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 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 15
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Sangita Dasi
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51 Messaggi

Inserito il - 01/11/2019 : 14:22:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 15


yam hi na vyathayanti ete
purusam purusarsabha
sama-duhkha-sukham dhiram
so 'mritatvaya kalpate


TRADUZIONE

"O migliore tra gli uomini [Arjuna], chi non è distratto né delle gioie né dai dolori, ma rimane sereno e risoluto in ogni circostanza, è degno della liberazione".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Colui che è determinato a raggiungere uno stadio avanzato nella realizzazione spirituale e giunge a tollerare con equanimità gli assalti della gioia e del dolore, è pronto per raggiungere la liberazione.

Nel varnasrama-dharma la vita di sannyasa, l’ordine di rinuncia, richiede enormi sacrifici, ma l’uomo che desidera veramente rendere perfetta la propria vita adotta il sannyasa nonostante tutte le difficoltà.

Le maggiori difficoltà sorgono quando bisogna troncare i legami familiari e abbandonare la compagnia della moglie e dei figli. Ma chi riesce a sopportare questa separazione si apre il cammino verso la realizzazione spirituale. Perciò il Signore consiglia ad Arjuna di perseverare nell’esecuzione del suo dovere di ksatriya, anche se gli è penoso battersi contro i componenti della sua famiglia o altre persone care.

Quando Sri Caitanya Mahaprabhu divenne sannyasi all’età di ventiquattro anni, la Sua giovane moglie e Sua madre rimasero senza alcun sostegno; eppure Egli accettò il sannyasa e rimase fermo nell’adempimento dei suoi doveri spirituali per una causa superiore. Questo è il modo per raggiungere la liberazione dai legami della materia".







LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta in Messico, il 15 Febbraio 1975

yam hi na vyathayanti ete
purusam purusarsabha
sama-duhkha-sukham dhiram
so ‘mritatvaya kalpate

“O migliore tra gli uomini (Arjuna), chi non è distratto né dalle gioie né dai dolori, ma rimane sereno e risoluto in ogni circostanza, è degno della liberazione”.

"Negli ultimi giorni abbiamo parlato della posizione costituzionale dell'anima. Prima di tutto abbiamo analizzato che l'essere vivente non è il corpo, ma è all'interno del corpo – proprio come l'autista non è l’auto ma è all'interno di essa. Ora, quell'autista, o l'anima all'interno del corpo, è immortale e sta trasmigrando da un corpo all'altro.

Questa trasmigrazione non è un buon affare. Se all’improvviso dovessi spostarti immediatamente dal tuo appartamento ad un altro, non saresti indignato? Ciò che naturalmente desideriamo è di rimanere in un appartamento in modo permanente – sarebbe un’ottima cosa.

In realtà è ciò che vogliamo. Nessuno vuole morire. Nessun essere vivente, persino nella peggiore condizione di vita, non accetterebbe mai di essere ucciso. Perciò la psicologia è che nessun essere vivente vuole morire. In realtà non siamo soggetti alla morte o alla nascita, ed è questo che ora discuteremo. In un modo o nell'altro, per caso o coincidenza, abbiamo acquisito questo corpo materiale.

In realtà non è un caso, ma poiché abbiamo voluto dominare sul mondo materiale, abbiamo così ricevuto un corpo materiale. Tutti in questo mondo, dagli umani agli animali, uccelli o bestie, stanno cercando di diventare il padrone dell'universo.

Pertanto, se vogliamo davvero ottenere sollievo dal costante cambiamento della trasmigrazione, dobbiamo prepararci. Abbiamo già spiegato che possiamo prepararci alla nostra prossima vita. Se lo desidero, posso andare sul sistema planetario superiore o inferiore; e se lo desidero, posso ottenere una una vita virtuosa o una vita bestiale. Ciò che desidero, l’otterrò. Il Signore è situato nel mio e nel tuo cuore, e sta agendo ... Non ha bisogno di agire, ma risiede nel cuore per osservare le nostre attività. Comprende anche qual è il nostro desiderio e di conseguenza offre un veicolo, o una macchina adatta. Questo corpo è una macchina.

Perciò è detto, ‘yantrarudhani mayaya (Bg. 18.61): “Il Signore Supremo è situato nel cuore di ognuno e dirige l'errare di tutti gli esseri viventi, che si trovano, ciascuno, come in una macchina costituita di energia materiale”. Yantra significa macchina. Proprio come nella nostra macchina possiamo viaggiare qua e là, similmente, nella macchina del corpo possiamo andare ovunque. Come esseri umani, quindi, dovremmo chiederci: “Perché sto vagando in così tanti luoghi, specie di vita e pianeti? Perché? Non si può fermare tutto per una vita permanente?” Questa dovrebbe essere la nostra considerazione. Perciò Sri Caitanya Mahaprabhu dice:

ei rupe brahmanda bhramite kona bhagyavan jiva
guru-krishna-prasade paya bhakti-lata-bija
(Cc. Madhya 19.151)

“Tra molti milioni di esseri vaganti, uno, forse, per la grazia di Krishna, ottiene la grande fortuna di entrare a contatto con un maestro spirituale autentico”. In tal modo l'essere vivente sta vagando in diverse specie di vita in diverse piattaforme planetarie, e ciò è molto ripugnante, quindi se uno è fortunato, allora viene a contatto con un devoto. Questo movimento per la coscienza di Krishna è concepito per dare questa opportunità a tutti. Stiamo aprendo centri in tutto il mondo, invitando le persone a venire da noi per comprendere la filosofia, abbiamo così tanti libri e cerchiamo di salvare tutti dal disagio della ripetizione di nascita e morte.

Nell’eseguire quest’attività, a quanto pare, c'è una piccola difficoltà, come quando prescriviamo ai nostri membri, “no all’intossicazione”; e se uno è abituato a fumare e bere caffè, tè o altro, allora prova un certo disagio. Similmente diciamo “no al consumo di carne”, e così, chi mangia carne, avrà difficoltà nel rinunciare a questa abitudine; e poiché diciamo “no al sesso illecito”, chi è abituato alla vita sessuale illecita, incontrerà qualche difficoltà. Pertanto, può sembrare che all'inizio molte cose siano difficili da attuare. In realtà non lo è, ma poiché siamo abituati a queste cose, ci sentiamo in difficoltà.

Tuttavia, se si è veramente seri e impazienti di fermare questa ripetizione di nascita e morte, allora è necessario intraprendere la coscienza di Krishna, perché, senza di essa, nessuno può fermare tale ripetizione. Pertanto in questo verso Krishna consiglia: “Accetta questa piccola difficoltà”. In realtà non è difficile, ma poiché siamo praticanti, all'inizio incontriamo svariate difficoltà. Perciò Krishna dice, ‘yam hi na vyathayanty ete’: “Chi non è distratto né dalle gioie né dai dolori, ma rimane sereno e risoluto in ogni circostanza è degno della liberazione”. Se queste cosiddette difficoltà non disturbano o recano pena ad una persona ...

Come, ad esempio, se sono abituato a fumare e ora me lo vietano, è naturale che mi senta in difficoltà. Perciò Krishna afferma: “Sebbene non sia difficoltoso, anche se ti senti in difficoltà continua ad attenerti al principio e diventare così idoneo per tornare a casa da Dio”. Perciò nella Bhagavad-gita troverete questo verso, ‘indriyani pramathini’ (2.60): “I sensi sono così forti e impetuosi, o Arjuna, che trascinano via perfino la mente dell'uomo saggio che si sforza di controllarli”. I nostri sensi sono molto forti, come serpenti impazziti.

Nella letteratura vedica troviamo la seguente affermazione: ‘indriya-kala-sarpa-paali’. Indriya, i sensi, sono simili a terribili serpenti; ma c'è un mezzo per sottomettere il serpente. È detto: ‘indriya-kala-sarpa-paali protkhata-damstrayate’, significa che il serpente può essere molto pericoloso, ma se riesci ad estrarre i suoi denti avvelenati allora puoi salvarti – il serpente non è più pericoloso. I nostri sensi, quindi, così forti e simili a serpenti, possono essere privati del loro veleno accettando la coscienza di Krishna. Pertanto il semplice metodo offerto da Sri Caitanya Mahaprabhu è il canto del mantra Hare Krishna.

Egli personalmente dice, ‘ceto-darpana-marjanam bhava-maha-davagni-nirvapanam’ (Cc. Antya 20.12): “Il canto del santo nome di Krishna espande l’oceano di felicità della vita trascendentale, procurando a tutti un effetto rinfrescante e permettendoci a ogni passo di gustare pienamente il nettare”. Significa che “cantando il mantra Hare Krishna il cuore sarà purificato, e appena il tuo cuore sarà ripulito, potrai percepire ogni cosa nel suo giusto ordine”. Quando il cuore è purificato, possiamo capire la nostra posizione reale, come stiamo soffrendo e come prendere provvedimenti contro questa sofferenza. Ciò è chiamato ‘bhava-maha-davagni-nirvapamam’, estinguere il fuoco ardente dell'esistenza materiale.

In questo verso è di nuovo menzionata la parola ‘dhira’, che significa “molto sobrio”. In un verso precedente Krishna spiega, ‘dhiras tatra na muhyati’ (Bg. 2.13): “L'anima realizzata non è turbata da questo cambiamento”. ‘Dhira’ indica colui che è sobrio, che non è confuso. Significa che, sebbene vi sia causa di disturbo, non è disturbato. Poiché ho promesso di “non fumare”, non lo farò, nemmeno di fronte a una sigaretta; e sebbene ci sia una possibilità per il sesso illecito, non lo farò. Questo è chiamato ‘dhira’. ‘Dhira’ significa che non si è mai disturbati, sebbene la causa dell'agitazione o del disturbo sia presente.

Per progredire nella vita spirituale bisogna dunque diventare dhira, com’è spiegato in questo verso, ‘sama-duhkha-sukham dhiram’: “Chi non è turbato né dalle gioie né dai dolori, ma rimane sereno e risoluto in ogni circostanza…” Appena una persona diventa dhira, sobria, i cosiddetti dolori e piaceri materiali non la disturbano più, e allora è pronta per diventare immortale. Ognuno è immortale, ma è caduto in tali condizioni materiali da considerarsi mortale. Poiché sono un'anima spirituale, l'ingiunzione Vedica è: ‘Aham brahmasmi’. Significa che io sono un essere spirituale, non differente dall'Essere Supremo: “Egli è eterno e anch’io sono eterno; Egli è un Essere vivente e anch’io sono un essere vivente”. Significa che qualitativamente non sono differente da Dio, ma quantitativamente Egli è grande e noi siamo piccoli.

Bisogna quindi sapere che, se ci liberiamo dalle grinfie della materia, possiamo diventare eterni, immortali, con le stesse qualità di Dio – e per questo si deve diventare dhira. Ho già spiegato che dhira significa “non disturbato”, anche se la causa dell’agitazione è presente. Pertanto questa è la qualificazione per diventare immortali. Ma c’è così poca tolleranza di fronte a una sensazione. Quando si presenta la sensazione di prurito, è difficile evitare di grattarsi; ma se smettiamo di farlo, allora il prurito cesserà, e se continuiamo a grattarci, il prurito aumenterà.

Tutti hanno avuto questa esperienza: sul momento il prurito può essere anche piacevole, ma la volta dopo non lo è – ha creato così tante condizioni inquietanti. Perciò gli shastra ingiungono che dovresti cercare di controllare i sensi. In questo modo diventi dhira; e quando diventi dhira, allora sei un candidato di prima classe per tornare a casa da Dio. C’è quindi un metodo, una pratica e un processo. Se lo desideri puoi adottarli e risolvere tutti i problemi della tua vita – in realtà non c’è alcuna difficoltà. Questo è il movimento per la coscienza di Krishna. Cercate di capirlo e adottarlo. Ci sono domande?

Domanda: Come possiamo dominarli? Come possiamo cercare di fare qualcosa che in realtà non può essere fatto?

Prabhupada: Ho già spiegato che, sebbene tu abbia le qualità di Dio, sei molto piccolo. Lo stesso esempio: se le scintille si allontano dal fuoco, si estinguono. Allo stesso modo, poiché siamo molto piccoli, appena usciremo dal grande fuoco, o dal contatto con Dio, ci estingueremo. Ma se in un modo o nell'altro, torneremo di nuovo al fuoco, la nostra qualità originale, in quanto scintille, s’illuminerà di nuovo. Pertanto, essendo caduti in questa condizione materiale, al presente abbiamo perso le nostre qualità divine. Ma possiamo curare la nostra condizione: Proprio come un malato sofferente d’inappetenza che può risvegliare l’appetito e mangiare correttamente col giusto trattamento. Perciò, essendo molto piccoli – potremmo dire un “piccolo dio” – siamo soggetti a cadere nelle grinfie di maya, l’illusione, ma possiamo essere curati e di nuovo ridestare la nostra posizione originale.

Domanda: Il Signore nel cuore è l'anima o è una parte dell'anima?

Prabhupada: No. L'anima è parte del Signore. Il Signore è l'Anima Suprema, e quindi, la pratica dello yoga significa che l'anima desidera scoprire l'Anima Suprema. ‘Dhyanavasthita-tad-gatena manasa pasyanti yam yoginah’ (SB 12.13.1): “Lo yogi perfetto fissa la sua mente nella trance della meditazione su di Lui, assorbendosi completamente in Lui, il Signore Supremo illimitato. A quella Suprema Persona di Dio offro i miei umili omaggi”.
Coloro che sono dei veri yogi, non falsi yogi, desiderano meditare sull'Anima Suprema. L'Anima Suprema e l'anima individuale (jiva) sono seduti sullo stesso albero, il corpo. L'Anima Suprema è semplicemente il testimone delle attività dell'anima individuale e dà la sanzione per tutte le sue attività malvagie. Così l'anima individuale soffre il risultato delle sue attività, mentre l'Anima Suprema è semplicemente il testimone. Ciò è spiegato nella Bhagavad-gita: ‘anumanta upadrasta’. Anumanta significa che senza la sanzione di Dio, o dell'Anima Suprema, non puoi fare nulla. Ma poiché tu, anima, persisti nel fare qualcosa, allora l'Anima Suprema dice: “D’accordo, agisci a tuo rischio”. Proprio come un ladro che sta per rubare – l'Anima Suprema gli ordina di “Non farlo”, perché senza la sanzione di Dio non può rubare. Ma quando il ladro persiste, allora Egli dice “D’accordo, fallo a tuo rischio e pericolo”. Questa è la posizione dell'Anima Suprema e dell'anima individuale.

Domanda: Così l'anima si diverte e soffre nella sua mente?
Prabhupada: Sì, l’anima crea. Poiché pensa a modo suo, sta creando situazioni che saranno per lei motivo di preoccupazione o irritazione.

Domanda: Se siamo così piccoli, perché c'è un veleno dei sensi?
Prabhupada: Veleno? Sì, poiché siamo venuti in questa condizione velenosa del mondo materiale, i sensi sono diventati velenosi. Proprio come se tu andassi in una zona dove c'è una malattia infettiva, rimani contaminato e soffri della malattia. È quindi tuo dovere non andare in un luogo dove c'è contaminazione. Spetta a te. Sei tu che crei la tua situazione di sofferenza o di piacere.

Domanda: Se non abbiamo ancora ottenuto la perfezione, come può l'anima ottenerla? Sembra che debba reincarnarsi lentamente nel tempo per arrivare alla perfezione.

Prabhupada: No, non è questo l’argomento. Se sei malato, puoi essere curato con una medicina o un trattamento adeguato. È tutto. Malattia non significa “essere senza speranza”. Altrimenti, perché la gente va a farsi curare dal medico? Allo stesso modo, per ignoranza ora sei in questa miserabile condizione, ma se sarai curato da un maestro spirituale autentico, allora guarirai. In origine ognuno di noi era puro, e ora, dovuto alla condizione materiale, siamo contaminati. Ma c'è un metodo che ci permetterà di uscire da questa contaminazione; e allora saremo di nuovo puri. E appena diventiamo puri, non c'è più nascita, morte, vecchiaia e malattia. Tutto finirà.

Domanda: Come possiamo liberarci da maya?
Prabhupada: Diventa semplicemente cosciente di Krishna, allora maya non ti toccherà; proprio come, facendo il vaccino, l'infezione non ti toccherà. Ciò è affermato nella Bhagavad-gita, ‘daivi hy esa gunamayi…’ Trova questo verso, nel settimo capitolo.

daivi hy esa gunamayi
mama maya duratyaya
mam eva ye prapadyante
mayam eta taranti te
(Bg. 7.14)

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare. Ma chi s'abbandona a Me ne varca facilmente i limiti”.

Domanda: Come possiamo sapere se uno ha raggiunto la coscienza di Krishna? Quali sono i sintomi?

Prabhupada: Il sintomo è che canta sempre Hare Krishna. Se non è cosciente di Krishna, perché prendersi il disturbo di cantare ventiquattr’ore il maha-mantra Hare Krishna? Questo è il sintomo. È anche spiegato che se nel vedere qualcuno ti ricordi di Krishna, allora quella persona è cosciente di Krishna. Pertanto, ovunque vadano i nostri uomini, la gente dice “Hare Krishna!” – solo vedendoli. Perciò sono coscienti di Krishna. Questa è la prova, ed è anche l'affermazione di Caitanya Mahaprabhu: “Se nel vedere una persona ti ricordi di Krishna, allora quella persona è cosciente di Krishna”.

Domanda: Perché sembra che quando l'anima entra in contatto con la natura materiale diventa contaminata?
Prabhupada: Vuole godere del piacere materiale. Proprio come tutti vanno al cinema per godersi un film o al ristorante per mangiare qualcosa di appetitoso ma noi non andiamo, allo stesso modo, ci sono due tipi di uomini – uno è attratto e l’altro non lo è. Quelli che non sono attratti, sono chiamati nitya-siddha, eternamente liberati; e quelli che sono attratti, sono chiamati nitya-baddha, eternamente condizionati. Troverai sempre queste due classi di uomini. Uno è attratto e l’altro no. Nel mondo spirituale il numero delle persone liberate è molto più grande del numero delle anime condizionate. Così come il numero della popolazione fuori della prigione è molto più grande rispetto ai pochi criminali all'interno della prigione. Ci sono dunque innumerevoli entità viventi, tra le quali alcune sono attratte dal piacere materiale e altre no. Pertanto, chi non vuole servire Krishna e desidera servire i suoi sensi, è posto in questo mondo materiale – gli è data ogni facilitazione per godere, ma rimane intrappolato. Questa è la situazione.

Domanda: Come sviluppiamo la devozione per il servizio, il desiderio di servire?
Prabhupada: Se sei serio, vieni da noi. Io ti insegnerò. Se vuoi essere istruito, devi andare a scuola; non puoi imparare a casa. C’è altro?

Domanda: Come possiamo percepire la trasmigrazione dell'anima?
Prabhupada: Come puoi percepire che stai sognando in una terra diversa? Di notte, quando sogni, dimentichi tutto, tuo padre, tua madre, il tuo indirizzo di casa. Sei in una piattaforma diversa. E di nuovo durante il giorno, dimentichi la terra dei tuoi sogni e sei in un altro luogo. Questa è la trasmigrazione. Cri un altro corpo e vedi diversamente. Questa è la trasmigrazione. Ogni giorno e ogni notte stiamo vivendo la trasmigrazione, ma non abbiamo l’intelligenza per capire. Pertanto, ‘tad-vijnanartham sa gurum evabhigacchet’ (Mukunda Upanishad 1.2.12): Devi andare da un guru autentico, che ti farà capire le cose.

Domanda: Come possiamo raggiungere il samadhi?
Prabhupada: Se ti assorbi completamente in un pensiero, ciò è detto samadhi. Se rimani assorto nel pensiero di Krishna, questo è samadhi. D’accordo, ora cantiamo".




Fine

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Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.




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