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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 LEZIONI DEL FONDATORE IN ITALIANO
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 2 Verso 13
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Sangita Dasi
Moderatore



50 Messaggi

Inserito il - 21/09/2019 : 10:08:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 2
Verso 13


dehino 'smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati


TRADUZIONE

"Come l'anima incarnata passa, in questo corpo, dall'infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte. L'anima realizzata non è turbata da questo cambiamento".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Ogni essere vivente è un’anima spirituale, distinta da tutte le altre. A ogni istante l’anima cambia corpo e si manifesta nella forma di un bambino, di un adolescente, poi di un adulto e infine di un vecchio. Ma l’anima rimane sempre la stessa e non subisce alcun cambiamento. Infine, alla morte del corpo, l’anima trasmigra in un altro involucro.

Sapendo che l’anima si rivestirà sicuramente di un altro corpo, materiale o spirituale, per una nuova vita, Arjuna non ha valide ragioni di lamentarsi sul destino di Bhisma e Drona. Anzi, dovrebbe allietarsi del fatto che essi cambino il loro vecchio corpo con uno nuovo, rinnovando le loro energie. Gioie e sofferenze variano con i nostri corpi, perché sono il risultato delle nostre azioni passate.

Bhisma e Drona, sono persone nobili, e nella prossima vita avranno certamente corpi spirituali o almeno corpi dotati di qualità più elevate, grazie a cui godranno di gioie materiali ancora più intense sui pianeti superiori. In nessun caso c’è ragione di lamentarsi sulla loro sorte.

Colui che conosce perfettamente la natura dell’anima individuale, dell’Anima Suprema e dell’universo materiale e spirituale è chiamato dhira, “sempre sereno“. Quest’uomo non è turbato dalle trasmigrazioni dell’anima. Il fatto che l’anima individuale non possa essere divisa in frammenti annulla la teoria mayavadi dell’unità delle anime. Se il Supremo potesse essere ripartito in una moltitudine di anime spirituali sarebbe divisibile e mutabile, ma l’anima Suprema non è soggetta a mutamento.

La Bhagavad-gita afferma che gli esseri individuali sono frammenti del Supremo ed esistono eternamente (sanatana). Si chiamano ksara perché sono soggetti a cadere nella natura materiale. Esistono per l’eternità allo stato di frammenti; e anche dopo aver raggiunto la liberazione, l’anima individuale rimane sempre un frammento. Ma una volta liberata vive una vita eterna di conoscenza e felicità assolute in compagnia di Dio, la Persona Suprema.

L’Anima Suprema, presente in ogni essere, e l’anima infinitesimale appaiono entrambe nel corpo, ma rimangono distinte. Il riflesso del cielo nell’acqua vi fa apparire anche il sole, la luna e le stelle. Le stelle, che rappresentano le anime individuali, non eguagliano mai il sole e la luna, ai quali è paragonata l’Anima Suprema.

L’Anima spirituale infinitesimale è rappresentata da Arjuna, mentre l’Anima Suprema è Sri Krishna. Essi non sono sullo stesso piano, come mostrerà chiaramente l’inizio del quarto capitolo. Se Krishna non fosse superiore ad Arjuna, la loro relazione di maestro e discepolo non avrebbe significato. Se entrambi fossero ingannati dall’energia illusoria, maya, non avrebbe nessun senso essere l’uno il maestro e l’altro l’allievo. Finché si è schiavi di maya è impossibile impartire un insegnamento valido. Ma qui la posizione di Krishna è ben delineata: Egli è il Signore Supremo, superiore ad Arjuna, che è confuso e ingannato da maya".







LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Hyderabad (India), il 18 Novembre 1972

"dehino ‘smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati

Come l’anima incarnata passa, in questo corpo, dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte. L’anima realizzata non è turbata da questo cambiamento.

Il secondo capitolo è lo studio sommario dei contenuti della Bhagavad-gita mentre il primo è lo studio preparatorio. Bhagavad-gita significa “il canto di Dio, la Persona Suprema, Bhagavata”. Dalla parola ‘bhagavata’ deriva Bhagavan, che troveremo ovunque nella Bhagavad-gita: “Sri bhagavan uvaca”. Pertanto è la scienza della comprensione di Dio. ‘Jnvanam te pravaksyami yad vijnvana-samanvitam’: “La conoscenza dell’anima e quella dell’Anima Suprema è molto confidenziale e misteriosa, ma è possibile penetrare questa conoscenza e comprenderla se il Signore stesso ce la spiega nei suoi vari aspetti”. (SB 2.9.31) È una scienza. ‘Vijnana’ significa scienza. Come tutto è compreso a fondo attraverso un processo scientifico, allo stesso modo, se vuoi conoscere la scienza di Dio, devi adottare il processo attraverso cui è possibile capire Dio. Questo processo è spiegato nella Bhagavad-gita: ‘bhaktya mam abhijanati’ (Bg. 18.55): “Si può conoscere il Signore Supremo solo attraverso il servizio di devozione”.

Krishna, Dio, la Persona Suprema, dichiara: “Se qualcuno vuole conoscerMi, allora deve accettare il metodo del servizio devozionale”, non è possibile con il metodo speculativo o le attività interessate o il metodo mistico dello yoga. Ciò è chiaramente affermato non solo nella Bhagavad-gita ma in tutte le altre scritture vediche.

athapi te deva padambuja-dvaya-
prasada-lesanugrihita eva hi
janati tattvam bhagavan-mahimno
na canya eko ‘pi ciram vicinvan
(SB 10.14.29)

“Mio Signore, se si è favoriti anche solo da una lieve ombra della misericordia dei Tuoi piedi di loto, è possibile capire la grandezza della Tua Persona, ma coloro che speculano nel tentativo di capire Dio, la Persona Suprema, sono incapaci di conoscerTi benché continuino a studiare i Veda per molti anni”.

‘Athapi te deva padambuja-dvaya-prasada-lesvanugrihita eva hi’: Possiamo capire Dio, la Persona Suprema solo per la Sua misericordia. Chiunque abbia ricevuto una piccola particella di ‘prasada’, misericordia del Signore, può comprendere il Signore. Nessuno può capire Dio perfettamente – non è possibile perché Egli è illimitato. Invece i nostri sensi non solo sono limitati ma anche imperfetti, inoltre, siamo soggetti all’illusione e alla tendenza a ingannare – così tanti difetti – perciò, semplicemente esercitando i nostri sensi non è possibile comprendere Dio.

La conoscenza che “Dio è buono, Dio è grande”, è un’altra cosa; ma la scienza di Dio, così com’è insegnata nella Bhagavad-gita… Perché studiando la Bhagavad-gita non impariamo solo che “Dio è grande”, ma possiamo conoscere anche chi è Dio e qual è la Sua forma – sac-cid-ananda-vigrahah (piena di eternità, conoscenza e felicità). Negli shastra è detto (Brahma-samhita 5.1):

isvarah paramah krishnah
sac-cid-ananda-vigrahah
anadir adir govindah
sarva-karana-karanam

“Krishna, che è conosciuto come Govinda, è Dio, la Persona Suprema, e ha un corpo spirituale eterno e felice. È l’origine di tutto, non ha altra origine, ed è la Causa prima di tutte le cause”.

In che modo la forma sac-cid-ananda-vigraha di Isvara appare? Quelli che sono presenti, naturalmente, vedono la forma sac-cid-ananda, ma poiché non tutti sono devoti, non possono capire che Krishna è Dio, la Persona Suprema. ‘Avajananti mam mudha manusim tanum asritam’ (Bg. 9.11): “Gli stolti Mi denigrano quando scendo in questo mondo in una forma umana”.
Poiché è apparso proprio come un essere umano, pertanto, ‘mudha manusim tanum asritam’. Mudha significa “meno intelligente”, o, in parole povere, “asino”. Così questa classe di uomini non poteva capire che Krishna è Dio, la Persona Suprema. Questo è il difetto dei mudha. Possono essere grandi eruditi, studiosi accademici, ma per quanto riguarda la comprensione di Dio, sono mudha, asini. Perché? ‘Naradhamah mayaya apahrita-jnana asuram bhavam asritah’ (Bg. 7.15): “I più bassi tra gli uomini (naradhama) la cui intelligenza (jnana) è rubata dall’illusione (mayaya), non si abbandonano a Me”. Al momento, le persone sono per lo più ‘asuram bhavam asritah’, o miscredenti dalla natura atea e demoniaca che non si abbandonano al Signore.

‘Asuri bhava’ significa sfidare Dio: “Dio non c’è, Dio è morto, io sono Dio, tu sei Dio, i vagabondi per strada sono Dio [daridra-narayana], perché stai cercando Dio?” Così tante affermazioni per indicare che Dio è diventato a buon mercato. Così tante incarnazioni di Dio, specialmente in India, un terreno fertile per i numerosi dèi. Ciò significa che non sanno chi è Dio – mudha – pensano che Dio sia a buon mercato. Ma dagli shastra, come la Bhagavad-gita, possiamo comprendere. Quando Arjuna chiese a Krishna in che modo Egli controlli l’intera cosmologia col Suo potere (vibhuti) e le Sue energie, Krishna dà la Sua spiegazione e infine conclude:

athava bahunaitena
kim jnatena tavarjuna
vistabhyaham idam kritsnam
ekamsena sthito jagat
(Bg. 10.42)

“Ma a che servono, o Arjuna, tutti questi particolari? Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l’universo intero”.

Così Krishna dichiara che tutta la cosmologia, o l’intera creazione materiale, è sostenuta solo da una manifestazione parziale delle Sue energie. ‘Ekamsena’: con una sola parte. La creazione materiale costituisce una quarta parte dell’intera manifestazione dell’energia di Dio; e gli altri tre quarti della Sua energia, o la maggior parte della creazione, costituiscono il mondo spirituale. ‘Paras tasmat tu bhavo nyo vyakto vyaktat sanatanah’ (Bg. 8.20): C’è un’altra natura che è spirituale e superiore (para). La natura spirituale è descritta come ‘para’. ‘Para’ significa oltre questa energia inferiore, ‘apara’. Ci sono due energie che lavorano, la natura materiale e la natura spirituale. La natura materiale è descritta nella Bhagavad-gita (Bg. 7.4):

bhumir apo 'nalo vayuh
kham mano buddhir eva ca
ahankara itiyam me
bhinna prakritir astadha

“Questi otto elementi – terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego – costituiscono la Mia energia materiale; ‘bhinna prakritir astadha’, sono energie separate da Me. ‘Apareyam itas tu viddhi me prakritim param’ (Bg. 7.5), tuttavia, oltre a questa apara-prakriti, energia inferiore, c'è la Mia energia superiore, prakritim param”. Che cos’è questa energia?
‘Jiva-bhutam maha-baho yayedam dharyate jagat’: “La Mia energia superiore è costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse del mondo materiale”. Questi è l’essere vivente, energia del Signore Supremo. Energia, proprio come il sole e la luce del sole: Come la luce solare è l’energia del globo solare, similmente anche noi, esseri viventi, siamo energie del Signore Supremo.

Cos’è la luce solare? È una combinazione di particelle luminose molto piccole, molecolari. Questa è la luce del sole: sembra una cosa omogenea, ma secondo la comprensione scientifica è costituita di piccole particelle. Allo stesso modo, anche noi siamo piccole particelle del Signore Supremo. ‘Mamaivamso jiva-bhutah’ (Bg. 15.7): “Gli esseri viventi, nel mondo di condizioni, sono i Miei frammenti eterni”. Ognuno di noi è una particella infinitesimale, la cui grandezza è descritta negli shastra. ‘Kesagra-sata-bhagasya satadha kalpitasya ca, jiva-bhago sa vijneyah sa anantyaya kalpate’ (Cc. Madhya 19.140): Se dividiamo la punta di un capello in cento parti, e di nuovo dividiamo una di queste parti in altre cento parti, questa misura infinitesimale, più piccola di un atomo, ci darà la dimensione del jiva, l’essere vivente.

Quindi la dimensione dell’essere vivente è la decimillesima parte della punta di un capello; molto difficile da vedere con questi occhi materiali. Siamo molto orgogliosi dei nostri occhi, ma ecco le indicazioni degli shastra che descrivono le dimensioni dell’anima – impossibile da scoprire con i nostri occhi né al microscopio. Non è possibile, perciò gli shastra dicono ‘nirakara’: impossibile da vedere con occhi materiali. In un certo senso, si può sostenere che non possiamo accertare le forme dell’anima. Che dire della forma del Signore? ‘Anor aniyan mahato mahiyan’ (Katha Upanishad 1.2.20): “L’Anima Suprema (Paramatma) e l’anima infinitesimale (jivatma) si trovano entrambe sullo stesso albero, che rappresenta il corpo dell’essere vivente, e più precisamente nel cuore. Solo chi è libero dal lamento e dai desideri materiali può comprendere, per la grazia del Signore Supremo, le glorie dell’anima”.

L’educazione, o illuminazione, spirituale significa che prima di tutto dobbiamo cercare di capire la natura del jiva, essere vivente e particella infinitesimale del Signore, affinché possiamo capire la natura stessa del Signore. Proprio come analizzando una particella d’oro, è possibile capire la composizione dell’oro; e analizzando una goccia d’acqua dell’oceano, è possibile capire la composizione chimica dell’oceano stesso, similmente, se analizziamo le caratteristiche dell’essere vivente, possiamo almeno capire chi è Dio e quali sono le Sue caratteristiche. Pertanto l’inizio dell’educazione spirituale è comprendere sé stessi, l’autorealizzazione. Come possiamo ottenere la realizzazione del sé? Bisogna ricevere la conoscenza da altri, perciò, per acquisire conoscenza si deve apprendere da un insegnante. Ed ecco l’insegnante supremo, Krishna, che è accettato come maestro supremo da tutti i grandi saggi precedenti, come Vyasadeva, Narada, Devala, Asita; e recentemente, nell’era moderna, dai nostri acarya, come Ramanujacarya, Madhvacarya, Sankaracarya, Vishnu Svami.

Tutti questi grandi saggi e acarya, che provenivano dall’India del Sud, accettarono Krishna come Dio, il Signore Supremo. Dobbiamo quindi seguire gli acarya. E in seguito, circa cinquecento anni fa, anche Sri Caitanya Mahaprabhu accettò Krishna come Dio Supremo. ‘Krishnas tu bhagavvan svayam’ (SB 1.3.28): “Krishna è Dio, la Persona Suprema, nella Sua forma primordiale”. Ciò è confermato dallo Srimad-Bhagavatam. Allo stesso modo, anche il deva Brahma accettò Krishna: ‘isvarah paramah krishnah sac-cid-vananda-vigraha hanadir adir govindah sarva-karana-karanam’ (Bs. 5.1): “Krishna, che è conosciuto anche come Govinda, è Dio, la Persona Suprema, e possiede un corpo spirituale eternamente pieno di felicità e conoscenza”.

Abbiamo così tante testimonianze, quindi dobbiamo accettare Krishna come Dio, la Persona Suprema. Non c’è alcun dubbio a riguardo. Ma perché la gente non accetta? Perché tanti grandi studiosi e scienziati non accettano Krishna come Dio, la Persona Suprema? Ciò è affermato anche nella Bhagavad-gita (7.15):

na mam duskritino mudhah
prapadyante naradhamah
mayayapahrita-jnana
asuram bhavam asritah

“Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è rubata dall'illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca: questi miscredenti non s'abbandonano a Me”.

Coloro che sono ‘duskritina’, peccatori... ‘Kriti’ significa meritevoli e ‘dus’ malfattori, degni di azioni meschine. Noi tutti abbiamo delle qualità, anche chi compie malefatte, ma le usa per agire malamente, proprio come un grande ladro, perché rubare richiede un cervello e così applica la sua intelligenza per rubare con tatto, per diventare un ladro esperto. Anche diventare contrabbandieri richiede ingegno, così abusano della loro intelligenza per compiere attività dannose, e quindi sono chiamati miscredenti, ‘duskritina’. ‘Na mam duskritino mudhah prapadyante naradhamah’ (Bg. 7.15): “I miscredenti (duskritinah) gli stolti (mudhah), i più bassi del genere umano (naradhamah)”. Una classe è duskritina e un’altra è mudha. Mudha significa con meno intelligenza, o nessuna, e naradhama significa il più basso del genere umano.

Quindi, ‘mayaya apahrita-jnanah asuram bhavam asritah’, coloro la cui conoscenza è stata portata via dall’illusione, maya, e coloro che hanno una natura atea e demoniaca, ‘asuram’, queste classi di uomini non si arrendono a Krishna. Non stiamo inventando niente, queste sono le parole della Bhagavad-gita, e se studiamo la Bhagavad-gita dobbiamo accettare le sue dichiarazioni. Bhagavad-gita significa i discorsi che vengono pronunciati, o il canto enunciato da Dio, la Persona Suprema. Quindi il nostro movimento per la coscienza di Krishna è di predicare in tutto il mondo che Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma primordiale, ‘krishnas tu bhagavan svayam’ (SB 1.3.28).

Nella ricerca di Dio state affaticando così tanto il vostro intelletto, ma nonostante lo sforzo, a volte sostenete che “Dio non c’è” o “Dio è morto” o “ognuno è Dio”, e così via. Ma la nostra proposta è: Perché affannarsi tanto? Ecco Dio, Krishna, come confermato dalle autorità, dalla versione vedica e dalle Sue stesse attività. Se leggiamo la vita di Krishna, possiamo vedere che Egli è Krishna, Dio, sin dall’inizio della Sua nascita. Dio non è un prodotto di qualche potere mistico. Dio è Dio, e il cane è cane. Un cane non può diventare Dio; Dio non può diventare cane. Questa è la differenza.
Quindi Krishna era Dio sin dall’inizio. Alla nascita Egli apparve nella forma a quattro braccia di Vishnu-murti; e quando Sua madre Lo supplicò di apparire come un bambino normale, manifestò la forma a due braccia di un bambino ordinario. Così Egli è Dio fin dall’inizio.

Non che, raggiungendo un qualche potere mistico, si possa diventare Dio. Puoi avere un po’ di potere, in realtà hai già potere, perché ognuno di noi è parte integrante di Dio, e quindi le qualità divine sono presenti. Ma non puoi diventare Dio al cento per cento, non è possibile. Tutti gli esseri viventi e gli esseri celesti sono stati analizzati da grandi personalità e devoti, e si è scoperto che Krishna è Dio al cento per cento, ‘krishnas tu bhagavan svayam’. ‘Ete camsa-kalah pumsah krishnas tu bhagavan svayam’ (SB 1.3.28): “Tutti questi avatara sono emanazioni plenarie del Signore o emanazioni di queste emanazioni plenarie. Ma Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma primordiale”. Ci sono molti altri dèi, ma ciò non significa che siano il Dio Supremo. Nella Brahma-samhita (Bs. 5.1) è detto:

isvarah paramah krishnah
sac-cid-ananda-vigrahah
anadir adir govindah
sarva-karana-karanam

Stiamo parlando di ‘paramah isvarah’ o Paramesvara. Due parole: isvarah e paramah; atma e paramatma. Quel ‘param’ è Dio – noi siamo Brahman – quindi Dio è Parabrahman, Paramatma, Paramesvara, e sono tutti applicabili a Krishna. Pertanto, dopo aver ascoltato la Bhagavad-gita, Arjuna, ammise, ‘param brahma param dhama pavitram paramam bhavvan, purusham sasvatam adyam’ (Bg. 10.12): “Tu sei Dio, la Personalità Suprema, la suprema dimora, il più puro, la Verità Assoluta: Tu sei la Persona originale, eterna e trascendentale, il non nato e il più grande”. Questa è la posizione di Krishna, Adi-purusham. ‘Govindam adi-purusham’, Egli è Govinda, il Signore primordiale. Nella Bhagavad-gita (10.2), Krishna dice anche ‘aham adir hi devanam’: “Sono l’origine degli esseri celesti”.

Devanam: Brahma, Vishnu, Mahesvara; e dopo i tre deva principali ce ne sono molti altri, Indra, Candra, Varuna, così tanti. Perciò, ‘aham adir hi devanam’. Krishna dice anche ‘aham sarvasya prabhavah’, Egli è l’origine di tutto. ‘Aham sarvasya prabhavo mattah sarvam pravartate’ (Bg. 10.8): “Tutto emana da Me.” Anche nel Vedanta-sutra la Verità Assoluta è descritta come ‘janmady asya yatah’ (SB 1.1.1): “La causa prima di tutte le cause della creazione, mantenimento e distruzione degli universi”. La Verità Assoluta è quella da cui tutto emana. Qui è Krishna, come dimostrato dalle testimonianze degli shastra, dalle Sue opulenze, dal Suo potere ... Perché Bhagavan significa che possiede al completo le sei opulenze. ‘Aisvaryasya samagrasya viryasya yasasah sriyah’ (Vishnu Purana 6.5.47).

Deve essere il più ricco, il più forte, il più famoso, il più bello, il più rinunciato. Questa è la definizione di Dio, ed è confermata dal deva Brahma: ‘isvarah paramah krishnah’ (Bs. 5.1). Isvara significa “controllore”. A meno che uno non sia potente, come può controllare? Così ognuno di noi è un piccolo controllore. Qualcuno controlla nel suo ufficio e un altro nella sua vita familiare; e altri controllano le loro fabbriche. Ci sono dei controllori, ma nessuno può dire “io sono il controllore supremo”. Non è possibile. Il controllore supremo è Krishna. Questo movimento per la coscienza di Krishna, quindi, significa che stiamo cercando di rendere possibile la nostra connessione con il controllore supremo.

Non vogliamo diventare il controllore, vogliamo essere controllati – ma dal controllore supremo, non da altri. Questa è la nostra proposta. Proprio come chi è in servizio, di solito desidera il servizio del governo, perché è naturale concludere che: “Se devo servire qualcuno, perché un piccolo commerciante? Perché non prendere servizio nel governo?” Questa è dunque la nostra proposta: dobbiamo servire. Non possiamo fare altro che servire, ognuno di noi. Questa è la nostra posizione costituzionale. Tutti noi, che siamo seduti qui, siamo servitori. Ognuno di noi è servitore. Pertanto, la nostra dichiarazione è che siamo comunque servitori. Perché non diventare servitori di Dio? Questa è la nostra proposta. Questo è il movimento per la coscienza di Krishna.

Così, ‘kamadinam kati na katidha palita durnidesah’ (Cc. Madhya-lila 22.16): “Non c’è limite agli indesiderabili ordini dei desideri sensuali”. Siamo servitori dei nostri sensi, kama-krodha-moha-matsarya (lussuria, collera, avidità, invidia), di tutti questi. Sotto il comando dei nostri desideri lussuriosi facciamo tutto ciò che è abominevole. Ognuno di noi è quindi un servitore. Perciò, Caitanya Mahaprabhu dichiara, ‘jivera svarupa haya nitya-krishna-dasa’ (Cc. Madhya-lila 20.108-109): “L’essere vivente è, per la sua stessa posizione costituzionale, l’eterno servitore di Krishna”. La nostra vera posizione costituzionale è che siamo eterni servitori di Dio, Krishna. Tale è la nostra posizione, ma in questa condizione materiale di vita ognuno di noi sta cercando di diventare il padrone. Questa è la lotta per l’esistenza. Tutti stanno cercando di diventare padrone e maestro, il Supremo, ma la nostra posizione è servire, perciò questa è chiamata illusione. Non sono padrone ma servitore, eppure sto cercando di diventare il controllore artificialmente. Questa è la lotta per l’esistenza. E quando rinunci a questa idea sbagliata che “io sono il padrone”, e cerchi di diventare il servitore del Supremo, allora ottieni mukti, la liberazione. Questo è il significato di liberazione.

Liberazione non significa che, dopo averla ottenuta, avremo una grande forma gigantesca o tante braccia e gambe. Liberazione significa “liberarsi dalla coscienza sbagliata”. Questa è la liberazione. La coscienza sbagliata è: “Io sono il maestro” [padrone e controllore]. Dobbiamo dunque cambiare questa coscienza, e questo è il movimento per la coscienza di Krishna. Si deve capire bene di non essere padrone ma servitore, completamente dipendente dalla volontà suprema. Se non ci arrendiamo alla volontà suprema, allora dobbiamo arrenderci alla volontà di maya – in ogni caso dobbiamo rimanere un servitore. Se rifiutiamo il servizio o la sottomissione al Signore Supremo, allora siamo costretti a diventare un servitore dei sensi. Questa è maya. In realtà, è ciò che sta accadendo. Il mondo intero sta servendo diversi tipi di sensi. I sensi sono una sola e unica cosa, ma manifestano desideri diversi – perciò tutti servono diversi desideri.

Il movimento per la coscienza di Krishna non è un nostro prodotto, ma lo acquisiamo dalla Bhagavad-gita: ‘Sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja’ (Bg. 18.66). Krishna dichiara: “Rinuncia a tutti questi desideri senza senso e arrenditi a Me”. Questo è l’intero scopo della Bhagavad-gita. Accettiamo le imposizioni di diversi tipi di desideri, che sono dettati da maya, e vogliamo diventare falsamente i padroni. Questa è detta illusione, maya. In realtà, non siamo i padroni. Come possiamo diventarlo? Perché potremmo essere molto avanzati scientificamente, e fabbricare macchine e armi portentose, ma dopo tutto, siamo soggetti alle regole di maya: ‘janma-mrityu-jara-vyadhi-duhkha-dosanudarsanam’ (Bg. 13.9). [“La percezione che nascita, malattia, vecchiaia e morte siano mali da combattere”].

Non puoi sottrarti a questi quattro principi della macchina di maya: ‘janma-mrityu-jara-vyadhi’ (nascita, morte, vecchiaia, malattia). Pertanto l’uomo sano di mente, che è effettivamente istruito, si arrende a Krishna. ‘Bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate’ (Bg. 7.19): “Dopo numerose nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e tutto ciò che esiste”. In realtà, quando uno diventa saggio si arrende a Krishna – ‘jnanavan mam prapadyate’. Altrimenti, chi è Krishna? “Io sono Krishna, io sono Dio”. In realtà questa è maya, non è conoscenza.

Nello Srimad-Bhagavatam (10.2.32) è detto ‘nye ‘ravindaksha vimukta-maninah’: Chiunque si consideri falsamente libero dai legami della materia, sottoponendosi a grandi austerità e penitenze per ottenere una posizione più elevata, cade dalla sua presunta superiorità perché non ha considerazione per i Tuoi piedi di loto. Pensano ci essere stati liberati, di diventare Narayana o Dio; ‘maninah’, pensano in questo modo. In realtà non lo sono, perché sono soggetti alle regole della natura materiale – non riescono a uscire dalle sue grinfie. Chi può dunque uscire da questa stretta? Krishna dice, ‘mam eva ye prapadyante’: “Chiunque si arrende a Me ...”

daivi hy esa gunamayi
mama maya duratyaya
mam eva ye prapadyante
mayam etam taranti te
(Bg. 7.14)

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze della natura materiale, è difficile da superare. Ma chi s’abbandona a Me ne varca facilmente i limiti”.

Pertanto questo movimento per la coscienza di Krishna è un movimento molto religioso, il più glorioso tra tutte le opere di bene. E stiamo diffondendo questo movimento in tutto il mondo per stabilire che Krishna è Dio. La nostra unica ambizione è di far conoscere Krishna come Dio, la Persona Suprema. Questa è la nostra idea. Non vogliamo diventare Krishna, ma vogliamo diventare i servitori più ubbidienti di Krishna. Questa è la nostra proposta. Quindi invitiamo tutti da ogni parte del mondo, stanno arrivando, e si uniscono a noi. Krishna è apparso in India, quindi l’India ha un vantaggio speciale per capire Krishna, e gli indiani lo trascurano. È una grande sfortuna, ma chiediamo a tutti di unirsi a questo movimento, di studiare la filosofia e diventare felici. Questa è la nostra proposta. Grazie mille. Hare Krishna".




Fine

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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Altre opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

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Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.




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