre influenze della natura proveranno ad attaccarvi. E la vostra bontà, moralità e onestà saranno contaminate dall'assalto delle altre due influenze inferiori (passione e ignoranza). Pertanto, a volte vediamo che un uomo molto gentile commette attività peccaminose. La decisione dello Srimad-Bhagavatam quindi è ‘harav abhaktasya kuto mahad-gunah’ (Bg.12.18-19):

Il devoto non deve fare sforzi esterni alla coscienza di Krishna per sviluppare queste qualità, perché il servizio di devozione lo aiuta ad acquisirle. E chi non è devoto, non ha tali qualità, ‘mahad-gunah’. E possiamo scoprirlo facilmente: Come noi che diciamo no al sesso illecito, no al consumo di carne, considerandolo peccaminoso; così altri, come grandi leader, politici e filosofi, e persino sacerdoti religiosi, non credono che questo sia immorale o peccaminoso.

Mangiare carne è peccaminoso? Qual è il peccato? Sesso illecito, cosa c'è che non va? Intossicazione, qual’è il problema? Non trovano alcuna immoralità. Questo standard di moralità non può essere risolto se non si è coscienti di Dio. Non può essere fatto, non può esserci un standard di moralità e bontà. Questo è la conclusione dello Srimad-Bhagavatam (5.18.12), ‘harav abhaktasya kuto mahad-gunah’, la mancanza di coscienza di Krishna.

[“Una persona priva di devozione e impegnata in attività materiali non può avere buone qualità. Anche se pratica lo yoga mistico o si sforza di mantenere onestamente famiglia e parenti, in realtà è guidata dalle proprie elucrubazioni mentali e si dedica al servizio dell’energia esterna del Signore”. SB 5.18.12].

Credono che l’animale non abbia anima, non accettano che la sua uccisione sia un atto peccaminoso e immorale, quindi hanno creato la loro teoria. Senza uniformarsi alla coscienza di Krishna, o di Dio, non possono trovare un livello di moralità e onestà. Non è possibile. Pertanto, il verdetto dello Srimad-Bhagavatam è ‘harav abhaktasya kuto mahad-gunah’. Se non segui una legge standard, come puoi stabilire che “questa è moralità, onestà o disonestà”? Deve esserci una legge stabile. E chi può darti la legge se non la più grande autorità?

La legge cambia secondo la diversità di clima, situazione e paese; ma la legge fatta dall’uomo non può darvi nessun standard di moralità e onestà ... Non è possibile. Perché qualcuno penserà che questa sia la moralità e qualcun altro la negherà. La stessa cosa: Mantieni la sinistra, mantieni la destra, oppure, mantenere la sinistra è sbagliato. Perciò lo Srimad-Bhagavatam (5.18.12) dichiara ‘manorathenasati dhavato bahih’: Com’è possibile che un uomo abbia buone qualità, se è trascinato dalla speculazione mentale e s’impegna a servire l’energia esterna del Signore?

Poiché coloro che non sono coscienti di Krishna vagano sul piano mentale, non ci può essere nessuna moralità fissa, né onestà o disonestà. No. E i furfanti diranno anche ‘yato mata tato patha’: significa che tutto ciò che pensi va bene, è giusto. Secondo te la tua opinione è giusta, e secondo me la mia opinione è giusta. Com’è possibile che abbiamo entrambi ragione? Tale contraddizione di elementi opposti continuerà, a meno che non ci sia la coscienza di Krishna.

Pertanto, non è appurato che i karma-vadi semplicemente assolvino i doveri così bene... Per principio tutto va bene, ma dobbiamo sapere qual è la morale attuale. Ci sono tanti esempi: in guerra uccidere i nemici è morale, ma in condizioni di pace uccidere è immorale e peccaminoso. Il processo è lo stesso, moralità o immoralità; ma a volte è morale e a volte non lo è. Allora, quale sarà il giusto standard? Pertanto il Bhagavatam dichiara ‘dharmam tu saksad bhagavat-pranitam’ (SB 6.3.19): “I veri princìpi religiosi sono stabiliti da Dio, la Persona Suprema”.

Il dharma reale, la vera religione, la vera moralità e onestà, possono essere decisi sulle parole del Signore Supremo. Quando Krishna dice va bene, allora va tutto bene. Quando Krishna dice che non è giusto, allora non è giusto. Noi persone coscienti di Krishna semplicemente accettiamo. Questa è la nostra decisione. E questo è un fatto, perché Krishna è la più grande autorità, l'Essere Supremo. E Supremo significa la “più grande autorità”. Come quando lo stato dichiara: “Ora è tempo di guerra, se uccidi un gran numero di nemici ti verrà assegnata una medaglia d'oro”.

Ma in un altro momento, quando non c'è guerra, se uccidi sarai impiccato. Il processo di uccidere è lo stesso, ma il giudizio è dato dalla massima autorità, il governo: “Questo va bene, quello non è giusto”. Pertanto, standard di moralità significa rispettare gli ordini della più grande autorità. Questo è lo standard di moralità e questa è la conclusione: Non puoi inventare la tua moralità. No. Se Krishna dice “va tutto bene”, allora va tutto bene. Altrimenti, non lo è.

Krishna dice ‘patram puspam phalam toyam yo me bhaktya prayacchati’ (Bg. 9.26): “Se qualcuno Mi offre con amore e devozione, una foglia, un fiore, un frutto e dell'acqua, accetterò la sua offerta”. Se qualcuno Gli offre verdure, foglie, cereali, latte, acqua, fiori, allora Egli accetta. Pertanto questi sono dei buoni prodotti e sono accettati perché a Krishna piace mangiare questi cibi. Krishna può mangiare qualsiasi cosa perché è il Supremo, è onnipotente e può mangiare qualsiasi cosa, ma in particolar modo menziona questi alimenti; e il cibo prodotto con questi ingredienti è buono, sattvika, sotto l’influenza della virtù.

Così, se seguirai la moralità secondo il karma-vada, otterrai buoni risultati... Ma se disubbidisci a Dio, dov’è la tua moralità? Stai disobbedendo alla più grande autorità, perciò sei immorale. C'è un esempio: la storia di una banda di ladri, che, dopo aver rubato in diverse case, una volta fuori dal villaggio si divise il bottino, e un ladro disse: “Dividetelo onestamente in modo che nessuno sia ingannato”. Immaginate, queste cose erano rubate. Dov’è la moralità in questo? Ma nel dividersi il bottino, pensarono all’onestà. Se il principio di base è immorale, come può esserci moralità?

Similmente, secondo l'ingiunzione vedica, ‘isavasyam idam sarvam’ (Ishopanishad, mantra 1), tutto appartiene a Dio, la Persona Suprema, è Sua proprietà. L'intero pianeta e universo è proprietà di Dio. Ma quando proclami che è tua proprietà, allora, dov'è la moralità? Se rivendichi la proprietà di altri, dov'è la moralità? Nel mondo materiale continua ad esserci questo tipo di moralità; ma la nostra è che se Krishna è soddisfatto, allora questa è onestà e moralità e ogni altra cosa. Ci sono molti esempi, come quello di Prahlada Maharaja, che rimase a guardare mentre suo padre era ucciso da Nrisimhadeva in sua presenza.

Pensate che sia morale che il padre sia ucciso in presenza del figlio e che il figlio guardi senza protestare con una ghirlanda in mano? “Appena mio padre sarà ucciso, offrirò questa ghirlanda a Nrisimhadeva”. Dal punto di vista materiale è morale? Prahlada Maharaja è diventato un mahajana, la più grande autorità nel servizio devozionale, ma se osserviamo la sua moralità, il fatto che non abbia protestato contro l'uccisione di suo padre, ma piuttosto aspettava con una ghirlanda… Vedete? Dov'è la moralità materiale? Non c'è moralità.

Le gopi, erano giovani ragazze, erano mogli, sorelle, figlie di qualcuno, ma quando Krishna suonava il Suo flauto nel cuore della notte, tutte lasciavano i loro doveri per correre da Lui. “Dov’è Krishna?” Anche dal punto di vista vedico è immorale andare da un giovane ragazzo nel cuore della notte abbandonando la propria famiglia, e alcune lasciarono anche i figli per andare da Krishna. Dal punto di vista materiale è immorale. Scoprirete dunque che ciò che è immorale dal punto di vista materiale, è la più grande moralità in relazione con Krishna. E similmente, ciò che è morale dal punto di vista materiale, è il più detestabile dal punto di vista... Proprio come Yudhisthira Maharaja.

Yudhisthira Maharaja era un uomo molto morale. Ma Krishna gli consigliò: “Vai da Dronacharya e digli che suo figlio è morto”, sebbene non fosse vero. “Perché Dronacharya non potrà morire, a meno che non ascolti la notizia della morte del figlio. Non morirà e non crederà a nessuno”. E poiché Yudhisthira Maharaja era famoso per la sua veridicità e onestà, così Krishna gli chiese di andare, altrimenti, “Dronacharya non crederà a nessun altro”. Ma Yudhisthira Maharaja esitò: “Come posso mentire?” Per questa sua esitazione egli dovette vedere l'inferno perché per un attimo era diventato immorale (avendo esitato all’ordine di Krishna). ‘Man-nimitte kritam papam punyaya eva kalpate’.

Il nostro standard di moralità e immoralità è vedere se Krishna è soddisfatto. Se Krishna è contento, allora è moralità; se Krishna è insoddisfatto, allora è immorale. E questo vale anche per il rappresentante di Krishna. Pertanto, è detto 'yasya prasadad bhagavat-prasado yasyaprasadan na gatih na gatih kuto pi.' La nostra moralità è soddisfare Krishna o il suo rappresentante, il guru. Yasya prasada. Se è soddisfatto, allora è morale; se non è soddisfatto, allora è immorale. Na gatih kuto 'pi.

Così questo karma-vada – se ti comporti bene, otterrai un buon risultato – è positivo, ma potrebbero esserci errori. Ci sono tanti esempi: Un grande re caritatevole dette in carità molte mucche ai brahmana, ma ci fu un errore: e a causa di questo, sebbene per tutta la sua vita avesse dato in beneficenza, a causa di un piccolo errore divenne una grande lucertola in un pozzo. La conclusione quindi è che la moralità materiale non ha valore. Moralità spirituale significa attenersi all'ordine di Krishna – questa è la moralità. Qualunque cosa Krishna dice, se accettiamo, ‘samsiddhir hari-tosanam’:

atah pumbhir dvija-srestha
varnasrama-vibhagasah
svanusthitasya dharmasya
samsiddhir hari-tosanam
(SB 1.2.13)

“O migliori tra i nati-due-volte, è stato concluso dunque che la più alta perfezione che si possa raggiungere adempiendo i propri doveri nell’istituzione del varnasrama è soddisfare il Signore, Sri Hari”.

‘Svanusthitasya dharmasya samsiddhir hari-toshanam’ (la perfezione più elevata è soddisfare Dio, la Persona Suprema). In un altro punto è detto che se nel compiere i tuoi principi di moralità non risvegli la tua coscienza di Krishna, allora è solo una perdita di tempo. In qualsiasi punto si legga, la conclusione del Bhagavatam è ‘harav abhaktasya kuto mahad-gunah’ (SB 5.18.12). (Una persona priva di devozione e impegnata in attività materiali non può avere buone qualità). Dobbiamo mantenere il punto di vista che per diventare ... Nella Bhagavad-gita (9.30) Krishna dice anche ‘api cet su-duracaro bhajate mam ananya-bhak sadhur eva sa mantavyah’: “Anche se commettesse gli atti peggiori, colui che è impegnato nel servizio di devozione dev'essere considerato un santo perché è sulla via perfetta”.

Anche se una persona si trovasse nella posizione di ‘su-duracarah’ (commettesse azioni riprovevoli) non avendo seguito rigorosamente i princìpi morali, tuttavia, poiché è un devoto instancabile [dedito e costante] di Krishna, è un sadhu. Queste cose accadono. Pertanto, il punto è che non dovremmo accettare il karma-vada o bauddha-vada o mayavada-vada, ci sono così tanti ‘vada’ (vie). Dovremmo accettare semplicemente krishna-vada. Semplicemente accettiamo Krishna, e qualunque sia il Suo ordine o il Suo desiderio, faremo qualsiasi cosa e ogni cosa per la Sua soddisfazione. Questa è la nostra moralità. Grazie mille".






Fine
------------------

Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Altre opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

------------------

Vuoi continuare la lettura o approfondire la tua conoscenza della Bhagavad Gita cosi' com'e' ?
Visualizzala o scaricala gratuitamente !

Presentazione: www.facebook.com/note.php?note_id=169564179697

Lettura/download PDF: www.radiokrishna.com/fclick/fclick.php?fid=1

Download come APP per Android: www.radiokrishna.com/fclick/fclick.php?fid=604


Puoi anche seguire il

Corso di studio sul forum di RKC:
http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=27


oppure le

Lezioni del maestro S.G. Tridandi Prabhu dal tempio ISKCON di Terni su Youtube:





o su Facebook (anche in diretta il Sabato pomeriggio):



www.facebook.com/pg/iskconITAnews/videos/


Hare Krishna !

La redazione di Radio Krishna Centrale

------------------

DISCLAIMER *
Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:
RKC Forum © RKC - tutti i diritti riservati Torna all'inizio della Pagina
Questa pagina è stata generata in 0,27 secondi. radiokrishna | TRKN | Snitz Forum