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 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 25
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Sangita Dasi
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61 Messaggi

Inserito il - 31/07/2020 : 14:35:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 25


avyakto 'yam acintyo 'yam
avikaryo 'yam ucyate
tasmad evam viditvainam
nanusocitum arhasi


TRADUZIONE

"Si dice che l'anima è invisibile, inconcepibile e immutabile. Sapendo questo, non dovresti lamentarti per il corpo".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"L’anima, così com’è descritta nei versi precedenti, ha dimensioni talmente infinitesimali, secondo i nostri calcoli materiali, che non può essere vista neppure con i più potenti microscopi. E detta perciò “invisibile” e la sua esistenza non può essere provata per via “sperimentale”; solo la saggezza vedica, la sruti, può dimostrarla.

Dobbiamo accettare questa saggezza come una prova a priori, perché non abbiamo altri modi per verificare l’esistenza dell’anima, sebbene la sua presenza nel corpo sia incontestabile a causa dell’azione su di esso. D’altra parte, dobbiamo accettare molte cose unicamente sulla fede di un’autorità in materia. Nessuno negherebbe la veridicità della propria madre quando svela l’identità del padre, perché non ci sono altre prove che la sua parola. Così, soltanto lo studio dei Veda può farci comprendere la natura dell’anima, che rimarrà inconcepibile per colui che crede solo alla testimonianza dei sensi materiali.

L’anima è coscienza ed è anche cosciente, dicono i Veda; ed è così che dobbiamo accettarla. Contrariamente al corpo, essa non subisce cambiamenti. Eternamente la stessa, l’anima infinitesimale rimane sempre un “atomo” in confronto all’Anima Suprema. L’Anima Suprema è infinita, mentre l’anima individuale è infinitesimale. Perciò l’anima infinitesimale, essendo immutabile, non potrà mai eguagliare l’Anima infinita, Dio la Persona Suprema.

I Veda espongono questa concezione dell’anima in più punti e in vari modi, per confermare il valore; infatti, la ripetizione di uno stesso concetto è necessaria al fine di comprenderlo a fondo e senza errori".








LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta ad Hyderabad (India), il 29 Novembre 1972

“È detto che l’anima è indivisibile, inconcepibile e immutabile. Sapendo ciò, non dovresti lamentarti per il corpo”.

"In vari modi Krishna ci sta spiegando che l'anima spirituale è immortale. Avyakto 'yam (l’anima indivisibile) non è evidente agli occhi materiali limitati. Non possiamo vederla perché, come già spiegato più volte, la grandezza dell'anima è una decimillesima parte della punta di un capello, molto piccola; più piccola dell'atomo.

Quell'anima spirituale è ovunque, ‘sarva-gata’, in ogni luogo. ‘Andantara-stha-paramanu-cayantara-stham’ (Brahma-samhita 5.35): “Egli è anche presente, nella Sua pienezza, nel cuore di ognuno degli atomi sparsi nell’universo”.

E ovunque si trovi in questo mondo materiale, l'anima spirituale possiede un corpo e un cuore, e in quel cuore c'è anche Krishna. ‘Isvarah sarva-bhutanam hrid-dese arjuna tisthati’ (Bg. 18.61): “Il Signore Supremo è situato nel cuore di ognuno e dirige l'errare di tutti gli esseri viventi”.

Entrambi vivono nel cuore. Perciò, ‘anor aniyan mahato mahiyan’ (Katha Upanishad 1.2.20): “L’anima Suprema (il Paramatma) e l’anima infinitesimale (il jivatma) si trovano entrambe sullo stesso albero, che rappresenta il corpo dell’essere vivente, e più precisamente nel cuore”.

Krishna può diventare più grande del più grande e più piccolo del più piccolo. Questi è Dio. Quando Krishna giocava da bambino, un giorno mangiò la terra e i compagni di gioco si lamentarono con madre Yasoda: “Tuo figlio Krishna mangia la terra”. Madre Yasoda chiese spiegazioni: “Krishna, perché mangi la terra? Non Ti do sempre del sandesh?”

Krishna rispose: “No madre, non ho mangiato la terra”. Yasoda: “Ma i tuoi amici si lamentano”. Krishna: “No, sono diventati Miei nemici, questa mattina abbiamo litigato, e ora si sono uniti per farMi castigare da te”. Per risolvere il problema, madre Yasoda disse: “Va bene, mostrami la Tua bocca, voglio vedere”. Nella bocca di Krishna allora vide innumerevoli universi. Questi è Krishna.

‘Anor aniyan mahato mahiyan’ [“entrambe si trovano sullo stesso albero”] Krishna entra nell'universo, ma simultaneamente milioni di universi sono nella Sua bocca. Questa è la spiegazione: “Il più grande del più grande e il più piccolo del più piccolo”.

Certamente, madre Yasoda, sebbene abbia visto, non poteva crederci perché mai aveva pensato a Krishna come Dio, la Persona Suprema. Ma pensava sempre: “È il mio piccolo bambino, devo prendermi cura di Lui”. È tutto. Questi sentimenti materni sono in vatsalya-rasa [il sentimento di genitore verso il figlio]

Krishna è servito dai devoti in diversi ‘rasa’, dolcezze trascendentali o stati d’animo. Qualcuno serve come servitore e altri come amico, padre, madre o come amante coniugale. Questi sono i cinque dolci sentimenti (rasa) primari in cui un devoto è connesso con Krishna. E ci sono altri sette ‘rasa’ secondari: come servire Krishna da nemico, proprio come gli ‘asura’, che anch’essi servono Krishna – ma come nemico; o servire, dando piacere a Krishna, combattendo con Lui.

Ci sono così dodici ‘rasa’ diversi, ‘akhila-rasamrta-sindhu’ (un oceano pieno di nettare). Tutti i ‘rasa’ di cui abbiamo esperienza in questo mondo, vengono da Krishna. ‘Janmady asya yatah’ (SB 1.1.1): “La causa prima di tutte le cause”.

Il Vedanta-sutra dichiara: “Qualunque cosa vediamo nella nostra esperienza, non è possibile sperimentarla se non è in Krishna”. Questi è Krishna. Egli rubava, cosa che non riteniamo una buona azione. Così il furto è anche in Krishna, che è famoso come Makhan-chora, “il ladro di burro”. Questi è Krishna e ogni cosa è presente. Qualunque siano i nostri rapporti in questo mondo materiale, è solo un riflesso perverso del nostro rapporto con Krishna nel mondo spirituale.

Ma coloro che non sono consapevoli del mondo spirituale, gli impersonalisti, non hanno informazioni sul fatto che Krishna sia sempre impegnato. ‘Jaya radha-madhava kunja-bihari’, è sempre impegnato, è una persona ed è caro ai ‘gopijana’. Gopijana-vallabha. Egli desidera dare piacere ai ‘gopijana’ – le gopi e i pastorelli, i fedeli compagni di Krishna. Pertanto questo è sanatana. Krishna è sanatana, e anche gli scambi con i Suoi devoti sono sanatana; e sono possibili soltanto nel sanatana-dhama, non in questo mondo.

Non possiamo avere rapporti sanatana con Krishna in questo mondo materiale, perciò Krishna viene per informare le anime condizionate che “per avere felicità e relazioni eterne, dovete venire da Me nella mia dimora eterna”. ‘Yad gatva na nivartante tad dhama paramam mama’ (Bg. 15.6): “La Mia dimora non è illuminata né dal sole né dalla luna né dal fuoco né dall’elettricità”. Chi la raggiunge non torna mai più in questo mondo”.

Perché le relazioni sanatana non sono possibili nel mondo materiale? Non sono possibili perché la natura materiale è temporanea, non permanente. ‘Bhutva bhutva praliyate’ (Bg. 8.19): “Ripetutamente tutti gli esseri tornano all'esistenza”. ‘Janmady asya (SB 1.1.1): La causa prima della creazione, mantenimento e distruzione, ‘janmadi’, degli universi manifestati, ‘asya’. Tutto in questo mondo materiale ha una data di nascita, e tutto ciò che ha una data di nascita deve avere anche una data di morte. Tale è la natura di questo mondo materiale.

Qui possiamo solo praticare ciò che è sanatana-dharma; ma in realtà il sanatana-dharma è eseguito nel mondo spirituale. Proprio come una persona che è apprendista in una certa attività: quando l’addestramento è terminato allora ottiene il posto di lavoro. Dai gosvami – i sei gosvami sanatana – riceviamo questa informazione: i devoti che si sono perfezionati nell'addestramento del servizio devozionale, rinascono prima di tutto nell'universo in cui Krishna è presente.

Krishna è sempre presente – proprio come il sole, che è sempre nel cielo, ma che possiamo vederlo solo in certi momenti opportuni. Ma il sole è sempre presente. Quando il sole è tramontato, scompare alla nostra vista; ma il sole è sempre presente. Di notte non possiamo vederlo, ma il sole è sempre presente. Similmente Krishna è sempre presente, ma bisogna avere gli occhi per vederLo. È tutto. E come possiamo ottenere gli occhi per vederLo?

premanjana-cchurita-bhakti-vilocanena
santah sadaiva hridayesu vilokayanti
yam syamasundaram acintya-guna-svarupam
govindam adi-purusam tam aham bhajami
(Brahma-samhita 5.38)

“Adoro Govinda, il Signore primordiale… È Krishna stesso, dagli innumerevoli e inconcepibili attributi, contemplato nel profondo del cuore dai puri devoti che hanno gli occhi spalmati dal balsamo dell’amore e della devozione”.

Solo il devoto che ha un sentimento d’amore per Krishna, che ha sviluppato una propensione amorevole... In realtà, la propensione ad amare Krishna è già presente, ma l’abbiamo indirizzata verso maya o trasferita all’illusione. Pertanto, tutto il processo della coscienza di Krishna è trasferire di nuovo questa propensione da maya a Krishna. Questo è il semplice metodo.

Abbiamo amore per Krishna, ma essendo illusi e falsamente condizionati, stiamo cercando di amare qualcosa che non è Krishna. È la maya di Krishna, l’illusione. ‘Mama maya’ (Bg. 7.14). Krishna dice: “Anche maya è la Mia energia”. Proprio come una nuvola. Che cos'è la nuvola?

Anch’essa è prodotta dal sole. Tutti lo sanno. Significa che dall'oceano il sole fa evaporare l'acqua che diventa nuvola, la cui funzione è coprire i nostri occhi che allora non vedono più il sole. In realtà la nuvola non ha un’esistenza separata: quando il sole appare luminoso, la nuvola scompare.

Questo è ‘bhutva bhutva praliyate’ (Bg. 8.19): “Ripetutamente tutti gli esseri tornano all’esistenza… e inesorabilmente sono dissolti”. Vengono all'esistenza e di nuovo scompaiono. Questa è maya. Ma il cielo e il sole rimangono. Allo stesso modo, maya, l’illusione, è talvolta generata. Questa è la creazione del mondo materiale, ‘mahat-tattva-maya’.

Pertanto non è permanente – va e viene. Similmente maya copre i nostri occhi, proprio come la nuvola… Ma non è possibile che la nuvola copra il sole. Il sole è novantatre milioni…, o almeno, centoquarantamila volte più grande di questa terra, quindi, come può una nuvola, che si estende per dieci miglia, coprire il sole? No. La nuvola non può coprire il sole, ma può coprire la nostra vista.

Questa è la disposizione. Similmente maya non può toccare Krishna. La filosofia mayavadi sostiene che maya copre Krishna quando viene in questo mondo. No. Non è possibile. Maya non può toccarLo. Prima di scrivere lo Srimad-Bhagavatam, Vyasadeva realizzò Krishna in meditazione…

bhakti-yogena manasi
samyak pranihite 'male
apasyat purusam purnam
mayam ca tad-apasrayam
(SB 1.7.4)

“Con la mente perfettamente fissa nella pratica unitiva del servizio di devozione e puro da ogni contaminazione materiale, egli vide il Signore Supremo e Assoluto, insieme con la Sua energia esterna, completamente dominata da Lui”.

Nella sua meditazione Vyasadeva vide la Persona Suprema e anche maya. Maya rimane sempre dietro, non può appare di fronte, quindi Krishna non è mai coperto da maya. Sono i nostri occhi coperti da maya; siamo noi, frammenti infinitesimali di Krishna, ‘mamaivamsah’, che siamo coperti da maya, non Krishna.

La teoria che Krishna sia coperto è un nonsenso. Come può Krishna essere coperto? Non è possibile. Krishna è ‘mayadhisha’, il controllore di maya; e noi siamo ‘mayadhina’, controllati da maya. Questa è la differenza. ‘Adhina’ significa “subordinato”. Tuttavia possiamo diventare liberi. Esattamente lo stesso esempio: quando i nostri occhi sono coperti dalla nuvola, non possiamo vedere il sole, sebbene il sole ci sia.

Al giorno d'oggi abbiamo esperienza di volare sull’aereo: appena l'aero supera le nuvole, vediamo l'immensa luce solare. In pratica, gli aerei a reazione volano fino a sette miglia dalla superficie terrestre e non ci sono le nuvole, che rimangono al di sotto. Allo stesso modo, anche noi possiamo andare al di sopra di maya: trascendere maya e vedere sempre Krishna. Ciò è possibile. Come?

‘Mam eva ye prapadyante mayam etam taranti te’ (Bg. 7.14): “Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare. Ma chi s'abbandona a Me ne varca facilmente i limiti”. Semplicemente arrenditi a Krishna; e Krishna disporrà che tu non sia più sotto il controllo di maya.

È un metodo semplice. Semplicemente accetta, come Krishna richiede, ‘sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja’ (Bg. 18.66). “Abbandona ogni altra forma di religione e sottomettiti a Me”. Questo è il sanatana-dharma. Perché dopo tutto siamo servitori di Krishna, ma artificialmente stiamo cercando di diventare padroni del mondo materiale – e perciò siamo mandati qui.

Proprio come i sovversivi che non si preoccupano delle leggi dello stato, a volte sono uccisi o a volte imprigionati. Ciò significa che coloro che non si arrendono volontariamente a Krishna, sono messi in prigione e costretti ad arrendersi. Saranno forzati a farlo.

Proprio come non puoi diventare... In realtà non sei libero, né fuori né dentro la prigione; ma quando pensi di essere diventato libero, ‘vimukta-maninah’, quando pensi erroneamente che “ora sono liberato”, allora, ‘avisuddha-buddhayah’ (SB 10.2.32), la tua intelligenza non è ancora purificata e non conosci il vero scopo della vita. Questa è l’ultima trappola di maya.

Quando pensi “Io sono Dio, sono diventato Dio”, questa è l'ultima trappola di maya. Anche questa è maya. Come puoi diventare Dio? Che possibilità hai? Dio ha creato tante cose. E tu cosa hai creato? Dio ha manifestato tante cose. E tu cosa hai fatto? E tuttavia, falsamente pensi: “Io sono Dio”. Questa è maya, l’ultima trappola di maya. Perché la vera malattia, come abbiamo già spiegato, è quella di voler dominare sulla natura materiale.

Ognuno cerca di diventare il signore di tutto ciò che vede, il signore di questo universo, il primo ministro, il presidente, un grande uomo d'affari; ma quando fallisce, allora, vuole diventare Dio. Anche questa è maya. Non è possibile diventare Dio, eppure sta accadendo. Ma la nostra vera relazione con Dio, Krishna, è quella di servirLo.

‘Jivera svarupa haya nitya-krishna-dasa’ (Cc. Madhya 20.108-109): “La posizione costituzionale dell’entità vivente è di essere un servitore eterno di Krishna”.
‘Anadi bahirmukha jiva Krishna bhuli gela, ataeva krishna veda purana kaila’ (Cc. Madhya 20.117): “Dimenticando Krishna, da tempo immemorabile l’essere vivente è stato attratto dall’aspetto esterno. Perciò l’energia illusoria [maya] gli procura ogni tipo di miseria in questa esistenza materiale”.

Abbiamo dimenticato la nostra vera posizione, il sanatana-dharma. Sanatana-dharma significa che un essere vivente è destinato a servire il tutto completo, di cui lui è una parte. È parte del tutto, quindi, la sua attività è di servire il tutto. Proprio come questo dito, che è parte del mio corpo: Il suo compito è di eseguire il mio ordine, servire il tutto [il corpo]. Similmente, il nostro compito è servire Krishna, ma quando vogliamo diventare il padrone, indipendente da Krishna, ciò è chiamato maya. ‘Krishna-bahirmukha hana bhoga vancha kare, nikata-stha maya tare japayiya dhare’: Quando vuole godere della natura materiale, l’essere vivente è immediatamente ingannato da essa. Questa è un’affermazione del Prema-vivarta.

Appena desideriamo imitare Krishna, questa è maya. Siamo noi che creiamo questa situazione di maya. In che modo? Perché “vogliamo diventare Krishna, diventare Dio, diventare il Signore”. Ma non è possibile, questa è maya. Krishna è sanatana e anche noi siamo sanatana. Ma quando dimentichiamo di servire Krishna, questo è il nostro ‘asanatana’; e quando siamo di nuovo impegnati nel servizio di Krishna, allora questo è sanatana-dharma.

Pertanto, sanatana-dharma significa servire eternamente Krishna. Ad esempio, il dharma ... Cos'è il dharma? Dhri-dhatu, una caratteristica inerente, non puoi cambiarla. Proprio come lo zucchero, la cui caratteristica è la dolcezza, mentre la caratteristica del peperoncino è il piccante. Così tutto ha delle caratteristiche, qualunque cosa; e ciò è detto dharma.

Se il peperoncino è dolce, non molto piccante, lo butti… “Oh, non va bene”; perché non ha il dharma del peperoncino. Allo stesso modo, se lo zucchero è salato, allora ... “Oh, cos'è questo?” Tutto ha una caratteristica, quindi, come esseri viventi abbiamo le nostre caratteristiche – sanatana. Sono eterno, sanatana, e la mia caratteristica è servire Dio. Se non servo Dio, allora la caratteristica rimarrà, ma dovrò usarla al servizio di maya, nell'illusione di essere diventato maestro.

Tuttavia, in realtà sta servendo … Proprio come un uomo che ha un’auto: per mantenerla ha bisogno di denaro, e per il denaro deve lavorare molto duramente. Ottenuto il denaro, acquista un’auto, poi deve mantenerla, fornendo olio, carburando e tante altre cose; e tuttavia pensa: “Che bello, ora ho un’auto”. Che cos’è questo? Significa che sta servendo la sua auto. È tutto. Questa è la situazione. In realtà sta servendo, non è il padrone, sebbene pensi di esserlo. Questa è maya.

Quando si rinuncia a questa falsa e prestigiosa posizione che “io sono il padrone”, allora si è liberati. ‘Hitva anyatha rupam’. Mukti, la definizione di mukti, è ‘hitva anyatha rupam svarupena avasthitih’ (SB 2.10.6): “La liberazione è la condizione e la forma permanenti dell’essere vivente quando questi mette fine alla trasmigrazione dei mutevoli corpi materiali, grossolani e sottili”. ‘Anyatha rupam’. Ora stiamo lottando duramente in questo mondo materiale sotto l'influenza di maya, cambiando diversi tipi di corpo.

A volte vado nei pianeti celesti e a volte nei pianeti infernali; a volte sono un uomo ricco e a volte povero; a volte sono un brahmana o un sudra; a volte sono una tigre o un albero. In questo modo, ‘sarva-gatah’. Ovunque, all'interno di questo universo, gli esseri viventi lottano per l'esistenza. ‘Mamaivamso jiva-bhuta … manah sasthani indriyani prakriti-sthani karsati’ (Bg. 15.7): “Gli esseri viventi, nel mondo di condizioni, sono i Miei frammenti eterni. Ma essendo condizionati lottano duramente con i sei sensi, tra cui la mente”.

Krishna dichiara: “Tutte gli esseri viventi sono i Miei parti e frammenti, ma essendo scioccamente trasportati dalla speculazione mentale, all'interno di questo mondo materiale, ‘prakriti-sthani’, lottano duramente, ‘karsati’, per diventare maestro”. Questa è la malattia, ‘prakriti-sthani karsati’.

prakriteh kriyamanani
gunaih karmani sarvasah
ahanikara-vimudhatma
kartaham iti manyate
(Bg. 3.27)

“L'anima sviata dal falso ego crede di essere l'autrice delle proprie azioni, che in realtà sono compiute dalle tre influenze della natura materiale”.

Questi mascalzoni sono castigati da prakriti, poiché ‘prakriteh kriyamanani’ (in realtà le azioni sono compiute dall’energia materiale) . “Fai questo” – “Sì, devo farlo”. A chi si è associato col ‘tamo-guna’ dell’energia materiale, prakriti può aver dato un corpo come quello di un maiale – prakriti è condiscendente al suo desiderio: “Vieni, ora mangia escrementi”. E lui mangia, “Oh, squisiti”. Questa è maya. Gli escrementi sono squisiti?” Ma prakriti ha dato al maiale un certo tipo di corpo e di gusto: “Oh, gli escrementi sono così squisiti”. Questo è ciò che accade.

Similmente, anche nella forma umana stanno mangiando tante cose assurde nei ristoranti e negli hotel, gustando: “Oh, molto buono”. Questa è maya. Accade questo. Quindi il nostro compito è di servire, ma poiché abbiamo assunto questo atteggiamento, che “non mi piace servire Krishna” o “Io sono Krishna”, allora cadiamo nelle grinfie di maya, immediatamente. E sotto l'illusione di maya ... ‘prakriteh kriyamanani gunaih karmani...’ (Bg. 3.27), l’anima sviata crede di essere l’artefice delle proprie azioni.

‘Karanam guna-sango hasya sad-asad-janmasu’ (Bg. 13.22): “A contatto con la natura materiale, l’essere vivente incontra piaceri e sofferenze nei vari tipi di corpi”. Poiché ci associamo con le diverse influenze della natura materiale, pertanto dobbiamo rinascere, ‘sad-asad-janma-yonisu’; diventando maiale, o cane, o essere umano, o deva, oppure albero o pianta – otto milioni e quattrocentomila specie e forme di vita. Krishna dice ‘sarva-yonisu kaunteya…’ (Bg. 14.4).
Krishna dichiara: “Di tutte le forme, qualunque siano, Io ne sono il padre che dà il seme, ‘bija-pradah pita’.” Se Krishna è il padre originale di ogni essere vivente, perché qualcuno diventa brahmana e altri diventano sudra, o albero, tigre o maiale, oppure Indra o Brahma? Perché?

Perciò, ‘karanam guna-sangahasya sad-asad-yoni-janmasu’ (Bg. 13.22): “Per l’anima non c’è nascita né morte. Non muore, quando il corpo muore. Al contatto con la natura materiale, l’essere incontra piaceri e sofferenze nei vari tipi di corpi”. Così nasco in diversi tipi di corpi, dovuto alla mia associazione con le diverse influenze della natura materiale. È la mia mente che mi trasporta, non è la morte. È sciocco affermare che “quest'uomo è morto, tutto è finito”. È un’insensatezza, non è finito. ‘Na hanyate hanyamane sarire’ (Bg. 2.20): “L’anima non muore quando il corpo muore”.

Ma gli sciocchi mascalzoni dichiarano: “Ora quest'uomo è morto, finito”. Ed eminenti professori affermano: “Svamiji, dopo la morte tutto è finito”. Vedete? Dei mascalzoni sciocchi diventano leader, professori e politici. Com’è possibile che le persone siano felici? Sono sempre immerse nell'ignoranza della vita. ‘Na te viduh svartha-gatim hi vishnum durasaya ye bahir-artha-maninah’ (SB 7.5.31):

“Come ciechi guidati da un altro cieco perdono la strada e cadono nel fosso, così le persone attaccate alla materia, guidate da altri uomini similmente attaccati, sono legate dalle robuste corde dell’attività interessata e continuano ripetutamente la loro vita materialista subendo le tre forme di sofferenza”.

Sono affascinati dall’aspetto esterno dell'energia di Krishna; anche questo mondo materiale è energia di Krishna. Siamo dunque attratti da questa energia materiale; ma la perfezione della vita è l’attrazione per l'energia spirituale. Entrambe sono energie di Krishna: ‘Apara’ (inferiore) e ‘para’ (superiore). Ciò è spiegato nella Bhagavad-gita. Così ora siamo attratti dall'energia inferiore, ‘apara’. ‘Bhumir apo 'nalo vayuh’ (Bg. 7.4): “Terra, acqua, fuoco, aria, etere … costituiscono la Mia energia materiale”.

Desideriamo questi elementi materiali perché siamo attratti dall'energia materiale, quindi, quando costruiamo una bella casa in pietra, pensiamo: “Ora sì, che la mia vita avrà successo, ho una bella casa di pietra”. Tu sei pietra? No. Tuttavia, la tua attrazione è per la pietra, perciò Krishna ti dà l’opportunità. “D’accordo, prendi la pietra e costruisci una casa ... Ma non sarai mai felice. Solo se se ti arrendi a Me sarai felice”.

Proprio come un padre dà ogni facilitazione al figlio per giocare, e allo stesso tempo lo istruisce: “Mio caro bambino, non giocare così, non va bene”. Ma se il figlio insiste, allora il padre dice: “D’accordo, fa come vuoi”. Allo stesso modo, Krishna non vuole che noi veniamo in questo mondo materiale per rimanere attratti da terra, acqua, aria, etere, fuoco, diventare grandi scienziati e creare combinazioni con questi cinque elementi. ‘Tejo-vari-mridam vinimayah tri-sargo mrisa’. Che cos’è questo mondo? È una combinazione di terra, acqua, fuoco, aria. È tutto.

‘Tejo-vari-mridam vinimayah tri-sargo mrisa’. È illusorio. In realtà, è una combinazione di questi cinque elementi, come pure il nostro corpo. E noi ne siamo attratti: “Ho un bel corpo, forte; un corpo americano, indiano, di brahmana, questo e quel corpo”. È tutto maya. Non sarai mai felice secondo questo concetto corporeo di vita, perché tu sei ... Perciò, indirettamente Krishna insegna ‘acchedyo yam adahyo yam’ (Bg, 2.24): “L'anima individuale è indivisibile e insolubile; non può essere bruciata né seccata …”

Il corpo è bruciato in cenere, quindi, come possiamo essere il corpo? Quando l'uomo è morto, il corpo è posto nel fuoco e diventa ‘dahya’, bruciato. Come possiamo essere il corpo? Un uomo afferma: “Oh, sono nato brahmana, ho questo corpo dalla mia nascita”. D’accordo. Poi, quando tuo figlio brucerà questo tuo corpo, allora sarà soggetto al ‘brahma-hatya-papa’. Questo è ciò che accade nel concetto corporeo ... ‘Yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke’ (SB 10.84.13): “Colui che s’identifica col corpo inerte costituito di muco, bile e aria …, – tale persona non è migliore di un asino o una mucca”.

Questo corpo è composto dai tre ‘dhatu’ – bile, muco e aria – cioè, un sacco di ossa, carne e sangue. Se pensiamo che “Io sono questo corpo”, allora siamo ‘go-khara’, non differenti da una mucca o da un asino. Pertanto, chiunque sia nel concetto corporeo di vita, è un animale, go-khara. ‘Sa eva go-kharah’ (SB 10.84.13). Come puoi quindi ricevere conoscenza da una persona simile a un animale? Non puoi ottenere conoscenza dalle mucche o dagli asini.

Chiunque sia nel concetto corporeo di vita non è migliore di un animale. In realtà, parlando francamente, tutti sono nel concetto corporeo di vita, perciò la civiltà moderna è una civiltà animale, non una civiltà umana. La civiltà umana inizierà quando capiremo che “Io non sono questo corpo, sono un'anima spirituale”. ‘Aham brahmasmi’. Questo è l'inizio della civiltà umana. E finché si è nel concetto corporeo di vita è una civiltà di cani e gatti. È tutto. Grazie molte. Hare Krishna".






Fine
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Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.


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