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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 05
 Tornare a Dio in una sola vita (e altro)
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RKC Mayapur
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RKC

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1966 Messaggi

Inserito il - 10/05/2005 : 00:27:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DALLA CORRISPONDENZA DI RKC PISA (via e-mail)


Caro .............., Hare Krishna e grazie delle interessanti e profonde domande.

Vedo con piacere che stai entrando sempre piu' nell'essenza del servizio devozionale al Signore.

Complimenti e auguri !!!

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continuando a leggere “viaggio alla scoperta del se” mi sono accorto che Prabhupada spesso ribadisce che nessuno di noi può sapere in quale corpo la sua anima si reincarnerà al momento della morte, nemmeno lui.

A questo punto mi sono chiesto: siccome Prabhupada è un devoto (non chè avatara) perché deve dire di non sapere quale corpo prenderà la sua anima, mi sembra chiaro che abbia preso un corpo spirituale e adesso abbia raggiunto la dimora del Signore Supremo.

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Naturalmente hai ragione.
Si tratta infatti di una dimostrazione dell'umilta' del puro devoto, che non pensa mai di essere degno di tornare a Dio in una sola vita.

In quel contesto, stava mettendosi al posto di coloro che non conoscono la coscienza di Krishna, per motivi di predica.

Questa e' la differenza tra un devoto di 2° livello (madhyama adhikari, predicatore) e un puro devoto, di 1° livello (uttama adhikari) come Srila Prabhupada. Lui personalmente non si considera abbastanza avanzato da poter tornare a Dio, ma quando predica deve scendere al 2° livello e dire come stanno le cose veramente (e cioe', che e' possibile tornare a Dio anche in una sola vita, seguendo il metodo giusto, altrimenti, nessuno puo' sapere la propria destinazione).

E' naturale pero' che in realta', anche lui stesso raggiunga il mondo spirituale appena abbandonato questo mondo, e i suoi seguaci ne hanno ovviamente la completa certezza (e anche le prove, scritturali e pratiche, semmai ce ne fosse bisogno).

Il suo comportamento deve piuttosto servire da esempio per noi, che quando predichiamo, dobbiamo dire le cose come stanno, mentre quando si tratta di noi, personalmente, non ci dovremmo mai credere cosi' elevati da poter andare veramente da Krishna.

E' un comportamento dovuto all'umilta' vaisnava.

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A questo proposito mi sono chiesto: come faccio a essere sicuro di tornare da Dio? Devo trovare un modo per tornare da Lui in questa vita.

Cercando nella Bhagavad Gita ho trovato il verso 9 del capitolo 4, che dovrebbe rispondere alla mia domanda, e in parte lo fa, ma a questo punto mi chiedo: la natura trascendentale delle apparizioni di Dio e delle sue Attività cosa vuol dire ? (Leggere i testi sacri, avere fede nel fatto che lui è onnipotente ?)

Inoltre, nella spiegazione di questo verso si aggiunge che chiunque riconosca Krsna come Dio tronca i legami con il mondo materiale ed è sicuro di raggiungerLo nella sua eterna dimora.

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Sia questo verso che giustamente citi, sia molti altri, confermano con assoluta certezza che e' possibile tornare a Dio, immediatamente, seguendo il metodo corretto.

Quel verso in particolare significa che e' sufficiente capire come l'apparizione e la scomparsa di Krishna siano al di la' della materia, non legate dai guna materiali ma causate invece dall'energia interna del Signore Stesso. E' una questione di coscienza, impegnandoti nel servizio devozionale capirai sempre meglio il significato di questo e degli altri versi che ancora non ti sono chiari, non ti preoccupare.

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Se canto il mantra e rispetto i 4 principi, tornerò da Dio?
Ma se basta questo, allora ogni devoto è sicuro di non tornare più nel mondo materiale?

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Perfetto. Si, questo e' esattamente il metodo prescritto per tornare a Dio. Srila Prabhupada ha garantito il successo a chiunque reciti 16 giri e segua i 4 principi regolatori per tutta la vita.

Certamente, chiunque faccia questo con il sincero desiderio di diventare un servitore di Krishna e di tornare nel mondo spirituale, senza mantenere alcun altro desiderio materiale, tornera' a Dio. Non c'e' alcun dubbio a questo proposito.

Chiunque puo' accedere a questa perfezione, con tale semplice metodo.

Il punto e' che se manteniamo altri desideri materiali, e non li eliminiamo nel corso del servizio devozionale, prima o poi potrebbe succedere di abbandonare la pratica dei 16 giri o qualche principio, e allora il successo non sara' piu' garantito.

Ma se manteniamo tale pratica per tutta la vita, non ci sono dubbi sul nostro ritorno a Krishna.

Ci sono molti dettagli di cui parlare, ma non per lettera, e' troppo dispersivo, e' meglio parlarne al telefono.

Per esempio, anche non studiare adeguatamente i libri di Srila Prabhupada ci mettera' in una condizione di pericolo.

C'e' tutto uno standard, dato sempre da Srila Prabhupada, che ci pone in grado di resistere ad ogni assalto di Maya, ne dovremmo discutere molto, perche' ci sono diverse tappe da superare nella vita spirituale.

Tieni un foglietto sempre pronto, ed aggiungi ogni argomento che vorresti affrontare, giorno dopo giorno.
Ogni tanto, o quando hai abbastanza argomenti, chiamami e ne parliamo.

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Il concetto secondo cui si riprende la via di devozione dal punto in cui la si è lasciata, è riferito a chi cade dalla via devozionale ? (Per non scoraggiarlo ?)

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E' riferito alla coscienza spirituale, di qualunque livello.
Non viene mai persa.
Nel 6° capitolo si parla del dhyana-yoga, ma va bene anche per i devoti. E per tutti gli altri: ricominciano da dove avevano lasciato. E' una verita' scientifica, non solo un incoraggiamento.

Ricordiamoci che Arjuna stava giocando il ruolo dell'essere individuale confuso, per questo Krishna gli spiega come stanno le cose, dal Suo punto di vista (cioe' da quello della trascendenza, la scienza spirituale). Per dare in realta' un beneficio a noi, che confusi lo siamo davvero.

La trasmigrazione dell'anima nei vari corpi materiali, fino a giungere al corpo umano, serve appunto per sviluppare gradualmente sempre di piu' la coscienza spirituale.
Anzi, tutta la manifestazione cosmica materiale ha in ultima analisi questo scopo, riportare le anime dimentiche alla loro posizione originale, la coscienza di Krishna.

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Come posso riconoscere una persona perfettamente liberata, come faccio a distinguere una persona situata in prema da una situata in bhava?
Come faccio a capire la mia posizione rispetto alle due precedenti?

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Una persona liberata e' sempre assorta nel servizio devozionale a Krishna, tutto qui. Si attiene strettamente agli ordini del proprio maestro spirituale nella catena disciplica, e ripete esattamente i suoi insegnamenti. Non hai bisogno di cercare altre persone liberate eccetto Srila Prabhupada e chi ne segue e ripete gli insegnamenti.

Nel movimento Hare Krishna ce ne sono parecchie,ma tutte si rifanno a Srila Prabhupada, percio', se tu leggi i suoi libri e stai a contatto con lui, con il desiderio sincero di servirlo, non c'e' questione di doverne cercare altre, almeno per il momento, specialmente nella tua situazione. E comunque non e' indispensabile: la guida di Srila Prabhupada attraverso i suoi libri e' piu' che sufficiente per portare chiunque al piu' alto livello di perfezione spirituale, purche' sia sincero e segua il metodo senza deviazioni.

Per quanto riguarda riconoscere i livelli di bhava e di prema, non dovremmo preoccuparcene troppo, dato che non siamo ancora arrivati a quel punto. Anche solo parlarne e' prematuro, e anzi si rischia di fare errori ed offese, a causa della nostra scarsa conoscenza.

Mentre leggerai lo Srimad-Bhagatavam, troverai qualche esempio di devoti giunti a tali livelli, con la descrizione delle loro attivita' e qualita'. Ma al nostro livello, Srila Prabhupada ci ha insegnato semplicemente ad impegnarci nel servizio devozionale, e a cercare di soddisfare Krishna con questo servizio, che comprende principalmente sravanam e kirtanam, l'ascolto e la ripetizione (la recita, la predica, ecc.) delle glorie di Krishna, e questo e' tutto.

Dovremmo preoccuparci solo di seguire quest'ordine, piuttosto che cercare di capire quando raggiungeremo l'amore per Dio.
Anzi, in realta', l'umilta' vaisnava richiederebbe che noi non ci credessimo mai elevati abbastanza per poter raggiungere l'amore per Dio. Dovremmo considerarci solo dei servitori del puro devoto, il
maestro spirituale (Srila Prabhupada), completamente abbandonati a lui, con la certezza che quando lui lo riterra' opportuno, ci dara' l'amore per Dio.
Non dovremmo cercare di giungere a prema da soli, sfruttando i suoi insegnamenti e il suo metodo: c'e' anche una certa etichetta, un riconoscimento e un rispetto, per il maestro spirituale, che non
dovrebbe mai venir meno, in alcun momento della nostra vita.

Dovremmo cercare di rimanere sempre servitori del nostro maestro spirituale, sicuri che per sua intercessione, Krishna ci dara' l'amore per Dio piu' velocemente che se cercassimo di servirLo con i nostri sforzi. E' una questione di abbandono al maestro spirituale, una sottigliezza del comportamento vaisnava. Spero di potertene parlare meglio, magari al telefono o di persona.

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L’articolo successivo ai 10 argomenti principali dello Srimad Bhagavatam è in preparazione? È gia' stato pubblicato?

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Quell'argomento e' terminato, la prossima parte dello studio introduttivo allo S.B. sara' un breve riassunto storico-filosofico, ma non prima di qualche settimana. A breve invece pubblichero' lo studio del cap. 9 della B.G.

A presto, grazie ancora e buon proseguimento, Haribol !


Gokula Tulasi das
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