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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 05
 UPANISAD
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Francis
Utente Master



228 Messaggi

Inserito il - 23/01/2005 : 22:52:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salve, eccomi di nuovo a far perdere tempo al bravo Gokula con le mie domande impossibili....

Sto leggendo "UPANISAD - LA VIA DELLA LIBERAZIONE" Demetra Edizioni.

In particolare contiene la BRIHAD-ARANYAKA UPANISAD, la CHANDOGYA UPANISAD, la KENA UPANISAD e la SVETASVATARA UPANISAD.

Vorrei sapere se le conoscete, se le riconoscete come testi Vedici (nella prefazione del libro c'è scritto che fanno parte dei Veda e che sono tra i primi e i piu' antichi UPANISAD)...

Ciao, a presto.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 25/01/2005 : 00:26:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna Francis, grazie della domanda.

Cerchero' di scrivere una breve cronistoria relativa ai veda, partendo dall'inizio ma abbreviando molto, per motivi di spazio.

Al momento della creazione di questo universo, la conoscenza originale, chiamata Veda, fu trasmessa oralmente da Krishna a Brahma, il primo essere creato.
Brahma la trasmise a suo figlio Narada, e Narada al suo discepolo Vyasadeva.

Fino a circa 5000 anni fa non vi era la necessita' di opere scritte, perche' la memoria degli esseri umani era cosi' potente che bastava loro ascoltare una sola volta cio' che il proprio maestro diceva, per ricordarlo perfettamente. Ma al sopraggiungere del kali yuga, appunto circa 5000 anni or sono, Vyasadeva percepi' che la memoria e le altre capacita' dell'essere umano si sarebbero gradualmente indebolite, percio' comincio' a pensare come aiutare le persone di quest'epoca: decise quindi di mettere per iscritto la conoscenza (e' da notare qui che TUTTA la conoscenza, dell'intero scibile umano e divino, proviene e/o ha comunque riferimento nei Veda).

Dei Veda fanno parte anche le 108 Upanisad, i 18 Purana e il Mahabharata (che contiene la Bhagavad-Gita), scritti sempre da Vyasadeva.
Egli inoltre codifico' le conclusioni di tutte queste opere negli aforismi del Vedanta sutra.

Ma Vyasadeva, anche dopo aver scritto tutti i veda, non provava ancora una completa soddisfazione. Chiese allora consiglio al suo maestro spirituale, Narada Muni, il quale lo informo' che le opere da lui scritte finora non erano sufficienti a guidare gli uomini verso il fine supremo dell'esistenza, e gli suggeri' di scrivere un'altra opera, questa volta trascendentale, e cioe' che parlasse del servizio devozionale al Signore: fu cosi' che venne compilato lo Srimad Bhagavatam.

Lo Srimad Bhagavatam e' anche detto "purana immacolato", perche' a differenza degli altri 18 purana (6 destinati agli uomini sotto l'influsso dell'ignoranza, 6 per quelli sotto la passione, e 6 per quelli sotto la virtu'), e' destinato agli uomini che aspirano ad elevarsi al di sopra di tutte le influenze della natura materiale.

Il Bhagavatam e' il commento naturale di tutte le scritture vediche, e ne rivela in modo diretto il vero fine, cioe' conoscere Krishna, Dio, la persona suprema, come Egli stesso conferma nella Bhagavad-Gita (15.15):

sarvasya caham hridi sannivisto
mattah smritir jnanam apohanam ca
vedais ca sarvair aham eva vedyo
vedanta-krid veda-vid eva caham


TRADUZIONE

"Sono nel cuore di ogni essere e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi. In verità Io sono Colui che ha composto il Vedanta e sono Colui che conosce i Veda".

SPIEGAZIONE

[...]

I Veda offrono la conoscenza di Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna. Krishna nella forma dell’avatara Vyasadeva, compilò il Vedanta-sutra, di cui lo stesso Vyasadeva diede il commento, che è lo Srimad-Bhagavatam, al fine di spiegarne il contenuto e il vero significato. Il Signore Supremo non è limitato in niente, così, per aiutare l’anima condizionata a liberarsi, diventa Colui che si preoccupa del suo nutrimento e della sua digestione, diventa il testimone dei suoi atti, Colui che, sotto la forma dei Veda, dà la conoscenza e come Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, diventa il maestro che insegna la Bhagavad-gita. Così, Dio è infinitamente buono, infinitamente misericordioso e degno dell’adorazione dell’anima condizionata.

-------------------------

Per rispondere alla tua domanda, quindi, diremo che certamente le upanisad fanno parte delle scritture vediche, ma che l'autorita' di una scrittura vedica non e' da considerarsi superiore solo per essere stata scritta prima di altre, perche' il loro autore, Vyasadeva, una volta giunto a maturita' spirituale, sotto la guida del suo maestro, le ha sublimate nello Srimad-Bhagavatam, che rappresenta il summum bonum di tutti i veda.
Se l'autore di tutti i veda considera lo Srimad-Bhagavatam come il non-plus-ultra di tutte le sue opere, non sara' molto saggio studiarne altre, sperando di trovarvi un valore superiore: nessuno sara' cosi' sciocco da credersi superiore a Vyasadeva, ed infatti e' detto che non e' possibile comprendere il fine dei veda se non studiandoli nella loro globalita', altrimenti saremo sviati dal fatto che alcune opere accennano ad esseri celesti come al Supremo.

Praticamente pero', per leggere tutti i veda nella loro globalita', non ci basterebbe l'intera vita, percio' e' molto piu' intelligente dedicarci al riassunto originale del loro stesso autore, che per il nostro beneficio ha condensato l'essenza della conoscenza trascendentale nello Srimad Bhagavatam, piuttosto che leggere qua e la' nelle scritture vediche, a rischio di essere sviati.

Inoltre, cosa ancora piu' importante, senza ascoltare i veda da un maestro spirituale autentico, appartenente ad una delle 4 catene discipliche autorizzate, mettendone in pratica gli insegnamenti, non e' possibile realizzare la conoscenza studiata, che rimane a livello accademico, mondano, senza possibilita' di sperimentare la trascendenza, e questo sia che si tratti di conoscenza appresa dalle upanisad, dallo Srimad-Bhagavatam o da qualunque altra scrittura, perche' il sabda-brahma, il suono vedico, non ha effetto a meno di essere ricevuto da un maestro spirituale autentico, e seguendo i principi e le regole da lui stabiliti.

Haribol !

Gokula Tulasi das
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Francis
Utente Master



228 Messaggi

Inserito il - 25/01/2005 : 13:27:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie per le risposte.
Ci meditero' sopra.
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Francis
Utente Master



228 Messaggi

Inserito il - 25/01/2005 : 20:33:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
appartenente ad una delle 4 catene discipliche autorizzate,



Mi puoi spiegare queste 4 catene discipliche in cosa consistono ed in cosa si differiscono?
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 26/01/2005 : 00:21:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Molto volentieri.

Secondo il Padma Purana: "sampradaya-vihina ye mantras te nisphala matah", ne' mantra ne' iniziazione hanno effetto se non sono ricevuti da un maestro spirituale autentico, appartenente ad una delle 4 sampradaya autorizzate.

Esistono 4 linee discipliche autentiche di maestri spirituali, che risalgono a 4 grandi personalita':

1) La Brahma-sampradaya, discendente da Brahma, il primo essere creato dell'universo (la nostra).

2) La Rudra-sampradaya, che risale a Siva, il piu' grande dei vaisnava.

3) La Laksmi-sampradaya, che proviene dalla compagna del Signore nel mondo spirituale.

4) La Kumara-sampradaya, relativa ai 4 Kumara, grandi devoti figli di Brahma.

Ognuna di queste 4 catene discipliche ha le proprie ramificazioni di maestri spirituali, che si sono succeduti per generazioni. Ti ricorderai che Bhaktivedanta svami e' il 32° anello della Brahma-sampradaya: similmente, altri maestri appartengono ad altre sampradaya, ognuno al proprio livello generazionale.

Ci sono, poi, molte catene discipliche che non risalgono alle 4 personalita' menzionate, percio' sono dette apasampradaya, cioe' non autentiche: dobbiamo quindi fare attenzione a non farci sviare dai loro insegnamenti.

Tutte e 4 le sampradaya autorizzate concludono che Krishna e' Dio, la persona suprema, e indicano il servizio devozionale, o bhakti-yoga, come metodo di realizzazione spirituale per quest'epoca.

Tra queste 4 sampradaya possono esserci delle differenze marginali nell'applicazione pratica del metodo (del servizio devozionale), secondo il tempo, il luogo, le circostanze e le persone a cui i loro insegnamenti sono destinati, tuttavia il siddhanta, cioe' lo scopo finale, e' sempre in linea con il famoso paradigma vedico:
1) Sambandha - Esiste una relazione eterna tra l'essere vivente (l'anima individuale) e Dio, la persona suprema.
2) Abhideya - Questa relazione si puo' risvegliare e sviluppare seguendo il metodo prescritto (ai giorni nostri, il Bhakti-yoga).
3) Prajoyana - Il risultato del risveglio di questa relazione e' il puro amore per Dio, nella completa felicita' eterna.


Grazie per la domanda, Hare Krishna !

Gokula Tulasi das
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