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Sangita Dasi
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LEZIONE* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada Tenuta a Vrindavana, il 22 Ottobre 1972
SRIMAD-BHAGAVATAM CANTO 1 CAPITOLO 2
VERSO 11 vadanti tat tattva-vidas tattvam yaj jnanam advayam brahmeti paramatmeti bhagavan iti sabdyate
"I saggi trascendentalisti che conoscono la Verità Assoluta chiamano questa sostanza unica, al di là di ogni dualità, col nome di Brahman, Paramatma, o Bhagavan."
Prabhupada: Pertanto, la Verità Assoluta si manifesta in tre diverse aspetti, a seconda della capacità di comprensione di ciascuno. Coloro che cercano di avvicinarsi alla Verità Assoluta attraverso l'uso dei sensi possono arrivare fino al Brahman impersonale. Coloro che cercano la Verità Assoluta attraverso la meditazione e le pratiche mistiche dello yoga realizzano l'aspetto Paramatma della Verità Assoluta. Coloro che invece si dedicano al servizio di devozione realizzano la Verità Assoluta come Dio, la Persona Suprema. In realtà, bisogna arrivare al concetto di Dio come persona. Prima di ciò, la realizzazione di Brahman e Paramatma costituiscono una realizzazione parziale della Verità Assoluta, perché Krishna dice nella Bhagavad-gita, brahmanah aham pratistha (Bg. 14.27): "Io sono la base del Brahman impersonale". Il Brahman impersonale riposa su Krishna—proprio come la luce del sole. La luce del sole è onnicomprensiva, vasta, diffusa in tutto l'universo, ed ha origine dal globo solare; che noi vediamo localizzato, mentre fluttua in un angolo di questo cielo universale. Il fatto che la luce del sole illumini l'intero universo, non significa che la luce del sole sia più importante del globo solare.
E se riuscite a penetrare all'interno del globo solare, scoprirete che là c'è il dio del sole. Come menzionato anche nella Bhagavad-gita, imam vivasvate yogam proktavan aham avyayam (Bg. 4.1): "Ho insegnato questa scienza immortale dello yoga a Vivasvan, il dio del sole". Krishna afferma che "Questo sistema yoga, il metodo del bhakti-yoga, così come è descritto nella Bhagavad-gita, fu spiegato per la prima volta al dio del sole, Vivasvan". Gli shastra ci indicano il nome della divinità predominante del globo solare, Così come qualsiasi gentiluomo può conoscere o citare il nome del vostro presidente, il signor Nixon, magari non l'ha mai visto, ma sa che l'attuale presidente degli Stati Uniti è il signor Nixon; similmente, le persone che hanno conoscenza sanno chi sono le divinità predominanti dei diversi pianeti. Loro lo sanno. E chi, se non Krishna, può saperlo meglio di tutti? Vedaham samatitani (Bg. 7.26) [Poiché Io sono Dio, la Persona Suprema, so tutto del passato, del presente e del futuro. Conosco anche tutti gli esseri viventi, ma nessuno conosce Me]. Krishna conosce passato, presente e futuro. Perciò afferma, imam vivasvate yogam proktavan aham avyayam (Bg. 4.1): "Ho insegnato questa scienza immortale dello yoga". Il metodo del bhakti-yoga è imperituro, avyayam.
Questa parola è molto significativa. Altri sistemi yoga possono essere imperituri, ma il bhakti-yoga non lo è. Qualsiasi cosa eseguiate in questa vita, il bhakti-yoga diventa un patrimonio permanente, così che nella prossima vita potrete iniziare dal punto in cui avete terminato ora. E se riuscite a portare a termine questo percorso al cento per cento in questa vita, è davvero meraviglioso. Altrimenti… Supponiamo che ne abbiate completato il cinquanta per cento: rimane comunque un bene permanente, non andrà mai perduto, perciò Krishna lo definisce "avyayam", inesauribile (Bg. 4.1). Qui si dice che la Verità Assoluta è realizzata come Brahman, Paramatma e Bhagavan. Bhagavan è l'ultima parola nella comprensione della Verità assoluta. A meno che non si giunga al livello di Bhagavan, la Persona Suprema, Krishna... Significa che il Bhagavan originale è Krishna. Krishnas tu bhagavan svayam (SB 1.3.28): "Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo, nella Sua forma primordiale". Tutti gli altri Bhagavan sono espansioni plenarie o parti di espansioni plenarie di Bhagavan, Krishna. Krishnas tu bhagavan svayam. Così anche nel mondo spirituale bisogna andare sempre più lontano fino a raggiungere Krishna—questo è il progresso definitivo.
Pertanto nella Bhagavad-gita si afferma (Bg. 7.19):
bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah
"Dopo numerose nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e tutto ciò che esiste. Un'anima così grande è molto rara".
Dopo innumerevoli nascite, la comprensione del Brahman è certamente trascendentale, tuttavia, è solo una realizzazione parziale della Verità Assoluta, ossia l'eternità. La Verità Assoluta è eterna, beata, conoscitiva e cosciente. Pertanto, realizzare il Brahman significa realizzare la componente eterna; mentre la realizzazione del Paramatma è basata sulla conoscenza. Il Paramatma conosce ogni cosa, è presente nel cuore di tutti e conosce le attività di ognuno. Ma la realizzazione autentica e completa, significa ananda—sac-cid-ananda. La realizzazione di ananda risiede nella realizzazione di Krishna. Anandamayo 'bhyasat (Vedanta-sutra 1.1.12). Krishna è per natura gioioso, sempre pieno di beatitudine. Avete visto l'immagine di Krishna: è sempre raffigurato come tri-bhanga-murari, con due braccia che suona il flauto, circondato dalle gopi, mentre Si diverte. Questa è beatitudine. Così, brahmeti, paramatmeti, bhagavan iti sabdyate (SB 1.2.11), passo dopo passo. Ma se ci si avvicina a Krishna e si cerca di comprenderLo attraverso il servizio devozionale, allora automaticamente si comprende anche Brahman e Paramatma. Non c'è bisogno di uno sforzo separato per comprendere questi due aspetti. Infatti, Krishna dice nella Bhagavad-gita (Bg. 7.3):
manusyanam sahasresu kascid yatati siddhaye yatatam api siddhanam kascin vetti mam tattvatah
"O conquistatore delle ricchezze, nessuna verità Mi è superiore. Tutto su Me riposa, come perle su un filo".
Bisogna conoscere Krishna in tattvatah, così come Egli è. Perciò, tattvatah significa accettare il processo del servizio devozionale. Tattvatah, Krishna così com'è, non può essere compreso con altri metodi, cioè con la speculazione mentale o con gli esercizi mistici dello yoga. Krishna non può essere compreso in quel modo. Se vogliamo comprendere Krishna, bisogna accettare il metodo di Krishna, il metodo della bhakti. Ciò è chiaramente affermato da Krishna, bhaktya mam abhijanati (Bg. 18.55): "Si può conoscere il Signore Supremo così com'è solo attraverso il servizio di devozione". Krishna non dice che si può conoscerLo attraverso esercizi mentali o pratiche yoga. No. Lo yogi può conoscerLo meditanto su di Lui, dhyanavasthita-tad-gatena manasa pasyanti yam yoginah (SB 12.13.1): "Su quella personalità che gli yogi perfetti vedono nella loro mente dopo essersi immersi nella meditazione più profonda e in cui si assorbono". Anche gli yogi, attraverso la meditazione, vedono Krishna. Questo è il vero yoga. Come spiegato nella Bhagavad-gita, lo yogi di prima classe è colui che pensa sempre a Krishna dentro di sé (Bg. 6.47):
yoginam api sarvesam mad-gatenantar-atmana sraddhavan bhajate yo mam sa me yuktatamo matah
"E di tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Me, e Mi adora servendoMi con un amore trascendentale è il più intimamente legato a Me ed è il più grande di tutti".
Questi è uno yogi di prima classe. Meditate quindi su Krishna recitando Hare Krishna perché, più praticate con il vostro canto, più velocemente tutto vi sarà rivelato—il nome, la forma, la qualità, i divertimenti. Se continuiamo a purificare il nostro cuore impuro cantando il mantra Hare Krishna, e se recitiamo l'harer nama senza errori né offese, Krishna si rivela. Sevonmukhe hi jihvadau svayam eva sphuraty adah (Bhakti-rasamrita-sindhu 1.2.234). Con un atteggiamento di servizio, se si recita il mantra Hare Krishna senza alcuna offesa, allora Krishna si rivelerà. Non si può cercare di vedere Krishna con la speculazione o la pratica yoga. Se vi limitate a cantare il Suo santo nome in modo sottomesso, arrendendovi... Poiché non c'è differenza tra il nome di Krishna e Krishna stesso—abhinnatvan nama-naminoh (Cc. Madhya 17.133). La gente in genere si chiede quale sia il significato del canto del mantra Hare Krishna. Noi spieghiamo che cantare il mantra Hare Krishna significa associarsi immediatamente e direttamente con Krishna. Altrimenti, per avvicinarsi a Krishna, occorre dedicarsi alla pratica yoga o alla riflessione mentale per molte, molte vite.
Bahunam janmanam ante (Bg. 7.19): "Dopo molte nascite e morti, colui che è veramente nella conoscenza si arrende a Me, sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e di tutto ciò che esiste. Un'anima così grande è molto rara". Si può giungere alla conclusione che "tutto è Krishna", vasudevah sarvam iti. Ma dedicandosi al canto del mantra Hare Krishna senza commettere alcuna offesa, allora si entra subito in contatto con Krishna, risparmiando tantissimo tempo. Perché aspettare tante, tante rinascite? Questo è il dono di Sri Caitanya Mahaprabhu; ed è scritto negli shastra. Caitanya Mahaprabhu non dà niente che non sia contenuto negli shastra. Egli è un acarya, sebbene sia Dio stesso e possa creare shastra. Tutto ciò che fa e tutto ciò che dice, quello è "shastra". Tuttavia, poiché ricopre il ruolo di acarya, immediatamente fornisce le prove vediche. Questo è il modo di agire di un acarya. Gli acarya non diranno mai: "Io penso", "È la mia opinione". Questo non è accettabile. Nessuna opinione personale.
Tutto deve essere confermato dalle testimonianze vediche: È ciò che si chiama sistema parampara, il metodo autentico di comprensione. Come Krishna afferma, evam parampara-praptam imam rajarsayo viduh (Bg. 4.2): "Questa scienza suprema fu trasmessa attraverso la successione di maestri, e i re santi l'hanno ricevuta in questo modo". Nessuna modifica. Perciò presentiamo la Bhagavad-gita così com'è, non la modifichiamo, non abbiamo il potere di farlo. Altrimenti, dove risiede l'autorità della Bhagavad-gita? Sono un uomo di terza classe e se cambiassi le sue affermazioni, da dove deriva l'autorevolezza della Bhagavad-gita? È ciò che accade. Avete esperienza delle centinaia di edizioni della Bhagavad-gita nei paesi occidentali; ma poiché noi presentiamo la Bhagavad-gita così com'è, la nostra è la migliore di tutte. Il responsabile commerciale della Macmillan Company, afferma: "Mentre le altre edizioni scendono, questa edizione sale".
Hanno pubblicato la nostra attuale edizione ampliata della Bhagavad-gita, cinquantamila copie in questo mese, e ne stamperanno una seconda edizione nei mesi successivi. Il motivo è che se presentiamo le cose così come sono, saranno accettate. Senza alcuna alterazione. A volte la gente dice che ho fatto dei miracoli; ma io non so nulla di miracoli o di magia. Se esiste un miracolo, è quello di presentare le cose così come sono, tutto qui, senza alcuna alterazione. Questo dovrebbe essere il principio: Presentare le cose così come sono, allora saranno accettate. Così, brahmeti paramatmeti. Noi non rappresentiamo il brahma-jnana—il brahma-jnana arriva automaticamente se si ha familiarità con la conoscenza di Krishna. Allora si potrà capire che lo splendore del Brahman sono i raggi corporei di Krishna.
yasya prabha prabhavato jagad-anda-koti- kotisv asesa-vasudhadi-vibhuti-bhinnam tad brahma niskalam anantam asesa-bhutam govindam adi-purusam tam aham bhajami
"Adoro Govinda, il Signore primordiale, il cui splendore corporeo trascendentale è noto come brahma-jyoti. Egli è illimitato, insondabile e onnipervadente, ed è la causa della creazione di illimitati di pianeti e di tutte le loro opulenze". (Brahma-samhita 5.40)
Si comprende che lo splendore impersonale del brahma-jyoti è costituito dai raggi che emanano dal corpo di Krishna. Yasya prabha. E anche Krishna lo conferma: brahmano 'ham pratistha, "Io sono la base del Brahman impersonale" (Bg. 14.27). Aham sarvasya prabhavah (Bg. 10.8): "Sono la fonte di tutti i mondi, spirituali e materiali. Tutto emana da Me". Krishna afferma che tutto proviene da Lui. Anche il Brahman e il Paramatma sono espansioni di Krishna. Pertanto, se si comprende Krishna, tattvatah, yo mam vetti tattvatah... Il tattva è che Krishna, la Verità Assoluta, è originariamente una persona. Nityo nityanam cetanas cetananam (Katha Upanisad 2.2.13): "Dio è l'eterno supremo tra tutti gli esseri eterni ed è la coscienza suprema che soddisfa i desideri di tutte le anime coscienti". È il supremo eterno, nitya, ed è il supremo essere vivente. Così come noi abbiamo tutte le propensioni di un essere vivente, anche Lui le possiede. Ma qui lo siamo in modo distorto... A un ragazzo piace una ragazza; a una ragazza piace un ragazzo. Ma da dove derivano queste inclinazioni naturali? Perché sono presenti in Krishna, aham sarvasya prabhavah (Bg. 10.8) [Tutto emana da Me].
Non si può dunque parlare di impersonalismo. Infatti, studiando l'essere vivente come esempio, è possibile comprendere l'essere supremo. Krishna è l'essere vivente supremo, il più elevato, e noi siamo solo delle copie. Qualunque siano le nostre inclinazioni, anche Krishna le possiede. Noi le possediamo in percentuale limitata, e Krishna le possiede in misura illimitata. Prendiamo lo stesso esempio, la propensione ad amare, yuvatinam yatha yuna, questo è naturale. [Yuvatinam yatha yuna (Padma Purana): "Quando un ragazzo e una ragazza si sentono attratti l'uno dall'altra, pensano solo l'uno all'altra"]. Essendo distorta, la nostra inclinazione all'amore può avere fine nel tempo e nello spazio. Ma l'inclinazione all'amore di Krishna non ha mai fine nel tempo e nello spazio. È eterna. Questa è la differenza tra Krishna e noi. Se studiamo davvero Krishna... La Bhagavad-gita è la scienza di Krishna ed è ulteriormente spiegata nello Srimad-Bhagavatam. Nel Bhagavatam è spiegato il tattva, o la verità su chi è Krishna. Se impariamo a conoscere, a comprendere Krishna, allora la nostra vita sarà pienamente realizzata. Tyaktva deham punar janma naiti mam:
"Chi conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e attività non dovrà più rinascere in questo mondo" (Bg. 4.9). Questo è il nostro unico scopo; quindi cercate di comprendere chi è Krishna, chi è Bhagavan. Yasmin vijnate sarvam idam vijnatam bhavati (Mundaka Upanisad 1.3): "Quando si comprende l'Assoluto, si comprende ogni cosa". Semplicemente cercate di comprendere Krishna attraverso le autorità, attraverso Krishna stesso e gli acarya, senza ricorrere a invenzioni mentali, inventarvi qualcosa, perché Krishna va compreso da fonti autorevoli. La storia d'amore di Krishna con Radha deve essere compresa attraverso le autorità. Non perché vediamo Krishna e Radha come due giovani, un ragazzo e una ragazza, ed è molto bello... Certo, è molto bello, ma se non si cerca di capire Krishna dalle autorità, saremo fuorviati. Perciò all'inizio non cercate di capire le relazioni d'amore di Krishna con le gopi. Poiché, potrebbe sembrare che si tratti di relazioni ordinarie, se non ci affidiamo alle autorità, finiremo per considerare Krishna come un ragazzo qualsiasi. La Bhagavad-gita (9.11) ci avverte, avajananti mam mudhamanusim tanum asritam: "Gli stolti Mi denigrano quando scendo in questo mondo nella forma umana". Poiché Egli si comporta come un giovane ragazzo, si deve cercare di comprendere in 'tattvatah', cioè in realtà, in verità e in sostanza attraverso le autorità. Perché, vadanti tat tattva-vidas tattvam (SB 1.2.11), gli spiritualisti eruditi che conoscono la Verità Assoluta; tattva-vit, colui che conosce la Verità; yei krishna-tattva-vetta sei guru haya (Cc. Madhya 8.128), chiunque conosca la scienza di Krishna, è un maestro spirituale. Perciò guru significa "krishna-tattva-vit", colui che conosce Krishna. Caitanya Mahaprabhu spiega riguardo a Krishna. Krishna spiega riguardo a Sé stesso. I Gosvami, i sad-gosvami, spiegano chi è Krishna. E nel loro sistema parampara, anche gli acarya spiegano chi è Krishna. Pertanto, se non ci affidiamo a questi esperti di verità (tattva-vit), finiremo per fraintendere Krishna. Narottama dasa Thakura quindi canta, rupa-raghunatha-pade hoibe akuti, kabe hama bujhabo se jugala-piriti (Gauranga Bolite Habe): "Narottama dasa desidera sempre comprendere questo amore coniugale sotto la guida dei Sei Gosvami". Per questo motivo commettono tanti errori.
Anche studiosi come il dottor Radhakrishnan e altri, commettono errori, perché non approfondiscono l'argomento "tattva-vit". Ci sono leader politici che commentano il Libro di Krishna senza conoscere Krishna, senza alcuna conoscenza di Krishna. Guardate la loro sfrontatezza. Senza conoscere Krishna, vogliono fare affari con Lui. Non è una buona cosa. Non si può trasformare Krishna in una merce di scambio. Non si può gestire Krishna secondo i propri capricci. Lasciatevi guidare dai capricci di Krishna; allora avrete successo. Il mio Guru Maharaja diceva sempre: "Non cercate di vedere Krishna; agite in modo che Krishna possa vedervi". È quello che serve, se riuscite ad attirare l'attenzione di Krishna, yat karunya-kataksa-vaibhavavatam (Caitanya-candramrita 5). Prabodhananda Sarasvati dice "kataksa-vaibhavavatam": Se in qualche modo riuscite ad attirare l'attenzione di Krishna, la vostra vita avrà subito successo. E come si può attirare la Sua attenzione? Bhaktya mam abhijanati (Bg. 18.55), servendoLo. Dedicatevi al servizio di Krishna, come vi ha ordinato il maestro spirituale, perché egli è il rappresentante di Krishna.
Non possiamo avvicinarci direttamente a Krishna. Yasya prasadad bhagavat-prasadah: per la misericordia del maestro spirituale si riceve la misericordia di Dio, Krishna; altrimenti non è possibile alcun progresso spirituale. Se si ha un maestro spirituale autentico, rappresentante di Krishna, non è poi così difficile. Chiunque può diventare rappresentante di Krishna. Come? Semplicemente trasmettendo il messaggio di Krishna senza alcuna alterazione. È utto. Come Caitanya Mahaprabhu disse, amara ajnaya guru hana (Cc. Madhya 7.128): "Diventa un maestro spirituale per Mio ordine". Perciò, se si esegue l'ordine di Caitanya Mahaprabhu, Krishna, si diventa guru—amara ajnaya guru hana. Purtroppo, non desideriamo seguire gli ordini degli acarya e ci inventiamo le nostre regole. Abbiamo avuto esperienza pratica di come una grande istituzione sia andata perduta a causa di comportamenti capricciosi. Senza eseguire l'ordine del maestro spirituale, si sono inventati qualcosa e tutto è andato perduto. Per questo Visvanatha Cakravarti Thakura pone grande enfasi sulle parole del maestro spirituale.
Vyavasayatmika buddhir ekeha kuru-nandana (Bg. 2.41). Se ci si attiene agli ordini del maestro spirituale, senza preoccuparsi della propria convenienza o dei propri disagi, allora si diventa perfetti. Nella Svetasvatara Upanishad (6.23) si afferma, yasya deve para bhaktir yatha deve tatha gurau: La conoscenza spirituale si rivela spontaneamente solo a chi nutre una devozione profonda e incrollabile verso il Signore Supremo e il proprio maestro spirituale. Questa è la conferma di tutte le autorità. Bisogna eseguire molto fedelmente l'ordine del rappresentante autentico di Krishna. Allora la nostra vita avrà successo. Allora potremo comprendere Krishna nella verità, vadanti tat tattva-vidas tattvam (SB 1.2.11). È necessario ascoltare i tattva-vit, coloro che conoscono la verità, non i cosiddetti studiosi e politici. E se ci atteniamo a questo principio, allora comprenderemo tutto molto chiaramente. Grazie molte. Fine.
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