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 DOMANDE E RISPOSTE N. 01
 Servizio di devozione e sofferenza
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RKC Mayapur
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RKC

Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:00:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Gokula Tulasi,

ritorno ancora una volta sull'interrogativo che ti avevo posto qualche tempo fa relativamente alla sofferenza che può colpire un devoto e alla potenza del servizio devozionale e del canto dei santi nomi.

Effettivamente, devo dire, la risposta che mi avevi dato mi aveva "colmato" quasi completamente, restano però ancora alcuni "residui" di dubbio che, mi piacerebbe tornare a sottoporti.

Tu dici che la sofferenza di un devoto non è assolutamente da considerarsi sullo stesso piano rispeto alla sofferenza di un aterialista, e mi trovi pienamente d'accordo, mi è molto facile accettare questo concetto, poi dici che un devoto non è toccato dalla sofferenza che può investire il suo corpo materiale, e anche qua mi sembra davvero un'affermazione logica, ragionando tra me eme però sono comparsi altri "cavilli mentali" a cui non ho saputo dar risposta.

Io identifico molto spesso Dio con un Padre, mi piace molto fare parallelismi tra la figura di Dio e quella di mio padre, assolutizzando poi alla fine le cose, mi spiego, l'amore che il mio padre terreno ha nei miei confronti è certamente molto grande, così come quello di tutti i papà di questo modo, l'amore che il Padre Celeste, il Padre Supremo ha per me così come per tutte le sue creature è moltiplicato miliardi di volte, si sa, Dio è Assoluto, perciò anche il Suo Amore lo è, non ha paragoni ne confini.

Il ragionamento che facevo era questo: mio padre, il mio padre carnale, non si sognerebbe mai neppure per un momento di mandare a me, suo amato figlio, qualcosa che possa farmi soffrire, qualcosa che possa farmi male, naturalmente per il mio bene può sottopormi anche ad esperienze apparentemente "dolorose" ma non mi metterebbe mai in una situazione di dolore intenso quanto persistente, così come può essere una condizione di malattia fisica di una certa importanza.

Se il mio padre carnale non mi manderebbe mai una condizione di sofferenza, come mai Dio, Padre Celeste dall'Amore Assoluto e portato all'infinito lascia che un Suo Amato devoto venga colpito da sciagure (anche se soltanto materiali ma comunque pur sempre invalidanti e dolorose) quando se avesse conservato la salute avrebbe comunque potuto continuare ad essere attivo nel suo servizio di devozione, e avrebbe fatto soltanto del bene a tutti??

Non so, cavolo, mi dispiace, ma non mi tornano i conti.....si, tu dici, il devoto si disinteressa della sofferenza perchè è situato su un altro piano, ma il Dio che questo devoto adora non aveva proprio nient'altro di meglio da fare che colpirlo con qualcosa di comunque sfavorevole??

So quanto stupido sia il discorso che sto per fare, ma...preferirei poter credere nell'immagine di un Dio che protegge teneramente chi Lo ama e lo segue con sincerità, al punto da preservarli da ogni malanno, da ogni sciagura di qualsiasi fatta, anzichè fare lo "gnorri" contando nel fatto che "tanto quello è un devoto e non bada alla sofferenza fisica".

Scusa, ti prego l'impudenza con la quale mi esprimo, utilizzo questo tono un po "marcato" soltanto al fine di farti meglio comprendere quelli che sono i pensieri che albergano nella mia mente, in modo che tu possa individuare con chiarezza la distorsione di pensiero della quale sono vittima e "ripararla" nella maniera più completa e definitiva.

Ti ringrazio infinitamente per tutta la pazienza che dimostri nei miei confronti e anche questa volta leggerò con enorme interesse la risposta che mi vorrai dedicare.



Approfitto per salutare molto caramente anche l'amico Ignazio, sempre tanto gentile.



Hare Krishna!!



Stephan

RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:01:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sac-cid-ananda-rupaya-krsnaya

"Offro il mio omaggio a Krsna, Dio, la Persona Suprema, che è la forma eterna di conoscenza e felicità"

Haribol e grazie per i sentiti saluti.Come al solito provo piacere nel poter intervenire,anche se lo scritto è indirizzato a Gokula( a cui offro i miei più sentiti omaggi e rispetto!).

Io ho un padre carnale che mi ha protetto molto ma anche trattato male, molto male senza che neanche lui se ne accorgesse.Lui lo faceva per il mio bene!Ed è vero!

Mi viene in mente che le sofferenze fisiche o menteli, anche se sembra una contradizzione, vengono da Krsna che è il creatore di tutto.Ma da noi dipende il nostro Karma e non da LUI ( il famoso libero arbitrio ricordi?).Nostro padre carnale ci ama, ma se noi andiamo come pazzi su un'automobile possiamo farci male e di conseguenza soffrire.Nostro padre ci ha detto mille volte di non andare forte in macchina ma noi lo abbiamo fatto ed è quindi colpa nostra in un certo senso.

Anche se serviamo Dio, Krsna, siamo comunque soggetti a peccati e offese che poi sconteremo con qualche cosa di doloroso, ma, la cosa bella e che noi possiamo servire Krsna anche in posizione di grande sofferenza( ecco che per assurdo diventa piacevole anche il dolore se serviamo con sincerità Krsna!!!)

Ti voglio citare il verso 29 Cap 9 della Bhagavad-gita:

"Non invidio nessuno e non favorisco nessuno.Sono imparziale verso tutti.Ma chiunque Mi serva con devozione vive in Me; è un amico per Me, come Io sono un amico per lui."

Ti consiglio di leggere la spiegazione di Srila Prabhupada.Sembra forse non centrare molto con la tua domanda ma a me sembra che ci sia qualcosa che davvero possa interessarti.

Ti porto anche il Cap 10 verso 4-5, sempre della Bhagavad-gita:

"L'intelligenza, la conoscenza, la libertà, dal dubbio e dall'illusione, l'indulgenza, la veridicità, il controllo di sè e la calma, le gioe e i dolori, la nascita e la morte, la paura e il coraggio, la non-violenza, l' equaminità, la soddisfazione, l'austerità, la generosità, la gloria e l'infamia, tute questa cose hanno origine da Me soltanto."

Leggi anche di questo la spiegazione di Srila Prabhupada.E' molto bella e vera, ovviamente.

Ti offro i miei omaggi e Grazie di cuore.

So, che come al solito, io non posso risponderti ma dirti quello che penso e portandoti la Bhagvad-gita.

Un grande HARIBOL!

Con affetto

Ignazio.
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:01:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E' vero Ignazio,

ancora una volta dici cose molto sensate e giuste, una persona che va a 200 km all'ora in macchina non può poi lamentarsi se si schianta, se l'è voluta, però, il devoto di Krishna (da ciò che ho capito, forse le cose non stanno affatto come le ho capite) non ha più niente a che vedere con il Karma, non subisce più il suo influsso ma è governato direttamente dal Signore.....

per questo mi pare strano che debba ancora essere soggetto a certi "inconvenienti" nonostante come tu giustamente fai notare e come faceva notare anche Gokula in passato, ciò che conta non è il corpo ma l'anima.



Salutoni!!!



§Stephan§
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:07:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Stephan, Hare Krishna, grazie per l’intervento e scusami per il ritardo nella risposta, ma gli impegni sono tantissimi.

Come ti dissi e’ normale e anche piu’ che giusto avere dei dubbi, l’importante e’ adottare la corretta mentalita’ per

dissiparli, e prendere informazioni da una fonte attendibile.

Questo e’ uno degli scopi del nostro movimento, quello di dare informazioni valide, basate sulle Scritture Rivelate e sugli insegnamenti dei maestri spirituali che le hanno realizzate e ne seguono i principi. Loro hanno il potere di trasmettere agli altri la conoscenza divina, che proviene dal livello trascendentale, priva di errori e imperfezioni. Non si tratta di opinioni, ma di realizzazioni concrete che loro sperimentano continuamente e che possono trasmetterci, a patto che noi abbiamo un po’ di fiducia in loro, almeno inizialmente (per poi poter fare le nostre valutazioni e decidere se vogliamo seguirli o meno).

Questo Forum e’ nato proprio con l’intento di riportare gli insegnamenti di Srila Prabhupada nei vari contesti che si presentano di volta in volta, a seconda delle situazioni, ed e’ un piacere oltre che un dovere per noi rispondere alle domande sincere che vengono formulate.

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_Se il mio padre carnale non mi manderebbe mai una condizione di sofferenza, come mai Dio, Padre Celeste _dall'Amore Assoluto e portato all'infinito lascia che un Suo Amato devoto venga colpito da sciagure (anche se _soltanto materiali ma comunque pur sempre invalidanti e dolorose) quando se avesse conservato la salute avrebbe _comunque potuto continuare ad essere attivo nel suo servizio di devozione, e avrebbe fatto soltanto del bene a _tutti??

_Non so, cavolo, mi dispiace, ma non mi tornano i conti.....si, tu dici, il devoto si disinteressa della sofferenza perchè _è situato su un altro piano, ma il Dio che questo devoto adora non aveva proprio nient'altro di meglio da fare che _colpirlo con qualcosa di comunque sfavorevole??

_So quanto stupido sia il discorso che sto per fare, ma...preferirei poter credere nell'immagine di un Dio che _protegge teneramente chi Lo ama e lo segue con sincerità, al punto da preservarli da ogni malanno, da ogni _sciagura di qualsiasi fatta, anzichè fare lo "gnorri" contando nel fatto che "tanto quello è un devoto e non bada alla _sofferenza fisica".

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Quando una persona si abbandona a Dio e diventa un Suo servitore, un devoto, Krishna si occupa personalmente di lui, e fa in modo che egli possa tornare il piu’ velocemente possibile in Sua compagnia, dove sara’ eternamente felice. Perche’ un devoto dovrebbe aspirare a rimanere in una certa situazione ? Il servizio che faceva qui lo potra’ continuare nel prossimo corpo o, se e’ molto elevato, direttamente nel mondo spirituale.

Tanto Krishna accetta solo l’attitudine di devozione, l’offerta sincera di servirLo, e non le cose esterne con le quali l’offerta e’ fatta e il servizio e’ compiuto: Lui non ha bisogno di niente da nessuno, dal punto di vista esterno, ma accetta la mentalita’ di servizio amorevole che il Suo servitore Gli offre.

Quindi il devoto non e’ interessato a conservare il corpo in salute, perche’ dovrebbe ? E’ interessato solo a servire Dio, in un modo o in un altro, in un corpo o in un altro, vita dopo vita.

Se e’ pronto per tornare a Dio, forse e’ piu’ favorevole per lui lasciare il corpo. Ci sono molti esempi del genere nello Srimad Bhagavatam. Sebbene un devoto faccia tutto il necessario e compia perfettamente i suoi doveri per mantenersi in salute, non lo fa per se’ stesso, ma per poter offrire un servizio migliore a Krishna. Se poi Krishna decide di mandarlo da un’altra parte (un altro pianeta, un altro corpo, a Krishnaloka o dove Egli preferisce) a

compiere un altro servizio, il devoto e’ pronto a fare qualsiasi cosa e a stare in qualunque situazione. Tanto sa per

esperienza che sara’ la migliore cosa da fare per lui. Se ci abbandoniamo a Dio, il risultato sara’ ben superiore alle nostre aspettative, perche’ noi siamo limitati, Dio no, e sa cosa fare meglio di noi, per renderci felici.



Probabilmente e’ questo aspetto interiore del servizio devozionale che tu non riesci a comprendere, forse non avendolo ancora sperimentato, percio’ rimani disturbato dalle vicissitudini del corpo materiale esterno, e

alla fine pensi che Dio sarebbe piu’ buono se conservasse in salute e senza problemi i Suoi devoti in questo mondo materiale. Questo e’ dovuto all’identificazione con il corpo. Se tu capisci di non essere questo corpo, ma di essere

un’anima spirituale eterna, non la penserai piu’ cosi’.

Ti suggerisco percio’ di seguire un buon sadhana, di studiare i meravigliosi libri di Srila Prabhupada, in particolare il capitolo 2 della Bhagavad-Gita che spiega la differenza tra anima e corpo, e di stare in compagnia dei devoti, per poter anche tu sperimentare questo scambio personale di relazione con Dio, e acquisire quella fiducia necessaria per

potersi abbandonare a Lui sempre di piu’ e conoscere cosi’ uno stato di esistenza superiore, dove non siamo piu’ toccati dalle sofferenze esterne.



Approfitto per rispondere qui anche a Ignazio e per commentare il tuo ultimo intervento:



_Mi viene in mente che le sofferenze fisiche o menteli, anche se sembra una contradizzione, vengono da Krsna che è _il creatore di tutto.Ma da noi dipende il nostro Karma e non da LUI ( il famoso libero arbitrio ricordi?).Nostro _padre carnale ci ama, ma se noi andiamo come pazzi su un'automobile possiamo farci male e di conseguenza _soffrire.Nostro padre ci ha detto mille volte di non andare forte in macchina ma noi lo abbiamo fatto ed è quindi _colpa nostra in un certo senso.

_Anche se serviamo Dio, Krsna, siamo comunque soggetti a peccati e offese che poi sconteremo con qualche cosa di _doloroso, ma, la cosa bella e che noi possiamo servire Krsna anche in posizione di grande sofferenza( ecco che per _assurdo diventa piacevole anche il dolore se serviamo con sincerità Krsna!!!)

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Caro Ignazio, grazie per l’intervento, hai portato dei buoni argomenti, e anche i versi da te citati sono in tema.

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_ancora una volta dici cose molto sensate e giuste, una persona che va a 200 km all'ora in macchina non può poi _lamentarsi se si schianta, se l'è voluta, però, il devoto di Krishna (da ciò che ho capito, forse le cose non stanno _affatto come le ho capite) non ha più niente a che vedere con il Karma, non subisce più il suo influsso ma è _governato direttamente dal Signore.....

_per questo mi pare strano che debba ancora essere soggetto a certi "inconvenienti" nonostante come tu giustamente _fai notare e come faceva notare anche Gokula in passato, ciò che conta non è il corpo ma l'anima.

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Giustissima osservazione. Srila Prabhupada fa l’esempio di un ventilatore: anche se stacchiamo la spina, la ventola continua a girare ancora per un po’. Cosi’ per i devoti, il karma non si crea piu’ da ora in poi (finche’ agiscono sul piano trascendentale: non e’ che basti dire #8220;io sono un devoto#8221; perche’ il karma si fermi, bisogna anche agire in modo perfettamente puro, e se non ci riusciamo, alcune reazioni ci saranno ancora), pero’ un po’ di reazioni precedenti continueranno ad arrivare, in misura ridotta, e sempre con l’intento di aiutarci a migliorare, finche’ non sara’ finita l’inerzia del karma.

E’ come essere su una nave in mezzo all’oceano, siamo sicuramente in salvo, ma le onde sbattono la nave e qualche sferzata d’acqua ci puo’ arrivare addosso.



Haribol

Vostro servitore in coscienza di Krishna

Gokula Tulasi das

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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:12:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...."alla fine pensi che Dio sarebbe piu’ buono se conservasse in salute e senza problemi i Suoi devoti in questo mondo materiale."



Caro Gokula Tulasi,

ho fatto copia incolla di questo brano da te scritto nella risposta che mi hai dato, perchè ritengo che tu abbia centrato con la prcisione di un geometra quello che mi assilla....hai perfettamente ragione, il mio problema risiede proprio li.

Ad ogni modo ho molto riflettuto su quello che mi hai scritto, ho trovato la tua risposta particolarmente esaustiva, come sempre, e gli spunti di riflessione che mi hai dato mi hanno veramente molto nutrito.

Il problema è in me, non certo in Dio, la errata percezione la vivo io, non certo Lui, si tratta di cercare un po alla volta di vedere le cose nella giusta maniera, decontaminandosi dai concetti materiali che però purtroppo, sono potenti e duri da mettere in disparte.

Io sono convintissimo del fatto che la mia natura, la nostra natura, è quella di anime spirituali eterne, fin qua non ho alcun dubbio, i problemi sorgono quando mi si dice che il corpo e tutto ciò che al corpo accade è privo di importanza, ecco, li inizio a rimuginare, e a trovarmi in difetto di comprensione.

Il corpo è certamente come un vestito, è quindi privo di importanza perchè il nostro io è l'anima, però bene o male, noi tutti siamo intrappolati dentro esso, dobbiamo passare la nostra intera vita dentro esso, quindi, anche, ribadisco, se non è assolutamente il nostro "io", una certa indiretta importanza mi viene da pensare che ce l'abbia, almeno in questo senso.

Se tu fai un lungo viaggio in macchina, metti che tu debba andare, che ne so, da Milano a Roma, bene, hai una buona macchina, dotata di un buon motore, sicura e stabile.

Per i primi 100 km, tutto procede per il meglio, il viaggio scorre via liscio e senza intoppi perchè il veicolo nel quale ti trovi è dotato di ogni buona caratteristica, dopo questo tratto però, alcune cose iniziano a non funzionare più a dovere: i comandi iniziano a non rispondere più con prontezza, i tergicristalli non si azionano più quando ti servono ecc. ecc.

Bene, tu non sei l'auto, tu sei colui che la guida, nonostante questo, provi comunque disagio dovuto al cattivo funzionamento della tua vettura che per il primo tratto di strada invece aveva funzionato perfettamente.

Non è che dici: "chi se ne importa, io non sono la mia auto, se anche questa funziona male non me ne preoccupo dal momento che non mi identifico con lei", quello che diresti invece è "accidenti, quanti fastidi ora ho che non avrei avuto se la macchina avesse continuato a funzionare a dovere!!".

Ecco, fuor di metafora, in questo senso, secondo me, il corpo e il suo stato di "buon funzionamento", quindi di salute, un po di importanza ce l'ha, e non riesco ad immaginare come anche un puro devoto possa rimanere impassibile di fronte a gravi "malfunzionamenti" che possano investire "l'apparato" (il corpo appunto) nel quale Lui si trova.

Potrà certamente riflettere sul fatto che Lui in quanto anima è perfettamente a posto, ma fatico a capire come possa completamente passar sopra al fatto che il suo corpo non funziona più, visto che comunque è costretto a subirne i "capricci" giorno dopo giorno, minuto dopo minuto.

Se soltanto una mano inizia a farti male, e se questo dolore perdura senza passare, anche con tutta la buona volontà di questo mondo, devoto o no, tu ti trovi a non riuscire a pensare ad altro, devi rinunciare a fare le cose che avevi programmato di fare, la tua mente si trova e si ritrova sempre li, partecipe del forte dolore fisico che stai provando...se anche sei convinto del fatto di essere sostanzialmente un'anima, il dolore non cessa comunque di infastidirti e di farsi sentire!!!

Ecco perchè alla fine sostenevo che secondo me (e ritorno a darmi sonoramente dello stupido, hehheehe, perchè è da stupidi trovarsi a dare dei consigli a Dio, come sto per fare)Krishna dovrebbe eliminare anche i disagi fisici dai Suoi devoti dedicati.(hehehehe che Dio abbia misericordia di me!!!)

Ma sono convinto del fatto che, indubbiamente, la cura migliore per il mio dubbio sia quella che tu stesso mi hai consigliato, un buon sadhana e lo studio dei testi spirituali autentici, oltre che il servizio di devozione vissuto in prima persona, molto probabilmente queste sono solamente speculazioni a cui si dedica la mia mente spiritualmente carente.



Ringraziandoti nuovamente di vero cuore, ti saluto con amicizia!!!!!!



Haribol!!!!!!



Stephan
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:18:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Stephan, Hare Krishna, grazie per la risposta.


Nessuno dice che il corpo non abbia ALCUNA importanza, perche’ e’ il veicolo in cui l’anima si trova e come tale MOLTO importante, pero’ bisogna dargli il giusto valore, nella sua reale posizione, che e’ quella, appunto, di una macchina. Se una macchina si guasta o si deteriora, possiamo cercare di rattopparla per un po’, ma alla fine la dovremo cambiare. Perche’ pretendere che Dio mantenga in buono stato quella macchina ? Noi non abbiamo niente a che fare, fisicamente, con la macchina, percio’ anche se la cambiamo, non ne siamo per niente toccati (noi come anime spirituali, intendo).

Quindi, noi facciamo tutto il possibile, il nostro completo dovere, usando la nostra massima intelligenza e capacita’ per mantenere la macchina in buono stato, lubrificandola, facendola controllare, mettendo del carburante adatto ecc. ecc. Tuttavia, come tutte le cose materiali, anche la macchina del corpo ha una sua durata nel tempo, oltre la quale non si puo’ andare. Pretendere che Dio conservi la nostra macchina oltre il necessario non e’ una mentalita’ molto umile, perche’ significa aspettarsi una specie di miracolo da parte di Dio, per il nostro interesse personale di rimanere in un certo corpo piuttosto che prenderne un altro.

Questo non e’ compatibile con l’abbandono alla volonta’ di Dio che un devoto dovrebbe avere: sebbene Dio possa prolungare senza alcuno sforzo la vita del devoto, e lo faccia veramente, a volte, il devoto non e’ interessato particolarmente a rimanere in questo mondo, per lui e’ semplicemente un dovere da compiere nel migliore modo

e nel minor tempo possibile, per purificarsi e tornare nel mondo spirituale in Sua compagnia.

I devoti non hanno piu’ da fare niente, in questo mondo, se non servire Krishna, per il Suo piacere, e potrebbero benissimo servirLo in altri mondi e in altri corpi (che e’ quello che fanno dopo la morte).

Quando lasciano il corpo, al tempo stabilito, questi devoti vengono messi da Krishna in una situazione migliore, oppure vengono elevati direttamente a Krishnaloka, se hanno raggiunto la perfezione del servizio devozionale.

Oppure Krishna puo’ decidere che un certo devoto debba andare subito da un’altra parte, anche nel mondo spirituale, e allora esternamente creera’ una malattia o un incidente improvviso, e quel devoto lascera’ il corpo

e partira’ per la prossima destinazione, continuando il suo servizio la’.

Alla base di questa comprensione sta la totale fiducia che Krishna faccia sempre la cosa migliore per il suo devoto, e questa fiducia si acquisisce con una pratica costante del servizio devozionale, secondo un metodo autorizzato da un maestro spirituale autentico.

Non ci si puo’ convincere solo con le discussioni, io ti posso ripetere questo concetto per molte volte sotto diversi punti di vista, ma sono la pratica e l’esperienza diretta che tu stesso devi sperimentare, per esserne convinto.

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Il corpo è certamente come un vestito, è quindi privo di importanza perchè il nostro io è l'anima, però bene o male, noi tutti siamo intrappolati dentro esso, dobbiamo passare la nostra intera vita dentro esso, quindi, anche, ribadisco, se non è assolutamente il nostro "io", una certa indiretta importanza mi viene da pensare che ce l'abbia, almeno in questo senso.

Se tu fai un lungo viaggio in macchina, metti che tu debba andare, che ne so, da Milano a Roma, bene, hai una buona macchina, dotata di un buon motore, sicura e stabile.

Per i primi 100 km, tutto procede per il meglio, il viaggio scorre via liscio e senza intoppi perchè il veicolo nel quale ti trovi è dotato di ogni buona caratteristica, dopo questo tratto però, alcune cose iniziano a non funzionare più a dovere: i comandi iniziano a non rispondere più con prontezza, i tergicristalli non si azionano più quando ti servono ecc. ecc.

Bene, tu non sei l'auto, tu sei colui che la guida, nonostante questo, provi comunque disagio dovuto al cattivo funzionamento della tua vettura che per il primo tratto di strada invece aveva funzionato perfettamente.

Non è che dici: "chi se ne importa, io non sono la mia auto, se anche questa funziona male non me ne preoccupo dal momento che non mi identifico con lei", quello che diresti invece è "accidenti, quanti fastidi ora ho che non avrei avuto se la macchina avesse continuato a funzionare a dovere!!"

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Del corpo ci possiamo si’ preoccupare, nel senso che facciamo tutto il possibile per mantenerlo in buono stato per tutto il tempo che esso e’ destinato a durare ma, nonostante le nostre piu’ doverose cure, e’ sicuro che si ammalera’, invecchiera’ e infine morira’, cioe’ non sara’ piu’ utilizzabile come veicolo per noi, che siamo al suo interno.

Dobbiamo vedere tutte queste trasformazioni del corpo come inevitabili, data la natura temporanea della materia , ma non legati a noi stessi, che siamo fatti di puro spirito e non abbiamo alcun legame reale con il corpo materiale.

Il legame che c’e’ tra anima e corpo materiale si basa unicamente sul nostro desiderio di gratificazione dei sensi, e una volta eliminati questi desideri materiali, anche il legame non avra’ piu’ la stessa valenza.

Allora vedremo il corpo come strumento da usare al servizio di Krishna, e non ci sentiremo a disagio se non funzionera’ piu’ bene. Non e’ cosi’ importante mantenere sempre lo stesso corpo, e comunque non e’ proprio possibile. Per servire Krishna useremo un altro corpo, materiale o spirituale, se ce lo siamo meritato.

Srila Prabhupada spiega molto bene, citando le scritture, che il servizio devozionale non puo’ essere ostacolato da situazioni materiali. Semmai siamo noi che ci facciamo ostacolare, pernsando di non poter piu’ servire Krishna se dovessimo cambiare situazione. Cio’ e’ normale, perche’ l’anima e’ eterna ed aspira a situazione eterne, e siccome l’essere condizionato e’ immerso da tempo immemorabile in questo mondo materiale, pensa di doversi trovare una situazione eterna qui. Ma questo non e’ possibile, non e’ mantenendo la materia che il nostro servizio sara’ riconosciuto. Al massimo otterremo risultati virtuosi, ma saranno anch’essi temporanei.

Dobbiamo invece abbandonarci proprio alla volonta’ di Dio e servirLo in qualunque situazione Egli ci voglia mettere (che comunque, dipende un po’ dal nostro karma e un po’ dal Suo aiuto, che ci servira’ per ottenere una posizione piu’ favorevole in furturo, se siamo sinceri).

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Ecco, fuor di metafora, in questo senso, secondo me, il corpo e il suo stato di "buon funzionamento", quindi di salute, un po di importanza ce l'ha, e non riesco ad immaginare come anche un puro devoto possa rimanere impassibile di fronte a gravi "malfunzionamenti" che possano investire "l'apparato" (il corpo appunto) nel quale Lui si trova.

Potrà certamente riflettere sul fatto che Lui in quanto anima è perfettamente a posto, ma fatico a capire come possa completamente passar sopra al fatto che il suo corpo non funziona più, visto che comunque è costretto a subirne i "capricci" giorno dopo giorno, minuto dopo minuto.

Se soltanto una mano inizia a farti male, e se questo dolore perdura senza passare, anche con tutta la buona volontà di questo mondo, devoto o no, tu ti trovi a non riuscire a pensare ad altro, devi rinunciare a fare le cose che avevi programmato di fare, la tua mente si trova e si ritrova sempre li, partecipe del forte dolore fisico che stai provando...se anche sei convinto del fatto di essere sostanzialmente un'anima, il dolore non cessa comunque di infastidirti e di farsi sentire!!!

Ecco perchè alla fine sostenevo che secondo me (e ritorno a darmi sonoramente dello stupido, hehheehe, perchè è da stupidi trovarsi a dare dei consigli a Dio, come sto per fare)Krishna dovrebbe eliminare anche i disagi fisici dai Suoi devoti dedicati.(hehehehe che Dio abbia misericordia di me!!!)

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“atmavan manyate jagat” e’ l’espressione sanscrita che descrive il motivo per cui tu pensi che tutti debbano provare le tue stesse sensazioni. Non e’ cosi’, fortunatamente.

I capricci del corpo non sono invalidanti per un devoto, specialmente se e’ avanzato.

Se leggi la sua biografia, vedrai come Srila Prabhupada non era minimamente disturbato dagli acciacchi di un corpo ultraottant’enne, e continuava impassibile a dettare lo Srimad Bhagavatam, lucido come sempre, mentre i suoi discepoli tenevano un microfono vicino alla sua bocca, fino agli ultimi giorni della sua permanenza in questo mondo.

Secondo i dottori, avrebbe dovuto urlare per il dolore di un corpo ormai in fin di vita, e tutti erano meravigliati di come egli potesse essere cosi’ indisturbato.

Naturalmente lui era un puro devoto, e non possiamo raggiungere il suo livello cosi’ facilmente, pero’ ci ha mostrato la strada da seguire per essere anche noi indisturbati, almeno dal punto di vista della coscienza.

Gradualmente possiamo raggiungere questo stadio, sempre se ci impegniamo sinceramente nel servizio devozionale.



A presto, Haribol

Gokula

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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 23:22:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho riflettuto molto sulle tue parole, Gokula Tulasi, si, credo di aver compreso quello che intendi, naturalmente, come giustamente tu dici, queste verità vanno vissute nella vita reale, allora si che si potranno interiorizzare veramente.

Si, comunque ora mi è chiaro il punto di vista vedico, posso dire anche di trovarlo logico e scientifico, obiettivamente le argomentazioni che mi hai portato, come si suol dire, "non fanno una grinza".



Ti ringrazio molto, ti offro i miei omaggi, e a prestisssimo!!!!!



Stephan
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