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 Festival dei Carri a Roma - Sabato 23 Maggio 2026
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RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 17/05/2026 : 13:13:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

RATHA YATRA (FESTIVAL DEI CARRI) A ROMA
SABATO 23 MAGGIO 2026 - SIETE TUTTI INVITATI !
(leggete sotto per conoscere la storia e il significato della festa !)





VIDEO DELLO STESSO EVENTO TENUTO NEL 2023




Cari amici, Hare Krishna !
Anche quest'anno siete tutti invitati al festival dei carri (Ratha Yatra) di Roma, che si terra' SABATO 23 MAGGIO partendo da Piazza del Popolo alle ore 17.

Portate chi volete, siete sempre i benvenuti !

Per ulteriori informazioni:

06 68891540
328 683 3551
info@domusharekrishna.it
info@iskconroma.it

Per conoscere la storia e il significato del Ratha Yatra, leggete il post successivo, piu' in basso in questa pagina.

Buona festa, a presto, Hare Krishna !

RKC Mayapur


RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 17/05/2026 : 13:15:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lezione di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada,

tenuta il 27 Giugno 1971 a Los Angeles (Stati Uniti), in occasione del

Festival dei Carri (Ratha Yatra)





TRADUZIONE E TRASCRIZIONE IN ITALIANO A CURA DI SANGITA DEVI DASI

"Quando i nostri occhi sono unti col balsamo dell’amore per Dio, possiamo vederLo ovunque. Questa è l’ingiunzione degli shastra. Bisogna ampliare le nostre capacità sviluppando l’amore per Dio. Premanjana-cchurita bhakti-vilocanena (Bs. 5.38). Quando la nostra coscienza di Krishna è sufficientemente sviluppata, possiamo vedere il Signore in ogni momento nel nostro cuore e ovunque. Questo movimento per la Coscienza di Krishna è un tentativo d’insegnare a tutti il metodo per vedere Dio, Krishna. Praticando questo metodo è possibile vedere Dio.

Krishna dichiara, ‘raso ham apsu kaunteya’ (Bg. 7.8): “Sono il gusto dell’acqua”. Ognuno di noi beve acqua ogni giorno varie volte, e se ogni volta pensiamo che il sapore dell’acqua è Krishna, diventiamo coscienti di Krishna. Non è molto difficile, bisogna solo praticare. Il seguente è un esempio di come praticare la coscienza di Krishna: se, bevendo acqua alleviate la vostra sete, immediatamente pensate che è per il potere di Krishna che la vostra sete è stata soddisfatta.

Krishna dichiara anche, ‘prabhasmi sasi suryayoh’: “Sono la luce del sole e della luna”. Così, nel vedere la luce del sole e il chiarore della luna, immediatamente vi ricorderete di Krishna, “Ecco Krishna”. In questo modo, se praticate e leggete con attenzione gli esempi dati nel settimo capitolo della Bhagavad-gita che spiegano come praticare la coscienza di Krsna, e se il vostro amore per Krishna è maturato, allora vedrete Krishna ovunque. Non avrete bisogno dell’aiuto di nessuno per vedere Krishna; ma Krishna Si rivelerà a voi per il vostro amore e la vostra devozione.

‘Sevonmukhe hi jihvadau svayam eva sphuraty adah’ (Cc. Madhya. 17.136) – Quando l’anima condizionata rende servizio usando la sua lingua per cantare il nome di Krishna e gustare gli avanzi del Suo cibo, gradualmente si purifica e giunge a comprendere Krishna. Quando entrate nel sentimento di servizio e comprendete di essere un eterno servitore di Dio, allora Krishna stesso vi aiuterà, come spiegato nella Bhagavad-gita (10.10):

tesam satata-yuktanam
bhajatam priti-purvakam…

“A coloro che Mi servono sempre con amore e devozione do l’intelligenza necessaria per venire a Me”. Krishna Si rivolge a chi è costantemente impegnato, ventiquattro ore, nel Suo servizio. Proprio come questi studenti, i membri della Società per la Coscienza di Krishna, che sono sempre impegnati nel servizio di Krishna. Questo significa coscienza di Krishna: essere sempre impegnati. Questa cerimonia del Ratha-yatra è una tra le molte attività, e così, almeno in questo giorno, potrete impegnarvi tutti nella coscienza di Krishna. Questa è l’unica pratica, e se praticate per tutta la vita, allora al momento della morte, se fortunatamente ricordate Krishna, la vostra vita sarà coronata dal successo; ma la pratica è necessaria.

‘Yam yam vapi smaran loke tyajaty ante kalevaram’ (Bg. 8.6): “Qualsiasi condizione di esistenza si ricordi al momento della morte, quella stessa condizione sarà raggiunta”. È cosa certa che dovremo abbandonare il corpo, perciò, se in quel momento ricorderemo Krishna, saremo immediatamente trasferiti alla dimora di Krishna. Sebbene Krishna Sia presente ovunque, possiede una dimora speciale chiamata Goloka Vrindavana. Corpo significa sensi, e sopra di essi c’è la mente, che è molto sottile e controlla i sensi; sopra la mente c’è l’intelligenza, e superiore a questa è l’anima.

Al presente non avete molte informazioni, ma se praticate il metodo del bhakti-yoga, potrete gradualmente capire “chi sono?”, “non sono questo corpo”. Generalmente, anche i grandi eruditi, filosofi e scienziati sono situati nel concetto corporeo. Tutti pensano, “io sono questo corpo”, ma è un errore. Noi non siamo il corpo. Come ho già spiegato, corpo significa sensi, che sono controllati dalla mente, che è controllata dall’intelligenza, che a sua volta è controllata dall’anima.

Ma voi non conoscete ancora questa scienza; non c’è un sistema educativo nel mondo che insegni la scienza dell’anima e la sua esistenza – che è la prima necessità da comprendere per l’essere vivente. L’essere umano non è destinato a perdere tempo, come gli animali, semplicemente: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Questa è vita animale. L’intelligenza supplementare dell’essere umano dovrebbe essere utilizzata per comprendere che “io sono un’anima spirituale”. Se realizzerete di essere un’anima spirituale, allora il concetto corporeo di vita, che ha rappresentato il caos nel mondo, sarà superato. Immersi nel concetto corporeo, pensiamo di essere Indiani, Europei o Americani; ma noi, anime spirituali, siamo tutti uguali, eterni servitori di Krishna, Jagannath.

Così questo è un giorno molto propizio. In questo giorno, quand’era presente sulla Terra, Krishna partecipò alla cerimonia di un’eclissi solare a Kurukshetra, che Egli visitò con Suo fratello Balarama e Sua sorella Subhadra. La terra di Kurukshetra è ancora presente in India. Questa cerimonia del Ratha-yatra è eseguita in commemorazione della visita di Krishna a Kurukshetra con Suo fratello e Sua sorella.

Sri Caitanya Mahaprabhu, che era immerso nel sentimento d’amore estatico di Srimati Radharani, implorava: “O Krishna, Ti prego, ritorna a Vrindavana”. Così Egli danzò davanti al carro del Ratha-yatra; e se leggete i libri pubblicati dalla nostra società, allora capirete. Soprattutto il libro intitolato “Gli insegnamenti di Sri Caitanya”, è di grande importanza. Se volete conoscere il nostro movimento per la coscienza di Krishna, sappiate che abbiamo sufficienti libri, che potrete studiare in modo scientifico e filosofico. Ma se non siete portati per lo studio, potete semplicemente cantare il mantra Hare Krishna, e gradualmente ogni cosa vi sarà rivelata e capirete la vostra relazione con Krishna. Vi ringrazio molto per aver partecipato a questa cerimonia. Ora cantiamo Hare Krishna e proseguiamo col carro di Sri Jagannatha. Hare Krishna".


Discorso pubblico tenuto da Sua Divina Grazia, dopo la processione del Ratha-yatra:


"Sri Caitanya Mahaprabhu pregava, ‘jagannatha svami nayana-pathagami bhavatu me: “Possa Jagannatha-deva essere l’oggetto della mia visione.

Hare Krishna, Hare Krishna,
Krishna Krishna, Hare Hare
Hare Rama, Hare Rama,
Rama Rama, Hare Hare”.

Vi ringrazio molto per la vostra gentile partecipazione a questo grande festival del Ratha-yatra. Ho già spiegato che questo festival è una commemorazione della visita di Sri Krishna a Kurukshetra in occasione di un’eclissi solare, insieme col fratello Balarama e la sorella Subhadra. Quest’occasione è l’argomento principale del festival Ratha-yatra. Oltre a questi riferimenti storici, c’è anche un significato spirituale: significa che il Signore è situato nel cuore di ognuno e che questo corpo è come un carro, o "ratha" [in Sanscrito, n.d.r.]. Nella Bhagavad-gita (15.15), Krishna dichiara, ‘sarvasya caham hridi sannivistah’: “Io risiedo nel cuore di ogni essere vivente”; ‘mattah smritir jnanam apohanam ca’: “e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio”. Krishna dà l’intelligenza e la porta anche via. Questa duplice azione è compiuta dall’Anima Suprema: da un lato Egli aiuta nella realizzazione di Dio, e dall’altro aiuta anche a dimenticare Dio.

Perché la Persona Suprema, come paramatma, compie questa duplice azione? Il significato è che se vogliamo dimenticare Dio, Egli ci aiuterà a dimenticarLo vita dopo vita; ma se desideriamo ristabilire la nostra relazione con Dio, Egli ci aiuterà dall’interno in qualsiasi modo.
Questa forma di vita umana è un’opportunità per conseguire la realizzazione di Dio, senza la quale la nostra esistenza è vana. Essendo parti e frammenti di Dio, è nostro dovere capire la nostra relazione con Dio e agire di conseguenza, e raggiungere così lo scopo ultimo della nostra esistenza – cioè, ottenere una vita eterna piena di conoscenza e felicità, sac-cid-ananda vigraha (Bs. 5.1). Sat significa eterno, ananda significa felicità e cit è la conoscenza.

Ma questo corpo è esattamente l’opposto: non è eterno ma temporaneo (asat); non ha conoscenza ma è pieno d’ignoranza (acit) – se chiudiamo gli occhi, non sappiamo ciò che accade davanti a noi e perciò la nostra conoscenza è sempre imperfetta. Inoltre, questa vita è piena di miserie, e non di felicità (ananda), c’è un pericolo ad ogni passo, e ci sono tre tipi di sofferenza: adhyatmika, adhibautika, adhidaivika.

Adhyatmika è la sofferenza riguardo al corpo e alla mente; adhibautika è la sofferenza creata da altri esseri viventi; e adhidaivika è la sofferenza creata da condizioni o perturbazioni naturali. Almeno una o due di queste tre miserie sono sempre presenti. Questa è la condizione di vita materiale. Ma come anime spirituali, noi siamo sac-cid-ananda vigraha, o sue parti e frammenti; e se vogliamo avere una vita eterna piena di conoscenza e felicità, si deve accettare la coscienza di Krishna.

Il nostro movimento per la coscienza di Krishna è l’attività più elevata e benefica per la società umana. Noi divulghiamo informazioni a chiunque, senza discriminazione di casta, credo e colore, e a tutti gli esseri inclusi gli animali, le bestie feroci, gli uccelli, gli alberi, gli acquatici – ogni essere vivente può ottenere la perfezione più elevata grazie alla coscienza di Krishna – ma è soprattutto utilizzata dall’intelligenza supplementare dell’essere umano per realizzare Krishna; e se non approfittiamo di questo, perderemo una grande opportunità. Perciò noi chiediamo a tutti di capire la filosofia della coscienza di Krishna; e se qualcuno desidera conoscerla dal punto di vista filosofico o scientifico, abbiamo una grande varietà di libri, che potete leggere e cercare così di capire questo grande movimento per la coscienza di Krishna. Ma se non volete prendervi il disturbo di leggere questi libri, potete ottenere lo stesso risultato cantando il maha-mantra:

Hare Krishna, Hare Krishna,
Krishna Krishna, Hare Hare
Hare Rama, Hare Rama,
Rama Rama, Hare Hare.

Ache un bambino può unirsi a questo canto.
In realtà, la nostra esperienza è che chiunque, anche un bambino, un cane o altri animali, può prendere parte a questo movimento. Quando Sri Caitanya attraversò la vasta foresta di Jharikhanda, nell’India centrale, danzando e cantando, gli animali della foresta, come i cervi, gli elefanti, le tigri e molti altri, Lo seguirono, attratti dal Suo canto. La vibrazione sonora di questo canto trascendentale accresce l’estasi della coscienza spirituale. Perciò, per favore cantate il mantra Hare Krishna. Non c’è perdita ma solo guadagno, ed è completamente gratuito.

Abbiamo organizzato questo festival del Ratha-yatra elemosinando di porta in porta. Pur senza mezzi siamo riusciti a eseguire questa cerimonia per il beneficio delle persone in generale. Per favore, prendete vantaggio da questo movimento spirituale e rendete la vostra vita felice e perfetta. Non perdete quest’opportunità, poiché non sapete che cosa vi accadrà nella prossima vita. Non crediate che non ci sia una prossima vita, perché in ogni momento noi cambiamo corpo.

Da bambini il vostro corpo era molto piccolo, ma ora quel corpo non esiste più; e crescendo avevate un altro corpo, che ora non c’è più; ora siete dei giovani e avete un altro corpo, e quando sarete vecchi come me, avrete un altro corpo. Ciò significa che cambiamo continuamente corpi, in ogni momento, in modo impercettibile; ma io, l’anima spirituale, esisto in ogni circostanza. È naturale perciò concludere che, dopo aver lasciato questo corpo, ne avremo un altro. È un dato di fatto. Questa è la verità vedica.

‘Vasamsi jirnani yatha vihaya’ (Bg. 2.22): “Come una persona indossa abiti nuovi e lascia quelli usati, così l’anima si riveste di nuovi corpi materiali, abbandonando quelli vecchi e inutili”. Così come in questo corpo indossiamo diversi abiti, similmente cambiamo gli abiti da un corpo all’altro: come animali acquatici, i numerosi pesci del mare, e poi come piante, cespugli e alberi per molti, molti anni; poi come insetti, rettili, e dopo aver passato nelle trecentomila specie di animali, arriviamo alla forma di vita umana. E anche in questa forma c’è un’evoluzione attraverso le numerose forme umane non civilizzate.

Ora, questa forma di vita umana civilizzata, con coscienza e intelligenza più elevate, è destinata alla realizzazione di Dio; e non per essere utilizzata, alla pari degli animali, sprecando tempo a mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Questa non è la nostra occupazione; lo è solo riguardo al corpo, ma come anime spirituali la nostra occupazione principale è capire chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, e perché subiamo i tormenti dei tre tipi di sofferenze nella condizione materiale.

Queste domande esigono una risposta. E se non ci sono domande, allora è vita animale… perché gli animali non possono fare domande né possono capire le risposte. Nel Vedanta-sutra questo è definito brahma-jijnasa, informarsi riguardo al Supremo. Questa è la nostra prerogativa, perciò approfittate di questa forma umana, cercate di comprendere il vostro vero sé e di purificare il cuore da tutta la sporcizia, cantando

Hare Krishna, Hare Krishna,
Krishna Krishna, Hare Hare
Hare Rama, Hare Rama,
Rama Rama, Hare Hare.

Grazie molte. Hare Krishna".


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RKC Mayapur
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Inserito il - 19/05/2026 : 20:27:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lezione di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada,

tenuta il 4 Luglio 1970 a San Francisco (Stati Uniti), in occasione del Festival di Gundicha Marjanam, la purificazione del tempio di Gundicha.

[Il giorno prima del Ratha-Yatra, avviene la purificazione del tempio di Gundicha che sarà la residenza temporanea di sette giorni del Signore Jagannatha. La tradizione fu iniziata da Sri Caitanya Mahaprabhu, che pulì personalmente il tempio di Gundicha con i Suoi associati. Oltre alla purificazione del luogo, questo rituale rappresenta la purificazione del cuore affinché sia degno di ospitare la Divinità.]





TRADUZIONE E TRASCRIZIONE IN ITALIANO A CURA DI SANGITA DEVI DASI

Prabhupada: Hare Krishna. Questa è la sampradaya del Signore Caitanya. E questa è la mia gioia: il fatto che ora abbiamo una sampradaya, una comunità del Signore Caitanya nei paesi occidentali. E questo è il mio successo, tutto qui. Io non ho alcun valore—sono insignificante—ma in qualche modo voi avete collaborato, e continuate a collaborare, come sampradaya del Signore Caitanya. Questa è la mia vita. Molte grazie. Proprio un giorno prima del Ratha-yatra, a Jagannatha Puri si celebra una festa chiamata Gundicha-marjanam. A circa tre chilometri dal tempio di Jagannatha c'è una particolare dimora, non proprio un tempio, dove la Divinità Jagannatha viene trasferita durante il festival del Ratha-yatra—dal tempio a quella dimora di Gundicha. Le Divinità vi rimangono per una settimana, durante la quale si svolgono numerose celebrazioni, e poi tornano indietro. Come ho già detto stamani, Sri Jagannatha sta procedendo verso Vrindavana, su invito di Radharani.

Dopo l'infanzia, pauganda-lila, Krishna fu chiamato dal Suo vero padre (Vasudeva). In pratica, fu chiamato a Mathura per uccidere Kamsa, Suo zio materno, che stava creando problemi all'intera dinastia degli Yadu. Krishna disse che sarebbe tornato a Vrindavana dopo aver compiuto la Sua missione, e così tutti aspettavano il Suo ritorno. Quando il neonato Krishna apparve [nella prigione di Mathura], Suo padre Vasudeva, che è un ksatriya, Lo portò subito a Gokula nella casa di Nanda Maharaja—che è un vaisya. Il compito degli ksatriya è di proteggere la famiglia reale, mentre i vaisya sono agricoltori, commercianti e protettori delle mucche. Krisi-go-raksya-vanijyam (Bg. 18.44): "La tendenza a coltivare la terra, ad allevare il bestiame e a commerciare sono legate all'attività del vaisya. Il sudra, invece, serve gli altri con il suo lavoro". Krisi significa "agricoltura", e go-raksya significa "protezione delle mucche". Queste tre attività costituiscono il sostentamento dei vaisya, secondo la civiltà vedica. Non è che a un uomo che lavora come falegname gli sia ordinato: "Devi andare in Vietnam a combattere".

Non è un approccio molto razionale. Ha ricevuto una formazione come falegname e ora è stato chiamato alle armi—questa non è una divisione perfetta della società. Combattere è necessario, ma deve esserci una classe appositamente addestrata al combattimento, e questa è la classe degli ksatriya. Allo stesso modo, deve esserci una classe di uomini dedicata esclusivamente alla coltivazione della conoscenza spirituale, così come una classe interamente dedicata al commercio, all'agricoltura e alla protezione delle mucche. Anche questo è necessario, nulla è trascurato. Proprio come nel nostro corpo ci sono quattro parti—bocca, braccia, ventre e gambe—così tutto è necessario per una corretta cura del corpo. Non è che si chieda alla bocca di camminare o alla gamba di mangiare. Sarebbe possibile? Perciò la civiltà moderna è imperfetta. Non sanno come gestire la società e quindi non c'è pace. Soprattutto manca il cervello—è una follia. Proprio come nel corpo, la testa è la parte più importante: se tagli le mani, puoi vivere; ma se tagli la testa, non sopravvivi e tutto è perduto.

Allo stesso modo, al momento presente la società è senza testa, un cadavere; oppure è fuori di testa, impazzita. C'è una testa, ma è una testa senza senso, senza cervello. A che serve una testa senza cervello? Pertanto c'è una grande necessità di creare una classe che agisca come cervello, che faccia da guida. Questo è il movimento per la coscienza di Krishna. L'intera società umana soffre per mancanza di menti brillanti, quindi hanno creato una democrazia assurda. Si chiama un falegname a combattere? Si chiama un macellaio a presiedere l'assemblea? Che cosa significa tutto questo? Bisogna essere adatti al ruolo. Se si vuole incoronare un re, questi deve comportarsi come un sovrano, avere idee chiare e pensare sempre al benessere dei cittadini. Proprio come Yudhisthira Maharaja, il cui unico obiettivo era la felicità del popolo. Secondo il sistema vedico, non appena nasce un bambino, sono subito convocati astrologi e brahmana esperti per eseguire la cerimonia chiamata jata-kriya. Ci sono dieci tipi di cerimonie.

Dal momento del concepimento di un bambino fino al momento della morte, ci sono i samskara, o rituali di purificazione. È attraverso questo processo che un essere umano raggiunge la perfezione. Si tratta del dasa-vidha-samskara, ovvero i dieci rituali. Anche l'iniziazione chiamata upanayana, in cui si offre il filo sacro, fa parte di questi dieci rituali. L'inizio di questo processo è chiamato garbhadhana, ovvero il concepimento di un bambino. Non si tratta di piacere sessuale, bensì di un processo attraverso il quale si generano figli virtuosi. Se si generano figli virtuosi, allora il mondo è pacifico. Ma se si generano dei figli come i cani e i gatti, come ci si può aspettare pace e prosperità? È per tale motivo che esiste questo rito, il garbhadhana-samskara. In tal senso, il sistema vedico è il metodo perfetto per formare esseri umani civili. Ma questo è un altro argomento. Il nostro incontro odierno riguarda il Ratha-yatra. Così Krishna è nato da un padre ksatriya—non nato, ma è apparso come figlio. Dio non nasce mai, è senza nascita.

Ed è per questo che i filosofi mayavadi fraintendono la natura di Krishna. Pensano che, se Krishna è nato, come può essere Dio? In realtà Krishna non è nato dal grembo di Sua madre, ma è apparso davanti a Sua madre nella Sua forma a quattro braccia. E la madre teme che sia ucciso: "Mio fratello Kamsa aspettava di uccidere Dio, e ora Dio è qui davanti a me con quattro braccia, e Lo ucciderà subito". Ma la madre dimentica: "Se mio figlio è Dio, come può essere ucciso?" [Ride] Eppure questo è l'affetto di una madre. Proprio come Krishna, quando da ragazzo partiva per attaccare un demone, madre Yasoda chiedeva a suo marito Nanda Maharaja: "Perché permetti a tuo figlio di uscire di casa? Perché non lo chiudi a chiave?" Questo è l'affetto di una madre. Madre Yasoda non sa che Krishna è la Persona Suprema, altrimenti il suo affetto materno sarebbe frenato; perciò, a causa di yoga-maya, era sempre avvolta nell'illusione. Sebbene Krishna giocasse come un bambino normale, allo stesso tempo dimostrava di essere la Persona Suprema.

Una volta Krishna stava mangiando dell'argilla, e alcuni amici si lamentarono con madre Yasoda, dicendo: "Tu gli dai del cibo delizioso e Lui mangia l'argilla". Così la madre Lo chiamò: "Oh, Krishna, è vero che mangi argilla?" Krishna disse: "No, madre, sono tutti bugiardi". [risate] "Anche tuo fratello maggiore Balarama lo dice". "Oh, Lui è arrabbiato con Me, quindi anche Lui dice bugie". Allora i ragazzi insistettero: "No, madre, ha mangiato argilla, l'abbiamo visto". Allora la madre disse: "Bene, apri la bocca, voglio vedere". Così Krishna aprì la bocca e, al suo interno, lei vide l'intera manifestazione cosmica materiale. Non vide una sola Yasoda, ma migliaia di Yasoda e migliaia di pianeti, soli, lune e tutto il resto. La madre pensò: "Dev'essere qualche trucco da prestigiatore. Bene, lascia perdere, non farlo più". [risate] Questi è Krishna, che interpreta il ruolo di un bambino perfetto. Madre Yasoda gli ordina: "Apri la bocca, voglio vedere". "Sì, madre, guarda pure". E quando lei guardò nella Sua bocca, oh, non riuscì a capacitarsene.

Questi è Dio: essendo sollecitato dal devoto, Egli interpreta il ruolo di un bambino pur mantenendo la Sua supremazia come Dio, la Persona Suprema. Questi è Krishna. Non è che si diventa Dio con un potere mistico. No, Dio è sempre Dio. Anche quando è in grembo a Sua madre è Dio, e così Putana venne per ucciderLo spalmando veleno sul proprio seno. Pensò: "Il bambino succhierà il mio seno e morirà all'istante", ma il bambino succhiò il seno e anche la sua vita. Krishna pensò: "Anche se è venuta da Me con l'intento di ucciderMi, questa demonessa si è comportata come una madre ed è diventata Mia madre, perciò deve ottenere la posizione di Mia madre". Questa è la gentilezza di Krishna. Cercate quindi di comprendere bene la filosofia di Krishna—chi è Dio. Ci sono tanti impostori e mascalzoni che si spacciano per Dio. Cercate di capire chi è Dio. Non lasciatevi ingannare. Krishnas tu bhagavan svayam (SB 1.3.28): "Ma Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma primordiale". Non c'è altro Dio all'infuori di Krishna.

Perciò Krishna dice nella Bhagavad-gita, mam ekam: "Abbandonatevi solo a Me", ed Egli stesso ha dimostrato di essere Dio. Ci sono molti cosiddetti dei, ma nessuno ha dimostrato di essere Dio. No. Dio è uno ed è Krishna. Così, quando il Signore Krishna fu chiamato da Suo padre... La gente in generale non sapeva che Krishna fosse il figlio di Vasudeva, ma in seguito la notizia si diffuse grazie a una serie di voci. Poi, una volta che la verità venne alla luce, Kamsa organizzò un incontro di lotta e Krishna fu chiamato a combattere. Lo potrete leggere nel nostro Libro di Krishna. È una lunga storia. Dopo che Krishna partì da Vrindavana per Mathura, e per non tornare—ma una volta tornò—tutti gli abitanti di Vrindavana, madre Yasoda, Radharani, i pastorelli e le gopi persero la loro gioia di vivere e la loro vitalità. Non facevano altro che piangere e lamentarsi; quella era la loro unica occupazione. Così Krishna a volte mandava Uddhava a tranquillizzarli, dicendo: "Tornerò molto presto dopo aver finito i miei affari".

Allora, quando ebbero questa opportunità: "Krishna è venuto a Kurukshetra con Suo fratello, Sua sorella e Suo padre. Andiamo a vederLo...", andarono a Kurukshetra per vedere Krishna. Ogni volta che ne avevano l'occasione, andavano a vederLo, come quei pastorelli quando ci fu la battaglia di Kurukshetra vicino a Delhi. Vrindavana non è molto lontana da Delhi, si trova a circa novanta miglia; quindi andarono a vedere Krishna vestito da auriga in tenuta da combattimento e rimasero sbalorditi. Pensarono: "Krishna è il nostro amico pastorello. Com'è possibile che ora sia sul carro a combattere?", rimasero sbalorditi. Questi sono i divertimenti di Vrindavana. Allo stesso modo, quando gli abitanti di Vrindavana andarono a vedere il Signore Krishna, Jagannatha... Krishna significa Jagannatha—jagat significa "questo mondo", e natha significa "padrone" o "proprietario". Perciò Krishna dice nella Bhagavad-gita, bhoktaram yajna-tapasam sarva-loka-mahesvaram (Bg. 5.29): "Io sono il proprietario di tutti i pianeti".

Pertanto Egli è Jagannatha, il proprietario di tutto il mondo e di tutti i pianeti. E gli abitanti di Vrindavana andarono a vedere Krishna perché la loro vita era Krishna, non conoscevano nient'altro che Krishna, e questa fu l'occasione. Così Radharani chiese: "Mio caro Krishna, Tu sei lo stesso Krishna e Io sono la stessa Radharani. Ci incontriamo, ma non nello stesso luogo. Qui Tu sei come un re, con i Tuoi carri, soldati, ministri e segretari. E là, a Vrindavana, eri un pastorello e Ci incontravamo nella foresta, tra i cespugli. Perciò vorrei portarTi là, e allora sarò felice". Questo stesso sentimento fu espresso da Sri Caitanya, poiché la Sua adorazione era ispirata allo stato d'animo di Radharani (Cc. Adi 1.5):

radha krishna-pranaya-vikrtir hladini saktir asmad
ekatmanav api bhuvi pura deha-bhedam gatau tau

"Gli scambi d'amore tra Sri Radha e Krishna sono manifestazioni trascendentali della potenza interna di piacere del Signore. Benché Radha e Krishna S'identifichino, Si sono separati eternamente. Ora queste due identità trascendentali si sono di nuovo riunite nella forma di Sri Krishna Caitanya".

Cercate dunque di comprendere la filosofia di Krishna—è una filosofia sublime, una vera e propria cultura, una filosofia di vita. Coloro che sono fortunati sono giunti a questo movimento per la coscienza di Krishna e la loro vita è coronata dal successo. Non vi è alcun dubbio. Questa filosofia, secondo cui Krishna, radha-krishna-pranaya-vikritir... Cosa sono gli scambi d'amore tra Radha e Krishna ? Sono un gioco come quello tra un ragazzo e una ragazza? Certamente, è proprio così. Sembra tale e in realtà lo è. Ma non è il gioco di questo mondo materiale tra ragazzi. No, è il divertimento del Signore Supremo con la Sua potenza ahladini. Radha-krishna-pranaya-vikritir ahladini-saktir: "Gli scambi d'amore tra Sri Radha e Krishna sono manifestazioni trascendentali della potenza interna di piacere (ahladini-sakti) del Signore". Come qui nel mondo materiale esistono tre qualità, o potenze—sattva-guna, rajo-guna, tamo-guna—così nel mondo spirituale ci sono le tre potenze di samvit, sandini, ahladini. E quindi la potenza ahladini non è differente da Krishna.

Ciò è stato ampiamente discusso da Srila Jiva Gosvami: egli presenta gli scambi d'amore tra Radha e Krishna in modo molto filosofico. Il suo primo punto è che Krishna è il Param Brahman, come è stato accettato da Arjuna nella Bhagavad-gita. Param brahma param dhama, param brahma pavitram paramam bhavan (Bg. 10.12): "Tu sei Dio, la Personalità Suprema, la suprema dimora, il più puro, la Verità Assoluta". Egli è il Param Brahman, la Verità Assoluta Suprema. In questo mondo materiale esistono diverse forme di gratificazione dei sensi in base ai tre guna: sattva, rajo e tamo. Perciò questa è la domanda: Riguardo agli scambi tra le gopi e Krishna, si tratta di una relazione amorosa o di divertimenti come in questo mondo? Come qui i ragazzi e le ragazze s'incontrano e cercano di godersi la vita, così i lila di Krishna, i Suoi divertimenti con le gopi, sono la stessa cosa? No, perché Krishna è il Param Brahman. Questa è la presentazione filosofica

Tuttavia, in questo mondo materiale, vediamo che per collegarsi al Param Brahman o per realizzarLo, una persona intelligente deve rinunciare a tutto. Proprio come nella filosofia di Shankaracarya, secondo cui questo modo è falso. Egli afferma: "brahma satyam, jagan mithya", questo mondo è un'illusione, solo il Brahman [Coscienza Suprema] è l'unica verità, perciò coltiva te stesso per realizzare il Param Brahman. E il suo metodo è il sannyasa: la rinuncia a questo mondo. Perciò Jiva Gosvami solleva la seguente riflessione: se per realizzare il Param Brahman bisogna rinunciare a tutto ciò che è materiale, come può il Param Brahman godere di qualcosa di materiale? Questa è la domanda. Se per realizzare il Param Brahman bisogna rinunciare a tutto ciò che è materiale... E in pratica lo vediamo nella filosofia di Shankaracarya—la loro rinuncia e austerità è molto, molto severa. Shankaracarya non riterrà nessuno idoneo a progredire nella vita spirituale se non avrà prima abbracciato l'ordine di rinuncia, il sannyasa. Prima accetta il sannyasa, poi parla della Verità Assoluta. Questa è la filosofia della Shankara-sampradaya.

Noi, che apparteniamo alla vaisnava sampradaya, la sampradaya di Caitanya Mahaprabhu, seguiamo un metodo un po' diverso. Sebbene non abbia nulla a che fare con questo mondo materiale, la sampradaya di Caitanya Mahaprabhu ci offre la possibilità di trarne il massimo vantaggio. Questa è la differenza tra la filosofia di Shankara e quella vaisnava. La filosofia di Shankara afferma che questo mondo è falso, illusorio. Noi filosofi vaisnava, invece, diciamo di no: Questo mondo non è falso perché è un'emanazione di ciò che è reale, ossia della realtà assoluta. Come potrebbe essere falso? Ha un suo scopo ben preciso; tuttavia, per chi non ne conosce il giusto utilizzo, per lui è falso. Queste persone sono alla ricerca di qualcosa di illusorio. Ma coloro che conoscono il valore di questo mondo, hari-sambhandhi-vastunah (Bhakti-rasamrita-sindhu 1.2.255), per loro ogni cosa ha una connessione con il Signore Supremo. Isavasyam idam sarvam (Isopanishad, mantra 1): Ogni cosa è in connessione o ha una relazione con il Signore Supremo. Questa è la nostra filosofia.

Non diciamo che questo microfono sia falso. Perché è falso? Il microfono è un prodotto dall'energia di Krishna. La materia, come questo ferro o legno, sono prodotti dall'energia di Krishna. Se Krishna è vero, la Verità Assoluta, allora anche la Sua energia è vera. E qualsiasi cosa creata dalla Sua energia, anche quella è vera. Ma come l'energia viene utilizzata per chi la possiede, allo stesso modo qualsiasi cosa creata dall'energia di Krishna dovrebbe essere utilizzata per Krishna. Questa è la nostra filosofia. Perciò non diciamo che tutto è falso, ma è reale. Pertanto, nel movimento per la coscienza di Krishna, accettiamo tutto, ma solo per il servizio a Krishna—nulla per la gratificazione dei sensi. Questa è la coscienza di Krishna. Noi non diciamo che "Questo mondo è falso, illusorio, quindi rinunciate". Perché? Il nostro acarya, Rupa Gosvami, spiega (Bhakti-rasamrta-sindhu 1.2.255)¬, nirbandhah krishna-sambandhe yuktam vairagyam ucyate: "Tutto ciò che è favorevole al servizio di Krishna dovrebbe essere accettato e non rifiutato come qualcosa di materiale".

Non si dovrebbe dunque essere attaccati alla proprietà di Krishna. I karmi sono attaccati ai beni di Krishna, cercano di rubare e di godere indebitamente della Sua proprietà—questi sono i karmi. E i cosiddetti jnani si sforzano, per ignoranza, di rinunciare alla proprietà di Krishna; e tuttavia sono molto orgogliosi di essere avanzati della loro conoscenza e rinuncia. Ma se qualcuno chiede: "A cosa state rinunciando?" "A questo mondo". "Bene, quando questo mondo è diventata la vostra proprietà a cui state rinunciando?" [risate] Da quando questo mondo è di vostra proprietà? Perché si rinuncia a qualcosa che si possiede; ma se non si possiede nulla, che senso ha la rinuncia? Siete venuti qui a mani vuote, vivete qui per qualche tempo e poi ve ne andate—all'inizio non siete i proprietari e quando ve ne andate non lo siete più. Allora qual è il senso della vostra rinuncia? Questo il difetto. Perciò noi non rinunciamo, ma vediamo che tutto ci è dato da Krishna.

Perciò, tena tyaktena bhunjitha (Isopanishad, mantra 1): Nulla mi appartiene, tutto è di Krishna. Anche il mio corpo e la mia mente sono di Krishna. I miei pensieri, le mie parole, tutto ciò che creo, tutto appartiene a Krishna. Questa è la filosofia di Krishna e, in realtà, è un dato di fatto. Perciò questo festival dei carri, il Ratha-yatra del Signore Jagannatha, fa parte del movimento per la coscienza di Krishna, poiché Sri Caitanya ha diffuso questo movimento nel corso degli ultimi cinquecento anni. Naturalmente, il movimento per la coscienza di Krishna non è una novità. Dalla Bhagavad-gita sappiamo che ha cinquemila anni, e dalla stessa apprendiamo anche che ha cinque milioni di anni. Ma nell'era moderna il movimento per la coscienza di Krishna è stato avviato dal Signore Caitanya, e il Ratha-yatra ne fa parte. Pertanto abbiamo introdotto il festival del Ratha-yatra nella nostra associazione. I ragazzi e le ragazze lo stanno accogliendo molto bene, e questo continuerà.

Sri Caitanya quindi stava interpretando il ruolo di Radharani, di quando Radharani chiese a Krishna di venire a Vrindavana. Quand'era davanti al carro del Ratha-yatra, il Signore pensava che stava portando Krishna a Vrindavana. Questa era la Sua estasi: "Sto portando Krishna a Vrindavana". Perciò questa cerimonia si osserva ogni anno, e Krishna, Jagannatha, si reca al tempio di Gundicha. Oggi è il giorno del Gundicha-marjanam, e Sri Caitanya era solito lavare personalmente l'intero tempio con centinaia dei Suoi assistenti, che portavano grandi giare d'acqua. Così, quando Sri Caitanya volle lavare il tempio di Gundicha, il re di Jagannatha Puri, Prataparudra Maharaja, che era un Suo grande devoto, diede ordine di rifornire subito tutto ciò che Caitanya Mahaprabhu avesse chiesto. A quei tempi non c'erano reti ferroviarie, quindi la gente arrivava a piedi, soprattutto dal Bengala. E poiché Egli risiedeva in Orissa, c'erano molti devoti Oriyan-gaudiya.

Generalmente i seguaci di Sri Caitanya sono bengalesi e oriya, perché Sri Caitanya apparve e visse in Bengala e in seguito Si stabilì in Orissa. Naturalmente, la gente di queste due province divenne Sua devota in gran numero; e ancora oggi, in Orissa ci sono molti devoti, come ce ne sono in Bengala. Pertanto Caitanya Mahaprabhu era protetto da Maharaja Prataparudra, un re molto potente, che non permise ai musulmani di entrare in Orissa. Era davvero molto potente. A quel tempo l'intera India era occupata dai Pathan [originari del Pakistan e Afghanistan], che non potevano entrare nell'Orissa e nell'India meridionale. Così Maharaja Prataparudra era un re molto potente e allo stesso tempo era un devoto di Sri Caitanya. Il suo ordine era chiaro: qualsiasi cosa Caitanya Mahaprabhu avesse chiesto, doveva essergli fornita.

In questo giorno, Caitanya Mahaprabhu era solito lavare il tempio di Gundicha con centinaia dei Suoi seguaci, a cui veniva ordinato di prendere l'acqua dalla cisterna più vicina—che ancora esiste. Se andate a Jagannatha Puri, potete vedere quel luogo. Da quella cisterna vennero portate centinaia di brocche d'acqua, dopo aver spazzato l'intera area. Per prima cosa era effettuata la pulizia e il Signore voleva vedere quanta polvere ogni devoto avesse raccolto. Lo verificava personalmente: "Mostrate quanta polvere avete raccolto, allora capirò se avete lavorato molto duramente". Così pulivano con grande cura due volte, non doveva rimanere nemmeno un granello di polvere—questo era il Suo ordine. Ora cantate Hare Krishna e prendete prasada. Molte grazie, Hare Krishna".



Fine.

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Altro a riguardo di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

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Altre lezioni scritte (da leggere): https://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=104

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