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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 29
 karma e conseguenze

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
robertaventuno Inserito il - 06/09/2020 : 20:00:41
Ciao a tutti!

Oggi leggevo un paragrafo della Bhagavad Gita dal quale vorrei far scaturire una discussione e poterne cogliere l'insegnamento essenziale.

Ne riporto qui una copia:

Di tutto ciò che esiste nella crealzione materiale; il Signore è la causa ultima, mentre la causa immediata è l'energia materiale, grazie a cui la manifestazione cosmica è resa visibile. Gli esseri creati sono di varie specie -esseri celesti,
uomini e animali- e tutti devono subire le conseguenze delle loro buone o
cattive azioni. Il Signore permette a ciascuno di agire come desidera e dà i
principi regolatori secondo le influenze materiali che dominano gli esseri, ma
non è mai responsabile delle loro azioni, né di quelle passate né di quelle pre-
senti. Questa imparzialità del Signore verso tutti gli esseri è descritta anche
nei Vedanta-sutra'. Ognuno è responsabile dei propri atti. Il Signore non fa
altro che rendere questi atti possibili attraverso la Sua energia esterna (la
natura materiale). Chiunque conosca tutti i segreti della legge del karma,
cioè questa complessa legge che governa ogni azione materiale, non è piu
contaminato dalle conseguenze dèll'azione. In altre parole, la persona che
diventa perfettamente cosciente del fatto che il Signore trascende questa legge
dà prova di essere esperta nella·
coscienza di Krsna e non cade mai sotto la
legge del karma: Al contrario, colui che non conosce la natura trascendentale del Signore e crede che Egli sia interessato ai frutti dell'azione come un essere comune, certamente s'impiglia nelle reti dell'azione materiale. Chi conosce la Verità Suprema è un essere liberato, fermamente situato nella coscienza di Krsna.


Di seguito, riporto alcune domande che sono scaturite in me dalla lettura di questo paragrafo.

Se compiamo un'azione sbagliata, fino a quando dovremo subirne le conseguenze? È possibile liberarci dalle conseguenze di quella stessa azione? Se sono stati i nostri condizionamenti, e non la nostra Volontà, a portarci a compiere quell'errore, come possiamo noi ritenercene responsabili ed accettare di doverne subire le conseguenze? Se volessimo cambiare questa situazione sarebbe possibile?
Il Signore rende possibile un atto, ed io in quel momento non sono capace di compierlo nella giusta maniera, bensì agisco mossa da condizionamenti eroici, ci sarà mai una fine alle conseguenze di queste azioni? È possibile uno scioglimento delle conseguenze? Dover seguire le conseguenze dei propri condizionamenti e non di azioni volontarie sembra quasi ingiusto. E se noi agiamo solo per il piacere di Krsna, come possiamo allo stesso tempo essere responsabili delle nostre azioni?


Cosa vuol dire che il Signore trascende questa legge del Karma?

Spero di poter ricevere una risposta e di pprofondire al massimo questo argomento,

Haribol!

Roberta


3   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
RKC Mayapur Inserito il - 15/10/2020 : 08:07:50
Cara Roberta, Hare Krishna !

Ben ritrovata sul forum di RKC e grazie per la domanda.

Si certo, e' sempre possibile chiedere a Krishna, qualsiasi cosa favorevole al nostro progresso spirituale ed al servizio devozionale: richieste come la tua, sono tipiche di un devoto in virtu', che desidera purificarsi velocemente dalle reazioni karmiche precedenti, per impegnarsi sempre piu' intensamente nel servizio al Signore, e sono quindi considerate molto auspiciose, complimenti !

Dal canto Suo, Krishna puo' soddisfare o meno tali richieste, o magari puo' farlo parzialmente, in base ai Suoi criteri (che ci garantiscono i migliori risultati possibili, anche se puo' non sembrare cosi', specie all'inizio), ad ogni modo come puoi leggere nel Nettare della Devozione, proprio all'inizio del Capitolo 1, intitolato "CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO DI DEVOZIONE PURO", tutti e 4 i tipi di attivita' peccaminose, e cioe' (citazione dal Padma Purana):

1) quelle che non hanno ancora portato frutto;
2) quelle che sono ancora allo stato di seme;
3) quelle che sono mature;
4) quelle che sono quasi mature,

sono distrutte con la pratica del servizio di devozione a Krishna, quindi non dobbiamo preoccuparcene separatamente.

Tuttavia se avessimo il desiderio di essere liberati da qualche particolare peccato che sappiamo di aver commesso, di cui siamo sinceramente pentiti e vorremmo annullarne le reazioni al piu' presto, si, certamente Krishna e' la persona giusta a cui rivolgersi, infatti Egli Stesso dice nella Bhagavad Gita (18.66), che liberera' da ogni peccato tutti coloro che si abbandonano a Lui:

[...]
aham tvam sarva-papebhyo
moksaysiyami ma sucah

e come scrive Sua Divina Grazia Abhay Charan Bhaktivedanta Svami Prabhupada nella spiegazione a questo verso:

"Il Signore ha descritto varie forme di conoscenza e di metodi religiosi, la conoscenza del Brahman Supremo, la conoscenza dell’Anima Suprema, la conoscenza dei differenti varna e asrama (specialmente quello del sannyasa), la conoscenza del distacco, del controllo della mente e dei sensi, della meditazione, e così via. Ha esposto, in differenti modi, differenti forme di religione. Ora, riassumendo la Bhagavad-gita, il Signore chiede ad Arjuna di rifiutare tutte queste vie, per abbandonarsi semplicemente a Lui, Sri Krishna. Con questo abbandono Arjuna sarà libero dalle conseguenze di tutti i suoi atti colpevoli, poiché il Signore in persona gli promette di proteggerlo.

La Bhagavad-gita spiegava precedentemente, nel settimo capitolo, che soltanto colui che si è liberato dalle conseguenze dei suoi atti colpevoli può cominciare ad adorare il Signore, Sri Krishna. Si potrebbe quindi credere che finché non si è liberi da tutte le conseguenze dei propri peccati, sia impossibile incamminarsi sulla via dell’abbandono al Signore. A questi dubbi il verso risponde che anche colui che non è ancora libero da tutte le conseguenze dei suoi peccati riceverà questa grazia semplicemente abbandonandosi a Krishna. Non c’è alcun bisogno di fare grandi sforzi per liberarsi da soli dalle conseguenze dei propri atti colpevoli. Senza esitazione si deve accettare Krishna come il salvatore di tutti gli esseri. Con fede e con amore ci si deve abbandonare a Lui. [...]"
-------------

In altre parole, la pratica completa del bhakti yoga include gia' automaticamente, tra gli altri suoi risultati favorevoli, quello di annullare le reazioni a tutti i nostri peccati precedenti. Ragione di piu' per applicarvisi con serieta'.

Buon proseguimento e alla prossima, un saluto fraterno, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur - India)




robertaventuno Inserito il - 14/10/2020 : 23:34:31
Hare Krishna!

A questo punto mi sorge una domanda: se noi in passato dovessimo aver compiuto diverse azioni sbagliate, è possibile chiedere a Krisna di essere liberati dal karma di una specifica azione?

Roberta
RKC Mayapur Inserito il - 08/09/2020 : 16:57:56
Cara Roberta, Hare Krishna !

Grazie del messaggio e delle importanti domande, che denotano il tuo serio studio della Bhagavad Gita cosi' com'e', di Sua Divina Grazia Abhay Charan Bhaktivedanta Svami Prabhupada (lo precisiamo a beneficio dei lettori del forum): complimenti per la scelta e la determinazione, e sappi che Krishna Stesso loda ed incoraggia gli studiosi di questo testo particolarmente, importante, con le seguenti parole (del verso 18.70):

"E Io dichiaro che chi studia questo nostro colloquio sacro, Mi adora con la sua intelligenza".

Grazie inoltre di aver citato la spiegazione del verso 4.14, che in Sanscrito recita cosi' (qui e' il Signore Krishna che parla):

na mam karmani limpanti
na me karma-phale spriha
iti mam vo 'bhijanati
karmabhir na sa badhyate

TRADUZIONE

"Non c'è azione che Mi contamini né Io aspiro ai frutti dell'azione. Comprendendo questa verità sulla Mia Persona, nessuno s'impiglia più nelle reazioni dell'attività interessata".

-----------------------

Si tratta di una particolare benedizione del Signore, il Quale permette a qualunque essere individuale (come noi), che abbia compreso la Sua natura spirituale ed il fatto appunto, che Egli non e' soggetto alla legge del karma, neppure quando scende in questo mondo per compiervi i Suoi divertimenti trascendentali, di essere liberato a sua volta da tali leggi e di elevarsi quindi, al Suo Stesso livello spirituale (sebbene rimanga ovviamente, a Lui subordinato).

Questa condizione e' facilmente raggiungibile con la pratica del bhakti yoga, se per esempio ci atteniamo al metodo stabilito da Sua Divina Grazia, come e' spiegato in questa guida riassuntiva:

www.radiokrishna.com/bhaktiyoga.htm

Con questo rispondiamo alla tua domanda

(2) "È possibile liberarci dalle conseguenze di quella stessa azione ?"

Come abbiamo visto si, a patto di diventare coscienti di Krishna e di agire dietro le Sue direttive, o di quelle del Suo rappresentante autentico, il maestro spirituale (nel nostro caso, Srila Prabhupada).

Ci chiedi poi:

(1) Se compiamo un'azione sbagliata, fino a quando dovremo subirne le conseguenze?

Fino ad un tempo indeterminato, anche lunghissimo, addirittura oltre la durata di un giorno, o perfino dell'intera vita di Brahma, il creatore dell'Universo, che come saprai, dura innumerevoli Milioni dei nostri anni terrestri.
Dipende ovviamente dall'azione di cui si parla.

Ma e' praticamente impossibile per noi eseguire un tale calcolo, poiche' le conseguenze dell'azione possono oltrepassare anche la distruzione parziale, e perfino quella totale, della creazione materiale: durante il periodo di non-manifestazione della creazione, il karma degli esseri individuali rimane comunque memorizzato a livello sottile, nel grembo di Maha Vishnu, e si ripresenta al momento opportuno durante la creazione successiva. Quindi non viene mai perso, ma prosegue vita dopo vita, o creazione dopo creazione, nonostante la "pausa" di non-manifestazione della creazione materiale, altrettanto lunga.

Tuttavia come abbiamo visto (nella risposta precedente), possiamo liberarci dal karma impegnandoci nel servizio di devozione a Krishna, Dio, la persona suprema, anche in questa stessa vita, invece di doverlo subire continuamente.

Tu scrivi poi:

(3) Se sono stati i nostri condizionamenti, e non la nostra Volontà, a portarci a compiere quell'errore, come possiamo noi ritenercene responsabili ed accettare di doverne subire le conseguenze?

Eh si, perche' bisogna partire dal presupposto che, avendo accettato un corpo materiale, per il nostro desiderio di dominare e godere dell'energia esterna del Signore, abbiamo accettato con esso, in modo inscindibile, anche le conseguenze delle azioni compiute con tale corpo (a meno che non agiamo per Krishna, in modo autorizzato, come abbiamo visto).

Possiamo fare per esempio il paragone con chi fosse imprigionato in un carcere: non puo' esimersi dal compiere le attivita' previste in quel carcere, e' forzato ad agire (tipo che so, pulendo, lavando, facendo qualche lavoro ordinato dai secondini, svolgendo qualche incarico ecc.), ma e' ugualmente responsabile di tali azioni: se le svolge male o viola qualche regola, ne e' responsabile; non puo' giustificarsi dicendo che altri, gli hanno ordinato di compierle e quindi lui/lei non ne e' responsabile, perche' si intende che avrebbe dovuto compierle secondo le regole, anche (e soprattutto !) se e' un carcerato.

Similmente, in questo mondo materiale ci e' richiesto di agire in accordo alle leggi del Signore, il dharma (quello vero, descritto nei Veda), ed ogni azione che compiamo e' attentamente registrata e valutata da Egli Stesso e dai Suoi agenti, i deva, gli esseri celesti preposti ad amministrare l'ordine universale, i quali ce ne attribuiranno poi, le giuste conseguenze, buone o cattive che siano (karma).

E' certamente vero che siamo spinti, forzati dalle influenze della natura, i tre guna, ad agire in un certo modo oppure in un altro in questo mondo, tecnicamente parlando (il corpo materiale ne e' una combinazione) ma abbiamo comunque il nostro libero arbitrio che, seppur parziale e limitato dal corpo che ci riveste, rimane sempre con noi. Possiamo quindi scegliere se agire in base agli ordini della natura materiale, dei guna, oppure in base a quelli del maestro spirituale autentico, rappresentante di Krishna, liberandoci cosi' da tale condizionamento.

Questa e' una speciale prerogativa del corpo umano, dovremmo quindi sfruttarla al massimo (in altre forme di vita, non e' cosi' semplice).

(4) Se volessimo cambiare questa situazione sarebbe possibile?

Come abbiamo visto si, applicando la coscienza di Krishna nella nostra vita.

Alle domande

(5) Il Signore rende possibile un atto, ed io in quel momento non sono capace di compierlo nella giusta maniera, bensì agisco mossa da condizionamenti eroici, ci sarà mai una fine alle conseguenze di queste azioni? È possibile uno scioglimento delle conseguenze? Dover seguire le conseguenze dei propri condizionamenti e non di azioni volontarie sembra quasi ingiusto. E se noi agiamo solo per il piacere di Krsna, come possiamo allo stesso tempo essere responsabili delle nostre azioni?

e

6) Cosa vuol dire che il Signore trascende questa legge del Karma?

rispondiamo contemporaneamente, infatti il verso 4.14 che stiamo studiando, risponde proprio a questi argomenti: Krishna e' libero da ogni reazione karmica, non deve subire alcuna forzatura ad agire ne' puo' essere limitato od ostacolato nelle Proprie azioni, neanche quando discende nel mondo materiale, perche' il Suo corpo rimane sempre trascendentale, sat-cit-ananda, completamente spirituale ed eternamente situato nella Propria energia interna (atma maya).

Puo' sembrare, che agisca come farebbe un comune essere umano, ma i Suoi atti sono tutti trascendentali, ed Egli non e' legato dalle leggi universali, dal karma: na mam karmani limpanti

Chi capisce questo punto, e riconosce la Sua posizione trascendentale, diventa ugualmente liberato dalle reti del karma materiale. Si tratta appunto, di una Sua particolare benedizione, ottenibile praticando il bhakti yoga in uno spirito di servizio devozionale alla Sua persona.

Buon proseguimento e alla prossima, un saluto fraterno, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)











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