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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 05
 Perchè siamo qui???
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Francis
Utente Master



228 Messaggi

Inserito il - 19/01/2005 : 16:06:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
So che è la domanda piu' vecchia che l'uomo si sia mai fatto.. ma è sempre quella che ha la risposta piu' sofferta e meno convincente... tanto è vero che molti preferiscono non farsela... e, al giorno d'oggi, cosi' pieno di materialismo, chi se la pone viene un po' visto male... Come se avesse le crisi di identità o quelle mistiche...
Pero' io la pongo a voi.. perchè siamo qui? Perchè Dio ha ritenuto di dover creare tutto questo? Perchè dobbiamo nascere, gioire, soffrire e morire? Perchè ci devono essere i terremoti, i maremoti, le guerre?
Se esiste il paradiso, o il nirvana o quant'altro.. perchè Dio non ci porta li' tutti e subito? Perchè continuare a farsi del male, come diceva un famoso attore?

Grazie,

ciao tutti.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 19/01/2005 : 20:27:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bellissime domande, Francis, queste riflessioni sono il vero scopo della vita, infatti il primo aforisma del Vedanta sutra e' "atha 'tho brahma jijnasa", che si traduce in : "E adesso (che sei giunto alla forma umana), puoi informarti a riguardo della Verita' Assoluta".

A livello animale non ci si possono porre queste domande, ma a livello di essere umano si', ed e' proprio questa la speciale prerogativa delle persone intelligenti. La vita umana deve servire proprio a questo, e chi non lo fa e' come se nascondesse la testa nella sabbia alla vista di un pericolo, come fanno gli struzzi davanti ad un leone.

Ma passiamo alle risposte:
Citazione:
perchè siamo qui? Perchè Dio ha ritenuto di dover creare tutto questo?
Lo scopo della creazione cosmica e' spiegato molto bene nella Bhagavad-Gita, sotto innumerevoli punti di vista. Una descrizione generale e' data nella spiegazione del verso 3.10:

saha-yajnah prajah sristva
purovaca prajapatih
anena prasavisyadhvam
esa vo ’stv ista-kama-dhuk

TRADUZIONE

All’inizio della creazione il Signore di tutte le creature generò uomini ed esseri celesti, insieme con i sacrifici a Visnu, e li benedisse dicendo: “Siate felici con questi yajna [sacrifici] perché il loro compimento vi procurerà tutto ciò che desiderate per vivere felici ed ottenere la liberazione”.

SPIEGAZIONE

L’universo materiale, creato da Visnu, il Signore di tutte le creature, offre alle anime condizionate la possibilità di tornare a Dio, nella loro dimora originale. Tutti gli esseri, nella creazione materiale, sono condizionati dalla natura materiale perché hanno dimenticato l’eterna relazione che li lega a Visnu, o Krishna, Dio, la Persona Suprema. Gli insegnamenti vedici hanno lo scopo di aiutarci a capire questa relazione, come spiega la Bhagavad-gita: vedais ca sarvair aham eva vedyah. Il Signore afferma che il fine dei Veda è quello di conoscerLo. E negli inni vedici si proclama che il Signore di tutti gli esseri viventi è Visnu, Dio, la Persona Suprema: patim visvasyamesvaram. Nello Srimad Bhagavatam (2.4.20), Srila Sukadeva Govami definisce il Signore "pati" in molti modi:

sriyah patir yajna-patih praja-patir
dhiyam patir loka-patir dhara-patih
patir gatis cadhaka-vrisni-satvatam
prasidatam me bhagavan satam patih

Il praja-pati è Visnu; Egli è il Signore di tutte le creature, di tutti gli universi e di tutti gli splendori, ed è il protettore supremo. Visnu ha creato questo mondo materiale affinché le anime condizionate imparassero a compiere gli yajna (sacrifici) per la Sua soddisfazione. Così, non dovendosi preoccupare troppo delle necessità materiali durante la loro permanenza in questo mondo, gli esseri possono vivere tranquillamente ed entrare nel regno di Dio dopo aver lasciato il corpo materiale. Questo è il piano del Signore per aiutare le anime condizionate. Compiendo gli yajna le anime condizionate diventano gradualmente coscienti di Krishna e si situano nella virtù. Le Scritture vediche raccomandano per l’età di Kali il sankirtana-yajna, il canto dei santi nomi di Dio, sacrificio spirituale stabilito da Sri Caitanya Mahaprabhu, che è Krishna stesso, per liberare tutti gli uomini di quest’epoca. Il sankirtana-yajna e la coscienza di Krishna vanno di pari passo. L’apparizione del Signore nella forma di un puro devoto, Sri Caitanya Mahaprabhu, venuto per propagare il Movimento del sankirtana, è menzionata nello Srimad Bhagavatam così:

krishna-varnam tvisakrishnam
sangopangastra-parsadam
yajnaih sankirtana-prayair
yajanti hi su-medhasah

“Nell’età di Kali le persone provviste di sufficiente intelligenza adoreranno il Signore e i Suoi compagni compiendo il sankirtana-yajna”. (S.B. 11.5.32)

Gli altri yajna menzionati nelle Scritture vediche non sono facili da eseguire nell’età di Kali, ma il sankirtana-yajna, facile e sublime, serve a tutti gli scopi ed è raccomandato anche nella Bhagavad-gita (9.14).
Citazione:
Perchè dobbiamo nascere, gioire, soffrire e morire? Perchè ci devono essere i terremoti, i maremoti, le guerre?
Lo scopo della creazione, e il motivo per cui siamo qui, e' quello di soddisfare i nostri desideri di godere dei sensi materiali, separatamente da Dio: per questo siamo stati dotati di un corpo adatto, immerso nell'ambiente materiale, nel quale ci muoviamo secondo le leggi cosmiche prestabilite dal Signore (il dharma), subendo le reazioni alle nostre attivita', pie o colpevoli che siano (il karma). Quando queste reazioni sono collettive, succedono i disastri da te citati. Ma sono numerose anche le reazioni singole.
Noi siamo anime spirituali eterne, ma il corpo che ci viene dato e' temporaneo, percio' quando un corpo non e' piu' utilizzabile, ce ne viene dato un'altro, secondo i nostri meriti (o demeriti) e i nostri desideri (questo e' il processo del "samsara", la reincarnazione). La gioia e il dolore che i vari corpi provano sono dovuti all'incontro dei sensi con la materia, che e' di fatto una situazione incompatibile, come Krishna spiega nel verso 2.14 della Bhagavad-Gita:

matra-sparsas tu kaunteya
sitosna-sukha-duhkha-dah
agamapayino 'nityas
tams titiksasva bharata

TRADUZIONE

"O figlio di Kunti, la comparsa non permanente della gioia e del dolore, e la loro scomparsa nel corso del tempo, sono simili all'alternarsi dell'inverno e dell'estate. Gioia e dolore sono dovuti alla percezione dei sensi, o discendente di Bharata, e si deve imparare a tollerarli senza esserne disturbati".

Ma e' possibile arrivare al livello Brahma-bhuta, dove queste dualita' non sono piu' percepite, con la semplice pratica del bhakti-yoga.
Citazione:
Se esiste il paradiso, o il nirvana o quant'altro.. perchè Dio non ci porta li' tutti e subito?
Certo che il mondo spirituale esiste, con le sue attivita' completamente pure, ma noi abbiamo deciso, da tempo immemorabile, di venire qui, e siamo gradualmente rimasti sempre piu' coinvolti nelle azioni e reazioni materiali, che adesso ce ne siamo quasi completamente dimenticati. Ma esiste il modo, come dicevo, di riprendere la nostra posizione originale, ed e' il compimento del servizio devozionale, o bhakti-yoga, che inizia con il canto del mantra

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Quindi il Signore ci porta volentieri nel mondo spirituale, anche subito, ma prima dobbiamo dar prova di volerlo veramente fare, accettando il metodo autentico, secondo la catena disciplica di maestri spirituali. Se invece vogliamo "fare da soli", siamo liberi di provare, con le nostre forze (si fa per dire), a raggiungere la liberazione con la speculazione mentale o con qualche altro metodo empirico. Pero' poi, non possiamo lamentarci se non riusciamo a controllare le forze della natura, che come dice Krishna, e' molto superiore all'essere individuale:

mayadhyaksena prakritih
suyate sa-caracaram
hetunanena kaunteya
jagad viparivartate

TRADUZIONE

"La natura materiale, che è una delle Mie energie, agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, generando tutti gli esseri, mobili e immobili. Secondo le sue leggi questa manifestazione è creata e annientata in un ciclo senza fine". (B.G. 9.10)

SPIEGAZIONE

Questo verso spiega chiaramente che sebbene il Signore Supremo sia indipendente dalle attività di questo mondo, Egli ne rimane il sovrano assoluto, Egli è la volontà suprema, lo sfondo della manifestazione materiale, la cui direzione vera e propria è condotta dall’energia materiale.
Krishna dichiara inoltre, nella Bhagavad-gita, di essere il padre di tutti gli esseri viventi, qualunque sia la loro forma o la loro specie. Come il padre pone nel grembo della madre il seme da cui nascerà il bambino, così il Signore Supremo, con un semplice sguardo, introduce gli esseri condizionati nel grembo della natura materiale, da dove appariranno sotto svariate forme, in differenti specie, secondo le loro attività e i loro desideri passati. Sebbene siano nati dallo sguardo del Signore, gli esseri viventi si rivestono di corpi che sono determinati dalle loro azioni e dai loro desideri precedenti. Il Signore, dunque, non Si associa mai direttamente con la creazione materiale; posa un semplice sguardo sulla natura materiale, e questo è sufficiente a metterla in movimento e a farvi apparire tutto immediatamente. Col Suo sguardo Egli esercita senza dubbio un ruolo attivo, ma indiretto perché S’impegna direttamente nella creazione dell’universo materiale. La smriti spiega questo fenomeno col seguente esempio: quando ci troviamo vicino a un fiore, l’odore entra in contatto col suo profumo, a l’odorato e il fiore rimangono separati l’uno dall’altro. Un rapporto simile esiste tra Dio, la Persona Suprema, e l’universo materiale: Egli crea l’universo col Suo sguardo e vi stabilisce l’ordine, ma non entra mai in contatto diretto con esso. In breve, la natura materiale non può agire senza l’approvazione del Signore Supremo. Il Signore, tuttavia, rimane completamente distaccato dalle attività materiali.
Citazione:
Perchè continuare a farsi del male, come diceva un famoso attore?
Non e' Dio che "si fa male", ma l'essere individuale, imprigionato nel corpo di materia.
C'e' una differenza notevole tra Dio e l'anima individuale: Dio e' sempre libero da ogni sofferenza, e non e' mai toccato dalla dualita', come lo e' invece l'essere individuale. A quel "famoso" attore e' sfuggito questo semplice particolare: Dio e' Dio, e l'essere individuale no, almeno dal punto di vista quantitativo, sebbene lo sia dal punto di vista qualitativo: Dio e' infinito, mentre l'anima individuale e' infinitesima.
Tale differenza rimane sempre, ed e' proprio a causa di questa differenza che l'anima individuale, incarnata in un corpo materiale, subisce le sofferenze di cui parliamo, mentre Dio ne e' sempre immune: anche quando appare in questo mondo, il Signore agisce con l'ausilio della Sua potenza interna (atma-mayaya), e non e' mai toccato dalla gioia e dalla sofferenza materiale. Chi comprende questo fatto, e' un candidato alla liberazione, e puo' far parte dei Suoi divertimenti, ri-entrando anch'egli nell'ambito della potenza interna del Signore, dove la dualita' non esiste piu'. E' sufficiente seguire il metodo giusto.

Grazie per le domande, un saluto amichevole, Haribol !

Gokula Tulasi das

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Geko
Nuovo Utente



Lazio


2 Messaggi

Inserito il - 08/05/2006 : 18:20:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salve sto cominciando grazie ad un amico a cercare di capire krishna sto vivendo un momento particolare dove mi sto rendendo conto in che mondo articolato viviamo vorrei porre se possibile una domanda, ma quando un bambino sta ancora nella pancia della madre la sua anima è gia presente cioe quandè che l'anima si interagisce con il corpo umano?
grazie
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 08/05/2006 : 22:25:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Francesco, Hare Krishna, grazie per averci scritto.

Sono molto contento che tu stia cercando di conoscere Krishna, il vero amico di ognuno.

Grazie anche della importante domanda.
L'anima spirituale e' presente nel seme maschile, ancora prima di fecondare l'ovulo, infatti e' unicamente la sua presenza, che rende possibile lo sviluppo di un corpo.
Se l'anima spirituale non e' presente, non c'e sviluppo corporeo.

Per conoscere Krishna, permettimi ora di presentarti brevemente il metodo di elevazione della coscienza chiamato Bhakti-Yoga, che molte migliaia di persone adottano oggi, in tutto il mondo, per realizzarsi spiritualmente e raggiungere la felicita'.

Niente paura, non ci sono posizioni fisiche difficili da praticare ne' esercizi di respirazione, Bhakti significa soltanto riprendere coscienza della nostra intima relazione eterna con il Signore, ascoltando di Lui da fonti attendibili.
Questo e' chiamato "sravanam", che in sanscrito significa "ascolto" (la parola yoga indica che ci si riferisce a Dio).

Il punto fondamentale da capire e' che tutti noi, esseri viventi, siamo anime spirituali eterne, di natura felice, gioiosa, piena di conoscenza, e che solo temporaneamente viviamo in un corpo materiale, che ci lega a questo mondo e alle sue miserie.
In realta' proveniamo dal mondo spirituale, dove non esiste alcuna sofferenza ma soltanto piena soddisfazione, in compagnia del Signore. Esiste infatti una relazione d'amore eterna tra Dio e le anime individuali come noi.

I sentimenti d'amore per Dio sono gia' presenti nel cuore di ogni essere, pero' adesso sono coperti dalla contaminazione materiale, percio' devono essere "riscoperti" con una pulizia del cuore da ogni impedimento: il metodo per procedere a tale purificazione e' quello di recitare regolarmente il nome del Signore, e di ascoltare i Suoi racconti, le Sue gesta, da persone autorevoli, che le riportano cosi' come sono, senza alterazioni di alcun genere.
Questo processo, in erba, esiste un po' in tutte le fedi religiose del mondo, purche' autentiche, tuttavia nel corso del tempo abbiamo assistito ad una manipolazione sempre crescente, percio' vediamo come processi di reale ed efficace purificazione siano al giorno d'oggi molto rari, e spesso inesistenti.

La nostra associazione invece si rifa' all'antica conoscenza vedica, quella originale messa per iscritto in sanscrito circa 5000 anni fa, attraverso una successione disciplica di maestri spirituali, tutti estremamente ligi al dovere di mantenere intatta la conoscenza, successione che ha visto in Bhaktivedanta Svami Prabhupada, l'autore dei libri e fondatore del nostro movimento in Occidente, il suo 32° anello autentico.
Per la sua intercessione siamo ora in possesso di molti testi vedici autentici ed autorevoli (tutti i principali), ben tradotti in inglese (dal sanscrito originale, appunto) e magistralmente commentati, con particolare cura al nostro contesto moderno, cosicche' siamo in grado di offrire un metodo efficace e completo di realizzazione spirituale, con validissimi supporti e riscontri pratici personali immediati.

In poche parole si tratta di recitare un certo numero di volte al giorno il maha mantra:

Hare Krishna
Hare Krishna
Krishna Krishna
Hare Hare
Hare Rama
Hare Rama
Rama Rama
Hare Hare

e di frequentare regolarmente i testi vedici suddetti, di cui il fondamentale e' appunto la Bhagavad-Gita (on line sul nostro sito puoi trovare anche "Il libro di Krishna", un riassunto del 10° Canto dello Srimad-Bhagavatam, il summum bonum della conoscenza vedica, il cui oggetto e' Krishna, ed una breve biografia dell'autore: http://www.radiokrishna.com/books_online.php ).

Un mantra di 16 parole come quello descritto sopra, ripetuto per 108 volte costituisce un "giro" di japa, e lo standard spirituale
stabilito dal maestro spirituale, Bhaktivedanta Svami, e' di 16 giri al giorno, che richiedono da 1 ora e mezza a 2 ore, piu' o meno. Per questo i devoti si alzano molto presto al mattino, per compiere le loro pratiche spirituali senza troppi disturbi (per aiutarci a contare i "giri", usiamo una corona simile a quella cattolica, ma con 108 grani).

Tuttavia questo standard puo' essere raggiunto anche gradualmente, iniziando con pochi giri al giorno, per esempio 2 o 4, a seconda delle proprie capacita'.
In seguito, potremo parlare di alcuni principi che velocizzano il raggiungimento dell'obbiettivo, come il latto-vegetarianesimo, l'astensione dagli intossicanti, dal gioco d'azzardo, dal sesso illecito, eccetera, comunque queste semplici pratiche sono gia' in grado di elevare considerevolmente la nostra coscienza, in modo da poter sperimentare il nostro eterno legame con Dio fin dall'inizio della nostra pratica.

Naturalmente sara' utile corrispondere con qualcuno che segue il medesimo processo da qualche tempo, che ci possa guidare nelle varie tappe (che tuttavia sono sempre largamente spiegate nei testi menzionati), e a questo scopo e' stato appunto istituito il nostro servizio di counseling spirituale, con l'ausilio del sito e dei suoi molteplici servizi.

Su www.radiokrishna.com sono infatti disponibili delle risorse quali (appunto) i libri on-line, diverse stazioni radio e televisive, quasi 2000 tra programmi radio e brani musicali (autoprodotti)liberamente scaricabili, chat, forum, eccetera, che insieme al servizio via e-mail e telefonico, ci mantengono in contatto con le persone interessate e presentano la nostra filosofia agli ospiti.

Occasionalmente ci incontriamo per passare insieme una giornata dedicata alla spiritualita', in uno dei centri per la coscienza di Krishna, o per eventi particolari (sempre indicati sul nostro forum in questa sezione: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=33 )

Invitandoti a partecipare quando vuoi, sia a distanza che di persona, termino qui questa breve presentazione della coscienza di Krishna, rimanendo ovviamente a tua disposizione per qualsiasi domanda o richiesta, alla redazione di RKC Pisa.

Ti ringrazio di nuovo per il tuo interesse e ti faccio i miei migliori auguri per la tua vita materiale e, soprattutto, spirituale.

Hare Krishna !

Gualberto Berti - Gokula Tulasi das
(Redazione di RKC Pisa)

P.S. La prossima volta, sarebbe preferibile fare domande nel forum piu' attuale, cronologicamente parlando, che al momento e' il numero 8. Grazie.
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