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Andrea.m
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Emilia Romagna
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Inserito il - 14/01/2007 : 16:08:43
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Hare Krishna a tutti,
oggi affronteremo il capitolo ottavo intitolato “Offese da evitare”:
Quando ci rechiamo al tempio per contemplare la murti, ossia la forma divina del Signore Supremo, dobbiamo ricordarci di non tenere atteggiamenti scorretti nei Suoi confronti.
La murti è chiamata anche arca vigraha, e la parola arca (pronuncia “arcia”) indica la forma che ci è possibile adorare nella nostra condizione presente.
A dire il vero, nel nostro stato attuale non possiamo vedere Dio nella Sua forma spirituale, perché i nostri occhi e gli altri sensi materiali sono incapaci di concepire una forma spirituale. Non possiamo vedere nemmeno la forma spirituale dell’anima individuale, infatti quando un corpo muore non riusciamo a percepire la forma spirituale che lascia il corpo materiale.
Questo è il difetto dei nostri sensi materiali.
Così, affinché i nostri sensi possano percepirLo, il Signore Supremo appare in una forma adatta chiamata murti o arca vigraha, la quale non è differente da Lui.
Come Dio, la Persona Suprema, Si manifesta in numerosi avatara, così Egli appare anche in alcune forme costituite di materia come l’argilla, il legno, la pietra, il metallo, le pietre preziose e le tele ad olio.
Così come quando ci si reca da un personaggio illustre si sta attenti a tenere un comportamento da gentiluomini, rispettando tutte le regole della buona educazione e del buon senso, allo stesso modo quando ci si reca a far visita al tempio di Krishna, che è la personalita’ più elevata di tutto il mondo materiale e spirituale, si deve stare attenti ad osservare le regole del caso.
Nel Nettare della devozione sono menzionati tutti i comportamenti da osservare e da evitare in presenza della murti, tuttavia qui menzioneremo solo i principali rimandandovi al testo per ogni approfondimento.
- Entrare nel tempio con le scarpe; - Non prosternarsi davanti alla murti; - Stendere le gambe davanti alla murti; - Mangiare (anche prasada) davanti alla murti; - Mentire davanti alla murti; - Chiacchierare davanti alla murti; - Piangere o gridare davanti alla murti; - Venire alle mani davanti alla murti; - Entrare nel tempio con vestiti sporchi; - Dire parolacce davanti alla murti; - Emettere aria o eruttare davanti alla murti; - Introdurre nel tempio scritti contrari ai principi devozionali:
Questi sono i comportamenti più semplici da evitare quando si è davanti alla murti.
Oltre alle offese relative all’adorazione del Signore nel tempio, dobbiamo anche cercare di evitare di mantenere una mentalità offensiva durante la pratica del canto dei santi nomi di Sri Krishna, ed in particolare del mantra Hare-Krishna. Le mentalità da evitare solo le seguenti 10:
1) Ingiuriare un devoto che ha dedicato la sua vita alla diffusione del canto dei santi nomi del Signore;
Krishna afferma nella Bhagavad Gita di essere molto legato ai devoti sempre impegnati nella diffusione delle Sue glorie:
“Tra tutti, colui che è ha la conoscenza perfetta ed è sempre impegnato nel puro servizio devozionale è il migliore. Io gli sono molto caro, e lui è molto caro a Me.” (B.G.7.17)
“Tutti questi devoti sono certamente grandi anime, ma Io considero come Me stesso solo colui che Mi conosce veramente. Assorto nel Mio servizio trascendentale, tale devoto senza dubbio raggiunge Me, la destinazione più alta e perfetta.” (B.G.7.18)
“I Miei devoto, Io li porto sempre nel cuore, ed essi Mi portano sempre nel loro cuore. Come loro non conoscono altri che Me, così Io non posso mai dimenticarmi di loro. La relazione che Mi unisce ai puri devoti è la più intima. Situati fermamente nella conoscenza, essi non perdono mai il legame spirituale che li unisce a Me; perciò Mi sono molto cari.” (S.B.9.4.68)
“Chi insegna questo supremo segreto (il Bhakti yoga) ai Miei devoti avrà il puro servizio devozionale assicurato, e alla fine tornerà a me. Non esiste un servitore che Mi sia più caro di lui, e mai nessuno Mi sarà più caro.”(B.G.18.68-69)
Questa è la considerazione che Krishna ha dei Suoi devoti, per questo motivo un’offesa commessa verso queste grandi anime è molto pericolosa.
2) Mettere i nomi degli esseri celesti sullo stesso piano del Maha mantra;
Gli esseri celesti sono sicuramente personaggi molto potenti e meritano rispetto per la carica che rivestono nell’amministrazione dell’universo, ma in nessun modo possono essere paragonati al Signore Supremo, Dio, Krishna.
Sri Krishna è l’origine degli esseri celesti, e lo conferma il fatto che solo per la Sua misericordia questi ultimi possono conferire benedizioni ai propri fedeli. Queste benedizioni però sono temporanee e limitate, infatti i deva non possono conferire la liberazione dal ciclo di nascite e morti, mentre risulta chiaramente dalla Bhagavad Gita (5.17) che chi si dedica al servizio devozionale verso Sri Krishna si trova sul piano spirituale.
Così il nome di Krishna è trascendentale poiché a livello spirituale Dio non è differente dai Suoi attributi, mentre il nome degli esseri celesti è materiale e avrà fine con la loro morte.
Considerare il nome di Krishna allo stesso livello del nome degli esseri celesti significa considerare Krishna stesso un essere celeste, negando quindi la Sua assoluta superiorità su tutto ciò che esiste di materiale e di spirituale.
Questa mentalità contrasta nettamente con tutti gli scritti vedici, soprattutto con la Bhagavad Gita 7.6 e con lo Srimad Bhagavatam che afferma: “Krishna tu Bhagavan svayam” ossia “Krishna è Dio”.
3) Trascurare le istruzioni del maestro spirituale; Il maestro spirituale è il diretto rappresentante di Dio poiché rivela al discepolo la scienza del servizio devozionale, unico metodo per tornare nel mondo spirituale.
Questo maestro spirituale, puro devoto di Dio, è ancora più misericordioso del Signore Stesso in quanto permette a chiunque segua i suoi insegnamenti di tornare da Sri Krishna.
La sua misericordia consiste nel fatto di donare agli uomini il servizio di devozione, servizio talmente sublime ed elevato da non potere essere raggiunto se non dopo moltissimi milioni di vite passate nella ricerca della perfezione (e comunque e’ necessario accettare un puro devoto come maestro spirituale, B.G. 7.3)
Se dopo aver avuto la fortuna di incontrare un tale maestro spirituale capace di liberarci per sempre dalla sofferenza, non seguiamo i suoi insegnamenti, questo significa che stiamo sprecando la nostra esistenza umana.
4) Bestemmiare le Scritture vediche o gli altri Scritti che le sostengono;
In ogni passo delle Scritture vediche è affermata la supremazia di Krishna su tutto ciò che esiste. I veda sono la voce del Signore e permettono agli uomini di regolare la propria esistenza in vista dell’elevazione spirituale e infine al ritorno a Dio; per questo motivo bestemmiarli è un grave peccato.
5) Considerare immaginarie le glorie del Maha mantra;
Le glorie del maha mantra non sono assolutamente immaginarie, infatti Ajamila (il Brahmana caduto e diventato peccatore) poté tornare nel mondo spirituale solamente per aver invocato il nome di Narayana sul punto di morte.
La descrizione che le scritture danno di un devoto di Krishna sempre immerso nel canto del maha mantra e nell’ascolto della Krishna katha (le glorie di Krishna) è di una persona perfettamente pacifica, che ha acquisito tutte le qualità degli esseri celesti, leale e che non potrebbe nuocere a nessun essere mai.
In nessun modo senza coscienza di Dio, gli uomini potrebbero raggiungere un tale livello, non ostante tutti i vertici mondiali e tutti gli sforzi possibili. È un fatto.
6) Interpretare i santi nomi del Signore;
I santi nomi del Signore devono essere ricevuti attraverso una linea di maestri spirituali discendente da Krishna stesso. Non avrà alcun senso cercare di interpretare a nostro capriccio i mantra vedici o il maha mantra stesso; per avere significato ed effetto devono essere eseguiti sotto la guida di un maestro autentico.
7) Compiere coscientemente atti colpevoli contando poi sulla forza purificatrice del canto del maha mantra per annullarne le conseguenze;
Questa è una delle offese più odiose, e un tale atteggiamento non è proprio di un vaishnava autentico.
8) Considerare il canto del Maha mantra uno dei riti propiziatori che i Veda propongono nell’ambito dell’azione interessata, ossia il Karma Kanda; Come già spiegato il canto del maha mantra si situa a livello trascendentale e quindi ben oltre ai riti propiziatori del Karma Kanda, cioè dell’azione materiale interessata.
Anche questa mentalità deve essere eliminata se si vuole compiere qualche avanzamento spirituale, poiché significa sminuire la posizione di Krishna e del servizio devozionale.
Senza considerare poi che in nessuna parte dei veda è mai presa in considerazione questa teoria.
9) Parlare delle glorie del Maha mantra ai non credenti;
Naturalmente tutti possono cantare i santi nomi a prescindere da qualsiasi considerazione di carattere materiale, tuttavia non conviene rivelare immediatamente la potenza del maha mantra ai non devoti.
Infatti gli uomini troppo immersi nel peccato non possono apprezzare immediatamente le glorie del santo nome.
10) Non avere una fede totale nel canto dei santi nomi e rimanere attaccati alla vita materiale anche dopo aver compreso le istruzioni del maestro spirituale.
Ogni essere ha una propria indipendenza, seppur infinitesimale, e per questo in ogni momento si può scegliere che direzione seguire.
Dopo aver compreso gli insegnamenti del maestro spirituale bisogna metterli in atto e agire secondo le sue direttive, altrimenti agendo a nostro capriccio non faremo altro che ritornare nella sofferenza.
Il significato di avere un maestro spirituale è quello di seguirne gli insegnamenti, e se non lo facciamo continuando a pretendere ugualmente di essere suoi discepoli, ciò costituisce un offesa.
Fine
Grazie
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