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 RADIO KRISHNA CENTRALE
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Snow82
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2 Messaggi

Inserito il - 12/10/2019 : 11:31:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Buongiorno a tutti,
sono nuova in questo forum e ho delle domande da porvi.
Ho iniziato a leggere la Bhagavad Gita così com'è di Sua Divina Grazia Swami Prabhupada e mi sono chiesta se sia corretto recitare il maha mantra mentalmente, nei momenti in cui mi sento di farlo.
Io credo personalmente ( correggetemi se ho interpretato male) che per avvicinarsi alla Coscienza di Krishna serva agire sul proprio 'inconscio', per cui se si esegue un compito troppo ripetitivamente lo stesso incoscio prima o poi lo rigetterà.
Credo anche che questo percorso sia lento e graduale e sia necessario aprirsi prima di tutto alla propria anima (proprio perché siamo esseri individuali) e poi, trovando la propria intimità, si possa trovare la relazione con Krishna.
Che cosa si intende con 'servire' Krishna? Vuole dire amare? Lo chiedo perché non vorrei mal interpretare oppure andare al di là del significato originario del messaggio che ci è stato lasciato.
Grazie a chi mi risponderà.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2120 Messaggi

Inserito il - 15/10/2019 : 09:15:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile amica, Hare Krishna !

Benvenuta sul forum di RKC e grazie per l'introduzione e per le domande.

Innanzitutto complimenti per il tuo propizio desiderio spirituale di servire ed amare Krishna, Dio, la persona suprema, che e' poi la condizione naturale ed originale, di tutti gli esseri viventi !

Sviluppare, o meglio risvegliare questo desiderio, e' lo scopo finale della vita ed e' il piu' elevato, per le anime individuali come noi. Il processo del bhakti yoga ci permette appunto, di progredire verso questa meta (qui si trova una breve guida pratica, ne cito il link a beneficio dei lettori del forum: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ).

La recita del maha mantra Hare Krishna puo' essere fatta anche mentalmente, se cosi' preferiamo, ma la sua piena efficacia si manifesta se pronunciamo ed ascoltiamo attentamente la vibrazione sonora, che e' il metodo piu' adatto alla presente epoca, il kaliyuga.
In questa sezione del forum puoi trovare alcuni suggerimenti e dettagli in proposito:

GUIDA ALLA MEDITAZIONE SUL MAHA MANTRA HARE KRISHNA



Per avvicinarsi alla coscienza di Krishna non e' richiesto alcun particolare atteggiamento o sentimento, infatti per qualunque motivazione lo si faccia, anche solo per curiosita', per bisogno o necessita', per essere alleviati dalla sofferenza materiale o per qualsiasi altro motivo, e con qualunque sentimento ci avviciniamo (affetto, amicizia, neutralita', desiderio di servizio o perfino collera, timore, frustrazione o quant'altro), il risultato sara' il medesimo: la nostra relazione con Krishna e' eterna ed e' sempre possibile risvegliarla, in qualsiasi momento, a patto di seguire un processo autorevole, datoci da una successione disciplica di maestri spirituali autentici.

Non e' quindi necessario preoccuparsi di "agire sull'inconscio" o di "non essere troppo ripetitivi" eccetera, quelle della coscienza di Krishna sono tutte attivita' gia' situate sul piano trascendentale, percio' sempre efficaci e benefiche.

Ma nell'ambito di una pianificazione scientifica per il nostro avanzamento spirituale, e' corretto che ognuno inserisca le pratiche del bhakti yoga in modo graduale, nella propria vita quotidiana, se cio' si rivela piu' favorevole a seguire il processo. Abbiamo accennato a questo argomento sempre nella guida generale: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga , una sua lettura dovrebbe chiarirti meglio il punto.

Il nostro avanzamento spirituale puo' essere lento o veloce, o anche immediato, dipende da noi, da quanto ci impegniamo nel processo e con quanta sincerita', desideriamo diventare coscienti di Krishna.

Il processo del bhakti yoga puo' essere svolto in intimita', in solitudine (con Krishna ) oppure in compagnia, come e dove preferiamo, con chi vogliamo o da soli, non importa: le condizioni esteriori sono ininfluenti sui risultati perche' questo metodo e' completamente scientifico, e riguarda la relazione personale tra noi e Krishna, Dio, la persona suprema, relazione che e' eterna e sempre presente.

Siamo noi, che l'abbiamo dimenticata, ma il servizio di devozione ci aiuta appunto a ricordarla e a risvegliarla.

Con "servire Krishna" si intende proprio, riprendere ad agire in base a questa relazione eterna, che puo' basarsi su uno dei 5 principali "rasa", sentimenti di amore per Dio, accennati gia' nel commento al verso dello Srimad Bhagavatam 1.1.3 (parzialmente citato sotto, nel post successivo) e descritti molto dettagliatamente nel Nettare della Devozione, al cui studio ti rimando, per un approfondimento di questo importante, fondamentale argomento:

www.radiokrishna.com/fclick/fclick.php?fid=8

Buona lettura !

Di nuovo benvenuta e buon proseguimento in coscienza di Krishna !

Sempre a disposizione per rispondere alle tue domande, un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)




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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2120 Messaggi

Inserito il - 15/10/2019 : 10:37:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DALLO SRIMAD BHAGAVATAM - CANTO 1

(Link per lettura online - download: www.radiokrishna.com/fclick/fclick.php?fid=4 )


CAPITOLO 1

VERSO 3

nigama-kalpa-taror galitam phalam
suka-mukhad amrita-drava-samyutam
pibata bhagavatam rasam alayam
muhur aho rasika bhuvi bhavukah

TRADUZIONE
"O uomini d’intelligenza, gustate lo Srimad-Bhagavatam, il frutto maturo dell’albero dei desideri della letteratura vedica. Questo tenero frutto dal sapore di nettare ha toccato le labbra di Sri Sukadeva Gosvami, e ha preso un gusto ancora piu’ soave, anche per le anime liberate".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"[...]
la piu’ alta realizzazione spirituale consiste nel capire che Dio, la Persona Suprema, e’ il ricettacolo di tutte le emozioni spirituali, o rasa. Da Brahma, prima creatura dell’universo, fino all’insignificante formica, ogni essere vivente desidera trarre qualche emozione dalle proprie percezioni sensoriali. Questi piaceri dei sensi sono detti rasa.

Esistono molte varieta’ di rasa, ma le Scritture li raggruppano in dodici categorie:

1) sringara, sentimento amoroso;
2) vatsalya, affetto dei genitori;
3) sankhya, amicizia, affetto fraterno;
4) dasya, servizio;
5) santa, neutralita’;
6) rudra, collera;
7) adbhuta, stupore;
8) hasya, finzione;
9) vira, coraggio;
10) daya, compassione;
11) bhayanaka, paura, orrore;
12) bibhatsa, sconvolgimento.

La somma di questi rasa esprime il concetto di affetto, di amore. Le espressioni principali dell’amore sono l’adorazione, il servizio, l’amicizia, l’affetto dei genitori e i sentimenti coniugali; quando queste espressioni sono assenti, l’amore si manifesta per vie indirette, attraverso la collera, lo stupore, la finzione, il coraggio, la compassione, la paura o lo sconvolgimento.

Per esempio, quando un uomo si lega a una donna, la loro relazione si basa su sentimenti amorosi, o sringara-rasa. Ma se i loro rapporti si deteriorano, il rasa d’amore puo’ mischiarsi con la meraviglia, la collera, lo sconvolgimento, persino l’orrore, o anche trasformarsi in un altro rasa. Si vedono talvolta relazioni amorose concludersi in crimini orribili.

I rasa si scambiano sempre tra esseri della stessa specie. Non puo’ esserci uno scambio di rasa tra un uomo e una bestia, o un altro essere qualsiasi, e viceversa. Ma l’anima spirituale partecipa della stessa natura del Signore Supremo, fa Uno con Lui sul piano qualitativo. Percio’ gli scambi di rasa trovano la loro origine, e anche la loro manifestazione totale, sul piano assoluto, tra l’essere individuale e il Tutto spirituale, il Signore Supremo.

Gli sruti mantra , o inni vedici, descrivono il Signore Supremo come “la sorgente di tutti i rasa”. Quando l’essere individuale entra in contatto col Signore Supremo, scambiando con Lui il rasa naturale ed eterno che li unisce, trova la vera felicita’. Gli stessi sruti mantra insegnano che ogni essere vivente, nella sua condizione originale, e’ fatto per scambiare un particolare rasa con il Signore Supremo. Ma per ritrovare la pienezza di questo stato originale e’ necessario raggiungere la liberazione, poiche’ nell’esistenza materiale il rasa si trova solo in una forma temporanea e distorta. Percio’ nel mondo materiale i rasa assumono diversi risvolti materiali come la collera (raudra) o altri dello stesso tipo.

Chi sviluppa una conoscenza approfondita dei vari rasa, che sono alla base di ogni azione, puo’ comprendere che i rasa del mondo materiale non costituiscono che un riflesso deformato di quelli originali del mondo spirituale. Il vero erudito aspira a gustare il vero rasa, nella sua forma spirituale. A un livello inferiore, altri desiderano semplicemente fondersi nell’Assoluto, ma finche’ non avranno conoscenza dei diversi rasa, neanche i piu’ intelligenti di questi trascendentalisti giungeranno a superare questa identificazione col Tutto spirituale. Questo sloka spiega che il rasa spirituale, fonte di gioia anche per le anime liberate, puo’ essere gustato con lo studio dello Srimad-Bhagavatam, perche’ questa Scrittura sublime rappresenta il frutto maturo dell’albero della conoscenza vedica. Ascoltando con sottomissione questo Testo trascendentale si puo’ giungere all’apice della gioia e soddisfare ogni desiderio del cuore.

Ma si dev’essere attenti che questo messaggio si riceva da una fonte sicura, nello stesso modo in cui fu ricevuto in origine. Narada Muni lo porto’ dal mondo spirituale e lo trasmise al suo discepolo Sri Vyasadeva, che a sua volta lo trasmise a suo figlio Srila Sukadeva Gosvami, che lo comunico’ a Pariksit Maharaja, sette giorni prima della morte di questo re. Srila Sukadeva Gosvami era un’anima liberata fin dalla nascita, e perfino nel grembo di sua madre; non ricevette quindi alcuna formazione spirituale dopo la sua venuta al mondo. Appena nati non si e’ sviluppati ne’ materialmente ne’ spiritualmente, ma Sri Sukadeva Gosvami, anima gia’ perfettamente liberata, non aveva bisogno di sottostare a nessun metodo di realizzazione spirituale. Sebbene totalmente liberato, situato sul piano trascendentale, al di la’ delle tre influenze materiali, egli si sente attratto dal sublime rasa che gusta vicino al Signore Supremo, adorato dalle anime liberate col canto degli inni vedici. I divertimenti del Signore sono infatti piu’ affascinanti per l’anima liberata che per l’uomo comune. La Verita’ Assoluta non puo’ dunque essere impersonale, perche’ lo scambio di rasa e’ possibile solo tra persone.

Sukadeva Gosvami narra in modo sistematico i divertimenti trascendentali del Signore nei versi dello Srimad-Bhagavatam; egli rende l’argomento attraente per tutti, compresi coloro che cercano soltanto di raggiungere la liberazione e fare Uno col Tutto Supremo. In sanscrito, il termine suka indica un pappagallo il cui becco rosso, ha il potere di accrescere il dolce sapore del frutto maturo che assaggia. Cosi’, il frutto maturo e gustoso della conoscenza vedica prende un sapore ancora piu’ soave quando e’ toccato dalle labbra di Sri Sukadeva Gosvami. Egli e’ paragonato a un pappagallo non per la sua abilita’ di ripetere lo Srimad-Bhagavatam cosi’ come gli fu trasmesso dal suo erudito padre, ma per l’arte di presentare l’opera in un modo da permettere a ogni persona sincera che l’ascolti con sottomissione di provare subito emozioni trascendentali, completamente distinte dai sentimenti pervertiti del mondo materiale.

Questo frutto maturo non e’ caduto brutalmente da Krishna-loka, il pianeta supremo. E’ stato trasportato con grande cura, senza alcun urto, senza essere affatto deformato, attraverso la catena di maestri spirituali. La gente sciocca, che non appartiene alla successione di maestri spirituali, commette gravi errori quando tenta di capire il mistero del piu’ alto tra i rasa trascendentali, manifestato attraverso la danza rasa, senza seguire le tracce di Sukadeva Gosvami. Questi, infatti, presenta con grande cura il frutto del Bhagavatam, e assicura al lettore il progresso, passo dopo passo, verso la piu’ alta realizzazione spirituale. Si dovrebbe essere dunque abbastanza intelligenti da riconoscere allo Srimad-Bhagavatam il suo giusto valore, ispirandosi a maestri come Sukadeva Gosvami, che impiegano tanta cura nel rivelare questa conoscenza. Il metodo usato della successione di maestri nella scuola bhagavata suggerisce che anche in futuro lo Srimad-Bhagavatam dev’essere ricevuto da una persona che e’ veramente rappresentante di Srila Sukadeva Gosvami.

Coloro che recitano lo Srimad-Bhagavatam per mestiere, in modo del tutto inautentico, non possono essere rappresentanti di Sukadeva Gosvami. Essi desiderano solo assicurarsi da vivere. Si deve dunque evitare di ascoltare i discorsi di tali impostori, che hanno generalmente l’abitudine di passare direttamente alla parte piu’ “confidenziale” dell’opera,ignorando del tutto il metodo graduale che permette di coglierne il significato profondo. Tali imbroglioni s’immergono sempre nel cuore del racconto della danza rasa, che sara’ sicuramente male interpretata dall’uomo comune. Alcuni considerano questi divertimenti del Signore come immorali, altri li offuscano con le loro stupide interpretazioni. Nessuno di loro prova il minimo desiderio di seguire le tracce di Sukadeva Gosvami. In conclusione, chi desidera seriamente approfondire lo studio del rasa dovra’ ricevere il messaggio dello Srimad-Bhagavatam fin dal suo inizio, e non in modo capriccioso o al solo scopo di soddisfare le menti materialistiche che hanno una scarsa conoscenza della scienza trascendentale. Sukadeva Gosvami presenta lo Srimad-Bhagavatam con tale arte che una persona sincera e seria assaporera’ subito il frutto maturo della conoscenza vedica, semplicemente accettando di riceverne il nettare dalle sue labbra o da quelle del suo autentico rappresentante".

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Snow82
Nuovo Utente




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Inserito il - 15/10/2019 : 16:40:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie mille della risposta Gokula Tulasi das, Hare Krishna!
Trovo molta chiarezza in questa risposta e tanta onesta' in quello che scrivi, ed è quello che ho sempre cercato di seguire dentro di me in questa vita.
Diffido naturalmente di tanti 'impostori' che cercano di raggirarci con parole e pensieri distorti solo per ottenere qualche beneficio, fortunatamente ho un ottimo radar che mi allontana velocemente da chi non mi sta dicendo la verita'.
In questo caso poi ho anche l'aiuto della successione di maestri spirituali, che non metto in discussione.
Girovagando su questo forum ho trovato una buona indicazione: quella di scaricare l'applicazione 'Let's chant' che aiuta a tenere conto dei numeri di giri di mantra che si eseguono… l'ho provata e mi ha aiutata.
Ho riscontrato una netta differenza, come scrivi tu, tra il manta recitato a mente e vocalizzato.. sentire le proprie vibrazioni sicuramente rende di più e aiuta a far sì che la mente non divaghi.
E' altrettanto vero che spesso, nei momenti liberi al lavoro oppure mentre mi ci sto recando, sento proprio il bisogno del mantra… allora nel mio luogo appartato, in silenzio, ne approfitto.
Un caro saluto e a presto,
Chiara
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


2120 Messaggi

Inserito il - 16/10/2019 : 12:50:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gentile Chiara, Hare Krishna !

Grazie a te per l'interesse e per l'impegno nel canto e nella recita del maha mantra Hare Krishna !

Fai bene ad approfittare di questa facilitazione, ripetendo e ascoltando i santi nomi del Signore il piu' possibile, nei momenti liberi, alla guida, durante lavori "manuali" che lascino la mente libera, e cosi' via: cio' e' sempre di buon augurio e molto vantaggioso, sia materialmente che spiritualmente.

Si, come hai potuto sperimentare, recitare a voce anziche' solo mentalmente, aiuta molto la concentrazione sui nomi del Signore, che non sono differenti da Lui stesso, quindi e' come essere in Sua presenza. Col tempo e la pratica, realizzeremo questo punto sempre di piu'.

Buon proseguimento e alla prossima, un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)

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