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 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 24
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Sangita Dasi
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59 Messaggi

Inserito il - 26/06/2020 : 12:49:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 24


acchedyo 'yam adahyo 'yam
akledyo 'sosya eva ca
nityah sarva-gatah sthanur
acalo 'yam sanatanah


TRADUZIONE

"L'anima individuale è indivisibile e insolubile; non può essere bruciata né seccata. È immortale, onnipresente, inalterabile, immobile ed eternamente la stessa".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Queste caratteristiche sono la prova definitiva che l’anima non subisce alcuna alterazione e che, pur conservando la propria individualità, rimane eternamente una particella infinitesimale del tutto spirituale. Viene così a cadere anche la teoria monista, secondo cui tra l’anima individuale e il tutto spirituale esisterebbe un’unione così intima che essi finirebbero per fare un tutt’uno.

In realtà, dopo la liberazione dalla contaminazione materiale l’anima infinitesimale può scegliere di vivere come una scintilla nello splendore che s’irradia dal corpo di Dio, oppure, dando prova di un’intelligenza superiore, può raggiungere uno dei pianeti spirituali per vivere insieme con la Persona Suprema.

Le parole sarva-gata, che significano “presente ovunque”, sono significative perché gli esseri viventi si trovano in ogni parte della creazione. Vivono nell’acqua, nell’aria, sulla terra e sotto la terra, e persino nel fuoco.

Si crede di solito che il fuoco distrugga ogni forma di vita, ma questo verso indica che l’anima non è distrutta dal fuoco. Anche il sole, dunque, è sicuramente abitato da esseri che hanno corpi adatti a questo pianeta. Se così non fosse, le parole sarva-gata non avrebbero significato".








LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta ad Hyderabad (India) il 28 Novembre 1972

acchedyo 'yam adahyo 'yam
akledyo 'sosya eva ca
nityah sarva-gatah sthanur
acalo 'yam sanatanah

“L’anima individuale è indivisibile e insolubile, né può essere seccata o bruciata. È immortale, onnipresente, inalterabile, inamovibile ed eternamente la stessa”.

Ecco l'importanza di ‘sanatana’. ‘Nityah sarva-gatah sthanur acalo yam sanatanah’. Qui è menzionata la parola sanatana (‘eternamente la stessa’). In un altro verso è detto ‘mamaivamso jiva-bhutah jiva-loke sanatanah’ (Bg. 15.7): “Gli esseri viventi, nel mondo di condizioni, sono i Miei frammenti eterni (sanatanah)”.

E ‘paras tasmat tu bhavah anyah avyaktah avyaktat sanatanah’ (Bg. 8.20): “Esiste tuttavia un altro mondo, che è eterno (sanatanah) ed è al di là della materia manifestata e non manifestata”. ‘Paras tasmat’: oltre a questa natura, prakriti – che non è sanatana ma ‘asanatana’, deperibile – c’è un’altra natura che è trascendentale, ‘paras’.

Il nostro movimento per la coscienza di Krishna è un tentativo di riunire questi sanatana: L'essere vivente sanatana; Dio, Krishna, sanatana; e il luogo sanatana. Proprio come tutti stanno cercando di vivere insieme con la comunità, la famiglia – padre, madre, figli, amici e connazionali – cercando di stabilire una soluzione definitiva. E'come costruire un bell’edificio, spendendo milioni di dollari e rendendolo solido e stabile in modo che non possa essere distrutto. Così tutti stanno cercando di mantenersi in modo permanente, i vecchi cercano di rimanere giovani.

Nessuno vuole diventare vecchio, essere distrutto; ma la difficoltà è che qui tutto è distrutto, ‘asanatana’, non rimane per sempre. Eppure abbiamo la tendenza a diventare sanatana, vogliamo una vita, un luogo e delle relazioni permanenti, ma non è possibile. Perciò gli shastra spiegano ‘andha yathandhair upaniyamanah’ (SB 7.5.31): “Uomini ciechi guidati da un altro cieco”.

‘Andha’ significa “ciechi”. I leader ciechi ci danno la falsa speranza che qui potremo stabilire un insediamento permanente, pertanto sono chiamati ‘andha’, privi di buon senso. Non possiamo rendere niente ‘sanatana’; eppure il tentativo continua, di rendere tutto ‘sanatana’.
Questa è chiamata illusione.

Illusione significa accettare qualcosa che non è possibile; ma non lo sanno. ‘Na te viduh svartha-gatim hi visnum durasaya ye bahir-artha-maninah’ (SB 7.5.31): “Chi è intrappolato nella coscienza di godere della vita materiale, e che perciò ha accettato come leader o guru un uomo similmente cieco, attaccato agli oggetti dei sensi, non può capire che lo scopo della vita è tornare a Dio”. ‘Durasaya’ – o l’ambizione di godere l’esistenza materiale – è una speranza che non sarà mai soddisfatta. ‘Asa’ significa “speranza”.

L’intero mondo materiale sta andando avanti in questo modo, ‘durasaya’. Stanno cercando un accordo permanente, ma ci sono sempre interruzioni e lotte... Ora hanno creato le Nazioni Unite: “Care nazioni, per favore non lottate tra voi, fate un’alleanza permanente per la pace”.

Ma il risultato è che la lotta è in corso, non può essere fermata. Questo non è un luogo sanatana, è impermanente e temporaneo, ‘bhutva bhutva praliyate’ (Bg. 8.19): “Senza fine tutti gli esseri tornano all'esistenza e inesorabilmente sono dissolti”.

Questa è la natura del mondo materiale. Qualcosa è generato in una certa data e rimane per qualche tempo, cresce, dà sottoprodotti, poi si assottiglia e svanisce. Proprio come questo corpo, che è generato dal padre e dalla madre in una certa data, quindi rimane per qualche tempo, cresce e fornisce alcuni sottoprodotti.

Da questo corpo saranno generati altri bambini – come dagli alberi cresceranno frutti e semi – poi si assottiglia, diventa vecchio e svanisce. Questa è la natura. E quindi otteniamo informazioni, ‘acchedyo yam adahyo yam akledyo sosya eva ca, nityah sarva-gatah’. Un'altra qualifica degli esseri viventi è sarva-gatah, “sono ovunque”.

Lo scienziato mascalzone sostiene che non esiste alcun essere vivente sul pianeta lunare o solare. È un’assurdità. Altrimenti, perché Krishna dice ‘sarva-gatah’? Ovunque ci sono entità viventi. La loro teoria è falsa; possiamo vederlo in pratica. Ci sono esseri viventi nell'acqua, nell'aria, all'interno della terra, esistono in tanti modi. Perché non in altri pianeti? Dov'è la differenza tra questo o quel pianeta?

Entrambi sono composti dai cinque elementi. Qui l'elemento terra è prominente, e sul globo solare è predominante l'elemento fuoco. Il mondo materiale è quindi costituito da questi cinque elementi, ‘bhumir apo nalo vayuh kham…’ (Bg. 7.4): “Terra, acqua, fuoco, aria, etere…, costituiscono la Mia energia materiale”.

Perciò Krishna dice, ‘sarva-gatah’, gli esseri viventi sono ovunque. E Krishna è all’interno di ognuno. ‘Andantara-stha-paramanu-cayantara-stham’ (Brahma-samhita 5.35): “Egli è presente, nella Sua pienezza, anche nel cuore degli atomi sparsi nell’universo”.
Krishna è all'interno dell’universo ed è nel cuore di tutti. ‘Isvarah sarva-bhutanam hrid-dese arjuna tisthati’ (Bg. 18.61): “Il Signore Supremo è situato nel cuore di ognuno e dirige l'errare di tutti gli esseri viventi”.

Se sei uno scienziato, puoi studiare un insetto – ce ne sono così tanti descritti nei libri, e molti altri. Se sei un grande scienziato, allora scopri dov'è il cuore dell’insetto e dov'è Krishna. Ma Krishna dice, ‘sarva-gatah’, Krishna si trova ovunque; finché c’è Krishna, c'è l’essere vivente. Com’è possibile che quel piccolo insetto si muova? C’è ogni cosa, la condizione fisiologica e anche il cuore – ma non potete creare queste cose. Avete imitato un grande uccello, un aereo che vola, e chiaramente potete imitare un piccolo insetto volante.

Molti si chiedono se in realtà, studiando filosoficamente, possiamo vedere in che modo Vasudeva, Krishna, agisce – ‘vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah’ (Bg. 7.19): “Chi ha la vera conoscenza si sottomette a Me; un'anima così grande è molto rara”. Quindi l'essere vivente è qui descritto come sanatana.

‘Andantara-stha-paramanu-cayantara-stham’. E questo processo, attraverso il quale si può comprendere la nostra natura sanatana, è detto sanatana-dharma; non il processo di portare un grande tilaka e considerare un furfante come un grande brahmana – ritenere che questo corpo, una massa di materia, rappresenti il brahmana e il sanatana-dharma. È un nonsenso.

Sanatana-dharma significa che prima di tutto devi sapere chi sei. Questo è il sanatana-dharma. E com’è possibile che il sanatana-dharma sia limitato a una certa area? Sarva-gatah. Il sanatana-dharma deve essere ovunque. ‘Isavasyam idam sarvam’ (Ishopanisad mantra 1): “Il Signore è Maestro e Possessore di tutto ciò che esiste in quest’universo”.

Ovunque è il regno di Krishna, la proprietà di Krishna. Perché affermate che solo in India esiste il sanatana-dharma? E solo in India ci sono i brahmana? Ciò che Krishna crea, vale per tutto il mondo. Perché Krishna è il padre di tutti.

‘Aham bija-pradah pita, sarva-yonisu kaunteya’ (Bg. 14.4): “Tutte le specie di vita hanno origine nella natura materiale, ed Io ne sono il padre che dà il seme”. Così, anche questa idea insensata, che il sanatana-dharma sia solo in India, è stata stroncata ... Ora, il Pakistan è tagliato fuori dall’India e quindi non vi è sanatana-dharma.

Se rimanete così sciocchi, allora, significa che siete guidati da leader ciechi – ‘andha yathandhair upaniyamanah’ (SB 7.5.31): “Come ciechi guidati da un altro cieco perdono la strada e cadono nel fosso…” Non sapete che è che cosa. Pertanto l'essere vivente è sanatana, e il processo mediante il quale può realizzare la sua natura di sanatana, è chiamato sanatana-dharma.

Consideriamo queste due parole: sanatana significa “eterno”, e dharma significa “occupazione, caratteristica”. Dharma non si riferisce a qualche cerimonis rituale superficiale, ma a una caratteristica eterna. Questo è il vero significato. Il dharma non è un tipo di fede, è una propensione naturale, quindi sanatana-dharma è la nostra “occupazione eterna”. Il cambiamento: adesso ho questo corpo indiano e il prossimo può essere il corpo di un cane, di un gatto o di un essere celeste, secondo il mio karma. Il corpo cambia, quindi il sanatana-dharma non può essere applicato al corpo.

Il sanatana-dharma è la caratteristica dell'anima. Sanatana-dharma significa comprendere la caratteristica dell'anima, che è qui descritta da Krishna come sanatana. E alla fine della Bhagavad-gita Egli ci informa sul sanatana-dharma. Che cos'è? ‘Sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja’ (Bg. 18.66): “Abbandona ogni altra forma di religione e sottomettiti a Me”. Questo è il sanatana-dharma. Krishna è sanatana, io sono sanatana, voi siete sanatana.

Tuttavia, sotto l'influenza della natura, ora penso di essere “il servitore di mia moglie, della società e della nazione”, oppure, “il servitore del mio gatto o del mio cane”. E in realtà lo stiamo facendo; ognuno agisce sotto questa impressione. ‘Ato griha-ksetra-sutapta-vittair janasya moho 'yam aham mameti’ (SB 5.5.8): “Sulla base di questa concezione errata, che incatena i cuori, l’essere sviluppa un’attrazione per il corpo, la casa i beni, i figli… Accrescendo così le sue illusioni, finisce per pensare in termini di ‘io’ e ‘mio’.”

Questa è illusione, dovete venire alla piattaforma eterna di sanatana. Cos'è quell’eterno? “Sono eternamente servitore di Krishna”. Questo è sanatana-dharma. Non sono servo di questo o di quello. No. Sono un servitore eterno di Krishna, ‘jivera svarupa haya nitya-krishna-dasa (Cc. Madhya 20.108-109): “La posizione costituzionale dell’essere vivente è quella di servitore eterno di Krishna”. Caitanya Mahaprabhu dichiara che la coscienza di Krishna è la posizione originale di ogni essere vivente.

Al presente, sotto l’influenza di maya, abbiamo una diversa coscienza. Sto pensando che “in questo modo sarò felice”, ma è solo una speculazione mentale. Non puoi essere felice se non ti arrendi a Krishna. Ciò è definito sanatana-dharma. Perciò Krishna dice ‘bahunam janmanam ante’ (Bg. 7.19): “Dopo numerose nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e tutto ciò che esiste. Un'anima così grande è molto rara”. Dopo numerose nascite una persona diventa veramente saggia.

‘Kamadinam kati na katidha palita durnidesas tesam jata mayi na karuna na trapa nopasantih.’ (Cc Madhya 22.16): “O mio Signore, non c’è limite agli odiosi ordini dei desideri sensuali, Benché li abbia serviti molto a lungo, ora non mi mostrano alcuna misericordia”.

Questo brahmana prega Krishna, dicendo: “Mio caro Signore, sono diventato il servitore dei miei sensi”. Tutti sono servitori dei loro sensi, desiderano godere dei sensi. Non solo godere, in realtà, ciò che vogliono è servire i propri sensi. La mia lingua dice: “Andiamo in quel ristorante, voglio gustare quel brodo di pollo così buono”. Allora vado subito – non per godere, ma per rispettare gli ordini della mia lingua.

Pertanto, nel nome del cosiddetto godimento, tutti serviamo i sensi. In Sanscrito è detto 'go-dasa': servitore (dasa) dei sensi (go). Così, sempre che non si diventi dei gosvami, la propria vita è rovinata. Gosvami significa che non puoi accettare le imposizioni dei sensi, ma devi disciplinare i tuoi sensi.

Quando la lingua comanda “mi porterai in quel ristorante o mi darai una sigaretta”, se tu dici “no, niente fumo e niente ristorante, ma solo Krishna-prasada”, allora sei un gosvami. Questa è la caratteristica, ‘sanatana’, perché sono un eterno servitore di Krishna. Ciò è chiamato sanatana-dharma, com’è descritto nell'Ajamila-upakhyana.

Possiamo quindi raggiungere lo stadio di ‘tapasa brahmacaryena samena ca damena ca…’ (SB 6.1.13): Al fine di concentrare la mente bisogna osservare la vita del celibato senza deviare. Pertanto, tutta la letteratura vedica è destinata al controllo dei sensi. ‘Yoga indriya-samyamah’, senza il controllo dei sensi nessuno può fare progressi nella vita umana. Questo è lo yoga. Yoga non significa mostrare un po’ di magia.

Lo yoga è una ‘magia di prima classe’. Ho incontrato molti cosiddetti yogi che non riescono a controllare l’impulso di fumare. Vedete? Il fumare e altre attività continuano, eppure si fanno passare per yogi. Che tipo di yogi? Yogi significa colui che ha controllato i sensi. ‘Samena damena brahmacaryena’ (SB 6.1.13): “Per concentrare la mente, si deve osservare la vita del celibato senza deviare”.

Nella Bhagavad-gita è spiegato il sistema dello yoga; e cinquemila anni fa, Arjuna ha ascoltato l’insegnamento del metodo yoga di controllare i sensi. Era un grihastha e anche un politico, apparteneva alla famiglia reale e stava combattendo per ottenere la vittoria sul regno.

Perciò Arjuna disse apertamente: “Mio caro Krishna, per me non è possibile diventare un yogi, è un lavoro molto difficile, mi stai chiedendo di sedermi in un luogo solitario e mantenere una posizione eretta, semplicemente guardando la punta del mio naso, e altre cose... Ma non è possibile per me”.

Così ha apertamente rifiutato, e Krishna, solo per incoraggiare il Suo amico e devoto ... Egli comprese che Arjuna era deluso, ammettendo apertamente che non era possibile per lui, perché in realtà era un politico. Come poteva diventare un yogi? Ma i nostri politici si fanno pubblicità affermando di praticare yoga. Che tipo di yoga? Sono diventati superiori ad Arjuna? In questa età decaduta? Cinquemila anni fa, la condizione era favorevole; ma ora, in questa condizione così degradata e sfavorevole, vorresti diventare un presunto yogi? Non è possibile.

‘Krite yad dhyayato vishnum’ (SB 12.3.52): “Qualunque risultato si otteneva in Satya-yuga meditando su Vishnu…” Yoga significa ‘meditare su Vishnu’, e ciò era possibile nel Satya-yuga. Proprio come Valmiki, che meditò per sessantamila anni e divenne perfetto. Chi vivrà dunque per sessantamila anni? Perciò non è possibile, e quindi, per incoraggiarlo, Krishna spiegò ad Arjuna lo scopo dello yoga (Bg. 6.47):

yoginam api sarvesam
mad-gatenantar-atmana
sraddhavan bhajate yo mam
sa me yuktatamo matah

“Di tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Me e Mi adora servendoMi con un amore trascendentale è il più intimamente legato a Me ed è il più grande di tutti”.

Lo yogi di prima classe è colui che pensa sempre a Krishna, e questo movimento per la coscienza di Krishna educa le persone a diventare yogi di prima classe. Pensa a Krishna e medita su di Lui. Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. Non è una cosa fasulla, ma un fatto reale Puoi diventare un yogi. Puoi diventare Brahman. ‘Brahma-bh#363;y#257;ya kalpate’ (Bg. 14.26):

mam ca yo 'vyabhicarena
bhakti-yogena sevate
sa gunan samatityaitan
brahma-bhuyaya kalpate

“Chi s’impegna completamente nel servizio devozionale, senza deviare in nessuna circostanza, trascende le tre influenze della natura materiale e raggiunge immediatamente il piano spirituale”.

Colui che diventa realizzato, una persona realizzata nel sé, allora, ‘brahma-bhutah prasannatma’ (Bg. 18.54), realizza subito il Brahman Supremo, che cosa rimane per lui da compiere? Ha ottenuto lo scopo ultimo della vita, diventare ‘aham brahmasmi’ [io sono brahman, sono un’anima spirituale].

La letteratura vedica insegna che “noi siamo brahman”; non pensate di appartenere a questa materia. Krishna è Parabrahman (il Brahman Supremo) e noi siamo il brahman subordinato. ‘Nitya-krishna-dasa’ – siamo i servitori brahman, e Lui è il maestro Brahman. Così, invece di capire che io sono il brahman servitore, penso di essere il Brahman maestro. Un'altra illusione.

Così vanno le cose. Sanatana-dharma significa quando si comprende la nostra vera posizione. Questa è la realizzazione del sé; o, in altre parole, Krishna è sanatana. Se t’impegni al servizio di Krishna, allora, praticando il sanatana-dharma, sei trasferito nel luogo sanatana, Vaikuntha. Questo è il sanatana-dharma. Dharma significa “caratteristica o inclinazione”. Pertanto, qual è la nostra caratteristica?

La spiegazione è che ora serviamo i nostri sensi – questa è la nostra caratteristica materiale – perché originariamente siamo servitori. Non siamo i padroni, ma abbiamo rinunciato al servizio di Krishna. ‘Krishna-bahirmukha hana bhoga vancha kare’ (Prema-vivarta): “Perché dovrei diventare servitore? Diventerò Krishna”.

[Nel Prema-vivarta è detto che quando l’essere vivente vuole godere della natura materiale, immediatamente è ingannato dalla natura stessa. L’essere vivente non è forzato a venire in questo mondo materiale; fa la sua scelta]

D’accordo, diventa Krishna, sii il #8203;#8203;goditore. Questo è il mondo materiale: tutti stanno cercando di diventare Krishna, di godere, quindi c'è sempre lotta nel tentativo di diventare Krishna. Stiamo tutti cercando di essere Krishna, attualmente ci sono così tante incarnazioni di Dio – in ogni vicolo e strada. Siamo tutti delle imitazioni di Krishna e in conseguenza c'è lotta. Questo è asanatana-dharma, non è sanatana.

Perciò il brahmana dice, ‘kamadinam kati na katidha palita durnidesah’ (Cc Madhya 22.16): “Mio caro Signore, ho cercato di essere il maestro, ma sono diventato un servitore dei miei sensi – kama, krodha, lobha, moha, matsarya. Solo ora, realizzo che ho servito troppo a lungo, ma i miei cosiddetti padroni non sono ancora soddisfatti”. Tutti lo sanno. Nella vita ognuno cerca di diventare il padrone, ma non è possibile, non lo sarà mai. E quando diventa saggio, allora comprende che in realtà non è un maestro ma sta servendo gli altri.

“Nella mia famiglia penso di essere il capofamiglia; ma, in realtà, per soddisfare i miei familiari devo lavorare duramente giorno e notte; così sono diventato il loro servitore, eppure penso di essere il maestro”. Questa è illusione. Quando capisce che non può essere padrone in nessuna fase della sua vita, allora si arrende a Krishna. ‘vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah’ (Bg. 7.19): “Colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me. Un'anima così grande è molto rara”.
Vasudeva è il vero maestro e la mia natura è di servirLo.

‘Vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah’, questo è un mahatma di prima classe, non quello che pensa di essere diventato Narayana e chiede la carità di porta in porta. Narayana è destinato a chiedere l’elemosina? Narayana è il maestro di Lakshmi, la dea della fortuna, eppure hanno creato la parola ‘daridra-narayana’.

Ora Narayana è diventato ‘daridra’, povero. Che sciocchezza. Narayana, è il maestro della dea della fortuna, e non solo, ‘lakshmi-sahasra-sata-sambhrama-sevyamanam govindam adi-purusam tam aham...’ (Brahma-samhita 5.29), è il maestro di centinaia di migliaia di lakshmi. Proprio come Krishna, quand'era presente, aveva sposato 16.108 lakshmi a Dvaraka. Questi è Narayana.

Ogni lakshmi viveva in un sontuoso palazzo di marmo decorato con gioielli che brillavano di luce propria. E ciascuna regina aveva dieci figli; non accadeva che sedicimila regine piangessero quando Krishna non era con loro. No. Egli Si era espanso in sedicimila forme e viveva simultaneamente con ciascuna regina nel suo palazzo. Questi è Narayana. Perché dovrebbe diventare ‘daridra’?

Narayana dichiara ‘bhoktaram yajna-tapasam…’ (Bg. 5.29): “Sono il fine ultimo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità”. E' il supremo beneficiario e goditore, ‘bhoktaram’. Pertanto Egli è illimitato e anche il Suo godimento è illimitato. Questi è Krishna. Lo ha dimostrato quando era presente. Perché solo sedicimila mogli? Anche se avesse avuto sedici milioni di mogli, non sarebbero state perfette per Lui, perché Egli è illimitato. Bisogna dunque capire queste cose.

Pertanto, questo brahmana prega, ‘kamadinam kati na katidha palita durnidesas tesam jata mayi na karuna na trapa nopasantih, sampratam labdha-buddhih, labdham’: “Mio caro Signore, ho servito i miei sensi così a lungo, ma vedo che non sono soddisfatti né contenti, né c'è fine al loro servizio; quindi ora, che ho ritrovato il buonsenso, sono venuto a servirTi, per favore accettami”.
E se sei impegnato nel servizio, ma stai pensando come un maestro, allora questa è follia; rinuncia a una tale sciocchezza e semplicemente diventa un servitore di Krishna, perché questa è la tua posizione costituzionale.

Questo è il movimento per la coscienza di Krishna: Ogni essere vivente è sanatana, Krishna è sanatana, e c'è un luogo sanatana, perciò il nostro compito è come trasferirci in quel sanatana-dhama. ‘Sarvesu vinasyatsu na vinasyati’: Quando ogni cosa è distrutta, quel luogo, sanatana-dhama, non è mai distrutto. Krishna non è mai distrutto, e anche voi non sarete mai distrutti. Pertanto, quando queste tre combinazioni sono presenti, ci sarà anche la felicità.

‘Yad gatva na nivartante tad dhama paramam mama’ (Bg. 15.6): “La Mia dimora non è illuminata né dal sole né dalla luna né dall'elettricità. Chi la raggiunge non torna mai più in questo mondo”.

Dobbiamo dunque tornare a quel sanatana-dhama (l’eterna dimora) eseguendo il nostro sanatana-dharma (l’eterna religione), per avvicinare il supremo sanatana (l’eterno Signore Supremo). ‘Nityo nityanam’: Dio è eterno tra gli esseri eterni, è il più grande sanatana tra i numerosi altri ‘sanatana’. Le parole ‘nitya’ e ‘sanatana’ hanno lo stesso significato e qui sono usate entrambe. Poiché Krishna è ‘nitya’, e anche gli esseri viventi sono ‘nitya’, il nostro compito è di avvicinarci a Krishna ed essere impegnati nel Suo servizio per l'eternità, ‘nitya’. Questo ci renderà felici.

Altrimenti, che significato ha questo tilaka, se pensiamo di essere il corpo, “sono un brahmana, sono questo, sono quello”. Questo non è il sanatana-dharma. Cercate di capire. Il vero sanatana-dharma dovrebbe essere diffuso nel mondo per il beneficio di tutti gli esseri viventi, che sono sanatana e che dovrebbero essere informati: “Ecco la tua posizione, ecco il tuo maestro di sanatana, perché continui a servire i tuoi sensi?” Questo è il sanatana-dharma. Pertanto, il movimento per la coscienza di Krishna è il vero sanatana-dharma, e non l’altro dharma in cui si pensa di essere questo e quello. Grazie mille. Hare Krishna".






Fine
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Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.


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