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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 04
 E' necessario vivere in un tempio ?
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RKC Mayapur
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RKC

Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 11/10/2004 : 18:24:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti, questo argomento nasce dalla necessita' di chiarire come sia possibile, a chiunque lo desideri, praticare il Bhakti-Yoga, la coscienza di Krishna, tranquillamente a casa propria, senza alcuna necessita' di trasferirsi in un tempio (fisicamente parlando).

Poiche' ancora riceviamo molte domande in proposito, daremo qui una spiegazione generale, adatta soprattutto a coloro che si interessano gia' da qualche tempo allo sviluppo della propria coscienza di Krishna.

Ci scusiamo con chi non riuscira' a seguire correttamente, a causa del linguaggio per "addetti ai lavori" che necessariamente e' stato usato. Naturalmente siamo a disposizione per qualsiasi spiegazione o approfondimento, scrivete pure sul forum o privatamente, via e-mail, alla redazione di RKC Pisa.
Grazie.

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E' abbastanza normale, specialmente all'inizio della pratica devozionale, attaccarsi a comportamenti stereotipati, alla frequentazione di un certo luogo, o di certe persone, in quanto in quel luogo (normalmente il centro, o il tempio piu' vicino) siamo soliti trovare le informazioni che ci stanno aiutando a mettere in pratica il metodo della coscienza di Krishna.
Tuttavia, dopo qualche tempo, con l'aumentare del nostro desiderio di approfondimento, dovremmo essere in grado di capire come la nostra relazione con Krishna sia eterna, sempre presente e in ogni luogo, e che possiamo risvegliarla grazie al metodo sublime datoci da Srila Prabhupada, riferendoci ai suoi meravigliosi libri.

Riporto le sue parole dal commento ad un verso della Caitanya Caritamrita (Madhya Lila 3.190, spiegazione) :

(...) Tutti possono dedicarsi alla coscienza di Krishna a casa propria, come ha ordinato il Signore (Caitanya Mahaprabhu). Tutti possono riunirsi per cantare insieme il santo nome di Krishna, il maha mantra Hare Krishna. Si puo' anche parlare della Bhagavad-Gita e dello Srimad-Bhagavatam, e installare le Divinita' di Radha-Krishna o di Gaura-Nitai, o entrambe, e adorarLe con grande cura nella propria casa. Non e' vero che dobbiamo aprire differenti centri in tutto il mondo. (...)

Queste sono le attivita' che costituiscono il metodo di avanzamento nella coscienza di Krishna, e non necessariamente il fatto di compierle (queste stesse attivita') in un luogo piuttosto che in un altro: l'importante e' compierle, al tempio o a casa propria.

Un problema reale e' che alcune persone, che stanno praticando in un certo luogo, per esempio in un tempio, magari da molti anni, non avendo ancora realizzato l'indipendenza della coscienza di Krishna da un luogo fisico o geografico, spingono anche coloro che li avvicinano a frequentare e, possibilmente, ad andare a vivere in un tempio, come loro hanno fatto, pena (secondo la loro limitata comprensione) il mancato o rallentato avanzamento spirituale.

La mancanza di conoscenza delle persone "nuove" all'argomento, fa si' che questa idea sia propagata con facilita': in fondo, nel mondo materiale le cose funzionano proprio in questo modo, quindi non e' molto sorprendente che si cada in questo tranello.

Il punto e' che bisogna invece attenersi alle direttive di guru, sastra e sadhu, il maestro spirituale, le scritture e le persone sante, e non ai consigli di persone con una comprensione ancora scarsa della coscienza di Krishna, nonostante possano frequentare o addirittura vivere in un tempio anche da molti, molti anni, magari con elevate cariche di responsabilita'. Sfortunatamente, queste persone pensano di essersi "meritate" il posto che hanno grazie alle "austerita'" che avrebbero compiuto, per il fatto di essere vissuti fisicamente in un tempio per tanto tempo. Questo fa si' che esse suggeriscano anche ai neofiti di fare altrettanto, diffondendo cosi' NON la vera essenza della coscienza di Krishna, bensi' la LORO comprensione di cosa significa coscienza di Krishna che, come abbiamo detto, e' ancora molto scarsa, e soprattutto non rispondente alle ingiunzioni delle scritture.

Cio' provoca grande confusione nella societa' (sruti smriti puranadi pancaratra vidhim vina... Il servizio devozionale compiuto senza tener conto dei testi autorevoli come le upanisad, i purana, il Narada-pancaratra ecc., e' solo un inutile disturbo per la societa'. Confronta B.G. 7.3, S.B. 6.1.20 e 8.12.10).

Gli argomenti di maggior uso, da parte di queste persone che si atteggiano a devoti elevati pur avendo ancora una comprensione insufficiente della coscienza di Krishna, per convincere i "nuovi arrivati" a considerarli elevati ed in grado di insegnare loro qualcosa, e' quello di far valere il "servizio", l' "anzianita'" o le cosiddette "austerita'" da loro compiute durante gli anni passati fisicamente in un tempio.
Andiamo invece a leggere cio' che dice Srila Prabhupada al riguardo.

1) "servizio".
sravanam kirtanam visnu
smaranam pada-sevanam
arcanam vandanam dasyam
sakhyam atma-nivedanam

Ci sono nove metodi per compiere il servizio devozionale, ed uno solo di essi, praticato correttamente, porta alla perfezione: confronta lo S.B. 1.12.3 e 7.5.23, dove sono spiegati in dettaglio i 9 anga (metodi) del servizio devozionale (ascolto, ripetizione, ricordo e cosi' via) e C.C. Madhya Lila 22.135 e 136, dove vengono elencati 9 devoti famosi che raggiunsero la perfezione eseguendo uno solo di essi, a titolo di esempio.

Teniamo inoltre presente che Srila Prabhupada ci ha spesso ricordato come i primi due metodi, sravanam e kirtanam, l'ascolto e la ripetizione delle glorie del Signore, siano fondamentali, ed in definitiva i piu' importanti per ottenere l'avanzamento spirituale, specialmente all'inizio della pratica devozionale, e soprattutto per persone come noi, quasi completamente prive di educazione spirituale ed immersi in una societa' che incoraggia il materialismo, l'opposto della coscienza di Krishna.
I templi e i centri, le riunioni e gli incontri tra devoti, e dei devoti con le persone interessate, dovrebbero convergere le loro attivita' nel dare la possibilita' a chiunque di eseguire sravanam e kirtanam, in modo da elevare velocemente (e mantenere) la coscienza di tutti a livello spirituale.

Ascoltando parlare di Krishna, cantando il mantra Hare Krishna, studiando la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam in particolare, una persona si purifichera' gradualmente, ed eventualmente, in seguito, sara' propensa anche ad offrire un servizio diverso, secondo le proprie possibilita'.

Servire i devoti, e il tempio, fa parte del metodo detto "sevanam", e certamente ha un valore devozionale, tuttavia, se non c'e' stato un sufficiente periodo di sravanam e kirtanam, raramente il sevanam e gli altri tipi di servizio potranno essere mantenuti, mancando la purificazione e la comprensione spirituale necessaria.
Percio' quando andiamo al tempio, o alla riunione del gruppo di devoti che frequentiamo, dovremmo essere ansiosi in primo luogo di eseguire gioiosamente sravanam e kirtanam, in modo serio e sistematico.
Poi, quando la nostra comprensione sara' matura, e secondo le nostre possibilita' (dovute alla situazione familiare, alla posizione geografica, agli impegni lavorativi eccetera) chiederemo o ci sara' magari offerto un servizio particolare, concernente qualche attivita' diversa, che eseguiremo molto felicemente, tenendo sempre in mente sravanam e kirtanam, ed essendo ben convinti di quello che stiamo facendo, e del perche', lo stiamo facendo.

Se invece veniamo precocemente indotti ad eseguire attivita' diverse, senza avere avuto la possibilita' di stare a contatto adeguatamente con sravanam e kirtanam, molto probabilmente il nostro "servizio" al tempio diventera' presto simile ad un lavoro, magari noioso o addirittura fatto controvoglia, impedendoci cosi' un avanzamento spirituale adeguato, anzi, nascondendo spesso la possibilita' di commettere pericolose offese ad altri devoti e di abbandonare di conseguenza la coscienza di Krishna, sia a causa delle offese, sia per mancanza di entusiasmo, sia per altri vari fattori.

Quindi gentilmente, per il nostro maggior beneficio, facciamo capire alle persone che vorrebbero spingerci verso tale servizio, che noi abbiamo interesse, principalmente, a compiere sravanam e kirtanam, e che solo successivamente, se e quando sara' possibile, potremo impegnarci in altri servizi. Ovviamente dipende dalla situazione, ed ognuno puo' valutare la propria con sincerita', utilizzando la sua migliore intelligenza per muoversi nel modo giusto. Ma sempre tenendo in mente che sravanam e kirtanam sono le attivita' piu' importanti.

2) "Anzianita'".
Si intuisce, anche da quanto detto finora, come non sia sufficiente aver eseguito qualche tipo di servizio al tempio, anche se per molti anni, per essere considerati elevati.
Infatti la vera anzianita' e' definita come l'avanzamento nella realizzazione spirituale (e non come il semplice avanzamento in eta') in molti punti dallo Srimad Bhagavatam, specialmente nei versi 3.4.24 e 25. Anche nei versi 4.16.16 e 6.7.33 l'anzianita' in conoscenza, chiamata "vriddha" e' considerata superiore a quella di eta', e nel verso 4.21.44 e' specificato come non si possa diventare vriddha (realizzati in conoscenza) solo con l'eta'.
Percio' non e' possibile raggiungere la realizzazione spirituale con il solo trascorrere degli anni, anche se in un tempio, anche se stiamo compiendo costantemente un servizio devozionale. Cio' puo' costituire un aiuto, e anche un indice di impegno nella coscienza di Krishna, ma non e' una discriminante assoluta per valutare l'effettivo avanzamento spirituale di una persona.

In realta' puo' succedere (e succede abbastanza spesso, secondo la nostra esperienza) che una persona appena avvicinatasi all'ambiente devozionale dimostri presto un'avanzamento spirituale elevato, superiore anche a quello di molte persone che stanno praticando da anni e anni in modo serio e sincero, magari in un tempio.
La spiegazione e' semplice: esiste una continuita' del servizio devozionale, che non viene perso durante la trasmigrazione dell'anima nei corpi materiali, da una vita all'altra. Percio' e' piuttosto comune vedere un devoto, appena risvegliatosi alla coscienza di Krishna, raggiungere molto velocemente l'avanzamento spirituale che aveva al momento in cui aveva lasciato il corpo materiale precedente, specialmente se pratica seriamente il metodo della coscienza di Krishna.
Niente di strano, quindi, che ci siano devoti di livello anche molto diverso dal punto di vista spirituale, che vivono nello stesso contesto sociale o geografico, perche' la coscienza di Krishna e' svolta sul piano trascendentale, ed e' indipendente da quello materiale.
Bisogna quindi fare attenzione a non confondere queste due energie, e a non prendere per avanzamento spirituale un qualsivoglia atteggiamento materiale (anzianita' biologica o di servizio, posizione sociale o di servizio, eccetera eccetera).

3) "Austerita'".
L'ancora basso livello di avanzamento spirituale fa si' che, spesso, un devoto neofita si consideri gia' molto avanzato, mentre in realta' non e' cosi'. La situazione peggiora quando tale devoto pensa di aver compiuto grandi "austerita'" per il semplice fatto di aver vissuto per qualche anno in un tempio, magari affrontando delle difficolta' (convivenza con altri, mancanza di comfort, eccetera), che egli scambia ingenuamente per "tapasya", o austerita'.
In realta' lo Srimad Bhagavatam, nei versi 3.20.53 e 6.5.27-28 spiega quali sono le vere austerita' che si devono compiere in kali-yuga, la nostra epoca, in vista dell'avanzamento spirituale:

1) evitare le attivita' sessuali illecite.
2) evitare il consumo di carne animale.
3) evitare l'uso di sostanze intossicanti.
4) evitare ogni forma di gioco d'azzardo.

Queste sono le sole vere, necessarie e autorizzate austerita' in Kali-Yuga, e possono essere compiute sia al tempio, che a casa propria, con la presenza di comfort, che senza, con famiglia al seguito, che senza, non ha importanza: l'importante e' compierle.

Paradossalmente, le altre austerita' sono, nella migliore delle ipotesi, praticamente inutili, paragonate ad ornamenti su un cadavere (confronta lo Srimad Bhagavatam 10.12.34 e la Caitanya Caritamrita, Adi Lila 17.260 e Madhya Lila 19.75, che riprendono una citazione dell'Hari Bhakti Sudhodaya 3.11), dato che il Signore Caitanya e' apparso per rendere la realizzazione spirituale accessibile anche agli uomini di quest'epoca, che non possono compiere le severe austerita' richieste dai metodi di realizzazione spirituale adatti alle epoche precedenti alla nostra (confronta lo Srimad Bhagavatam 3.7.20).

Secondariamente (ma non meno importante), le austerita' non prescritte sono in realta' un ostacolo allo sviluppo dell'amore per Dio, per il semplice fatto che induriscono il cuore, come e' chiaramente spiegato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila 12.135, e possono addirittura portare alla caduta, come descritto nello Srimad Bhagavatam 7.15 (riassunto del capitolo).
Inoltre, bisogna considerare che solo la misericordia di un puro devoto del Signore puo' veramente conferire la coscienza di Krishna ad una persona, e non le austerita' e la carita' praticate, i sacrifici, lo studio dei Veda e quant'altro ci si sforzi di compiere, autonomamente o anche secondo le direttive dei Veda (vedi Srimad Bhagavatam 5.12.12).

Per quanto riguarda il modo di comprendere chi puo' insegnare la coscienza di Krishna, e chi non puo', bisogna dunque attenersi strettamente a quanto ci dicono guru, sastra e sadhu, il maestro spirituale, le scritture e le (vere) persone sante, e diffidare di quanto ci dicono le persone non ancora sante, che hanno una comprensione differente, non riferita alle fonti autentiche della conoscenza trascendentale, proveniente dalla successione disciplica di maestri.

Percio' il mio invito a tutti voi e' quello di praticare tranquillamente la coscienza di Krishna, ognuno nella propria situazione, familiare, lavorativa, sociale, eccetera, senza provocare grossi sconvolgimenti (a meno che non sia assolutamente necessario, ma in questo caso ogni situazione deve essere valutata con molta attenzione e cautela), aggiungendo la coscienza di Krishna alla vostra vita, anche in modo graduale, fino a raggiungere lo stadio di Brahma-bhuta, richiesto per essere liberati dalla condizione materiale di esistenza.
Per agire a livello del brahma-bhuta, Srila Prabhupada ci ha dato un semplicissimo metodo che consiste nel recitare ogni giorno almeno 16 giri di japa-mala, e nel seguire i 4 principi regolatori (le austerita' prescritte, di cui parlavamo sopra), descrivendolo nello Srimad Bhagavatam 4.23.9 (che vi invito a leggere al piu' presto).

Egli ci ha anche garantito che cio' e' sufficiente, se praticato per tutta la vita, a tornare nel mondo spirituale, dopo aver lasciato questo corpo materiale.
Percio' non dovremmo perdere l'occasione che questa vita ci offre di ottenere un beneficio eterno, indipendentemente dalla nostra situazione familiare, sociale, ecc., e dalla possibilita' di poter frequentare o vivere in un tempio. Ci sono molti metodi per associarsi con i devoti, ognuno puo' trovare il piu' congeniale alla sua situazione ed avanzare ugualmente bene nella coscienza di Krishna.


Grazie ancora per l'attenzione,
Haribol !

Gokula Tulasi dasa

sandan
Nuovo Utente



1 Messaggi

Inserito il - 15/10/2004 : 22:51:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ho conosciuto un guru (Gurudeva) .... caduto
ho conosciuto un secondo gurum( che mi rimasto nel cuore).... caduto
ho conosciuto un terzo guru... caduto
....be, forse meglio se faccio da me
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1981 Messaggi

Inserito il - 18/10/2004 : 00:01:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro "Sandan", Hare Krishna, grazie per il post.
Forse l'argomento piu' inerente era l'altro, "guru e iniziazione", ma va bene anche qui.

Non ci sono molte cose da dire, dispiace a tutti che devoti, anche molto elevati, lascino il servizio devozionale.
Tuttavia, quello che hanno fatto e detto di buono mentre erano in standard rimane, tutti noi sicuramente abbiamo preso vantaggio dal loro servizio, anche se attualmente essi non sono piu' impegnati.

Dovremmo considerarli in un periodo di temporanea purificazione, e trattarli almeno come vorremmo essere trattati noi, se fossimo al loro posto: cercare di aiutarli, se possibile, pregare per loro, eccetera e non, rifiutarli come se fossero immondizia da gettare lontano.
Non dimentichiamoci la tremenda forza di persuasione della natura materiale, se qualche devoto ne cade vittima, dovrebbe avere tutta la nostra compassione. Potrebbe capitare anche a noi.

Per quanto riguarda la nostra posizione di discepoli di un maestro spirituale (diksa) caduto dallo standard richiesto, non cambia molto, a parte ovviamente l'amarezza di non poter piu' avere la sua associazione personale.
Tuttavia l'avanzamento spirituale non e' affatto compromesso, in quanto la caduta di una jiva non puo' provocare quella di un'altra, perche' la relazione con Krishna e' individuale.
Il nostro progresso spirituale non dipende solo da diksa, ma principalmente da siksa, le istruzioni, e queste le possiamo prendere da altre fonti autorizzate, in particolare da Srila Prabhupada.
Seguire le regole che Prabhupada ci ha dato ci garantisce comunque di rimanere a livello spirituale, a patto di seguirle correttamente.

Il punto da considerare e' che, come spiega Srila Prabhupada, a dare il diksa, l'iniziazione spirituale, dovrebbe essere un devoto a livello di uttama-adhikari, altrimenti si corre il rischio di una caduta. Purtroppo nella sua immaturita', la giovane ISKCON di qualche decennio fa ha pensato che bastasse dare le iniziazioni ed essere eletti da una votazione per ricoprire la posizione di puro devoto, ma non e' cosi', infatti solo alcuni sono riusciti a rimanere in standard.
Con il tempo, fortunatamente le cose stanno cambiando, l'esperienza insegna, e adesso le cose vanno un po' meglio. Ancora molta strada resta da fare, tuttavia la direzione mi sembra giusta. E comunque vada, la guida e le istruzioni di Srila Prabhupada sono sempre disponibili.

Quindi ripeto, capisco la tua amarezza per aver accettato ben tre diksa guru che non sono riusciti a mantenere lo standard, ma non preoccuparti troppo, se mantieni la tua coscienza di Krishna potrai comunque raggiungere il successo della vita umana, e magari aiutare anche loro, in questa vita o nella prossima.

Haribol !

Tuo servitore
Gokula Tulasi dasa
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