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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 01
 Il servizio di devozione e il canto dei Santi Nomi
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RKC Mayapur
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RKC

Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 12:33:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Hare Krishna!!

Ancora una volta torno alla carica con un quesito che vorrei sottoporre alla competenza di Gokula Tulasi Prabhu, certo che, come nelle scorse occasioni, ciò che mi dirà mi potrà essere di grande aiuto e stimolerà il mio ragionamento, permettendomi di capire le cose nella giusta maniera, alla luce delle Scritture.

Molte volte, parlando con i devoti, e anche leggendo i libri di Prabhupada, mi imbatto in discorsi relativi alla potenza del Canto dei Santi Nomi e del Servizio devozionale, Srila Prabhupada afferma, citando sempre Scritture vediche, che non esiste niente di più auspicioso e di più positivo del servizio devozionale oltre che della ripetizione costante e regolare del maha mantra, quando una persona viene ""sottoposta"" a queste due attività, ne riceve incalcolabili vantaggi da un punto di vista spirituale e anche da un punto di vista materiale, la sua esistenza conosce vantaggi che prima nemmeno poteva sperare, persino la salute migliora, la mente si calma, ecc. ecc.

Questo mi sta bene e mi sembra anche molto ragionevole, però, imbattendomi in alcune esperienze di vita, non ho potuto fare a meno di domandarmi determinate cose, insomma, non sono riuscito, per quanto ci abbia provato a contenere dubbi di vario tipo.

Parlando con alcuni devoti sono venuto a sapere che un mio conoscente zelantissimo vaisnava (penso addiruttura maestro spirituale), inappuntabile nel compimento dei suoi doveri spirituali, dedito al canto dei Santi Nomi e costantemente versato nell'espletamento del suo servizio a Krishna, è stato improvvisamente colto da una gravissima forma di cancro, ora è messo davvero male e sembra che per lui ci sia ben poco da sperare, al di la delle sofferenze a cui è sottoposto....so che non avrei dovuto, ma una domanda si è spontaneamente affacciata alla mia mente: ""Krishna, ricompensa sempre in questo modo le persone che si votano a Lui con sincerità?""

e ancora: ""come mai quest'uomo così zelante nel seguire il suo sadhana ha fatto la stessa fine che potrebbe fare un comunissimo materialista? E la protezione di Dio? E la potenza del canto del mantra? Dove erano finte queste cose?""

Credimi, non voglio assolutamente porti una domanda provocatoria, voglio solamente sciogliere questo nodo che si è formato nella mia mente per poter proseguiire con serenità sul cammino della mia comprensione.

Ho portato l'esempio di questo devoto ma, ahmè, avrei potuto esprimermi relativamente ad altre situazioni di questo tipo che sono arrrivate nel corso degli anni alle mie orecchie....

Poi, assimilabile a ciò, c'è la situazione di chi pratica la coscienza di Krishna da molti anni e tutto d'un tratto decide di abbandonarla e di ridiventare materialista....anche in questo caso mi è impossibile non domandarmi come mai il canto dei santi nomi non ha funzionato, come mai dopo aver spereimentato il gusto superiore derrivante dal servire Dio, quei devoti, come se niente fosse decidono di mollare tutto e di riabbracciare maya....

Bene, sperando di aver presentato in modo organico il mio discorso, aspetto la tua risposta Gokula Tulasi, certo che come sempre saprai fugare le mie incomprensioni.

Ti saluto caramente e ti offro i miei omaggi!



Hare Krishna,



Stephan"

RKC Mayapur
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RKC


Estero


1958 Messaggi

Inserito il - 14/11/2003 : 12:34:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"HARIBOL!

Come al solito intervengo ma, purtroppo non ho la capacità di risponderti in modo reale ma solo dicendo quello che posso PENSARE(cosa che tu mi metti molto).Carissimo Stephan so che Srila Prabhupada stava molto male e aveva bisogno di costanti massaggi.Lui ha avuto molta sofferenza fisica e poi non poteva non morire, andare via fisicamente.Lui cantava?OH, quanto lo faceva e quante cose meravigliose ha fatto!Lui stesso insegna ai suoi devoti come morire, cosa inevitabile, e dice in quel periodo cose stupende e vere.Personalmente canto molto il maha-mantra e ne sto avendo molto nel mio piccolo.Sempre nel mio piccolo ricado contiunamente!Mi posso solo immaginare perchè alcuni ad un tratto mollano tutto:perchè, forse nei momenti di grande sofferenza che porta questa strada verso il Signore KRSNA non si riesce a sopportare.E mi viene in mente quando nella Baghavad-gita Srila Prabhu dice che nell'eta di Kali l'unica cosa, e più facile, è cantare il maha-mantra.Forse è facile, io metto molta fatica, ma la fatica è normale sul fare ogni cosa.Mi viene in mente un'offesa al SRI KRSNA quando si canta:credere che il canto sia frutto di un invenzione!

Quindi nonostante succedano tutte questa cose( morte, malattia,...)noi dobbiamo crederci e continuare a cantare.SRI KRSNA è INCONCEPIBILE( questo leggo spesso) e non possiamo capire ancora certi suoi movimenti, noi siamo una sua parte INFITESIMALE!Come possiamo capire tutto?Difficile.

Allora cantiamo fidandoci!Questo è quello che io, uomo molto degradato, ti posso dire.

Grazie carissimo STEPHAN perchè parlare di KRSNA è Bhakti e mi rendi felice.Con TANTI abbracci e affetto ti offro i miei omaggi e ti saluto con un enorme HARIBOL!!!!!!!!!

P.S.Gokula ti aspetto ancha io per la tua risposta



Spero di non essere invadente se intervengo anche io.Ancora GRAZIE!!!

HARE KRSNA.

IGNAZIO."
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


1958 Messaggi

Inserito il - 14/11/2003 : 12:35:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Non sei assolutamente invadente Ignazio, anzi, apprezzo moltissimo le tue risposte e spero tu voglia continuare anche in futuro ad intervenire presentandomi le tue sempre interessanti riflessioni in merito agli argomenti che qua presento!!



Colgo l'occasione per salutarti caramente e per farti i miei migliori auguri per le festività che ancora rimangono!!



A prestissimo,

Tuo amico Stephan"
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


1958 Messaggi

Inserito il - 14/11/2003 : 12:45:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Stephan, Hare Krishna, grazie per il post, le tue domande contribuiscono a farci avanzare in coscienza di Krishna, semplicemente tentando di rispondere, secondo la nostra possibilita’, in base a quello che abbiamo imparato dal nostro maestro spirituale fondatore, Srila Prabhupada, nei suoi incomparabili libri.



Cominciamo col discutere della sofferenza subita dai devoti.

Bisogna per prima cosa comprendere che non e’ sullo stesso piano di quella subita da una persona ordinaria.

Quest’ultima, sta semplicemente subendo le reazioni delle proprie azioni precedenti, percio’ a volte ha un (breve) momento di gioia materiale, seguito presto o tardi dalla corrispondente sofferenza. Ogni azione che viene compiuta in questo mondo, se non ha come fine quello di soddisfare Dio, comporta una serie di reazioni, proporzionate all’azione stessa, sia stata essa positiva o negativa, non ha importanza; in questo modo l’essere non fa altro che prolungare la propria esistenza condizionata, perche’ accumula sempre piu’ karma da scontare. La sua sofferenza non ha alcun vantaggio, anzi porta ulteriori sofferenze, specialmente se in qualche modo cerca di evitarla (a questo proposito Prahlada Maharaja, grandissimo devoto del Signore e maestro della religione, dice che “il rimedio e’ peggio del male”.


A forza di karma accumulato, la persona ordinaria si prepara a prendere innumerevoli corpi materiali, tramite morti e rinascite successive, e questo puo’ proseguire indefinitamente. Anche se apparentemente puo’ attraversare un periodo di agiatezza economica o di salute, che puo’ durare anche tutta una vita (o piu’ vite, a causa di atti pii compiuti, per esempio), la sua vita non ha praticamente significato, perche’ da un momento all’altro sara’ scaraventata in un’altra situazione, ancora materiale, dove continuera’ a subire e creare altro karma, senza fine.

Questa situazione e’ chiamata samsara, ciclo di nascite e morti. Non e’ altro che sofferenza, poiche’ non e’ la posizione originale dell’essere vivente, che e’ eterno ed aspira giustamente ad una situazione di perenne felicita’.



Per i devoti invece, e’ tutta un’altra cosa. A parte il fatto che uno, se e’ devoto, non ha interesse per la salute o la ricchezza e le altre comodita’ materiali, ma solo per il servizio a Krishna, e quindi per lui non fa differenza servire Krishna con un corpo sano o malato, con una grande ricchezza o da povero, su questo pianeta o su un altro o nel mondo spirituale, comunque la sofferenza che subisce un devoto serve solo a purificarlo, per farlo avanzare nell’abbandono e nel servizio devozionale. Il devoto non si lamenta di alcuna condizione di sofferenza, e la accetta come un’altra possibilita’ di servire Krishna. Non e’ che si possa servire Dio solo con una buona salute.

Si puo’ servirlo anche in punto di morte, con tutte le funzioni del corpo stravolte. Srila Prabhupada lo ha anche dimostrato personalmente, comunque le Scritture ne parlano ampiamente.

Maharaja Pariksit abbandono’ tutto (il governo del pianeta), si mise sulle rive del Gange ad ascoltare semplicemente lo Srimad Bhagavatam per una settimana, e torno’ cosi’ nel mondo spirituale.

A Maharaja Katvanga occorsero solamente pochi istanti, per fissare la sua mente in Krishna, prima di lasciare il corpo e raggiungere anche lui il regno di Dio.

Vritasura prego’ addirittura Indra di ucciderlo in fretta, in modo che lui potesse tornare subito nel mondo spirituale

(come infatti avvenne). Ci sono molti altri esempi che dimostrano come la situazione materiale esterna di apparente sofferenza di un devoto, non abbia niente a che fare con la sua coscienza spirituale. Anzi, spesso serve come pretesto per un suo piu’ rapido progresso nella vita spirituale.



Un devoto non e’ interessato a quello che succede al suo corpo materiale, semplicemente compie i suoi doveri nel migliore dei modi, nella situazione in cui Krishna lo ha messo, ed aspetta la Sua misericordia senza lamentarsi, perche’ e’ ben convinto, per esperienza vissuta, che qualsiasi cosa Krishna faccia sara’ la migliore per lui.

Se Krishna manda la ricchezza, usera’ la ricchezza per Servirlo, se manda la poverta’, Lo servira’ da povero.

Se e’ in salute, Lo servira’ in salute, se si ammala, Lo servira’ come puo’ (servizio non vuol dire che si debbano fare grandi cose dal punto di vista esteriore, semplicemente ascoltare o recitare il Suo nome, o anche solo ricordarsi di Lui, con la mente fissa su di Lui, e’ servizio devozionale a tutti gli effetti) e se arriva la morte, il devoto servira’ Krishna mentre sta per morire, e alla fine tornera a Lui. Non e’ la stessa cosa che morire senza sapere niente della nostra prossima destinazione.



D’altra parte, non dovresti aspettarti che Krishna prolunghi all’infinito la vita dei suoi devoti, dato che Lo stanno servendo. Perche’ dovrebbe ? L’interesse del devoto non e’ quella di vivere in salute o per sempre su questo pianeta, ma piuttosto di tornare nel mondo spirituale.

«;Protezione di Dio»;, come tu dici, non significa che i suoi devoti diventino immortali e immuni ad ogni malattia. Se un devoto soffre, vuol dire che si sta purificando ed egli si sta preparando a tornare a Dio. Un devoto e’ contento in qualunque momento debba morire. La vita o la morte non sono differenti per un devoto, finche’ e’ vivo serve Krishna qui, e quando lascia il corpo serve Krishna in un’altra situazione, quella che Krishna ha deciso per lui

(che e’ senz’altro la migliore per la sua felicita'... Non vedo motivo di lamento in questo, anzi...)

Il punto e’ che la vita di un devoto e’ su un piano differente da quella delle persone comuni, e anche se apparentemente dal punto di vista esteriore puo’ apparire simile, le loro destinazioni sono completamente diverse.

Questa comprensione puo’ essere raggiunta con la pratica costante del servizio devozionale.



La confusione da te espressa con questo genere di dubbi, deriva probabilmente dal fatto che, all’inizio, una persona puo’ avvicinare Krishna con l’intenzione di avere dei vantaggi materiali, come la salute, una miglior condizione economica, eccetera, e questo va bene, e’ considerata comunque una persona virtuosa.

All’inizio, per incoraggiarla, Krishna le puo’ effettivamente dare queste cose, per farle prendere fiducia e

avvicinarla a Lui.

In seguito pero’, Krishna mettera’ alla prova quella persona, attraverso Maya, la quale la allettera’ con varie proposte di godimento sensoriale. Perche’ Krishna vuole vedere quanto un devoto e’ sincero nel Suo servizio, e se e’ disposto ad abbandonare tutto per tornare con Lui. Per far questo, Maya usera’ i desideri materiali che sono ancora presenti nel cuore del devoto che si sta purificando (anartha), presentadogli la possibilita’ di soddisfarli.

A questo punto il devoto ha di fronte diverse possibilita’ di scelta, che divideremo in tre principali categorie:

1) puo’ lasciar perdere le proposte e continuare il suo servizio, avanzando cosi’ sul sentiero spirituale.

2) puo’ cercare di usare la nuova situazione al servizio di Krishna, se e’ possibile.

3) puo’ sospendere il suo servizio devozionale e cercare di soddisfare il suo desiderio, nel caso che esso non

sia compatibile con il progresso spirituale (perche’ magari si tratta di rompere i principi regolatori, eccetera).



Qui ci ricolleghiamo alla seconda parte della tua domanda, e cioe’ al caso dei devoti che abbandonano il servizio

devozionale, magari dopo anni di pratica. Bene, essi rientrano nella terza categoria.

Non e’ che il canto dei santi nomi non abbia funzionato. Il metodo e’ li’, potente come sempre, per tutti, ma l’anima individuale ha sempre il proprio libero arbitrio, e lo puo’ usare, in qualunque momento, per decidere di servire i propri sensi, oppure per servire i sensi di Krishna. Questo e’ quello che succede: tali devoti decidono di servire di nuovo i propri sensi.



Tuttavia, questi devoti non sono mai dei perdenti. Non possono nemmeno essere paragonati alle persone ordinarie. Devono invece essere considerati devoti che stanno attraversando un periodo di difficolta’ nel servizio, e dovremmo anche guardarci bene dal commettere offese nei loro confronti, giudicarli o, peggio ancora, criticarli.

Il loro avanzamento spirituale e’ solo sospeso, riprendera’ appena possibile, in questa vita o in un’altra, esattamente dal punto in cui era stato lasciato, perche’ tutto cio’ che viene fatto per Krishna ha un valore eterno, e non puo’ essere annullato: Krishna nella Bhagavad Gita spiega molto bene la destinazione di questi devoti: gli spiritualisti che cadono dopo una lunga pratica rinascono in famiglie di saggi o devoti del Signore (casi piuttosto rari), mentre quelli che cadono dopo una breve pratica, vanno sui pianeti superiori per molti anni, dove potranno godere dei piaceri celesti, soddisfacendo cosi’ i loro desideri materiali di gratificazione dei sensi, e piu’ tardi torneranno sulla Terra per continuare il loro progresso spirituale, riprendendo esattamente dal punto in cui lo avevano abbandonato. Non sono dei perdenti, il servizio fatto tornera’ a loro vantaggio.

Poiche’ noi vediamo solo un breve lasso di tempo di una sola vita, ci risulta difficile comprendere come un devoto,

anche se cade, sia un vincitore sotto tutti gli aspetti, ma possiamo prendere questa conoscenza dalle Scritture e dai maestri spirituali.



Ci sarebbe ancora da parlare molto, purtroppo pero’ ci dobbiamo fermare a causa del tempo...



Spero di esserti stato utile, rimango a tua disposizione per ogni commento al riguardo.



Grazie ancora della partecipazione, a presto,

Haribol



Tuo servitore in coscienza di Krishna

Gokula Tulasi das



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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 12:50:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non ho parole,carissimo Gokula.Bellissimo.Infinitamente grazie.

Ignazio.
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 12:50:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
D'accordissimo con Ignazio!!!



Ho fugato gran parte dei miei dubbi, anche se presto ti chiederò un ulteriore piccolo chiarimento sullo stesso tema!!



Grazie di nuovo per la tua pazienza, GokulaTulasi, ti prego di avere misericordia di me e della mia inconsistenza spirituale.



Ciao!!!!



Stephan
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RKC Mayapur
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RKC


Estero


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Inserito il - 14/11/2003 : 12:51:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Stephan, non ti preoccupare, i dubbi sono la funzione dell'intelligenza, ed e' normale (e anche giusto) averli. L'importante, se vogliamo dissiparli in modo definitivo, e' accettare gli insegnamenti di maestri spirituali autentici, come Srila Prabhupada per esempio, e cercare gradualmente di metterli in pratica.



Il nostro servizio ai suoi piedi di loto e' anche quello di ripetere le sue istruzioni, con nostre parole, adatte alle varie situazioni che si presentano.

Sono molto contento che il mio piccolo sforzo per aiutarti a comprendere alcuni aspetti del bhakti-yoga che magari non sono compresibili immediatamente, ti sia stato utile in qualche modo.

In effetti, la compagnia dei devoti deve servire anche a questo, a prendere fiducia nel metodo che stiamo seguendo e a superarne le tappe, grazie all'aiuto di coloro che sono gia' passati dalla stessa strada e stanno proseguendo a loro volta

nella comprensione spirituale.



Rimango a tua disposizione, e colgo l'occasione per augurarti un felice anno nuovo in coscienza di Krishna!



A presto, Haribol



Tuo servitore

Gokula Tulasi das
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